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Poesie d'autore, poesie inedite, Biografie, immagini e molto altro...: Invenzioni e origini II

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Marie Curie
Postato da Grazia01 il Lunedì, 07 novembre @ 12:31:19 CET (1263 letture)
Invenzioni e origini II





Google dedica un altro doodle ad una donna,
una donna che ha subito distinguersi dalla massa per le sue ricerche e le sue scoperte.
Marie Curie, questo il suo nome.
Il doodle di oggi celebra il 144° anniversario della sua nascita e, per l’occasione, si trasforma.
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Cos'è un Haiku
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 novembre @ 11:40:35 CET (1206 letture)
Invenzioni e origini II

Nella letteratura giapponese, gli Haiku rappresentano una parte molto importante e caratteristica dell'essenza più profonda della cultura nipponica. La condizione alla base di questo tipo di poesia è la convinzione dell'inadeguatezza del linguaggio, rispetto al compito di testimoniare la verità. C'è molta cultura Zen alla base della poesia Haiku, il cui intento è quello di far tornare il linguaggio alla sua essenza pura, ovvero alla sua nudità
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Le origini di Ognissanti e Halloween
Postato da Grazia01 il Domenica, 30 ottobre @ 23:15:18 CET (997 letture)
Invenzioni e origini II



Le origini di Ognissanti e Halloween


Una tra le feste che negli ultimi anni si sta imponendo di più, soprattutto fra i giovani, è quella di Halloween. Nonostante si tratti di una festività tipica dell’Irlanda e dei paesi anglosassoni, da qualche tempo si sta diffondendo anche in Italia come una delle tante mode provenienti dalla tradizione e dalla cultura americane. L’usanza di mascherarsi per la “Notte delle Streghe” è diventata il passatempo preferito di molti giovani che, proprio in questo periodo, organizzano feste e ricevimenti in puro stile americano.
A proposito della tradizionale zucca di Halloween, vi è una vecchia leggenda irlandese che narra di un fabbro, Jack O’Lantern, il quale, ubriacone e spilorcio, si prese gioco del diavolo riuscendo a fargli promettere di non reclamare mai la sua anima.
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La Costituzione della Repubblica Italiana
Postato da Grazia01 il Lunedì, 24 ottobre @ 14:35:44 CEST (1812 letture)
Invenzioni e origini II


La Costituzione della Repubblica Italiana

Principi fondamentali

Art. 1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3


Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Art. 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art.7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[1]

Art. 8


Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. [2]

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. [3]

Art. 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
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I nodi
Postato da Grazia01 il Venerdì, 05 agosto @ 21:07:30 CEST (2435 letture)
Invenzioni e origini II
I nodi




Fino dall’antichità più remota il nodo ha assunto un’importante valenza simbolica, per cui fra l’altro è protagonista in molti modi di dire tradizionali della nostra lingua come, ad esempio, avere il nodo alla gola, fare il nodo al fazzoletto, giocarsi il nodo del collo ecc. ecc. Alla nascita, la separazione dalla madre avviene con un nodo al cordone ombelicale, altro elemento che si somma e ne anticipa la consistenza emblematica. Allora, forse, è più comprensibile come questo vocabolo assuma numerosi altri significati in altrettante branche dello scibile umano: dalla botanica alla biologia passando per la medicina fino a geografia e matematica. Il nodo è poi l’unità di misura della velocità navale, in quanto nell’antichità si soleva misurare questa quantità contando i nodi che scorrevano lungo una fune in un determinato tempo.Insomma, i significati attribuiti al nodo sono così numerosi che, se volessimo anche solamente elencarli tutti, ne patirebbe l’economia dell’articolo, quindi ci limiteremo ai casi storici più eclatanti della cultura occidentale, ossia quelli in cui questo simbolo assume un ruolo da protagonista.
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La "casta" di Internet
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 luglio @ 21:12:30 CEST (1067 letture)
Invenzioni e origini II



Una connessione veloce con Internet al giorno d’oggi è una cosa normale: la usiamo per fare ogni genere di attività, lavorare, inviare lettere e tenerci in contatto con gli altri, leggere le ultime notizie, fare operazioni bancarie, ordinare un libro o un paio di scarpe, informarci su qualsiasi argomento.
Collegarsi è facilissimo. Quasi tutti i personal computer recenti hanno un’interfaccia wireless; se ci si trova in una zona con una rete wireless aperta, come avviene spesso nei locali pubblici, negli alberghi, negli aeroporti, o se a casa si è installato un modem wireless, basta accendere il computer e si è subito su Internet senza dover fare niente. Il software si preoccupa di tutto: ricerca una rete, se necessario invia la password inserita la prima volta che ci si è connessi, richiede un indirizzo di rete con il quale comunicare con gli altri computer, gestisce l’invio e la ricezione dei pacchetti.
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La Grande Milano
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 giugno @ 17:00:50 CEST (1205 letture)
Invenzioni e origini II


Rose rosse per Milano

Sapevate che anche Milano ha un fiore che porta il suo nome? È una rosa di colar rosso carico che fiorisce da maggio al tardo autunno. La Grande Milano, questo è il suo nome, è stata creata per la nostra città – dalla società Kordes di Amburgo, da metà Ottocento presente nel settore degli ibridatori di rose. È resistente al freddo e alle malattie, il che le permette di evitare di ricorrere agli antiparassitari, consentendo così un notevole beneficio ecologico e ambientale. Inoltre, sembra che questo fiore sia capace di aiutare a mantenere pulita l’aria grazie alla capacità di assorbire l’anidride carbonica, tanto che il Comune di Milano sta per dare il via alla piantagione di questa rosa in molte aree verdi.
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Origini del 1° maggio- - auguri
Postato da Grazia01 il Domenica, 01 maggio @ 20:08:22 CEST (1233 letture)
Invenzioni e origini II


Il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione. "Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire" fu la parola d'ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.
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COME NASCE UN LIBRO
Postato da Grazia01 il Sabato, 26 dicembre @ 18:47:15 CET (1314 letture)
Invenzioni e origini II





COME NASCE UN LIBRO
I libri dal '400 al '700


Che cosa doveva fare uno studente del Medioevo per procurarsi i libri necessari allo studio?
Copiare i manoscritti del suo maestro, oppure acquistarne ad alto prezzo riproduzioni scritte a mano.
I testi originali degli autori, infatti, potevano essere riprodotti in un certo numero
di esemplari soltanto per opera dei copisti; retribuirne il lento lavoro era cosa da gran signori.
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1508: LEONARDO INVENTA LE LENTI A CONTATTO
Postato da Grazia01 il Lunedì, 07 dicembre @ 20:55:52 CET (1227 letture)
Invenzioni e origini II

Nel 1508 Leonardo da Vinci disegna il primo prototipo di lente a contatto: il genio toscano verifica che immergendo l'occhio in una sfera trasparente piena d'acqua (la primitiva lente a contatto), esiste un continuo ottico fra la superficie interna della sfera e quella esterna della cornea .
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In questo periodo inizia la raccolta delle olive
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 novembre @ 15:14:44 CET (4057 letture)
Invenzioni e origini II


Abbiamo parlato spesso della vendemmia, ora voglio parlare delle olive o meglio della loro raccolta, è importante come viene fatta, da essa nascerà l'olio più o meno di qualità. La produzione dell'olio ha un'importanza rilevante nella nostra economia.

Raccolta delle olive

Nel periodo di maturazione l'oliva assume colorazioni diverse (invaiatura), dal colore verde al giallo al viola ed infine al nero o quasi, e la polpa diviene molle: questo processo è progressivo e lento, specie con minore irradiazione solare; nell'ultimo stadio di maturazione la polpa raggrinzisce e perde di peso.
La raccolta dell'oliva deve avvenire quando essa è pienamente sviluppata, al punto giusto di inolizione e contenuto di antiossidanti, e proprietà organolettiche migliori, prima della caduta dei frutti maturi, per permettere di raccogliere il maggior numero di olive per pianta e per avere la massima resa di olio, e di migliore qualità: tale momento varia a seconda delle zone, della varietà di oliva e del clima.
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Storia del bicchiere
Postato da Grazia01 il Sabato, 11 ottobre @ 12:44:34 CEST (1012 letture)
Invenzioni e origini II

Nonostante conoscessero il vetro, gli egizi non pensarono mai di utilizzare questo materiale per fabbricare recipienti piuttosto grandi. Per ciotole, coppe, piatti e bicchieri destinati alla gente comune utilizzarono sempre la creta, mentre sulla tavola del faraone c'erano recipienti d'oro e d'argento.
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L'origine della candela
Postato da Grazia01 il Sabato, 11 ottobre @ 12:37:22 CEST (1828 letture)
Invenzioni e origini II


La scoperta del fuoco e la possibilità di poterlo controllare ed utilizzare è indubbiamente una delle più importanti ed antiche conquiste dell'uomo. Il fuoco controllato può servire a riscaldarsi, a cuocere i cibi, e ad illuminare.
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Mangiamaccheroni
Postato da Antonio il Sabato, 10 maggio @ 19:18:03 CEST (1030 letture)
Invenzioni e origini II

Cinquant'anni fa (1958) Emilio Sereni pubblicò un lungo saggio dal titolo "Note di storia dell'alimentazione nel Mezzogiorno: i napoletani da mangiafoglia a mangiamaccheroni". È un piccolo capolavoro di metodo, un vero 'classico' che ha ancora molto da insegnarci. In particolare ha da insegnarci che la storia dell'alimentazione è una disciplina complessa, in cui si incrociano economia e cultura, società e politica, materiale e immaginario; e che tutto questo concorre a determinare le "strutture del gusto". "Strutture" perché il gusto alimentare non è una realtà gratuita, legata al capriccio individuale, ma affonda le radici in ben precise" realtà storiche.
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Quando le stelle portavano la vita
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 19 marzo @ 20:42:05 CET (1453 letture)
Invenzioni e origini II

Asteroidi e meteoriti non significarono solo estinzione, per molte specie viventi: secondo ricercatori svedesi e danesi, i frammenti stellari che colpirono la Terra - e che 65 milioni di anni fa annientarono i dinosauri - permisero la diffusione e la diversificazione di molte specie viventi.
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L'evoluzione è in ogni cosa
Postato da Antonio il Martedì, 11 marzo @ 15:10:49 CET (1083 letture)
Invenzioni e origini II

Canoa polinesiana: oggi i materiali plastici hanno sostituito il legno, ma il loro progetto non è mai cambiato nel tempo.

L'evoluzione è in ogni cosa
Una teoria propone un parallelo tra evoluzione della specie ed evoluzione sociale e culturale. Così come i pipistrelli hanno imparato a volare di notte e le giraffe hanno sviluppato il collo per adattarsi all'ambiente, ogni cultura sembra modificare i suoi strumenti - dai più tecnologici a quelli di uso comune - secondo schemi che ricordano l'evoluzionismo darwiniano.
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LE ORIGINI DEL PIANOFORTE
Postato da Antonio il Mercoledì, 28 marzo @ 11:14:21 CEST (4343 letture)
Invenzioni e origini II


Sebbene il clavicembalo, prima della definitiva affermazione del pianoforte, fosse lo strumento a tastiera più usato, non si può ritenere un predecessore del pianoforte. Soprattutto per quello che riguarda la concezione meccanica dello strumento.
Il diretto antenato del pianoforte è senza dubbio il clavicordo, strumento nel quale le corde vengono percosse e non pizzicate, appartenente quindi a una famiglia diversa da quella delle spinette e del clavicembalo, i quali fanno invece parte della famiglia a plettro o a pizzico.
Nei primi clavicordi l'organo percussore fungeva anche da ponticello, ciò vuol dire che la tangente di ottone che colpiva la corda ne delimitava anche la porzione vibrante. E siccome, sotto l'azione della tangente, avrebbero vibrato ugualmente le due porzioni della corda, si applicò il cosiddetto smorzo fisso, che consisteva in un nastro di soffice panno intrecciato attraverso le corde dalla parte sinistra dell'esecutore, il quale rendeva impossibile la vibrazione di questa sezione della corda.
Il clavicordo non riuscì a superare la concorrenza del suo brillante rivale, il clavicembalo, strumento che aveva ormai raggiunto una perfezione tale da essere preferito praticamente da tutti i compositori dell'epoca.
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Le origini delle leggende
Postato da Grazia01 il Venerdì, 23 marzo @ 23:08:13 CET (2019 letture)
Invenzioni e origini II

Tanto tempo fa, i viandanti nelle pause del loro peregrinare, ricambiavano l'ospitalità che veniva loro offerta, raccontavano quello che avevano visto o sentito durante il lungo viaggio.
La loro capacità era quella di saper arricchire con dettagli fantasiosi e inventati, le storie che avevano sentito in un altro lontano villaggio, così che un lupo che aveva attaccato un gregge di pecore, diventava un mostro mangiatore di persone, una tigre che si era strofinata su una pianta esotica conferendogli proprietà fosforescenti, diventava un essere dai poteri magici, o ancora, gli ultimi superstiti di animali preistorici, diventavano dei draghi sputa fuoco.
E' così che nacquero le leggende, e per dargli più credibilità le legarono a uomini le cui gesta erano già conosciute, accrescendo il loro mito.
Se da un lato questi racconti potevano aumentare la paura verso l'ignoto di alcune persone, dall'altro stimolavano la fantasia di altri, che spinti dalla voglia di avventura, partivano in cerca di nuovi orizzonti.
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Le origini della lingua italiana (3a parte)
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 14:34:36 CET (11907 letture)
Invenzioni e origini II

E'impossibile ricostruire la nascita dei vari dialetti italiani.
Delle trasformazioni del latino parlato si hanno pochissimi documenti ed essi non riproducono la lingua parlata del popolo nella sua genuina spontaneità, ma una lingua che il popolo potesse capire, elaborata quindi da intellettuali.

A tutt'oggi, le lingue diverse dall'italiano (parlate alloglotte di circa 600.000 persone) presenti nella nostra penisola sono le seguenti: franco-provenzale nelle Alpi piemontesi, in Val d'Aosta e in due Comuni della Puglia; provenzale nelle Alpi piemontesi e in un Comune della Calabria; tedesco nell'Alto Adige e in altre zone alpine e prealpine; sloveno in alcune zone del Friuli e nelle Alpi Giulie; serbo-croato in alcuni Comuni del Molise; greco in alcune zone del Salento e della Calabria; albanese in alcuni Comuni del Molise, della Campania, del Gargano, della Lucania, della Calabria e della Sicilia; catalano nel Comune di Alghero e in Saredegna. Quelle riconosciute come lingue ufficiali sono il francese in Val d'Aosta, il tedesco in Alto Adige e lo sloveno in alcune zone del Friuli.

Se poi prendiamo la situazione dei dialetti italiani la situazione si complica incredibilmente. Infatti all'interno di tre grandi gruppi di dialetti: settentrionali, toscani e centro-meridionali (cui bisogna aggiungere i dialetti sardi e ladini), vi sono un'infinità di sottogruppi. Per quanto oggi relegati a un uso quasi esclusivamente locale e familiare, continuano a sussistere, costituendo un bacino di risorse espressive per la stessa lingua italiana. Non a caso è notevolmente aumentato il loro studio da parte degli specialisti.
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Le origini della lingua italiana (2a parte)
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 14:27:19 CET (2064 letture)
Invenzioni e origini II

La lirica d'arte in Italia

La lirica d'arte in Italia inizia ufficialmente verso la metà del sec. XIII, cioè del Duecento) presso la corte palermitana di Federico II di Svevia. Fu proprio il sovrano,amante dell'arte e della cultura, a favorirne lo sviluppo organizzando la Scuola poetica siciliana. A questa Scuola parteciparono poeti non solo siciliani, ma anche dell'Italia meridionale, i quali, essendo completamente estranei alla vita politica del regno, si limitarono a trattare nei loro componimenti il tema dell'amore cortese, a cui affiancarono quello del "contrasto tra amante e madonna", cioè tra il giovane innamorato e la ragazza ritrosa, e quello del "lamento per la partenza del crociato". Questi poeti furono piuttosto freddi perché non si ispiravano a sentimenti genuini del proprio animo, ma trattavano l'amore tutti allo stesso modo imitando quello usato prima di loro dai provenzali. Tuttavia essi furono importanti perché operarono il primo tentativo di fornire l'Italia, o almeno l' Italia meridionale e la Sicilia, di un'unica lingua, che fu appunto il volgare parlato alla corte di Federico, un volgare elaborato col contributo di poeti di diversa origine. Alla Scuola parteciparono,oltre allo stesso re Federico ed al figlio Enzo, Rinaldo d'Aquino, Guido ed Odo delle Colonne, Giacomo da Lentini (forse l'inventore del sonetto) e numerosi altri.

Sempre in Sicilia, ma al di fuori della Scuola siciliana, operò un certo Cielo (o Ciullo) d'Alcamo, rimasto famoso per un "contrasto" fresco e vivace, "Rosa fresca aulentissima".
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Cerniera lampo
Postato da spalato il Domenica, 10 dicembre @ 23:24:49 CET (1304 letture)
Invenzioni e origini II

La cerniera lampo, detta anche zip, chiusura zip o bottega è un dispositivo formato da quattro elementi principali:

un fermo inferiore;
un fermo superiore;
un cursore con la linguetta
la cosiddetta catena dentata
La cerniera lampo è costituita da due fettucce di tessuto alle quali sono attaccate le catene dentate. Queste sono composte da denti, metallici o di plastica, che sulla parte superiore hanno un rilievo mentre nella corrispondente parte inferiore hanno un avvallamento, durante la chiusura i denti si inseriscono esattamente uno nell'altro.
All'apertura e alla chiusura provvede il cursore che viene mosso utilizzando il tiretto. All'interno del cursore si trova una sorta di cuneo con un'angolazione tale da permettere, durante lo scorrimento verso l'alto o verso il basso, l'incastro o l'apertura dei denti.
La cerniera lampo è delimitata da due pezzi terminali detti fermi che impediscono la fuoriuscita del cursore.

Storia

Il meccanismo precursore della moderna cerniera lampo fu inventato nel 1851 da Elias Howe, divenuto noto per l'invenzione della macchina da cucire, che brevettò una "chiusura automatica continua per abiti", composta da una serie di ganci uniti da un cordoncino che scorreva su dei denti metallici.
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La prima autostrada del mondo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 16 ottobre @ 11:52:08 CEST (2219 letture)
Invenzioni e origini II

Il primo tronco autostradale del mondo è la Milano-Laghi, di 85 chilometri, inaugurato nel 1924. “Per la strada ufficiale – scriveva Giuseppe Bevilacqua su ‘La Tribuna’ del 23 settembre 1924 – c’è, ad esempio, da scombussolarsi anche col veicolo più soffice: carreggiate fonde e incolmabili, dislivelli ad altalena, e tutte le delizie che vi possono sorridere, dalle ghiaiate alle buche”.
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La storia del cioccolato
Postato da spalato il Domenica, 15 ottobre @ 15:37:21 CEST (6447 letture)
Invenzioni e origini II
L’avventura del cioccolato inizia in America, talmente tanto tempo fa che ancora questo continente non portava il suo nome attuale. Nell’umidità costante del clima messicano, un piccolo albero produceva i suoi frutti simili a zucche contornati dalle foglie di colore verde scuro: la pianta del cacao.
E’ grazie agli insetti ed agli altri animali che si cibavano di questi frutti se queste piante si estesero oltre i confini del Messico per arrivare sino all’attuale Guyana del sud: nutrendosi del frutto, infatti, trasportavano via anche i suoi semi così permettendo alla terra di far nascere sempre più alberi di cacao. Presto, anche l’uomo si accorse della bontà di tale frutto ed iniziarono così a diffondersi le piantagioni.
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Ombrello
Postato da spalato il Giovedì, 12 ottobre @ 11:20:45 CEST (1202 letture)
Invenzioni e origini II

Non si conosce con precisione né il periodo, né il luogo in cui l'ombrello fu inventato. Si pensa derivi dall'oriente (Cina, India o Giappone); alcuni ritengono fosse presente anche nell'antico Egitto. In Cina era associato (fin dall'epoca preistorica) al culto dell'Imperatore, come oggetto sacro; nell'Egitto dei faraoni era consentito usarlo solo ai nobili; in Giappone proteggeva i samurai ed ora è un vero e proprio simbolo nazionale.
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Il pasto degli antichi Greci
Postato da Grazia01 il Lunedì, 02 ottobre @ 21:37:40 CEST (3029 letture)
Invenzioni e origini II

Poco sappiamo dei pasti dei Greci ai tempi eroici di Omero. Quel grande poeta ci fa conoscere soltanto quelli dei combattenti, che consistevano quasi esclusivamente in carne arrostita all'aperto o al chiuso, a fuoco di legna. I contadini, per quello che se ne sa, si nutrivano di grano abbrustolito, di cipolle, di legumi cotti, di latte e di formaggio.
La situazione non migliorò molto nei secoli successivi all' età di Omero. Anche nelle famiglie non povere raramente si consumavano con regolarità due pasti al giorno, in generale si mangiava stando in piedi.
Ma quando, in occasione di avvenimenti eccezionali, si teneva un banchetto, le cose andavano in modo ben diverso. Allora si pranzava stando sdraiati, il pasto durava molte ore, si mangiava molta carne, si beveva molto vino, ma, poiché la forchetta era uno strumento sconosciuto, ogni cibo veniva portato alla bocca con le dita. Era esclusa la presenza delle donne, che erano ammesse soltanto ai banchetti di nozze.
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La diabolica forchetta
Postato da Grazia01 il Lunedì, 02 ottobre @ 21:27:42 CEST (3539 letture)
Invenzioni e origini II
La forchetta è ignota al mondo antico e a gran parte di quello medievale.
Comparve sulle mense signorili soltanto nel Quattrocento; ma fu considerata ancora per qualche tempo strumento indegno di comparire in tavola. Si continuava a preferire le più comode mani.
Il santo Pier Damiani (1007-1072) di Ravenna, mistico e teologo, cardinale e vescovo di Ostia, non risparmiò il suo biasimo al doge Orseolo II, perché sua moglie aveva importato dall'Oriente certe forchette d'oro a due punte, con le quali si portavano alla bocca i cibi fatti in pezzi.
Pier Damiani considerò tali strumenti invenzione diabolica e la Chiesa sconsigliò i fedeli dall'adoperarli.
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Un successo mondiale
Postato da dada il Martedì, 12 settembre @ 19:34:41 CEST (907 letture)
Invenzioni e origini II

La canzoncina "Tanti auguri a te" fu scritta nel 1893 dalle sorelle Mildred e Patty
Hill come Good Morning to All (Buongiorno a tutti): era un benvenuto ai bambini del loro asilo.
Solo più di trent'anni dopo apparve con le attuali parole; in seguito ad una causa contro un musical,
il brano fu registrato e oggi incassa oltre due milioni di dollari all'anno in diritti d'autore.
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La storia dell'Inno di Mameli
Postato da Grazia01 il Martedì, 11 luglio @ 21:30:05 CEST (7319 letture)
Invenzioni e origini II

L'inno di Mameli e' un curioso paradosso: in tanti conoscono le prime strofe e il ritornello, ma veramente pochi lo conoscono tutto. No, non a memoria, ma pochi sanno... come va a finire, con riferimenti alle formazioni dell'esercito romano (la coorte), all'Austria, ai Balilla, ai cosacchi! E qui diventa curiosita' storica e un paradosso: cantato prima delle partite da milioni di italiani, ma conosciuto da pochi.

Breve storia dell'inno di Mameli

Mameli L'inno nazionale italiano fu composto da Goffredo Mameli all'eta' di 20 anni, due anni prima di morire (Genova 1827, Roma 1849). Mameli era un giovane patriota, che ebbe il coraggio di esporre il tricolore durante l'assedio austriaco, che organizzo' una spedizione in aiuto di Nino Bixio durante l'insurrezione di Milano, che fu arruolato come capitano nell'esercito di Garibaldi. Un coraggioso morto si' in battaglia, ma in maniera assurda: fu ferito alla mano dalla baionetta di un compagno d'armi durante la liberazione di Roma, ma la ferita si infetto' e mori a soli 22 anni.

L'inno di Mameli in origine si chiamava Il canto degli italiani e fu messo in musica da Michele Novaro. Fu composto nel clima patriottico che sfociò poi nella guerra contro l'Austria. Successivamente fu Giuseppe Verdi a sceglierlo come inno a simboleggiare la patria (a discapito della Marcia reale). L'inno di Mameli diventa inno nazionale nel 1946, dopo la proclamazione della Repubblica (ufficialmente solo con legge del 2005).

Testo inno nazionale

Fratelli d'Italia
l'Italia s'e' desta
dell'elmo di Scipio
s'e' cinta la testa
Dov'e' la vittoria?
Le porga la chioma
che schiava di Roma
Iddio la creo'

Stringiamoci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamo'
Stringiamoci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamo', si!
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La storia della Festa della mamma
Postato da Antonio il Domenica, 14 maggio @ 11:39:46 CEST (2182 letture)
Invenzioni e origini II

La festa della mamma fu istituita nel 1914 negli stati Uniti su proposta di Anna M. Jarvis.
Anna era molto legata alla madre, un'insegnante della Andrews Methodist Church di Grafton, nel West Virginia.
Dopo la morte della madre, Anna si impegnò inviando lettere a ministri e membri del congresso
affinché venisse celebrata una festa nazionale dedicata a tutte le mamme.
Questa festa doveva rappresentare un segno d'affetto di tutti nei confronti della propria madre mentre questa era ancora viva.
Grazie alla sua tenacia e determinazione, la prima festa della mamma fu celebrata a Grafton e l'anno dopo a Filadelfia:
era il 10 maggio 1908 .
Anna Jarvis scelse come simbolo di questa festa il garofano, fiore preferito dalla madre:
rosso per le mamme in vita, bianco per le mamme scomparse.
Nel 1914 il presidente Wilson annunciò la delibera del Congresso per festeggiare questa festa
la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri del Paese.
Da quell'anno fu istituito il "Mother's Day".
Oltre agli Stati Uniti questa data è stata adottata da Danimarca, Finlandia, Turchia, Australia e Belgio.
In Norvegia viene celebrata la seconda domenica di febbraio, in Argentina la seconda di ottobre ;
in Francia la festa della mamma cade l'ultima domenica di maggio ed è celebrata come compleanno della famiglia.
In Italia la Festa della mamma si festeggia la seconda domenica di maggio, come negli Stati Uniti.
I simboli di questa festa sono il rosso, il cuore e la rosa, che più di ogni altro fiore rappresenta l'amore e la bellezza
e sa testimoniare l'affetto e la riconoscenza dei figli.
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Che origine ha il dollaro?
Postato da spalato il Venerdì, 07 aprile @ 13:16:47 CEST (1056 letture)
Invenzioni e origini II La parola dollaro è nata nel territorio dell’odierna Repubblica Ceca. Nel 1519 una miniera d’argento vicino alla città di Joachimstaler cominciò a coniare una moneta chiamata appunto Joachimstaler e poi abbreviata in taler (tallero). In basso tedesco però la “t” si addolciva in “d” e così l’inglese “dollar” deriva dal basso tedesco “daler”. Inizialmente nelle colonie americane la moneta più diffusa era il peso spagnolo, che i coloni usavano chiamare dollaro. Quando nel 1785 il Congresso dovette stabilire il nome della prima vera valuta statunitense, adottò quindi quel nome, anche perché era ormai diffuso.
Quanto al simbolo, ci sono varie ipotesi: una sostiene che all’inizio si trattava di una U sovrapposta a una S, sigle per United States. Poi la base della U si cancellò a causa di una cattiva coniazione e così rimase la S con due segmenti verticali.
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