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Thomas Edison
Postato da Grazia01 il Venerdì, 19 gennaio @ 14:02:26 CET (329 letture)
Invenzioni e origini III

il 19 gennaio 1883 inizia il primo servizio di illuminazione elettrica che impiega cavi elettrici sospesi, costruito da Thomas Edison, entra in funzione a Roselle (New Jersey).
• Thomas Edison è l'inventore dei record: durante la sua lunga carriera fece ben 1.093 invenzioni! Scopriamo assieme questo grande.



• Molte persone conoscono Thomas Alva Edison per l'invenzione della lampadina (anche se in realtà non fu lui, il primo a inventarla ), ma i suoi meriti vanno ben oltre!

• Nato l' 11 febbraio del 1847 , Thomas era un ragazzo molto sveglio ma quasi sordo. Questo tuttavia non gli impedì di "brillare" rispetto agli altri e presto, all'età di 21 anni, fece la sua prima invenzione : un sistema elettrico per votare (che si rivelò però un insuccesso perché non interessò a nessuno). Creò poi anche il primo giornale che veniva stampato a bordo di un treno in corsa: The Weekly Herald .



L'invenzione che lo rese famoso in tutto il mondo fu il fonografo , ossia l'antenato del giradischi (oggi diremmo del compact disc) e del registratore audio. La sua macchina, infatti, sfruttava un cilindro rotante (grazie a una manovella) e ricoperto di carta stagnola su cui registrare prima e riprodurre subito dopo i suoni sfruttando, per le due operazioni, una piccola punta metallica che incideva la stagnola. Aveva qualche piccolo difetto, come per esempio il fatto che il suono registrato aveva a una qualità pessima ma, a parte questo dettaglio, nel 1877 si trattava di un'invenzione rivoluzionaria !
Un abile uomo d'affari
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Paesaggi colorati
Postato da Grazia01 il Giovedì, 02 maggio @ 19:24:20 CEST (681 letture)
Invenzioni e origini III


Le città più colorate del mondo

Dimenticatevi il grigio malinconico di certe località del nord Italia,
e il bianco accecante di alcuni borghi meridionali.
Vi accompagniamo in un viaggio fotografico tra i luoghi più vivaci e allegri del nostro pianeta,
i cui edifici sono stati ridipinti per esigenze specifiche o per la gioia degli occhi.




Tutta colpa dell'emicrania

Narra la leggenda che nel 1800 uno dei governatori olandesi di Willemstad, la capitale dell'isola caraibica di Curaçao, attribuì la colpa dei suoi frequenti mal di testa al bianco accecante degli edifici della città, che riflettevano la luce del sole. Emanò quindi un decreto che impose agli abitanti di pitturare le facciate delle case di qualunque colore, fuorché il bianco: il risultato è quello che vedete.




Un'onda di colore contagiosa

"Painted Ladies" è il soprannome dato dagli abitanti di San Francisco a questa schiera di case vittoriane ed eduardiane costruire tra la seconda metà dell''800 e i primi del '900 nel distretto di Lower Haight, tra le parti più visitate della città.
Gli edifici erano originariamente grigi: furono colorati a partire dal 1963, quando Butch Kardum, un artista di San Francisco, dipinse la propria abitazione di un'insolita tinta blu verde. Inizialmente criticato, venne poi imitato dapprima dai vicini, quindi da molti altri concittadini.




Una perla delle Cinque Terre

Rimaniamo in Italia per spostarci a Vernazza, dove i colori sono stati, dopo la tragica alluvione del 25 ottobre 2011, un simbolo di rinascita: un anno fa il borgo ha ospitato una sessantina di artisti italiani e stranieri che hanno dipinto le porte provvisorie di compensato della cittadina, restituendole i colori (delle barche, delle case, delle insegne) che il fango aveva coperto.


qui altri paesaggi di città colorate

fonte: Focus
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Zucchero e cannella
Postato da Grazia01 il Sabato, 16 aprile @ 09:41:16 CEST (909 letture)
Invenzioni e origini III

“Mia mamma condisce gli gnocchi con zucchero e cannella". Mi è capitato recentemente di ascoltare questa confessione (mi piace chiamarla così, perché pronunciata in tono sommesso, quasi con una sorta di pudore” fatta da un amico con il quale si discuteva della grande diversità di tradizioni culinarie che caratterizza l'Italia. La cosa mi ha subito incuriosito, evocando suggestioni storiche non difficili da interpretare, Per la maggior parte di noi. l'idea dello zucchero e della cannella si associa immediatamente ai dolci: lo strudel del nord, per esempio, ma anche molte delicatezze tipiche della pasticceria del sud.
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L'invenzione della forchetta
Postato da Grazia01 il Martedì, 23 febbraio @ 14:36:34 CET (1237 letture)
Invenzioni e origini III

Anche se non ci facciamo neppure caso, la forchetta è sicuramente uno degli oggetti che utilizziamo di più nel corso della nostra vita. Insomma, la forchetta fa ormai parte della nostra quotidianità e delle nostre abitudini alimentari e per noi è una cosa naturale mangiare servendoci di quest’arnese da cucina tanto da non riuscire a immaginare come potrebbe essere senza. Ecco un articolo che ce ne ricorda a grandi linee l'origine.
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Gli innamorati di Peynet
Postato da Grazia01 il Lunedì, 18 gennaio @ 14:25:33 CET (4834 letture)
Invenzioni e origini III


Diplomatosi all'Istituto delle Arti Applicate, Peynet fece anche lo scenografo e il costumista teatrale, il cartellonista pubblicitario, il pittore, e nel '79 realizzò il cartone animato "Il giro del mondo degli innamorati di Peynet", che gli costò tre anni di lavoro e gli procurò l'ammirazione di Federico Fellini.

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Nemo, quando non c'era il cinema
Postato da Grazia01 il Sabato, 16 gennaio @ 15:35:53 CET (1406 letture)
Invenzioni e origini III

L'Acquario di Napoli è l'unico esempio al mondo di acquario ottocentesco.

C'e un personaggio straordinario che, alla fine dell'Ottocento, fu tra i padri fondatori dell'ecologia. Chi oggi percorre il celebre lungomare di Napoli può notare un imponente edificio, immerso nel verde della villa comunale: la Stazione zoologica fondata nel 1872 dal trentenne biologo tedesco Felix Anton Dohrn. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento la Stazione ha ospitato il laboratorio più importante di ricerche biologiche esistente al mondo; tuttora resta uno degli istituti internazionali più accreditati per lo studio delle scienze della vita.
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Il panettone
Postato da Grazia01 il Giovedì, 10 dicembre @ 10:38:56 CET (1448 letture)
Invenzioni e origini III


La magia del panettone
Il panettone di Milano da specialità lombarda è divenuto dolce natalizio nazionale": così si legge nella Guida gastronomica d'Italia del Touring Club, pubblicata nel 1931.
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Eluana è morta
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 febbraio @ 21:31:36 CET (832 letture)
Invenzioni e origini III
Si, meno di un'ora fa, il cuore di Eluana ha smesso di battere.

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Storia dello specchio
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 15 ottobre @ 08:20:47 CEST (1227 letture)
Invenzioni e origini III Con molta probabilità i primi uomini si specchiavano nell'acqua, rimanendo sorpresi e stupiti di vedervi riflessa la propria immagine. Più tardi gli antichi utilizzarono come specchi i piatti di terracotta nei quali versavano acqua.

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Le origini della lingua italiana (1a parte)
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 14:23:03 CET (1451 letture)
Invenzioni e origini III

Ai tempi del suo grande impero,Roma impose l'uso ufficiale della sua lingua a tutte le popolazioni sottomesse e cercò di diffondere anche la lingua parlata del popolo romano,lingua che si distingueva in vari gerghi a seconda dei vari ceti sociali. Questa lingua "volgare",cioè del volgo,era assai inferiore a quella letteraria usata dagli scrittori e dalle persone colte. l'evoluzione della lingua latina letteraria è testimoniata dalle opere dei vari autori sia dell'antichità che del Medioevo (difatti anche nel Medioevo si continuò a scrivere in latino),ma dell'evoluzione del latino parlato ovviamente non si ha alcun documento. Però fu proprio questo latino volgare che,miscelandosi coi vari linguaggi locali nei territori soggetti a Roma,diede vita alle varie lingue "romanze" (cioè derivate in qualche misura dal volgare romano e così definite dall'espressione medievale "romanice loqui",dapprima usate solo nell'uso parlato,poi assunte anche per le opere scritte (dopo il Mille). In Italia i primi documenti scritti in volgare risalgono ai secoli VII ed VIII (denominazioni di luoghi),al IX (un indovinello), al X (la testimonianza di alcuni contadini in una causa civile fra il monastero di Montecassino e un certo Rodelgrino d'Aquino). Ma solo nel XIII secolo il volgare fu usato per opere poetiche (in Umbria,in Lombardia e nel Veneto per opere letterarie di ispirazione religiosa; in Sicilia e Toscana per opere di ispirazione amorosa e civile). E' merito soprattutto dei poeti siciliani della corte di Federico II di Svevia l'aver tentato di elaborare un volgare che avesse dignità letteraria e che fosse usato da scrittori di diverse regioni. Questo "volgare", perfezionato dai Toscani (e particolarmente da Dante,Petrarca e Boccaccio), divenne poi la lingua letteraria italiana.
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L'invenzione del libro
Postato da Grazia01 il Martedì, 20 febbraio @ 09:48:04 CET (3050 letture)
Invenzioni e origini III

La città nella storia del libro

Da molto tempo abbiamo l’abitudine di considerare Gutenberg l’inventore della stampa.
Ma è forse inutile ricordare a una platea di persone del mondo del libro quali siete, che questa affermazione non è che una semplificazione e che, in quanto tale, è sicuramente ingannevole. Poiché la stampa di testi o immagini su un supporto di carta, di pergamena, o ancora di tessuto, è un processo noto e praticato dagli uomini molto prima di Gutenberg, e molto prima della metà del XV secolo: mi è sufficiente, ad esempio, rammentare la celebre storia di quell’imperatrice giapponese la quale, nell’VIII secolo della nostra era, fece stampare a fini votivi o a fini più o meno magici, un numero considerevole di sutra (si dice che ne fece stampare mille) su strette strisce di pergamena, che venivano poi arrotolate e inserite in piccole miniature di pagode in legno, di cui si è conservato fino ad oggi un certo numero di esemplari sia in Giappone sia in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.
Questo succedeva 700 anni prima di Gutenberg e perciò, è tutto chiaro: Gutenberg non è l’inventore della stampa.
Però è l’inventore della stampa a caratteri mobili in Occidente e, credetemi, questa precisazione non toglie nulla alla sua gloria.


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Il carnevale nel mondo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 07 febbraio @ 18:20:38 CET (3349 letture)
Invenzioni e origini III

Il Carnevale di Nizza

Fra i carnevali pù celebri del mondo ricordiamo quello di Nizza, le cui origini si perdono nel tempo. Ogni anno, nella città, meta di numerossissimi turisti, si svolgono le sfilate di carri e di maschere e soprattutto le caratteristiche battaglie di fiori.
I fiori infatti sono l'elemento principale di questo Carnevale e in particolare delle feste che si svolgono nei giardini Alberto I, tutti i giorni, escluso il sabato.
Nello stesso periodo al Palais des Expositions si tiene la festa della birra, con musiche e canti tirolesi. Il giorno di martedì grasso ha luogo l'imponente sfilata di maschere, carri e pubblico, che inizia nel primo pomeriggio e continua fino a tarda notte, quando il rogo di Re Carnevale, il grande spettacolo di fuochi d'artificio e il veglione all'Hotel Plaza concludono il Carnevale nizzardo.
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Il carnevale in Italia
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 febbraio @ 12:11:37 CET (1688 letture)
Invenzioni e origini III

Diversamente da quanto si potrebbe pensare il Carnevale in Italia ha origini molto antiche, risale a tradizioni precristiane, che si ricollegavano ai saturnali e ai lupercali, riti per la fertilità della terra.

In alcune città inizia il 26 Dicembre, in altre a Capodanno o all’Epifania, in altre ancora alla Candelora, il 2 Febbraio, termina sempre il martedì che precede il giorno delle Ceneri, che dà inizio alla Quaresima, periodo di digiuno, penitenza e purificazione che serve di preparazione alla Pasqua.

Durante il Carnevale tutto è permesso: allegria, balli, divertimenti, cibo e dolci di ogni tipo. In tutte le regioni d’Italia viene festeggiato con sfilate e balli in piazza, maschere tradizionali e fantastiche, coriandoli e stelle filanti, ma in alcune città i festeggiamenti sono tanto originali da richiamare turisti e visitatori provenienti da ogni parte del paese e del mondo.


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Il pane
Postato da Grazia01 il Giovedì, 14 dicembre @ 14:19:28 CET (2130 letture)
Invenzioni e origini III

Il farro, assieme ai legumi e le verdure fu alla base della alimentazione dei Romani sin dalle origini, mentre i Greci preferivano l'orzo che, però, era meno nutriente del farro visto che conteneva meno proteine e più carboitrati. A protezione di tutti i cereali i Romani avevano posto la dea Cerere e seguivano il parere di un medico, Galeno che raccomandava di lasciare da parte l'orzo, ottimo solo per i cavalli e adottare il farro che era molto più nutriente. L'orzo fu utilizzato solo nei momenti di carestia. Il farro (triticum dicoccum) fu per circa tre secoli il cereale preferito dai Romani. Era un grano duro la cui spiga non aveva barbe, rivestito di glume molto aderenti e per queste ragioni non poteva essere trebbiato se prima non era tostato,seppure leggermente. La tostatura fu resa obbligatoria da Numa Pompilio secondo re di Roma.
Dal farro deriva il nome farina e con il farro gli sposi facevano offerte agli dei al momento del loro matrimonio. Questa unione veniva appunto chiamata confarreatio. Inizialmente il farro veniva macinato a mano usando due pietre o con il mortaio. La mola ruotante fu scoperta più tardi , fu azionata prima dagli schiavi , poi da asini e muli e, più raramente, da cavalli.
Il pane vero e proprio arrivò sulla mensa dei Romani molto tardi (IV sec a.C.) perchè, in origine, con il farro si preparava solo la notissima puls la polenta. Plauto afferma che i Greci chiamavano i Romani "polentoni" puliphagonides. La puls era l'alimento base e, di volta in volta, era arricchita con quel che si aveva sotto mano: legumi, formaggi, verdure, aromi, pesci sotto sale e pezzi di carne.
Con l'arrivo del frumento, che si poteva ridurre più facilmente in farina, nacque il pane; non solo, ma i soldati, e molti altri con loro, masticavano anche crudi, durante le lunghe marce, "questi nuovi granellini " che venivano dalla Sicilia e dalle coste settentrionali dell'Africa.
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Gelato
Postato da spalato il Martedì, 12 dicembre @ 01:08:58 CET (3602 letture)
Invenzioni e origini III

Il gelato viene comunemente definito come una "preparazione alimentare ottenuta con una miscela di ingredienti portata allo stato solido o pastoso mediante congelamento e contemporanea agitazione".

In origine il gelato non era certamente quello che noi conosciamo. Nell'antichità, probabilmente, si refrigeravano frutta, latte e miele per farne cibo ghiacciato. Riferimenti a tale pratica si incontrano sia in testi antichi sia nelle cronache d'epoca più note. Pare addirittura che, già nella Bibbia si trovi un episodio in cui si parla di tale cibo quando si narra di Isacco che avrebbe offerto ad Abramo latte di capra misto a neve.

Durante il Medioevo, in oriente, si scoprì il modo di congelare i succhi di frutta ponendoli in recipienti circondati da ghiaccio, modalità di preparazione questa che fu ben presto appresa anche in Sicilia, qui perfezionata e poi diffusa in tutta la penisola.

Il gelato in senso moderno fu un'invenzione tutta italiana. Alcuni storici, attribuiscono l'onore di aver ripreso e reso celebre il gelato nella metà del 1500 a Caterina de' Medici e ad un certo Ruggeri, pollivendolo e cuoco a tempo perso che lo avrebbe preparato in occasione delle nozze della nobildonna. Trasferitasi In Francia, Caterina portò con sé il Ruggeri che divenne famoso anche oltralpe per le sue preparazioni. A prescindere dalla verità storica di questi fatti, l'origine italiana del gelato viene riconosciuta in gran parte del mondo (non è inusuale, nelle gelaterie estere, vedere indicazioni come "vero gelato italiano").
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Un computer al tempo dei greci.
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 dicembre @ 21:45:30 CET (1019 letture)
Invenzioni e origini III

ROMA - Seguire i movimenti del Sole e della Luna attraverso le costellazioni dello Zodiaco, predire le eclissi, tracciare il moto dei pianeti e l'orbita irregolare della Luna nel cielo: questa, secondo una dettagliata analisi descritta su Nature, era la funzione del Meccanismo di Antikythera, un antichissimo macchinario greco a ingranaggi risalente al 65 a.C.

Per gli autori, un gruppo di ricerca internazionale, coordinato da Mike Edmunds e Tony Freeth dell'universita' britannica di Cardiff, lo studio rileva che il meccanismo e' molto piu' sofisticato di quanto ritenuto finora, tanto che per l'epoca puo' essere definito un vero e proprio computer. Inoltre, dimostra "lo straordinario potenziale tecnologico dei greci, perso con l'impero romano". Il Meccanismo di Antikythera fu trovato nel 1900 da alcuni pescatori di spugne nel relitto naufragato di un'antica nave, nel fondale mare davanti all'isola di Antikythera, fra il Peloponneso e Creta. Fra gli oggetti a bordo vi erano i frammenti di una custodia di legno e bronzo contenente oltre 30 ingranaggi.
Leggi Tutto... | 1938 bytes aggiuntivi | 2 commenti | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 4.5


Liceo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 08 novembre @ 10:39:03 CET (742 letture)
Invenzioni e origini III

Col nome di liceo s'intende oggi una scuola media di secondo grado a contenuto umanistico o scientifico.
Ma un tempo non era così. In greco l'aggettivo Iykeios (lucente) cotituiva l'attributo di Apollo, dio della luce, protettore delle scienze e delle arti.
Più tardi il nome di liceo fu conferito a un palazzo, adorno di portcici e giardini, che Pisistrato, tiranno di Atene del VI secolo avanti Cristo, aveva eretto e consacrato al dio Apollo e destinato alla educazione e alla istruzione della gioventù.
Ha il nome di Liceo anche un monte dell' Arcadia la cui vetta mggiore è alta 1420 metri. Sulla sommità sorgeva un tempio a Giove, che era chiuso da un basso recinto che nessun mortale poteva oltrepassare.
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Paese che vai, frigorifero che trovi
Postato da spalato il Domenica, 24 settembre @ 16:00:16 CEST (1102 letture)
Invenzioni e origini III
La storia del frigorifero risale al 1922, quando due inventori svedesi, Baltazar von Platen e Axel Munters, scoprirono il principio di produrre il freddo per mezzo del calore.

Settantacinque anni fa il frigorifero era un oggetto di lusso dovunque, e in alcuni luoghi lo è ancora Electrolux, il maggior produttore mondiale di elettrodomestici, ha proposto un’analisi, tra il serio e il faceto, che indaga tra i gusti dei vari paesi.
Per dare alcuni esempi, in Svezia il colore più diffuso è il bianco. In Cina e India, dove questo elettrodomestico spesso troneggia in soggiorno come oggetto da ostentare, il frigorifero è più decorato e colorato. Chi produce frigoriferi deve quindi tener conto delle esigenze culturali, affidandosi a buoni designer e – ovviamente – al buon senso.
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Cucina nell'antica Roma
Postato da spalato il Domenica, 24 settembre @ 15:59:58 CEST (2066 letture)
Invenzioni e origini III
Cucina romana. I romani assumevano cibo in tre momenti della giornata. Al mattino consumavano una frugale colazione a base di pane e formaggio, preceduta da un bicchiere d'acqua (jentaculum). I medici sconsigliavano espressamente una colazione abbondante. A mezzogiorno consumavano un leggero pranzo con pane, carne fredda, frutta e vino, spesso in piedi (prandium). Il pasto principale, anzi il vero e proprio pasto dei romani, era la cena (coena), che iniziava fra le 15 e le 16 e poteva protrarsi fino all'alba del giorno dopo.
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Il nostro benvenuto
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