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Mostra fotografica di Aldo Colnago
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 gennaio @ 22:16:37 CET (949 letture)
Mostre e spettacoli

A C Q U A vita, cultura, affare
Vi invitiamo all’inaugurazione che si terrà:
sabato 20 gennaio 2007 alle ore 16.00
in Villa Rosnati ad Appiano Gentile (CO)

Mostra fotografica di Aldo Colnago (gruppo “Autoscatto”)

Mostra di ex libris “Acque, alle sorgenti della vita”
a cura di Mauro Mainardi
Scultura di Massimo Ballabio
Leggi Tutto... | 522 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Spalato - storia di una città
Postato da Antonio il Martedì, 02 gennaio @ 00:58:50 CET (2566 letture)
Storia

La Spalato romana non fu altro che la sede della sfarzosa villa-palazzo dell'imperatore Diocleziano, fatta costruire nel 293 d.C.
Nei secoli successivi, gli abitanti della vicina Salona, già colonia greca e in seguito popolosa città romana, per sfuggire alle incursioni degli Avari e degli Slavi, si rifugiarono nelle sue rovine, fondando così la città di Spalatum.

Successivamente si susseguirono vari domini: l'Impero Bizantino, nel quale la città riuscì man mano a ritagliarsi una certa autonomia, quindi il Regno Croato, nel quale era la capitale della Croazia. Poi fu nel Regno Magiaro-Croato, nel contesto del quale la città mantenne la sua autonomia comunale, ebbe pochi anni d'indipendenza, quindi fu nella Repubblica di Venezia, la cui influenza durò per quattro secoli sino il 1797, lasciando in eredità numerose vestigia; fu nell'Impero di Francia poi nell'Impero Asburgico. L'Impero Ottomano invece mai riuscì a conquistarla.
Leggi Tutto... | 5949 bytes aggiuntivi | 2 commenti | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 3


La rosa bianca
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 gennaio @ 00:42:10 CET (3790 letture)
Poesie di Bertolucci

Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
E' un ritratto di te a trent'anni,
un po' smemorata, come tu sarai allora.


Attilio Bertolucci

Biografia
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Risanamento
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 14:02:17 CET (1293 letture)
Milano mia I

La stazione
Angelo Morbelli 1912

Di tutto questo non c'è più niente (o forse
qualcosa s'indovina, c'è ancora qualche strada
acciottolata a mezzo, un'osteria ... ).
Mio padre diceva che la gente di qui,
di piazza della Vetra, dietro a San
Lorenzo, era gente da uscir di casa col coltello
alle sette di sera.
Eh sì, il Naviglio
è a due passi, la nebbia era più forte
prima che lo coprissero,
la piazza piena di bancarelle
con le luci a acetilene, le padelle nere delle castagne
arrosto, i mangiatori di chiodi e di stoviglie
non era certo un posto da passarci
insieme a una ragazza. Ma così
come hanno fatto, abbattere case,
distruggere quartieri, qui e altrove (la Vetra, Fiori Chiari, il Bottonuto),
a cosa serve? Il male non era in quelle scale,
in certi portoncini con la spia, nei cortili soffocati
dai ballatoi: lì semmai c'era umido
da prendersi un malanno. Se mio padre
fosse vivo, chiederei anche a lui: ti sembra che serva?
è il modo? A me sembra che il male
non è mai nelle cose, gli direi.


Giovanni Raboni
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Perché amo questa città
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 13:53:57 CET (2116 letture)
Milano mia I

Disco in Largo Greppi a Milano
Arnaldo Pomodoro

Un giorno amavi la città
perché fu la tua giovinezza.
Ma che ti scalda
ora in un tuffo al cuore se svolti l'angolo
con ali di bitume ai calcagni?
Non quel volto selvaggio e patetico
che conobbero gli amici,
ma la brace discreta che ti consuma
con il tempo, non-eterna salamandra.
Qui sto più a mio agio che dentro un vecchio
abito, è il mio corpo che sente usure
e morsi, s'intorpidisce con il sonno, si stira la mattina
in un grigio fumoso delicato come una perla.
In una parola: è la città dove invecchio, dove imparo
ogni giorno a tendere al centro.


Giuliano Gramigna
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Via Scarlatti
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 13:41:44 CET (3537 letture)
Milano mia I

Carlo Carrà
Paesaggio con camion 1920

Con non altri che te è il colloquio.
Non lunga tra due golfi di clamore
va, tutte case, la via;
ma l'apre d'un tratto uno squarcio
ove irrompono sparuti monelli
e forse il sole a primavera.
Adesso dentro lei par sempre sera.
Oltre anche più s'abbuia,
è cenere e fumo la via.
Ma i volti non so dire:
ombra più ombra di fatica e d'ira.
A quella pena irride
uno scatto di tacchi adolescenti
l'improvviso sgolarsi d'un duetto
d'opera a un accorso capannello:
E qui t'aspetto.


Vittorio Sereni
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La casa del Petrarca
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 13:32:19 CET (1397 letture)
Milano mia I

Angelo Morbelli
Dalla Terrazza 1914

Ho bussato per là terza volta
alla sua piccola casa, e non mi ha aperto.
E non era Vaucluse, solo Linterno, o Inferno, Cassina Interno,
dove dal suo giaciglio, il poeta,
assisteva alla messa.
Destino, ho pensato, o ancora poco amore.
Polle paludose, fontanili,
un improvviso sciogliersi in trasparenza fresca
nel terreno friabile dopo la sbarra di passaggio.
C'erano i pavoni appollaiati in faccia al lago
e volavano insieme i corvi coi gabbiani.
C'era il coniglio tranciato davanti al cancello del poeta,
la gallina randagia che giocava col gatto
nell'immondizia del recinto
e il fumo del concime sul sentiero fangoso.
In quel pomeriggio di domenica invernale,
gli umani erano pochi.
Le due donne e il pescatore, la famiglia in bici,
noi due viaggiatori, esploratori,
che già sognavamo Quarto Cagnino,
cercando, di fronte al baseball,
la casa incerata del sudicio erborista,
il fiero don Giuseppe, el pret de Ratanà.


Maurizio Cucchi
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Capodanno a Milano
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 13:24:56 CET (1145 letture)
Poesie di Erba

Umberto boccioni - Rissa in Galleria 1920
Pinacoteca di Brera

Si credeva a Milano che a vedere
per primo un uomo sulla soglia di casa
andando a messa il primo di gennaio fosse
segno di prospero futuro.
Erano figure nere di pastrani
incerte nella nebbia del mattino sciarpe bianche,
cappelli, flosci e duri rintocchi di bastone, passi lontani.
Or dove siete, uomini augurali?
L'onda lunga del vostro presagio
si frange ancora alla riva degli anni?
. Dentro una nebbia tra noi sempre più fitta
mi sembra talvolta intravedere un volo di profetici mantelli.

Luciano Erba

Biografia
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AUGURISSIMISSIMISSIMISSIMISSIMI
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 31 dicembre @ 08:44:28 CET (1621 letture)
Post di Tony Kospan I

AUGURO
UN FELICISSIMO



AI GESTORI GLI ISCRITTI ED I LETTORI DI QUESTO SITO...

CHE SIA INNANZITUTTO UN ANNO DI PACE...

DI SOGNI CHE SI REALIZZANO...

E DI SALUTE E SERENITA'...





Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per contare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

Poesia indiana...






E PER FESTEGGIARE L'ARRIVO DEL NUOVO ANNO...



BRINDIAMO DUNQUE TUTTI INSIEME...



CIN CIN...



TONY KOSPAN
Leggi Tutto... | 3 commenti | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Tutto imparammo dell'amore
Postato da Grazia01 il Sabato, 30 dicembre @ 19:36:19 CET (1153 letture)
Poesie e altro di Dickinson


Tutto imparammo dell'amore:
alfabeto, parole,
un capitolo, il libro possente,
poi la rivelazione terminò.

Ma negli occhi dell' altro
ciascuno contemplava un'ignoranza
divina, ancora più che nell'infanzia;
l'uno all' altro, fanciulli,

tentammo di spiegare
quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'è vasta la saggezza
e molteplice il vero!


Emily Dickinson
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Imre Kertész - Nobel 2002
Postato da Antonio il Sabato, 30 dicembre @ 11:18:40 CET (1517 letture)
I Nobel della letteratura I

Imre Kertész (nato a Budapest il 9 novembre 1929) è uno scrittore ungherese.
Nel 1944, a quindici anni, fu deportato ad Auschwitz e fu liberato a Buchenwald nel 1945; tornato in Ungheria nel 1948 lavorò come giornalista in un quotidiano di Budapest. Quando nel 1951 il giornale divenne organo del partito comunista fu licenziato. Dopo due anni di servizio militare, per mantenersi iniziò a scrivere romanzi e a tradurre opere di Freud, Nietzsche, Canetti, Wittgenstein e altri.
Essere senza destino, il suo primo e più famoso romanzo, descrive l'esperienza di un ragazzo ungherese di quindici anni nei campi di sterminio nazisti di Auschwitz, Buchenwald e Zeitz. Il romanzo, scritto in dieci anni, è basato sull'esperienza diretta dell'autore. Egli stesso ha dichiarato: "Ogni volta che penso a un nuovo romanzo penso a Auschwitz".
Kertész e la sua opera furono messe al bando ed è stato riconosciuto come scrittore di fama sia in patria che all'estero solo dopo il crollo del Muro di Berlino.
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Morto l'attore Aroldo Tieri
Postato da Grazia01 il Venerdì, 29 dicembre @ 19:26:03 CET (1091 letture)
In ricordo

Ha segnato la storia del cinema e del teatro italiano

ROMA - Si è spento nella notte, all' età di 89 anni, l'attore Aroldo Tieri. Era ricoverato nella clinica S.Valentino a Roma, dove è morto fra le braccia della moglie Giuliana Lojodice, che ha dato la notizia. Tieri, che ha segnato la storia del nostro cinema e in particolare del nostro teatro, era nato a Corigliano Calabro il 28 agosto 1917. I funerali si svolgeranno sabato mattina alle 11 alla parrocchia Stella Mattutina, alla Balduina (via Lucilio 2).

Figlio del commediografo Vincenzo, Aroldo si diploma all'Accademia 'Silvio D'Amico' ed esordisce in teatro nella 'Francesca da Riminì. Dal 1938 al 1941 fa parte della Compagnia dell'Eliseo, dove recita nella 'Dodicesima notte' e 'Le allegre comari di Windsor' (Shakespeare), e in testi di Puget, Testoni, Lodovici. Nel dopoguerra lavora su testi di Pirandello, Vanderberghe, Rattigan, Barry e Greene. Comincia a lavorare anche nel teatro di rivista di Garinei e Giovannini, accanto alla Magnani, a Totò, a Gino Cervi, a Walter Chiari.
Leggi Tutto... | 1872 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


FRAMMENTI DI SAGGEZZA INDIANA
Postato da Tony-Kospan il Venerdì, 29 dicembre @ 08:41:54 CET (4481 letture)
Post di Tony Kospan I

NON MI INTERESSA...

Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.



Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare
di sembrare stupido per l'amore,
per i sogni, per l'avventura di essere vivo.
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Grazie Internet
Postato da Grazia01 il Giovedì, 28 dicembre @ 13:41:37 CET (859 letture)
Internet I

Grazie a Internet siamo tutti personaggi dell'anno. Alla ricerca della nostra identità perduta.
Secondo la rivista Time, il personaggio dell'anno, il più autorevole e influente, è "You." (notare il punto, che dà un'accezione definitiva alla scelta). Un pronome che allude a gran parte di noi, a una massa indistinta di identità sconosciute. Tanto che la copertina è uno schermo di computer vuoto, bianco, riempito appunto solo dalla scritta "You.". Il bello è che tutti noi che usiamo abitualmente un computer, e lo riempiamo di contenuti (chi con un blog, chi dando notizie in anteprima, chi pubblicando fotografie o filmati o romanzi o anche solo frasi), siamo ormai abituati a essere tanti You diversi, così tanti da perderne il conto e dover passare parte del tempo alla ricerca della nostra identità perduta. lo, per esempio, sono una You per le com e una You per la mia banca, ma anche una You per accedere al mio sito, e una You per chiaccherare tramite Messenger, una You per accedere agli altri vari siti, una You per le chat ....e ogni volta ho un nome, una password che dimentico. E poi sono una You in famiglia, e un'altra col mio cane, e un'altra ancora con gli sconosciuti. Tutti questi nomi e atteggiamenti un po' veri e un po' virtuali finiscono per confondermi, e il gioco dell'identità che permette di essere dappertutto, anche al supermercato senza uscire di casa, fa sì che il personaggio dell'anno sia forse uno You pirandelliano, in cerca di se stesso.


Grazia
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Inverno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 28 dicembre @ 09:31:50 CET (1151 letture)
Le poesie e altro di Grazia III

La nebbia è un pacato silenzio
che distende i miei pensieri.

Vedo memorie profonde
nelle sue onde compatte:
incise nel fluire del tempo;
radicate come gli alberi nudi
che disegnano sfocate trame di rami
sulla tela leggera del cielo.


Grazia

18 dicembre 2006
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Il lettore del metrò
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 27 dicembre @ 20:27:11 CET (1065 letture)
Racconti IV

Il Govi era lì ogni giorno. Ma essendo l'unico che era lì ogni giorno non se ne accorse mai nessuno. Prendeva la metro allo stesso orario ed entrava sempre nell'ultimo vagone del treno. Tutto questo da sette mesi. Da quando aveva capito che a casa sua era impossibile trovare la pace perché i suoi tre inquilini erano persone dalla discrezione discutibile e dalla rumorosità e invadenza clamorosa. Tornava a casa e trovava sempre qualcuno che urlava, qualcuno che mangiava il suo cibo, qualcuno che frugava il suo armadio. Ogni giorno.
Gavi, ad ogni affronto, ingoiava amaro, sparava un sospiro, mormorava frasi confuse. Non riusciva a reagire, e se fosse riuscito a spiegare la sensazione che provava a qualcuno, avrebbe detto mi si forma una palla nera di gomma qui in pancia. Nessuno avrebbe capito. Non in quella casa, almeno. Govi provava a fare fronte a quella situazione con l'unica strategia in suo possesso. La fuga. E l'unica fuga che poteva permettersi era la lettura. Ma in quella casa era impossibile.
Primo, perché lì mostrare un libro equivaleva a esporsi a una mitragliata di sfottò privi di senso. «Leggi poesie? Sei innamorato, forse?», immediata palla nera di gomma dentro Govi. Poi, perché i suoi inquilini avevano trovato nuovi e interessanti utilizzi per i suoi libri. Ne trovò una pila a far da poggiapiedi al terribile ragionier Carbelli, e ne trovò uno in fondo all'acquario del pluriripetente Moporti (tre esami in 14 anni di Statale). Palla nera di gomma nello stomaco.
Leggi Tutto... | 2185 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Eccomi qua
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 27 dicembre @ 13:58:36 CET (3723 letture)
Le poesie e altro di Grazia III


Eccomi qua.
Esco da un lungo torpore,
con i sensi all'erta, finalmente.
Emergo dalle spoglie di una immagine
che non mi appartiene,
fatta di false sicurezze.
Riscopro il mio essere
priva di misurate misure,
amplifico emozioni,
risorgo con nuove energie.
Fatico a riconoscermi
in una leggerezza dimenticata,
in desideri inaspettati.
Lascio il buio per la luce
e sono viva come mai.
Trepidante attendo.

Eccomi qua.
Alla fine dei miei alibi,
senza più dubbi o menzogne,
appena uscita da uno schiacciasassi
dopo una notte insonne,
riunita alla rinfusa
e con tutti i punti deboli scoperti.
Aspiro e lentamente mi riconsidero,
obbligata ad estrarre ancora sopravvivenza
da un corpo che presenta
un numero di tracce inconsistenti,
mentre continuo a strapparmi a me stessa,
a perdermi in uno scontro
dall'esito sempre incerto,
incapace di imparare
senza venir coinvolta.

Il miraggio della realizzazione
è sempre un luogo astratto,
arricchito da un linguaggio
pieno d'inutile importanza.
La fantasia non ha altro fine
che appassionarmi a vuoto.
Un puerile risvolto delle cose
nato dalla vita quotidiana
che l'ha ispirata senza, peraltro,
riuscire mai a divenire poesia.
Soltanto voci.
Echi dai misteriosi sussurri.
E mille e mille volti.
Triangoli... ellissi.

Grazia
27 dicembre 2006
Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 4.58


Se proprio devi odiarmi - Shakespeare
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 dicembre @ 19:56:23 CET (4771 letture)
Poesie e opere di Shakespeare

Se proprio devi odiarmi
fallo ora,
ora che il mondo è intento
a contrastare ciò che faccio,
unisciti all'ostilità della fortuna,
piegami
non essere l'ultimo colpo
che arriva all'improvviso
Ah quando il mio cuore
avrà superato questa tristezza.
Non essere la retroguardia di un dolore ormai vinto
non far seguire ad una notte ventosa
un piovoso mattino
non far indugiare un rigetto già deciso.
Se vuoi lasciarmi
non lasciarmi per ultimo
quando altri dolori meschini
avran fatto il loro danno
ma vieni per primo
così che io assaggi fin dall'inizio
il peggio della forza del destino
e le altri dolenti note
che ora sembrano dolenti
smetteranno di esserlo
di fronte la tua perdita.


William Shakespeare
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Il canto d'amore
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 dicembre @ 09:25:43 CET (1266 letture)
Poesie di Tagore

Dammi il supremo conforto dell'amore,
questa è la mia preghiera.
Il conforto che mi permetterà di parlare,
agire, soffrire secondo la tua volontà,
e di abbandonare ogni cosa per non essere
lasciato a me stesso.
Fortificami nei pericoli, onorami con la tua sofferenza
aiutami a percorrere i cammini difficili
del sacrificio quotidiano.
Dammi la suprema confidenza dell'amore,
questa è la mia preghiera.
La confidenza nella vita che sfida la morte,
che cambia la debolezza in forza,
la sconfitta in vittoria.
Innalzami, perché la mia dignità, accettando l'offesa,
disdegni di renderla.


R. Tagore
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La canzone di Susannah - Stephen King
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 dicembre @ 09:11:39 CET (1716 letture)
Recensioni III


LA CANZONE DI SUSANNAH Stephen King
© 2004 Sperling & Kupfer Editori S.p.A

Prosegue la saga in questo sesto libro della famosa serie della Torre Nera.
Susannah, posseduta da Mia, incinta del Tizio, fugge attraverso la porta introvata per andare a partorire.

In questo volume vediamo i personaggi a noi ormai noti, spostarsi dal mondo dove si sono trovati e uniti, alla ricerca della torre nera, per tornare nel mondo conosciuto, in diversi quando.
Jake, padre Callahan e Oy inseguono Susannah – Mia.
Roland e Eddie vanno a trovare Calvin Torre, il proprietario del terreno con la rosa, per concludere il loro contratto e proteggere così quel fiore assai prezioso per l’incolumità dei mondi.
Questo sesto libro scorre veloce, pagina dopo pagina. Ed è quello che, finora, raccoglie in sé, custodisce, i trucchi migliori del vasto repertorio di King.
Oltre che a ripresentarci brani e personaggi pescati da altri suoi libri famosi, il lettore si trova a tu per tu con lo stesso King. Roland e Eddie, infatti, lo vanno a cercare, dopo aver compreso di essere dei personaggi scaturiti dalla sua fantasia.
Ho trovato questo passaggio davvero geniale!
Il libro si conclude col parto imminente di Susannah – Mia e con delle pagine prese da un diario tenuto da King, il quale racconta come stia procedendo il suo lavoro.
E, altro colpo di scena, lo scrittore sfrutta l’incidente che ha avuto nel 1999, quando fu investito da un minivan; ma, sorprese delle sorprese, ne resta, forse,ucciso.
Chi sarà, allora, a scrivere il settimo e ultimo libro della serie della Torre Nera?


Miriam Ballerini
eeditrice.com
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Magia delle Feste
Postato da spalato il Lunedì, 25 dicembre @ 18:55:52 CET (1035 letture)
Attualità I

I romani furono i primi ad offrire piccoli doni beneauguranti ad amici e conoscenti, ed il piacere di donarsi strenne natalizie non accenna a spegnersi.

Il primo a cominciare, per lo storico Simmaco (340-402 d.C.), fu il re dei Sabini, Tazio, solito ad offrire agli amici un mazzo di rami raccolto nel bosco della dea Strenua (da qui il nome strenna natalizia), sul monte Velia. Strenua voleva anche dire Sanitas, ovvero buona salute, che si voleva augurare alle persone care con un dono.

La consuetudine si allargo' anche a Capodanno che , spostato al primo gennaio, consacrava il dio Giano che i romani festeggiavano cosi': invitavano a pranzo amici e parenti, scambiandosi frasi affettuose incise su formelle di terracotta, piccoli oggetti, vasi colmi di miele, datteri, fichi perchè come scriveva Omero:"nelle cose passi il sapore e l'anno, qual comincio', sia dolce, "Da non dimenticare i ramoscelli d'olivo ed alloro, molto usati come noi ora si usa il vischio(tipico invece dei Celti).

Ma esisteva anche un'altro momento magico: la settimana dei Saturniali, istituita intorno al solstizio invernale in onore di Saturno, vecchio dio della semina e del tempo. E cosi' padroni e servi mangiavano insieme, giocavano a dadi e si scambiavano regali.
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Il Natale Ortodosso - Scontro tra calendari
Postato da spalato il Lunedì, 25 dicembre @ 18:51:12 CET (112459 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

La religione russo-ortodossa celebra il 7 gennaio la ricorrenza della nascita del Bambino Gesù. No, no, nessuna polemica, semplicemente un errore di calcolo del vecchio calendario giuliano introdotto da Giulio Cesare.

Un calendario che, contenente un piccolo difetto di calcolo rispetto a quello solare, non rispettava più l’andamento delle stagioni. Fu Papa Gregorio XIII ad eseguire la riforma che, nel 1582, soppresse ben 10 giorni dal 5 al 14 ottobre nell’anno 1582 e non furono più considerati bisestili gli anni dei secoli non divisibili per 400.

Cambiamenti che, ovviamente non furono accettati dalla chiesa ortodossa. Per questo motivo il Natale Ortodosso ricade il 7 gennaio del nostro calendario (gregoriano) che corrisponde al 25 dicembre del calendario giuliano.

Un natale quasi del tutto uguale a quello nostro, anche se dato che nella iconografia ortodossa non esiste la rappresentazione del Presepe, la nascita di Gesù viene considerata un fatto talmente sacro da non poter essere rappresentato attraverso un mediazione umana, quale può essere quella del Presepe, che fu introdotta da San Francesco d'Assisi. La natività nella tradizione ortodossa viene rappresentata attraverso la luce e la luminosità indice di purezza.
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Riti legati a Babbo Natale
Postato da spalato il Lunedì, 25 dicembre @ 18:41:45 CET (1136 letture)
Leggende e fiabe  I

Intorno alla figura di Babbo Natale si sono evoluti vari riti che vengono di solito eseguiti dai bambini che sperano di ricevere dei regali da lui.

Riti della Vigilia
Negli Stati Uniti la tradizione vuole che la sera della Vigilia si lascino un bicchiere di latte e dei biscotti per Babbo Natale; in Inghilterra il suo pasto consiste invece di mince pie e sherry.

I bambini inglesi e americani lasciano anche fuori casa una carota per le renne di Babbo Natale; un tempo veniva detto loro che se non fossero stati buoni tutto l'anno avrebbero trovato nella calza un pezzo di carbone al posto dei dolci, anche se questa pratica sembra ormai in disuso.

Secondo la tradizione olandese di Sinterklaas, invece, i bambini 'mettono fuori la scarpa', ovvero riempiono una scarpa con il fieno e una carota e prima di andare a dormire la lasciano fuori di casa (in alcuni casi il rito viene fatto diverse settimane prima della sera di San Nicola, la sinterklaas avond.
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Ritorno per un dolce Natale
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 dicembre @ 22:22:16 CET (1495 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Disse la madre: Lasciate socchiusa la porta, ch'egli verrà.
Fu lasciata socchiusa la porta: egli entra, disceso dall'eternità.
Per strade di neve e di fango gli fu guida la stella in cammino
nei cieli sol quando rinasce, dentro una stalla, Gesù Bambino.
Riaccosta l'uscio in silenzio, appende in silenzio il gancio al mantello
(fiori e bruciacchi di schrapnell nella divisa ridotta un brandello:
ma ben calca sugli occhi l'elmetto, che la fronte non sia veduta,
e siede, al suo posto, nel cerchio della famiglia pallida e muta.
-Mamma, perché non ti vedo la veste di raso dal gaio colore?
- E' in fondo all'armadio, è in fondo all'armadio:
domani la metto, mio dolce amore.
- Babbo, perché così curvo, perché tante rughe intorno ai tuoi occhi?
- Son vecchio, ormai: vecchio e stanco; ma tutto passa, se tu mi tocchi:
- Sorellina dal piede leggero, perché un nastro nero fra i riccioli biondi?
- T'inganni, ha il colore del cielo, ha il colore dei mari profondi.
Intanto, dalle campane della Messa di Mezzanotte
gigli e gigli di pace e d'amore fioriranno nella santa notte.
Ed ecco al "Gloria" drizzarsi nell'alta e sottile persona il soldato,
togliendo dal capo l'elmetto, piamente, con gesto pacato.
Scoperta arderà in mezzo alla fronte l'ampia stimmate sanguinosa:
corona di re consacrato, fiamma eterna, divina rosa.
Ma sotto il diadema del sangue egli il capo reclinerà
come chi nulla ha dato, come chi nulla avrà.


Ada Negri
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Ascoltami
Postato da spalato il Domenica, 24 dicembre @ 22:12:13 CET (1226 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Ehi, ascoltami
voglio dirti che....
il risveglio è sempre brusco
e lascia amaro nella bocca
spariscono illusioni e speranze
e con le lascrime negli occhi
si cancella tutto il passato.

Ehi, ascoltami
devo dirti che......
anche il silenzio più profondo parla
finché mormorio delle lacrime racconta
la rabbia bolle e si placca
e rimane un niente
un niente doloroso.

Si era fatta la casa dei sogni
costruita dalle nuvole
bianche tenere colorate
senza le finestre e poche porte
ben serrate.

La chiave era ben nascosta
ma si trovava ogni tanto
e si viveva una favola
la favola senza la lieta fine
e adesso......

Sì, ascoltami bene
devo dirti che.....
in punta dei piedi si esce
stando attenti di non pestare nessuno
e con un secco colpo di spugna
si cancella tutto......
dimenticare.....dimenticare.....dimenticare

Un senso unico nella strada
buio ma non troppo lungo
non si può più tornare
è tardi.....davanti c'è un muro
e vorrei morire davvero.

Si scende a capolinea
senza voltarsi indietro
senza rimpianti e rimorsi
e si tuffa nel silenzio
non puoi più ascoltarmi......


spalato
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Avvento - 24 dicembre
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 dicembre @ 00:02:55 CET (1022 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Al Santo Bambino

La notte è scesa
e brilla la cometa

che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino

Tu, Re dell’Universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.

Gesù, fa' ch'io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa' che il tuo dono
s'accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.


Umberto Saba
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“Le mie compere”… per te !
Postato da Grazia01 il Sabato, 23 dicembre @ 13:23:52 CET (4694 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Ieri ti ho pensato, ti ho pensato tanto,
che ho sentito il bisogno di farti un regalo ...
Poi ho pensato non ad un solo regalo ma a vari,
ho pensato che dovevano essere cose che a te piacessero
oltre che ad essere utili.
E' stato così che mi sono alzata più presto e sono andata
a comprare tutto quello che immaginavo.
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Avvento - 23 dicembre
Postato da Grazia01 il Sabato, 23 dicembre @ 00:44:52 CET (1372 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Shakespeare in Amleto ricorda il Natale

Alcuni dicono che ogni qualvolta s'approssima la stagione
in cui si celebra la nascita del Nostro Salvatore, l'uccello
dell'alba canta tutta la notte e allora, dicono, nessuno spirito
può muoversi attorno, le notti sono salubri, allora nessun
pianeta assidera, nessuna fata incanta, né alcuna strega a
potere d'affatturare, così quel tempo é Santo e pieno di grazia...




L'abete

Chi abita sull'abete
tra i doni e le comete?
C'è un Babbo Natale
alto quanto un ditale.
Ci sono i sette nani,
gli indiani,
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Nevina e fiordaprile
Postato da Grazia01 il Sabato, 23 dicembre @ 00:18:01 CET (1427 letture)
Leggende e fiabe II

Quando il sughero pesava e la pietra era leggera
come il ricciolo dell'ava
c'era, allora, c'era... c'era...

... una principessa chiamata Nevina che viveva sola col padre Gennaio.
Lassù, nel candore perpetuo, abbagliante, inaccessibile agli uomini, il Re Gennaio preparava la neve con una chimica nota a lui solo; Nevina la modellava su piccole forme tolte dagli astri e dagli edelweiss, poi, quando la cornucopia era piena, la vuotava secondo il comando del padre ai quattro punti dell'orizzonte.
E la neve si diffondeva sul mondo.
Nevina era pallida e diafana, bella come le dee che non sono più: le sue chiome erano appena bionde, d'un biondo imitato dalla Stella Polare, il suo volto, le sue mani avevano il candore della neve non ancora caduta, l'occhio era cerulo come l'azzurro dei ghiacciai.
Nevina era triste.
Nelle ore di tregua, quando la notte era serena e stellata e il padre Gennaio sospendeva l'opera per dormire nell'immensa barba fluente, Nevina s'appoggiava ai balaustri di ghiaccio, chiudeva il mento tra le mani e fissava l'orizzonte lontano, sognando.
Una rondine ferita che valicava le montagne, per recarsi nelle terre del sole, era caduta nelle sue mani, che avevano tentato invano di confortarla; nei brividi dell'agonia la rondine aveva delirato, sospirando il mare, i fiori, i palmizi, la primavera senza fine. E Nevina da quel giorno sognava le terre non viste.
Una notte decise di partire. Passò cauta sulla barba fluente di Gennaio, lasciò il ghiaccio e la neve eterna, prese la via della valle, si trovò fra gli abeti. Gli gnomi che la vedevano passare diafana, fosforescente nelle tenebre della foresta, interrompevano le danze, sostavano cavalcioni sui rami, fissandola con occhi curiosi e ridarelli.
- Nevina!
- Nevina! Dove vai?
- Nevina, danza con noi!
- Nevina, non ci lasciare!
E gli Spiritelli benigni le facevano ressa intorno, tentavano di arrestarle il passo abbracciandole con tutta forza la caviglia, cercavano di imprigionarle i piedi leggeri entro rami d'edera e di felce morta.
Nevina sorrideva, sorda ai richiami affettuosi, toglieva dalla cornucopia d'argento una falda di neve, la diffondeva intorno, liberandosi dei piccoli compagni di gioco. E proseguiva il cammino diafana, silenziosa, leggera come le dee che non sono più.
Giunse a valle, fu sulla grande strada.
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L'ultimo cavaliere di Stephen King
Postato da Grazia01 il Venerdì, 22 dicembre @ 17:39:45 CET (948 letture)
Recensioni III

copyright 1982 by S. King
1994 Sperling e Kupfer editori s.p.a.

Dalla nota dell’autore si scopre che L’ultimo cavaliere è stato scritto nell’arco di tempo di dodici anni; durante i quali, King non è rimasto con le mani in mano, ma ha pubblicato diversi altri libri.
Un fattore importante che ha dato l’avvio a questo libro, che fa parte della saga della Torre Nera, è stato, dice l’ autore, la poesia Childe Roland di Robert Browning.
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