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Poesie d'autore, poesie inedite, Biografie, immagini e molto altro...: Poesie di Leopardi e altre opere I

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Pensieri XL /XLV * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 12 gennaio @ 21:22:52 CET (797 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri

XL.

Cosa odiosissima è il parlar molto di se. Ma i giovani, quanto sono più di natura viva, e di spirito superiore alla mediocrità, meno sanno guardarsi da questo vizio: e parlano delle cose proprie con un candore estremo, credendo per certissimo che chi ode, le curi poco meno che le curano essi. E così facendo, sono perdonati; non tanto a contemplazione dell'inesperienza, ma perché è manifesto il bisogno che hanno d'aiuto, di consiglio e di qualche sfogo di parole alle passioni onde è tempestosa la loro età. Ed anco pare riconosciuto generalmente che ai giovani si appartenga una specie di diritto di volere il mondo occupato nei pensieri loro.
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Pensieri XXXIX * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 gennaio @ 22:57:47 CET (1009 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri

XXXIX

Baldassar Castiglione nel Cortegiano assegna molto convenientemente la cagione perché sogliano i vecchi lodare il tempo in cui furono giovani, e biasimare il presente. «La causa adunque, dice, di questa falsa opinione nei vecchi, estimo io per me ch'ella sia perché gli anni, fuggendo, se ne portan seco molte comodità, e tra l'altre levano dal sangue gran parte degli spiriti vitali, onde la complession si muta, e divengon debili gli organi per i quali l'anima opera le sue virtù. Però dei cuori nostri in quel tempo, come allo autunno le foglie degli alberi, caggiono i soavi fiori di contento, e nel luogo dei sereni e chiari pensieri entra la nubilosa e torbida tristizia, di mille calamità compagnata: di modo che non solamente il corpo, ma l'animo ancora è infermo, né dei passati piaceri riserva altro che una tenace memoria, e la immagine di quel caro tempo della tenera età, nella quale quando ci ritroviamo, ci pare che sempre il cielo e la terra ed ogni cosa faccia festa e rida intorno agli occhi nostri, e nel pensiero, come in un delizioso e vago giardino, fiorisca la dolce primavera d'allegrezza.
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Pensieri XXXIV / XXXVIII * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Martedì, 28 dicembre @ 08:44:25 CET (779 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri

XXXIV

I giovani assai comunemente credono rendersi amabili, fingèndosi malinconici. E forse, quando è finta, la malinconia, per breve spazio può piacere, massime alle donne. Ma vera è fuggita da tutto il genere umano; e allungo andare non piace e non è fortunata nel commercio degli uomini se non l'allegria: perché finalmente, contro a quello che si pensano i giovani, il mondo, e non ha il torto, ama non di piangere, ma di ridere.
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PENSIERI XXXI-XXXIII * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Martedì, 07 dicembre @ 10:48:19 CET (1384 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri

XXXI

In ogni paese i vizi e i mali universali degli uomini e della società umana, sono notati come particolari del luogo. lo non sono mai stato in parte dov'io non abbia udito: qui le donne sono vane e incostanti, leggono poco, e sono male istruite; qui il pubblico è curioso de' fatti altrui, ciarliero molto e maldicente; qui i danari, il favore e la viltà possono tutto; qui regna l 'invidia, e le amicizie sono poco sincere; e così discorrendo; come se altrove le cose procedessero in altro modo. Gli uomini sono miseri per necessità, e risoluti di credersi miseri per accidente.

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PENSIERI XXIV-XXX * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 24 novembre @ 21:29:25 CET (949 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri

XXIV.


O io m'inganno, o rara è nel nostro secolo quella persona lodata generalmente, le cui lodi non sieno cominciate dalla sua propria bocca. Tanto è l'egoismo, e tanta l'invidia e l'odio che gli uomini portano gli uni agli altri, che volendo acquistar nome, non basta far cose lodevoli, ma bisogna lodarle, o trovare, che torna lo stesso, alcuno che in tua vece le predichi e le magnifichi di continuo, intonandole con gran voce negli orecchi del pubblico, per costringere le persone sì mediante l'esempio, e sì coll'ardire e colla perseveranza, a ripetere parte di quelle lodi.
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Pensieri XXI /XIII - Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Sabato, 06 novembre @ 14:38:40 CET (747 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri

XXI.
Parlando, non si prova piacere che sia vivo e durevole, se non quanto ci è permesso discorrere di noi medesimi, e delle cose nelle quali siamo occupati, o che ci appartengono in qualche modo. Ogni altro discorso in poca d'ora viene a noia; e questo, ch'è piacevole a noi, è tedio mortale a chi l'ascolta.
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Pensieri XX * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 27 ottobre @ 09:04:12 CEST (1208 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri XX

XX.

Se avessi l'ingegno del Cervantes, io farei un libro per purgare, come egli la Spagna dall'imitazione de' cavalieri erranti, così io l'Italia, anzi il mondo incivilito, da un vizio che; avendo rispetto alla mansuetudine dei costumi presenti, e forse anche in ogni altro modo, non è meno crudele né meno barbaro di qualunque avanzo della ferocia de' tempi medii castigato dal Cervantes.
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Un blog dedicato a Leopardi
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 ottobre @ 16:28:47 CEST (909 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I
Loretta Marcon, studiosa serissima e affabile, dopo libri e articoli e conferenze e interviste di buono e spesso ottimo valore, ha avuto l’ottima idea di mettere Leopardi in blog , non solo nel senso di riportare in “post” testi leopardiani, ma, molto più, di dialogare con essi, di attualizzarli, di estenderli in spiegazioni e riflessioni e provocazioni che aprono un nuovo modo di conservare e rendere solubile-assimilabile la grande letteratura a un’epoca che se la dimentica a vantaggio (si fa per dire) della marketing promotion di banalità scritte da ragazzini, spacciate per capolavori e confezionate in bestseller.


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Pensieri XIX * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Venerdì, 22 ottobre @ 15:35:36 CEST (1167 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I




Pensieri XIX


XIX.

V'ha alcune poche persone al mondo, condannate, a riuscir male cogli uomini in ogni cosa, a cagione che, non per inesperienza né per poca cognizione della vita sociale, ma per una loro natura immutabile, non sanno lasciare una certa semplicità di modi, privi di quelle apparenze e di non so che mentito ed artifiziato, che tutti gli altri, anche senza punto avvedersene, ed anche gli sciocchi, usano ed hanno sempre nei modi loro, e che è in loro e ad essi medesimi malagevolissimo a distinguere dal naturale.
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Pensieri XVI / XVIII
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 ottobre @ 08:55:18 CEST (707 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I




Pensieri XVI / XVIII


XVI.
Se al colpevole e all'innocente, dice Ottone imperatore appresso Tacito, è apparecchiata una stessa fine, è più da uomo il perire meritamente.
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Pensieri X / XV
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 29 settembre @ 13:05:49 CEST (833 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I




Pensieri X / XV

X.

La maggior parte delle persone che deputiamo a educare i figli, sappiamo di certo non essere state educate. Né dubitiamo che non possano dare quello che non hanno ricevuto, e che per altra via non si acquista.

XI.

V' è qualche secolo che, per tacere del resto, nelle arti e nelle discipline presume di rifar tutto, perché nulla sa fare.
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Pensieri V / IX
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 settembre @ 13:06:39 CEST (1088 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I




Pensieri V / IX

V.

Nelle cose occulte vede meglio sempre il minor numero, nelle palesi il maggiore. È assurdo l'addurre quello che chiamano consenso delle genti nelle quistioni metafisiche: del qual consenso non si fa nessuna stima nelle cose fisiche, e sottoposte ai sensi; come per esempio nella quistione del movimento della terra, e in mille altre. Ed all'incontro è temerario, pericoloso, ed, al lungo andare, inutile, il contrastare all'opinione del maggior numero nelle materie civili.
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Il tramonto della luna
Postato da Grazia01 il Domenica, 12 settembre @ 22:08:56 CEST (815 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I






Il tramonto della luna



Quale in notte solinga,
Sovra campagne inargentate ed acque,
Là 've zefiro aleggia,
E mille vaghi aspetti
E ingannevoli obbietti
Fingon l'ombre lontane


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Giacomo Leopardi - pensieri IV
Postato da Grazia01 il Venerdì, 10 settembre @ 16:06:17 CEST (862 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri IV


Questo che segue, non è un pensiero, ma un racconto, ch’io pongo qui per isvagamento del lettore. Un mio amico, anzi compagno della mia vita, Antonio Ranieri, giovane che, se vive, e se gli uomini non vengono a capo di rendere utili i doni ch’egli ha dalla natura, presto sarà significato abbastanza dal solo nome, abitava meco nel 1831 a Firenze.
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Leopardi - Pensieri III
Postato da Grazia01 il Lunedì, 06 settembre @ 19:01:34 CEST (954 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri III


La sapienza economica di questo secolo si può misurare dal corso che hanno le edizioni che chiamano compatte, dove è poco il consumo di carta, e infinito quello della vista.
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Leopardi - Pensieri II
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 agosto @ 20:47:23 CEST (793 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

Pensieri II

Scorri le vite degli uomini illustri e se guarderai a quelli che sono tali, non per iscrivere, ma per fare, troverai a gran fatica pochissimi veramente grandi, ai quali non sia mancato il padre nella prima età. Lascio stare che, parlando di quelli che vivono di entrata, colui che ha il padre vivo, comunemente è un uomo senza facoltà; e per conseguenza non può nulla nel mondo: tanto più che nel tempo stesso è facoltoso in aspettativa, onde non si dà pensiero di procacciarsi roba con l’opera propria; il che potrebbe essere occasione a grandi fatti; caso non ordinario però, poiché generalmente quelli che hanno fatto cose grandi, sono stati o copiosi, o certo abbastanza forniti de’ beni della fortuna insino dal principio.
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Leopardi - Pensieri I
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 agosto @ 10:11:35 CEST (726 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri I


Ho intitolato “pensieri” questa meditazione del Leopardi, intendendo l’inizio di una serie di massime, riflessioni , pensieri di questo sommo autore, per la maggior parte tratte dallo Zibaldone. Quel che Leopardi afferma nel corso della sua “coraggiosa esplorazione mentale del mondo e del cuore umano” (Sergio Salmi), non ha altro scopo che quello di asserire ciò di cui, nel profondo del suo animo e alla fredda luce della sua impavida ragione, è tenacemente convinto che sia vero.
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Canto notturno
Postato da Grazia01 il Lunedì, 19 luglio @ 18:40:12 CEST (1211 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I





Canto notturno



Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.



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DIALOGO DELLA TERRA E DELLA LUNA
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 gennaio @ 16:24:41 CET (965 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

DIALOGO DELLA TERRA E DELLA LUNA

Terra. Cara Luna, io so che tu puoi parlare e rispondere; per essere una persona; secondo che ho inteso molte volte da' poeti: oltre che i nostri fanciulli dicono che tu veramente hai bocca, naso e occhi, come ognuno di loro; e che lo veggono essi cogli occhi propri; che in quell'età ragionevolmente debbono essere acutissimi. Quanto a me, non dubito che tu non sappi che io sono né più né meno una persona; tanto che, quando era più giovane, feci molti figliuoli: sicché non ti maraviglierai di sentirmi parlare. Dunque, Luna mia bella, con tutto che io ti sono stata vicina per tanti secoli, che non mi ricordo il numero, io non ti ho fatto mai parola insino adesso, perché le faccende mi hanno tenuta occupata in modo, che non mi avanzava tempo da chiacchierare. Ma oggi che i miei negozi sono ridotti a poca cosa, anzi posso dire che vanno co' loro piedi; io non so che mi fare, e scoppio di noia: però fo conto, in avvenire, di favellarti spesso, e darmi molto pensiero dei fatti tuoi; quando non abbia a essere con tua molestia.
Luna. Non dubitare di cotesto. Così la fortuna mi salvi da ogni altro incomodo, come io sono sicura che tu non me ne darai. Se ti pare di favellarmi, favellami a tuo piacere; che quantunque amica del silenzio, come credo che tu sappi, io t'ascolterò e ti risponderò volentieri, per farti servigio.
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Dizionario Leopradiano
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 06 febbraio @ 21:50:02 CET (895 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

DIZIONARIO LEOPARDIANO
Riflessioni del poeta recanatese in un breve compendio, a volte serio, a volte faceto e divertente, ma comunque sempre interessante, e sorprendentemente attuale.

Allegrezza.
L'allegria bene spesso è madre di benignità e d'indulgenza, al contrario delle cure e dei mali umori. .. e l'armonia della natura ha voluto che l'allegria fosse utile non solo all'individuo, ma anche agli altri, e servisse alla società, e rendesse l'uomo verso altrui, tale quale dev'essere.
L'allegrezza ci porta a communicarci cogli altri (onde un uomo allegro diventa loquace quantunque per ordinario sia taciturno, e s'accosta facilmente a persone che in altro tempo avrebbe o schivate, o non facilmente trattate) ... questa tendenza al dilatamento nell'allegrezza, si trova anche negli atti dell'uomo occupato da questo affetto ...
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La donna nelle parole di Leopardi
Postato da Grazia01 il Martedì, 05 febbraio @ 22:34:05 CET (1092 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

La donna nelle parole di Leopardi
Preferisce i lineamenti forti, gli occhi e capelli neri, la vivacità del volto, la persona grande". Le modelle dei pittori rinascimentali sarebbero state il suo sogno.

Il primo scontro di Leopardi con la donna è nel risentimento istintivo, avvertito fin dai primissimi anni, nei confronti della madre:
" lo ho conosciuto intimamente una madre di famiglia che non era punto superstiziosa, ma saldissima ed esattissima nella credenza cristiana, e negli esercizi della religione. Questa non solamente non compiangeva quei genitori che perdevano i loro figli bambini, ma gl'invidiava intimamente e sinceramente, perché questi erano volati al paradiso senza pericoli, e avean liberato i genitori dall'incomodo di mantenerli. Trovandosi più volte in pericolo di perdere i suoi figli nella stessa età, non pregava Dio che li facesse morire, perché la religione non lo permette, ma gioiva cordialmente; e vedendo piangere o affliggersi il marito, si rannicchiava in se stessa, e provava un vero e sensibile dispetto. Vedendo ne'malati qualche segno di morte vicina, sentiva una gioia profonda (che si sforzava di dissimulare solamente con quelli che la condannavano); e il giorno della loro morte, se accadeva, era per lei un giorno allegro ed ameno, né sapeva comprendere come il marito fosse si poco savio da attristarsene.
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L'infinito
Postato da Grazia01 il Martedì, 05 febbraio @ 22:09:30 CET (755 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I L'infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.



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Canti alla luna di Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 23 maggio @ 20:12:38 CEST (3185 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I


Canto alla luna
di Giacomo Leopardi

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, né cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l'etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri!


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Il sogno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 28 febbraio @ 16:03:14 CET (987 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

Era il mattino, e tra le chiuse imposte
per lo balcone insinuava il sole
nella mia cieca stanza il primo albore;
quando in sul tempo che più leve il sonno e
più soave le pupille adombra,
stettemi allato e riguardommi in viso
il simulacro di colei che amore
prima insegnommi, e poi lasciommi in pianto.


Giacomo Leopardi
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Il passero solitario
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 23:36:46 CEST (5728 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo.

Giacomo Leopardi

Biografia
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Il Sabato del villaggio
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 23:36:01 CEST (1283 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch'ebbe compagni dell'età più bella
Già tutta l'aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
Giù da' colli e da' tetti,
Al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo
Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
E tutto l'altro tace,
Odi il martel picchiare, odi la sega
Del legnaiuol, che veglia
Nella chiusa bottega alla lucerna,
E s'affretta, e s'adopra
Di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba.
Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l'ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
È come un giorno d'allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
Ch'anco tardi a venir non ti sia grave.

Giacomo Leopardi

Biografia
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A Silvia
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 23:35:12 CEST (957 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I


Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?
Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all'opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
Così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
Che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
Le vie dorate e gli orti,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Quel ch'io sentiva in seno.
Che pensieri soavi,
Che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato,
E tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
Perchè non rendi poi
Quel che prometti allor? perchè di tanto
Inganni i figli tuoi?
Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
Da chiuso morbo combattuta e vinta,
Perivi, o tenerella. E non vedevi
Il fior degli anni tuoi;
Non ti molceva il core
La dolce lode or delle negre chiome,
Or degli sguardi innamorati e schivi;
Nè teco le compagne ai dì festivi
Ragionavan d'amore.
Anche peria fra poco
La speranza mia dolce: agli anni miei
Anche negaro i fati
La giovanezza. Ahi come,
Come passata sei,
Cara compagna dell'età mia nova,
Mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
I diletti, l'amor, l'opre, gli eventi
Onde cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte dell'umane genti?
All'apparir del vero
Tu, misera, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Mostravi di lontano.

Giacomo Leopardi

Biografia
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La sera del dì di festa
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 23:33:54 CEST (1572 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna. O donna mia,
Già tace ogni sentiero, e pei balconi
Rara traluce la notturna lampa:
Tu dormi, che t'accolse agevol sonno
Nelle tue chete stanze; e non ti morde
Cura nessuna; e già non sai nè pensi
Quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
Appare in vista, a salutar m'affaccio,
E l'antica natura onnipossente,
Che mi fece all'affanno. A te la speme
Nego, mi disse, anche la speme; e d'altro
Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
Questo dì fu solenne: or da' trastulli
Prendi riposo; e forse ti rimembra
In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
Piacquero a te: non io, non già, ch'io speri,
Al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo
Quanto a viver mi resti, e qui per terra
Mi getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendi
In così verde etate! Ahi, per la via
Odo non lunge il solitario canto
Dell'artigian, che riede a tarda notte,
Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente. Or dov'è il suono
Di que' popoli antichi? or dov'è il grido
De' nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
Che n'andò per la terra e l'oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
Il mondo, e più di lor non si ragiona.
Nella mia prima età, quando s'aspetta
Bramosamente il dì festivo, or poscia
Ch'egli era spento, io doloroso, in veglia,
Premea le piume; ed alla tarda notte
Un canto che s'udia per li sentieri
Lontanando morire a poco a poco,
Già similmente mi stringeva il core.

Giacomo Leopardi

Biografia
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Poesia a Virginia Leopardi
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 maggio @ 21:15:25 CEST (1030 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I


Di fiori un serto vivido, che Apollo a noi presenti
In Elicona è solito destar vaghi concenti.
E quei Poeti miseri che non san fare un corno
Fiori a raccor divertonsi per tutto il santo giorno.
A questo io stesso m’occupo, che sono un di costoro,
E stanco poi distendomi sotto un opaco alloro.
Or dunque il frutto nobile della fatica mia
Umil presento, e inchinomi a Vostra Signoria.
Spero che in volto placido accetterete il dono
E dell’ardir, che presimi darete a me perdono.
Prendetelo di grazia , e quindi se mai fia,
Che in un vasetto pongasi, o in quello che si sia,
Quell’acqua sì odorifera, quell’acqua istessa,
Al Precettor buonissima per celebrar la Messa.
Se dopo tante prediche che far non ne sapete
Nel cacator buttatelo, o dove mai volete.
Basta, che di riceverlo non isdegniate almeno,
Del resto cosa importami? Sarò contento appieno.

Giacomo Leopardi
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Poesia a Don Sebastiano
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 maggio @ 21:12:08 CEST (966 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

Illustrissimo Signore,
Immortal, gran Precettore,
Mi par cosa vergognosa
Senza dire qualche cosa
Il dovere incominciare
Verso sera a studiare.
Dunque su, Calliope amica,
Torna presto alla fatica,
Incomincia un po’ a cantare,
E lei resti ad ascoltare.
Verso la sera,
Fra l’ombra nera
Lieti studiamo,
Nason spregiamo
In un bruttissimo
Libro, sporchissimo,
Che pure è buono
A darsi in dono
A quel che vende,
E allegro prende
Libri stracciati,
Libri sporcati.
Ma il Precettore
Ha un libro bello
Espresso in quello
Vede il dolore
Del poveretto Nason, diletto.
Dunque andiamo, studiamo contenti
Precettore immortale, e giocoso,
Che sollevi le cure, e gli stenti
Dello studio, ch’è un po’ faticoso.
Lasciam pur la fatica diurna,
Cominciam la fatica notturna.
Ma per ora soscriver mi voglio
E lasciar di far versi l’imbroglio.
Servitore Devotissimo,
E scolare obbligatissimo.
Recanati è il mio paese,
E d’Ottobre siam nel mese.


Giacomo Leopardi
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