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Babele negli Ipermercati dove lo shopping è una medicina
Postato da Grazia01 il Domenica, 14 gennaio @ 21:10:19 CET (1757 letture)
Milano mia I

La mia eccellente insegnante di spagnolo, Teresa Martinez, mi ha detto un giorno che i centri commerciali, da noi, assumono spesso l'aspetto, incongruo, di sostituti di veri e propri centri sociali pubblici mancanti.
«Da noi, a Barcellona - mi diceva - gli anziani hanno i loro luoghi organizzati dal comune, per incontrarsi e passare tranquillamente insieme il tempo libero. Qui mi sembra, devono arrangiarsi come capita".
E mi portava l'esempio di alcuni ipermercati dove è facile vedere nei giorni feriali, gruppi di signori e signore di una certa età, muti e seduti, con la testa alzata a guardare la televisione appesa ad un pilastro.
Una scena che ho potuto anch'io vedere non senza un poco di tristezza, tanto che per sentirmi solidale e non essendo d’età molto diversa, mi sona aggregato al gruppo silenzioso e teleutente anch'io, per qualche minuto. Ora siamo in inverno, ma si sa che d'estate si arriva a raccomandare alle persone anziane di aggirarsi in supermarket e centri commerciali per godersi un po’ d'aria condizionata e non farsi ammazzare dalla giornata torrida.
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Tramonto
Postato da Grazia01 il Sabato, 13 gennaio @ 22:03:52 CET (1062 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

Seduto sul pendio di remoti pensieri
guardo i monti sinuosi poggiarsi
docilmente sull’infuocato tramonto
e un altro giorno si perdera’
tra piccole onde increspate
La mia vita declina silenziosamente
cede il passo ad infausti intenti
mentre il mondo indifferente
rifiuta ancora d’abbracciarmi.
Un battito d’ali mi porta lontano
ove è lieve il colore della speranza
al cielo offro le mani
ora e’ solo tempo di silenzio.


Shayra
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Citazioni di Albert Camus
Postato da Grazia01 il Sabato, 13 gennaio @ 21:30:36 CET (5950 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni II

Amore

Amare qualcuno significa desiderare di invecchiare accanto a lui.

Quando si è avuta una volta la fortuna di amare intensamente,
si spende la vita a cercare di nuovo quell'ardore e quella luce.

Non essere amati è solo sfortura, non amare è sventura.


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Se il Vesuvio si risveglia.....
Postato da Grazia01 il Sabato, 13 gennaio @ 12:19:25 CET (1351 letture)
Natura e capolavori nel mondo

E alle case sotto il cratere ci pensa San Gennaro
Quanno si' 'a 'ncunia, statte; quanno si' martiello, vatte»,
dice un antico adagio napoletano.


Ognuno ha il suo destino: se sei incudine, statti, se sei martello, batti. Fatto sta che quest'idea dell'ineluttabilità del destino riesce spesso a disintegrare ogni possibilità di governare l'area partenopea. L'ultima dimostrazione la dà oggi il Corriere del Mezzogiorno. Ricordate il progetto.«Vesuvia», che si era posto l'ambizioso obiettivo di convincere la gente ad andarsene dalla pericolosissima «zona rossa» sotto il Vesuvio regalando a ogni famiglia 25 mila euro, poi saliti a 30 mila come contributo all'acquisto di una casa da un'altra parte? Bene: il nostro giornale «fratello» ha scoperto, per fare un solo esempio, che a San Giorgio a Cremano le famiglie che hanno sfruttato il bonus regionale sono state 106: 32 approfittando del primo bando di «Vesuvia» e 74 del secondo. Nel solo 2005, però, i napoletani che hanno lasciato la metropoli per trasferirsi nel paese alle pendici del vulcano sono stati 378. Un disastro. Che rivela da solo un problema più generale: su 11.807 cittadini che hanno deciso di lasciare il comune partenopeo per traslocare nei centri dell' hinterland, quasi 1.500 hanno scelto uno dei 18 comuni a rischio. Portici, Cercola, Somma Vesuviana, Pollena Trocchia, Ercolano, San'Anastasia, Torre del Greco, San Sebastiano al Vesuvio, Pompei, Massa di Somma, Ottaviano, Boscoreale, Terzigno, Trecase, Boscotrecase, San Gennaro e, appunto, San Giorgio a Cremano.
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Giorgio Gaber - Il Signor G racconta la città
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 gennaio @ 14:57:34 CET (2281 letture)
In ricordo

Un bacio davanti ad un portone a Porta Romana, con la paura di arrossire. Il Riccardo, imbattibile a biliardo. Le sere passate a scolare barbera. Il Cerutti Gino, la Torpedo blu e il bar al Giambellino. Come è bella la città, come è grande la città, come è viva la città, Come la Milano delle fabbriche, degli affari, delle vetrine e dei locali dove si suona sino a tardi e si ascolta musica nuova. Come al Santa Tecla, alla fine degli Anni Cinquanta, dove Giorgio Gaber (al secolo Gaberscik, classe 1939) comincia a farsi conoscere. Ha un diploma di ragioniere in tasca e si è iscritto alla Bocconi, il giovanotto, e per pagarsi gli studi è sul palco con la chitarra a suonare rock (si alterna con un certo Adriano Celentano).
Si esibisce anche nel trio Rocky Mountains con Enzo Jannacci e Luigi Tenco e non passa inosservato.
Tra i primi a notarlo ci sarà Mogol e poi Umberto Simonetta; scrittore e umorista, che con Gaber darà vita ad un sodalizio memorabile ..
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Anche i cartoni animati hanno uno scheletro
Postato da Grazia01 il Giovedì, 11 gennaio @ 14:03:06 CET (1657 letture)
Siti interessanti e strani

Di artisti stravaganti (per non dire peggio) nel Web ce ne sono parecchi. Chi dipinge con le natiche, chi affresca pezzi del muro di Berlino per poi venderli, chi crea mini incidenti con modellini d'auto schiantati su bonsai, chi fa ritratti con il chewing-gum ... .

Oggi vogliamo aggiungere alla lista di questi fenomeni il buon Michael Paulus, sedicente artista multimediale dell'Oregon. La sua immersione totale nei mezzi di comunicazione di massa, dalla televisione alla radio, passando per giornali e computer, gli ha ispirato dei capolavori che potrete ammirare recandovi al sito www.michaelpaulus.com/gallery/character-Skeletons.
Per illustrarveli adeguatamente, dobbiamo partire dagli Anni '60. Durante quel mitico decennio, Michael Paulus era soltanto un bambino che adorava la tivù e stravedeva in particolar modo per i cartoni animati. Come tutti i bambini, nel vedere quei disegni che prendevano vita sullo schermo, trovò. ulteriori motivi per scatenare la propria già fertile immaginazione. Per l'epoca, si trattava certo di una novità straordinaria, al punto che Michael faceva i raggi X a Betty Boop, la foca Shmoo, Baby Huey, Little Lotta, Hello Kitty e, negli anni a seguire, a Marvin il Marziano, Fred e Barney, CharIie Brown, Lucy, Patty Peppermint, Linus, il canarino Tweety, Dexter, Buttercup e decine di altri eroi indimenticabili.
Come ben sapete, tutti questi personaggi hanno corpi dalle dimensioni e caratteristiche assolutamente assurde, o meglio innaturali.
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Costi di ricarica, il ministro Bersani dice basta
Postato da spalato il Mercoledì, 10 gennaio @ 19:32:58 CET (767 letture)
Attualità I

I costi di ricarica dovranno essere tagliati e fatti pagari per quanto valgono

Mirella Castigli, vnunet 10-01-2007


Anche il ministro Bersani, famoso per le liberalizzazioni, dice basta all'anomalia italiana dei costi di ricarica dei cellulari. Aboliamoli.eu aveva lanciato una petizione, approdata sul tavolo dell'Authority. AgCom ha già chiesto una rimodulazione, definendo i costi di ricarica sono troppo alti e un'anomalia italiana. Oggi anche Bersani dice basta: gli operatori mobili dovranno farli pagare per il loro effettivo valore, dunque vanno tagliati. Forse siamo alla vigilia di provvedimenti concreti? Vedremo.
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«I continenti si fonderanno di nuovo»
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 10 gennaio @ 10:20:00 CET (1761 letture)
Ecologia e ambiente I Uno scienziato Usa: «Si riformerà la Pangea». Ricercatori divisi
«Il primo passo: Europa e Africa unite, il Mediterraneo sparirà»


MILANO — L'Africa si muove verso l'Europa, sino a fondersi in un unico grande continente battezzato Afrasia. Il Mar Mediterraneo scomparirà e al suo posto si alzerà la catena dei Monti Mediterranei: accadrà fra cinquanta milioni di anni, ma già oggi ci sono movimenti della crosta terrestre che testimoniano come cambierà il panorama della Terra e non soltanto nelle nostre zone. La previsione di come si trasformerà il globo con lo scorrere del tempo è diventata la specialità del professor Christopher R. Scotese dell'università del Texas (Usa). Anzi, alla speculazione scientifica ha associato anche una passione per la diffusione dele sue ricerche, creando persino un sito Internet ( www.scotese.com) diventato un riferimento prezioso per scuole e musei scientifici. Ed è in Rete che diffonde le sue elaborazioni sulle caratteristiche che assumerà il pianeta, frutto del «Paleomap Project». La prima tappa studiata è il mondo fra 50 milioni di anni quando, oltre alla scomparsa del Mediterraneo, vedremo anche, tra le altre cose, la California del Sud migrare verso l'Alaska. «Andare al di là di questo primo obiettivo — confessa Scotese — diventa rischioso, perché potrebbero succedere cose inaspettate». Ma la consapevolezza da scienziato non gli ha impedito di estendere ben oltre la sua previsione. Nei passi successivi egli immagina l'Australia proiettarsi verso Nord sino a scontrarsi con Indonesia e Malesia, per finire in una grande fusione con Filippine e Asia. La storia poi continua fra cento milioni di anni, quando toccherà all'Antartide scivolare sempre in direzione Nord, incuneandosi tra Madagascar e Indonesia. E proseguendo il viaggio nel tempo, fra duecento milioni di anni l'Oceano Atlantico si chiuderà e il Sudamerica si congiungerà al Sudafrica. La fine della storia che ci racconta Scotese è collocata fra 250 milioni di anni e sarà un ritorno alle origini. Perché allora tutti i continenti si ritroveranno riuniti in un'unica grande terra che lui ha battezzato «Pangea Ultima».

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Padova metafisica studia De Chirico
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 gennaio @ 20:09:16 CET (2237 letture)
Mostre e spettacoli Cento opere del massimo pittore italiano del '900, che girava con i libri di Nietzsche sotto il braccio. Autore di una tendenza estetica e intellettuale che battezzò con un termine filosofico.



Autoritratto nudo,
1945, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna

L'uomo canuto che, seduto a un tavolino del Caffè Greco di Roma, rispondeva all'ammirazione di qualche signora, incerta se chiamarlo oppure no maestro, con un classico: «Chiamami Peroni, sarò la tua birra», era un genio. Non per la battuta, degna del divertito cinismo di Andy Warhol. Ma perché Giorgio De Chirico è stato di gran lunga il massimo pittore del '900 italiano. Nonché l'autore di una delle più emozionanti scoperte estetiche e intellettuali della modernità europea. La chiamò Metafisica. Termine pomposo precipitato dai cieli della filosofia sui tavolacci spaesanti e teatrali, e poi sui mari-parquet, di una pittura indimenticabile. Tra piazze vastissime e vuote e i toc toc di manichini lignei che si urtano e si abbracciano come stralunati Pinocchi, decisi però a non diventare umani, ma enigmatici e divini.

Chi voglia farsene oggi un'idea, la più completa possibile in tutte le sue fasi, svolte, giravolte e ripicche, deve andare a Padova. A Palazzo Zabardella, dal 20 gennaio al 27 maggio, Paolo Baldacci e Gerd Roos hanno raccolto 100 opere del Pictor optimus sotto un titolo secco, De Chirico (catalogo Marsilio).
Mentre un altro grande Giorgio (Morandi) ci parla dalla sua cella monacale e si presenta come l'immobilità fatta pittura, De Chirico entra nella nostra vita fantastica a vele spiegate. Simile a un Ulisse che, nato in Grecia (Volos 1888) da genitori italiani, è attratto dalla sua patria originaria e costretto, subito, al viaggio. Sono pochi gli artisti che, come lui, hanno fatto coincidere l'estro con la geografia. Arrivare a Monaco di Baviera da Atene, dopo essere passati per Venezia, Milano e Firenze, voleva dire, nel 1906, soffiare tutta l'aria greca che si aveva raccolta nei polmoni sopra il nebbioso paesaggio dei miti e dei sogni di re Ludwig II, e di pittori come Arnold Böcklin e Max Klinger. Tenendo per di più, nella mano ispirata, i libri di Friedrich Nietzsche e Arthur Schopenhauer.




Il figliol prodigo,
1926, Collezione Etro
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Lo sguardo del poeta
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 gennaio @ 19:51:39 CET (1082 letture)
Poesie sulla vita I

Dove la terra fu inutilmente arata
e i campi fuano ancora, e le ombre
lontane chiamano inascoltate dai passanti
o dove qualcuno si fermò per un istante e poi scomparve,
linea rovente, rasoterra del tempo,
traccia, impronta di vita che comunque fu,
in qualunque ora e in qualunque modo,
li guardano, e lo chiamano orizzonte,
da cui nasce il tempo, il viaggio, l'avventura
oltre la siepe, il meridiano, il magico
confine dell'atlante.
Li, ascoltami, cadde lo sguardo,
ma non fu a caso, nulla accade per nulla,
fu la tua voce, la voce che sale dalle sponde abitate,
questo è il nostro unico margine,
confine e fuoco,
questa è la direzione dello sguardo.


Roberto Mussapi
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Citazioni di Marcel Proust
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 gennaio @ 13:28:54 CET (3473 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni II

In molte persone ci sono strati diversi e dissimili (in lei, il carattere di suo padre e quello di sua madre): se ne traversa uno, poi un altro; ma il giorno dopo l'ordine delle stratificazioni e' invertito, e alla fine non si sa chi separera' le le diverse parti, di chi ci si possa fidare per la sentenza. Gilberte era come quegli stati con i quali non si osa allearsi perche' mutan governo troppo spesso. Ma, in fondo, sbagliamo. La memoria anche della persona piu' mutevole fissa in lui una specie di identita' e fa si' ch' essa non manchera' di onorare promesse di cui serbi il ricordo, anche se non le abbia controfirmate.
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Canto 94
Postato da Grazia01 il Lunedì, 08 gennaio @ 13:31:25 CET (1109 letture)
Poesie e altro di Dickinson

Angeli vedi nella prima luce
tra la rugiada curvarsi,
Cogliere e volar via con un sorriso:
crescon per loro i fiori?

Angeli vedi quando il sole infuria
tra le sabbie roventi,
cogliere e volar via con un sospiro:
ed i fiori avvizziti con sé portano.

Emily Dickinson
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Al di là della speranza
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 gennaio @ 17:49:21 CET (1074 letture)
Milano mia I

Non ti dico speranza. Ma è
speranza.
Questa parola che ti porgo è niente,
la sperde il giorno e me con essa. E
niente ti consola di essere sostanza
delle cose sperate. In queste lente
sere di fumo e calce la città
che mi porta s'intorbida nei viali
sui battistrada di autotreni, muore
fra ponti di bitume, fari, scorie ...
Qui sarò io stato vivo; e ai generali
destini che mi struggono, l'errore
che fu mio, e il mio vero, resterà.


di Franco Fortini
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Saper ascoltare la gente: arte o imbroglio?
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 gennaio @ 13:54:41 CET (1321 letture)
Psicologia e salute I

Ho letto che a Milano c'è un ingegnere che nei fine settimana mette su un banchetto in un parco e si offre di ascoltare gratis la gente. La prima cosa che ho pensato è: il banchetto di Lucy Van Pelt nei Peanuts - "Psychiatric help 5 cents". In fondo, anche quell'aiuto in altro non consiste se non nell'ascoltare i problemi degli altri, con però due fondamentali differenze. Una: non è gratis. Due: incapace com'è per carattere di provare pietà per gli altri, Lucy finisce sempre per sparare qualche giudizio cinico o sarcastico che si abbatte come un randello sul suo piccolo paziente. E se la prima differenza è minima, perché in fondo la cifra pretesa da Lucy è molto vicina al nulla richiesto dall'ingegnere milanese, la seconda differenza è enorme.
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Harold Pinter - Nobel 2005
Postato da Antonio il Domenica, 07 gennaio @ 12:53:20 CET (5512 letture)
I Nobel della letteratura I

Harold Pinter, drammaturgo, regista e attore teatrale britannico. Ha scritto per teatro, radio, televisione e cinema. I suoi primi lavori sono considerati fra i capolavori del teatro dell'assurdo.

Pinter nacque a Hackney, Londra e studiò alla Hackney Downs Grammar school e, per breve tempo, alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA). Pubblicò da giovane alcune poesie e iniziò a recitare in teatro col nome d'arte di David Baron. La sua prima commedia, The Room, fu rappresentata per la prima volta dagli studenti dell'università di Bristol nel 1957.
The Birthday Party (1958) fu inizialmente un fiasco, nonostante la recensione positiva sul Sunday Times fattagli dal critico teatrale Harold Hobson ma il successo del suo lavoro successivo, The Caretaker (1960), la riportò in auge e questa volta riscosse successo. Queste commedie ed altri dei suoi primi lavori, come The Homecoming (1964), sono a volte etichettate come "commedia della minaccia". Di solito cominciano con una situazione apparentemente innocente che diventa assurda e minacciosa poiché gli attori si comportano in modo inspiegabile sia per il pubblico che, a volte, per gli altri personaggi. Questo stile ha ispirato l'aggettivo "Pinteresque". Le opere di Pinter sono segnate dall'influenza di Samuel Beckett fin dall'inizio e i due divennero presto buoni amici.
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Il catino di zinco di Margaret Mazzantini
Postato da Antonio il Domenica, 07 gennaio @ 12:38:43 CET (2352 letture)
Recensioni III

«Il catino di zinco è un romanzo che ha durata. Chi l'ha letto non lo dimentica, chi l'ha nella sua biblioteca lo riprenderà in mano ogni tanto. Il rapporto figlia-famiglia, nipote-nonna, è rievocato con una tal precisione di memoria che è come se la Mazzantini avesse conservato un'intera epoca surgelata nel cervello: la scongela in questo momento e la fa vivere sulle pagine, per te, sotto i tuoi occhi»
Ferdinando Camon
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Paura
Postato da Grazia01 il Sabato, 06 gennaio @ 23:10:40 CET (1208 letture)
Poesie sulla vita I

L'alba mi fa paura;
dal buio ovattato della notte
mi partorisce a un giorno sconosciuto.
Ieri, leggera, mi libravo:
Oggi, con passo greve,
calco un selciato piatto
fra grigie mura senza alcuna svolta;
ed è paura, sempre più paura.


Chiara Cremonesi
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Paese d'inverno
Postato da Grazia01 il Sabato, 06 gennaio @ 08:39:50 CET (1440 letture)
Poesie di Bertolucci

Che il sole dopo la neve
appaia, e le nuvole si tingano di rosso
come schiave: la neve sui tetti
un rossore colorirà, guancia di principessa.
S'alzi un leggero vento
e spenga l'acqua, che s'era addormentata,
con assonnata voce di pastore;
escano fanciulle con scialli,
lampeggiando gli occhi neri,
e improvvisamente corrano punte dall'aria
simili a uccelli che s'alzino a volo.
E gli zingari rubino ragazzi.


Attilio Bertolucci

Biografia
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Gruppo fotografico autoscatto
Postato da Miriam il Giovedì, 04 gennaio @ 22:50:00 CET (1517 letture)
Mostre e spettacoli Appiano Gentile, 1980.
Quattro persone, appassionate di fotografia, istituiscono il gruppo fotografico Autoscatto.


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Vi auguro di trovare la ricchezza interiore
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 gennaio @ 19:41:08 CET (1921 letture)
Psicologia e salute I

Vi auguro di trovare la ricchezza interiore: vale più di una lotteria


Con l'anno nuovo si scatena il popolo delle lotterie. In fondo a noi piace vivere di illusioni. "Se vinco cambio vita, compro la casa, sistemo i figli, smetto di lavorare, mi metto a viaggiare». Pochi sanno che la stragrande maggioranza dei vincitori finisce male. Parenti e amici diventano "interessati" e non si capisce chi vuole bene per davvero e chi per denaro. Di fronte a una montagna di soldi ci si butta su investimenti spesso fallimentari.
L'improvvisa ricchezza fa sentire onnipotenti, si parte alla ricerca di nuove avventure e di nuovi amori che poi non si sanno gestire, col risultato di ritrovarsi poveri e senza famiglia. Eppure, sognando la ricchezza, stiamo tutti incollati al video, in attesa dei risultati.
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Quanta emozione nelle parole dei poeti
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 gennaio @ 13:17:15 CET (1163 letture)
Psicologia e salute I

I versi di Neruda, Ungaretti, Montale ci fanno stare bene, allargano la mente, dicono che non si è mai soli.
E insegnano il senso della vita.


«lo non vengo a risolvere nulla. lo sono venuto qui per cantare e per sentirti cantare con me». Questo è il poeta Ricardo Neftali Reyes Basoalto, nato nel 1904 a Temuco nel Cile, che a 16 anni scrisse i suoi primi versi col nome di Pablo Neruda. «lo non vengo a risolvere nulla». Questo voleva dire Neruda, il poeta.
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Una gara speciale
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 03 gennaio @ 19:22:42 CET (1558 letture)
Racconti IV

A quel tempo mio figlio frequentava la prima media e abitavamo a Milano. Lui non voleva saperne di ginnastica o di sport. Al corso di nuoto, le sue urla di terrore si sentirono anche fuori della piscina. Provai all' Arena con l'atletica: il primo giorno si fece venire mal di pancia; idem alla prima lezione di judo (vomito e febbre); con l'oratorio e relative partite di pallone era la stessa solfa, per quel pigrone.
Non sapevo cos'altro escogitare, insieme al padre, per allenare i muscoli del nostro «maschione»! Trascorreva le sue ore libere a leggere, ascoltare musica disco (orrenda), oppure andava a fare compagnia a un ragazzino che abitava vicino a noi, Michele
.
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Buon 2007
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 03 gennaio @ 14:20:13 CET (853 letture)
Messaggi I
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Una Befana rivista: tutta solidale e pacifista
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 03 gennaio @ 14:16:42 CET (1393 letture)
Attualità I

Roma.
Torna la Befana in Città con l'undicesima edizione della manifestazione di solidarietà "La Befana Cittadina del Mondo" a Roma. Una Befana scenderà dal cielo per tutti i bimbi del mondo alle 15,30 al teatro Il Cantiere in via Gustavo Modena 92 a Trastevere. Si raccoglieranno, inoltre come consuetudine, i giocattoli, che devono essere nuovi o seminuovi nel centro di raccolta entro il 5 gennaio: tutti i pomeriggi presso lo stand dell´associazione Aina al mercatino sul lato esterno dei giardini di piazza Vittorio. Sono escluse dalla raccolta le armi giocattolo in adesione alla campagna di Mago Sales per "Disarmare i Bambini". L'iniziativa è promossa dalla "Scuola di Pace" in collaborazione con il "Forum delle Comunità Straniere" e il Teatro "Il Cantiere". La Direzione Artistica è di Italo Cassa.
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Talvolta la mia gioia
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 03 gennaio @ 09:02:07 CET (1061 letture)
Poesie di Tagore

Talvolta
la mia gioia
ti spaventa
amore mio
nasce dal nulla
e si nutre di poco
di larve invisibili
che il vento trasporta
di frammenti di paura
che si fondono in tepore
di briciole di serenità
cadute
dalla mensa dei poveri
di un raggio di sole
che risveglia lucciole
addormentate
in gocce di rugiada
se mi ami
amore mio
perdona la mia gioia.


Tagore
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SPALATO (mia città) - acrostico
Postato da spalato il Martedì, 02 gennaio @ 22:24:54 CET (1410 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Sono andata via da te
pensando di tornarci presto.
Ancora posso ricordare
lunghe passeggiate al tramonto,
armoniose onde, e anche la bora.
Trentatré anni sono già passati;
ormai è tardi per ritorno.
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Mostra fotografica di Aldo Colnago
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 gennaio @ 22:16:37 CET (1002 letture)
Mostre e spettacoli

A C Q U A vita, cultura, affare
Vi invitiamo all’inaugurazione che si terrà:
sabato 20 gennaio 2007 alle ore 16.00
in Villa Rosnati ad Appiano Gentile (CO)

Mostra fotografica di Aldo Colnago (gruppo “Autoscatto”)

Mostra di ex libris “Acque, alle sorgenti della vita”
a cura di Mauro Mainardi
Scultura di Massimo Ballabio
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Spalato - storia di una città
Postato da Antonio il Martedì, 02 gennaio @ 00:58:50 CET (2611 letture)
Storia

La Spalato romana non fu altro che la sede della sfarzosa villa-palazzo dell'imperatore Diocleziano, fatta costruire nel 293 d.C.
Nei secoli successivi, gli abitanti della vicina Salona, già colonia greca e in seguito popolosa città romana, per sfuggire alle incursioni degli Avari e degli Slavi, si rifugiarono nelle sue rovine, fondando così la città di Spalatum.

Successivamente si susseguirono vari domini: l'Impero Bizantino, nel quale la città riuscì man mano a ritagliarsi una certa autonomia, quindi il Regno Croato, nel quale era la capitale della Croazia. Poi fu nel Regno Magiaro-Croato, nel contesto del quale la città mantenne la sua autonomia comunale, ebbe pochi anni d'indipendenza, quindi fu nella Repubblica di Venezia, la cui influenza durò per quattro secoli sino il 1797, lasciando in eredità numerose vestigia; fu nell'Impero di Francia poi nell'Impero Asburgico. L'Impero Ottomano invece mai riuscì a conquistarla.
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La rosa bianca
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 gennaio @ 00:42:10 CET (3887 letture)
Poesie di Bertolucci

Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
E' un ritratto di te a trent'anni,
un po' smemorata, come tu sarai allora.


Attilio Bertolucci

Biografia
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Risanamento
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 14:02:17 CET (1343 letture)
Milano mia I

La stazione
Angelo Morbelli 1912

Di tutto questo non c'è più niente (o forse
qualcosa s'indovina, c'è ancora qualche strada
acciottolata a mezzo, un'osteria ... ).
Mio padre diceva che la gente di qui,
di piazza della Vetra, dietro a San
Lorenzo, era gente da uscir di casa col coltello
alle sette di sera.
Eh sì, il Naviglio
è a due passi, la nebbia era più forte
prima che lo coprissero,
la piazza piena di bancarelle
con le luci a acetilene, le padelle nere delle castagne
arrosto, i mangiatori di chiodi e di stoviglie
non era certo un posto da passarci
insieme a una ragazza. Ma così
come hanno fatto, abbattere case,
distruggere quartieri, qui e altrove (la Vetra, Fiori Chiari, il Bottonuto),
a cosa serve? Il male non era in quelle scale,
in certi portoncini con la spia, nei cortili soffocati
dai ballatoi: lì semmai c'era umido
da prendersi un malanno. Se mio padre
fosse vivo, chiederei anche a lui: ti sembra che serva?
è il modo? A me sembra che il male
non è mai nelle cose, gli direi.


Giovanni Raboni
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