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Apocalisse mancata
Postato da Grazia01 il Lunedì, 31 luglio @ 12:48:53 CEST (23 letture)
Un pensiero al giorno








Secondo i soliti rumor, un mega terremoto, scatenato dal ritorno di Cristo doveva distruggere la terra il 29 luglio u. s. Il tutto sarebbe accaduto quando i poli si fossero rovesciati, e avremmo pensato al fenomeno noto come “inversione magnetica" invece no, per gli apocalittici significa che la terra sarebbe andata letteralmente sottosopra (e quindi quelli dell’emisfero nord andavano nel vuoto dello spazio cosmico). La fonte di tutte queste rivelazioni è ovviamente la Bibbia dove è prevista nei minimi dettagli, dicono gli esperti di apocalissi, il giorno e l’ora della fine del Mondo. Il che è strano perché Gesù stesso disse anche che non sapremo né il giorno né l’ora. Ma evidentemente è stato scelto di non prestare fede alle parole del figlio di Dio. Per il resto questa Apocalisse estiva non avrebbe riservato moltissime novità: la solita luna rosso sangue che compare sempre quando si parla di Apocalisse, i terremoti, panico, distruzione e come se non bastasse ci doveva essere una tremenda grandinata. Ma mica grandine qualsiasi, blocchi di ghiaccio da 500 chili. Il che, se fossimo riusciti ad evitarli sarebbero stati utilissimi per preparare un mojito “da fine del mondo” o per trovare un po’ di refrigerio dalle fiamme dell’inferno. Si perché non ci sarà stata la fine del mondo ma un caldo quasi infernale lo stiamo soffrendo.

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Robert Musil
Postato da Grazia01 il Martedì, 18 luglio @ 15:30:19 CEST (30 letture)
Un pensiero al giorno









Se avete intenzione di affogare i vostri problemi nell'alcol,
tenete presente che alcuni problemi sanno nuotare benissimo.

Robert Musil

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Sensibilità
Postato da Grazia01 il Lunedì, 10 luglio @ 19:19:45 CEST (47 letture)
Un pensiero al giorno









Sensibilità non è fragilità.È incapacità di rimanere in superficie.
È andare sempre a fondo. Nelle cose, nelle persone, nelle emozioni.

Serena Santorelli






La sensibilità è l’abito più elegante e prezioso di cui l’intelligenza possa vestirsi.

Osho

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L’ERMETISMO
Postato da Grazia01 il Venerdì, 07 luglio @ 19:58:38 CEST (49 letture)
Un pensiero al giorno






L’ERMETISMO


La dizione "poesia ermetica" venne usata per la prima volta, in un'accezione fortunata quanto negativa, come avviene
spesso nelle definizioni dei nuovi movimenti artistici, in un saggio di Francesco Flora del 1936.
La poesia ermetica rappresenta il punto d'arrivo di un'evoluzione poetica che ebbe, nei primi anni del Novecento, come
protagonisti Palazzeschi, Govoni e Campana.
Di una vera e propria scuola ermetica, con una codificazione di tecniche e di moduli espressivi, si può parlare a partire
dalla metà degli anni Trenta.
Si può individuare in Salvatore Quasimodo l'autore esemplare di detta corrente letteraria.
Leggi Tutto... | 2395 bytes aggiuntivi | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Il mare
Postato da Grazia01 il Giovedì, 06 luglio @ 19:31:45 CEST (54 letture)
Un pensiero al giorno








Il mare non è mai stato amico dell'uomo.
Al massimo complice della sua irrequietezza.
Joseph Conrad

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Quando siamo troppo...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 luglio @ 14:01:06 CEST (40 letture)
Un pensiero al giorno








Quando siamo troppo allegri, in realtà siamo infelici.
Quando parliamo troppo, in realtà siamo a disagio.
Quando urliamo, in realtà abbiamo paura.
In realtà…la realtà non è quasi mai come appare.


Virginia Woolf

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Il dopoamore
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 luglio @ 15:20:35 CEST (48 letture)
Un pensiero al giorno








“Il dopoamore”


Quando si smette di amare,
in genere non si ha la pazienza di aspettare che finisca bene,
si cerca la strada più breve, la rottura, la sofferenza.
Invece ci vuole lo stesso impegno e la stessa intensità dell’ inizio,
bisogna superare gli egoismi, vivere questo momento con la stessa passione,
far sentire alla persona lasciata tutto il bene che c’ è stato:
ci vuole amore per chiudere una storia.
Aspettare un po’
per non buttare via tutto
ma recuperare quanto è possibile,
ricreando un altro rapporto, un ‘ dopoamore’ ,
fatto di conoscenza e di complicità,
qualcosa che può essere molto più forte dell’ amicizia”

Massimo Troisi

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Solstizio d'estate 2017
Postato da Grazia01 il Sabato, 17 giugno @ 17:47:45 CEST (54 letture)
Un pensiero al giorno


Solstizio d'estate 2017

L'estate astronomica 2017 avrà inizio in corrispondenza del solstizio che quest'anno cadrà il 21 giugno alle 04:24 UTC. Il solstizio d'estate è un fenomeno dovuto all'inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto all'eclittica. Durante l'anno il solstizio ricorre due volte: il Sole raggiunge l'altezza minima nel cielo di dicembre, determinando l'inizio dell'inverno boreal, e l'altezza massima nel mese di giugno. Il 21 giugno sarà a tutti gli effetti il giorno più lungo dell'anno, giornata in cui le ore di luce (rispetto a quelle di buio) saranno massime.




A Milano la durata del giorno sarà di 15 ore e 45 minuti: il sole sorgerà alle ore 5:32, tramonterà alle ore 21:18 e raggiungerà la massima elevazione in cielo (68°) alle ore 13:25.
A Roma il giorno durerà 15 ore e 16 minuti: il sole sorgerà alle ore 5:33, tramonterà alle ore 20:50 e raggiungerà la massima elevazione in cielo (71.5°) alle ore 13:12.
A Napoli il sole sorgerà alle ore 5:31, tramonterà alle ore 20:39 e raggiungerà la massima elevazione in cielo (72.6°) alle ore 13:05. Il giorno durerà 15 ore e 8 minuti.

A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all'altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni è difatti l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all'eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Ma siccome l’inclinazione dell’asse terrestre non è costante ma varia ciclicamente tra circa 22,5° e 24,5° con un periodo di 41.000 anni (attualmente è di 23°27′ ed è in diminuzione) ecco spiegato perché le date di inizio delle stagioni variano di anno in anno.

In coincidenza con il giorno del 21 giugno quindi al Polo Nord sarà sempre giorno, mentre il Polo Sud entrerà nel buio. Questi periodi vengono chiamati rispettivamente Sole di Mezzanotte (24 ore al giorno di luce) e Notti Polari (24 ore al giorno di buio). Lungo il Circolo Polare Artico vivranno 24 ore consecutive di luce, mentre lungo il Circolo Polare Antartico vivranno una giornata completamente senza sole.

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Marionette
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 07 giugno @ 20:18:51 CEST (84 letture)
Un pensiero al giorno






L’abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portar le catene, a subir ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza e quando scopriamo di averla addosso ogni fibra di noi s’è adeguata, ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci. Solo una forte ribellione, un coraggio che oramai abbiamo smarrito da tempo ci può aiutare a spezzare questa situazione terribile, ritrovando la fiducia in noi stessi, quella fiducia che altri hanno schiacciato e avvilito.

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Primavera senza rondini
Postato da dada il Mercoledì, 03 maggio @ 17:17:11 CEST (70 letture)
Un pensiero al giorno






Qualche giorno fa un amico chiedeva: “Ma possibile che non si vedono più rondini in giro?“, In effetti facendoci attenzione, ho notato anch'io che, rispetto a quando ero giovane, le rondini sono pressoché sparite.
Ho letto che nell'ultimo decennio in europa ce ne sono quasi il 50% in meno. È una delle specie più conosciute del regno volatile, ma è anche una specie sempre più in declino: la causa della drastica diminuzione dell’uccello sarebbe causata dalle pratiche agricole intensive e dell’uso di prodotti chimici. Per cui le cause ben chiare sono per forza di cose da ricondurre, oltre che all'agricoltura intensiva e all'uso di prodotti chimici, anche, ma azzarderei anche soprattutto ai cambiamenti climatici, in particolare nelle aree di svernamento in Africa e al consumo di suolo, fattori che hanno enormemente ridotto la popolazione complessiva della specie sia in Italia sia in Europa.
Ovviamente qui apriamo il solito discorso che sta sopra ogni discorso inerente alle catastrofi ambientali: cosa fare per contrastare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici? Anche le rondini sono un effetto a seguito di questi cambiamenti, ribattezzati global Warning. Come ben sapete la Commissione Europea a Strasburgo ha dato infatti il via libera ad una risoluzione che prevede per i 27 stati membri una riduzione dell’80% delle emissioni di gas serra entro il 2050.
Un primo taglio del 40% dovrebbe avvenire entro il 2030 ed il successivo 60% entro il 2040. Eppure, mentre l’Unione Europea promette un impegno maggiore per il taglio delle emissioni inquinanti, secondo un nuovo rapporto presentato a Bruxelles dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) nel 2050 le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera saranno del 50% superiori a quelle odierne con effetti catastrofici per il nostro Pianeta.
Cambiare si deve e ora, dopo sarà troppo tardi.

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Le strade di notte...
Postato da dada il Domenica, 30 aprile @ 20:39:16 CEST (89 letture)
Un pensiero al giorno











Le strade di notte mi sembrano più grandi
ed anche un poco più tristi
è perché non c'è in giro nessuno.
Anche i miei pensieri di notte mi sembrano più grandi
e forse un poco più tristi
è perché non c'è in giro nessuno.
Voglio correre a casa, voglio correre da te
e dirti che ti amo, che ho bisogno di te
speriamo che tu non dorma già
mi spiacerebbe svegliarti...

Giorgio Gaber

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Ognuno sta solo
Postato da dada il Domenica, 02 aprile @ 10:19:20 CEST (74 letture)
Un pensiero al giorno






Ho cercato sempre di agire per il mio meglio, o come meglio potevo, lo sa il cielo se è vero. Ma il cielo è grande e cambia colore continuamente, il mio meglio spesso non è bastato e ad alcuni ha persino infastidito. Mi sono sentita a volte disperata e sola, ma in fondo, siamo tutti soli, immersi nei nostri pensieri, così uguali e così diversi. Per quanto si voglia bene a molte persone e ci si senta amati, difficilmente ci si sente veramente capiti. Non sempre si possono spiegare e appianare le incomprensioni, esistono e continuano ad esistere, senza che si possa fare nulla, se non accettarle.


Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

Quasimodo

Buona domenica

Grazia

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Questo dolore acuto
Postato da dada il Venerdì, 31 marzo @ 18:40:09 CEST (64 letture)
Un pensiero al giorno








Questo dolore acuto. Diventerà cronico. Cronico vuol dire che perdurerà anche se forse non sarà costante. Può anche voler dire che non ne morirai. Non te ne libererai ma non ti ucciderà. Non lo avvertirai in ogni istante però non passerà molto tempo prima che torni a farti visita. E imparerai alcuni trucchi per mitigarlo e tenerlo a bada, cercando di distruggere ciò che tanto dolore ti è costato.

Alice Munro. Le bambine restano

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Sotto questo cielo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 29 marzo @ 15:53:44 CEST (76 letture)
Un pensiero al giorno








Quante brutture sotto questo cielo!
Ci sono giorni in cui è così azzurro, limpido, innocente,
sembra impossibile che possa sopportare quel che accade,
o forse è solo falso, spietato, indifferente come gli occhi chiari degli assassini.
E più su, c'è qualcuno che guarda? O siamo solo formiche in balia degli eventi?



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Il Mondo deve sapere
Postato da dada il Martedì, 28 marzo @ 20:06:39 CEST (57 letture)
Un pensiero al giorno







Nel gennaio 2006 Michela Murgia viene assunta nel call center della multinazionale americana Kirby, produttrice del "mostro", l'oggetto di culto e devozione di una squadra di centinaia di telefoniste e venditori: un aspirapolvere da tremila euro, "brevettato dalla NASA". Mentre, per trenta interminabili giorni, si specializza nelle tecniche del "telemarchètting" e della persuasione occulta della casalinga ignara, l'autrice apre un blog dove riporta quel che succede nel call center: metodi motivazionali, raggiri psicologici, castighi aziendali, dando vita alla grottesca rappresentazione di un modello lavorativo a metà tra berlusconismo e Scientology. Un racconto sul precariato in Italia, che fa riflettere, incazzare e, miracolosamente, ridere. Fino alle lacrime. Questo primo romanzo dell'autrice sarda ha ispirato il film di Paolo Virzì, "Tutta la vita davanti".
Con una nuova prefazione dell'autrice.



Grazie a voi e anche all'Einaudi che ha accettato la sfida di ripubblicare un libro con così tanta vita alle spalle, succede in questi giorni che "Il Mondo deve sapere" sia andato sorprendentemente in ristampa. Non so se è del tutto una buona notizia, dato che ne rivela l'attualità. Infatti continuano ad arrivarmi lettere e messaggi in privato di persone che lo stanno leggendo per la prima volta oppure rileggendolo dopo dieci anni e io davanti ai loro commenti e alle loro storie vivo sensazioni altalenanti di gioia e sconforto.
Gioia perchè ho la prova che le parole ancora una volta possono essere necessarie, specie davanti a cose contro le quali nei fatti si ha la sensazione di poter fare poco.
Sconforto perché dieci anni non sono bastati a far sì che quel libro diventasse storia di ieri e non profezia dell'oggi.
Qualche giovanissimo in particolare mi scrive dicendomi "fa ridere, mi sono divertito!" e quasi mi viene da sorridere a mia volta, perché sono ragazzi e ragazze che pensano di leggere la mia storia e non si rendono conto che forse stanno leggendo la loro. Perché non sia così c'è un solo antidoto: continuiamo a raccontare.

Michela Murgia

Personalmente adoro Michela Murgia, sia come scrittrice che come persona

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Trattengo il fiato
Postato da dada il Giovedì, 09 marzo @ 20:07:55 CET (62 letture)
Un pensiero al giorno







Trattengo il fiato
quando non ci sei
Non voglio respirare altra vita
se non la tua.

James Cole
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il tramonto
Postato da dada il Giovedì, 02 marzo @ 20:28:09 CET (73 letture)
Un pensiero al giorno







Il cielo si colora perché è attraversato dalla luce solare. Come lo attraversa e cosa incontra lungo il percorso fanno la differenza. La luce è essenzialmente bianca e in condizioni 'normali' passando attraverso le molecole dell'atmosfera rende il cielo blu. Quando la luce incontra altre molecole, di acqua, polvere o cristalli di ghiaccio, o addirittura sostanze inquinanti, cambia frequenza e quindi colore. E i famosi tramonti africani? Non credo siano dovuti all'inquinamento. Non voglio pensare che quei colori siano generati da qualche cosa di "sporco".

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Sally
Postato da dada il Domenica, 19 febbraio @ 21:44:04 CET (79 letture)
Un pensiero al giorno





...sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia...

VASCO ROSSI




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Il panettone a San Biagio
Postato da dada il Venerdì, 03 febbraio @ 18:32:38 CET (104 letture)
Un pensiero al giorno





Milano e la tradizione di mangiare panettone avanzato a San Biagio



Lo sapevate che il panettone milanese ha proprietà curative? Forse chiamare in ballo la medicina è un po’ esagerato, ma credenza popolare vuole che il panetùn serva ad allontanare i malanni di stagione (invernali, si intende). Però, affinché preservi dalla malattia, bisogna attenersi a ciò che è scritto nel bugiardino e rispettare la corretta posologia. Devono, quindi, sussistere tutte le seguenti condizioni:
- il panettone deve essere avanzato da Natale (se anche un po’ raffermo meglio ancora);
- ne va mangiato un pezzettino come prima cosa la mattina del 3 febbraio (San Biagio) in famiglia;
- deve essere fatto benedire.
Per quanto riguarda la prima condizione, se avete fatto piazza pulita in casa (come è successo a me), il problema non sussiste perché di pasticcerie che svendono panettoni avanzati da Natale a Milano se ne trovano ancora. Vendere i cosiddetti “panettoni di San Biagio” non è più la norma rispetto al passato, ma se avete la pazienza di cercare, qualche “svenditore” lo trovate.
A tal proposito le malelingue sostengono che la tradizione sia proprio nata per la volontà (necessità) dell’industria alimentare di smaltire lo stock di panettoni invenduti. A me continua a piacere comunque la versione popolare, anche se probabilmente la verità sta nel mezzo.
A Milano, dove il culto di San Biagio è piuttosto sentito, si dice che San Bias el benediss la gola e el nas. Da qui l’esigenza di mangiare un pezzetto di panettone il 3 febbraio, come auspicio per allontanare in maniera preventiva i malanni di stagione quali raffreddore e mal di gola. Il panettone però va fatto benedire, altrimenti si rompe l’incantesimo e, oltre a non proteggere dai malanni stagionali, si deposita sui fianchi e difficilmente andrà via prima della prova costume.
Chi era San Biagio e cosa c’entra col panettone avanzato?
San Biagio era un vescovo e medico armeno, identificato anche come protettore della gola. La sua figura è legata ad una leggenda secondo cui una madre disperata si rivolse a lui perché al figlio si era conficcata una lisca di pesce in gola. San Biagio si limitò semplicemente a somministrare al bambino un pezzo di pane, la cui mollica portò via la lisca permettendo al bimbo di riprendere a respirare.
Il collegamento tra San Biagio e il panettone si riconduce, invece, a un’altra leggenda. Una donna milanese portò a un frate un panettone per farlo benedire. Il frate, troppo preso da altri impegni, disse alla donna di lasciarglielo che lo avrebbe benedetto in un altro momento. Passarono i giorni e la donna si scordò di ritirare il panettone: il frate goloso cominciò così a mangiarselo lui. Quando la donna si presentò a reclamarlo, il frate, mentre era alla ricerca di una scusa, si diresse verso l’involucro vuoto del panettone e ne trovò uno grosso il doppio rispetto a quello che gli aveva portato la donna. Era il 3 febbraio e da allora a San Biagio a Milano c’è la consuetudine di mangiare panettone avanzato da Natale.

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Febbraio
Postato da dada il Mercoledì, 01 febbraio @ 15:09:59 CET (70 letture)
Un pensiero al giorno









Febbraio

Come si allungano le ore
di luce, com’è ingordo Febbraio
di oro torbido e di vita
allo stato nascente
di rami germinanti dal niente
su cui si apriranno dei fiori
dicendoci che è possibile riavere
dal niente, forme, profumi, colori.

(Giuseppe Conte)



]
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Il 1966
Postato da dada il Venerdì, 27 gennaio @ 20:40:03 CET (71 letture)
Un pensiero al giorno









È l'anno dello scollinamento. La seconda metà dei Sessanta è totalmente differente dalla prima.

La prima metà vive nella scia del boom,del benessere, della dolce vita arrivata finalmente dopo la ricostruzione dei Cinquanta. La prima metà dei Sessanta corre da casello a casello, con "il tigre nel motore", bruciando litri di benzina super a basso costo. Sono gli anni del raddoppio. Perché, se nei Cinquanta il raddoppio è una possibilità suggerita anche dalla televisione (Lascia o raddoppia), nei primi Sessanta fiorisce il duplicato. Si raddoppiano le corsie nell'Autostrada del Sole dove si viaggia con la prima e con la seconda automobile comprata a rate. Si tende alla seconda casa per le vacanze con doppi servizi come la prima, con la possibilità del secondo televisore, più piccolo con le antennine incorporate per vedere (male) il secondo canale della Rai, nato il 4 novembre del 1961.





Per mantenere tutto sarà indispensabile un secondo lavoro, nella prospettiva clandestina di una seconda famiglia. Dal 1965 in poi si vira verso un edonismo meno dichiarato, recuperando i valori del pensiero accanto ai valori monetari. Dalla vetta della metà del decennio si guarda al futuro; sognando l'arrivo di un benessere generale, dopo aver provato il benessere materiale del boom. I giovani teorizzano l'era dell'acquario, epoca nella quale mai più guerre, mai più rivalità, ma amore, pace e fratellanza. Da allora, aspettiamo ancora. 1966, 27 aprile, Roma. La rivoluzione dei tempi arriva in chiesa: nell'oratorio dei Padri Filippini si celebra la prima messa beat. Nelle navate delle chiese entrano gli strumenti del mondo giovanile. Tra altari e confessionali si posizionano capelloni, con chitarre elettriche, batterie e microfoni, né più né meno come si vedeva al Piper di Roma. Con qualche differenza nei contenuti. In chiesa i Barritas suonano Gloria al Signore, mentre al Piper sale sul palco Party Pravo. Nelle chiese fuma l'incenso, mentre nei locali si fuma di tutto. Fatte salve queste ed altre divergenze, la messa beat rappresenta bene sia il 1966 sia le fughe in avanti della seconda metà dei Sessanta con il desiderio insopprimibile di aprirsi ai giovani, al rinnovamento, al cambiamento.

'Vedrai, vedrai,
vedrai che cambierà,
forse non sarà domani,
ma un bel giorno cambierà".




È il sentire di Luigi Tenco espresso con parole sue in Vedrai, vedrai nel 1965. Tenco ha ventisette anni e riassume malinconicamente le aspettative del mondo giovanile del momento, anche se in ogni momento della storia il mondo giovanile ha avuto tante aspettative disilluse e altrettante persone come Tenco a rappresentarle. Sappiamo di Luigi: il suo carattere, le sue polemiche, la sua ritrosia, la sua insoddisfazione, la sua fine, di notte, il 26 gennaio 1967, nella stanza 219 dell'Hotel Savoy di Sanremo, dopo aver cantato Ciao amore ciao, il suo saluto al mondo dal palcoscenico del Festiva!. Nel 1966 Tenco propone un'altra pagina di malinconia, segnata come le altre dalla voglia di futuro e dal presentimento di non viverne uno migliore. È Un giorno dopo l'altro. Ieri, nel 1966, sigla televisiva de Le inchiestdel commissario Maigret, oggi madeleine proustiana delle serate domenicali passate in compagnia di Gino Cervi/Maigret e delle sue indagini.

"Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita".


Certo non è stata scritta per dare allegria, ma oggi, riascoltandola, oltre a ripercorrere l'esistenzialismo di Luigi rivediamo in bianco e nero Gino Cervi/Maigret e Andreina Pagnani/Louise Maigret. Quando i due si sedevano a tavola, lui quasi stupiva di esser riuscito a risolvere il caso di omicidio più intricato del secolo. Quasi stupiva, perché la soluzione era caduta nel piatto, come la coscia del galletto servito dalla signora Maigret. E allora, con la bocca piena, Cervi assaporava in minima parte il gusto di aver trovato l'assassino e in massima parte il sapore della prunella d'Alsazia, utilizzata al posto dell'Arrnagnac per insaporire il galletto. E, da casa, a tutti veniva l'acquolina in bocca, guardando quei due signori eleganti e raffinati, seduti a tavola. TI profumo della prunella d'Alsazia (sconosciuto) passava al di qua del teleschermo e inondava il salotto, dopo cena. E veniva la voglia matta di andare in cucina, aprire il frigorifero e mangiare qualsiasi cosa (anche un pezzo di pane raffermo) immaginando di partecipare a quella cena ordinata al mattino da Iules François Amédée Maigret, commissario bongustaio.


"Un giorno dopo l'altro...
la vita se ne va
e la speranza ormai è
un'abitudine".


Umberto Boccoli

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Ora che il giorno finisce
Postato da dada il Sabato, 21 gennaio @ 14:36:01 CET (79 letture)
Un pensiero al giorno











In questo periodo in cui succedono tante disgrazie,
sono in molti a pensare che Dio si sia girato da un'altra parte.
Io credo che non lo si possa incolpare di tutto,
noi umani non siamo rispettosi verso la nostra madre terra,
la deturpiamo, la sporchiamo, la sfruttiamo oltre il limite consentito,
anche con mezzi eccezionalmente dirompenti.
Per questo mi sento di pubblicare questo inno al Signore.



Ora che il giorno finisce


Dio, quante volte ho pensato, la sera,
di non averti incontrato per niente;
e la memoria del canto di ieri,
come d'un tratto sembrava lontana.
Dio, quante volte ho abbassato lo sguardo,
spento il sorriso, nascosto la mano:
quante parole lasciate cadere,
quanti silenzi, ti chiedo perdono.
Io ti ringrazio per ogni creatura,
per ogni momento del tempo che vivo.
Io ti ringrazio perché questo canto
libero e lieto ti posso cantare.
Ora che il giorno finisce, Signore,
ti voglio cantare parole d'amore;
voglio cantare la gente incontrata
il tempo vissuto, le cose che ho avuto,
sorrisi di gioia, parole scambiate,
le mani intrecciate nel gesto di pace
e dentro le cose - pensiero improvviso -
la tua tenerezza il tuo stesso sorriso.


A. Sequeri



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Sensazioni
Postato da dada il Martedì, 17 gennaio @ 21:19:15 CET (49 letture)
Un pensiero al giorno










Se rifiuterai una sensazione senza ben distinguere fra ciò ch'è dovuto a opinione,
ciò che attende conferma, ciò ch'è presente con evidenza in base a sensazione
o ad affezione o a un qualunque atto di intuizione rappresentativa della mente,
finirai col confondere anche le altre sensazioni con opinione vana,
e non riuscirai più ad usare alcun criterio di giudizio.
E se nelle nozioni fondate sull'opinione tu farai valere ugualmente
sia ciò che attende conferma sia ciò che non riceve conferma,
non potrai sfuggire all'errore, perché non ti sarai liberato assolutamente dall'ambiguità
nel giudizio circa la verità o falsità di una conoscenza.

Epicuro

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I veri addii
Postato da dada il Lunedì, 16 gennaio @ 21:29:33 CET (59 letture)
Un pensiero al giorno















I veri addii scattano nella mente, sono silenziosi.
Sono i più veri, i più pericolosi.
Sono quelli che tieni per te.
E puoi anche continuare a sentirla una persona.
Non ti avrà più se l’hai salutata dentro.

Massimo Bisotti

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La generazione de I Quindici
Postato da dada il Domenica, 15 gennaio @ 20:19:45 CET (101 letture)
Un pensiero al giorno








La generazione de I Quindici

Li hanno avuti i miei figli, e li ho conservati fino a pochi anni fa, con l'ultimo trasloco li ho buttati. Mi dispiace ora.
Chi ha avuto la ventura di nascere nella prima metà degli anni Sessanta ha invece avuto, come primo testo di riferimento, un’enciclopedia:
I Quindici.
Ne sono sicuro, poiché ho condotto personalmente un’inchiesta tra i miei conoscenti.
Agivo così: quando incontravo qualcuno tra i 35 e i 45 anni che, nelle parole o nelle azioni, dimostrava in embrione inconsce idee revisioniste, gli chiedevo subito se da piccolo aveva avuto I Quindici.
La risposta è sempre stata sì.
Brevemente, ecco le principali peculiarità dei membri di questa fortunata generazione, così come sono risultate dalla mia inchiesta.
Uso la prima persona plurale, poiché anch’io, con molto orgoglio, faccio parte della generazione de I Quindici.

1. Apparteniamo a vari strati sociali. Forse I Quindici sono stati il primo elemento che ha scatenato la reazione livellante che oggi ha portato alla quasi-scomparsa delle classi sociali.
2. Siamo intellettualmente di prima mano. La nostra formazione è nata nella maggior parte dei casi proprio su I Quindici e non su emulazione delle attività e delle mentalità paterne. Questo rende originale la nostra creatività, non copiamo il modo di scrivere, pensare e agire dei colleghi di papà.
3. Abbiamo un’apertura verso l’internazionalità. I Quindici erano sicuramente la traduzione di un’opera americana. Erano pieni di citazioni e allusioni alla cultura e al modo di vita statunitense. Quasi tutti gli intervistati hanno confermato il senso di disorientamento toniokrogeriano da me provato di fronte a quelle immagini di bambini biondi e dagli occhi azzurri. Nessuno si riconosceva nelle storie in cui nostri coetanei mangiavano burro di noccioline o facevano parte di uno dei vari club della scuola. Chiusi negli appartamenti condominiali, in un’epoca che ancora non conosceva l’esplosione delle villette a schiera, guardavamo i ragazzini USA costruire casette per uccelli e porle nel giardino delle loro case. Personalmente, essendo ai tempi ancora perso nelle nebbie catodiche del bianco e nero, mi ha sempre colpito l’immagine di Pico de’ Paperis che appariva in un televisore a colori. Comunque, questa estraneità veniva presto superata e accettata. Una capacità di superamento e accettazione delle differenze che contraddistingue ancora oggi i membri della generazione de I Quindici e che è alla base della nostra inclinazione internazionale.
4. Abbiamo un forte senso del colore. La rilegatura dei 15 volumi era in una tinta neutra, ma ogni volume era contraddistinto da bande che, dall’1 al 15, rappresentavano una fantastica iride raddoppiata. Ognuno degli intervistati ha un preciso ricordo cromatico. Se devo dire che colore ha l’infinito, rispondo: «Il violetto dell’ultimo volume dei Quindici. Profondo e misterioso».
5. Abbiamo una spiccata tendenza alla reminiscenza. Sfogliati in tenera età, quei volumi avevano almeno un’immagine che si è fermata nella nostra memoria. Jacqueline Ceresoli mi ha detto: «Ricordo il disegno di un uomo che volava con uno zaino dotato di retrorazzi. Quella per me è ancora l’immagine del futuro». Ma non erano solo le immagini. Marco Lavagetto ricorda perfettamente l’odore, anzi il profumo che aveva la carta di quella enciclopedia. Insomma, al lettore de I Quindici tutti i sensi si sono aperti insieme.
6. Siamo stati precoci. Chi ha letto il Mondo, prima, e L’Espresso, poi, l’ha fatto dai vent’anni in su, sentendo molto forte il senso di comunione di interessi. Nel nostro caso, la Bildung è iniziata molto prima: non sono rari i casi di membri della generazione de I Quindici che hanno iniziato a leggere a 4 o 5 anni. La nostra formazione si è avviata negli anni Sessanta con questa enciclopedia e si è sviluppata negli anni Settanta lungo una seconda fase che aveva già superato la lettura, sostituendola con la visione (Oggi le Comiche e, in certe regioni, Scacciapensieri sulla TV svizzera). Così, giunti ai vent’anni ricchi di questo bagaglio, non abbiamo avuto più alcuna voglia di dedicarci a esperienze unificanti in cui poterci
riconoscere. Il nostro senso di comunione intellettuale è perciò esclusivamente retroattivo ed è stato scoperto solo in seguito.
7. Siamo particolarmente ricettivi di fronte alla rapidità del messaggio iconico. Non facciamo parte della civiltà dell’immagine solo perché qualche sociologo decide di scriverlo sui giornali. Lo siamo perché è nelle nostre radici la capacità di decifrare i pittogrammi, quelli che identificavano l’argomento di ogni volume dell’enciclopedia. Ricordo un globo stilizzato per il tomo dedicato ai paesi del mondo. Un martello e una sega per il volume in cui si insegnava a realizzare oggetti d’ogni tipo...
I membri della generazione de I Quindici si riconoscono poiché all’aeroporto si muovono con sicurezza tra le indicazioni non verbali e pittografiche. Chi non ha letto I Quindici da piccolo, invece, di solito si perde e riconosce a malapena l’omino e la donnina sulle porte delle toilette.

Tommaso Labranca
Tratto da Andy Warhol era un coatto

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Le giornate si allungano già un pochino
Postato da dada il Sabato, 14 gennaio @ 20:12:20 CET (83 letture)
Un pensiero al giorno










Al Nord, dal 22 Dicembre all'8 Gennaio la durata del giorno e' di 8 ore e 45 minuti,
dal 8 Gennaio sino al 18 Gennaio si passa dalle 9 ore di durata alle 9 ore e 15 minuti,
il 25 Gennaio saremo a 9 ore e 30 minuti,
il 31 Gennaio toccheremo le 9 ore e 45 minuti!
in poche parole avremo un ora di luce in piu' rispetto al solstizio del 22 Dicembre!!

E già, le giornate si allungano un pochino, io me ne sono già accorta.
Buon inverno!!!
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12 Gennaio 1985, la più grande gelata del secolo scorso
Postato da dada il Venerdì, 13 gennaio @ 11:06:51 CET (59 letture)
Un pensiero al giorno






12 Gennaio 1985, la più grande gelata del secolo scorso.
Oltre le grandi Ere geologiche, pare che esistano delle fluttuazioni climatiche ricorrenti, molto più brevi, dovute, pare alle attività solari.
Ad esempio nell'ultima parte del Medioevo, dal IX al XIV secolo la temperatura era relativamente mite, con un picco, pare, tra il 1100 ed 1250. Poi si abbassò, per arrivare a quella chiamata: “Piccola età glaciale” che ebbe il suo picco ad inizio del 1700, per terminare nel 1850.
Nel 1709, si ha un periodo di gelo di due mesi che inizia in Francia: la costa atlantica e la Senna congelano, le coltivazioni vanno perdute e almeno 24.000 parigini muoiono! Il Lago di Garda ghiacciato è attraversato da carri pesanti ed in Pianura Padana, oltre tutti gli ulivi, seccano le piante da frutto che normalmente resistono a punte di meno 40!
Da allora si assiste al fenomeno, drammatico! e contrario, d’innalzamento della temperatura, arretramento dei ghiaccia ed innalzamento dei mari, con tropicalizzazione di tante zone prima a clima temperato e moderato: ma tutto questo dovuto essenzialmente all'attività industriale umana: cioè all'inquinamento!



Ci sono poi fenomeni puntuali. Anomalie dovute a stagioni eccezionali. Come la gelata del 1985! Un’ondata di gelo che investì l’intero continente europeo e l’Africa settentrionale e fece registrare in molte località d’Italia le temperature più basse della storia: a Firenze la minima scende a -23,2 °C!
Gelano e muoiono tantissimi ulivi e tante altre piante. Per non parlare dei raccolti.
Ricordo che quella sera uscii dall'ufficio e feci a piedi la strada verso casa, circa 3 km, in una Milano paralizzata, e con la neve sui marciapiedi che arrivava sopra ai polpacci, e che difficoltà restare in piedi! Per fortuna sia mio marito che i miei figli, allora ragazzini, erano già al sicuro a casa.



A volte queste gelate ritornano...in questi giorni siamo li...

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Ricordo i nomi...
Postato da dada il Sabato, 07 gennaio @ 21:03:09 CET (76 letture)
Un pensiero al giorno








Ricordo i nomi che da bambino davo alle erbe e ai fiori nascosti. Ricordo dove si trova il rospo e a che ora si svegliano d’estate gli uccelli – e l’odore degli alberi e delle stagioni – che aspetto aveva la gente e come camminava; ricordo anche il loro odore. La memoria degli odori è molto tenace.
(John Steinbeck)

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Platone
Postato da dada il Giovedì, 05 gennaio @ 23:10:33 CET (45 letture)
Un pensiero al giorno










L'anima se ne sta smarrita per la stranezza della sua condizione e, non sapendo che fare, smania e fuor di sé non trova sonno di notte né riposo di giorno, ma corre, anela là dove spera di poter rimirare colui che possiede la bellezza. E appena l'ha riguardato, invasa dall'onda del desiderio amoroso, le si sciolgono i canali ostruiti: essa prende respiro, si riposa delle trafitture e degli affanni, e di nuovo gode, per il momento almeno, questo soavissimo piacere. Perché, oltre a venerare colui che possiede la bellezza, ha scoperto in lui l'unico medico dei suoi dolorosi affanni. Questo patimento dell'anima, mio bell'amico a cui sto parlando, è ciò che gli uomini chiamano amore.

Platone

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IL DISPRESSO...
Postato da dada il Mercoledì, 04 gennaio @ 18:53:55 CET (59 letture)
Un pensiero al giorno









Guardando bene, si scopre che nel disprezzo c'è un po' di invidia segreta.
Considerate bene ciò che disprezzate e vi accorgerete che è sempre una felicità che non avete,
una libertà che non vi concedete, un coraggio, un'abilità, una forza,
dei vantaggi che vi mancano, e della cui mancanza vi consolate col disprezzo.

PAUL VALÉRY

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