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Uomini geniali, scontrosi, difficili. E indispensabili.
Postato da Grazia01 il Lunedì, 19 marzo @ 13:36:03 CET (1704 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Ci sono maestri che non sopportano che un loro allievo emerga e possa, un giorno, essere più famoso di loro. Vi sono direzioni di giornali che non sopportano autori che eccellono per la loro fama personale. E vi sono ideologie contrarie allo sviluppo di forti personalità autonome, che non credono che il progresso possa avvenire grazie ad individui eccezionali, ma solo grazie al lavoro di molti uomini comuni.

Ora è certamente vero che il progresso scientifico è il prodotto di uno sforzo collettivo in cui ogni singolo scienziato dà un contributo che, in un certo momento, può rivelarsi essenziale. E che lo sviluppo economico è dovuto a milioni di imprenditori e lavoratori che creano ricchezza. Ma non vi è dubbio che, in tutti i campi, è indispensabile il contributo dell'individuo geniale che guarda dove nessuno pensava di guardare, che sintetizza nella sua mente fatti che altri non avrebbero mai unificati. Senza Galileo poteva passare un secolo prima che qualcuno potesse formulare la teoria del moto dei gravi e, senza Einstein, lo spazio-tempo. Pensiamo poi ad artisti come Dante e Shakespeare che, da soli, hanno plasmato un modo di pensare e una lingua e a cosa sarebbe la musica senza Bach, Mozart o Beethoven.
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Padre?
Postato da spalato il Domenica, 18 marzo @ 17:27:18 CET (1640 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Mio padre era un ubriacone; mi ricordo poco di lui ma quello che ricordo non lo potrò mai dimenticare. Non mi ricordo se ci picchiava ma ricordo le urla e la fame perché il suo stipendio lo spendeva per il vino e le donne.
Ero piccola quando i miei hanno divorziato; io avevo 5 anni e mio fratello 3; ma ricordo di quando mi vestì e mi portò con se da una donna. Mi lasciò in corridoio con un pacco di carte per giocare e loro due andarono in camera. In quel momento non capivo tanto ma presto, troppo presto ho cominciato a capire tutto.
Mi ricordo anche di tantissime corse che facevo per scappare, perché lui m'inseguiva, quando sono cresciuta un po', e mia madre che puntualmente riusciva a bloccarlo sulla soglia di casa, e tutte le stanze si riempivano dell'odore di vino che emanava lui.
Io già non lo conoscevo ma l'istinto mi avvertiva sempre che lui era dietro di me.
Crescevo così tra miseria e paura ma all'età di 20 anni avevo deciso di cercarlo e conoscerlo. Ebbene sì, l'avevo trovato ma lui non poteva mai essere un padre per me; era semplicemente un uomo come lo vedevo io e anche lui mi vedeva solo come una giovane ragazza.
Lasciamo stare i dettagli......
Il primo marito, dopo che mi aveva mandato in Libia per lavoro, portò i nostri tre figli piccoli in Israele dai nonni e li lasciò. Non è in contatto con loro da tantissimi anni e prima di lasciarli aveva detto loro che io ero morta......
.
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Cerco persone in contatto con extraterrestri
Postato da Antonio il Sabato, 17 marzo @ 14:41:21 CET (3099 letture)
Recensioni IV

Cerco persone in contatto con extraterrestri
di Fermo Croci


Un'antologia degli annunci a pagamento più divertenti apparsi sul Corriere della Sera dagli anni Cinquanta al 2000. Le inserzioni costituiscono un genere letterario vero e proprio. Essendo l'annuncio a pagamento, l'inserzionista deve risparmiare il più possibile sulle parole e così si trova a rispettare, giocoforza, la prima grande legge della letteratura: scrivere non deve essere mai gratuito, deve sempre costare qualcosa (in denaro o in natura). Molti di questi annunci sono perfetti microromanzi, ecco dagli anni Ottanta (l'epoca in cui fu pubblicato l'annuncio, e sembra incredibile) un apocalittico, e un po' teocon ante Iitteram, microromanzo in forma di appello: «IMMINENZA mistiche festività natalizie esaltazione giustizia-pace-amore, genitori, preoccupati delusione figlio trentenne desideroso costruirsi famiglia sposa illibata figli sani corpo mente, relazionerebbero analoghi genitori stesso problema: figlia immacolata italiana oppure inglese francese praticante valori morali anteguerra, scopo matrimonio religioso indissolubile ispirato eterna trilogia Dio-Patria-Famiglia, onde uniti opporsi false ideologie demagogiche ateismo prodromo sterminio genere umano attraverso guerra atomica, droga, Aids, inquinamento natura».
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Tutti i “buchi neri” dell’Europa cancellata.
Postato da Antonio il Sabato, 17 marzo @ 14:36:33 CET (983 letture)
Storia

Dall’Estonia all’Irlanda, si riscrivono le storie dei popoli dimenticati

C'è una storia oscura dell'Europa, nascosta ai libri di testo.
Nasce e muore come un fiume carsico attraversando gli Appennini, sfiorando le Alpi, accarezzando i fiordi. E'la storia delle varie entità europee, di stati sovrani oggi uniti sotto una stessa bandiera e una stessa moneta, eppure culturalmente distanti nonostante i ciclopici passi compiuti.
Può accadere, così, che cittadini d'Eurolandia ignorino capitoli essenziali della storia comune oppure interpretino in modo opposto contraddittorio personaggi e fatti.
Qualche esempio. La grande carestia, la : «potato famine», una delle vicende centrali nella storia irlandese: morirono milioni di persone, altre furono costrette ad emigrare creando quel flusso che avrebbe contribuito a plasmare carattere e lingua degli Stati Uniti, un evento epocale ignorato o quasi dai manuali di storia degli altri paesi europei.
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Musica in collina
Postato da Miriam il Sabato, 17 marzo @ 14:34:11 CET (964 letture)
Mostre e spettacoli BELTUNER è pura alchimia musicale: quattro musicisti, quattro strumenti che, grazie alla magia dei ritmi e delle melodie sembrano essere cento.

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Pensaci Giacomino! di Luigi Pirandello
Postato da Grazia01 il Sabato, 17 marzo @ 00:04:55 CET (1887 letture)
Racconti e poesie di Pirandello

Da tre giorni il professore Agostino Toti non ha in casa quella pace, quel riso, a cui crede ormai di aver diritto.
Ha circa settant'anni, e dir che sia un bel vecchio, non si potrebbe neanche dire: piccoletto, con la testa grossa, calva, senza collo, il torso sproporzionato su due gambettine da uccello... Sì, sì: il professor Toti lo sa bene, e non si fa la minima illusione, perciò, che Maddalena, la bella mogliettina, che non ha ancora ventisei anni, lo possa amare per se stesso.
È vero che egli se l'è presa povera e l'ha inalzata: figliuola del bidello del liceo, è diventata moglie d'un professore ordinario di scienze naturali, tra pochi mesi con diritto al massimo della pensione; non solo, ma ricco anche da due anni per una fortuna impensata, per una vera manna dal cielo: una eredità di quasi duecentomila lire, da parte d'un fratello spatriato da tanto tempo in Rumenia e morto celibe colà.
Non per tutto questo però il professor Toti crede d'aver diritto alla pace e al riso. Egli è filosofo: sa che tutto questo non può bastare a una moglie giovine e bella.
Se l'eredità fosse venuta prima del matrimonio, egli magari avrebbe potuto pretendere da Maddalenina un po' di pazienza, che aspettasse cioè la morte di lui non lontana per rifarsi del sacrifizio d'aver sposato un vecchio. Ma son venute troppo tardi, ahimè! quelle duecentomila lire, due anni dopo il matrimonio, quando già... quando già il professor Toti filosoficamente aveva riconosciuto, che non poteva bastare a compensare il sacrifizio della moglie la sola pensioncina ch'egli le avrebbe un giorno lasciata.
Avendo già concesso tutto prima, il professor Toti crede d'aver più che mai ragione di pretendere la pace e il riso ora, con l'aggiunta di quell'eredità vistosa. Tanto più, poi, in quanto egli - uomo saggio veramente e dabbene - non si è contentato di beneficiar la moglie, ma ha voluto anche beneficiare... sì, lui, il suo buon Giacomino, già tra i più valenti alunni suoi al liceo, giovane timido, onesto, garbatissimo, biondo, bello e ricciuto come un angelo.
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Il bosco delle fate
Postato da Miriam il Venerdì, 16 marzo @ 20:15:29 CET (1264 letture)
Mostre e spettacoli
Gruppo fotografico “AUTOSCATTO”presenta:

“Il Bosco Delle Fate”

Uno sguardo incantato nei boschi della nostra zona


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Il cane
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 marzo @ 13:43:16 CET (1061 letture)
Racconti II

Scendeva le scale della palazzina gonfio di soddisfatta gioia. Durante la trasmissione aveva disarticolato le tesi degli ospiti.
Si era sentito e visto nel monitor come un dio: Zeus, il suo potere e la sua immagine, ovvero i capelli e la barba bianchi, sottili; folti i baffi sopra le labbra tumide, il petto ampio, l'eloquio calmo, sonoro, decisivo.
Non era. la prima volta che si sentiva così. Aveva fama di giornalista autorevole. Al suo passaggio i colleghi si ritiravano in un angolo, i pettegolezzi si azzittivano.
Scendeva le scale esterne senza il segretario che aveva rimandato a cercare la borsa in studio. Il giardino era buio. Piccole stelle terragne fiocamente illuminavano il prato. Era sopra pensiero.
Quando mise piede sul lastricato sentì alle spalle un fruscio morbido. Due braccia lanose si chiusero su di lui.
Sobbalzò e con la coda dell'occhio vide che erano le zampe di un enorme cane bianco, il muso fremente che gli sfiorava la nuca.
- Buono... buono... - sussurrò senza muoversi, improvvisamente ritornato bambino. Si rivide sul viottolo di quel casale di campagna davanti ad un cagnetto ringhioso che lo aveva morsicato ad una mano.
- Su, stai buono... - ripeté con voce spenta.
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L'UOMO DELLE GRU
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 marzo @ 13:35:16 CET (1148 letture)
Racconti II


Vivono soltanto coloro che lottano per realizzare ciò in cui credono fermamente. La loro vita si arricchisce di una luce e di una forza che riesce quasi a nascondere le sconfitte e le incomprensioni che tuttavia accompagnano il cammino di questi uomini. Le grandi azioni maturano nei momenti di silenzio; Franco questo lo sapeva e da alcuni giorni lavorava silenzioso nel garage sotto casa per portare a termine la costruzione dell'automezzo che da diversi mesi lo impegnava notte e giorno.
Si trattava di un vecchio camion militare acquistato per poche lire dagli americani alla base militare di Livorno. Non funzionava più ormai, e molti pezzi andavano sostituiti e trovati da qualche parte; di lavoro ce n'era parecchio e per molto tempo. Inoltre, era necessario procurare un braccio per realizzare la gru e trovare il sistema di installarlo e collaudarlo efficacemente. Era un sogno da tanto tempo custodito quello di costruire un automezzo capace di sollevare pesi; e poi, adesso, era importante cominciare un'attività seria e la gru era la risposta più adatta per chi voleva trovare nel proprio lavoro rischio, sacrificio, arte e creatività.
Franco credeva in quel vecchio motore abbandonato e dimesso, e sapeva che un giorno sarebbe tornato a ruggire di nuovo; soltanto l'amore e la passione possono restituire alla vita ciò che viene perduto e abbandonato.
Ormai era quasi mezzanotte e rimanevano alcuni bulloni da stringere e due tubi da collegare alla parte centrale del motore; poi tutto sarebbe stato pronto. Un fascio di luce giallastra si posava sulla parte anteriore del grosso automezzo mettendone in ombra la cabina e il pesante gancio sospeso dall'estremità del braccio. La macchina aveva un aspetto minaccioso e imponente nell'oscurità, quasi come un vecchio dinosauro portato di nuovo alla vita. Il lavoro andò avanti per tutta la notte senza pause; non c'era tempo da perdere. Tra due giorni la gru avrebbe dovuto funzionare alla perfezione, non sarebbero stati possibili né errori né ritardi.
Franco ci aveva pensato molto se accettare quel lavoro o rinunciarvi. Ma quella mattina, quando il frate priore scoprì la statua della Madonnina, Franco vide nello sguardo dolce di Maria un invito ad accettare quel suo primo importante lavoro e un cenno di coraggio, di sicurezza e di fiducia.
Sentiva che da quell'incontro, sarebbero dipese tante altre decisioni per risolvere difficili situazioni che in futuro si sarebbero presentate. Le nostre forze e i nostri calcoli spesso non sono sufficienti. Per scongiurare un pericolo è necessario un atto di umiltà e di abbandono a Colei che nel silenzio ha saputo fare la volontà del Padre.
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I bambini nel mondo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 marzo @ 13:09:22 CET (1137 letture)
Letture varie II

La schiena materna è, per due anni, tutto il mondo del bambino nero. Il bambino bianco impara a riconoscere la madre dal sorriso. Il bambino negro la conosce dal filo della schiena e dalla ondulazione dell'anca. Guarda in su, e il suo primo giocattolo, se ci arriva, san le treccioline corte fitte e nere che spuntano.
La madre non guarda il suo bambino: lo sente. La vecchia madre nera non pensa, come la madre bianca: «Vorrei che mio figlio fosse ancora piccino, per tenermello stretto al petto ». Pensa: «Vorrei che fosse ancora piccino per legarmelo sulle reni ».


(Quarantacinque gradi all' ombra)
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L’ANGELO DELLA PACE
Postato da Antonio il Giovedì, 15 marzo @ 20:39:41 CET (1198 letture)
Poesie sulla vita II Fumano e fumeranno le due Torri,
quant’arde il combustibile dell’odio!
corri, Berretto Verde, corri, corri,
verso la coppa che t’attende al podio,
piena è di sangue ma, pur se la svuoti,
non colmerai quei nostri orrendi vuoti.

Scottano e scotteranno le Moschee,
lacrima d’infedele, scorri, scorri,
quant’arde il rogo delle Sacre Idee!,
Martire del Deserto, corri, corri,
svuotala tu la coppa del dolore,
non troverai un Dio con il terrore.

Bruciano e bruceranno le bandiere,
Angelo della Pace corri, corri!
sta percorrendo tutte le frontiere
un Dèmone di Guerra, tu soccorri:
sbatti velocemente l’ali e il fiato
tuo soffochi lo spirito adirato.



Lino Lista,
11/02/2003

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Giacomo D'Andrea
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 20:15:56 CET (1664 letture)
ARTE I

Acquarello

Nato nel 1950 in Sicilia, a Messina si diploma presso “l’Istituto Statale d’Arte” della sua città. Lavora di creatività anche in bozzetti di “Rivendicazioni Sindacali” e nei suoi oli dedicati al “Lavoro in fabbrica”.

Il Saper svelare riferimenti a concetti stilistici ben definiti nell’ arco dei tanti secoli di produzione pittorica, potrebbe, risultare ovvio o tantomeno scontato. Tuttavia piuttosto raramente si ha la possibilità di imbattersi in interpreti che hanno la caparbietà di dimostrare che taluni canoni realizzatevi, dovrebbero essere maggiormente preservati dalle spesso nefaste influenze moderniste.
Giacomo D’Andrea è un pittore conscio di una propria identità artistica, capace di ammaliare ed esternare qualsiasi proprio valore esistenziale attraverso l’alchimia delle forme e del colore.

I suoi paesaggi e le sue rappresentazioni figurative tendono tuttavia ad una sofisticata astrazione, sembra infatti che lo stesso Artista cerchi di spingersi con dolcezza un passo oltre quel sottile limite che contraddistingue la buona pittura dall’arte poetica.




"anziano" tempera acrilica
70 x 50 anno 1985
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La storia di Aretusa
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 13:46:59 CET (1118 letture)
Leggende e fiabe II

Aretusa, figlia di Nereo e di Doride, amica della dea Diana, fu trasformata da quest’ultima in una fonte di acqua dolce che sgorga lungo la riva bagnata dalle acque del porto grande di Siracusa.
La metamorfosi fu attuata per sottrarre la timida ninfa alla corte del dio Alfeo. Costui, però, è la divinità fluviale, quindi scorrendo sotto le acque del mare Egeo, arriva in prossimità della fonte nella quale era stata trasformata la sua amata per consentire alle sue acque di raggiungere quelle della fonte stessa e quindi mescolarsi con loro.
In realtà, Alfeo era un piccolo fiume della Grecia che effettua un breve tragitto in superficie per poi scomparire sotto terra.
Quando i Greci trovarono la piccola sorgente nei pressi della fonte di Aretusa, trovarono la spiegazione fantasiosa alla scomparsa del fiume Alfeo in Grecia, che sarebbe riapparso in superficie in Sicilia.


da Miti e leggende in Sicilia
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Le origini della lingua italiana (3a parte)
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 13:34:36 CET (11870 letture)
Invenzioni e origini II

E'impossibile ricostruire la nascita dei vari dialetti italiani.
Delle trasformazioni del latino parlato si hanno pochissimi documenti ed essi non riproducono la lingua parlata del popolo nella sua genuina spontaneità, ma una lingua che il popolo potesse capire, elaborata quindi da intellettuali.

A tutt'oggi, le lingue diverse dall'italiano (parlate alloglotte di circa 600.000 persone) presenti nella nostra penisola sono le seguenti: franco-provenzale nelle Alpi piemontesi, in Val d'Aosta e in due Comuni della Puglia; provenzale nelle Alpi piemontesi e in un Comune della Calabria; tedesco nell'Alto Adige e in altre zone alpine e prealpine; sloveno in alcune zone del Friuli e nelle Alpi Giulie; serbo-croato in alcuni Comuni del Molise; greco in alcune zone del Salento e della Calabria; albanese in alcuni Comuni del Molise, della Campania, del Gargano, della Lucania, della Calabria e della Sicilia; catalano nel Comune di Alghero e in Saredegna. Quelle riconosciute come lingue ufficiali sono il francese in Val d'Aosta, il tedesco in Alto Adige e lo sloveno in alcune zone del Friuli.

Se poi prendiamo la situazione dei dialetti italiani la situazione si complica incredibilmente. Infatti all'interno di tre grandi gruppi di dialetti: settentrionali, toscani e centro-meridionali (cui bisogna aggiungere i dialetti sardi e ladini), vi sono un'infinità di sottogruppi. Per quanto oggi relegati a un uso quasi esclusivamente locale e familiare, continuano a sussistere, costituendo un bacino di risorse espressive per la stessa lingua italiana. Non a caso è notevolmente aumentato il loro studio da parte degli specialisti.
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Le origini della lingua italiana (2a parte)
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 13:27:19 CET (2051 letture)
Invenzioni e origini II

La lirica d'arte in Italia

La lirica d'arte in Italia inizia ufficialmente verso la metà del sec. XIII, cioè del Duecento) presso la corte palermitana di Federico II di Svevia. Fu proprio il sovrano,amante dell'arte e della cultura, a favorirne lo sviluppo organizzando la Scuola poetica siciliana. A questa Scuola parteciparono poeti non solo siciliani, ma anche dell'Italia meridionale, i quali, essendo completamente estranei alla vita politica del regno, si limitarono a trattare nei loro componimenti il tema dell'amore cortese, a cui affiancarono quello del "contrasto tra amante e madonna", cioè tra il giovane innamorato e la ragazza ritrosa, e quello del "lamento per la partenza del crociato". Questi poeti furono piuttosto freddi perché non si ispiravano a sentimenti genuini del proprio animo, ma trattavano l'amore tutti allo stesso modo imitando quello usato prima di loro dai provenzali. Tuttavia essi furono importanti perché operarono il primo tentativo di fornire l'Italia, o almeno l' Italia meridionale e la Sicilia, di un'unica lingua, che fu appunto il volgare parlato alla corte di Federico, un volgare elaborato col contributo di poeti di diversa origine. Alla Scuola parteciparono,oltre allo stesso re Federico ed al figlio Enzo, Rinaldo d'Aquino, Guido ed Odo delle Colonne, Giacomo da Lentini (forse l'inventore del sonetto) e numerosi altri.

Sempre in Sicilia, ma al di fuori della Scuola siciliana, operò un certo Cielo (o Ciullo) d'Alcamo, rimasto famoso per un "contrasto" fresco e vivace, "Rosa fresca aulentissima".
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Le origini della lingua italiana (1a parte)
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 marzo @ 13:23:03 CET (1570 letture)
Invenzioni e origini III

Ai tempi del suo grande impero,Roma impose l'uso ufficiale della sua lingua a tutte le popolazioni sottomesse e cercò di diffondere anche la lingua parlata del popolo romano,lingua che si distingueva in vari gerghi a seconda dei vari ceti sociali. Questa lingua "volgare",cioè del volgo,era assai inferiore a quella letteraria usata dagli scrittori e dalle persone colte. l'evoluzione della lingua latina letteraria è testimoniata dalle opere dei vari autori sia dell'antichità che del Medioevo (difatti anche nel Medioevo si continuò a scrivere in latino),ma dell'evoluzione del latino parlato ovviamente non si ha alcun documento. Però fu proprio questo latino volgare che,miscelandosi coi vari linguaggi locali nei territori soggetti a Roma,diede vita alle varie lingue "romanze" (cioè derivate in qualche misura dal volgare romano e così definite dall'espressione medievale "romanice loqui",dapprima usate solo nell'uso parlato,poi assunte anche per le opere scritte (dopo il Mille). In Italia i primi documenti scritti in volgare risalgono ai secoli VII ed VIII (denominazioni di luoghi),al IX (un indovinello), al X (la testimonianza di alcuni contadini in una causa civile fra il monastero di Montecassino e un certo Rodelgrino d'Aquino). Ma solo nel XIII secolo il volgare fu usato per opere poetiche (in Umbria,in Lombardia e nel Veneto per opere letterarie di ispirazione religiosa; in Sicilia e Toscana per opere di ispirazione amorosa e civile). E' merito soprattutto dei poeti siciliani della corte di Federico II di Svevia l'aver tentato di elaborare un volgare che avesse dignità letteraria e che fosse usato da scrittori di diverse regioni. Questo "volgare", perfezionato dai Toscani (e particolarmente da Dante,Petrarca e Boccaccio), divenne poi la lingua letteraria italiana.
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Bill Gates è ancora il miliardario dei miliardari
Postato da spalato il Martedì, 13 marzo @ 23:34:36 CET (775 letture)
Attualità I Dopo 13 anni è ancora al comando della classifica dei più ricchi del mondo stilata da Forbes

The Inquirer Team, vnunet 12-03-2007

DOPO 13 ANNI al comando della classifica dei più ricchi del mondo stilata da Forbes, Bill Gates ha visto crescere la sua fortuna di 2 miseri miliardi di dollari contro i 56 miliardi di dollari dell’anno scorso. L’amico filantropo di Gates, Warren Buffet, è al secondo posto: solo 4 miliardi in meno.

Larry Ellison, che non sostiene di essere amico di Bill, manca la top ten con la cifra deludente di 21,5 miliardi di dollari che lo colloca all’undicesima posizione. Un altro amico di Gates, Paul Allen, si piazza diciannovesimo con un conto in banca di circa 18 miliardi di dollari superiore al mio.

Comunque la buona notizia è che l’età media dei miliardari di Forbes è di 62 anni, quindi il nostro stimato editore ha ancora qualche anno per entrare in classifica.
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I veri giudizi personali maturano nella solitudine.
Postato da Antonio il Martedì, 13 marzo @ 23:33:45 CET (1465 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Molto spesso noi siamo convinti di dare un giudizio personale e autonomo mentre, invece, ci lasciamo guidare da schemi mentali ed emotivi automatici. E ci facciamo così trascinare da forze collettive che possono portarci a compiere errori o eccessi.
Uno di questi schemi mentali è l'imitazione. Noi impariamo dagli altri imitandoli. E’ così che i bambini imparano a parlare, a camminare, a giocare, a pensare e persino a cosa desiderare. Prendiamo due fratellini, mettiamo davanti a loro un qualsiasi oggetto, per esempio una palla. Nessuno la guarda finché non la prende l'altro, allora la vuole anche lui. Noi desideriamo le cose degli altri. E soprattutto quelle che sono ammirate da tutti, E' così che nasce l'invidia. Ma, paradossalmente, è così che nasce anche l'adorazione del divo, del capo.
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Alla vita
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 marzo @ 12:22:51 CET (1287 letture)
Poesie sulla vita II

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro,
ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
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Vita
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 marzo @ 12:12:36 CET (1054 letture)
Poesie sulla vita II

Giorno difficile, in cui il sole
e le nuvole combattono
- a tratti aperto, fiore,
a volte chiuso, frutto - ,
per confondersi nella notte!

Vita!

Veglia in cui gli occhi
si aprono e si chiudono,
in un gioco stanco
di verità e menzogna,
per confondersi nel sogno!

Vita!


Juan Ramon Jiménez
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Un dono
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 marzo @ 14:05:46 CET (1193 letture)
Poesie sulla vita II

Prendi un sorriso
regalalo a chi non l’ha mai avuto.

Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.

Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango.

Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha pianto.

Prendi il coraggio
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.

Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.

Prendi la speranza
e vivi nella sua luce.

Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.

Scopri l’amore
e fallo conoscere al mondo


Mahatma Gandhi

(segnalato da Gea in Antaclub)
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La strada la consiglia il cellulare
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 marzo @ 13:56:35 CET (1163 letture)
Argomenti vari II

Presentato alla fiera annuale TechFest.
Microsoft ha illustrato una tecnologia in grado di inviare ai cellulari la mappa della zona, riconoscendo i palazzi dalla fotocamera.


REDMOND (Stati Uniti) – Si apre oggi il TechFest 2007, settima edizione dell'evento annuale organizzato da Microsoft in cui vengono presentate le innovazioni più interessanti per il futuro dell'elettronica di consumo. L'inaugurazione che si è tenuta ieri ha avuto come protagonista Rick Rashid, vicepresidente di Microsoft Research, il ramo dedicato alla ricerca e sviluppo dell'azienda di Redmond. Durante questa conferenza, molti sono stati gli spunti per il futuro della ricerca tecnologica, affinché i partecipanti fossero incuriositi dai software presentati in questi due giorni. A partecipare a questo evento sono 750 ricercatori, provenienti da diversi settori, che presentano oltre 40 idee e progetti.
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Specchio
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 marzo @ 00:13:43 CET (1018 letture)
Le poesie di Jack, Ahyme, Gea e Paola

Questa mattina
sono capace di dirti
che non soffro, per questa mia vita
che la mia strada
non è così dura, come sembra
che tutta la mia storia
non ha mai avuto un attimo di esitazione

Questa mattina, sono capace anche di dirti
che sono felice, che non ci sono lacrime
che non ho più paure, che sto vivendo
senza pensieri, guardando tutto dall'alto
ma tu, non stare a guardarmi in quel modo
dimmi almeno che credi alle mie parole
ascoltami senza fissare i miei occhi
se guardo i tuoi riflessi nello specchio
non riesco proprio a mentire
smettila di leggermi dentro
non senti che sono sincero?

Amico mio…
forse potrei dirti sorridendo, si ti credo
stai facendo di tutto
per farmi credere ciò che non è
ma io…questa mattina
vedo ancora dipinta sul tuo viso
quella maschera da clown,
con quel falso sorriso,
ti tradiscono gli occhi
e quei lievi solchi che percorrono il viso,
scavati da una lacrima nel cerone colorato

amico mio…
non pensare più a ciò che è stato ne al futuro
lavati via quella maschera e vivi il presente
perché di malinconia si muore
e di speranze non si vive.


by Jackinthewind

(segnalata da Orfeo in Psiche e Sogno)
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Le capre brucano
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 21:21:13 CET (1210 letture)
Poesie di Merini

Le capre brucano l’erba pazienti,
incuranti della guerra e dei segni di Dio.
Sanno benissimo che verranno sacrificate.
Più sagge di noi non dicono al vento
le loro umane paure,
ma sono animali come noi:
come noi hanno un’anima lieve.


Alda Merini
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I capolavori perduti di Cezanne
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 20:52:51 CET (944 letture)
Mostre e spettacoli Ammirazione e rimpianto alla Mostra di Firenze. Peccato ma evviva.



È con un misto di ammirazione e rimpianto che a Firenze ci si accosta ai Cezanne esposti a Palazzo Strozzi: se a dettare il primo sentimento è - e non potrebbe essere altrimenti - la vicinanza con alcuni fra i numerosi capolavori del padre della pittura moderna, a generare quel non so che di malinconico è la coscienza dello schiaffo imperdonabile occorso alle nostre collezioni quando si rinunciò ad acquisirle al nostro patrimonio.
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Kandisky e l'Italia
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 20:39:25 CET (1279 letture)
Mostre e spettacoli

A Milano, Palazzo Reale, 11 gennaio 1947, venne inaugurata Arte italiana e concreta, prima grande mostra europea di arte astratta dopo la fine della guerra. Wassily Kandinsky (Mosca,1866 e Neuilly-sur-Seine,1944), il padre dell'astrattismo, esponeva accanto agli italiani Bassi, Licini, Bonini, Mazzon, Munari, Rho, Sottsass, Veronesi. Vent'anni anni dopo, Milano propone Kandinsky e l'astrattismo in Italia 1930-1950. La mostra viene inaugurata stasera alla presenza dell'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, che l'ha promossa in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta, curatore Luciano Caramel.



Caos armonico di Composizione VII, del 1913
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Aligi Sassu
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 marzo @ 12:12:13 CET (1658 letture)
ARTE I

I Dioscuri 1931

Era inutile suonare alla porta dell'alloggio milanese di Aligi Sassu, perché lui la decisione l'aveva presa. da molti anni viveva la maggior parte dell' anno a Palma de Mallorca, nel piccolo paese di Pollensa, 12 mila anime soltanto, dove finalmente poteva pensare e dipingere in pace.
Questo ribelle dallo sguardo tra lo scanzonato e il pensoso, era nato a Milano nel 1912, ma il suo cuore era rivolto sempre alla terra paterna, la Sardegna. «Milano», diceva, «è sempre meno vivibile, mentre in Spagna lavoro con continuità e con un rendimento qualitativo superiore».
In Italia da tempo non aveva più amici. Personaggi come il pittore Renato Birolli, o poeti come Salvatore Quasimodo erano solo un lontano ricordo di gioventù. L'unica persona amica che gli era rimasta vicina era la moglie, la soprano Elena Olivares, di origine colombiana, che sovente sacrificò la sua arte per lui.
Ma i sacrifici, se così si possono chiamare, erano reciproci. Accadde non poche volte che Sassu non partecipasse all'inaugurazione di una propria mostra, per poter accorrere a una prima teatrale della moglie. «Mi sento rammaricato», diceva, «di aver perso, nel 1971, la sua prima dell'Aida all'Arena di Verona»




Il grande caffè - 1939
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DONNE... GRAZIE DI ESISTERE...
Postato da Tony-Kospan il Giovedì, 08 marzo @ 12:52:55 CET (3080 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni IV

Amo la festa della donna
ma una vera festa della donna...
che sia soprattutto un omaggio...
a quelle donne che nel passato si sono battute
per l'uguaglianza dei diritti...
e per il riconoscimento del suo ruolo nella società...
e che non sia solo un omaggio rituale e consumistico...
se non addirittura
l'occasione per feste di sole donne con uomini... oggetto...

A questo tipo di festa desidero partecipare..
dedicando una poesia





DONNA

Rabindranath Tagore

Donna, non sei soltanto l'opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d'estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna,
e per metà sei sogno.




DONNE... GRAZIE DI ESISTERE...


ORSO TONY...


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Ballata delle donne di Edoardo Sanguineti
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 marzo @ 20:23:08 CET (8900 letture)
Poesie sulla vita III

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia:

quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace:
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Auguri alle donne
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 marzo @ 20:15:01 CET (1365 letture)
Messaggi I

Un po' di auguri, ingenui, utopici, strampalati alle donne di tutte le età. Alle bambine auguro che il loro televisore per magia (visto che pagare un canone non basta), ogni volta che le vede sedute di fronte a lui, si comporti con rispetto per non offendere i loro limpidi occhi.
Alle adolescenti auguro che qualcuno insegni ai loro compagni di scuola a difenderle (anziché aggredirle). Fossi un'insegnante affiderei a ciascuna ragazzina una sua personale guardia del corpo, un suo piccolo cavaliere.
Alle giovani auguro un lavoro che possano amare almeno quanto un innamorato. A chi è in cerca di innamorati auguro di riconoscere i principi azzurri, anche se notoriamente travestiti da rospo, e di diffidare almeno un po' dei principi vestiti da principe. E di trovarli senza cercarli.
Alle mamme auguro dei buoni figli, dei figli di cuore, dei figli educati (da loro!). A tutte prescrivo almeno un'ora al giorno di buon umore, a costo di alzare gli angoli della bocca in su con le dita, e un po' di ozio. Non dico tanto, un po'.


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Ciao


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