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Il cane
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 marzo @ 13:43:16 CET (1047 letture)
Racconti II

Scendeva le scale della palazzina gonfio di soddisfatta gioia. Durante la trasmissione aveva disarticolato le tesi degli ospiti.
Si era sentito e visto nel monitor come un dio: Zeus, il suo potere e la sua immagine, ovvero i capelli e la barba bianchi, sottili; folti i baffi sopra le labbra tumide, il petto ampio, l'eloquio calmo, sonoro, decisivo.
Non era. la prima volta che si sentiva così. Aveva fama di giornalista autorevole. Al suo passaggio i colleghi si ritiravano in un angolo, i pettegolezzi si azzittivano.
Scendeva le scale esterne senza il segretario che aveva rimandato a cercare la borsa in studio. Il giardino era buio. Piccole stelle terragne fiocamente illuminavano il prato. Era sopra pensiero.
Quando mise piede sul lastricato sentì alle spalle un fruscio morbido. Due braccia lanose si chiusero su di lui.
Sobbalzò e con la coda dell'occhio vide che erano le zampe di un enorme cane bianco, il muso fremente che gli sfiorava la nuca.
- Buono... buono... - sussurrò senza muoversi, improvvisamente ritornato bambino. Si rivide sul viottolo di quel casale di campagna davanti ad un cagnetto ringhioso che lo aveva morsicato ad una mano.
- Su, stai buono... - ripeté con voce spenta.
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L'UOMO DELLE GRU
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 marzo @ 13:35:16 CET (1134 letture)
Racconti II


Vivono soltanto coloro che lottano per realizzare ciò in cui credono fermamente. La loro vita si arricchisce di una luce e di una forza che riesce quasi a nascondere le sconfitte e le incomprensioni che tuttavia accompagnano il cammino di questi uomini. Le grandi azioni maturano nei momenti di silenzio; Franco questo lo sapeva e da alcuni giorni lavorava silenzioso nel garage sotto casa per portare a termine la costruzione dell'automezzo che da diversi mesi lo impegnava notte e giorno.
Si trattava di un vecchio camion militare acquistato per poche lire dagli americani alla base militare di Livorno. Non funzionava più ormai, e molti pezzi andavano sostituiti e trovati da qualche parte; di lavoro ce n'era parecchio e per molto tempo. Inoltre, era necessario procurare un braccio per realizzare la gru e trovare il sistema di installarlo e collaudarlo efficacemente. Era un sogno da tanto tempo custodito quello di costruire un automezzo capace di sollevare pesi; e poi, adesso, era importante cominciare un'attività seria e la gru era la risposta più adatta per chi voleva trovare nel proprio lavoro rischio, sacrificio, arte e creatività.
Franco credeva in quel vecchio motore abbandonato e dimesso, e sapeva che un giorno sarebbe tornato a ruggire di nuovo; soltanto l'amore e la passione possono restituire alla vita ciò che viene perduto e abbandonato.
Ormai era quasi mezzanotte e rimanevano alcuni bulloni da stringere e due tubi da collegare alla parte centrale del motore; poi tutto sarebbe stato pronto. Un fascio di luce giallastra si posava sulla parte anteriore del grosso automezzo mettendone in ombra la cabina e il pesante gancio sospeso dall'estremità del braccio. La macchina aveva un aspetto minaccioso e imponente nell'oscurità, quasi come un vecchio dinosauro portato di nuovo alla vita. Il lavoro andò avanti per tutta la notte senza pause; non c'era tempo da perdere. Tra due giorni la gru avrebbe dovuto funzionare alla perfezione, non sarebbero stati possibili né errori né ritardi.
Franco ci aveva pensato molto se accettare quel lavoro o rinunciarvi. Ma quella mattina, quando il frate priore scoprì la statua della Madonnina, Franco vide nello sguardo dolce di Maria un invito ad accettare quel suo primo importante lavoro e un cenno di coraggio, di sicurezza e di fiducia.
Sentiva che da quell'incontro, sarebbero dipese tante altre decisioni per risolvere difficili situazioni che in futuro si sarebbero presentate. Le nostre forze e i nostri calcoli spesso non sono sufficienti. Per scongiurare un pericolo è necessario un atto di umiltà e di abbandono a Colei che nel silenzio ha saputo fare la volontà del Padre.
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I bambini nel mondo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 marzo @ 13:09:22 CET (1129 letture)
Letture varie II

La schiena materna è, per due anni, tutto il mondo del bambino nero. Il bambino bianco impara a riconoscere la madre dal sorriso. Il bambino negro la conosce dal filo della schiena e dalla ondulazione dell'anca. Guarda in su, e il suo primo giocattolo, se ci arriva, san le treccioline corte fitte e nere che spuntano.
La madre non guarda il suo bambino: lo sente. La vecchia madre nera non pensa, come la madre bianca: «Vorrei che mio figlio fosse ancora piccino, per tenermello stretto al petto ». Pensa: «Vorrei che fosse ancora piccino per legarmelo sulle reni ».


(Quarantacinque gradi all' ombra)
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L’ANGELO DELLA PACE
Postato da Antonio il Giovedì, 15 marzo @ 20:39:41 CET (1182 letture)
Poesie sulla vita II Fumano e fumeranno le due Torri,
quant’arde il combustibile dell’odio!
corri, Berretto Verde, corri, corri,
verso la coppa che t’attende al podio,
piena è di sangue ma, pur se la svuoti,
non colmerai quei nostri orrendi vuoti.

Scottano e scotteranno le Moschee,
lacrima d’infedele, scorri, scorri,
quant’arde il rogo delle Sacre Idee!,
Martire del Deserto, corri, corri,
svuotala tu la coppa del dolore,
non troverai un Dio con il terrore.

Bruciano e bruceranno le bandiere,
Angelo della Pace corri, corri!
sta percorrendo tutte le frontiere
un Dèmone di Guerra, tu soccorri:
sbatti velocemente l’ali e il fiato
tuo soffochi lo spirito adirato.



Lino Lista,
11/02/2003

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Giacomo D'Andrea
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 20:15:56 CET (1652 letture)
ARTE I

Acquarello

Nato nel 1950 in Sicilia, a Messina si diploma presso “l’Istituto Statale d’Arte” della sua città. Lavora di creatività anche in bozzetti di “Rivendicazioni Sindacali” e nei suoi oli dedicati al “Lavoro in fabbrica”.

Il Saper svelare riferimenti a concetti stilistici ben definiti nell’ arco dei tanti secoli di produzione pittorica, potrebbe, risultare ovvio o tantomeno scontato. Tuttavia piuttosto raramente si ha la possibilità di imbattersi in interpreti che hanno la caparbietà di dimostrare che taluni canoni realizzatevi, dovrebbero essere maggiormente preservati dalle spesso nefaste influenze moderniste.
Giacomo D’Andrea è un pittore conscio di una propria identità artistica, capace di ammaliare ed esternare qualsiasi proprio valore esistenziale attraverso l’alchimia delle forme e del colore.

I suoi paesaggi e le sue rappresentazioni figurative tendono tuttavia ad una sofisticata astrazione, sembra infatti che lo stesso Artista cerchi di spingersi con dolcezza un passo oltre quel sottile limite che contraddistingue la buona pittura dall’arte poetica.




"anziano" tempera acrilica
70 x 50 anno 1985
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La storia di Aretusa
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 13:46:59 CET (1109 letture)
Leggende e fiabe II

Aretusa, figlia di Nereo e di Doride, amica della dea Diana, fu trasformata da quest’ultima in una fonte di acqua dolce che sgorga lungo la riva bagnata dalle acque del porto grande di Siracusa.
La metamorfosi fu attuata per sottrarre la timida ninfa alla corte del dio Alfeo. Costui, però, è la divinità fluviale, quindi scorrendo sotto le acque del mare Egeo, arriva in prossimità della fonte nella quale era stata trasformata la sua amata per consentire alle sue acque di raggiungere quelle della fonte stessa e quindi mescolarsi con loro.
In realtà, Alfeo era un piccolo fiume della Grecia che effettua un breve tragitto in superficie per poi scomparire sotto terra.
Quando i Greci trovarono la piccola sorgente nei pressi della fonte di Aretusa, trovarono la spiegazione fantasiosa alla scomparsa del fiume Alfeo in Grecia, che sarebbe riapparso in superficie in Sicilia.


da Miti e leggende in Sicilia
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Le origini della lingua italiana (3a parte)
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 13:34:36 CET (11853 letture)
Invenzioni e origini II

E'impossibile ricostruire la nascita dei vari dialetti italiani.
Delle trasformazioni del latino parlato si hanno pochissimi documenti ed essi non riproducono la lingua parlata del popolo nella sua genuina spontaneità, ma una lingua che il popolo potesse capire, elaborata quindi da intellettuali.

A tutt'oggi, le lingue diverse dall'italiano (parlate alloglotte di circa 600.000 persone) presenti nella nostra penisola sono le seguenti: franco-provenzale nelle Alpi piemontesi, in Val d'Aosta e in due Comuni della Puglia; provenzale nelle Alpi piemontesi e in un Comune della Calabria; tedesco nell'Alto Adige e in altre zone alpine e prealpine; sloveno in alcune zone del Friuli e nelle Alpi Giulie; serbo-croato in alcuni Comuni del Molise; greco in alcune zone del Salento e della Calabria; albanese in alcuni Comuni del Molise, della Campania, del Gargano, della Lucania, della Calabria e della Sicilia; catalano nel Comune di Alghero e in Saredegna. Quelle riconosciute come lingue ufficiali sono il francese in Val d'Aosta, il tedesco in Alto Adige e lo sloveno in alcune zone del Friuli.

Se poi prendiamo la situazione dei dialetti italiani la situazione si complica incredibilmente. Infatti all'interno di tre grandi gruppi di dialetti: settentrionali, toscani e centro-meridionali (cui bisogna aggiungere i dialetti sardi e ladini), vi sono un'infinità di sottogruppi. Per quanto oggi relegati a un uso quasi esclusivamente locale e familiare, continuano a sussistere, costituendo un bacino di risorse espressive per la stessa lingua italiana. Non a caso è notevolmente aumentato il loro studio da parte degli specialisti.
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Le origini della lingua italiana (2a parte)
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 13:27:19 CET (2045 letture)
Invenzioni e origini II

La lirica d'arte in Italia

La lirica d'arte in Italia inizia ufficialmente verso la metà del sec. XIII, cioè del Duecento) presso la corte palermitana di Federico II di Svevia. Fu proprio il sovrano,amante dell'arte e della cultura, a favorirne lo sviluppo organizzando la Scuola poetica siciliana. A questa Scuola parteciparono poeti non solo siciliani, ma anche dell'Italia meridionale, i quali, essendo completamente estranei alla vita politica del regno, si limitarono a trattare nei loro componimenti il tema dell'amore cortese, a cui affiancarono quello del "contrasto tra amante e madonna", cioè tra il giovane innamorato e la ragazza ritrosa, e quello del "lamento per la partenza del crociato". Questi poeti furono piuttosto freddi perché non si ispiravano a sentimenti genuini del proprio animo, ma trattavano l'amore tutti allo stesso modo imitando quello usato prima di loro dai provenzali. Tuttavia essi furono importanti perché operarono il primo tentativo di fornire l'Italia, o almeno l' Italia meridionale e la Sicilia, di un'unica lingua, che fu appunto il volgare parlato alla corte di Federico, un volgare elaborato col contributo di poeti di diversa origine. Alla Scuola parteciparono,oltre allo stesso re Federico ed al figlio Enzo, Rinaldo d'Aquino, Guido ed Odo delle Colonne, Giacomo da Lentini (forse l'inventore del sonetto) e numerosi altri.

Sempre in Sicilia, ma al di fuori della Scuola siciliana, operò un certo Cielo (o Ciullo) d'Alcamo, rimasto famoso per un "contrasto" fresco e vivace, "Rosa fresca aulentissima".
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Le origini della lingua italiana (1a parte)
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 13:23:03 CET (1561 letture)
Invenzioni e origini III

Ai tempi del suo grande impero,Roma impose l'uso ufficiale della sua lingua a tutte le popolazioni sottomesse e cercò di diffondere anche la lingua parlata del popolo romano,lingua che si distingueva in vari gerghi a seconda dei vari ceti sociali. Questa lingua "volgare",cioè del volgo,era assai inferiore a quella letteraria usata dagli scrittori e dalle persone colte. l'evoluzione della lingua latina letteraria è testimoniata dalle opere dei vari autori sia dell'antichità che del Medioevo (difatti anche nel Medioevo si continuò a scrivere in latino),ma dell'evoluzione del latino parlato ovviamente non si ha alcun documento. Però fu proprio questo latino volgare che,miscelandosi coi vari linguaggi locali nei territori soggetti a Roma,diede vita alle varie lingue "romanze" (cioè derivate in qualche misura dal volgare romano e così definite dall'espressione medievale "romanice loqui",dapprima usate solo nell'uso parlato,poi assunte anche per le opere scritte (dopo il Mille). In Italia i primi documenti scritti in volgare risalgono ai secoli VII ed VIII (denominazioni di luoghi),al IX (un indovinello), al X (la testimonianza di alcuni contadini in una causa civile fra il monastero di Montecassino e un certo Rodelgrino d'Aquino). Ma solo nel XIII secolo il volgare fu usato per opere poetiche (in Umbria,in Lombardia e nel Veneto per opere letterarie di ispirazione religiosa; in Sicilia e Toscana per opere di ispirazione amorosa e civile). E' merito soprattutto dei poeti siciliani della corte di Federico II di Svevia l'aver tentato di elaborare un volgare che avesse dignità letteraria e che fosse usato da scrittori di diverse regioni. Questo "volgare", perfezionato dai Toscani (e particolarmente da Dante,Petrarca e Boccaccio), divenne poi la lingua letteraria italiana.
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Bill Gates è ancora il miliardario dei miliardari
Postato da spalato il Martedì, 13 marzo @ 23:34:36 CET (771 letture)
Attualità I Dopo 13 anni è ancora al comando della classifica dei più ricchi del mondo stilata da Forbes

The Inquirer Team, vnunet 12-03-2007

DOPO 13 ANNI al comando della classifica dei più ricchi del mondo stilata da Forbes, Bill Gates ha visto crescere la sua fortuna di 2 miseri miliardi di dollari contro i 56 miliardi di dollari dell’anno scorso. L’amico filantropo di Gates, Warren Buffet, è al secondo posto: solo 4 miliardi in meno.

Larry Ellison, che non sostiene di essere amico di Bill, manca la top ten con la cifra deludente di 21,5 miliardi di dollari che lo colloca all’undicesima posizione. Un altro amico di Gates, Paul Allen, si piazza diciannovesimo con un conto in banca di circa 18 miliardi di dollari superiore al mio.

Comunque la buona notizia è che l’età media dei miliardari di Forbes è di 62 anni, quindi il nostro stimato editore ha ancora qualche anno per entrare in classifica.
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I veri giudizi personali maturano nella solitudine.
Postato da Antonio il Martedì, 13 marzo @ 23:33:45 CET (1457 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Molto spesso noi siamo convinti di dare un giudizio personale e autonomo mentre, invece, ci lasciamo guidare da schemi mentali ed emotivi automatici. E ci facciamo così trascinare da forze collettive che possono portarci a compiere errori o eccessi.
Uno di questi schemi mentali è l'imitazione. Noi impariamo dagli altri imitandoli. E’ così che i bambini imparano a parlare, a camminare, a giocare, a pensare e persino a cosa desiderare. Prendiamo due fratellini, mettiamo davanti a loro un qualsiasi oggetto, per esempio una palla. Nessuno la guarda finché non la prende l'altro, allora la vuole anche lui. Noi desideriamo le cose degli altri. E soprattutto quelle che sono ammirate da tutti, E' così che nasce l'invidia. Ma, paradossalmente, è così che nasce anche l'adorazione del divo, del capo.
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Alla vita
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 marzo @ 12:22:51 CET (1274 letture)
Poesie sulla vita II

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro,
ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
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Vita
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 marzo @ 12:12:36 CET (1047 letture)
Poesie sulla vita II

Giorno difficile, in cui il sole
e le nuvole combattono
- a tratti aperto, fiore,
a volte chiuso, frutto - ,
per confondersi nella notte!

Vita!

Veglia in cui gli occhi
si aprono e si chiudono,
in un gioco stanco
di verità e menzogna,
per confondersi nel sogno!

Vita!


Juan Ramon Jiménez
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Un dono
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 marzo @ 14:05:46 CET (1182 letture)
Poesie sulla vita II

Prendi un sorriso
regalalo a chi non l’ha mai avuto.

Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.

Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango.

Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha pianto.

Prendi il coraggio
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.

Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.

Prendi la speranza
e vivi nella sua luce.

Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.

Scopri l’amore
e fallo conoscere al mondo


Mahatma Gandhi

(segnalato da Gea in Antaclub)
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La strada la consiglia il cellulare
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 marzo @ 13:56:35 CET (1143 letture)
Argomenti vari II

Presentato alla fiera annuale TechFest.
Microsoft ha illustrato una tecnologia in grado di inviare ai cellulari la mappa della zona, riconoscendo i palazzi dalla fotocamera.


REDMOND (Stati Uniti) – Si apre oggi il TechFest 2007, settima edizione dell'evento annuale organizzato da Microsoft in cui vengono presentate le innovazioni più interessanti per il futuro dell'elettronica di consumo. L'inaugurazione che si è tenuta ieri ha avuto come protagonista Rick Rashid, vicepresidente di Microsoft Research, il ramo dedicato alla ricerca e sviluppo dell'azienda di Redmond. Durante questa conferenza, molti sono stati gli spunti per il futuro della ricerca tecnologica, affinché i partecipanti fossero incuriositi dai software presentati in questi due giorni. A partecipare a questo evento sono 750 ricercatori, provenienti da diversi settori, che presentano oltre 40 idee e progetti.
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Specchio
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 marzo @ 00:13:43 CET (1011 letture)
Le poesie di Jack, Ahyme, Gea e Paola

Questa mattina
sono capace di dirti
che non soffro, per questa mia vita
che la mia strada
non è così dura, come sembra
che tutta la mia storia
non ha mai avuto un attimo di esitazione

Questa mattina, sono capace anche di dirti
che sono felice, che non ci sono lacrime
che non ho più paure, che sto vivendo
senza pensieri, guardando tutto dall'alto
ma tu, non stare a guardarmi in quel modo
dimmi almeno che credi alle mie parole
ascoltami senza fissare i miei occhi
se guardo i tuoi riflessi nello specchio
non riesco proprio a mentire
smettila di leggermi dentro
non senti che sono sincero?

Amico mio…
forse potrei dirti sorridendo, si ti credo
stai facendo di tutto
per farmi credere ciò che non è
ma io…questa mattina
vedo ancora dipinta sul tuo viso
quella maschera da clown,
con quel falso sorriso,
ti tradiscono gli occhi
e quei lievi solchi che percorrono il viso,
scavati da una lacrima nel cerone colorato

amico mio…
non pensare più a ciò che è stato ne al futuro
lavati via quella maschera e vivi il presente
perché di malinconia si muore
e di speranze non si vive.


by Jackinthewind

(segnalata da Orfeo in Psiche e Sogno)
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Le capre brucano
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 21:21:13 CET (1202 letture)
Poesie di Merini

Le capre brucano l’erba pazienti,
incuranti della guerra e dei segni di Dio.
Sanno benissimo che verranno sacrificate.
Più sagge di noi non dicono al vento
le loro umane paure,
ma sono animali come noi:
come noi hanno un’anima lieve.


Alda Merini
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I capolavori perduti di Cezanne
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 20:52:51 CET (934 letture)
Mostre e spettacoli Ammirazione e rimpianto alla Mostra di Firenze. Peccato ma evviva.



È con un misto di ammirazione e rimpianto che a Firenze ci si accosta ai Cezanne esposti a Palazzo Strozzi: se a dettare il primo sentimento è - e non potrebbe essere altrimenti - la vicinanza con alcuni fra i numerosi capolavori del padre della pittura moderna, a generare quel non so che di malinconico è la coscienza dello schiaffo imperdonabile occorso alle nostre collezioni quando si rinunciò ad acquisirle al nostro patrimonio.
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Kandisky e l'Italia
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 20:39:25 CET (1274 letture)
Mostre e spettacoli

A Milano, Palazzo Reale, 11 gennaio 1947, venne inaugurata Arte italiana e concreta, prima grande mostra europea di arte astratta dopo la fine della guerra. Wassily Kandinsky (Mosca,1866 e Neuilly-sur-Seine,1944), il padre dell'astrattismo, esponeva accanto agli italiani Bassi, Licini, Bonini, Mazzon, Munari, Rho, Sottsass, Veronesi. Vent'anni anni dopo, Milano propone Kandinsky e l'astrattismo in Italia 1930-1950. La mostra viene inaugurata stasera alla presenza dell'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, che l'ha promossa in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta, curatore Luciano Caramel.



Caos armonico di Composizione VII, del 1913
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Aligi Sassu
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 12:12:13 CET (1648 letture)
ARTE I

I Dioscuri 1931

Era inutile suonare alla porta dell'alloggio milanese di Aligi Sassu, perché lui la decisione l'aveva presa. da molti anni viveva la maggior parte dell' anno a Palma de Mallorca, nel piccolo paese di Pollensa, 12 mila anime soltanto, dove finalmente poteva pensare e dipingere in pace.
Questo ribelle dallo sguardo tra lo scanzonato e il pensoso, era nato a Milano nel 1912, ma il suo cuore era rivolto sempre alla terra paterna, la Sardegna. «Milano», diceva, «è sempre meno vivibile, mentre in Spagna lavoro con continuità e con un rendimento qualitativo superiore».
In Italia da tempo non aveva più amici. Personaggi come il pittore Renato Birolli, o poeti come Salvatore Quasimodo erano solo un lontano ricordo di gioventù. L'unica persona amica che gli era rimasta vicina era la moglie, la soprano Elena Olivares, di origine colombiana, che sovente sacrificò la sua arte per lui.
Ma i sacrifici, se così si possono chiamare, erano reciproci. Accadde non poche volte che Sassu non partecipasse all'inaugurazione di una propria mostra, per poter accorrere a una prima teatrale della moglie. «Mi sento rammaricato», diceva, «di aver perso, nel 1971, la sua prima dell'Aida all'Arena di Verona»




Il grande caffè - 1939
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DONNE... GRAZIE DI ESISTERE...
Postato da Tony-Kospan il Giovedì, 08 marzo @ 12:52:55 CET (3071 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni IV

Amo la festa della donna
ma una vera festa della donna...
che sia soprattutto un omaggio...
a quelle donne che nel passato si sono battute
per l'uguaglianza dei diritti...
e per il riconoscimento del suo ruolo nella società...
e che non sia solo un omaggio rituale e consumistico...
se non addirittura
l'occasione per feste di sole donne con uomini... oggetto...

A questo tipo di festa desidero partecipare..
dedicando una poesia





DONNA

Rabindranath Tagore

Donna, non sei soltanto l'opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d'estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna,
e per metà sei sogno.




DONNE... GRAZIE DI ESISTERE...


ORSO TONY...


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Ballata delle donne di Edoardo Sanguineti
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 marzo @ 20:23:08 CET (8708 letture)
Poesie sulla vita III

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia:

quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace:
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Auguri alle donne
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 marzo @ 20:15:01 CET (1346 letture)
Messaggi I

Un po' di auguri, ingenui, utopici, strampalati alle donne di tutte le età. Alle bambine auguro che il loro televisore per magia (visto che pagare un canone non basta), ogni volta che le vede sedute di fronte a lui, si comporti con rispetto per non offendere i loro limpidi occhi.
Alle adolescenti auguro che qualcuno insegni ai loro compagni di scuola a difenderle (anziché aggredirle). Fossi un'insegnante affiderei a ciascuna ragazzina una sua personale guardia del corpo, un suo piccolo cavaliere.
Alle giovani auguro un lavoro che possano amare almeno quanto un innamorato. A chi è in cerca di innamorati auguro di riconoscere i principi azzurri, anche se notoriamente travestiti da rospo, e di diffidare almeno un po' dei principi vestiti da principe. E di trovarli senza cercarli.
Alle mamme auguro dei buoni figli, dei figli di cuore, dei figli educati (da loro!). A tutte prescrivo almeno un'ora al giorno di buon umore, a costo di alzare gli angoli della bocca in su con le dita, e un po' di ozio. Non dico tanto, un po'.


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Giornata internazionale della donna
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 marzo @ 19:26:48 CET (811 letture)
Attualità I

Mese di marzo: troppo scontato il richiamo alla giornata internazionale della donna?
Vale la pena parlarne? Rischia di diventare l’ennesima occasione di mercificazione offerta in pasto ai mass-media, di un evento che nel 1908 fu terribile e che segnò emblematicamente la fragilità, la debolezza, la violenza che da sempre le donne subiscono? No, crediamo anzi che tale giornata non vada passata sotto silenzio o relegata alla pizza tra donne, ma che ancora oggi ci sia la necessità forte di porre l’attenzione sul tema ormai storico della liberazione femminile. Probabilmente la nostra generazione (le figlie dei fiori) non ha saputo o potuto trasmettere il clima di quegli anni che ci ha visto riflettere con passione sul nostro specifico, che ci ha fatto crescere nei gruppi di autocoscienza o anche semplicemente assaporare nell’aria quella voglia di liberazione, di presa in carico di noi stesse e dei nostri desideri che si respirava allora anche fuori dai circoli più politicizzati.
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Scienziati hanno archiviato dati nel Dna dei batteri
Postato da spalato il Martedì, 06 marzo @ 00:43:09 CET (994 letture)
Scienze E' un tentativo per far durare i dati per centinaia di anni

UN TEAM DI RICERCATORI giapponesi ha trovato il modo di archiviare dati nel DNA dei batteri, nel tentativo di farli durare per centinaia di anni. Il Keio University Institute for Advanced Biosciences e il Keio University Shonan Fujisawa Campus hanno creato un DNA artificiale capace di portare più di 100 bit di dati all'interno della sequenza del genoma. JCN Newswire sostiene che il team è riuscito a racchiudere l'informazione "e= mc2 1905!" all'interno del batterio comune Bacillius subtilis.

Non si sa cosa ne pensi il Bacillius subtilis, ma noi crediamo che si sia un po' adirato.

Gli scienziati pensavano in un primo momento che la loro scoperta potesse essere usata per scopi medici, ma poi uno di loro ha avuto la furba pensata di utilizzarla per archiviare informazioni digitali. I batteri si trasmettono il DNA da generazione a generazione, e possono passare migliaia di anni prima che i dati diventino inutilizzabili. A meno che non si trasformino in una forma di vita intelligente.


The Inquirer Team, vnunet 05-03-2007

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Se in ogni uomo rinasce Tristano e in ogni donna....
Postato da Grazia01 il Lunedì, 05 marzo @ 14:06:07 CET (1032 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Se in ogni uomo rinasce Tristano e in ogni donna Isotta

Sento continuamente dire che l'amore sta scomparendo, sostituito sempre più dal sesso. Perché il sesso è più facile, meno impegnativo e non viene più sentito come colpa. In realtà l'amore continua a esserci, basta guardare i film, le fiction e i libri letti per rendercene conto. Ma il modo in cui appare è diverso, diverso il modo in cui si sviluppa.
Poiché le esperienze sessuali sono sempre più precoci, già al suo primo nascere l'amore si presenta sotto forma sessuale e, tanto per il ragazzo come per la ragazza, è più difficile capire se quello che provano è una forte attrazione erotica o un vero innamoramento. Cosa meno importante per i maschi perché cambiano volentieri, mentre le ragazze cercano un rapporto più intenso e, dopo qualche tempo, restano deluse. D'altra parte i maschi, contenti di avere il sesso facile, diventano poi prudenti quando devono abbandonarsi all'amore perché desiderano una donna fedele, tutta loro.
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La poesia barocca
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 marzo @ 20:38:31 CET (10667 letture)
Poesie d'autore II

Luis de Gongora, era un grande poeta spagnolo che ha dato nome nel Seicento ad un gusto, ad una scuola chiamata gongorismo, ecco uno suo sonetto:

Varia immaginazione, in mille intenti
contro il tuo triste signore consumi
le dolci munizioni al molle sonno,
quando vani pensieri tu alimenti,

poiché conduci gli spiriti attenti
solo a rappresentarmi d'un bel volto,
ribelle dolcemente, i tratti gravi
(gloriosa sospensione ai miei tormenti).
il sogno, impresario di finzioni,
nel suo teatro che s'arma sul vento,
ombre suole vestir di belle forme.

Seguilo: ti darà l'amato volto,
e un poco illuderà la tua passione
un doppio bene: dormire e vederlo.


Luis de Gongora

Gongora era un prete, ma un prete speciale, a cui piaceva la letteratura, anche quella più trasgressiva, che amava la musica, le corride e l'amore.
Proprio per questi suoi gusti fu accusato davanti alle autorità ecclesiastiche di malcostume.
Ma poi fu perdonato perché le sue poesie diventavano sempre più popolari e sempre più amate.
Filippo II lo nominò suo cappellano e Filippo IV lo volle al suo seguito.
Morì a Cordoba neI 1627.


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Aspettando primavera
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 marzo @ 12:51:24 CET (966 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

In primavera, i meli cidoni

In primavera, i meli cidoni
irrorati dalle correnti dei fiumi,
là dov’è il giardino incontaminato
delle Vergini e i fiori della vite,
che crescono sotto i tralci ombrosi,
ricchi di gemme, germogliano. Per me Eros
in nessuna stagione si posa:
ma come il tracio Borea,
avvampante di folgore,
balza al fianco di Cipride con brucianti
follie e tenebroso, intrepido,
custodisce con forza, saldamente,
il mio cuore.


Ibico
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La riscoperta di Giovanni Pascoli
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 marzo @ 00:21:07 CET (9731 letture)
Poesie di Pascoli La scuola mi aveva reso Giovanni Pascoli stucchevole e distante o perlomeno mi aveva proposto di Pascoli l'aspetto più sentimentale, più manieristico.
Invece a conoscerlo meglio si scopre che anche lui è un grande giocoliere del linguaggio.
l'ho riletto con uno sguardo diverso e ho capito la sua grazia e la sua forza.
Mi ha toccato il suo modo di parlare della natura, come uno che ci sta in mezzo, che prende in mano il pulcino, chiama la gallina, tocca il cane. Anche con un certo gusto minimalista, diremmo oggi.




La lodola perduta nell' aurora
si spazia, e di lassù canta alla
villa che un fil di fumo qua e là
vapora;

di lassù largamente bruni
farsi i solchi mira quella sua
pupilla
lontana, e i bianchi bovi a coppie sparsi.

Qualche zolla nel campo umido e
nero luccica al sole, netta come
specchio:
fa il villano mannelle in suo pensiero,
e il canto del cuculo ha nell' orecchio.


Giovanni Pascoli, Di lassù
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Luna rossa ripresa da Catania
Postato da Grazia01 il Sabato, 03 marzo @ 23:46:22 CET (714 letture)
Attualità I


Catania. Immagine ottenuta attraverso un Tescopio Takahashi apocromatico e CCD ST7XME. Progetto Skylive-GAC (www.skylive.it)
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