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Anniversario della nascita di Joseph Conrad
Postato da Grazia01 il Sabato, 03 gennaio @ 18:38:41 CET (731 letture)
Biografie IX




Si ricorda oggi lo scrittore Joseph Conrad, l'autore di Cuore di Tenebra che ha ispirato autori come F. Scott Fitzgerald, Albert Camus e Virginia Woolf
Józef Teodor Conrad Korzeniowski nasce il 3 dicembre 1857; pur essendo nato in Polonia è di fatto considerato uno scrittore inglese. Era l’unico figlio nato da Evelina Bobrowska e Apollo Korzeniowki, patriota, scrittore e traduttore di molti autori tra cui Victor Hugo e William Shakespeare. I genitori appartenevano alla nobiltà terriera della Polonia, a quel tempo sotto il dominio russo che nel 1961 li fece arrestare ed esiliare perché accusati di essere coinvolti in attività anti-russe; a causa delle condizioni di vita e del clima rigido, contrassero la tubercolosi e nel giro di pochi anni Joseph perse entrambi i genitori; così all’età di dodici anni venne affidato ad uno zio a Cracovia
L’AVVENTURA IN MARE – A diciassette anni e con la benedizione dello zio, partì per Marsiglia come semplice marinaio, spinto da una vocazione per la vita di mare. Navigò per quindici anni e conobbe uomini e mondi che furono i protagonisti delle sue opere. La vita in mare fu impegnativa ma piena di emozioni e di avventure. Dopo una lunga esperienza nella marina mercantile francese e, dal 1878, in quella britannica, nel 1886 divenne cittadino inglese. Per vent'anni viaggiò per quasi tutti i mari, ma soprattutto nell'arcipelago malese. Nel 1890, immerso nel “continente nero” scrisse il suo “diario del Congo” che diventò poi il suo romanzo più famoso “Cuore di tenebra” (1902). Ma la sua prima pubblicazione fu “La follia di Almayer” (1895), e l’attenzione ottenuta insieme all'incoraggiamento di alcuni scrittori (Galsworthy, Wells, Ford Madox Ford, Edward Gamett) lo indussero a dedicarsi interamente all'attività letteraria e a stabilirsi in Inghilterra.



GLI ALTRI CAPOLAVORI – Il suo tema fondamentale fu la solitudine dell'individuo, in balìa dei ciechi colpi del caso di cui il mare è spesso eletto a simbolo. L'eroe solitario di Joseph Conrad è quasi sempre un fuggiasco o un reietto, segnato dalla sventura o dal rimorso, che conquista la sua identità affrontando con stoicismo le prove che il destino gli ha riservato. Tra i suoi tanti capolavori, ricordiamo "Un reietto delle isole" (1894), "Il negro del Narciso" (1896), "Gioventù" (1898), "Tifone" e "Lord Jim" (1900).



UOMO DI MARE E GRANDE SCRITTORE – Dopo altre diverse pubblicazioni, ottiene un buon successo con "La linea d'ombra" (1917), altro capolavoro assoluto, divenuto l'emblema della difficoltà di crescere e di ciò che questo passaggio comporta. Irripetibile scrittore, sondatore come pochi dell'animo umano, Joseph Conrad muore per attacco cardiaco il 3 agosto 1924, a Bishopsboume Kent (Ucraina). Prima che un romanziere, Conrad fu veramente un uomo di mare: crebbe nel sogno di solcare i mari in libertà e lontano dalla terra che gli aveva procurato, fin dall'infanzia, tanto dolore.

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Pensiero del 30 dicembre
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 dicembre @ 20:52:16 CET (526 letture)
Un pensiero al giorno







"Un anno ha termine e un altro sta per iniziare... Ma prima di pensare all'anno che verrà, soffermatevi per un momento su quello che se ne va e rivolgetevi ad esso, poiché un anno è un essere vivente e potete dunque parlargli. Al momento di lasciarlo, chiedetegli di ricordarsi di voi. Essendo vivo, l'anno non rimane inattivo: ha registrato non solo le vostre azioni, ma anche i vostri desideri, i vostri sentimenti e i vostri pensieri. L'ultimo giorno, l'anno fa il suo rapporto ai Signori dei destini e vi collega al nuovo anno: sappiatelo salutare prima che se ne vada definitivamente.
Quanto all'anno nuovo, potete iniziare a prepararlo coscientemente fissandovi un obiettivo: una cattiva abitudine da perdere, una qualità da sviluppare, un progetto da realizzare per il bene di tutti. Tramite quel pensiero e quel desiderio, è come se posaste una prima pietra, e allora tutti gli spiriti benevoli della natura vi daranno il loro aiuto affinché possiate realizzare il vostro progetto. Ecco quali devono essere oggi le vostre preoccupazioni: ricevere l'anno nuovo mettendovi sotto la protezione della luce. "

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Ai tempi di mia nonna
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 dicembre @ 00:05:53 CET (455 letture)
Un pensiero al giorno








Ai tempi di mia nonna non si buttava via niente.
Nemmeno l’esperienza.
Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro.
Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo.
E da quello si imparava.
Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto.

Marcela Serran

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Canzone di Bacco
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 dicembre @ 10:42:27 CET (525 letture)
Un pensiero al giorno










Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c'ha a esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto sia:
di doman non c'è certezza.

Lorenzo il Magnifico

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SEI SEMPRE BENE ACCETTO
Postato da rosarossa il Lunedì, 29 dicembre @ 00:32:20 CET (535 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX










SEI SEMPRE BENE ACCETTO

Benvenuto nuovo anno!
Fra cruente guerre, insensate violenze odi rancori
portaci se puoi, buon senso pace e
un po’ d’amore.
Arrivi calmo silente, senza pretese
non schiamazzi non cerchi clamori.
Tu arrivi ogni anno, non ami sorprese
nel bene e nel male fai a noi compagnia
ben dodici mesi.
A volte regali lacrime altre consoli
sei in perfetta sintonia con la natura
non hai colpa tu, se il male più del bene in noi perdura;
la tua presenza è sempre bene accetta,
finché dura.

Rosa Rossa

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Ogni anno a te grido
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 dicembre @ 00:20:33 CET (344 letture)
Poesie di Pascoli








Ogni anno a te grido


Ogni anno a te grido
con palpito nuovo.
Tu giungi: sorrido;
tu parti: mi trovo
due lacrime amare
in più.
Quest'anno...oh! quest'anno,
la gioia vien teco:
già l'odo, o m'inganno,
quell'eco dell'eco;
già t'odo cantare
Cu...cu.

Giovanni Pascoli

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Perché queste rivolverate
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 dicembre @ 21:09:41 CET (307 letture)
Ricerche d'autore








Perché queste rivolverate


Perché, perché queste revolverate
scoppianti contro l'anno moribondo?
La vita ci dirà che in fondo in fondo
il meglio è nelle cose ormai passate.
C'illudiamo d'averle sotterrate
o annegate in un bel calice biondo
e che le ore attese oggi nel mondo
sian migliori di quelle ricordate.
Invece il tempo scava rughe e quando
sarà svanita la festiva ebrezza
torneremo ai ricordi.

Nino Fearrau

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Bisognerebbe non conoscerlo mai
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 dicembre @ 19:15:52 CET (352 letture)
Un pensiero al giorno











Bisognerebbe non conoscerlo mai, l'amore.
Continuare ad asperttarlo, a sognarlo,
a sperarci, ma che poi non venisse mai.

Carlo Cassola

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Per qualche minuto in più...
Postato da Grazia01 il Venerdì, 26 dicembre @ 21:10:47 CET (335 letture)
Un pensiero al giorno







Il giorno più corto è passato, fra pochi giorni finirà dicembre e il 2014. Qualunque intemperia ci portino il mese di gennaio e febbraio, almeno noteremo che le giornate si allungano. Minuto per minuto si allungano là fuori. Ci vogliono alcune settimane prima che ci si renda conto dell cambiamento. E’ impercettibile come la crescita di un bambino, giorno dopo giorno, fino a quando arriva il momento in cui, con una specie di felice sorpresa, ci rendiamo conto che siamo in grado di stare fuori casa al crepuscolo per un altro quarto d’ora prezioso. Prezioso e meraviglioso.

.
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Una nuova vita
Postato da Grazia01 il Lunedì, 22 dicembre @ 20:54:28 CET (373 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II






Una nuova vita 


Sicura è la vecchiaia che viene

dopo i pochi anni della giovinezza

e mentre gioco con la mia ombra 

che mai mi abbandona, sia col sole

che con la luna , ricordo che il tempo passa

e che il domani seguirà questo giorno

che ancora sto vivendo.

Ma i miei occhi guardano lontano 

dove regna l’Amore e aspetto te

per andare assieme a vivere 

una nuova alba senza tramonto.




r.chesini 
22.12.2014

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NATALE
Postato da rosarossa il Domenica, 21 dicembre @ 21:27:17 CET (391 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX








NATALE

Scintilla il cielo d’argenteo splendore
la luna non è stata mai si bella,
una cometa si stacca dall'argento poi
con gli angeli e il lor canto in compagnia
sorvola freddo gelo neve, a
pastori e regnanti illumina la via.
Li conduce alla misera grotta ove un
bue e un asinello col fiato
scaldano la paglia e
teneramente preparano una culla.
Le zampogne intorno suonano
la ninna nanna.
E’ mezza notte in punto!
La Vergine Maria diventa
MAMMA!
E’ arrivato al mondo il Salvatore
Osanna! osanna! All'uomo Dio Signore.

Rosa rossa
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Dedica di Natale
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 dicembre @ 23:43:43 CET (426 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *








Dedico i miei pensieri di questo Natale alle persone che hanno perso qualcuno recentemente, lo sguardo in questo bianco venticinque non potrà che salire verso l’alto immaginando un altrove di gioia, come contrappasso a una vita difficile qui, in cui stringere i denti per andare avanti. Dedico i miei pensieri di questo Natale alla gente che non arriva, economicamente parlando, a fine mese, alle mamme che lasciano sgorgare le lacrime solo al mattino quando i bimbi sono a scuola, la casa è vuota e magari non c’è un marito a renderle più pietose e pesanti, e a quei mariti che cercano di fare di tutto per portare avanti la famiglia in maniera dignitosa e onesta, che quando tornano a casa senza un grande guadagno almeno si presentano con un carico di carezze amore per la famiglia. Dedico questo Natale agli amici, quelli veri, che non scompaiono con la distanza, le difficoltà o il silenzio. Dedico i miei pensieri di questo Natale a chi non ha perso la capacità di entrare in luoghi altri, attraverso la lettura…Perchè un libro sa essere un utile alleato nei momenti bui. Dedico i miei pensieri di questo Natale a tutte le persone che sanno resistere, reinventarsi, riciclarsi, rinascere dalle proprie ceneri come l’araba fenice, più belli e forti di prima. Dedico i miei pensieri di questo Natale ai parenti che sanno stringersi intorno a un albero con amore. Dedico tutti i pensieri di questo Natale alla Speranza. alla Calma, alla Perseveranza. Doti che si dovrebbe sempre provare a coltivare nella vita, perchè senza di esse saremmo perduti subito. Dedico questo Natale a chi, nonostante tutto, lascia entrare un po’ di aria di festa nel cuore, senza sollevare muri, e senza chiudere le porte del cuore.

Anton Vanligt
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credere in un sorriso
Postato da Grazia01 il Martedì, 16 dicembre @ 21:23:18 CET (305 letture)
Un pensiero al giorno





Crediamo in un sorriso, in una carezza, in una gentilezza fatta al nostro prossimo, nella forza di un abbraccio, in una parola buona detta a chi è scoraggiato: l’Amore, quello con la A maiuscola, è ovunque, “Basta solo cambiare il nostro modo di vedere le cose”, disse il vecchietto ad Alex Supertramp in ‘Into the Wild’.
Come disse il buon Ligabue tanti anni fa: “Credo a quel tale che dice in giro che l’amore porta amore, credo, se ti serve chiamami scemo, ma io almeno credo“. L’amore di qualsiasi forma esso sia deve mettere in circolo amore. Per forza. Chiamatemi illusa o ingenua, ma se tutti credessimo in qualcosa, sono sicura che in questo mondo ci sarebbe meno rabbia e disperazione. Pensiamoci. E proviamoci.

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L'Angelo custode
Postato da Grazia01 il Martedì, 16 dicembre @ 14:09:42 CET (442 letture)
Un pensiero al giorno







“Tutti noi, secondo la tradizione della Chiesa, abbiamo un angelo con noi, che ci custodisce, ci fa sentire le cose. Quante volte abbiamo sentito: ‘Ma … questo … dovrei fare così, questo non va, stai attento …’: tante volte! E la voce di questo nostro compagno di viaggio. Essere sicuri che lui ci porterà alla fine della nostra vita con i suoi consigli, e per questo dare ascolto alla sua voce, non ribellarci … Perché la ribellione, la voglia di essere indipendente, è una cosa che tutti noi abbiamo; è la superbia, quella che ha avuto il nostro padre Adamo nel Paradiso terrestre: la stessa. Non ribellarti: segui i suoi consigli”.

Papa Francesco

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Anniversario della nascita
Postato da Grazia01 il Lunedì, 15 dicembre @ 22:44:29 CET (327 letture)
Ricerche d'autore





Ogni lettore, quando legge, legge se stesso.
L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico
che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che,
senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.

Marcel Proust



Il 15 dicembre del 1878 nacque Hans Carossa, scrittore e poeta tedesco († 1956)




Per un bimbo

Nevicò su la casa di tua madre,
Ed essa ancora non sapeva nulla
Di te, nulla, nemmeno con quali occhi
la guarderesti.

Sovente lungo il giorno ella moveva
Timorosa così come se un male
Da te la minacciasse, eppur tendeva
La sua debole mano sul tuo sangue,
Per tua difesa.

Come il torbo mattino adduce il sole,
Ella trasse dal buio la tua sorte.
Ancora tu non eri su la terra,
E dovunque già eri.

Hans Carossa





Il 15 dicembre del 1947 nacque Flavio Ermini, poeta e saggista italiano




La prolungata disgregazione della materia


Nell’impossibilità di sottrarsi alla prolungata
disgregazione della materia,
l’umanità cede alle illusioni
anche i dettagli del proprio destino.

nella mirabile espansione di molti specchi
non è sufficiente ai figli ciò che si vede
e oscilla in ogni direzione e poi si distorce
a causa della natura instabile
della materia che unisce e divide

nella sostanza celeste che modella,
tanti fenomeni dell’umana appropriazione
corrispondono alla vana pretesa
di non smettere di vivere

nel passaggio dalla materia elementare
del respiro all’incrinatura che si allarga nel tempo,
non si riduce la suprema altezza dei cieli
né la loro consistenza si assottiglia

le stelle che l’azzurrità del cielo in cielo mostra,
allo scadere di ogni durata tratteggiano
con il loro moto verso l’alto
il verso di una destinazione apparente

di porto in porto, stende sulle prede
l’uniforme colorazione della propria sostanza
il sole che porta alla ribalta
l’arco e la sfera con il passare del tempo

una visione opaca della materia
in prolungata disgregazione
non smette di incrinare l’idea positiva
che l’uomo ha del suo aspetto evolutivo.

Flavio Ermini

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Carta e penna addio
Postato da Grazia01 il Lunedì, 15 dicembre @ 22:12:15 CET (398 letture)
Letture varie III







Le meno giovani se lo ricordano sicuramente: il dettato in bella calligrafia. Tutte lì, con la testa sul banco e la mano a guidare la penna inclinata che lasciava sul foglio una linea sinuosa. Le parole si rincorrevano e si allungavano come fossero il nostro sospiro, oppure si fermavano di colpo, quasi frenassero davanti al punto e a capo. Su quei fogli c'è un pezzo grande della nostra storia: quando si scriveva a mano. E noi donne una certa vocazione per l'uso della penna l'abbiamo sempre avuta. Diari nascosti nel cassetto, lettere strappate e riscritte mille volte. Biglietti d'amore e racconti che teniamo solo per noi. Appunti, versetti, poesie. Scritti di pugno, segni della nostra identità, non solo parole per comunicare. Carta e penna ci hanno accompagnato sin qui, ora finiscono in soffitta. Se non oggi, presto. La Finlandia nel 2016 bandirà per sempre dalle scuole gli appunti a mano. Solo tablet e computer.
Ma riporre le penne ed esercitare le mani al tasto anzichè al segno grafico della scrittura è solo una questione tecnica, formale? Oppure perdiamo qualcosa che fa parte di noi? Di noi donne, in particolare, perchè la mano che scrive, tirando fuori ciò che abbiamo dentro, è una rappresentazione della nostra capacità di generare.

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Anniversario della nascita di Paul Éluard
Postato da Grazia01 il Domenica, 14 dicembre @ 21:49:11 CET (365 letture)
Ricerche d'autore



Il 14 dicembre 1895 nasce Paul Éluard, poeta francese



« Sui miei rifugi distrutti
Sui miei fari crollati
Sui muri del mio tormento
Scrivo il tuo nome »



QUEI TUOI CAPELLI

Quei tuoi capelli d'arance nel vuoto del mondo,
Nel vuoto dei vetri grevi di silenzio e
D'ombra dove con nude mani cerco i tuoi riflessi,

Chimerica è la forma del tuo cuore
E al mio desiderio perduto il tuo amore somiglia.
O sospiri di ambra, sogni, sguardi.

Ma non sempre sei stata con me, tu. La memoria
Mia oscurata è ancora d'averti vista giungere
E sparire. Ha parole il tempo, come l'amore.




je T'Aime

T’amo per tutte le donne che non ho conosciuto
T’amo per tutte le stagioni che non ho vissuto
per l’odore d’altomare e l’odore del pane fresco
per la neve che si scioglie per i primi fiori
per gli animali puri che l’uomo non spaventa
T’amo per amare
T’amo per tutte le donne che non amo
sei tu stessa a riflettermi io mi vedo così poco.
Senza di te non vedo che un deserto
tra il passato e il presente
ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore
non ho potuto rompere il muro del mio specchio
ho dovuto imparare parola per parola la vita
come si dimentica




In pena

In pena per un cielo infranto
per la pioggia che ci bagnerà
vado pensando alla gioia grande
che se vorremo ci prenderà.

Tra dovere ed inquietudine
esita quasta vita rude.
(È una molto grande pena
confessarlo, ora)

Qui ogni cosa odora d'erba.
Su tutto il cielo, in cielo, il volo delle rondini
ci distrae, ci fa pensare...
Io penso una speranza quieta.




Senza rancore

Lacrime dalle palpebre, dolori dei dolenti,
dolori che non contano e lacrime incolori.
Non chiede nulla, lui, non è insensibile,
triste nella prigione e triste quand'è libero.

È un tempo tetro, è una notte nera
da non mandare in giro neanche un cieco. I forti
siedono, il potere è in pugno ai deboli,
e in piedi è il re, vicino alla regina assisa.

Sorrisi e sospiri, insulti imputridiscono
nella bocca dei muti e negli occhi dei vili.
Non toccare nulla! Qui brucia, là arde;
codeste mani son per le tasche e le fronti.

Un'ombra...
Tutta la sciagura del mondo
e il mio amore addosso
come una bestia nuda.




La curva dei tuoi occhi intorno al cuore

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
aureola di tempo, arca notturna e sicura
e se non so più quello che ho vissuto
è perchè non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che coprono il mondo di luce,
navi cariche di cielo e di mare,
caccia di suoni e fonti di colori,

profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata sulla paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e tutto il mio sangue va in quegli sguardi.




Nusch

Sentimenti visibili
vicinanza leggera
chioma di carezze.

Senza ombre nè dubbi
dai gli occhi a quel che vedono
visti da quel che guardano.

Fiducia di cristallo
tra due specchi
ti si perdono gli occhi nella notte
per unire desiderio e risveglio.





Ha sempre gli occhi aperti
e non mi lascia dormire,
I suoi sogni in pieno giorno fanno evaporare i soli.
Mi fanno ridere, piangere e ridere
parlare senza aver nulla da dire

Paul Eluard

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ce metti una vita intera per piacerti
Postato da Grazia01 il Domenica, 14 dicembre @ 12:13:11 CET (342 letture)
Un pensiero al giorno





Ce metti una vita intera per piacerti, e poi, arrivi alla fine e te rendi conto che te piaci. Che te piaci perchè sei tu, e perché per piacerti c’hai messo na vita intera: la tua. Ce metti una vita intera per accorgerti che a chi dovevi piacè, sei piaciuta… e a chi no, mejo così. Anche se lo ammetto, è più raro trovà un uomo a cui piaci, che te piace, che beccà uno ricco sfondato a Porta Portese!
Ce metti na vita per contà i difetti e riderce sopra, perché so belli, perché so i tuoi. Perché senza tutti quei difetti, e chi saresti? Nessuno.
Quante volte me sò guardata allo specchio e me so vista brutta, terrificante.
Co sto nasone, co sti zigomi e tutto il resto. E quando la gente me diceva pe strada “bella Annì! Anvedi quanto sei bona!” io nun capivo e tra me e me pensavo “bella de che?”.
Eppure, dopo tanti anni li ho capiti.
C’ho messo na vita intera per piacermi.
E adesso, quando me sento dì “bella Annì, quanto sei bona!”, ce rido sopra come na matta e lo dico forte, senza vergognarmi, ad alta voce “Anvedi a sto cecato!”.
Anna Magnani
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Il 12 dicembre è l'anniversario della nascita di Frank Sinatra
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 dicembre @ 18:17:57 CET (424 letture)
In ricordo
Il 12 dicembre del 1915 nacque Frank Sinatra.



Nasce a Hoboken, nello stato del New Jersey.
Vive un'infanzia dura e umile: la madre Dolly, di origini liguri (Tasso nel comune di Lumarzo), fa la levatrice e il padre Martin, pugile dilettante di origini siciliane(Palermo), è vigile del fuoco.
Da ragazzino Frank è costretto da esigenze economiche a fare i lavori più umili. Cresciuto per la strada e non sui banchi di scuola, prima fa lo scaricatore di porto e poi l'imbianchino e strillone. A sedici anni, ha una sua band, i Turk.
Frank Sinatra passa alla storia come 'The Voice', per il suo inconfondibile carisma vocale.
Durante la sua carriera incide più di duemiladuecento canzoni per un totale di 166 album, dedicandosi anche, con fortuna, al grande schermo.
Aspetti della sua vita privata si riscontrano proprio nei suoi tanti film di successo.
Famoso latin lover, si sposa quattro volte: la prima a ventiquattro anni, con Nancy Barbato, dal 1939 al 1950,
dalla quale ha tre figli: Nancy, Frank Jr. e Christina che, all'epoca della separazione, hanno rispettivamente undici, sette e tre anni.
Poi, dal 1951 al 1957, Sinatra ha un'intensa storia d'amore con Ava Gardner, che riempie le cronache rosa dei giornali del tempo a suon di criticati confetti (per lei lascia la famiglia), di botte e di litigi.
Per soli due anni, dal 1966 al 1968, si unisce in matrimonio con l'attrice Mia Farrow e dal 1976 fino alla sua morte resta a fianco dell'ultima moglie, Barbara Marx.
Ma la stampa continua, anche negli ultimi anni, ad attribuirgli flirt: da Lana Turner a Marilyn Monroe, da Anita Ekberg ad Angie Dickinson. Da sempre vicino alle cause per i diritti umani, già nei primi anni '50 si schiera a favore dei neri, vicino al suo inseparabile amico Sammy Davies Jr. Fino all'ultimo non si sottrae dal compiere nobili gesti di beneficenza a favore dei bambini e delle classi disagiate.
La sua stella non conosce ombre.
Solamente tra il 1947 ed i primi anni '50, attraversa una breve crisi professionale dovuta ad un malore che colpisce le sue corde vocali; il momento di appannamento viene superato brillantemente grazie al film di Fred Zinnemann "Da qui all'eternità", con cui conquista l'Oscar come Migliore Attore non Protagonista. Tra le tante accuse mosse all'interprete più famoso del secolo, come da molti viene considerato, quella di legami con la mafia. Soprattutto con il gangster Sam Giancana, proprietario di un Casinò a Las Vegas. Ben più sicuri, i nomi dei suoi più cari amici: da Dean Martin a Sammy Davis Jr, a Peter Lawford. La canzone che forse più lo rappresenta nel mondo è la famosissima "My way", ripresa da moltissimi artisti, e rivisitata in moltissime versioni. Tra gli ultimi omaggi che l'America tributa a questo grande showman, vi è un regalo speciale per i suoi ottant'anni, nel 1996: per i suoi occhi blu, l'Empire State Building per una notte si illumina d'azzurro tra coppe di champagne e gli inevitabili festeggiamenti, cui The Voice è abituato.
L'omaggio si è ripetuto in occasione della sua morte avvenuta il 14 maggio 1998.
Ha detto:
«Sono come Woody Allen: credo nel sesso e nel decesso.»
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La felicità? Quando sei immerso nelle cose che fai. Anche le più semplici.
Postato da Grazia01 il Giovedì, 11 dicembre @ 18:52:03 CET (395 letture)
Psicologia e salute III




La felicità? Quando sei immerso nelle cose che fai. Anche le più semplici.

Non si diventa felici. La felicità c'è già. E' stare nelle cose come sono, senza tentare di cambiarle. I classicisti, grandi conoscitori del'anima, dicono che bisogna cercare la felicità nella tristezza e la tristezza nella felicità. Per essere felici bisogna saper accogliere anche la tristezza. La felicità determinata dalla volontà è scadente, la sola felicità autentica è quella che arriva spontanea. Felicità fa rima con spontaneità. Per esempio la possiamo trovare appunto, nell'immergerci in un lavoro che ci piace. Quando sei intento nelle azioni che fai e ti ci perdi, allora sei nella felicità. Quando arrivano pensieri tristi bisogna guardarli senza cercarne la causa. Senza chiedersi perché sono arrivati. Bisognerebbe essere capaci di guardare dentro di noi senza giudicare gli altri. Purtroppo viviamo nella civiltà del commento. Non siamo capaci di ascoltare il dolore e aspettare da dentro la risposta. La felicità la trovi quando smetti l'autocritica, quando smetti di lamentarti, raccontando le cose a destra e a sinistra. Dare la colpa della nostra infelicità agli altri ci rende ancora più infelici. Il problema è che abbiamo creato una cultura psicologica per cui tuo padre o tua madre sono la causa di ciò che sei. Il padre che hai avuto, ogni volta che lo ripensi, lo ricrei dentro di te e diventa l'alibi di tutte le tue sfortune. Un esercizio utile è chiudere gli occhi e immaginarsi in una scena di felicità di quando si era bambini. Quando eravamo bambini avevamo dei talenti che poi si sono persi. Bisogna recuperare questa coscienza. Siamo pieni di parole inutili. L'ascolto di se stessi, in silenzio, delle cose che emergono da dentro, anche le peggiori, è la meglior medicina per il cervello. Solo se tratteremo i nostri disagi non come nemici, ma come compagni di viaggio allora se ne potranno andare.
"Siamo piante che devono fiorire, non target da raggiungere o modelli da imitare"

Da "la saggezza dell'anima" di Raffaele Morelli

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C'è un altro cielo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 08 dicembre @ 20:36:50 CET (379 letture)
Poesie e altro di Dickinson








C'è un altro cielo

C'è un altro cielo,
sempre sereno e bello,
e c'è un'altra luce del sole,
sebbene sia buio là -
non badare alle foreste disseccate,
non badare ai campi silenziosi -
qui è la piccola foresta
la cui foglia è sempre verde -
qui è un giardino più luminoso -
dove il gelo non è mai stato,
tra i suoi fiori mai appassiti
odo la luminosa ape ronzare,
ti prego, Fratello mio,
vieni nel mio giardino!

Emily Dickinson

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Com'altro è il giorno
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 dicembre @ 20:49:46 CET (278 letture)
Racconti e poesie di Pirandello









Com'altro è il giorno, altro la notte, così forse una cosa siamo noi di giorno, altra di notte: miserabilissima cosa, ahimè, così di notte come di giorno.

Luigi Pirandello


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Il mondo
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 dicembre @ 20:40:05 CET (325 letture)
Un pensiero al giorno









Il mondo non è perfetto.
Scegliere come vederlo è l’unico vero potere che abbiamo.

Torey L. Hayden

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Pensiero della sero
Postato da Grazia01 il Venerdì, 05 dicembre @ 21:15:03 CET (283 letture)
Un pensiero al giorno













“La vita non è così seria come la mia mente mi fa credere”
(Buddha)


Un giorno un mio amico mi disse
“tutto ciò che ti accade nella vita, ti accade per un motivo” ..
ecco allora non resta che aspettare l’illuminazione!!




La mia missione nella vita non è semplicemente di sopravvivere,
ma prosperare; e farlo con passione, compassione, umorismo e stile.





Buon fine settimana lungo

Grazia

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La grazia e la bellezza
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 dicembre @ 22:23:46 CET (298 letture)
Un pensiero al giorno













“La grazia e la bellezza esistono sotto varie forme (fisica, intellettuale, sociale e spirituale), ognuna di queste forme affascina a suo modo. Ma quello che importa davvero è riuscire a superare le perdite irreparabili e affrontare la vita in tutto ciò che ha di confuso, conservando la propria capacità di provare della gioia, di ridere e di credere al senso delle proprie battaglie.”

libro N’arrêter jamais de danser


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Il 2 dicembre del 1918 muore a Parigi Edmond Rostand
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 dicembre @ 22:06:41 CET (465 letture)
Ricerche d'autore



Il 2 dicembre del 1918 muore a Parigi Edmond Rostand



Era nato il 1º aprile del 1868 in una famiglia agiata di Marsiglia, suo padre, Eugene Rostand, era un intellettuale dedito a diversi interessi, dal giornalismo alla traduzione di testi latini, poeta e filantropo, nonché membro della Academie des Sciences morales et politiques. Suo zio, Alexis Rostand, era direttore di un importante istituto finanziario e musicista. Edmond Rostand fece i suoi studi nella sua città natale, a cui seguirono quelli di diritto a Parigi presso il Collège Stanislas dove strinse una durevole amicizia con il futuro critico letterario René Doumic, sempre a Parigi si iscrisse all'ordine degli avvocati, senza tuttavia esercitare.
Nel 1888 scrisse un pezzo teatrale, Le gant rouge (Il guanto rosso), nel 1890 un volume di poesie, Les musardises (Gli ozi). Nel 1890 entra ufficialmente nel mondo della cultura con un saggio pubblicato presso l'Académie de Marseille dal titolo Essai sur le Roman sentimental et le Roman naturaliste. L'8 aprile 1890 sposa la poetessa Rosemonde Gérard. Avranno due figli, Maurice nel 1891 e Jean nel 1894. Egli l'abbandonerà per il suo ultimo amore, Mary Marquet, nel 1915. Edmond Rostand ottenne il suo primo successo nel 1894 con Les romanesques, opera in versi rappresentato alla Comédie française il 21 maggio 1894. Seguì La Princesse lointaine (Théâtre de la Renaissance, 5 aprile 1895) che, pur giudicata manierata, riscosse un notevole successo grazie all'interpretazione di Sarah Bernhardt, attrice presente anche in La Samaritaine (13 aprile 1897).
Quando Coquelin Aîné chiese a Rostand di scrivergli un lavoro, nacque il Cyrano de Bergerac, la cui prima rappresentazione il 28 dicembre 1897 al Théâtre de la Porte Saint Martin procurerà una gloria immensa al suo autore. Qualche minuto prima della recita, Rostand temeva un fiasco e domandò scusa alla compagnia per averla trascinata in "questa avventura spaventosa". Ma all'intervallo, la sala applaudiva in piedi, e persino un ministro venne a cercarlo dietro le quinte, staccò la sua Legion d'Onore per appuntargliela, spiegando: «Permettez-moi de prendre un peu d'avance».
Alla fine seguono venti minuti d'applausi del pubblico. L'entusiasmo dei critici e del pubblico denunciava un vivace momento di reazione contro realismo, naturalismo e commedie «rosse». Con il Cyrano Rostand aveva saputo dare al romanticismo di Victor Hugo un pittoresco fondo storico, esaltando, attraverso i secoli, l'idea di un carattere nazionale francese, dando ai connazionali traumatizzati dalla perdita dell'Alsazia-Lorena un po' di sollievo. Nel 1900 il successo del suo dramma seguente, L'Aiglon gli aprirà le porte dell'Académie française. L'Aiglon è un'interpretazione lirica, in chiave amletica, del dramma del figlio di Napoleone.
Sarah Bernhardt, che aveva 56 anni, interpretò la parte del giovane, morto di tubercolosi a 21 anni. Per quasi 10 anni Rostand si occupò poi del suo lavoro più ambizioso e, per molti, migliore: Chantecler, 1910, che venne interpretato da Lucien Guitry, essendo Coquelin morto durante le prove. Per bocca di animali vi sono affrontati in forma simbolica personaggi della vita sociale, problemi del destino umano. Lo spettacolo però si risolse in un fiasco. Solo dopo la sua morte venne pubblicato il dramma teatrale La Dernière Nuit de Don Juan, una delle ultime espressioni del mito del seduttore del teatro moderno.





Cantare, ridere, sognare, essere indipendente, libero, guardare in faccia la gente e parlare come mi pare, mettermi, se ne ho voglia, il cappello di traverso, battermi per un sì per un no o fare un verso. Lavorare senza curarsi della gloria e della fortuna alla cronaca di un viaggio cui si pensa da tempo, magari nella luna!
Non scrivere mai nulla che non sia nato davvero dentro di te!
Appagarsi soltanto dei frutti, dei fiori e delle foglie che si sono colte nel proprio giardino con le proprie stesse mani!
Poi, se per caso ti arriva anche il successo, non dovere nulla a Cesare, prendere tutto il merito per te solo e, disprezzando l'edera, salire, anche senza essere né una quercia né un tiglio, salire, magari poco, ma salire da solo!

dal libro "Cirano Di Bergerac"





Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi.

Edmond Rostand







La stella

Perdettero la stella un giorno.
Come si a perdere
La stella? Per averla troppo a lungo fissata…
I due re bianchi,
ch'eran due sapienti di Caldea,
tracciaron al suolo dei cerchi, col bastone.

Si misero a calcolare, si grattarono il mento…
Ma la stella era svanita come svanisce un'idea,
e quegli uomini, la cui anima
aveva sete d'essere guidata,
piansero innalzando le tende di cotone.

Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
si disse: " Pensiamo alla sete che non è la nostra.
Bisogna dar da bere, lo stesso, agli animali":

E mentre sosteneva il suo secchio per l'ansa,
nello specchio di cielo
in cui bevevano i cammelli
egli vide la stella d'oro che danzava in silenzio.

Edmond Rostand

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Lettera di un figlio a tutti i genitori del mondo
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 dicembre @ 14:58:19 CET (624 letture)
Letture varie III




Lettera di un figlio a tutti i genitori del mondo

Non datemi tutto quello che vi chiedo. A volte chiedo solo per riscontrare quanto posso prendere.

Non sgridatemi; vi rispetto meno quando lo fate, e insegnate a gridare anche a me. Non vorrei imparare a farlo.

Mantenete le promesse, belle o brutte. Se promettete un premio, datemelo e comportatevi così anche con le punizioni. Non mi paragonate a nessuno, specialmente a mio fratello o a mia sorella; se mi fate apparire migliore di altri, sarò io a soffrire.

Non cambiate parere così spesso su ciò che devo fare; decidetevi a mantenere la vostra decisione.

Permettetemi di crescere, fidandovi delle mie capacità. Se voi fate tutto al mio posto, io non potrò imparare mai.

Non dite bugie in mia presenza, e non mi piace nemmeno che voi mi chiediate di dirle al vostro posto, neanche per darvi una mano. Questo mi fa sentire male e perdere la fiducia in tutto ciò che dite.

Quando sbaglio ammettetelo. Questo aumenterà la mia stima per voi, mi insegnerete così ad ammettere i miei sbagli. Trattatemi con la stessa affabilità e spontaneità che avete verso i vostri amici; essere parenti non vuol dire non poter essere amici.

Non mi chiedete di fare una cosa che invece voi non fate, anche se non lo dite; non farò mai ciò che voi dite ma non fate.

Quando voglio condividere una mia preoccupazione con voi, non ditemi: "Non abbiamo tempo per stupidaggini", oppure: "Non ha importanza, sono cose da ragazzi".

Cercate di capirmi e di aiutarmi. Vogliatemi bene e ditemelo. A me piace sentirmelo dire, anche se voi credete che non sia necessario dirmelo.

Abbracciatemi, ho bisogno di sentire la vostra amicizia, la vostra compagnia, in ogni momento.

(di Anonimo)

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DICEMBRE IN POESIA
Postato da Grazia01 il Lunedì, 01 dicembre @ 21:06:31 CET (714 letture)
Poesie tematiche III




E' iniziato il mese di dicembre,
il mese che ci porterà al Natale e poi al nuovo anno.
Un mese dai colori allegri, bianco come la neve,
rosso come il vestito di Babbo natale,
verde come l'abete che addobberemo,
e tutti i colori nei presepi.
La stella dorata che guida il cammino
e le guancette rosa del bambino.
Per alcuni è un mese triste,
perché non hanno la possibilità di festeggiarlo
come vorrebbero,
o con chi vorrebbero,
i cari che non sono più fra noi,
e la loro assenza a Natale
fa soffrire più che mai.







DICEMBRE

Attraverso la neve, dal giardino, sale
quell'aria delle fragole che allora, con fragile
incrinatura, Montale canticchiava con il capo
piegato sopra un piatto di minestra.
Ora che alla finestra il gelo si rapprende,
una minuscola bava spezza il cerchio chiuso
fra le labbra e la voce, ridiscende al vuoto
di un cielo annuvolato di dicembre:
noi restiamo quaggiù, senza più attendere.

Roberto Saneso





RICORDANDO VITTORIO BODINI

Dopo la lunga siesta di dicembre
svegliarsi in un paese meridionale
di strette vie, in salita e in discesa.
Salgono odori di cibi affumicati
scendono i ragazzini del doposcuola
vi è una stella nel cielo invernale
Bodini dice: È Natale!

LUCIANO ERBA



Gentile luna
luna gentile
ma li vedi tutti
proprio tutti i bambini?
Lo sai che certi
certi hanno un dolore
chiuso a chiave
dentro il cuore?

Luna gentile
gentile luna
ma li vedi tutti
proprio tutti i vecchini?
Lo sai che a volte
nei loro angolini
piangono proprio
come fanno i bambini?

Gentile luna
luna gentile
ma li vedi tutti
gli animaletti?
Lo sai che l’uomo
li tratta male
lo sai che piange
il regno animale?


Vivian Lamarque




Ha occhi di ghiaccio
e di ghiaccio le mani
ha un cuore freddo
freddo gelato
la neve è un bambino
che non si è mai svegliato.

Vivian Lamarque



Vi auguro un dicembre sereno, che il vostro cuore sia aperto alla speranza e all'amore
Grazia
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Mark Twain - Anniversario della nascita
Postato da Grazia01 il Domenica, 30 novembre @ 20:57:31 CET (595 letture)
In ricordo



Il 30 novembre del 1835 nacque in Florida Mark Twain, lo pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens, scrittore, umorista, aforista e docente statunitense. Morì il 21 aprile del 1910, a Redding, Connecticut, Stati Uniti ed è sepolto nel Cimitero di Woodlawn, Elmira, New York, Stati Uniti








Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.



Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso... e pubblica il falso.



Fai ogni giorno qualcosa che non ti piace: questa è la regola d'oro per abituarti a fare il tuo dovere senza fatica.





Mark Twain
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Oscar Wilde * Anniversario della morte
Postato da Grazia01 il Domenica, 30 novembre @ 20:55:22 CET (331 letture)
In ricordo



Il 30 novembre del 1900 moriva a Parigi Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde, meglio conosciuto come Oscar Wilde. Uno grande scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese. Era nato il 16 ottobre del 1854 a Dublino aveva quinfi solo 46 anni.



Si ricade sempre nell'assurdo di voler sviluppare l'intelligenza, spingerla innanzi violentemente in questa o in quella direzione. L'intelligenza dovrebbe essere ricettiva, simile a una lira che aspetta di essere sfiorata dal vento, o da un lago pronto a incresparsi al soffio della brezza; non dovrebbe essere un ficcanaso affaccendato a correre sempre per le strade alla ricerca di novità'.


Oscar Wilde


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