Toggle Content Menu Principale

Toggle Content Info Utente

Benvenuto Anonimo

(Registrati)

Iscrizioni:
Ultimo: dada
Nuovi di oggi: 0
Nuovi di ieri: 0
Complessivo: 246

Persone Online:
Iscritti: 0
Visitatori: 367
Totale: 367
Chi è online:
 Visitatori:
01: coppermine
02: Home
03: Home
04: Home
05: coppermine
06: coppermine
07: Home
08: coppermine
09: Home
10: Home
11: coppermine
12: Home
13: Search
14: Your Account
15: News
16: coppermine
17: coppermine
18: Home
19: coppermine
20: coppermine
21: Home
22: Home
23: Home
24: coppermine
25: News
26: Home
27: Home
28: Home
29: coppermine
30: Home
31: coppermine
32: Stories Archive
33: coppermine
34: Home
35: Home
36: Home
37: Stories Archive
38: Search
39: coppermine
40: News
41: coppermine
42: Home
43: coppermine
44: Home
45: News
46: Home
47: Home
48: coppermine
49: Home
50: Home
51: Home
52: Home
53: Home
54: Home
55: Home
56: Home
57: Stories Archive
58: Home
59: Home
60: Home
61: coppermine
62: coppermine
63: Forums
64: Home
65: Home
66: Home
67: coppermine
68: Home
69: Home
70: Home
71: News
72: Home
73: Home
74: coppermine
75: Home
76: Home
77: News
78: Home
79: Home
80: Search
81: coppermine
82: coppermine
83: coppermine
84: Home
85: coppermine
86: Forums
87: Search
88: Home
89: Home
90: Statistics
91: Forums
92: Home
93: coppermine
94: Home
95: Home
96: Home
97: Home
98: Home
99: Search
100: Stories Archive
101: Home
102: Home
103: Home
104: Home
105: Home
106: News
107: coppermine
108: Home
109: Home
110: News
111: Home
112: Home
113: Home
114: Home
115: coppermine
116: Forums
117: Home
118: Stories Archive
119: Home
120: Home
121: News
122: Your Account
123: Home
124: Stories Archive
125: Home
126: Home
127: Home
128: coppermine
129: Home
130: News
131: Home
132: Home
133: Stories Archive
134: Home
135: Home
136: Home
137: Home
138: Home
139: News
140: Home
141: Home
142: Home
143: News
144: coppermine
145: Home
146: Home
147: coppermine
148: Home
149: Home
150: Home
151: Your Account
152: News
153: coppermine
154: Home
155: Home
156: Forums
157: Home
158: Home
159: Home
160: coppermine
161: Home
162: Search
163: Home
164: Home
165: coppermine
166: Home
167: coppermine
168: Search
169: News
170: Home
171: coppermine
172: Home
173: Forums
174: News
175: Your Account
176: Home
177: Home
178: Search
179: Home
180: Home
181: Home
182: coppermine
183: Home
184: coppermine
185: Home
186: Home
187: Home
188: Home
189: Home
190: Forums
191: Home
192: Home
193: Home
194: News
195: Home
196: Home
197: coppermine
198: Home
199: Home
200: Home
201: Home
202: Home
203: Stories Archive
204: Stories Archive
205: Home
206: Home
207: Home
208: Home
209: Home
210: Home
211: coppermine
212: Forums
213: coppermine
214: coppermine
215: Home
216: Home
217: Home
218: Home
219: Your Account
220: Home
221: Home
222: Search
223: Home
224: Search
225: News
226: coppermine
227: Home
228: Home
229: Home
230: Forums
231: coppermine
232: Home
233: News
234: Stories Archive
235: Home
236: Home
237: Home
238: Home
239: Home
240: Home
241: Home
242: Home
243: Home
244: Home
245: Home
246: Home
247: Home
248: Home
249: coppermine
250: Home
251: Home
252: Home
253: Home
254: News
255: Home
256: coppermine
257: News
258: Forums
259: Home
260: Home
261: Home
262: Statistics
263: coppermine
264: Home
265: Home
266: News
267: coppermine
268: Stories Archive
269: Home
270: Home
271: Home
272: Home
273: Home
274: Home
275: coppermine
276: Home
277: Home
278: Home
279: coppermine
280: Home
281: Home
282: coppermine
283: Home
284: Home
285: coppermine
286: Search
287: Stories Archive
288: News
289: Home
290: Home
291: coppermine
292: coppermine
293: Home
294: Stories Archive
295: Stories Archive
296: Home
297: Home
298: Home
299: Home
300: Home
301: coppermine
302: coppermine
303: Home
304: coppermine
305: coppermine
306: Statistics
307: coppermine
308: Stories Archive
309: Your Account
310: Home
311: News
312: Home
313: Home
314: coppermine
315: Forums
316: Home
317: coppermine
318: Home
319: Home
320: Home
321: Home
322: Search
323: Home
324: coppermine
325: coppermine
326: Home
327: Home
328: coppermine
329: Home
330: Home
331: coppermine
332: Search
333: coppermine
334: Home
335: Home
336: Home
337: Forums
338: Home
339: Home
340: Home
341: coppermine
342: Home
343: coppermine
344: Search
345: Home
346: Home
347: Home
348: coppermine
349: Home
350: Home
351: Surveys
352: Home
353: Home
354: Home
355: Home
356: coppermine
357: Home
358: Home
359: Home
360: Home
361: Home
362: Home
363: Home
364: Home
365: Home
366: Home
367: coppermine

Staff Online:

Nessuno dello Staff è online!

Toggle Content Coppermine Stats
coppermine
 Albums: 171
 Immagini: 8964
  · Viste: 1901499
  · Voti: 430
  · Commenti: 60

Toggle Content *
Segui maktea1 su Twitter


Toggle Content Autori
Novità
Poesie d'autore, poesie inedite, Biografie, immagini e molto altro...: Poesie di Pascoli

Cerca in questo Argomento:   
[ Vai alla Home | Seleziona un nuovo Argomento ]

Novembre
Postato da Grazia01 il Martedì, 15 novembre @ 17:12:41 CET (469 letture)
Poesie di Pascoli






NOVEMBRE


Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...


Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.


Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E' l'estate
fredda, dei morti.

Giovanni Pascoli


commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Ogni anno a te grido
Postato da Grazia01 il Domenica, 28 dicembre @ 23:20:33 CET (511 letture)
Poesie di Pascoli








Ogni anno a te grido


Ogni anno a te grido
con palpito nuovo.
Tu giungi: sorrido;
tu parti: mi trovo
due lacrime amare
in più.
Quest'anno...oh! quest'anno,
la gioia vien teco:
già l'odo, o m'inganno,
quell'eco dell'eco;
già t'odo cantare
Cu...cu.

Giovanni Pascoli

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


La ciotola del nonno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 05 dicembre @ 19:32:06 CET (921 letture)
Poesie di Pascoli







LA CIOTOLA DEL NONNO…


C’era una volta un povero vecchio, che non ci vedeva più, non ci sentiva più e le ginocchia e le mani gli tremavano.
E quando era a tavola non poteva tener fermo il cucchiaio e faceva cadere la minestra sulla tovaglia e qualche volta gliene scappava anche dalla bocca.
La moglie di suo figlio se n’era ormai schifata e, purtroppo, anche suo figlio.
E non lo vollero più a tavola con loro.
Il povero vecchio doveva star seduto accanto al camino e mangiava un poco di zuppa in una scodella di terracotta.
Un giorno, siccome le sue mani tremavano, gli cadde la scodella per terra e si ruppe.
La nuora gliene disse di tutti i colori e il povero vecchio non rispose nulla.
Gli comprarono una scodella di legno e gli dissero:
“Questa certo non la romperai!”.
Una sera suo figlio e le nuora videro il loro bimbo, che raccattava i cocci della scodella di legno e cercava di unirli.
Il padre gli disse: “Che fai?”.
Rispose il bambino: “Riaggiusto la scodella di legno, per dar da mangiare a te e alla mamma, quando sarete vecchi!”.
Ora il nonno mangia ancora a tavola con gli altri, che lo trattano bene e gli vogliono bene.

Giovanni Pascoli
commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Il gelsomino notturno
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 maggio @ 08:28:22 CEST (1008 letture)
Poesie di Pascoli




Il gelsomino notturno



E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.



Leggi Tutto... | 928 bytes aggiuntivi | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Ultimo sogno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 20 gennaio @ 10:28:14 CET (1001 letture)
Poesie di Pascoli





Ultimo sogno


Da un immoto fragor di carrïaggi
ferrei, moventi verso l'infinito
tra schiocchi acuti e fremiti selvaggi...




Leggi Tutto... | 770 bytes aggiuntivi | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Ogni anno a te grido
Postato da Grazia01 il Martedì, 28 dicembre @ 00:11:45 CET (1165 letture)
Poesie di Pascoli




Ogni anno a te grido


Ogni anno a te grido
con palpito nuovo.
Tu giungi: sorrido;



Leggi Tutto... | 436 bytes aggiuntivi | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


La befana
Postato da Grazia01 il Lunedì, 04 gennaio @ 13:26:42 CET (1157 letture)
Poesie di Pascoli




La befana

Viene viene la Befana,
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! la circonda
neve, gelo e tramontana.
Leggi Tutto... | 2153 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


L'aquilone
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 marzo @ 13:37:10 CET (4062 letture)
Poesie di Pascoli
L' aquilone


C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.



Leggi Tutto... | 2704 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 4


Valentino
Postato da Antonio il Giovedì, 14 febbraio @ 13:16:20 CET (2399 letture)
Poesie di Pascoli

VALENTINO

Oh! Valentino vestito di nuovo,
come le brocche dei biancospini!
Solo, ai piedini provati dal rovo
porti la pelle de' tuoi piedini;
Leggi Tutto... | 874 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


La riscoperta di Giovanni Pascoli
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 marzo @ 00:21:07 CET (9773 letture)
Poesie di Pascoli La scuola mi aveva reso Giovanni Pascoli stucchevole e distante o perlomeno mi aveva proposto di Pascoli l'aspetto più sentimentale, più manieristico.
Invece a conoscerlo meglio si scopre che anche lui è un grande giocoliere del linguaggio.
l'ho riletto con uno sguardo diverso e ho capito la sua grazia e la sua forza.
Mi ha toccato il suo modo di parlare della natura, come uno che ci sta in mezzo, che prende in mano il pulcino, chiama la gallina, tocca il cane. Anche con un certo gusto minimalista, diremmo oggi.




La lodola perduta nell' aurora
si spazia, e di lassù canta alla
villa che un fil di fumo qua e là
vapora;

di lassù largamente bruni
farsi i solchi mira quella sua
pupilla
lontana, e i bianchi bovi a coppie sparsi.

Qualche zolla nel campo umido e
nero luccica al sole, netta come
specchio:
fa il villano mannelle in suo pensiero,
e il canto del cuculo ha nell' orecchio.


Giovanni Pascoli, Di lassù
Leggi Tutto... | 2148 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 2.81


X Agosto
Postato da Grazia01 il Venerdì, 04 agosto @ 21:30:54 CEST (2527 letture)
Poesie di Pascoli San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli
commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 3.5


La Domenica delle Palme
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 aprile @ 07:57:13 CEST (1413 letture)
Poesie di Pascoli

A' piedi del vecchio maniero
che ingombrano l'edera e il rovo;
dove abita un bruno sparviero,
non altro, di vivo;
che strilla e si leva, ed a spire
poi torna, turbato nel covo,
chi sa? dall'andare e venire
d'un vecchio balivo:
a' piedi dell'odio che, alfine,
solo è con le proprie rovine,
piantiamo l'ulivo!

l'ulivo che a gli uomini appresti
la bacca ch'è cibo e ch'è luce,
gremita, che alcuna ne resti
pel tordo sassello;
l'ulivo che ombreggi d'un glauco
pallore la rupe già truce,
dov'erri la pecora, e rauco
la chiami l'agnello;
l'ulivo che dia le vermene
pel figlio dell'uomo, che viene
sul mite asinello.

Portate il piccone; rimanga
l'aratro nell'ozio dell'aie.
Respinge il marrello e la vanga
lo sterile clivo.
Il clivo che ripido sale,
biancheggia di sassi e di ghiaie;
lo assordano l'ebbre cicale
col grido solivo.
Qui radichi e cresca! Non vuole,
per crescere, ch'aria, che sole,
che tempo, l'ulivo!

Nei massi le barbe, e nel cielo
le piccole foglie d'argento!
Serbate a più gracile stelo
più soffici zolle!
Tra i massi s'avvinchia, e non cede,
se i massi non cedono, al vento.
Lì, soffre, ma cresce, né chiede
più ciò che non volle.
L'ulivo che soffre ma bea,
che ciò ch'è più duro, ciò crea
che scorre più molle.

Per sé, c'è chi semina i biondi
solleciti grani cui copra
la neve del verno e cui mondi
lo zefiro estivo.
Per sé, c'è chi pianta l'alloro
che presto l'ombreggi e che sopra
lui regni, al sussurro canoro
del labile rivo.
Non male. Noi mèsse pei figli,
noi, ombra pei figli de' figli,
piantiamo l'ulivo!

Voi, alberi sùbiti, date
pur ombra a chi pianta ed innesta;
voi, frutto; e le brevi fiammate
col rombo seguace!
Tu, placido e pallido ulivo,
non dare a noi nulla; ma resta!
ma cresci, sicuro e tardivo,
nel tempo che tace!
ma nutri il lumino soletto
che, dopo, ci brilli sul letto
dell'ultima pace!

Giovanni Pascoli


commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Dai "Canti di Castelvecchio"
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 08 marzo @ 14:06:08 CET (3831 letture)
Poesie di Pascoli La partenza del boscaiolo

La scure prendi su, Lombardo,
da Fiumalbo e Frassinoro!
Il vento ha già spiumato il cardo,
fruga la tua barba d'oro.
Lombardo, prendi su la scure,
da Civago e da Cerù:
è tempo di passar l'alture:
tient'a su! tient'a su! tient'a su!
Più fondo scavano le talpe
nelle prata in cui già brina.
E` tempo che tu passi l'Alpe,
ché la neve s'avvicina.
Le talpe scavano più fondo.
Vanno più alte le gru.
Fa come queste, e va pel mondo:
tient'a su! tient'a su! tient'a su!
Per le faggete e l'abetine,
dalle fratte e dal ruscello,
quel canto suona senza fine,
chiaro come un campanello.
Per l'abetine e le faggete
canta, ogni ora ogni dì più,
la cinciallegra, e ti ripete:
tient'a su! tient'a su! tient'a su!
Di bosco è come te, la cincia:
campa su la macchia anch'essa.
Sa che, col verno che comincia,
ti finisce la rimessa.
La cincia è come te, di bosco:
sa che pane non n'hai più.
Va dove n'ha rimesso il Tosco:
tient'a su! tient'a su! tient'a su!
Le gemme qua e là col becco
picchia: anch'essa è taglialegna.
Nel bosco è un picchierellar secco
della cincia che t'insegna.
Col becco qua e là le gemme
picchia al mo' che picchi tu.
Va, taglialegna, alle maremme...
tient'a su! tient'a su! tient'a su!
Ha il nido qua e là nei buchi
d'ischie o d'olmi, ove gli garba;
e pensa forse a que' tuoi duchi,
grandi, dalla lunga barba.
Nei buchi erbiti dove ha il nido,
pensa al gran tempo che fu;
e getta ancora il vecchio grido:
tient'a su! tient'a su! tient'a su!
Un'azza è quella con cui squadri
là, nel verno, il pino e il cerro;
con cui picchiavano i tuoi padri
sopra i grandi elmi di ferro.
Tu squadri i tronchi, ora; con l'azza
butti le foreste giù.
Va ora senza più corazza...
tient'a su! tient'a su! tient'a su!
Rimane nella valle il canto.
Sono ormai, le cincie, sole.
La scure dei lombardi intanto
lassù brilla contro al sole.
E sempre il canto che rimane,
giunge in alto alla tribù,
che parte a guadagnarsi il pane:
tient'a su! tient'a su! tient'a su!


L'uccellino del freddo

Viene il freddo. Giri per dirlo
tu, sgricciolo, intorno le siepi;
e sentire fai nel tuo zirlo
lo strido di gelo che crepi.
Il tuo trillo sembra la brina
che sgrigiola, il vetro che incrina...
trr trr trr terit tirit...
Viene il verno. Nella tua voce
c'è il verno tutt'arido e tecco.
Tu somigli un guscio di noce,
che ruzzola con rumor secco.
T'ha insegnato il breve tuo trillo
con l'elitre tremule il grillo...
trr trr trr terit tirit...
Nel tuo verso suona scrio scrio,
con piccoli crepiti e stiocchi,
il segreto scricchiolettio
di quella catasta di ciocchi.
Uno scricchiolettio ti parve
d'udirvi cercando le larve...
trr trr trr terit tirit...
Tutto, intorno, screpola rotto.
Tu frulli ad un tetto, ad un vetro.
Così rompere odi lì sotto,
così screpolare lì dietro.
Oh! lì dentro vedi una vecchia
che fiacca la stipa e la grecchia...
trr trr trr terit tirit...
Vedi il lume, vedi la vampa.
Tu frulli dal vetro alla fratta.
Ecco un tizzo soffia, una stiampa
già croscia, una scorza già scatta.
Ecco nella grigia casetta
l'allegra fiammata scoppietta...
trr trr trr terit tirit...
Fuori, in terra, frusciano foglie
cadute. Nell'Alpe lontana
ce n'è un mucchio grande che accoglie
la verde tua palla di lana.
Nido verde tra foglie morte,
che fanno, ad un soffio più forte...
trr trr trr terit tirit...

La capinera


Il tempo si cambia: stasera
vuol l'acqua venire a ruscelli.
L'annunzia la capinera
tra li àlbatri e li avornielli:
tac tac.
Non mettere, o bionda mammina,
ai bimbi i vestiti da fuori.
Restate, che l'acqua è vicina:
udite tra i pini e gli allori:
tac tac.
Anch'essa nel tiepido nido
s'alleva i suoi quattro piccini:
per questo ripete il suo grido,
guardando il suo nido di crini:
tac tac.
Già vede una nuvola a mare:
già, sotto le goccie dirotte,
vedrà tutto il bosco tremare,
covando tra il vento e la notte:
tac tac.

Valentino


Oh! Valentino vestito di nuovo,
come le brocche dei biancospini!
Solo, ai piedini provati dal rovo
porti la pelle de' tuoi piedini;
porti le scarpe che mamma ti fece,
che non mutasti mai da quel dì,
che non costarono un picciolo: in vece
costa il vestito che ti cucì.
Costa; ché mamma già tutto ci spese
quel tintinnante salvadanaio:
ora esso è vuoto; e cantò più d'un mese
per riempirlo, tutto il pollaio.
Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco
non ti bastava, tremavi, ahimè!,
e le galline cantavano, Un cocco!
ecco ecco un cocco un cocco per te!
Poi, le galline chiocciarono, e venne
marzo, e tu, magro contadinello,
restasti a mezzo, così con le penne,
ma nudi i piedi, come un uccello:
come l'uccello venuto dal mare,
che tra il ciliegio salta, e non sa
ch'oltre il beccare, il cantare, l'amare,
ci sia qualch'altra felicità

Canzone di marzo

Che torbida notte di marzo!
Ma che mattinata tranquilla!
che cielo pulito! che sfarzo
di perle! Ogni stelo, una stilla
che ride: sorriso che brilla
su lunghe parole.
Le serpi si sono destate
col tuono che rimbombò primo
Guizzavano, udendo l'estate,
le verdi cicigne tra il timo;
battevan la coda sul limo
le biscie acquaiole.
Ancor le fanciulle si sono
destate, ma per un momento;
pensarono serpi, a quel tuono;
sognarono l'incantamento.
In sogno gettavano al vento
le loro pezzuole.
Nell'aride bresche anco l'api
si sono destate agli schiocchi.
La vite gemeva dai capi,
fremevano i gelsi nei nocchi.
Ai lampi sbattevano gli occhi
le prime viole.
Han fatto, venendo dal mare,
le rondini tristo viaggio.
Ma ora, vedendo tremare
sopr'ogni acquitrino il suo raggio,
cinguettano in loro linguaggio,
ch'è ciò che ci vuole.
Sì, ciò che ci vuole. Le loro
casine, qualcuna si sfalda,
qualcuna è già rotta. Lavoro
ci vuole, ed argilla più salda;
perché ci stia comoda e calda
la garrula prole.

Il croco

I
O pallido croco,
nel vaso d'argilla,
ch'è bello, e non l'ami,
coi petali lilla
tu chiudi gli stami
di fuoco:
le miche di fuoco
coi lunghi tuoi petali
chiudi nel cuore
tu leso, o poeta
dei pascoli, fiore
di croco!
Voi l'acqua di polla
ravvivi, o viole,
non chi la sua zolla
rivuole!


II
Ma messo ad un riso
di luce e di cielo,
per subito inganno
ritorna il tuo stelo
colà donde l'hanno
diviso:
tu pallido, e fiso
nel raggio che accora,
nel raggio che piace,
dimentichi ch'ora
sei esule, lacero,
ucciso:
tu apri il tuo cuore,
ch'è chiuso, che duole,
ch'è rotto, che muore,
nel sole!

Temporale



E` mezzodì. Rintomba.
Tacciono le cicale
nelle stridule seccie.
E chiaro un tuon rimbomba
dopo uno stanco, uguale,
rotolare di breccie.
Rondini ad ali aperte
fanno echeggiar la loggia
de' lor piccoli scoppi.
Già, dopo l'afa inerte,
fanno rumor di pioggia
le fogline dei pioppi.
Un tuon sgretola l'aria.
Sembra venuto sera.
Picchia ogni anta su l'anta.
Serrano. Solitaria
s'ode una capinera,
là, che canta... che canta...
E l'acqua cade, a grosse
goccie, poi giù a torrenti,
sopra i fumidi campi.
S'è sfatto il cielo: a scosse
v'entrano urlando i venti
e vi sbisciano i lampi.
Cresce in un gran sussulto
l'acqua, dopo ogni rotto
schianto ch'aspro diroccia;
mentre, col suo singulto
trepido, passa sotto
l'acquazzone una chioccia.
Appena tace il tuono,
che quando al fin già pare,
fa tremare ogni vetro,
tra il vento e l'acqua, buono,
s'ode quel croccolare
co' suoi pigolìi dietro.

La mia sera


Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!
Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera.
E`, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera.
Che voli di rondini intorno!
che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Né io... e che voli, che gridi,
mia limpida sera!
Don... Don... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch'io torni com'era...
sentivo mia madre... poi nulla...
sul far della sera.
commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 4


Da "Il ritorno a San Mauro"
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 08 marzo @ 13:53:12 CET (1677 letture)
Poesie di Pascoli La Messa

La squilla sonava l'entrata.
Diceva con voce affrettata:
- Non entri? Non entri? Perché?
C'è un rito con fiori, con ceri,
con fiocchi d'incenso leggieri.
Su, entra, ché suono per te.
Udrai dopo un chiaro tintinno,
salire la gloria d'un inno
dall'organo che gemerà.
C'è un vecchio che mormora stanco
con tutto un suo tremolìo bianco,
parole di felicità.
La panca vedrai dove un giorno
veniva coi piccoli intorno
tua mamma: venivi anche tu.
Pregava (tuo padre non c'era)
pregava; ma quella preghiera
s'è forse smarrita laggiù.
T'udrai (sa il tuo nome!) chiamare
da quella... Ha le lagrime amare
del cuore che invano pregò.
Non entri? Anche tu piangerai.
Ma il piangere è buono, lo sai;
ma il piangere è buono, lo so.
Sonai per tua mamma... ma grave,
ma dolce, ma pia, come un Ave.
sonai per la madre che fu!
Sonai con rintocchi sì piani!
pensando che aveva lontani
voi, bimbi, che non vide più...



Mia madre


Zitti, coi cuori colmi,
ci allontanammo un poco.
Tra il nereggiar degli olmi
brillava il cielo in fuoco.
... Come fa presto sera,
o dolce madre, qui!
Vidi una massa buia
di là del biancospino:
vi ravvisai la thuia,
l'ippocastano, il pino...
... Or or la mattiniera
voce mandò il luì;
Tra i pigolìi dei nidi,
io vi sentii la voce
mia di fanciullo... E vidi,
nel crocevia, la croce.
... sonava a messa, ed era
l'alba del nostro dì:
E vidi la Madonna
dell'Acqua, erma e tranquilla,
con un fruscìo di gonna,
dentro, e l'odor di lilla.
... pregavo... E la preghiera
di mente già m'uscì!
Sospirò ella, piena
di non so che sgomento.
Io me le volsi: appena
vidi il tremor del mento.
... Come non è che sera,
madre, d'un solo dì?
Me la miravo accanto
esile sì, ma bella:
pallida sì, ma tanto
giovane! una sorella!
bionda così com'era
quando da noi partì.



Giovannino


In una breccia, allo smorir del cielo,
vidi un fanciullo pallido e dimesso.
Il fior caduto ravvisò lo stelo;
io nel fanciullo ravvisai me stesso.
Ci rivedemmo all'ultimo riflesso;
e sì, l'uno dell'altro ebbe pietà.
Gli dissi: - Tu sei qui solo soletto:
un mucchiarello d'alga presso il mare.
Hai visto un chiuso, e tu non hai più tetto;
di là c'è gente, e tu vorresti entrare.
Oh! quella casa è senza focolare:
non c'è, fuor che silenzio, altro, di là. -
Scosse i capelli biondi di su gli occhi.
- No! - mi rispose: - là c'è il camposanto.
Tua madre ti riprende sui ginocchi;
tu ti rivedi i fratellini accanto.
Si trova un bacio quando qui s'è pianto;
si trova quello che smarrimmo qui. -
- O fior caduto alla mia vita nuova! -
io rispondeva, - o raggio del mattino!
Io persi quello che non più si trova,
e vano è stato il lungo mio cammino.
A notte io vedo, stanco pellegrino,
che deviai su l'alba del mio dì!
Felice te che a quello che rimpiango,
così da presso, al limitar, rimani! -
- Misero me, che fuori ne rimango,
così lontano come i più lontani!
Alla porta che s'apre alzo le mani,
ma tu sai ch'io... non posso entrarvi più.
S'apre a tant'altri gracili fanciulli,
addormentati sui lor lunghi temi,
addormentati in mezzo ai lor trastulli;
s'apre appena e si chiude e par che tremi:
assai se, là, venir tra i crisantemi
vedo la rossa veste di Gesù!... -



Commiato


Una stella sbocciò nell'aria.
Le risplendé nelle pupille.
Su la campagna solitaria
tremava il pianto delle squille.
- E` ora, o figlio, ora ch'io vada.
Sono stata con te lunghe ore.
Tra questi bussi è la mia strada;
la tua, tra quelle acacie in fiore.
Sii buono e forte, o figlio mio:
va dove t'aspettano. Addio!
...Venir con te? Ma non è dato!
Sai pure: m'han cacciata via.
Ci fu chi non mi volle allato
nel mondo, così larga via;
chi non permise che, sia pure,
stessi con le mie creature.
...Tu venir qui? Viene chi muore...
E tu vuoi dunque venir qui.
Sei stanco: è vero? Hai male al cuore.
Quel male l'ebbi anch'io, Zvanî!
E` un male che non fa dormire;
ma che alfine poi fa morire. -
Si chiudevano i casolari.
Cresceva l'ombra delle cose.
Ancor tra i lontani filari
traspariva color di rose.
- Ma dimmi, o madre, dimmi almeno,
se nel tramonto del suo giorno
tuo figlio si deve sereno
preparare per un ritorno!
se ciò che qualcuno ci prende,
v'è qualch'altro che ce lo rende!
Ricorderò quella preghiera
con quei gesti e segni soavi;
tuo figlio risarà qual era
allora che glieli insegnavi:
s'abbraccerà tutto all'altare:
ma fa che ritorni a sperare!
A sperare e ora e nell'ora
così bella se a te conduce!
O madre, fa ch'io creda ancora
in ciò ch'è amore, in ciò ch'è luce!
O madre, a me non dire, Addio,
se di là è, se teco è Dio! -
Sfioriva il crepuscolo stanco.
Cadeva dal cielo rugiada.
Non c'era avanti me, che il bianco
della silenziosa strada.

Giovanni Pascoli
commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0



Toggle Content Registrati...

Toggle Content Ultimi arrivi

Toggle Content Ultimi articoli
 Vorrei [ 0 commenti - 21 letture ]
 Antonio Machado, Soledades [ 0 commenti - 29 letture ]
 Al campeggio di Padre Giampiero [ 1 commenti - 42 letture ]
 Buon anno [ 0 commenti - 25 letture ]
 Chi ha deciso che Natale sia il 25 dicembre? [ 0 commenti - 52 letture ]

[ Altro nella News Section ]

Toggle Content Sondaggio
Come migliorare e rendere più agibile il sito?




Risultati :: Sondaggi

Voti: 15
Commenti: 1

Toggle Content Solidarietà

Toggle Content Ultimi messaggi
Last 10 Forum Messages

Bentornato carissimo signor Paolo
Last post by Grazia01 in Messaggi on Lug 05, 2017 at 13:33:15

Il mio benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Feb 21, 2013 at 19:40:04

Il nostro benvenuto a samei
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Ago 22, 2012 at 07:42:26

Benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Mag 03, 2012 at 21:20:53

Il nostro benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Apr 08, 2012 at 18:22:04

Benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Mar 21, 2012 at 08:38:09

Il nostro benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Dic 02, 2011 at 22:31:20

Benvenuta in Casatea
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Nov 29, 2011 at 13:12:49

Benvenuto Jael
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Nov 28, 2011 at 09:46:15

domanda
Last post by Grazia01 in Informazioni on Nov 04, 2011 at 19:06:58


Toggle Content Messaggio

Questo sito contiene anche testi e immagini presi dal web, se avessimo violato, per errore, diritti d'autore o copyright, preghiamo di avvisarci, sarà nostra cura provvedere all'immediata cancellazione. Scrivere a maktea@tiscali.it


Toggle Content Poeti e scrittori noi

Toggle Content POESIE A TEMA

Toggle Content Varie

Network: Web Agency Milano | Scopri i migliori programmi per siti web
Interactive software released under GNU GPL, Code Credits, Privacy Policy