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I capolavori perduti di Cezanne
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 21:52:51 CET (875 letture)
Mostre e spettacoli Ammirazione e rimpianto alla Mostra di Firenze. Peccato ma evviva.



È con un misto di ammirazione e rimpianto che a Firenze ci si accosta ai Cezanne esposti a Palazzo Strozzi: se a dettare il primo sentimento è - e non potrebbe essere altrimenti - la vicinanza con alcuni fra i numerosi capolavori del padre della pittura moderna, a generare quel non so che di malinconico è la coscienza dello schiaffo imperdonabile occorso alle nostre collezioni quando si rinunciò ad acquisirle al nostro patrimonio.
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Kandisky e l'Italia
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 21:39:25 CET (1242 letture)
Mostre e spettacoli

A Milano, Palazzo Reale, 11 gennaio 1947, venne inaugurata Arte italiana e concreta, prima grande mostra europea di arte astratta dopo la fine della guerra. Wassily Kandinsky (Mosca,1866 e Neuilly-sur-Seine,1944), il padre dell'astrattismo, esponeva accanto agli italiani Bassi, Licini, Bonini, Mazzon, Munari, Rho, Sottsass, Veronesi. Vent'anni anni dopo, Milano propone Kandinsky e l'astrattismo in Italia 1930-1950. La mostra viene inaugurata stasera alla presenza dell'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, che l'ha promossa in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta, curatore Luciano Caramel.



Caos armonico di Composizione VII, del 1913
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Aligi Sassu
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 13:12:13 CET (1600 letture)
ARTE I

I Dioscuri 1931

Era inutile suonare alla porta dell'alloggio milanese di Aligi Sassu, perché lui la decisione l'aveva presa. da molti anni viveva la maggior parte dell' anno a Palma de Mallorca, nel piccolo paese di Pollensa, 12 mila anime soltanto, dove finalmente poteva pensare e dipingere in pace.
Questo ribelle dallo sguardo tra lo scanzonato e il pensoso, era nato a Milano nel 1912, ma il suo cuore era rivolto sempre alla terra paterna, la Sardegna. «Milano», diceva, «è sempre meno vivibile, mentre in Spagna lavoro con continuità e con un rendimento qualitativo superiore».
In Italia da tempo non aveva più amici. Personaggi come il pittore Renato Birolli, o poeti come Salvatore Quasimodo erano solo un lontano ricordo di gioventù. L'unica persona amica che gli era rimasta vicina era la moglie, la soprano Elena Olivares, di origine colombiana, che sovente sacrificò la sua arte per lui.
Ma i sacrifici, se così si possono chiamare, erano reciproci. Accadde non poche volte che Sassu non partecipasse all'inaugurazione di una propria mostra, per poter accorrere a una prima teatrale della moglie. «Mi sento rammaricato», diceva, «di aver perso, nel 1971, la sua prima dell'Aida all'Arena di Verona»




Il grande caffè - 1939
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DONNE... GRAZIE DI ESISTERE...
Postato da Tony-Kospan il Giovedì, 08 marzo @ 13:52:55 CET (3034 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni IV

Amo la festa della donna
ma una vera festa della donna...
che sia soprattutto un omaggio...
a quelle donne che nel passato si sono battute
per l'uguaglianza dei diritti...
e per il riconoscimento del suo ruolo nella società...
e che non sia solo un omaggio rituale e consumistico...
se non addirittura
l'occasione per feste di sole donne con uomini... oggetto...

A questo tipo di festa desidero partecipare..
dedicando una poesia





DONNA

Rabindranath Tagore

Donna, non sei soltanto l'opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d'estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna,
e per metà sei sogno.




DONNE... GRAZIE DI ESISTERE...


ORSO TONY...


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Ballata delle donne di Edoardo Sanguineti
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 marzo @ 21:23:08 CET (7082 letture)
Poesie sulla vita III

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia:

quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace:
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Auguri alle donne
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 marzo @ 21:15:01 CET (1274 letture)
Messaggi I

Un po' di auguri, ingenui, utopici, strampalati alle donne di tutte le età. Alle bambine auguro che il loro televisore per magia (visto che pagare un canone non basta), ogni volta che le vede sedute di fronte a lui, si comporti con rispetto per non offendere i loro limpidi occhi.
Alle adolescenti auguro che qualcuno insegni ai loro compagni di scuola a difenderle (anziché aggredirle). Fossi un'insegnante affiderei a ciascuna ragazzina una sua personale guardia del corpo, un suo piccolo cavaliere.
Alle giovani auguro un lavoro che possano amare almeno quanto un innamorato. A chi è in cerca di innamorati auguro di riconoscere i principi azzurri, anche se notoriamente travestiti da rospo, e di diffidare almeno un po' dei principi vestiti da principe. E di trovarli senza cercarli.
Alle mamme auguro dei buoni figli, dei figli di cuore, dei figli educati (da loro!). A tutte prescrivo almeno un'ora al giorno di buon umore, a costo di alzare gli angoli della bocca in su con le dita, e un po' di ozio. Non dico tanto, un po'.


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Giornata internazionale della donna
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 marzo @ 20:26:48 CET (761 letture)
Attualità I

Mese di marzo: troppo scontato il richiamo alla giornata internazionale della donna?
Vale la pena parlarne? Rischia di diventare l’ennesima occasione di mercificazione offerta in pasto ai mass-media, di un evento che nel 1908 fu terribile e che segnò emblematicamente la fragilità, la debolezza, la violenza che da sempre le donne subiscono? No, crediamo anzi che tale giornata non vada passata sotto silenzio o relegata alla pizza tra donne, ma che ancora oggi ci sia la necessità forte di porre l’attenzione sul tema ormai storico della liberazione femminile. Probabilmente la nostra generazione (le figlie dei fiori) non ha saputo o potuto trasmettere il clima di quegli anni che ci ha visto riflettere con passione sul nostro specifico, che ci ha fatto crescere nei gruppi di autocoscienza o anche semplicemente assaporare nell’aria quella voglia di liberazione, di presa in carico di noi stesse e dei nostri desideri che si respirava allora anche fuori dai circoli più politicizzati.
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Scienziati hanno archiviato dati nel Dna dei batteri
Postato da spalato il Martedì, 06 marzo @ 01:43:09 CET (932 letture)
Scienze E' un tentativo per far durare i dati per centinaia di anni

UN TEAM DI RICERCATORI giapponesi ha trovato il modo di archiviare dati nel DNA dei batteri, nel tentativo di farli durare per centinaia di anni. Il Keio University Institute for Advanced Biosciences e il Keio University Shonan Fujisawa Campus hanno creato un DNA artificiale capace di portare più di 100 bit di dati all'interno della sequenza del genoma. JCN Newswire sostiene che il team è riuscito a racchiudere l'informazione "e= mc2 1905!" all'interno del batterio comune Bacillius subtilis.

Non si sa cosa ne pensi il Bacillius subtilis, ma noi crediamo che si sia un po' adirato.

Gli scienziati pensavano in un primo momento che la loro scoperta potesse essere usata per scopi medici, ma poi uno di loro ha avuto la furba pensata di utilizzarla per archiviare informazioni digitali. I batteri si trasmettono il DNA da generazione a generazione, e possono passare migliaia di anni prima che i dati diventino inutilizzabili. A meno che non si trasformino in una forma di vita intelligente.


The Inquirer Team, vnunet 05-03-2007

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Se in ogni uomo rinasce Tristano e in ogni donna....
Postato da Grazia01 il Lunedì, 05 marzo @ 15:06:07 CET (965 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Se in ogni uomo rinasce Tristano e in ogni donna Isotta

Sento continuamente dire che l'amore sta scomparendo, sostituito sempre più dal sesso. Perché il sesso è più facile, meno impegnativo e non viene più sentito come colpa. In realtà l'amore continua a esserci, basta guardare i film, le fiction e i libri letti per rendercene conto. Ma il modo in cui appare è diverso, diverso il modo in cui si sviluppa.
Poiché le esperienze sessuali sono sempre più precoci, già al suo primo nascere l'amore si presenta sotto forma sessuale e, tanto per il ragazzo come per la ragazza, è più difficile capire se quello che provano è una forte attrazione erotica o un vero innamoramento. Cosa meno importante per i maschi perché cambiano volentieri, mentre le ragazze cercano un rapporto più intenso e, dopo qualche tempo, restano deluse. D'altra parte i maschi, contenti di avere il sesso facile, diventano poi prudenti quando devono abbandonarsi all'amore perché desiderano una donna fedele, tutta loro.
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La poesia barocca
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 marzo @ 21:38:31 CET (10546 letture)
Poesie d'autore II

Luis de Gongora, era un grande poeta spagnolo che ha dato nome nel Seicento ad un gusto, ad una scuola chiamata gongorismo, ecco uno suo sonetto:

Varia immaginazione, in mille intenti
contro il tuo triste signore consumi
le dolci munizioni al molle sonno,
quando vani pensieri tu alimenti,

poiché conduci gli spiriti attenti
solo a rappresentarmi d'un bel volto,
ribelle dolcemente, i tratti gravi
(gloriosa sospensione ai miei tormenti).
il sogno, impresario di finzioni,
nel suo teatro che s'arma sul vento,
ombre suole vestir di belle forme.

Seguilo: ti darà l'amato volto,
e un poco illuderà la tua passione
un doppio bene: dormire e vederlo.


Luis de Gongora

Gongora era un prete, ma un prete speciale, a cui piaceva la letteratura, anche quella più trasgressiva, che amava la musica, le corride e l'amore.
Proprio per questi suoi gusti fu accusato davanti alle autorità ecclesiastiche di malcostume.
Ma poi fu perdonato perché le sue poesie diventavano sempre più popolari e sempre più amate.
Filippo II lo nominò suo cappellano e Filippo IV lo volle al suo seguito.
Morì a Cordoba neI 1627.


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Aspettando primavera
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 marzo @ 13:51:24 CET (914 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

In primavera, i meli cidoni

In primavera, i meli cidoni
irrorati dalle correnti dei fiumi,
là dov’è il giardino incontaminato
delle Vergini e i fiori della vite,
che crescono sotto i tralci ombrosi,
ricchi di gemme, germogliano. Per me Eros
in nessuna stagione si posa:
ma come il tracio Borea,
avvampante di folgore,
balza al fianco di Cipride con brucianti
follie e tenebroso, intrepido,
custodisce con forza, saldamente,
il mio cuore.


Ibico
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La riscoperta di Giovanni Pascoli
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 marzo @ 01:21:07 CET (9629 letture)
Poesie di Pascoli La scuola mi aveva reso Giovanni Pascoli stucchevole e distante o perlomeno mi aveva proposto di Pascoli l'aspetto più sentimentale, più manieristico.
Invece a conoscerlo meglio si scopre che anche lui è un grande giocoliere del linguaggio.
l'ho riletto con uno sguardo diverso e ho capito la sua grazia e la sua forza.
Mi ha toccato il suo modo di parlare della natura, come uno che ci sta in mezzo, che prende in mano il pulcino, chiama la gallina, tocca il cane. Anche con un certo gusto minimalista, diremmo oggi.




La lodola perduta nell' aurora
si spazia, e di lassù canta alla
villa che un fil di fumo qua e là
vapora;

di lassù largamente bruni
farsi i solchi mira quella sua
pupilla
lontana, e i bianchi bovi a coppie sparsi.

Qualche zolla nel campo umido e
nero luccica al sole, netta come
specchio:
fa il villano mannelle in suo pensiero,
e il canto del cuculo ha nell' orecchio.


Giovanni Pascoli, Di lassù
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Luna rossa ripresa da Catania
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 marzo @ 00:46:22 CET (667 letture)
Attualità I


Catania. Immagine ottenuta attraverso un Tescopio Takahashi apocromatico e CCD ST7XME. Progetto Skylive-GAC (www.skylive.it)
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Luna rossa
Postato da Grazia01 il Venerdì, 02 marzo @ 20:51:39 CET (1386 letture)
Attualità I

Sabato notte apparirà la Luna rossa, il massimo sarà raggiunto 20 minuti dopo mezzanotte
Si verificherà un'eclisse totale di Luna. Sarà visibile in Italia, salvo nuvole, e su Internet.
La prossima sarà nel 2026


L’appuntamento è per sabato sera alle ore 21 e 16 minuti. Non per andare in discoteca perché sarebbe troppo presto, ma per un evento più eccezionale come l’eclisse totale della Luna. Lo spettacolo è da non perdere perché per seguirne un altro di questo livello bisognerà aspettare il 2026: conviene quindi non perdere l’occasione e alzare gli occhi al cielo sperando che le nubi non ci diano fastidio.

PREVISIONI METEO - Per saperlo con precisione abbiamo interpellato il Colonnello Mario Giuliacci che prevede per la notte tra sabato e domenica questa situazione un po’ diversa a seconda delle regioni. Si vedrà bene l’eclissi perché il cielo sarà sereno nel medio-basso Piemonte, in Liguria, Sardegna, Sicilia ed Emilia Romagna. Il cielo dovrebbe essere coperto sulle Alpi, gli Appennini, la Campania, l’Abruzzo e Molise e la Calabria tirrenica. In tutte le altri regioni le nubi vanno e vengono alternando il sereno con una copertura più o meno spessa.


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Impara ad allenare la tua forza di volontà
Postato da Grazia01 il Venerdì, 02 marzo @ 13:58:22 CET (1316 letture)
Psicologia e salute II

Ecco gli esercizi giusti per aumentare la tua forza di volontà ed imparare a superare anche gli ostacoli più difficili e le sfide che ti bloccano!
La motivazione si può allenare proprio come il fisico. E' quanto emerge da uno studio americano che ha anche evidenziato come la determinazione agisca proprio come un muscolo: se stimolata con gli esercizi giusti, può aumentare.
Se vuoi provare anche tu a rafforzare la tua forza di volontà, segui questi piccoli esercizi.
Per rimanere motivata a lungo la prima cosa da fare è quella di imparare a suddividere l'obiettivo finale in tanti piccoli traguardi: in questo modo ogni risultato concreto che riuscirai a raggiungere, anche se piccolo, aumenterà la tua forza di volontà e ti spingerà ad andare avanti. Al contrario, il voler raggiungere subito ed in fretta l'obiettivo finale, ci spinge ad uno sforzo eccessivo che finisce con l'affievolire la nostra forza di volontà.
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Giovanni Cappelli
Postato da Grazia01 il Giovedì, 01 marzo @ 15:16:28 CET (4206 letture)
ARTE I

Era bello e coinvolgente colloquiare con lui, ascoltare la storia della sua vita e rendersi
conto della sua visione del mondo, che non lascia spazio ad alcuna illusione.
Giovanni Cappelli, nato nel 1923, era un romagnolo di Cesena dalla solida personalità. Aveva una forza interiore «che gli consente di considerare gli uomini e le cose nella loro condizione diverità», dice di lui il critico Mario De Micheli.
Quando lavorava, la sua concentrazione morale non gli permetteva scappatoie: persone cose vengono raffigurate in modo apparentemente freddo, ma, avverte sempre De Micheli: «Questo non vuoI dire che egli rinunci ad ogni commento, o che dalle sue telee esuli ogni emozione: vuoI dire soltanto che la sua emozione è quella che nasce davanti alle cose, alle situazioni, alle tante contraddizioni della realtà».


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Stanlio e Ollio
Postato da Grazia01 il Giovedì, 01 marzo @ 14:34:41 CET (1726 letture)
Cinema

Un duo che era forse già confezionato per il sonoro e che nel cinema muto aveva espresso una piccola parte delle proprie possibilità: Stan LaureI e Oliver Hardy.
In effetti tutta la comicità di Stanlio e Ollio, come vennero battezzati in Italia, verte su una lotta infinita fra parola e silenzio, su una tensione spinta fino allo spasimo fra una battuta e una risposta che non arriva mai e che comunque giunge dopo un'attesa che ha spesso l'effetto di un caricamento, per così dire i famosi "Ooooh ... Ooooh" di Oliver Hardy hanno tutta l'aria di un fiume che sta per straripare, di una bomba innescata e prossima alla deflagrazione.
Stanlio e Ollio si situano in una posizione intermedia fra muto e sonoro, perché giocano sulle lunghissime estenuanti pause che intercorrono fra le battute, fra le azioni e le reazioni. Perché il loro stesso linguaggio è informe, incomprensibile sovente a loro stessi.
Perché l'uso molto sobrio della parola, che fanno entrambi, li contrappone a un mondo in cui tutti parlano istericamente, nevroticamente, freneticamente, dove si reputa che siano i discorsi i depositari di ogni senso.
Forse sono questi i motivi della lunga tenuta della coppia Laurel-Hardy.
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Luna
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 28 febbraio @ 22:30:52 CET (4780 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

La luna è un luogo comune letterario. È difficilissimo trovare modi nuovi per parlare della luna perché tutto è stato già provato nel campo delle metafore e degli aggettivi. Nelle canzoni e nelle poesie la luna è spesso «argentata».
È un aggettivo comunissimo, lo si trova anche nelle canzoni, ha finito per diventare un topos.
Georg Trakl un poeta austriaco che si è suicidato nel 1914 quando era al fronte come addetto alla sanità, commentava la luna così:


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Il sogno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 28 febbraio @ 16:03:14 CET (1116 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

Era il mattino, e tra le chiuse imposte
per lo balcone insinuava il sole
nella mia cieca stanza il primo albore;
quando in sul tempo che più leve il sonno e
più soave le pupille adombra,
stettemi allato e riguardommi in viso
il simulacro di colei che amore
prima insegnommi, e poi lasciommi in pianto.


Giacomo Leopardi
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Farfalla
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 28 febbraio @ 16:00:22 CET (1022 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

Farfalla non soltanto non codarda,
ma temeraria, fatalmente cieca,
ciò che la fiamma alla Fenice nega
vuole, ostinata, serbi alle sue ali;

troppo tardi pentita per suo danno,
dallo splendore affascinata, viene
a ciò che brilla, e ambiziosa consegna
la mal vestita piuma a ciò che arde.

Giace gloriosa dove dolcemente
fossa le preparò minuscola ape,
somma felicità a errore sommo!

La mia ambizione non così lucente
nemico, ma più lieve, meno attivo,
cenere la farà, se brucia il fumo.


Luis de G6ngora, Dell'ambizione umana
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Un anno è passato...
Postato da Grazia01 il Martedì, 27 febbraio @ 14:38:42 CET (977 letture)
Messaggi I


Oggi 27 febbraio
Casatea
compie 1 anno


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Pino - (1 articoli inviati)
Gea500 - (1 articoli inviati)

Li ringraziamo sentitamente
e ci auguriamo
che continuino a donarci la loro
preziosa collaborazione,
nella speranza che altri iscritti
seguano il loro esempio.



Ciao a tutti
dallo staff
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Poca cultura. E la creatività del Paese svanisce.
Postato da Grazia01 il Lunedì, 26 febbraio @ 20:54:54 CET (1000 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Se un Paese perde le sue radici culturali, la sua storia, la sua arte, la sua lingua diventa incapace di creare, e svanisce. Al tramonto dell'impero romano, gli artisti non erano più capaci di fare un ritratto, di scolpire una statua, nemmeno un capitello. E oggi io vedo,in Italia e in Europa, la stessa pericolosa decadenza della capacità di creare.
L'Italia distrutta e povera del dopoguerra ha prodotto un grandissimo cinema e grandi scrittori come Moravia, Buzzati, Gadda. E pensiamo alla fioritura culturale francese con pensatori come Sartre, Camus, Barthes, Foucault, Morin.
Ma non voglio annoiarvi con i nomi.
Basta dire che questi due Paesi, anche da soli, davano un contribuito essenziale alla, cultura mondiale.
Oggi non è più così. E non si può attribuirlo, all'improvviso irrompere di autori indiani, cinesi, giapponesi o arabi. Dobbiamo domandarci se non abbiamo compiuto qualche errore fatale. lo penso di sì.
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Arcobaleno
Postato da Grazia01 il Lunedì, 26 febbraio @ 15:01:48 CET (1003 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

Se non sai sperare
che cristiano sei?
Se accetti Cristo
accetti la Sua morte
ma anche la Sua resurrezione.
E allora sai
che tu pure risorgerai
e i fratelli ed i popoli
e la terra e l'universo
E poi non vedi quante morti
ma anche quante resurrezioni?
Si fatica, si lotta,
si soffre, si cade
ma la vita continua.
L'amore mette luci
tra le tenebre
sui rami nudi a primavera
rinascono gemme e s'aprono fiori
le bufere cessano e torna il sereno
l'arcobaleno riunisce
nella pace dei suoi colori
terra e cielo.


Carla Piccinini
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Perché ci sono tanti idioti nel mondo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 26 febbraio @ 14:52:23 CET (1468 letture)
Racconti II

Tanto tempo fa c’erano pochissimi idioti nel mondo rispetto a oggi. Quando se ne trovava uno da qualche parte, subito era cacciato via dal villaggio. Oggi, invece, bisognerebbe cacciare via la metà del villaggio e ancora ciò non basterebbe. Ma come si spiega che ci sono in giro tanti idioti? Ecco come sono andate le cose…
Un giorno. tre idioti che erano stati cacciati via da un villaggio per colpa dei loro pettegolezzi, si ritrovarono ad un crocevia e dissero: «Forse arriveremo a qualche cosa di utile se riuniremo l’intelligenza di tre teste stupide». E proseguirono il loro cammino insieme: dopo un certo tempo, arrivarono davanti a una capanna dalla quale uscì un vecchio uomo che disse loro: «Dove andate?». Gli idioti alzarono le spalle e risposero: «Dove ci porteranno le nostre gambe. Ci hanno cacciato via dal nostro villaggio per le nostre imbecillità». Il vecchio rispose: «Allora entrate. Vi metterò alla prova».
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La coscienza di Zeno
Postato da Grazia01 il Lunedì, 26 febbraio @ 14:34:43 CET (6512 letture)
Recensioni IV

L’ opera di Italo Svevo , pseudonimo di Ettore Schmitz, costituì un momento di passaggio tra le esperienze del decadentismo italiano e la grande narrativa europea dei primi decenni del Novecento. La coscienza di Zeno, in particolare, ha influenzato la narrativa italiana degli anni Trenta e del dopoguerra.

TRAMA e PERSONAGGI
Il protagonista del libro è Zeno Cosini, un ricco commerciante triestino che vive di malavoglia con i proventi di un'azienda commerciale, per volere del padre. Arrivato all'età di 57 anni, Zeno decide di intraprendere una terapia psicoanalitica per liberarsi da vari problemi e complessi che lo affliggono, per uscire dal vizio del fumo e dalla "malattia" che lo tormenta. Lo psicanalista, chiamato nel libro Dottor S., gli consiglia di scrivere un diario sulla sua vita, ripercorrendone gli episodi salienti. Attraverso essi si disegna la figura di un uomo inetto alla vita, "malato" di una malattia morale che spegne ogni impulso all'azione e qualsiasi slancio vitale o ideale. Zeno Cosini è un uomo che vive in un'indifferenza totale: invece di vivere la sua vita, è quest'ultima che lo travolge decidendo per lui il destino.
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Italo Svevo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 26 febbraio @ 14:21:29 CET (7515 letture)
Biografie III

Aron Hector Schmitz, questo è il suo vero nome, nacque a Trieste il 19 dicembre 1861 da Francesco Schmitz, commerciante in vetrami, e Allegra Moravia, entrambi di origine ebraica. Quinto di otto figli, trascorre un'agiata infanzia a Trieste, che abbandona per andare in collegio in Germania, dove studia materie legate alle attività commerciali. Poco incline ai suoi studi, si dedicò ad appassionate letture di scrittori tedeschi, Goethe, Schiller, Heine, Jean Paul, dimostrando così il suo forte interesse letterario.
Nel 1878, terminati gli studi, ritornò a Trieste, dove si iscrisse all'Istituto superiore per il commercio Pasquale Revoltella, che frequentò per due anni. La sua reale aspirazione era divenire scrittore: nel 1880 diede inizio ad una collaborazione con il giornale irredentista triestino "L'Indipendente", con articoli letterari e teatrali, firmati con lo pseudonimo Ettore Samigli.
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Abbraccio
Postato da Grazia01 il Domenica, 25 febbraio @ 15:10:05 CET (1174 letture)
Poesie d'amore I

Gustav Klimt - L'abbraccio

Donami un abbraccio
sincero, luminoso
come un giorno d'estate,
ma che sia lungo,
lungo una vita.


Carlo Bramanti
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L' Acchiappasogni
Postato da Grazia01 il Sabato, 24 febbraio @ 01:49:39 CET (1402 letture)
Leggende e fiabe II L’Acchiappasogni è un oggetto molto sacro per i nativi americani, soprattutto per i popoli del nord America e del Canada quali gli Algochini, Oneida e altri. Tale oggetto si è diffuso nel tempo in tutto il continente, ad esclusione del Sud America, poiché vi erano parentele tra i membri delle diverse tribù esistenti, ed anche per gli scambi commerciali tra di esse. La leggenda sulla sua creazione mi è stata raccontata da un indiano Cheyenne. L’Acchiappasogni è fatto da una base costituita da un rametto di legno flessibile, il quale viene avvolto a formare il tipico cerchio, (già sappiamo che il cerchio per i nativi è l’essenza della vita, la vita è un circolo, si nasce si vive e si muore, per poi rinascere), esso poi viene ricoperto molto pazientemente avvolgendolo con un laccio di pelle (solitamente si usava, ed ancora attualmente, pelli di daino, o di altri animali selvatici, in quanto solo questi sono considerati sacri). Finita quest’operazione, si prende un lungo filamento di pelle e lo si avvolge creando all’interno del cerchio una fitta rete. Al centro di questa rete si mettono una o due perline. All’esterno del cerchietto, invece, possiamo legare 4 piume di aquila (per indicare i 4 sacri punti cardinali), ma poiché oggi è molto difficile reperirle, è possibile usare 4 fili di stoffa ognuno del colore corrispondente allo spirito del punto cardinale (per il nord si usa il bianco, per il sud il giallo, per l’ovest il nero e per l’est il rosso).

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ABRAHAM MINTCHINE
Postato da Grazia01 il Venerdì, 23 febbraio @ 21:57:28 CET (1118 letture)
ARTE I I pochi tasselli a disposizione sulla breve e sfortunata vita di Abraham Mintchine danno un curioso risultato: quello di avere di fronte l'abbozzo di un romanzo.



Ritratto d'uomo seduto con sciarpa olio su tela 60 x 81

La primavera è stata la sua stagione. Mintchine nasce infatti il 14 aprile del 1898, e muore il 25 aprile del 1931 a La Garde, a pochi chilometri da Tolone. Grazie ad alcune lettere e fogli di diario, giunti sino a noi da chi l'ha frequentato durante il soggiorno parigino, ultima tappa della sua diaspora, si comprende quanto egli amasse la vita e vivesse, senza timore, l'idea della morte.
Il mercante René Gimpel, il giorno della scomparsa dell' artista, annota nel diario: «Sono annientato. Deve avere 30 anni. È spaventoso pensare che un genio sia morto nel fiore degli anni. Piango soprattutto per le grandi opere che non ha creato. Piango per ciò che il mondo ha perso. Piango per quella gioia che irradiava, quella gioia, che nel dolore, lo rendeva ragazzo. Durante la sua permanenza nel Mezzogiorno mi aveva scritto tre volte. Aveva scritto due o tre frasi bellissime, una soprattutto sul dolore. Non bisogna dimenticare che era russo: parlava molto male il francese e già, però, sapeva scrivere bene. Sarebbe diventato un Renoir o forse ancora di più».
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Vivevamo senza paura - poesia indiana
Postato da Grazia01 il Venerdì, 23 febbraio @ 21:21:08 CET (1509 letture)
Poesie originali e strane I


Per noi indiani, la vasta pianura d'erba, la Prateria,
non era affatto un "luogo selvaggio",
con le sue belle colline simili all'ondeggiare
del mare in movimento, con i suoi fiumi
striscianti tortuosamente e con le sue rive
fittamente coperte di vegetazione.

Solo l'uomo bianco sentiva la natura
incontaminata come un "luogo selvaggio",
resa infetta da animali "selvaggi" ed esseri umani
"selvaggi".
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