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Il 21 settembre 1948 nasce la poetessa Livia Trevi
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 settembre @ 11:50:14 CEST (138 letture)
Poesia al femminile II





Le Parole

Ida Travi pratica la poesia della relazione non comune tra l’Io e il Tu, che instabile oscilla nei luoghi incerti delle nostre "città perdute",
dove la Travi affonda le proprie radici per succhiare dalle nostre tradizioni il succo migliore che ci aiuterà a risorgere.
Perché per aprirsi alla gioia (come afferma la stessa Travi ) bisogna ascoltarsi e accettarsi, anche quando il dolore lacera il nostro futuro.




il piede del bambino più piccolo

Il piede del bambino più piccolo
è più grande d’ogni tuo pensiero

Cosa mangia la foglia adesso?

Il pianto del bambino più piccolo
ha coperto il tuo canto, il mondo
sta strillando sull’altare

Il fiume, il salice, la porta. Il tronco spalancato

Ti cadono le foglie dalla testa, te ne accorgi?




vedrai la spalla del tuo vicino

Vedrai la spalla del tuo vicino alta nel segno nero

Nel filo di fumo azzurro vedrai quel fiume
e il monte lì vicino, vedrai un ramoscello
argento che sale, sale…

È così che testimonia il ramo

È così che il sasso ritorna alla sua storia

Ci sono vetri dappertutto, Usov
sei pieno di schegge in testa.




tutto era a posto

Tutto era a posto, tutto era perfetto
poi è venuto l’uomo con la falce
e s’è preso le nostre fragole
Allora sono scesa dalla sedia regina
alzando le braccia al cielo
Sono scesa dalla sedia regina
portando le mani al petto
Tutto era perfetto, cento colombe alte
sono volate in cielo, come un ventaglio
in cielo, le fragole antiche dormono
nel fazzoletto nuovo.
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Contavo ogni passo
Postato da Grazia01 il Giovedì, 06 novembre @ 17:35:29 CET (497 letture)
Poesia al femminile II










Contavo ogni passo

Contavo ogni passo
prima che la nebbia scendesse
contavo ogni battito
prima che la neve cadesse.
Non può trovare
via d’uscita il dolore:
in una lacrima non riesce a fuggire
e restando ti soffoca il cuore.
Ma il mio cuore non vuole capire:
vuole soltanto smettere
… di soffrire
vuole vivere d’amore,
vuole respirare ad ogni costo
sentimenti veri, buoni e forti.
Credevo in un mondo più giusto
che non avrebbe chiesto rabbia
né concesso torti.
Pensavo ad una vita tanto diversa…
ma poi, sai è rimasta un castello di sabbia.
È già stata terribile la strada percorsa:
come respirare fiamme gelide di fuoco taglienti…
… e non immaginavo che arrivassi davvero:
come gocce di stelle sorridenti
in un cielo oramai già spento.
Ma non chiedermi dov’ero:
ascolta con me il respiro
di questo mondo che non sento…
ti troverò dove non sei mai stato
e ti starò accanto…
nel nostro pianeta mai esisti

Laura Garavaglia


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Che taccia almeno qualcuno
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 maggio @ 19:42:16 CEST (784 letture)
Poesia al femminile II







Che taccia almeno qualcuno

Che taccia almeno qualcuno nel clamore
di questo circo di morti viventi
e ci lasci il tempo, ci ridia il silenzio
che nell'ascolto dei palpiti del cuore
nutrono pensosi la lentezza e l’ozio.
Che faccia fruttare quel talento
senza impegnarlo nel paese dei balocchi
lasciateci il tempo, ridateci il silenzio
e sapremo coltivare questo campo
riprendere per mano i nostri figli.


Patrizia Villani

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Adesso che il tempo di Patrizia Cavalli
Postato da Grazia01 il Martedì, 29 aprile @ 18:40:15 CEST (938 letture)
Poesia al femminile II






Adesso che il tempo


Adesso che il tempo sembra tutto mio
e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena,
adesso che posso rimanere a guardare
come si scioglie una nuvola e come si scolora,
come cammina un gatto per il tetto
nel lusso immenso di una esplorazione, adesso
che ogni giorno mi aspetta
la sconfinata lunghezza di una notte
dove non c'è richiamo e non c'è più ragione
di spogliarsi in fretta per riposare dentro
l'accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta,
adesso che il mattino non ha mai principio
e silenzioso mi lascia ai miei progetti
a tutte le cadenze della voce, adesso
vorrei improvvisamente la prigione.

PATRIZIA CAVALLI

Altro su Patrizia Cavalli


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Com'è difficile accarezzare
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 16 aprile @ 18:27:17 CEST (709 letture)
Poesia al femminile II










Com'è difficile accarezzare

Com'è difficile accarezzare le ali di un angelo!
Per quanto sia vicino, evita di essere sfiorato
Per paura di essere preso,
Volteggia, ridiscende, il suo fruscio si sente appena,
È l’unico suono che riesce a produrre.
Loro, gli angeli, non sanno parlare,
Non sono adatte le parole
Per esprimerli,
Il loro muto messaggio è la presenza.
Come si avvicinano
Per avvolgerti nella loro aura,
Subito si allontanano,
Spaventati dall'intimità,
Protettivi, ma non familiari,
Lasciando sempre uno spazio in cui
Le mie parole si trascinano per raggiungerli,
Senza sapere se
Non siano troppo flebili per sfiorarne l’udito.
Che handicap della fede:
Non sapere se ti sentono, né se tu senti
E di tutti i sensi rimane solo il sogno tattile
Di accarezzare, senza spaventarlo, le ali un angelo…

Ana Blandiana

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Avessi saputo che era un sogno - Ono no Komachi
Postato da Grazia01 il Domenica, 02 febbraio @ 21:05:11 CET (680 letture)
Poesia al femminile II





Avessi saputo che era un sogno

Ero assorta in pensieri d'amore
quando chiusi gli occhi?
Lui comparve.
Avessi saputo ch'era un sogno
non mi sarei svegliata.
Forse perché mi addormento
pensando a lui,
mi è apparso in sogno?
Avessi saputo ch’era un sogno,
mai mi sarei svegliata.

Ono no Komachi


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Non hai sentito
Postato da Grazia01 il Martedì, 21 gennaio @ 21:20:38 CET (769 letture)
Poesia al femminile II








Non hai sentito


E tu non hai sentito i miei occhi cercarti
laghi, pozze d'acqua che ti hanno visto come si vedono ombre cinesi
e tu non hai sentito il mio tocco
il mio farti l'amore ogni sera instancabilmente
anche quando eri lontano e assente nei tuoi egoismi
io ero come polvere posata su di te, nelle tue fessure
e mi sono dannata nelle tue rive sai
ti ho attraversato come un fiume
so dei tuoi dossi, delle tue deviazioni, delle tue acque fredde
ho nuotato in te come in un abisso di pesci disegnati da un bimbo felice
io ero innocente
io ti amavo
alla follia.


Tatiana Andena


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La luna nello specchio
Postato da Grazia01 il Lunedì, 13 gennaio @ 22:33:16 CET (550 letture)
Poesia al femminile II









La luna nello specchio


La luna nello specchio del comò
guarda milioni di miglia lontano
(e forse con orgoglio, a se stessa,
ma non sorride, non sorride mai)
via lontano lontano oltre il sonno,
o forse è una che dorme di giorno.

Se l’Universo volesse abbandonarla,
lei gli direbbe di andare all’inferno,
e troverebbe una distesa d’acqua
o uno specchio, sul quale indugiare.
Tu dunque metti gli affanni in un sacco
di ragnatele e gettalo nel pozzo

nel mondo alla rovescia dove
la sinistra è sempre la destra,
dove le ombre in realtà sono corpi,
dove restiamo tutta notte svegli,
dove il cielo ha tanto poco spessore
quanto è profondo il mare e tu mi ami d’amore.

Elizabeth Bishop



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Poesie di Carla Saracino
Postato da Grazia01 il Giovedì, 24 ottobre @ 21:40:00 CEST (1293 letture)
Poesia al femminile II










Cercare il cuore del secolo nelle case


Cercare il cuore del secolo nelle case
abbandonate del materano, un pomeriggio,
mentre l’erba stipa sotto terra l’annuncio
del tempo che non vedrai.
Essere nella fiamma del camino d’un albergo
senza bellezza
e fumare il gelo sulle labbra della fastidiosa cerimonia
della cena.
Essere in tanti dentro se stessi, una volta sola negli altri.





Ma io vorrei tornare in una casa fraterna

Ma io vorrei tornare in una casa fraterna
ospitale e accarezzarne la carta da parati
o sedere alla testa del lungo tavolo di quercia
e punirmi con la foga delle cose
che giacciono estreme
per carità di bellezze manomesse.

O io vorrei che questo accadesse nelle terre
di qualche Est superiore a quello pensato.
Qualche Est ricongiunto al cuore.
La punta dell’ordine, il chiarore.





Sono queste le età

Sono queste le età,
le età che cominciano, si fanno
diverse, non sentono gridi o echi
cauti, ma divertono, aprono folle,
in questo quadro in cui sto vivendo,
appoggiata con te a un filo
che la vita ha da poco intessuto,
sbrigliamo quel che si trova a pochi istanti
da noi, dal nostro magiare, bere,
questo dire della meraviglia
senza continuazione, questo vedere
in un volto l’altro volto potuto,
questo essere nella natura cosa morta
che la natura ha già superato.

Tu mi dirai:
sii il tuo mattino,
sii la tua anima

Carla Saracino

Da Il chiarore (Lietocolle, 2013)

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Cerco il principio del male
Postato da Grazia01 il Domenica, 08 settembre @ 19:09:18 CEST (812 letture)
Poesia al femminile II





Cerco il principio del male


Come da bambina cercavo i margini della pioggia.
Con tutte le forze correvo per trovare
il luogo dove
sedermi a terra a contemplare
da una parte pioggia, da una parte niente pioggia.
Ma sempre la pioggia smetteva prima
che ne scoprissi i confini
e ricominciava prima
di capire fin dove è sereno.
Invano sono cresciuta.
Con tutte le forze
corro ancora per trovare il luogo
dove sedermi a terra e contemplare
la linea che separa il male dal bene.
Ma sempre il male smette prima
che ne scopra il confine
e ricomincia prima
di capire fin dove è bene.
Io cerco il principio del male
su questa terra
volta per volta
grigia e assolata.



Ana Blandiana
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CADEMMO NELL'ABBRACCIO
Postato da Grazia01 il Giovedì, 11 aprile @ 20:55:39 CEST (1288 letture)
Poesia al femminile II








CADEMMO NELL'ABBRACCIO

Cademmo nell’abbraccio,
ci separammo dal mondo,
non sapevamo se eravamo due corpi
o due anime
o un corpo e un’anima
o se semplicemente
non eravamo
perché era amore solamente
e poi solamente fu
la marea d’argento del nulla


Wislawa Szymborska
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Ridateci la mamma
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 marzo @ 13:35:52 CET (717 letture)
Poesia al femminile II






Ridateci la mamma

Ridateci la mamma,
la mamma che faceva il pane nel suo lindo grembiule a quadretti,
tale e quale ai grembiuli che le cucivamo
durante le lezioni di economia domestica
per farle un’improvvisata
alla Festa della Mamma-

la mamma, che non aveva un lavoro
perché che bisogno c’era che ne avesse uno,
che ci impacchettava il pranzo da portare a scuola –
il panino al tonno, la mela,
i biscotti di farina d’avena avvolti in carta oleata –
con gli elastici che conservava in un barattolo;
che al nostro ritorno era sempre a casa,
a stirare
o a fare qualcosa di altrettanto noioso,

che faceva un fiacco sorriso da donna di fatica in trappola
quando le scivolavamo accanto
diretti al telefono,
pieni di scontrosità e disprezzo
e decisi a non diventare mai come lei.
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Come il vento
Postato da Grazia01 il Giovedì, 31 gennaio @ 21:35:19 CET (731 letture)
Poesia al femminile II






Come il vento

Donne silenziose
come bisce sull'acqua
attraversano il mondo

quando un vento sfacciato
solleva loro le gonne
le membra abbandonano

socchiudono gli occhi
sognando l'amore
o gli amori vissuti

Tante stagioni...
ragnatele di ricordi
sui loro volti

sedute in cerchio
ma non insieme
guardano tramonti infuocati

il loro vivere, ora
stride come il vento
che passa tra l'erba secca...

nei prati.

Patrizia Chini

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Il bacio di Maria Ceciclia Camozzi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 28 novembre @ 09:53:02 CET (667 letture)
Poesia al femminile II









Bacio


Soave melodia di fine inverno,
ho raccolto il suo bacio pervinca
e l'ho indossato
sul fuoco dell'anima...
parola che nutre l'alba
giorno dopo giorno,
di saperi odorosi e nubi assonnate.

Un uccello canta le sue strofe a terzine
mentre lacrime di gioia rigano il volto,
come piccole navi tra labbra di fiori
su pelle di ciliegio...
ha percorso le mie coste
con lo sguardo sapiente
e s'è fermato.

Ha dormito nel mio sogno,
vibrante di azzurro
sino a primavera
e attraverso le ombre della memoria
dei secoli
ha ritrovato la vita.

Maria Cecilia Camozzi
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Sulpicia
Postato da Grazia01 il Martedì, 27 novembre @ 09:37:04 CET (741 letture)
Poesia al femminile II



Sulpicia è la sola poetessa romana di cui ci è giunta la Voce. Credere, tuttavia, che sia stata l’unica donna del suo tempo a scrivere poesie sarebbe un’operazione semplicistica e, probabilmente, estremamente ingenua. Possiamo solo concordare sul dato obiettivo che per una circostanza X, forse fortuita ed isolata, parte dell’intera produzione di Sulpicia fu conservata e tramandata. I motivi della scelta sono ignoti. La selezione delle fonti ha, spesso, carattere arbitrario: non esistono criteri per cui opere vengono salvate dal Tempo e altre corrose e, irrimediabilmente, perse o dimenticate. Persino il Caso ha il suo margine di gusto. Selettivo, voluttuario, capriccioso.
L’accorta scomparsa di espressioni scrittorie femminili dell’Epoca Antica ha, comunque, una sua matrice politico-ideologica: come ha giustamente sottolineato lo storico Moses Finley: “[…] la donna (beninteso, quella onesta) non era e non doveva essere un individuo, ma solo una frazione passiva e anonima di un gruppo familiare”.
A Roma, infatti, fin dal periodo più antico, i patrizi (i membri delle gentes, da patres, “i padri”) detenevano tre nomi: quello personale (praenomen), quello gentilizio (dalla gens alla quale appartenevano, il nomen) e il nome familiare; a questi potevano aggiungersi soprannomi indicanti caratteristiche fisiche o gloriose imprese militari. Le donne, diversamente, non potevano avere il praenomen, poiché il sistema onomastico romano prevedeva per loro esclusivamente il nome gentilizio e quello familiare.
La ragione di questa esclusione non è, poi, così difficile da immaginare: per i Romani la gloria di una donna procedeva di pari passo alla sua anonimia; di conseguenza, i costumi delle donne che venivano chiamate per nome non dovevano apparire castigatissimi. Appellativi fisici, quali Rutilia (rossa di capelli), Murrula (che profuma di Mirra), Burrula (burrosa), denunciavano una tipologia femminile ritenuta licenziosa e libertina.
Non, così, per Sulpicia, fanciulla dell’aristocrazia romana dell’età augustea, i cui versi ci sono giunti perché trasmessi sotto il nome del ben più celebre poeta elegiaco Tibullo.



Trad. I

(A Cerinto)

È giunto amore finalmente.
Nasconderlo
sarebbe assai più grave vergogna che svelarlo.
Commossa dai miei versi, Venere lo portò
sino a me,
tra le mie braccia, compì la sua promessa.
I miei peccati
li narri chi si dirà non ebbe i suoi.
Io quasi non vorrei neppure scriverli:
prima di lui, temo li legga un altro.
Ma giova aver peccato.
Mi disturba
atteggiare il mio volto alla virtù.
Si dirà che sono degna di lui, e lui di me.

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Poesie di Mariella Cerutti Marocco
Postato da Grazia01 il Sabato, 24 novembre @ 19:50:55 CET (781 letture)
Poesia al femminile II







Tempo dopo, molto tempo dopo


Tempo dopo, molto tempo dopo,
aveva trovato quella pagina scritta,
quel foglio ripiegato in quattro
che lui non le aveva mai dato.
Versi, parole assolute e dolenti
che la facevano soffrire, come il rimorso
di un abbandono ingiusto.





Eppure c'erano state

Eppure c'erano state
primavere sontuose, osservate
dietro le tende di pizzo bianco
contemplando
l'immobilità dell'albero.
Oltre la porta chiusa
si apriva un mondo fittizio,
si spalancava un mondo di immagini
e di storie infinite.


Mariella Cerutti Marocco

da La devozione e lo smarrimento




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Buon compleanno Isabel
Postato da Grazia01 il Giovedì, 02 agosto @ 20:38:46 CEST (789 letture)
Poesia al femminile II









Sul destino di questo bizzarro mondo
nascono fiori aridi e terribili
spinosi nel cuore i sentimenti
che dolcissime albe, dalla notte
ancora avvolte di nebulose nostalgie,
riportano nel cuore corroso dalla vita.

Ed io attendo sul prato di ginestre
ma tu, incredibile, non giungi.
Per prenderti la mano ti raggiungo,
e dalla tua rassegnata indifferenza
mi porgi in cambio petali e sorrisi
- logora vita, mia anima, mio tutto! –
che hanno l'amaro sapore di un addio.


Isabel Allende

Isabel Allende Llona è nata a Lima il 2 agosto 1942.
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Insonnia
Postato da Grazia01 il Martedì, 19 giugno @ 20:44:54 CEST (870 letture)
Poesia al femminile II







Insonnia


Dopo l'insonne notte è debole il corpo,
Diventa caro, e non più nostro, di nessuno.
Nelle lente vene ancora piangono le frecce
E tu sorridi alla gente, come un serafino.

Dopo l'insonne notte sono deboli le mani,
E del tutto indifferenti ci sono gli amici e i nemici.
C'è un intero arcobaleno in ogni suono casuale,
E nel gelo a un tratto si sente odor di Firenze.

Teneramente risplendono le labbra, e l'ombra è più d'oro
Presso gli occhi incavati. È la notte che ha bruciato
Questo volto più luminoso, e dell'oscura notte
Solo una cosa sono oscure in noi, gli occhi.

Marina Cvetaeva
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Il lupo sbrana
Postato da Grazia01 il Giovedì, 19 aprile @ 21:00:28 CEST (970 letture)
Poesia al femminile II




Il lupo sbrana


Mia madre non vuole
l'immagine allo specchio
ed io non ho mai dato resto
al conto della bellezza.
La gola è secca
e non confessa le colpe,
l'unica vanità permessa
oggi
è guardarla
ma nessuno sa
quando il lupo sbrana.


Maddalena Capalbi
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Stamane il rigoglio ...
Postato da Grazia01 il Martedì, 20 marzo @ 20:07:56 CET (890 letture)
Poesia al femminile II






Stamane il rigoglio dei nostri clivi
ha brume lievi e la memoria
dei passi ha incontrato sui sentieri
scalzi -roridi d'infanzia- i perduti
incanti del semplice vivere
tra vigne e zolle d'orti.
... Nutrita d'armonia e cullata
nel sicuro grembo del bosco
struggenti resine respiro.
...E tu sei ancora lì
-così radiosa nel ricordo-
sussurro di brezza tra i rami,
luce di linfa viva e forte
nelle turgide foglie
del castagno più grande...
Lo so -madre- ho tardato a venire,
a lungo ho celato la tenacia
di vita abbarbicata nelle rupi
della mia terra erta sul mare,
nei bui anfratti del cuore.
L'aspra salita d'essere
ha sofferto vertigini
aggrappate a catene
e gli orizzonti lividi dei gironi
convinti erano d'affondare
in voragini del profondo.
Sulla mia scorza oggi le stimmate
di sfinite cadute,
ma ruscella negli occhi l'impeto
delle presenze nuove
e in me sempre più ti respiro, madre.
Sempre più ti somiglio.
Stamane -sai- le allodole
intessevano voli verticali
e tremule trame di cielo
mi chiamavano col tuo nome.

Daniela Olivier
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AL MIO CUORE, DI DOMENICA
Postato da Grazia01 il Martedì, 28 febbraio @ 22:57:00 CET (747 letture)
Poesia al femminile II





AL MIO CUORE, DI DOMENICA


Ti ringrazio, cuore mio:
non ciondoli, ti dai da fare
senza lusinghe, senza premio,
per innata diligenza.
Hai settanta meriti al minuto.
Ogni tua sistole
è come spingere una barca
in mare aperto
per un viaggio intorno al mondo.
Ti ringrazio, cuore mio:
volta per volta
mi estrai dal tutto,
separata anche nel sonno.
Badi che sognando non trapassi in quel volo,
nel volo
per cui non occorrono le ali.
Ti ringrazio, cuore mio:
mi sono svegliata di nuovo
e benchè sia domenica,
giorno di riposo,
sotto le costole
continua il solito viavai prefestivo.


Wislawa Szimborska
La gioia di scrivere
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Storia di una donna, poetessa e scrittrice
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 febbraio @ 20:11:40 CET (793 letture)
Poesia al femminile II


Oggi 22 febbraio ricorre l’anniversario della nascita di Nedda Falzolgher




Nedda Falzolgher detta Nil, nasce il 26 febbraio 1906 a Trento, quando quella parte del territorio è ancora sotto il dominio austriaco. Il padre era un bancario e la madre di ricca famiglia. Primogenita, sensibile, intelligente, vive nei primi anni una vita serena e gioiosa. La bimba cresce bene fino all’età di cinque anni, quando inattesa la disgrazia viene a stravolgere il suo destino: è colpita da paralisi infantile, o più comunemente detta, poliomielite. Ella si sente attratta per vocazione naturale verso la scrittura e la poesia; vocazione che rappresenta per il suo spirito sofferto una specie di resurrezione.



“Nil non poteva andare verso le cose, ma le cose venivano a lei a cimentare la sua forza e la sua gioia, e tutto la investiva e subito l’abbandonava, lasciando segni di grazia sulla sua anima con il moto dell’onda marina che scrive parole di vita su tutta la riva” (da Il libro di Nil).
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Stella nascente
Postato da Grazia01 il Martedì, 14 febbraio @ 22:32:19 CET (803 letture)
Poesia al femminile II







Stella nascente



Ogni bambino
è una stella nascente
grandi sono i suoi occhi
sorgenti inesauribili di amore
racchiuso nell'orizzonte
di un abbraccio infinito
mai più la paura,
la fame, l'ingiustizia
appariranno scolpite
sulle bianche pagine
del libro della sua
fragile esistenza


ROSEMARY JADICICCO
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Antiche ferite
Postato da Grazia01 il Martedì, 07 febbraio @ 21:30:29 CET (782 letture)
Poesia al femminile II








Antiche ferite



Il tuo amore
è un unguento sottile
che lambisce e cura le cellule lise
balsamo magistrale
per le mie antiche ferite di donna



ROSEMARY JADICICCO

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Wisława Szymborska addio
Postato da Grazia01 il Domenica, 05 febbraio @ 20:49:01 CET (1396 letture)
Poesia al femminile II


E' morta la poetessa e filologa polacca Wisława Szymborska,
premio Nobel per la letteratura nel 1996.
Era nata nel 1923 a Kornik, cittadina vicino a Poznan.
Lo annuncia sul suo sito l'Istituto polacco di Roma.




Scrivere un curriculum


Che cos'e' necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
e' bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.



(da "Vista con granello di sabbia")
Wisława Szymborska
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Poesie di Patrizia Cavalli
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 gennaio @ 13:57:13 CET (1311 letture)
Poesia al femminile II
Poesie di Patrizia Cavalli




Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci diseguali
e mi dicessi "Amore mio,
ma che è successo?", sarebbe un pezzo
di teatro di successo.





Dopo anni tormenti e pentimenti
quello che scopro e quello che mi resta
è una banalità fresca e indigesta




Ora che sei partita
che sei sicuramente andata
lo devo riconoscere
non sono mutilata.
Farò una passeggiata
fino a via delle Grotte.


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Più felice sono quando più lontana - Bronte
Postato da Grazia01 il Venerdì, 03 giugno @ 19:34:49 CEST (1532 letture)
Poesia al femminile II



Più felice sono quando più lontana


Più felice sono quando più lontana
porto la mia anima dalla sua dimora d'argilla,
in una notte di vento quando la luna brilla
e l'occhio vaga attraverso mondi di luce

Quando mi annullo e niente mi è accanto
né terra, né mare, né cieli tersi
e sono tutta spirito, ampiamente errando
attraverso infinite immensità.


Emily Brontë
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Mi è sempre piaciuto sognare - Laura Mancini
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 02 marzo @ 21:59:19 CET (1133 letture)
Poesia al femminile II


Mi è sempre piaciuto sognare
pur sapendo di sognare
e lasciarmi trasportare dalla fantasia




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Rose calpestava - Sibilla Aleramo
Postato da Grazia01 il Martedì, 15 febbraio @ 23:13:16 CET (930 letture)
Poesia al femminile II



Rose calpestava


Rose calpestava nel suo delirio
e il corpo bianco che amava.




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Non voglio - Margherita Guidacci
Postato da Grazia01 il Giovedì, 27 gennaio @ 20:14:07 CET (1296 letture)
Poesia al femminile II




Non voglio




Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri
e difficili, ma io vedo chiaro
e so che in fondo sono solamente
metri e gessetti con cui misurate



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