Toggle Content Menu Principale

Toggle Content Info Utente

Benvenuto Anonimo

(Registrati)

Iscrizioni:
Ultimo: dada
Nuovi di oggi: 0
Nuovi di ieri: 0
Complessivo: 246

Persone Online:
Iscritti: 0
Visitatori: 148
Totale: 148
Chi è online:
 Visitatori:
01: coppermine
02: Home
03: Home
04: Home
05: Home
06: Home
07: Home
08: Home
09: Stories Archive
10: Home
11: coppermine
12: Home
13: Home
14: Search
15: Home
16: Home
17: News
18: Home
19: Home
20: Home
21: coppermine
22: Home
23: Home
24: Home
25: News
26: Home
27: Home
28: Home
29: Home
30: News
31: Home
32: Home
33: Home
34: Home
35: coppermine
36: Home
37: Home
38: Home
39: Home
40: Home
41: Home
42: coppermine
43: Home
44: Home
45: coppermine
46: Home
47: Home
48: Home
49: coppermine
50: coppermine
51: Home
52: Home
53: coppermine
54: coppermine
55: coppermine
56: Home
57: Home
58: Home
59: Home
60: coppermine
61: Home
62: Home
63: Statistics
64: Home
65: Stories Archive
66: Home
67: Home
68: Home
69: Home
70: Home
71: Home
72: Home
73: Home
74: Home
75: Home
76: Search
77: Home
78: News
79: Home
80: coppermine
81: Home
82: News
83: Home
84: Home
85: Home
86: coppermine
87: Home
88: coppermine
89: News
90: Stories Archive
91: Your Account
92: Home
93: Home
94: Home
95: Home
96: News
97: Home
98: Search
99: coppermine
100: Home
101: Home
102: Home
103: Home
104: Home
105: coppermine
106: Home
107: Stories Archive
108: Home
109: Home
110: Home
111: Home
112: coppermine
113: coppermine
114: coppermine
115: Home
116: coppermine
117: Home
118: Home
119: News
120: Home
121: Home
122: Stories Archive
123: Home
124: Home
125: Home
126: Search
127: Stories Archive
128: Home
129: Home
130: Statistics
131: Home
132: Home
133: Home
134: Home
135: Home
136: Home
137: Home
138: Home
139: Home
140: Home
141: coppermine
142: Home
143: Home
144: coppermine
145: Search
146: Home
147: Home
148: Home

Staff Online:

Nessuno dello Staff è online!

Toggle Content Coppermine Stats
coppermine
 Albums: 171
 Immagini: 9081
  · Viste: 1925361
  · Voti: 431
  · Commenti: 60

Toggle Content *
Segui maktea1 su Twitter


Toggle Content Autori
Novità › Un giorno di attesa
Un giorno di attesa
Postato da Grazia01 il Lunedì, 08 marzo @ 13:47:27 CET (4445 letture)
Racconti e altro di Hemingway

Un giorno di attesa

Entrò nella stanza per chiudere le finestre mentre eravamo ancora a letto e vidi che aveva una brutta cera. Era pallido, scosso da brividi, e camminava lentamente come se muoversi gli riuscisse doloroso.


«Che c'è, Schatz?»
«Ho mal di testa.»
«Meglio che torni a letto, »
«No. Sto bene. »
«Va' a letto. Mi vesto e sono da te.»
Ma quando andai giù, era vestito, seduto accanto al fuoco, con l'aria sbattuta di un ragazzo di nove anni che stava molto male. Quando gli misi la mano sulla fronte, capii che aveva la febbre .
«Va a letto» dissi «sei malato.»
«Sto benissimo» disse lui.
Quando arrivò, il medico gli misurò la temperatura.
«Quanto ha» gli chiesi.
«Centodue»
Di sotto, il dottore lasciò tre diverse medicine in capsule di diverso colore con le istruzioni per somministrargliele.
Una doveva far calare la febbre, l'altra purgarlo, e la terza combattere l'acidità. I germi dell'influenza possono esistere solo in ambiente acido, spiegò. Aveva l'aria di saper tutto dell'influenza e disse che se la febbre non saliva oltre i centoquattro non c'era nulla di cui preoccuparsi. Si trattava di una leggera epidemia influenzale e non c'era alcun pericolo, se evitavi di prenderti la polmonite.
Tornato nella stanza, presi nota della temperatura del ragazzo e segnai l'ora in cui dovevo dargli le diverse capsule.
«Vuoi che ti legga qualcosa?»
«D'accordo. Se credi» disse il ragazzo. Il suo viso era pallidissimo e sotto i suoi occhi c'erano delle aree scure. Lui giaceva immobile nel letto e sembrava molto distante da quello che succedeva.
Lessi ad alta voce qualcosa del Libro dei pirati di Howard Pyle, ma vedevo che non seguiva quello che leggevo.
«Come ti senti Schatz?» gli chiesi.
«Sempre uguale, finora» disse lui.
Mi sedetti ai piedi del letto a leggere per conto mio mentre aspettavo che venisse l'ora di dargli un'altra capsula. Sarebbe stato naturale che si addormentasse, ma quando alzai occhi, lui guardava verso i piedi del letto, con un'aria molto strana .
« Perché non cerchi di dormire? Ti sveglio io per la medicina.»
«Preferirei star sveglio.»
Dopo un po' mi disse: «Non sei mica obbligato a stare con me, papà, se la cosa ti disturba» .
« Non mi disturba affatto.»
« No, volevo dire che non sei mica obbligato a stare qui se la cosa ti disturba.»
Pensai che fosse un po' stordito e, dopo avergli dato, alle undici, le capsule prescritte, andai fuori per un po'.
Era un giorno freddo e luminoso, col terreno coperto di nevischio gelatosi in modo tale che sembrava che tutti gli alberi nudi, i cespugli, gli sterpi tagliati e tutta l'erba e il terreno spoglio fossero stati verniciati di ghiaccio. Portai il giovane setter irlandese a fare una passeggiatina per la strada e lungo un ruscello ghiacciato, ma era difficile stare in piedi e camminare sulla vitrea superficie e il cane rosso scivolava e sdrucciolava ed io caddi due volte, pesantemente, una volta mollando il fucile che slittò via sul ghiaccio.
Alzammo uno stormo di quaglie da sotto un'alta scarpata argillosa coperta di cespugli spioventi ed io ne uccisi due mentre sparivano dietro la cima dell'argine. Alcune andarono posarsi sugli alberi, ma per la maggior parte si sparpagliarono tra i mucchi di sterpi, e bisognava saltare parecchie volte sui monticelli di sterpi coperti di ghiaccio prima che le quaglie volassero via. Il fatto che si alzassero mentre ti tenevi in equilibrio, traballando, sugli sterpi elastici e ghiacciati non facilitava la mira, ed io ne uccisi due, cinque ne mancai, e presi la strada del ritorno soddisfatto di aver trovato uno stormo di quaglie così vicino a casa e felice che ne fossero rimaste ancora tante da permettermi di riprendere la caccia un altro giorno.
A casa mi dissero che il ragazzo si era rifiutato di far entrare chiunque in camera sua.
«Non potete entrare» diceva. «Non dovete prendere quello che ho io.»
Salii da lui e lo trovai esattamente nella stessa posizione in cui lo avevo lasciato, pallido in volto, ma con gli zigomi arrossati dalla febbre, ancora con lo sguardo, come prima, fisso ai piedi del letto.
Gli misurai la temperatura.
«Quant'è?»
«Circa cento» dissi. Era centodue e quattro decimi.
«Era centodue» disse lui.
«Chi l'ha detto?»
«Il dottore.»
«La temperatura va benissimo» dissi io. «Non c'è da preoccuparsi.»
«Non mi preoccupo» disse lui «ma non posso far a meno di pensare.»
«Non pensare» dissi. «Non te la prendere.»
«Non me la prendo» disse lui, e guardò dritto davanti a sé.
Era evidente che si sforzava di non perdere la calma.
«Prendi questa con un goccio d'acqua.»
«Credi che servirà a qualcosa?»
«Certo.»
Mi sedetti e aprii il Libro dei pirati e cominciai a leggere, ma vedevo che lui non mi seguiva e allora smisi.
«A che ora credi che morirò?» chiese lui.
«Cosa?»
«Quanto tempo passerà prima che io muoia ?»
«Tu non stai per morire. Che ti salta in mente?»
«Oh, sì, sto per morire. L'ho sentito dire centodue.»
«Non si muore con la febbre a centodue. Che sciocchezze stai dicendo?»
«Si muore, invece. A scuola, in Francia, i ragazzi mi dicevano che con quarantaquattro gradi non si vive. lo ne ho centodue.»
Era tutto il giorno che aspettava di morire, dalle nove del mattino.
«Povero Schatz» dissi. «Povero vecchio Schatz. È come le miglia e i chilometri. Non stai per morire. È un termometro
diverso. Su quel termometro trentasette è normale. Su questo è novantotto.»
«Sei sicuro?»
«Assolutamente» dissi. «È come le miglia e i chilometri. Sai, come quanti chilometri facciamo quando con la macchina andiamo a settanta miglia.»
«Oh» disse lui.
Ma i suoi occhi smisero a poco a poco di fissare i piedi del letto. E finalmente venne meno anche il dominio che aveva esercitato su se stesso, e il giorno dopo fu un giorno pigro e indolente, e lui piangeva molto facilmente per piccole cose senza importanza.

Ernest Hemingway
Da "I quarantanove racconti"






"Un giorno di attesa" | Login/Crea Account | 1 commento
Limite
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.

Re: Un giorno di attesa (Voto: 1 )
di Paolo il Martedì, 09 marzo @ 21:06:12 CET
E' meno depresso il malato di chi lo assiste. L'assistente pensa che il malato s'avvii a morire perchè ce l'ha con lui e probabilmente è vero.

| Parent


Toggle Content Links Correlati
 Inoltre Racconti e altro di Hemingway

Articolo più letto relativo a Racconti e altro di Hemingway:
Colline come elefanti bianchi

Toggle Content Valutamento Articolo
Punteggio medio: 0
Voti: 0

Per favore prenditi un secondo e vota l'articolo:

Eccellente
Molto Buono
Buono
Regolare
Pessimo


Toggle Content Opzioni

Toggle Content Registrati...

Toggle Content Ultimi arrivi

Toggle Content Ultimi articoli
 Milano mia [ 0 commenti - 27 letture ]
 COME MUORE UN ANZIANO OGGI? [ 1 commenti - 53 letture ]
 Sono triste senza un motivo. Perchè? [ 0 commenti - 172 letture ]
 Poesie d’amore [ 0 commenti - 52 letture ]
 Consacrazione dell’istante [ 0 commenti - 48 letture ]

[ Altro nella News Section ]

Toggle Content Sondaggio
Come migliorare e rendere più agibile il sito?




Risultati :: Sondaggi

Voti: 27
Commenti: 1

Toggle Content Solidarietà

Toggle Content Messaggio

Questo sito contiene anche testi e immagini presi dal web, se avessimo violato, per errore, diritti d'autore o copyright, preghiamo di avvisarci, sarà nostra cura provvedere all'immediata cancellazione. Scrivere a maktea@tiscali.it


Toggle Content Poeti e scrittori noi

Toggle Content POESIE A TEMA

Toggle Content Varie

Network: Web Agency Milano | Scopri i migliori programmi per siti web
Interactive software released under GNU GPL, Code Credits, Privacy Policy