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L'invenzione del libro
Postato da Grazia01 il Martedì, 20 febbraio @ 09:48:04 CET (3245 letture)
Invenzioni e origini III

La città nella storia del libro

Da molto tempo abbiamo l’abitudine di considerare Gutenberg l’inventore della stampa.
Ma è forse inutile ricordare a una platea di persone del mondo del libro quali siete, che questa affermazione non è che una semplificazione e che, in quanto tale, è sicuramente ingannevole. Poiché la stampa di testi o immagini su un supporto di carta, di pergamena, o ancora di tessuto, è un processo noto e praticato dagli uomini molto prima di Gutenberg, e molto prima della metà del XV secolo: mi è sufficiente, ad esempio, rammentare la celebre storia di quell’imperatrice giapponese la quale, nell’VIII secolo della nostra era, fece stampare a fini votivi o a fini più o meno magici, un numero considerevole di sutra (si dice che ne fece stampare mille) su strette strisce di pergamena, che venivano poi arrotolate e inserite in piccole miniature di pagode in legno, di cui si è conservato fino ad oggi un certo numero di esemplari sia in Giappone sia in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.
Questo succedeva 700 anni prima di Gutenberg e perciò, è tutto chiaro: Gutenberg non è l’inventore della stampa.
Però è l’inventore della stampa a caratteri mobili in Occidente e, credetemi, questa precisazione non toglie nulla alla sua gloria.


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E' sbagliata una scuola che non crea ostacoli
Postato da Grazia01 il Lunedì, 19 febbraio @ 20:31:20 CET (1518 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

L'artista ha bisogno del masso di marmo duro, resistente da vincere per far emergere la statua. In tutti i romanzi, in tutti i film ci deve essere un ostacolo da superare o un nemico da vincere. Senza egoismo non può esserci altruismo. Senza paura non può esserci coraggio. L'egoismo perciò non è solo l'ostacolo posto sulla strada dell'altruismo, ne è paradossalmente anche l'organo: l'egoismo è «l'organo ostacolo» dell'altruismo. La paura è «l'organo ostacolo» del coraggio, l'ingiustizia «l'organo ostacolo» della giustizia.
La morale è sempre superamento di un ostacolo e la vita una continua lotta contro la malattia, contro la morte. È la morte che, come organo ostacolo della vita, ce la rende qualcosa di prezioso da conservare, da prolungare, da arricchire.
Per cui diventa tanto più importante quanto più si prolunga, si intensifica, quanto più sottrae spazio alla morte. Sono i giovani che non hanno paura della morte, sono le società piene di giovani che fanno le guerre. Mentre l'aumento della popolazione, il suo invecchiamento, il suo desiderio di vivere stimolano la medicina a fare continue scoperte. E la consapevolezza che la nostra ( società è fragilissima - basta l'arresto del flusso di metano, dell'energia elettrica per provocare una ecatombe - a farci rinunciare alla guerra sostituendola con accordi commerciali.
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Se non avessimo amato...
Postato da Grazia01 il Domenica, 18 febbraio @ 14:34:08 CET (1050 letture)
Poesie d'amore I

Se noi non avessimo amato,

Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l'ape

Nel suo grembo dorato,

Se quella pianta di rose avrebbe ornato

Di lampade rosse i suoi rami!

Io credo non spunterebbe una foglia

In primavera, non fosse per le labbra degli amanti

Che baciano. Non fosse per le labbra dei poeti

Che cantano.



(Oscar Wilde)
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L'anello dei Nibelunghi
Postato da Grazia01 il Domenica, 18 febbraio @ 14:12:37 CET (3627 letture)
Leggende e fiabe II

Al disopra dei fiumi e delle foreste, oltre le vette nevose dei monti più alti, si apriva una regione luminosa abitata dagli immortali. Signore del luogo e di tutti gli dei era il saggio Wotan. Lo sguardo acutissimo del re degli dei si stendeva sulla sorgente del gran­de Reno e sulla sua foce, sui campi, i boschi, i fiumi, i, mari, gli oceani. Nulla di quanto accadeva tra gli uomini e gli dei gli sfuggiva: stavano sulle sue spalle due corvi astuti e velocissimi che, messi in libertà la mattina, tornavano la sera presso di lui e gli riferivano quello che avevano visto e udito. Sul capo di Wotan splendeva un elmo d'oro e al suo fianco era appesa una lancia di acciaio.
Il grande Wotan non disdegnava di scendere frequentemente tra i mortali per seguirne da vicino le vicende: si travestiva allora da viandante, con un logoro mantello sulle spalle e un cap­pellaccio calato sulla fronte. Il cappello a larga falda nascondeva un occhio cieco. Per'ottenere la saggezza, infatti, Wotan aveva ceduto un suo occhio al Destino, e l'aveva lasciato cadere nella fonte che sgorgava ai piedi, di un frassino sacro, protettore degli dei.
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Il rosa Tiepolo
Postato da Grazia01 il Sabato, 17 febbraio @ 16:11:18 CET (1149 letture)
Recensioni IV

Anche chi non sa nulla di pittura, men che meno di Tiepolo, tranne il fatto che ha dato il nome a un particolare tono di rosa che sta tra il cipria acceso e il confetto intenso, godrà di questo libro come di un lungo racconto suggestivo e colto - ma, grazie alla scrittura limpidissima, perfettamente accessibile - sul grande veneziano, sulla sua arte e sul suo secolo.
Storia e filosofia, religione, letteratura, anche politica si mescolano nel saggio che, almeno in teoria, solo di pittura promette di occuparsi: in altre parole, le pagine narrano della vita e del pensiero di tutto un secolo. Sebbene l'autore proceda esclusivamente dall'opera di Tiepolo - della sua esistenza si sa, infatti, poco o niente - molti sono i segreti che vengono svelati. E come onde che da un punto centrale si muovono in tutte le direzioni, l'esplorazione, partita dal cuore della vicenda pittorica, si muove lontano nel tempo e nel sapere, coinvolgendo e illuminando elementi che, a prima vista, appaiono distanti e poi risultano, invece, connessi in modo stretto.
Pittore di corte, se mai ce ne fu uno, Tiepolo lavorò per i potenti d'Europa raccontando la loro gloria su soffitti e volte affrescate. Ma sempre, mescolato al tripudio e all'omaggio, s'incontra un dettaglio che tutto ciò mette in dubbio: uno sberleffo (o un'ombra della morte) che il committente forse accetta, forse nemmeno comprende, ma che a noi - a testa in su in ammirazione di quei trionfi - rende l'opera infinitamente più comprensibile e amata.


ROBERTO CALASSO
Adelphi - Pagine 320
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Amori cosmici
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 febbraio @ 23:17:26 CET (1396 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

Sono da sempre amanti
la Luna e il Mare.
Di questa storia son le Stelle complici,
l'Alta Marea la prova
dell'attrazione.

Amor grande a distanza
che suscita l'ombrosa gelosia
dell'invidiose Nubi che frappongono
le loro forme cupe tra gli sguardi.

Allora il Mar s'infuria,
scuro diventa, si dispera e sbatte
il fluido suo corpo sugli scogli
e sparge stille amare verso il cielo.

Il Vento, che fu il primo testimone
della passione,
che colse sin dal Caos il giuramento
degli ancestrali, separati amanti,

non condiscende
a negar loro pure la visione:
perciò, soffiando, sgombra
le Nuvole gelose dell'idillio.

La Luna quindi,
facendo capolino lentamente,
proietta il dolce sguardo luminoso
che come una carezza, in superficie,
acquieta l'ansia del promesso sposo.

E le Stelline, vaghe confidenti,
van tremulando qual celesti moccoli.


Lino Lista
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BAOBAB: IL GIGANTE BUONO
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 febbraio @ 20:54:11 CET (8293 letture)
Natura e capolavori nel mondo

Il grande albero delle savane, icona e simbolo della fauna africana, offre all´uomo riparo, cibo, medicine e innumerevoli qualità prodigiose. Tra leggende e tradizioni antiche, vi sveliamo i segreti di questa pianta straordinaria.

E´ l´albero simbolo delle savane, una poderosa scultura del mondo vegetale. Vive oltre 500 anni. Il suo tronco può raggiungere un diametro di 15 metri e un´altezza di 25: un vero gigante della natura. Stiamo parlando del baobab, pianta possente e regale che l´uomo ha imparato a conoscere e apprezzare per le sue straordinarie proprietà.
Al centro della vita. Nel continente africano il baobab è il centro gravitazionale della vita sociale dei villaggi: sotto la sua ombra si tengono i mercati, le riunioni degli anziani, le udienze dei giudici, le danze rituali, i giochi dei bimbi. Per le carovane e i viaggiatori rappresenta inoltre un fondamentale punto di riferimento per orientarsi, un elemento imprescindibile del paesaggio. "Questo curioso albero domina, isolato e immenso, con i suoi rami sproporzionati, le vaste e assolate pianure dell´Africa", scriveva nel 1453 l´esploratore-cronista portoghese Gomes Eanes de Zurara.
Lo spirito (buono) dell´albero. Il suo aspetto avvizzito, la sua capacità di sopravvivere a lunghi periodi di siccità e la sua longevità hanno indotto molti popoli a venerare il baobab e a ritenere che possieda poteri magici. Il suo spirito protegge i villaggi e viene talmente rispettato dagli abitanti, che solo gli iniziati e i saggi hanno il permesso di arrampicarvisi sopra. In Africa Occidentale si usa persino "parlare" al baobab, per confidarsi, chiedere consigli, allontanare la malasorte.
Pare infatti che bisbigliando formule magiche e appoggiando la mani sul tronco della pianta, si ottenga una potente benedizione contro le avversità della vita. Secondo la tradizione però questi poteri non funzionerebbero né con i bianchi, né coi musulmani...
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Le arselle di Marceddì
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 febbraio @ 20:33:17 CET (4514 letture)
Argomenti vari I

Marceddì è un paesino di poche case basse e bianche a qualche chilometro da Oristano, ma è anche una laguna che un ponte separa dal mare, unendo le due rive opposte e facendo da barriera alla marea. A partire dal mese di maggio e per tutta l'estate, chi attraversa la laguna nelle prime ore della giornata può notare un buon numero di pescatori muniti di stivali di gomma alti fino alla coscia impegnati in una ricerca meticolosa. Le arselle, così in Sardegna e in Liguria si chiamano le vongole, sono interrate nel fondale a volte anche a 10, 15 centimetri di profondità e per trovarle occorre aguzzare gli occhi e cercare due forellini nella sabbia. Una volta individuate le Arselle vengono estratte, con una piccola cazzuola una ad una.
La tecnica di raccolta non danneggia i fondali come avviene lungo le altre coste del nostro Paese. I pescatori inoltre raccolgono solo gli esemplari adulti e si preoccupano ogni anno di seminare arselle autoctone che crescono nutrendosi del plancton che trovano da sé nelle acque degli stagni costieri.
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Nel Nome
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 febbraio @ 21:05:37 CET (1232 letture)
Poesie d'amore I

lo, riconosciuto nudo, risalito
lungo le cicatrici
dalla conoscenza della tua bocca,
ti schiudo alla mia
come un'alba, un riparo
nel respiro della forza deposta;
ogni giorno aggiungo una morte
alla mia vita
e ogni giorno il tuo nome
ha più significato
duttile sulla mia lingua
e l'ombra versata la sera sulla soglia
il minuto posato nell'attesa
ci libera dalla morte ereditata;
era aprile e pensavo di essere
più piccolo del firmamento,
che non sei tu, non sono io.
lo splendore di un sentiero tracciato
dentro il mio nome e il tuo.


Inedito di Pierluigi Cappello,
vincitore del Premio Bagutta Opera Prima 2007
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Un «Re pastore» da scoprire
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 febbraio @ 20:49:28 CET (1019 letture)
Mostre e spettacoli

Quando Amadeus era «il secondo»

Nel XVIII secolo la visita di un reale presso una corte era occasione di festa. Quando fu annunciato l'arrivo a Salisburgo dell'arciduca Massimiliano, figlio dell'imperatrice Maria Teresa, l'arcivescovo Colloredo incaricò il Kapellmeister Domenico Fischietti e il giovane Mozart, allora secondo Konzertmeister, di preparare gli intrattenimenti musicali. E così, per il 23 aprile 1775 il giovane Mozart musicò «Il re pastore», il cui testo era una rielaborazione di quello scritto nel 1744 da Pietro Metastasio. Mozart diresse la prima esecu:z:ione e probabilmente eseguì la parte di violino solista.
Una rara occasione per vedere «Il re pastore» è fissata per questa sera al Teatro Sociale di Como (replica il 17) per la messa in scena 'dell' Aslico, diretta dal suo presidente Bruno Dal Bon con regia di Vincent Boussard e interpreti Stefano Ferrari (Alessandro), Ingrid Kaiserfeld (Aminta, un ruolo all'origine interpretato dal castrato Tommaso Consoli), Silvia Colombini (Elisa), Karin SeIva (Tamiri) e Mario Alves (Agenore). La graziosa opera ha inizio quando Aminta ed Elisa decidono di dar libero corso alla loro unione mentre Tamiri e Agenore si rassegnano all'amara fatalità del loro distacco. Ma prorompe Alessandro, re di Macedonia e tiranno di Sidone, con il progetto di condurre al trono Aminta, unico erede, ma in unione con Tamiri. Seguono contrasti che si spengono nel lieto fine. (p.pan.)


IL RE PASTQRE, Teatro Sociale di Como, ore 20.30, replica I sabato 17,
info 031.270170" ' ••••
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Innamorarsi in messenger
Postato da spalato il Mercoledì, 14 febbraio @ 22:47:15 CET (1603 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Sguardo sognante fissato nell'eternità
Sospiro nascosto dietro lieve sorriso
Tanta voglia di parlare e sentire
Ma tu non ci sei.
Incredulità, sorpresa, gioia e tristezza
Attraversano il cuore velocemente
Provocando battiti incontrollabili
E ti cerco.
Il tempo si è fermato aspettandoti
Fissando omino rosso sulla lista
Angoscia cresce ascoltando conosciuti suoni
Dove sei?
Finalmente.....il cuore esplode di gioia
Le parole si fermano, spariscono
Riesco solo dire: "Omino Verde
IO TI AMO!!!"


spalato
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Da marzo stop ai costi di ricarica
Postato da spalato il Mercoledì, 14 febbraio @ 20:25:39 CET (986 letture)
Attualità I Nessun rinvio per la cancellazione dei costi di ricarica sulle carte prepagate dei cellulari.

Lo slittamento, paventato, è scongiurato: dal 4 marzo (ma, secondo l'Ansa, dal 5 marzo) ci sarà lo stop ai costi fissi di ricarica, previsto dal Pacchetto Bersani. Anzi la cancellazione viene estesa anche alle schede prepagate per servizi televisivi e internet. L'emendamento è stato presentato al decreto legge in commissione: lo ha riferito il relatore al dl sulle liberalizzazioni, Andrea Lulli. Da marzo sarà vietato per gli opertatori mobili italiani applicare costi fissi di ricarica sulle schede dei cellulari.


Mirella Castigli, vnunet 14-02-2007

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SAN VALENTINO E LE SUE LEGGENDE
Postato da Grazia01 il Martedì, 13 febbraio @ 22:38:49 CET (1147 letture)
Leggende e fiabe II

San Valentino si dedicò con amore alla cura del prossimo.
In vita compì numerosi miracoli e molte sono le leggende che raccontano le gesta del Santo.

L'amore sublime:

Un centurione romano pagano di nome Sabino s'innamorò di Serapia, una giovane cristiana di Terni. Egli si recò dai suoi genitori, per chiederla in sposa, ma loro rifiutarono a causa della sua religione. Serapia, a sua volta innamorata del giovane romano, lo invitò a recarsi da Valentino. Sabino seguì i suggerimenti dell'amata e ricevette il battesimo dal Santo.
Fu allora che Serapia si ammalò di tubercolosi. I giorni passavano e la giovane non migliorava; fu deciso quindi di chiamare Valentino al suo capezzale. Sabino pregò il Santo, dicendogli che non avrebbe potuto vivere senza la sua compagna. Accogliendo la disperazione del giovane, Valentino levò le sue preghiere al Signore, ed i due giovani lasciarono la vita terrena, per vivere insieme nell'eternità.




La rosa della riconciliazione:
Passeggiando per il suo giardino, Valentino un giorno udì due fidanzati litigare. Invitando i due ragazzi alla ragione, egli porse loro una rosa affinché la stringessero facendo attenzione a non pungersi con le spine e pregando perché il loro amore fosse eterno. I due giovani si riconciliarono immediatamente e dopo non molto tempo, si recarono nuovamente dal Santo per celebrare il matrimonio ed invocare la sua benedizione.

I bambini:
Il giardino della casa di San Valentino era un luogo di gioia ed amore, dove spesso gli abitanti della città di Terni si recavano, per ricevere i preziosi consigli del santo.
Particolari ed abituali frequentatori del giardino erano i bambini della zona, che lì si recavano per giocare. Valentino, rallegrandosi della loro spensieratezza e della loro purezza, spesso si fermava ad osservarli, soprattutto per essere certo che non corressero pericolo alcuno.
Quando il sole iniziava a tramontare, egli si recava tra loro e a ciascuno regalava un fiore, che i bambini avrebbero dovuto portare alle loro mamme. Un piccolo stratagemma, per essere certo che i fanciulli si dirigessero subito a casa, senza far troppo tardi!


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Perché l'onesto è più creativo ed efficiente
Postato da Grazia01 il Lunedì, 12 febbraio @ 14:50:30 CET (1385 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Perché dobbiamo essere onesti, leali, mantenere la parola data, non fare minacce e ricatti quando sappiamo benissimo che, usando mezzi illeciti, molti si sono arricchiti, sono diventati potenti e vengono ammirati ed elogiati? Se molte fortune sono nate dalla genialità degli imprenditori, altre sono il frutto di furfanterie. Gli americani "chiamano Robber Barons alcuni loro famosi magnati.
Se la disonestà paga, perché tante persone continuano ad essere oneste, integre, corrette? Alcuni rispondono che lo fanno per timore della legge. Ma davvero credete che gli onesti siano onesti per timore del magistrato? No. Le leggi sono indispensabili, ma noi non siamo gentili con nostro marito o nostra moglie, non ci prendiamo cura dei nostri figli, non facciamo il nostro lavoro quotidiano, non aiutiamo gli altri per timore della legge. La società è fondata sui costumi, regole morali, valori, legami affettivi e solo quando questi fattori cessano di funzionare deve intervenire la "legge. E non sempre con molto successo, come dimostrano le aree di mafia e di camorra
Il rigore morale è qualcosa che cominciamo a formarci da bambini attraverso l'esempio dei genitori, degli insegnanti, degli amici. E una bussola interna che rafforziamo da adolescenti, da adulti, nelle prove della vita. E' un costrutto personale, il prodotto di una volontà, di una autodisciplina come ogni altra virtù, ogni altra abilità.
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ALL'ALBA, SEDUTA NELLA CASA PATERNA
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 febbraio @ 20:30:54 CET (1077 letture)
Poesie originali e strane I

Siedo tranquilla, nell'alba;
una piccola casa alle
dighe del Missouri.
Un coyote muove furtivo
verso il bosco, come me
insonne, colpevole e
guardingo. Gli uccelli
commentano il suo
passaggio.
Giovani cavalieri Indiani
sono qui per prendere il
ronzino di mio padre, da
usare come cavallo da
soma al locale rodeo.
Sto bene. Il sole si leva.


Aquila Grigia
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Abbasso il nove
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 febbraio @ 20:24:01 CET (1114 letture)
Poesie e racconti di Gianni Rodari

Uno scolaro faceva le divisioni:
- Il tre nel tredici sta quattro volte con l'avanzo di uno. Scrivo quattro al quoto. Tre per quattro dodici, al tredici uno. Abbasso il nove...
- Ah, no, - gridò a questo punto il nove.
- Come? - domandò lo scolaro.
- Tu ce l'hai con me: perché hai gridato «abbasso il nove»? Che cosa ti ho fatto di male? Sono forse un nemico pubblico?
- Ma io...
- Ah, lo immagino bene, avrai la scusa pronta. Ma a me non mi va giù lo stesso. Grida «abbasso il brodo di dadi», «abbasso lo sceriffo», e magari anche «abbasso l'aria fritta», ma perché proprio «abbasso il nove»?
- Scusi, ma veramente...
- Non interrompere, è cattiva educazione. Sono una semplice cifra, e qualsiasi numero di due cifre mi può mangiare il risotto in testa, ma anch'io ho la mia dignità e voglio essere rispettato. Prima di tutto dai bambini che hanno ancora il moccio al naso. Insomma, abbasso il tuo naso, abbasso gli avvolgibili, ma lasciami stare.
Confuso e intimidito, lo scolaro non abbassò il nove, sbagliò la divisione e si prese un brutto voto. Eh, qualche volta non è proprio il caso di essere troppo delicati.

Gianni Rodari

Biografia
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Il paese con l'esse davanti
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 febbraio @ 20:18:12 CET (1328 letture)
Poesie e racconti di Gianni Rodari

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore. Viaggia e viaggia, capitò nel paese con l'esse davanti.
- Ma che razza di paese è? - domandò a un cittadino che prendeva il fresco sotto un albero.
Il cittadino, per tutta risposta, cavò di tasca un temperino e lo mostrò bene aperto sul palmo della mano.
- Vede questo?
- E' un temperino.
- Tutto sbagliato. Invece è uno «stemperino», cioè un temperino con l'esse davanti. Serve a far ricrscere le matite, quando sono consumate, ed è molto utile nelle scuole.
- Magnifico, - disse Giovannino. - E poi?
- Poi abbiamo lo «staccapanni».
- Vorrà dire l'attaccapanni.
- L'attaccapanni serve a ben poco, se non avete il cappotto da attaccarci. Col nostro «staccapanni» è tutto diverso. Lì non bisogna attaccarci niente, c'è già tutto attaccato. Se avete bisogno di un cappotto andate lì e lo staccate. Chi ha bisogno di una giacca, non deve mica andare a comprarla: passa dallo staccapanni e la stacca. C'è lo staccapanni d'estate e quello d'inverno, quello per uomo e quello per signora. Così si risparmiano tanti soldi.
- Una vera bellezza. E poi?
- Poi abbiamo la macchina «sfotografica», che invece di fare le fotografie fa le caricature, così si ride. Poi abbiamo lo «scannone».
- Brrr, che paura.
- Tutt'altro. Lo «scannone» è il contrario del cannone, e serve per disfare la guerra.
- E come funziona?
- E' facilissimo, può adoperarlo anche un bambino. Se c'è la guerra, suoniamo la stromba, spariamo lo scannone e la guerra è subito disfatta.
Che meraviglia il paese con l'esse davanti.

Gianni Rodari

Biografia
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IL CUORE
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 11 febbraio @ 14:51:30 CET (6287 letture)
POESIE TEMATICHE I°
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I segreti delle donne dell'Antico Egitto
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 febbraio @ 10:26:09 CET (1314 letture)
Storia

Scopri la misteriosa bellezza delle donne dell'Antico Egitto. Abiti, prodotti di bellezza, gioielli in una mostra esclusiva nelle splendide sale di Palazzo Reale a Milano.



Un viaggio affascinante alla scoperta dell'universo femminile nell'Antico Egitto: è questo il tema della mostra allestita nel Palazzo Reale, a Milano, intitolata "Nefer - la donna nell'Antico Egitto".
La straordinaria modernità della donna egiziana viene descritta attraverso oltre 200 reperti archeologici di grande valore provenienti da musei italiani ed internazionali: oggetti quotidiani, rossetti, ciprie, fondotinta, specchi, creme e ungenti riprodotti secondo le formule di allora, parrucche, pettini e spilloni ci svelano i segreti di tanta bellezza.
Colta, "in carriera", emancipata, ora signora della casa ora dea, considerata alla pari dell'uomo, la donna egiziana era dotata di una libertà estremamente sorprendente: poteva adottare figli, chiedere il divorzio, amministrare il patrimonio e addirittura reggere uno stato.





da donna.it
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Poesia - pioggia
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 febbraio @ 13:38:14 CET (3539 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

La poesia è pioggia gentile
che disseta e ristora.
La voce sua piana
placa e conforta;
racconta storie d'amore,
alimenta sogni nel cuore.

Può essere anche tempesta
Con fulmini e tuoni,
bufera di acqua e di vento
che schianta ed abbatte
ma la sua violenza
lava ed irrora la terra
e ripulisce il cielo.
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Il simbolisco da Moreau a Gauguin a Klimt
Postato da Grazia01 il Giovedì, 08 febbraio @ 21:24:26 CET (1313 letture)
Mostre e spettacoli A Ferrara
Palazzo dei Diamanti dal 18 febbraio al 20 maggio 2007




Gusta Klimt Le tre età della donna (particolare)


In Europa poco dopo la metà dell'ottocento, alcuni artisti presero a dare vita ad un'arte sofisticata, volta a rendere visibile l'invisibile, attraverso la forza evocativa dei simboli. Da Parigi a Bruxelles, da Londra a Berlino, da Monaco a Vienna, in poco più di un ventennio un nuovo linguaggio figurativo si impose come una vera e propria tendenza di stile e di gusto.
Poetico e visionario, sognatore, antagonista sia della pittura accademica sia del realismo e dell'impressionismo, il simbolismo intese superare la mera apparenza del reale per indagare il senso segreto delle cose e creare opere in grado di toccare le corde più profonde dell'animo umano.
Organizzata da Ferrara Arte, in collaborazione con la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, la mostra ripercorre l'evoluzione della poetica simbolista attraverso una selezione di oltre cento capolavori provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.




F. del Cossa Ritratto d'uomo
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Camilleri racconta Caravaggio
Postato da Grazia01 il Giovedì, 08 febbraio @ 10:51:17 CET (6146 letture)
Recensioni III

La copertina del nuovo libro di Andrea Camilleri
Il colore del sole


«Quando non racconto le storie di Montalbano mi sento libero» confessa l'autore. Che nel romanzo dedicato all'artista affronta il tema del tormento creativo. In un diario che è anche una scommessa: la ricostruzione della scrittura del genio

Il fax si accende continuamente sulla scrivania di Andrea Camilleri. E spesso sono fogli trasmessi scritti a mano. Nel suo studiolo, pieno di quadri e di libri, Camilleri accende una sigaretta: «Come le è sembrato?» chiede. Si riferisce al nuovo romanzo che esce dalla Mondadori il 6 febbraio, intitolato: Il colore del sole, 110 pagine scritte in un italiano secentesco, un diario siciliano del pittore Caravaggio.

Un diario falso, ovviamente, di cui nessuno ha mai saputo nulla, e ritrovato in modo rocambolesco.

«Vorrei proprio sapere come lo prenderanno i miei lettori» dice sorridendo.
Quelli che vorrebbero solo e soltanto Montalbano?
Infatti. Quando non scrivo di Montalbano mi sento libero. È come una fuga d'amore.
La annoia scrivere di Montalbano?
No, però certe volte è una prigione.
La fuga lei anche questa volta l'ha fatta in Sicilia. Racconta che in un modo misterioso viene avvicinato da un uomo che la porta in un luogo dove un equivoco personaggio le mostra delle pagine manoscritte di Caravaggio. Lei ha costruito un falso storico perfetto. Faticoso?
Per niente. Per me falsificare è una gioia. È una delle cose che mi riescono meglio.
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Il carnevale nel mondo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 07 febbraio @ 18:20:38 CET (3586 letture)
Invenzioni e origini III

Il Carnevale di Nizza

Fra i carnevali pù celebri del mondo ricordiamo quello di Nizza, le cui origini si perdono nel tempo. Ogni anno, nella città, meta di numerossissimi turisti, si svolgono le sfilate di carri e di maschere e soprattutto le caratteristiche battaglie di fiori.
I fiori infatti sono l'elemento principale di questo Carnevale e in particolare delle feste che si svolgono nei giardini Alberto I, tutti i giorni, escluso il sabato.
Nello stesso periodo al Palais des Expositions si tiene la festa della birra, con musiche e canti tirolesi. Il giorno di martedì grasso ha luogo l'imponente sfilata di maschere, carri e pubblico, che inizia nel primo pomeriggio e continua fino a tarda notte, quando il rogo di Re Carnevale, il grande spettacolo di fuochi d'artificio e il veglione all'Hotel Plaza concludono il Carnevale nizzardo.
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Qualcuno vuole diventare nostro amico?
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 febbraio @ 20:25:57 CET (914 letture)
Messaggi II

Non è poesia anche questa?

Siamo 8,
1 femmina (la numero 2) e 7 maschietti! La mamma è a sua volta figlia di una pastore tedesco pura. I cuccioli sono tutti nero focati,tranne un maschietto che è fulvo con gli occhi azzurro/verdi! Sono di taglia medio/grande, ma il primo e soprattutto l'ultimo sono dei giganti (notare le zampotte)! Si trovano PER STRADA, questa ragazza porta loro il cibo, ma di fatto sono abbandonati a loro stessi. E' urgente toglierli da lì !

Chiunque è interessato contatti artik_9@hotmail.com


Le immagini degli altri cuccioli sono visibili nell'album "animali" della Galleria
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Il carnevale in Italia
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 febbraio @ 12:11:37 CET (1984 letture)
Invenzioni e origini III

Diversamente da quanto si potrebbe pensare il Carnevale in Italia ha origini molto antiche, risale a tradizioni precristiane, che si ricollegavano ai saturnali e ai lupercali, riti per la fertilità della terra.

In alcune città inizia il 26 Dicembre, in altre a Capodanno o all’Epifania, in altre ancora alla Candelora, il 2 Febbraio, termina sempre il martedì che precede il giorno delle Ceneri, che dà inizio alla Quaresima, periodo di digiuno, penitenza e purificazione che serve di preparazione alla Pasqua.

Durante il Carnevale tutto è permesso: allegria, balli, divertimenti, cibo e dolci di ogni tipo. In tutte le regioni d’Italia viene festeggiato con sfilate e balli in piazza, maschere tradizionali e fantastiche, coriandoli e stelle filanti, ma in alcune città i festeggiamenti sono tanto originali da richiamare turisti e visitatori provenienti da ogni parte del paese e del mondo.


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Amore notturno
Postato da Grazia01 il Lunedì, 05 febbraio @ 21:34:01 CET (1000 letture)
Poesie d'amore I

Una notte vicino alla sua casa
E dal balcone aperto nella mite
Notte del Sud, la donna che m'apparve
Golosa di risucchio come un'acqua
Gelata. E non avrà mai volto,
Sale la gola chiara, scende al buio
Degli occhi avidamente salda.


A bocca aperta nella pioggia, un nero
Grappolo le lasciava goccia a goccia
Sapore di città - disse - di vento.




(Alfonso Gatto)
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Lo specchio
Postato da Grazia01 il Lunedì, 05 febbraio @ 20:57:03 CET (1152 letture)
Racconti II

Sapete, certe volte quando ci si guarda allo specchio, non si vede la propria immagine bensì un'altra persona, che però non va pettinata, né imbellita va solo osservata
Bisogna fissarla attentamente e, cercare di scavare oltre quegli occhi spenti e monotoni perché ormai li si vede sempre e sono sempre gli stessi.
Si vede aldilà e scorgi le sue paure, i suoi gemiti ed i suoi urli. Lo vedi scivolare via ed allontanarsi fino a diventar buio. Al suo posto si scorge invece, la sua vita tetra, ghiaccia ed umida.
Si intravedono le persone che compongono questa vita
Tutti là grigi e lunghi che ti guardano E, per un attimo ti viene da chiudere gli occhi per il terrore, che da tempo scorre per tutto il tuo corpo; tanti sono i silenzi che lo specchio ha svestito.
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Il campo di patate
Postato da Grazia01 il Lunedì, 05 febbraio @ 20:27:44 CET (3425 letture)
Letture varie II

Un vecchio arabo residente a Chicago da più o meno quarant'anni, vuole piantere delle patate nel suo giardino, ma arare la terra è diventato un lavoro troppo pesante per la sua età.
Il suo unico figlio, Ahmed, sta studiando in Francia. Il vecchio manda una e-mail a suo figlio, spiegandogli il problema:
"Caro Ahmed, sono molto triste perché non posso piantare patate nel mio giardino quast'anno, sono troppo vecchio per arare la terra. Se tu fossi qui tutti i miei problemi sarebbero risolti. So che tu dissoderesti la terra e scaveresti per me. Ti voglio bene. Tuo padre."
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FATE IL PUNTO SUL SAPORE DEI LUARTÌS
Postato da Grazia01 il Lunedì, 05 febbraio @ 14:19:06 CET (1565 letture)
Argomenti vari I

Il punto è il soldato semplice della punteggiatura.
L'artiglieria esclamativa è potente, la cavalleria interrogativa è veloce, le trincee dei due punti sono utili: ma senza il punto non si vincono le battaglie.

IL PUNTO HA SUBITO una mutazione, negli anni. Una volta se ne usavano pochi; oggi se ne mettono troppi. Molta prosa moderna - dalle email ai romanzi - è una scarica di punti. «Lui entrò. La vide. Bella, pensò. La baciò. Così. Ma poteva continuare. Usci. Non tornò.». E per fortuna, dico io: altrimenti entravo nella frase, e lo schiaffeggiavo.
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Diamo più spazio a Chopin & c. nelle scuole
Postato da Grazia01 il Venerdì, 02 febbraio @ 21:10:04 CET (1087 letture)
Argomenti vari II

"In modo da offrire ai giovani un altro punto di vista" Il pianista e compositore Ludovico Einaudi spiega com'è riuscito a conquistare le nuove generazioni con il suo ultimo cd, che in tre mesi ha già raggiunto le trentamila copie di vendita.
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Ciao


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