Toggle Content Menu Principale

Toggle Content Info Utente

Benvenuto Anonimo

(Registrati)

Iscrizioni:
Ultimo: dada
Nuovi di oggi: 0
Nuovi di ieri: 0
Complessivo: 246

Persone Online:
Iscritti: 0
Visitatori: 159
Totale: 159
Chi è online:
 Visitatori:
01: Home
02: Home
03: Home
04: Stories Archive
05: Home
06: Forums
07: Contact
08: Home
09: Home
10: Forums
11: Home
12: News
13: coppermine
14: Home
15: Search
16: Home
17: Home
18: coppermine
19: News
20: coppermine
21: Search
22: News
23: Search
24: News
25: Tell a Friend
26: Home
27: Home
28: Home
29: Home
30: Private Messages
31: coppermine
32: Topics
33: Home
34: Stories Archive
35: coppermine
36: Contact
37: coppermine
38: coppermine
39: Stories Archive
40: Forums
41: Home
42: coppermine
43: Home
44: Stories Archive
45: Home
46: Home
47: coppermine
48: Home
49: Forums
50: Home
51: Home
52: Home
53: Home
54: Home
55: Home
56: Home
57: Home
58: coppermine
59: Home
60: coppermine
61: Home
62: coppermine
63: coppermine
64: coppermine
65: Contact
66: Home
67: Home
68: Home
69: coppermine
70: Home
71: News
72: News
73: News
74: coppermine
75: News
76: Home
77: News
78: Home
79: Home
80: Forums
81: Home
82: Home
83: Home
84: News
85: coppermine
86: Stories Archive
87: Statistics
88: Home
89: Forums
90: coppermine
91: Home
92: coppermine
93: Statistics
94: Topics
95: Home
96: News
97: Home
98: Search
99: Stories Archive
100: News
101: coppermine
102: News
103: Home
104: Stories Archive
105: Home
106: Search
107: Home
108: Home
109: coppermine
110: Forums
111: News
112: News
113: coppermine
114: coppermine
115: Home
116: News
117: Home
118: News
119: Home
120: Home
121: Home
122: Forums
123: Home
124: coppermine
125: Home
126: News
127: Home
128: News
129: News
130: Home
131: Home
132: Home
133: Stories Archive
134: News
135: Home
136: Home
137: coppermine
138: Search
139: Forums
140: News
141: Home
142: Home
143: News
144: coppermine
145: coppermine
146: News
147: Forums
148: News
149: Forums
150: News
151: coppermine
152: Home
153: Home
154: Home
155: Home
156: News
157: Home
158: Home
159: Forums

Staff Online:

Nessuno dello Staff è online!

Toggle Content Coppermine Stats
coppermine
 Albums: 171
 Immagini: 8982
  · Viste: 1909800
  · Voti: 430
  · Commenti: 60

Toggle Content *
Segui maktea1 su Twitter


Toggle Content Autori
Il 26 novembre del 1922 nacque Charles M. Schulz
Postato da Grazia01 il Giovedì, 26 novembre @ 21:24:03 CET (447 letture)
Ricerche d'autore





« Se poesia vuol dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose, allora Schulz è un poeta »
(Umberto Eco, introduzione alla prima raccolta in italiano dei Peanuts)




Charles Monroe Schulz (Minneapolis, 26 novembre 1922 – Santa Rosa, 12 febbraio 2000) è stato un fumettista statunitense, conosciuto in tutto il mondo per aver creato le strisce dei Peanuts. Nasce, coma abbiamo visto, a Minneapolis nel Minnesota, cresce a Saint Paul. Figlio unico di Carl Schulz, nato in Germania, e Dena Halverson, nata in Norvegia.[1] Fu lo zio che gli diede (al terzo giorno di vita) il soprannome "Sparky" dal cavallo Spark Plug del fumetto Barney Google di Billy DeBeck.
Schulz amava disegnare e talvolta rappresentava il cane di famiglia, Spike, con particolari inusuali. Nel 1937, Schulz disegnò un'immagine di Spike e la spedì a Ripley's Believe It or Not!; il disegno venne pubblicato da Robert Ripley con la didascalia "A hunting dog that eats pins, tacks and razor blades is owned by C. F. Schulz, St. Paul, Minn." e "Drawn by 'Sparky'"(C.F. erano le iniziali di suo padre Carl Fred Schulz). Frequentò la scuola elementare Richards Gordon a St. Paul, saltando due semestri: in questo modo, quando frequentò la scuola superiore anni dopo, si trovò ad essere il più piccolo della classe. Questo potrebbe spiegare il suo carattere schivo e timido.



Schulz alle superiori, 1940

Alle superiori gli furono rifiutati dei disegni da pubblicare sull'annuario della scuola. Sessanta anni dopo, nell'atrio della stessa scuola è stata posta una statua alta un metro e ottanta che raffigura Snoopy. Dopo la morte della madre, nel 1943, fu arruolato e mandato a Camp Campbell in Kentucky. Due anni dopo fu mandato in Europa per combattere nella Seconda guerra mondiale. Dopo aver lasciato l'esercito nel 1945, lavorò come insegnante. Fu anche predicatore laico di una Chiesa protestante.

La sua prima striscia a fumetti con cadenza regolare fu pubblicata nel 1947 dal St. Paul Pioneer Press, e si intitolava Li'l Folks. Anche il Saturday Evening Post accettò di pubblicare alcune vignette dei Li'l Folks. Fu in queste strisce che apparve per la prima volta Charlie Brown, così come un cane somigliante a Snoopy. Nel 1950 Schulz propose i suoi lavori alla United Features Syndicate, e i Peanuts furono pubblicati per la prima volta il 2 ottobre 1950. Per breve tempo disegnò anche una striscia ispirata allo sport chiamata It's Only a Game (1957-1959), aiutato anche dal suo amico e già collaboratore per i Peanuts Jim Sasseville, ma la serie non prese piede e fu chiusa.





Con l'andare degli anni, i Peanuts divennero uno dei fumetti più popolari di tutti i tempi. Parte della sua esperienza viene riflessa nei Peanuts attraverso le somiglianze con Charlie Brown, il personaggio principale; alcuni esempi:
anche il padre di Schulz era barbiere e sua madre casalinga
anche Schulz da piccolo aveva un cane (il suo cane Spike però era un pointer)
anche Schulz era timido e introverso
la ragazzina dai capelli rossi di Schulz era Donna Johnston, con cui aveva avuto una relazione. Schulz le chiese di sposarlo, ma lei rifiutò. Rimasero comunque sempre amici.
Schulz, pur essendo un cristiano convinto, si sposò due volte: la prima volta nel 1951 con Joyce Halverson dalla quale ebbe cinque figli e divorziò nel 1972 ed, in seguito, con Jean Forsyth Clyde che sposò nel 1973 e con la quale visse il resto della vita.
Il padre di Schulz morì nel 1966 mentre era andato a trovarlo, lo stesso anno in cui il suo studio in California bruciò in un incendio.



Nel novembre 1999 Schulz ebbe un ictus; più tardi gli venne diagnosticato un cancro. A causa della chemioterapia e per il fatto che non riusciva a leggere o vedere con chiarezza, il 14 dicembre 1999 annunciò il suo ritiro, all'età di settantasette anni. Schulz morì il 12 febbraio 2000 a Santa Rosa in California a causa di un attacco cardiaco. Il giorno dopo fu pubblicata la sua ultima striscia, in cui lasciava a Snoopy il compito di congedarsi dai suoi lettori con queste parole:

« "Cari amici,
ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi cinquant'anni. È stata la realizzazione del sogno che avevo fin da bambino. Purtroppo, però, ora non sono più in grado di mantenere il ritmo di lavoro richiesto da una striscia quotidiana. La mia famiglia non desidera che i Peanuts siano disegnati da qualcun altro, quindi annuncio il mio ritiro dall'attività. Sono grato per la lealtà dei miei collaboratori e per la meravigliosa amicizia e l'affetto espressi dai lettori della mia "striscia" in tutti questi anni. Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy... non potrò mai dimenticarli...
Charles Schulz" »




(corriere.it, 13 febbraio 2000)

Schulz ha richiesto nel suo testamento che i personaggi dei Peanuts rimanessero genuini e che non si disegnassero nuove strisce basate sulle sue creature. Peanuts è stato pubblicato per quasi cinquant'anni praticamente senza interruzioni ed è apparso su 1600 quotidiani in 75 paesi. Fino ad oggi le sue volontà sono state rispettate, e le vecchie strisce continuano a essere ripubblicate su quotidiani e riviste. Il quotidiano londinese The Times lo ha ricordato, il 14 febbraio 2000, con un necrologio che terminava con la seguente frase: "Charles Schulz leaves a wife, two sons, three daughters, and a little round-headed boy with an extraordinary pet dog". ("Charles Schulz lascia una moglie, due figli, tre figlie e un piccolo bambino dalla testa rotonda con uno straordinario cane"). Dal 17 agosto 2002 il museo a lui dedicato a Santa Rosa è aperto al pubblico.

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Il 26 novembre 1864 nacque Herman Gorter
Postato da Grazia01 il Giovedì, 26 novembre @ 21:11:12 CET (428 letture)
Ricerche d'autore


Il 26 novembre 1864 nacque Herman Gorter



Herman Gorter (Wormerveer 1864 - Bruxelles 1927), poeta olandese,
fu uno degli esponenti più importanti del movimento dei Tachtigers (Ottantisti) che
puntava a un rinnovamento in senso impressionista e naturalista della letteratura.
Raggiunse il successo con il lungo poema Mei (Maggio), a cui seguì la raccolta Verzen (Versi),
dove l'enfasi data al colore e alla sonorità della parola si accompagna a una sorprendente ricerca linguistica.

Traduzione di Maurizio Brancaleoni



Gli alberi ondeggiano sulle colline

Gli alberi ondeggiano sulle colline
chiome silenziose nella nebbia
chiara luce soave di primavera.
La torre con il suo viso
al centro continua solenne a segnare le ore,
immagina ore, ore, ore che passano –
è da soffocare
in questi istanti,
non posso più sopportare
l'irritante risata,
soffoco
in questo folle, chiaro, solenne istante.



Di notte poi la vita le appare lucente e rossa

Di notte poi la vita le appare lucente e rossa,
quando petali di rosa volteggiano nel rosso lucente
nero brillante tra le mura, la camera rosso lago
e i giacimenti di sangue lago zampillano.

Come boccioli di rosa lei si sente crescere
occhi chiusi, fresco rosso sanguigno,
la sua testolina fiorita come campane rosse
di rose in un rosaio rosso intenso, così intenso.

La mattina quando si sveglia le rimane ancora
il desiderio che sia sempre e mai finita.

Herman Gorter

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Nato il 26 novembre 1731 - William Cowper
Postato da Grazia01 il Giovedì, 26 novembre @ 20:44:59 CET (960 letture)
Ricerche d'autore








William Cowper, poeta inglese nacque il 26 novembre del 1731 e morì il 25 aprile del 1800

Figlio di un ecclesiastico, da giovane si dedicò per un breve periodo all'avvocatura.
La natura di William Cowper, soggetta fin dall'infanzia a crisi depressive che lo portarono ad un tentato suicidio nel 1763 ed a un biennio trascorso in manicomio, e ad un forte senso del peccato tipicamente calvinista, lo portò ad abbandonare la vita di città potendo così riallacciarsi alla antica tradizione anti-urbana e anti-cortigiana della poesia latina di Orazio, grazie ad un soggiorno presso l'ambiente rurale di Huntingdon.
Tuttavia nell'opera Verses supposed to be written by Alexander Selkirk, during his abode in the island of Juan Fernandez, il poeta manifestò profondo timore di fronte alla solitudine e la presenza della divinità e di poca consolazione; sebbene nel suo regno Selkirk non abbia rivali, egli non ha nemmeno «...society, friendship and love». Nella poesia troviamo anche violente accuse all'ingiustizia e all'oppressione coloniale, che comprende ovviamente il tema della schiavitù. Negli anni immediatamente successivi, Cowper pubblicò le due sue opere più famose, ossia The diverting history of John Gilpin (La spassosa storia di John Gilpin, 1782) e The task (Il compito, 1785), ispirate dalla sua compagna Lady Austen. Nell'opera poetica (6 libri) The Task, a sfondo moralistico, politico e religioso, la denuncia di Cowper si estese anche alla povertà in Inghilterra, alla corruzione di Londra e alle tendenze belligeranti dei popoli. Se lo stile e i toni in alcuni passi mostrarono qualche influenza sia miltoniana sia di Alexander Pope, nell'insieme le liriche di Cowper si caratterizzarono per l'immediatezza del suo gusto epistolare





Le nubi che temete così tanto
sono colme di misericordia»
Ci ha guidato attraverso il fuoco.
Dio agisce in maniera misteriosa,
Per realizzare le sue meraviglie;
Fissa i suoi passi nel mare,
E cavalca la tempesta.
Dalle sue insondabili miniere
D’invincibile abilità,
Custodisce splendidi disegni,
E compie la sua sovrana volontà.
Voi santi impauriti, attingete nuovo coraggio,
Le nubi che temete così tanto
Sono colme di misericordia e si dissolveranno
In benedizioni sul vostro capo.
Non si giudichi il Signore col senno umano,
Confidate in lui per la sua grazia;
Dietro una torva provvidenza
Egli cela un sorriso radioso.
I suoi disegni presto si realizzeranno,
Svelandosi ad ogni istante;
Il bocciolo può avere un sapore amaro,
Ma dolce sarà il frutto.
Il sorriso nascosto di Dio
Di certo erra la cieca incredulità,
Scrutando invano l’opera divina;
Dio è l’unico interprete di se stesso,
E a suo tempo tutto svelerà





Pioppo

Hanno abbattuto i pioppi, addio all’ombra
e al mormorio del fresco colonnato,
il vento piu' non gioca ne' canta tra le foglie,
la loro immagine piu' l’Ouse non riceve.
Dodici anni fa scoprii un giorno
l’amato boschetto e la riva dei pioppi,
e ora nell’erba sono affondati,
e sedile mi fa chi ombra mi diede.
Il merlo fuggito ad altro riparo,
tra noccioli ha trovato rifugio alla calura,
piu' non risuona la sua dolce voce
sulla scena che tanto mi aveva incantato.
Brevi scompaiono i miei anni,
presto coi pioppi dovro' giacere,
una zolla sul petto, una pietra sul capo,
prima che un bosco sul posto rinasca.
La vista m’invita, piu' d’ogni altra cosa,
a meditare sugli effimeri piaceri umani:
la vita e' sogno, ma il piacere si consuma
piu' rapido del respiro di un uomo.


William Cowper

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Ghianda
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 novembre @ 23:43:36 CET (379 letture)
Poesie e prosa di Gibran II








In un campo ho veduto una ghianda: sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda mettere radici e innalzarsi,
giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire:
eppure questo miracolo si produce mille migliaia di volte nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera.
Perchè non dovrebbe prodursi nel cuore dell'uomo?

Gibran

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Poesie in milanese di Mario Migliavacca
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 novembre @ 21:33:11 CET (682 letture)
Milano mia I









ALL 'AMICO CLAUDIO

Riessi no a capi
se l'è avarizia
o se l'è pigrizia

Quand a g 'ho besogn
el rizettari

tiri semper tardi
che nOn gh 'è pari

Ma pazienza
gh'è semper
ona provvidenza


"con sommo gaudio"
la mia provvidenza
la se ciama "Claudio"

A dit grazie, car amis
a l'è on poo trop pocch

Per sto servizi
el Signor
el te daga tanti benefizzi

pas e salut
che per la verità
ti je propri meritaa





LA PARTENZA DEL TRENO


Ai soreii, alle dame, ai barelier, volontari dell'U.N.I.T.A.L.S.I. che per
la loro granda dedizion hin la testimonianza viva e continua del
Miracolo di Lourdes.


Che confusion
in su quell bastion:
la par una gincana
li su el scalo
de Porta Romana.

Machin che va e che ven
un de fa de S. Ouintin
per trova el post che convien
per malaa e pelegrin.

Ghe vor pazienza
per capi se l'è
l'ariv o la partenza:
la gioia e el fervour
però, a hinn semper quei
de gent che se voren ben
come fradeii.

Se brazzen su
se basen a ripetizion
se fan un badalucch de compliment
se troven minga cambia
anca se un an a l'è passaa.

Con la divisa
lustra e ben stirada
soreii e barelier
paren pront per una sfilada.

Le dame, quei che gris g'han i caveii
cont la scuffia
paren pusseé bei: "
i tosan invece, "poverine"
cont la divisa
Cl hin propri un poo "bruttine".

Mario Migliavacca





commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Natale è lontano
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 novembre @ 22:02:41 CET (553 letture)
Un pensiero al giorno








Manca più un mese a guardare il calendario. Ma facendo due passi tra vetrine dei negozi e prodotti in vendita nei supermercati, è ufficialmente già Natale. In molte strade sono state già montate le luminarie e un po’ ovunque si possono acquistare le decorazioni per albero e presepe, dalle palle di ogni dimensione ai casalinghi a tema. Lucine ma anche piatti, tovaglie, tazze e bicchieri rigorosamente rossi, oro o bianchi e decorati con renne e babbi Natale. Dalla grande distribuzione di bricolage e attrezzatura per casa e giardino, ai supermercati, passando per i negozi del centro e non solo, molte vetrine sono già allestite in tema di fiocchi e pacchetti. E che dire degli scaffali dei supermarket che mettono in bella mostra pandori e panettoni, torroni e ogni tipo di cioccolata, cotechini e zamponi. La carta del Natale un po’ ovunque viene giocata in anticipo. Effetto della crisi che per far ripartire i consumi si muove quest’anno per tempo. Della serie, nessuno venga colto impreparato. Anche perché se per Natale ogni famiglia in media dovrebbe spendere un po’ meno di 400 euro, è importante iniziare a mettere da parte i risparmi e intanto farsi un’idea di quello che vorremmo acquistare.
Non solo, con l’ultima domenica di novembre comincerà il tour de force fino al 25 dicembre. A me danno fastidio questi sfavillii anticipati, ogni anno prima. Va bene, il commercio..., speriamo almeno che un po' di giovani trovino lavoro in questo periodo.

Grazia

Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Sfide
Postato da Grazia01 il Lunedì, 16 novembre @ 19:01:49 CET (391 letture)
Le poesie di Pegaso III














Sfide

Cerco parole per replicare immagini,
emergono e scompaiono
semplicemente per lasciare posto ad altre
fugaci istantanei fotogrammi
sempre trascengono la realtà.

L'immagine diventa parola
nasce per narrare la storia
la maggior parte è biografia
la stessa si afferma nell'estinzione
comunicando notizia quando è già trascorsa.

Aleggia nel passato
riemergendo non è più la stessa
il presente la corrompe
resta solo una fragile sensazione.

Il tempo deve mantenersi in movimento
non replica mai se stesso
solo il ricordo cerca di farlo
parole/immagini esistono
ne certifica il loro trascorrere.

In questo modo il "narrarsi"
diventa dramma, felicità e tristezze
eredità acquisite, insegnamenti
esperienze vissute da altre vite
con esse l'attimo iberna si perde
nei limiti invalicabili delle capacità.

Così razionalizzo sfide
il divenire in un esistere
oltre il luogo dell'essere
supera il coniugare
passato, presente e futuro.

Bruno Gasparri

Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Oggi mi hanno dichiarato guerra.
Postato da Grazia01 il Domenica, 15 novembre @ 12:25:51 CET (688 letture)
Un pensiero al giorno







Oggi mi hanno dichiarato guerra.
Hanno usato il nome di Dio e del Profeta per giustificare l’ingiustificabile. Da afroeuropea e da musulmana io non ci sto.

‪#‎Notinmyname‬ dice un famoso slogan, e oggi questo slogan lo sento mio come non mai. Sono stufa di essere associata a gente che uccide, massacra, stupra, decapita e piscia sui valori democratici in cui credo e lo fa per di più usando il nome della mia religione. Basta! Non dobbiamo più permettere (lo dico a me stessa, ai musulmani e a tutti) che usino il nome dell’islam per i loro loschi e schifosi traffici.

Vorrei che ogni imam in ogni moschea d’Europa lo dicesse forte e chiaro. Sono stufa di veder così sporcato il nome di una religione. Non è giusto. Come non è giusto veder vilipesi quei valori di convivenza e pace su cui è fondata l’Unione europea di cui sono cittadina. Stufa di vedere ogni giorno, da Parigi a Peshawar, scorrere sangue innocente. E ho già il voltastomaco per i vari xenofobi che aspettano al varco. So già che ci sarà qualcuno che userà questo attentato contro migranti e figli di migranti per qualche voto in più. C’è sempre qualche avvoltoio che si bea delle tragedie.

È così a ogni attentato.

A ogni disgrazia cresce il mio senso di ansia e di frustrazione. A ogni attentato vorrei urlare e far capire alla gente che l’islam non è roba di quei tizi con le barbe lunghe e con quei vestiti ridicoli. L’islam non è roba loro, l’islam è nostro, di noi che crediamo nella pace. Quelli sono solo caricature, vorrei dire. Si vestono così apposta per farvi paura. È tutto un piano, svegliamoci.

Per questo dico che mi hanno dichiarato guerra.
Anzi, ci hanno dichiarato guerra.

* Igiaba Scego *

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


13 novembre, stragi per le strade di Parigi
Postato da Grazia01 il Sabato, 14 novembre @ 23:54:22 CET (543 letture)
Un pensiero al giorno






C’è anche una volontà di potenza dei piccoli, quella dell’attentatore isolato, del minuscolo gruppo terroristico, di colui che getta una bomba dove c’è folla perché muoia il maggior numero possibile di gente innocente, in una banca, in un treno affollato, nella sala d’aspetto di una stazione. È volontà di potenza di chi si riconosce in questa auto-apologia: «Io, piccolo uomo insignificante e oscuro, uccido l’uomo importante, un protagonista del nostro tempo e in quanto lo uccido sono più potente di lui; oppure uccido in un solo colpo molti uomini insignificanti e oscuri come me, ma assolutamente innocenti; uccidere un colpevole è un atto di giustizia, uccidere un innocente è la suprema manifestazione della volontà di potenza».

Norberto Bobbio, Elogio della mitezza, 1994

Sgomento e terrore a Parigi

Leggi Tutto... | 2 commenti | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Miraggio
Postato da Grazia01 il Venerdì, 13 novembre @ 22:03:04 CET (423 letture)
Le poesie di Pegaso III









Miraggio



Ho inseguito un sogno

è solo riflesso d’amore

sciolto nelle pieghe del vespro del giorno.

Ora sono qui a raccontare del suo mare

del suo vento, del suo essere.

Fallace debole ricordo

il cuore batte l’attimo, saturo, stanco,

nel nulla accompagna l’anima

in frammenti scompone la luce

candida ovattata manifesta l’esistere

velato nel bianco il piacere della bellezza.

Respira lento il battito del tempo

il pensiero trina inconfessabili desideri

ricordi si immergono, turbinano intensi

non trovano voce o perché a pudori nascosti

solo silenzi carichi di vergogna.

A volte l’io vola troppo in alto

abbagliato da troppi riflessi d’amore

rinchiuso, gelosamente custodito nella mia oasi

dove la duna solitaria dialoga con le stelle

vive nel voluto miraggio

dove la vita è solo poesia.


Bruno Gasparri

Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Nuda Terra
Postato da Letty il Sabato, 07 novembre @ 20:30:52 CET (773 letture)
Le poesie di Letty - II








Sono nuda terra
Foglie secche come mantello
In estate il sole mi bacia così tanto da screpolarmi l'anima
La primavera mi regala una corona verde mi accarezza di pioggia e vento
Accolgo i semi della vita in me e la canto
L'accarezzo
La cullo
Sono figlia d'un dio addormentato sotto la neve dell'inverno
Sono sporca di vita
Vita.

Letty


commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Il 31 ottobre 1795 nacque John Keats
Postato da Grazia01 il Sabato, 31 ottobre @ 22:34:08 CET (2134 letture)
Poesie di Keats


Nonostante il mancato successo presso i suoi contemporanei,
John Keats è oggi unanimemente considerato
uno dei più grandi poeti del Romanticismo inglese e alcune delle sue opere, le odi soprattutto,
hanno raggiunto la fama immortale che gli è stata negata in vita.
Molti scrittori e artisti sono stati profondamente influenzati dalla sua poetica,
primo fra tutti Jorge Luis Borges, per il quale il primo approccio a Keats rappresentò
la più importante esperienza letteraria di tutta la sua vita




La dolcezza di quel viso


Lo sfavillio del suo sguardo splendente
E quel seno, terrestre paradiso.

Mai più felice sarà la vista mia,
Ché ha perso il visibile ogni sapore:
Perduto è il piacere della poesia,
L'ammirazione per il classico nitore.

Sapesse lei come batte il mio cuore,
Con un sorriso ne lenirebbe la pena,
E sollevato ne sentirei la dolcezza,
La gioia, mescolata col dolore.

Come un toscano perduto in Lapponia,
Tra le nevi, pensa al suo dolce Arno,
Così sarà lei per me in eterno
L'aura della mia memoria.





Fulgida stella


Fulgida stella, come tu lo sei
fermo foss'io, però non in solingo
splendore alto sospeso nella notte
con rimosse le palpebre in eterno
a sorvegliare come paziente
ed insonne Romito di natura
le mobili acque in loro puro ufficio
sacerdotale di lavacro intorno
ai lidi umani della terra, oppure
guardar la molle maschera di neve
quando appena coprì monti e pianure.

No, eppure sempre fermo, sempre senza
mutamento sul vago seno in fiore
dell'amor mio, come guanciale; sempre
sentirne il su e giù soave d'onda, sempre
desto in un dolce eccitamento
a udire sempre sempre il suo respiro
attenuato, e così viver sempre,
o se no, venir meno nella morte.



All’Autunno


Stagione di nebbie e morbida abbondanza,
tu, intima amica del sole al suo culmine,
che con lui cospiri per far grevi e benedette d’uva
le viti appese alle gronde di paglia dei tetti,
tu che fai piegare sotto le mele gli alberi muscosi del casolare,
e colmi di maturità fino al torsolo ogni frutto;
tu che gonfi la zucca e arrotondi con un dolce seme
i gusci di nocciola e ancora fai sbocciare
fiori tardivi per le api, illudendole
che i giorni del caldo non finiranno mai
perché l’estate ha colmato le loro celle viscose:

chi non ti hai mai vista, immersa nella tua ricchezza?
Può trovarti, a volte, chi ti cerca,
seduta senza pensieri sull’aia
coi capelli sollevati dal vaglio del vento,
o sprofondata nel sonno in un solco solo in parte mietuto,
intontita dalle esalazioni dei papaveri, mentre il tuo falcetto
risparmia il fascio vicino coi suoi fiori intrecciati.
A volte, come una spigolatrice, tieni ferma
la testa sotto un pesante fardello attraversando un torrente,
o, vicina a un torchio da sidro, con uno sguardo paziente,
sorvegli per ore lo stillicidio delle ultime gocce.

E i canti di primavera? Dove sono?
Non pensarci, tu, che una musica ce l’hai.
Nubi striate fioriscono il giorno che dolcemente muore,
e toccano con rosea tinta le pianure di stoppia:
allora i moscerini in coro lamentoso, in alto sollevati
dal vento lieve, o giù lasciati cadere,
piangono tra i salici del fiume,
e agnelli già adulti belano forte del baluardo dei colli,
le cavallette cantano, e con dolci acuti
il pettirosso zufola dal chiuso del suo giardino:
si raccolgono le rondini, trillando nei cieli.


John Keats

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Accanto a te
Postato da Grazia01 il Venerdì, 23 ottobre @ 09:16:07 CEST (2022 letture)
Le poesie di Pegaso III











Accanto a Te


In questa mia stanza dove il buio accarezza il silenzio

incantato dai tuoi respiri, fluttuo tra le pieghe del tempo

lentamente mi stendo accanto a Te

attento a non alterare l'incanto

m'inebrio del profumo che alleggia dal manto

mentre il battito del cuore accompagna il tuo.



Furtiva, dall'anta socchiusa, brilla la stella

ricordandomi che sotto lo stesso cielo ho respirato l'eterno

nel fragore di dirompenti passioni

nell'inutile ricerca del perché dell'amore.



Ora nello stesso silenzio t'accarezzo

l'onda del mio mare dolcemente ti avvolge

ricamo l'aria in un sospiro, notte

in ansimanti attimi ho annullato i tuoi vuoti

ora che il tempo non ha più valore

accanto a Lei, cerco il sogno, dove il tutto è un fulgido domani.


Bruno Gasparri

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


I ricordi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 21 ottobre @ 19:36:02 CEST (2820 letture)
Poesie tematiche III




Da anni gli scienziati stanno studiando una pillola per cancellare i ricordi negativi, lasciando intatti i bei ricordi. Un simile farmaco sarebbe capace, cancellando i brutti ricordi, di aiutare le vittime di eventi traumatici a vivere meglio. Ma non tutti sono d’accordo… Che cosa succederebbe se questa pillola venisse assunta da chiunque?







I ricordi, rappresentano il nostro passato, sono pagine della nostra vita, scritte nella nostra mente e nel cuore, una piccola eternita', essi custodiscono momenti di felicità, di tristezza... belli o brutti che siano, non si potranno mai cancellare dalla nostra mente e dal nostro cuore, sono la nostra storia, fanno parte del cammino della nostra vita, basta un profumo, una canzone o altro per ricordare e provocare nei nostri pensieri sensazioni ed emozioni indescrivibili.




Che siano d’amore, d'amicizia, di incontri, sulla famiglia, sulla natura o altro, rappresentano il passato e le esperienze fatte, ci aiutano a superare i momenti tristi, a sentirci meno soli, e a volte, rappresentano la molla per andare avanti, per sorridere e far tesoro delle esperienze, ma anche, per voltare pagina, per ricominciare, per non commettere gli stessi errori, per incontrarsi, per sentirsi vivi, per continuare ad esistere...



Andare a caccia di ricordi non è un bell’affare. Quelli belli non li puoi catturare e quelli brutti non li puoi uccidere.
(Giorgio Faletti)

Abbi cura dei tuoi ricordi perché non puoi viverli di nuovo.
(Bob Dylan)





La memoria di ogni uomo è la sua letteratura privata.
(Aldous Huxley)





Ognuno ha il proprio passato chiuso dentro di sé come le pagine di un libro imparato a memoria e di cui gli amici possono solo leggere il titolo.
(Virginia Woolf)





Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni.
(Jeremy Irons)




I ricordi battono dentro di me come un secondo cuore.
(John Banville)

Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.
(Isabel Allende)





"Alla luna"

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, né cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l'etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri!

Giacomo Leopardi





"Nel fumo"

Quante volte t’ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi, ultima. E’ un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.


Eugenio Montale





"Un ricordo"

Io non sapea qual fosse il mio malore
né dove andassi. Era uno strano giorno.
Oh, il giorno tanto pallido era in torno,
pallido tanto che facea stupore.

Non mi sovviene che di uno stupore
immenso che quella pianura in torno
mi facea, cosí pallida in quel giorno,
e muta, e ignota come il mio malore.

Non mi sovviene che d'un infinito
silenzio, dove un palpitare solo,
debole, oh tanto debole, si udiva.

Poi, veramente, nulla piú si udiva.
D'altro non mi sovviene. Eravi un solo
essere, un solo; e il resto era infinito.


Gabriele D'Annunzio


commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Dove è nato il sole
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 ottobre @ 18:41:41 CEST (2132 letture)
Le poesie di Pegaso III










Dove è nato il sole


Non è svanito, diluito nel tempo, il ricordo

nitido compone il vivere nell’essere

l’interesse affidato al blu orizzonte

il chiedere all’uomo il profumo del suo riflesso.

Temprato spirito espanso nell’universo

l’incanto e armonia di questi miei versi

sia diffusa come profezia tra gli uomini.

Allora il mio pensiero alleggerà sull’ombra

solo allora vestirò i giorni d’invisibili sospiri

l’assenza sprofonda nell’agonia del sogno.

Respirando l’eterno nel manto stellato

sussurri di vita travolti da libertà occulte

in notti e notti avare d’eco e speranza.

Percorrerò a ritroso, sulle spalle del tempo

avvolto dalla solitudine e abissi oscuri

abbracciando l’attimo la dove nasce il sole.


Bruno Gasparri


Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Sale
Postato da Letty il Mercoledì, 14 ottobre @ 22:32:12 CEST (3433 letture)
Le poesie di Letty - II







La vita mi ha reso sale
ogni volta che tocco le ferite dell'anima esse bruciano di nuovo!
Dirai che faccio male...
eppure non comprendi che il dolore che porto, sana e sa di tutto l'amore del mare.

Letty


Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Creatura
Postato da Letty il Mercoledì, 14 ottobre @ 22:17:43 CEST (1772 letture)
Le poesie di Letty - II










Ti ho portato in grembo come un figlio
nelle notti in cui viaggiavi nel tuo te stesso malandato
ti ho visto andare a fuoco nei ricordi
ho passeggiato lenta nel tuo dolore
lenendo quel che potevo...

Ti ho portato in grembo come un figlio
nelle notti senza luna
senza toccarti
ti ho solo parlato di fiori e colori
ti ho accompagnato fin dove hai voluto
e ti ho lasciato andare
come si fa con un figlio cresciuto
ma sappi che non smetterò di esser madre del tuo dolore
perché in esso sono nata anche io, mia Creatura.

Letty

Leggi Tutto... | 2 commenti | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Johan Erik Stagnelius nacque il 14 ottobre 1793
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 ottobre @ 21:36:57 CEST (1677 letture)
Ricerche d'autore







Vedi il mare?


Vedi il mare?
tende le smaniose braccia azzurre
e si stringe al petto la testa,
sotto le luci del cielo immenso.

Guarda, arriva.
Il cuore gonfio di desiderio,
le braccia fremono.
Invano. Non esiste desiderio
sotto la luna cui sia concesso
realizzarsi.
Anche la luna dura un istante.
Il mare affonda nella sua delusione,
e le onde fuggono la riva sospirando.

Senti? Sussurra il vento nel bosco
fra le cime alte dei pioppi.
Con il linguaggio crescente dei sospiri
grida, si strugge, implora
un corpo, per unirsi
alla figlia dell'estate.

Ma le voci già svaniscono,
sull'arpa eolia delle fronde muore
l'eco, e il canto dei cigni.

Se vuoi capire la vita, ascoltami uomo!
Un duplice principio ti governa:
la smania del desiderio
e il bisogno di rinuncia.
Dona libertà a questo bisogno:
così che tu, consacrato in pace,
sopra l'orbita dei pianeti possa
innalzarti come un arco di trionfo.

Erik Johan Stagnelius
poeta svedese




commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Per te una rosa
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 ottobre @ 12:30:14 CEST (1653 letture)
Le poesie di Pegaso III











PER TE UNA ROSA


Al rintocco di ogni nuova stagione
ricordami di indossare l’abito adatto
il cuore è stanco di scandire vuoti minuti
ogni ardore affido al vento
mentre il cielo piange iridescenti gocce.

Cosa resterà di me in questo mondo?
già l’anima cavalca l’onda
silente spumeggia nel buio mare
forse un gesto o solo vuote parole
ugualmente le voglio dipingere
arricchite con versi e strofe
colmi di sfavillanti metafore e d’amore.

Di profumata aurora intensi ricordi
tutto sembra solo un sogno
immerso in un intimo attimo
gelosamente avvolgo il piacere della bellezza
a volte parole volano alte
poi si perdono nel silenzio che ammalia.

Ma ora ci sei Tu
leggiadra consapevole nell'appartenenza
con gioia offri la tua mano
trasformando autunni stanchi e freddi inverni
in fiorite primavere preludio di calda estate.

Nuovo ardito è il vivere con te
respirando intensi nuovi profumi
il sorriso e la tua voce
diluiscono regole e destino
semplicemente, in questo collegiato mattino
sussurrarti:” buon giorno amore “
per te questa rosa.



Bruno Gasparri

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Buon ottobre
Postato da Grazia01 il Venerdì, 02 ottobre @ 22:14:33 CEST (2539 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI










La natura comincia a imbiondire, le mattine si fanno umide e i pomeriggi pigri, i passi hanno il rumore delle foglie cadute o delle prime piogge: nostalgico e odoroso autunno. Ottobre è forse il mese più dolce dell'anno. Con la sua mitezza lentamente ci congeda definitivamente dell'estate, offrendoci nuovi frutti da cucinare adagio, magari riscoprendo vecchi sapori: è il mese dei funghi, delle castagne e del cavolo nero. Si torna a desiderare piatti caldi: risotti, polente, minestroni e zuppe...a chi piacciono. Che sia un buon autunno per tutti, tranquillo e sereno.

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Così
Postato da Letty il Venerdì, 02 ottobre @ 20:08:27 CEST (5648 letture)
Le poesie di Letty - II









Tu abiti da nessuna parte
e cammini senza lasciare tracce
Ti insinui, tocchi, scompigli ma non resti
Tu vaghi e non ritorni
non sei onda
non sei mare
arrivi solo per andare
non sei treno
né destinazione
da te non si arriva si può solo partire...
vuoto
vuoto
che promette e non mantiene
si
tu sei così.

Letty

Leggi Tutto... | 2 commenti | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Il 2 ottobre del 1944 nacque Abdulah Sidran poeta e sceneggiatore bosniaco
Postato da Grazia01 il Venerdì, 02 ottobre @ 20:06:15 CEST (3873 letture)
Ricerche d'autore



Abdulah Sidran, poeta e sceneggiatore bosniaco nacque il 2 ottobre 1944






le nostre ardenti preghiere per la pace?
Se ne infischia la Morte della lacrima della ragazza,
se ne infischia la Morte delle preghiere dell’uomo »
Abdulah Sidran, Pianeta Sarajevo







L’INCUBO


Che stai facendo, figlio?

Sogno, madre mia, sogno che sto cantando,
e tu mi chiedi, nel sogno: che stai facendo, figlio?

Cosa canti nel sogno, o figlio?

Canto, madre mia, che avevo una casa.
E adesso la casa non ce l’ho. Questo canto, madre mia.

Avevo la mia voce, o madre, e la mia lingua avevo.
E ora non ho né voce né lingua.

Con la voce che non ho, nella lingua che non ho,
dalla casa che non ho, io canto la mia canzone, o madre.





Le lacrime delle madri di Srebrenica
di Abdulah Sidran

Sarebbe meglio non fosse
piuttosto che sia
così
come oggi è
la nostra Srebrenica
Nulla di morto né di vivente
in lei
può più abitare
Sotto un cielo plumbeo
l'aria di piombo
mai nessuno
ha imparato
a mettersi nei polmoni

Da lei fugge tutto
ciò che ha gambe
con le quali possa
e sappia dove
fuggire
Da lei fugge tutto
anche ciò che da nessuna parte
se non sotto la terra nera
può fuggire
Gli ortodossi fuggono
i nuovi come i vecchi
i musulmani fuggono
i vecchi come i nuovi
E chi in qualche modo
è rimasto vivo
andato via e poi tornato
neppure un inverno con l'estate
ha messo insieme
né un autunno
con la primavera
ma ha cercato
quanto prima
di andarsene da Srebrenica
E quei cattolici
nostri vicini
e per loro Srebrenica
per centinaia d'anni
è stata l'amata
e bellissima
sede principe
della loro buona
e nobile comunità
se ne sono andati da tempo
Come se
nella loro saggezza avessero
saputo che sarebbe arrivato un tempo
in cui non ci sarebbe più stata
la buona Srebrenica
Ci dicono
da dieci anni ce lo dicono
che in Bosnia
la guerra è finita
A noi spiegano
e inviano istruzioni scritte
che nel nostro Paese
Bosnia Erzegovina
la guerra è finita
e che nessuno
deve più
guardare al passato
Credono forse
davvero
che siamo vivi
noi che stiamo qui
e da questo luogo
parliamo così
come se davvero fossimo vivi
Davvero pensano che si chiami salute
davvero pensano che si chiami ragione
ciò che in noi è rimasto
della salute e della ragione di un tempo?
Non vedono, non sentono forse
non sanno forse che noi,
quelli rimasti, siamo più morti di tutti
i nostri morti, e che qui oggi, con la loro voce,
la voce dei nostri morti, dalle loro gole,
gridiamo e con il loro grido - noi parliamo?
Non ci permettete di
guardare al passato!
E noi non lo guardiamo, ma è lui a guardarci!
Voi dite:
guardate al futuro!
Ma noi, nessun
futuro in nessun luogo
riusciamo a vedere
né vediamo che lui
con un sol occhio
guardi noi
e neppure che ci veda
e che di noi si preoccupi.

Abdulah Sidran










Abdulah Sidran (Sarajevo, 2 ottobre 1944) è un poeta e sceneggiatore bosniaco, figura emblematica della letteratura bosniaca. Collaboratore per alcuni anni di Emir Kusturica, è intervenuto poeticamente nel testo de “Il cerchio perfetto” (1997) di Ademir Kenovic. Tema dominante di alcuni suoi versi è stato il travaglio della sua città durante l'assedio.


commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Il 2 ottobre 1879 nacque Wallace Stevens, poeta statunitense
Postato da Grazia01 il Venerdì, 02 ottobre @ 20:01:27 CEST (2468 letture)
Ricerche d'autore



Il 2 ottobre 1879 nacque Wallace Stevens, poeta statunitense



Dame unite d’America


Le foglie non bastano a coprire la faccia
che indossa. Così s’espresse l’oratore: “La massa
è nulla. Il numero di uomini in una massa
d’uomini è nulla. La massa non è più grande
del singolo uomo della massa. Ogni massa
promulga il proprio paradigma.” Le foglie
non bastano a celare la faccia dell’uomo
di questa massa morta e di quella. Il vento si può
colmare di facce come di foglie, soffiare folate di bocche,
e di bocche che piangono e piangono giorno dopo giorno.
Potrebbero essere noi stessi, noi stessi risonanti,
le nostre facce che ruotano attorno a una faccia centrale
e poi di nuovo novunque, via via lontano?
Eppure una faccia continua a tornare (mai quella),
la faccia di un uomo della massa, mai la faccia
che l’eremita su una lingua di sabbia avrebbe visto,
mai il politico nudo istruito
dal saggio. Le foglie non bastano a incoronare,
a coprire, incoronare, coprire – e dillo –
l’attore che alfine declamerà la nostra fine.





Uomo e bottiglia

La mente è la grande poesia dell’inverno, l’uomo,
che per trovare quanto possa bastare
distrugge dimore romantiche
di rosa e ghiaccio
nella terra della guerra. Più che l’uomo, è
un uomo con la furia d’una razza d’uomini,
una luce al centro di molte luci,
un uomo al centro di uomini.
Deve soddisfare la ragione sull’essenza della guerra,
deve persuadere che la guerra è parte di se stessa,
una maniera di pensare, un modo di
distruggere, come la mente distrugge,
un distogliere, come una delusione antica volge
le spalle al mondo, una vecchia tresca con il sole,
un’aberrazione impossibile con la luna,
una volgarità di pace.
Non è la neve che è pagina, penna.
La poesia sferza più feroce del vento,
mentre la mente, per trovare quanto possa bastare,
distrugge dimore romantiche di rosa e ghiaccio.






Sonà

Il mondo fisico stasera è insensato
e non ve n’è altro. C’è Già-ahi-me, seduto
che suona la chitarra. Già-ahi-me è una belva.
O forse la chitarra è una belva o forse sono
due belve. Ma della stessa razza – due belve coniugali.
Già-ahi-me è la belva maschio… un imbecille,
che schiocca un suono. La chitarra è un’altra belva
sotto al suo tip tap tap. E’ lei a rispondere.
Due belve ma della stessa razza e poi non belve.
Eppure due non proprio della stessa razza. Qui è così.
Vi sono molte di queste belve che non si vedono mai,
si muovono in modo che i passi siano lievi e quasi nulla.
Oggi pomeriggio il vento e il mare erano così…
E dopo un po’, con Già-ahi-me addormentato,
un gran giaguaro in corsa provocherà un flebile fruscio.





Conversazione continua con uomo silenzioso

La vecchia chioccia bruna e il vecchio cielo celeste,
tra i due si vive e si muore –
la ruota di carro spezzata sul colle.
Come se, al cospetto del mare,
asciugassimo reti e rammendassimo vele
e parlassimo di cose senza fine,
della tempesta senza fine del volere,
un volere e numerosi voleri, e del vento,
dei numerosi significati nelle foglie,
ridotti a uno sulle soglie,
anello, di quella tempesta, con la masseria,
la catena che chioccia turchese e cielo legava
e la ruota spezzatasi mentre il carro passava.
Non è una voce che sta sulle soglie.
Non è un discorrere il suono che sentiamo
in questa conversazione, ma il passo
delle cose nel loro muoversi: l’altro uomo,
il mostro turchese che si aggira dabbasso.






Della superficie delle cose

Nella mia stanza il mondo è al di là della mia capacità di capire;
ma quando cammino vedo che consiste di tre o quattro colline e una nuvola.
Dal mio balcone scruto l’aria gialla,
leggo ciò che ho scritto:
“La primavera è una bella che si sveste”.
L’albero d’oro è blu.
Il cantante s’è alzato il mantello sul capo.
La luna è nelle pieghe del mantello.










Wallace Stevens nacque a Reading il 2 ottobre del 1879 e morì a Hartford il 2 agosto 1955.


Studiò giurisprudenza ma lasciò l'avvocatura per lavorare a Hartford come dirigente di una società di assicurazioni. Poeta di grande mestiere, fu sensibile a influenze della poesia europea, in particolare francese, da Baudelaire a Corbière e a Mallarmé. Nonostante i molti echi dei grandi romantici inglesi, soprattutto John Keats, la sua poesia va letta nel contesto del rinnovamento del linguaggio compiuto dal Modernismo letterario angloamericano.
Dalla raffinata ed enigmatica eleganza della prima raccolta Harmonium (1924) alle riflessioni più politiche di Ideas of Order (Idee di ordine, 1936), ai poemi della tarda maturità, Stevens approfondisce il rapporto dialettico realtà-fantasia, con una spettacolare serie di variazioni e con una grandiosità progettuale ed esecutiva che lo impongono come uno dei poeti più consapevoli e compiuti del Novecento non solo in America. Nel 1955 la raccolta delle sue poesie gli valse il Premio Pulitzer per la poesia. In Italia la poesia di Stevens fu tradotta tempestivamente nel 1954 da Renato Poggioli, che intrattenne un'ampia corrispondenza con Stevens e ne citò stralci nel commento alla raccolta Mattino domenicale ed altre poesie (1954). Dagli anni 1980 sono apparse numerose altre traduzioni commentate, anche se Stevens rimane un poeta per poeti sia in America che all'estero.
La rivista semestrale The Wallace Stevens Journal, edita dalla Wallace Stevens Society, è interamente dedicata a studi di carattere specialistico del poeta di Hartford, ma comprende anche omaggi di poeti americani ed europei. Infatti Stevens è uno degli scrittori del Novecento su cui la critica si è più soffermata e continua a dibattere. Lievemente inferiore è stato il suo influsso in Inghilterra. Si veda il volume di saggi critici Wallace Stevens Across the Atlantic, a cura di Bart Eeckhout e Edward Ragg, prefazione di Frank Kermode (Hampshire, Palgrave, 2008).

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


La potenza del pensiero
Postato da Grazia01 il Martedì, 22 settembre @ 21:25:37 CEST (3023 letture)
Ricerche d'autore








La potenza del pensiero
muta il destino.

L’uomo semina un pensiero
e raccoglie un’azione;
semina un’azione
e raccoglie un’abitudine;
semina un’abitudine
e raccoglie un carattere;
semina un carattere
e raccoglie un destino.

L’uomo costruisce il suo avvenire
con il proprio pensare ed agire.
Egli può cambiarlo
perché ne è il vero padrone.


Swami Sivananda

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


A cinquant'anni si è più intelligenti.
Postato da Grazia01 il Martedì, 22 settembre @ 20:03:13 CEST (2935 letture)
Psicologia e salute III





A cinquant'anni si è più intelligenti. Perché, maturando, si impara a cogliere l'essenza della vita. Lo dice la scienza: intorno alla metà dell'esistenza il nostro quoziente aumenta. Magari il ragionamento perde velocità, ma guadagna in qualità. Perché andiamo al cuore del problema senza rimanere impigliati nei dettagli. " Il pensiero è una specie di cammino, ha bisogno di una tappa dopo l'altra, senza ritmi forzati" dice la psichiatra Donatella Marazziti. " Il cervello non smette mai di crescere e la mente diventa sempre più selettiva. Come un occhio che, davanti al bersaglio, non vede più tanti cerchi, ma soltanto il centro. E sa colpirlo."...



Proviamo a paragonare la vita ad un quadro. Da giovani stiamo lì a guardarlo da vicino, non ci perdiamo un particolare, riconosciamo le pennellate, i tocchi di colore, scorgiamo piccoli oggetti introvabili. Però, basta fare un passo indietro e, da una certa distanza, il dipinto ci appare nel suo insieme. Così lo vediamo davvero in tutta la sua portata: l'immagine, i simboli, la bellezza, le emozioni. Ecco, l'intelligenza di chi ha passato la maturità assomiglia agli occhi, anzi alla mente, di chi osserva da lontano: solo così coglie il significato profondo della vita. Magari non si vede la piumetta tremula del cardellino, ma si capisce tutto di quell'uccellino...

Fonte: F settimanale
Cairo editore

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Il 21 settembre del 1852 nacque il poeta Giovanni Marradi
Postato da Grazia01 il Lunedì, 21 settembre @ 20:51:34 CEST (3517 letture)
Ricerche d'autore










QUERCIA ABBATTUTA



Tu giaci, quercia; e quante volte, al blando
tuo rezzo verde che il villino ombrava,
vedesti i bimbi, in compagnia dell'ava,
saltar d' intorno a lei, rosei vociando!

Ed or che il verno addensa la bufera,
or che a colpi di scure ad una ad una
cascarono le tue braccia sfrondate,
gioconderai d’alacri vampe a sera
le veglie della casa, ove raduna
l'avola i bimbi a novellar di fate;
mentre in lei fisse, trepide, incantale,
le testine auree nell'opaca sala
splendono al focolare, in cui s'esala
il tuo spirito antico, alto fìammando.



Firenze


Un limpido sorriso il mattutino
aere inazzurra, e umida di guazza
si rianima al dì, col suo divino
popol di statue, la divina piazza.
Sui dolci poggi là del Casentino
sfumano accese al vento che le spazza
nuvole d'oro: qui nel ciel turchino
un'allegria di rondini schiamazza.
Maggio trionfa. Del suo riso, in festa,
ridon le antiche vie, gli atri severi,
gli affreschi d'ogni loggia e d'ogni sala.
E la città dei fiori àpresi a questa
onda d'incensi, che da' suoi verzieri
e dalle ville fiesolane esala.






La morte di Anita

E Anita muore. Quella bruna testa,
che passò fra i baleni alta e tranquilla
sotto un perpetuo rombo di tempesta,
langue riversa, mentre il vespro brilla,
sopra un guancial pietoso, aprendo immota
sul dolce Eroe la vitrea pupilla.

Fissando ancor la cara faccia nota,
ecco velarsi l'occhio moribondo
che in una lenta lacrima le nuota,
e tutto, a quel velato occhio profondo,
impallidire su la ravegnana
pineta il cielo e scolorire il mondo.

Come un lamento d'anima lontana,
per la penombra che quieta scende,
piange per l'aria un pianto di campana.
Anita muore. Levasi e s'accende
quel cereo viso a un tratto: al guarda inerte
forse un' estrema vision risplende.

Oh verdi, interminabili, deserte
distese della Pampa! Oh pascolanti
saure, del fren della sua mano esperte!
vi ella crebbe con l'alte erbe ondanti,
ivi Ei le apparve, biondo come il sole,
e la guardò cogli occhi scintillanti ...

Sfumavasi in pallori di viole
l'adriaco vespro, e all'amor suo nel petto,
fra quell'umide mura ignote e sole,
ella piegò. Con ansioso affetto,
ei la chiamò, chiamò con passione
impetuosa il bel nome diletto:
e in desolata disperazione
la violenza del compresso duolo
dal cuor gli uscì. Quel core di leone
poteva ormai ben piangere: era solo.

Giovanni Marradi







Giovanni Marradi nacque a Livorno il 21 settembre 1852 e morì a Livorno il 6 febbraio 1922
Letterato e poeta risorgimentale, celebre per temi patriottici (Rapsodie Garibaldine) e amorosi (Canzoni moderne e Fantasie marine). Studiò a Pisa e Firenze e si distinse nella sua carriera di insegnante in varie università, come ispettore a Massa Carrara e critico letterario.nInneggiò poeticamente a Guglielmo Oberdan, augurando la maledizione rivoluzionaria degli slavi sull'Impero Austro-Ungarico. Fu sepolto nel Famedio di Montenero, a Livorno.
Fonte Wikipedia

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Il 18 settembre del 1902 nacque Jorge Carrera Andrade
Postato da Grazia01 il Venerdì, 18 settembre @ 22:11:42 CEST (3046 letture)
Ricerche d'autore




Poesie di Jorge Carrera Andrade





Sono l'uomo universo

Io sono l'abitante delle pietre senza memoria, sete d'ombra verde;
il popolano di tutti i villaggi e delle prodigiose capitali;
sono l'uomo universo, marinaio di tutte le finestre della terra stordita dai motori.
Sono l'uomo di Tokyo che si nutre di pesciolini e bambù,
il minatore d'Europa, fratello della notte;
l'operaio del Congo e della spiaggia, il pescatore della Polinesia,
sono l'indio d'America, il meticcio, il giallo, il nero:
io sono tutti gli uomini.
Sopra il mio cuore firmano le genti un patto eterno
di vera pace e fraternità.






Rondini

Che mi cerchino domani.
Oggi ho appuntamento con le rondini.
Nelle piume bagnate dalla prima pioggia
giunge il messaggio fresco dei nidi celesti.
La luce va cercando un nascondiglio.
Le finestre voltano folgoranti pagine
che si spengono improvvise in vaghe profezie.
Fu un paese fecondo ieri la coscienza.
Oggi campo di rocce.
Mi rassegno al silenzio
ma comprendo il grido degli uccelli
il grido grigio d'angoscia
di fronte alla luce soffocata dalla prima pioggia.






Verrà un giorno

Verrà un giorno più puro degli altri:
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo.
Una luce nuova
avvolgerà le cose.
Gli uomini canteranno per le strade
ormai liberi dalla morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
e nessuno verserà
il sangue del fratello.
Il mondo allora apparterrà alle fonti
e alle spighe che imporranno il loro impero
di abbondanza e freschezza senza frontiere.









Jorge Carrera Andrade (Quito, 18 settembre 1902 – Quito, 9 novembre 1978) è stato un poeta, storico e diplomatico ecuadoriano, considerato uno dei più originali poeti dell'America spagnola contemporanea.Grazie alla sua attività di diplomatico ha soggiornato in tutto il mondo, a cominciare dal 1928 quando si trasferì per la prima volta in Europa. È stato console in Perù, Francia, Giappone, Stati Uniti. Nel prosieguo della sua carriera è diventato ambasciatore in Venezuela, Gran Bretagna, Nicaragua, Francia, Belgio, e Paesi Bassi. Ha assunto anche l'incarico di Segretario di Stato in Ecuador.Poliglotta, colto e studioso di antropologia culturale e di storia americana, coltivò sin da giovane la sua principale passione: la poesia. La sua prima raccolta, El estanque inefable risalì al 1922, mostrando una mescolanza di elementi romantici e simbolisti europei e francesi in particolar modo, modernisti europei ed americani. Nelle opere successive, La guirnalda del silencio del 1926 e Boletines de mar y tierra del 1930, Carrera si accostò ai modelli di avanguardia al punto da venir definito "poeta indofuturista".Nei decenni seguenti, Carrera espresse un sua visione poetica sempre più personale e ampia, impregnata dall'anelito di cogliere l'universo in ogni suo aspetto. Questa fu la spinta propulsiva e la vena creative di Rol de la manzana del 1932, La hora de las ventanas iluminadas del 1938, Microgramas del 1940, El visitante niebla 1947, Dictado por el agua del 1951, Familia de la noche del 1953 e Hombre planetario del 1960. L'opera Poemas como la vida del 1962 rappresentò uno dei momenti più alti della lirica creativa di Carrera, grazie alla orchestrazione di colori, suoni, immagini, volti, emozioni e cose tutte trasfigurate in una atmosfera magica.[1] In questa perenne riscoperta del cosmo svincolata da regole, norme, codici di movimenti o di scuole risiede uno dei punti di forza della espressività libera di Carrera. Durante la sua permanenza negli Stati Uniti, Carrera ebbe l'occasione di imbastire relazioni con il mondo letterario americano, tra le quali emerse in particolare modo la sua collaborazione con Muna Lee, che tradusse la raccolta di poesie intitolata Secret Country, pubblicata nel 1946.I suoi lavori sono stati analizzati, osservati da vari critici e letterati come John Malcolm Brinnin, H.R. Hays, Archibald MacLeish, Carl Sandburg, William Jay Smith e William Carlos Williams; inoltre le sue raccolte meritarono traduzioni in diverse lingue, quali il francese, l'inglese, l'italiano e il tedesco e si diffusero pressoché in tutto il mondo. Intorno agli anni sessanta rappresentò la sua nazione presso l'UNESCO. Nel 1972 venne pubblicata la raccolta Obra poetica completa, un'antologia comprendente tutto il suo lavoro precedente. Oltre alla liriche, Carrera ha pubblicato libri di saggistica, di storia (La tierra sempre verde, 1955) e una autobiografia intitolata, El volcan y el colibri (Il vulvano ed il colibrì). Una volta esaurita la carriera di diplomatico, nel 1969, Carrera intraprese quella di docente universitario presso la SUNY Stony Brook, a Long Island
Trascorse gli ultimi anni di vita nella sua città nativa occupandosi della gestione della National Library of Ecuador. Durante e dopo la sua vita il suo lavoro è stato a lungo paragonato a quello di Borges, Neruda, Paz e Vallejo ottenendo il riconoscimento di aver sviluppato uno dei temi lirici più interessanti nel XX secolo in Sudamerica. L'anno 2002 è coinciso con il centenario della nascita di Carrera e quindi gruppi di intellettuali ecuadoriani hanno celebrato la vita e le opere di Carrera in varie manifestazioni.

Fonte: Wikipedia

Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Il 18 settembre del 1905 nacque a Stoccolma Greta Garbo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 18 settembre @ 21:37:57 CEST (4905 letture)
In ricordo







Greta Garbo, nome d'arte di Greta Lovisa Gustafsson (Stoccolma, 18 settembre 1905 – New York, 15 aprile 1990), è stata un'attrice svedese, fra le più celebri di tutti i tempi. Sedusse generazioni di appassionati di cinema con il suo carisma e il suo fascino misterioso. Per la sua bellezza e per la indiscussa bravura, venne soprannominata la Divina.




Grazie al suo talento fu apprezzata in pellicole come Grand Hotel, La regina Cristina o Anna Karenina, attrice di punta della MGM.Sul grande schermo Greta Garbo è stata anche spia, regina del doppio gioco, assassina, aristocratica, moglie infedele, ammaliatrice e donna irresistibile, cortigiana e prostituta. Nel 1939 Ernst Lubitsch intravide le sue ulteriori potenzialità e ne fece la protagonista di un'esilarante commedia, Ninotchka (1939), in cui la diva dimostrò insospettate doti di attrice brillante e dove, per la prima volta sullo schermo, la si vide ridere (il film venne infatti lanciato con lo slogan "Garbo laughs", ovvero "la Garbo ride").



Dopo la delusione per l'inatteso e clamoroso insuccesso del film Non tradirmi con me (1941), a soli 36 anni Garbo decise di ritirarsi dalle scene e per il resto della sua esistenza sfuggì sempre la notorietà: le sue ultime interviste, fra le poche rilasciate, risalgono al 1928, alla scrittrice Rilla Page Palmborg, e al 1929, al cronista del New York Times Mordaunt Hall.
Greta Garbo diventò cittadina statunitense nel 1950.



Nel 1950 la rivista Variety nominò Garbo migliore attrice dei primi cinquant'anni del secolo; un premio Oscar alla carriera le fu conferito nel 1954. Come migliore attrice era stata candidata quattro volte dall'Academy Awards, senza mai vincerlo.



Dal ritiro dalle scene fino alla morte, avvenuta al Medical Center di Manhattan nel giorno di Pasqua del 1990, l'attrice condusse una vita assolutamente riservata, cercando il più possibile di evitare giornalisti e fotoreporter. Riuscì a non rilasciare mai alcuna intervista, ma non poté impedire di essere fotografata. L'American Film Institute ha inserito la Garbo al quinto posto tra le più grandi star della storia del cinema.

Disse:






“Veramente ricco è soltanto colui che possiede il cuore di una persona amata.”




“Amare le persone significa imparare le canzoni che sono nel loro cuore, e cantargliele quando le hanno dimenticate.”




“C'è qualcosa di meglio del desiderare qualcosa, quando sai che è alla tua portata?”

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Gentilezza
Postato da Grazia01 il Domenica, 13 settembre @ 21:00:57 CEST (2953 letture)
Ricerche d'autore








GENTILEZZA


Prima di sapere che cosa sia veramente la gentilezza
devi perdere delle cose,
devi sentire il futuro dissolversi in un momento
come il sale in un brodo leggero.
Ciò che tenevi nella mano,
quello che avevi contato e conservato con tanta cura,
tutto questo deve andarsene così saprai
quanto possa essere desolato il paesaggio
fra le regioni della gentilezza.
Come tu vai avanti a viaggiare,
pensando che l'autobus non si fermerà mai,
così i passeggeri che mangiano pollo e mais,
continueranno a guardar fuori dai finestrini per sempre.
Prima di imparare la dolce gravità della gentilezza,
devi viaggiare fin dove l'Indiano, nel suo poncho bianco,
giace morto sul ciglio della strada.
Devi capire che potresti essere tu quell'uomo
e che anche lui era qualcuno
che viaggiava nella notte con dei progetti
e con il semplice respiro che lo teneva in vita.
Prima che tu riconosca la gentilezza come la tua cosa più profonda,
devi riconoscere il dolore come l'altra cosa più profonda.
Devi svegliarti con il dolore.
Devi parlare al dolore finché la tua voce
non avrà afferrato il filo di tutte le sofferenze
e avrai dunque visto l'intero tessuto.
Allora sarà solo la gentilezza ad avere senso,
solo la gentilezza che ti allaccia le scarpe
e che ti fa uscire incontro al giorno
ad imbucare lettere o comprare il pane,
solo la gentilezza che alza la testa
in mezzo alla folla del mondo per dire
è me che hai continuato a cercato,
e che poi ti accompagna ovunque
come un ombra o un amico.

Naomi Shihab Nye

commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


I suoni del creato
Postato da Grazia01 il Domenica, 13 settembre @ 20:58:34 CEST (31886 letture)
Un pensiero al giorno






L'arte è la grande arpa a innumeri corde, l'arpa del cuore, cui corrispondono i suoni del creato:
è l'immenso prisma che svela i colori della luce. Fremano adunque le note al tocco il più santo:
brillino le iridi al raggio di sole il più puro.

Ambrogio Bazzero


commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Ciao


Toggle Content Registrati...

Toggle Content Ultimi arrivi

Toggle Content Ultimi articoli
 INFANZIA LONTANA [ 0 commenti - 11 letture ]
 Ezio Bosso ci ha lasciato [ 0 commenti - 17 letture ]
 La trama di "Kim" di Rudyard Kipling [ 0 commenti - 20 letture ]
 Circolo di Lettura Vaccheria Nardi: Antonio Scurati [ 0 commenti - 75 letture ]
 La vita è come un caleidoscopio [ 0 commenti - 13 letture ]

[ Altro nella News Section ]

Toggle Content Sondaggio
Come migliorare e rendere più agibile il sito?




Risultati :: Sondaggi

Voti: 18
Commenti: 1

Toggle Content Solidarietà

Toggle Content Ultimi messaggi
Last 10 Forum Messages

Bentornato carissimo signor Paolo
Last post by Grazia01 in Messaggi on Lug 05, 2017 at 13:33:15

Il mio benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Feb 21, 2013 at 20:40:04

Il nostro benvenuto a samei
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Ago 22, 2012 at 07:42:26

Benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Mag 03, 2012 at 21:20:53

Il nostro benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Apr 08, 2012 at 18:22:04

Benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Mar 21, 2012 at 09:38:09

Il nostro benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Dic 02, 2011 at 23:31:20

Benvenuta in Casatea
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Nov 29, 2011 at 14:12:49

Benvenuto Jael
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Nov 28, 2011 at 10:46:15

domanda
Last post by Grazia01 in Informazioni on Nov 04, 2011 at 20:06:58


Toggle Content Messaggio

Questo sito contiene anche testi e immagini presi dal web, se avessimo violato, per errore, diritti d'autore o copyright, preghiamo di avvisarci, sarà nostra cura provvedere all'immediata cancellazione. Scrivere a maktea@tiscali.it


Toggle Content Poeti e scrittori noi

Toggle Content POESIE A TEMA

Toggle Content Varie

Network: Web Agency Milano | Scopri i migliori programmi per siti web
Interactive software released under GNU GPL, Code Credits, Privacy Policy