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Lascia che sia
Postato da Grazia01 il Venerdì, 02 febbraio @ 14:07:41 CET (2243 letture)
Testi canzoni II

Quando cerco me stesso in periodi difficili
Madre Maria viene da me
Dicendo parole di saggezza, lascia che sia
E nella mia ora buia è
Proprio di fronte a me,
Dicendo parole di saggezza, lascia che sia

Lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia
Sussurrando parole di saggezza, lascia che sia.
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La notte bella
Postato da Grazia01 il Giovedì, 01 febbraio @ 21:18:26 CET (1709 letture)
Poesie di Ungaretti

Van Gogh - Notte stellata

Quale canto s'è levato stanotte
che intesse
di cristallina eco del cuore
le stelle
Quale foresta sorgiva
di cuore a nozze
Sono stato
uno stagno di buio
Ora mordo
come bambino la mammella
lo spazio
Ora sono ubriaco
d'universo


Giuseppe Ungaretti
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La leggenda della Luna Piena
Postato da Grazia01 il Giovedì, 01 febbraio @ 14:07:44 CET (4199 letture)
Leggende e fiabe II

In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.

In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.

Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:

- Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
- Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! - rispose il lupo.

La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.

- Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto - disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.

Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.

Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.

I lupi lo sanno… E ululano festosi alla luna piena.


Leggenda indiana
dal web
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Il vero amore non lascia tracce
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 31 gennaio @ 20:17:31 CET (1856 letture)
Poesie di Cohen

Come la bruma non lascia sfregi
Sul verde cupo della collina
Così il mio corpo non lascia sfregi
Su di te e non lo farà mai

Oltre le finestre nel buio
I bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve

Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare
Un momento nell'aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli

E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano


~ Leonard Cohen ~
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MUSEO DELLA FIGURINA
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 gennaio @ 14:14:49 CET (1428 letture)
Mostre e spettacoli

MODENA, PALAZZO SANTA MARGHERITA


È nato un museo nel luogo dove si rifugiava, per guardare e catalogare le sue collezioni (500 mila pezzi raccolti in tutto il mondo), Giuseppe Panini, creatore insieme ai fratelli di un impero. Ecco quali tesori contiene.
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LA SCUOLA INTITOLATA A GIORGIO PERLASCA
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 gennaio @ 10:12:13 CET (2123 letture)
Storia

Foto di repertorio
Giorgio Perlasca a Yad Vashen durante la cerimonia
di consegna della cittadinanza onoraria israeliana.
Gerusalemme, settembre 1989


Il 27 gennaio 2007, in occasione della giornata della memoria, la scuola primaria di Bizzarone
ha intitolato il suo istituto a Giorgio Perlasca, eroe che fra le numerose onorificenze ha ottenuto
la cittadinanza onoraria a Israele, e nel 1989 è stato là proclamato Giusto fra le nazioni per avere salvato nel 1944 5218 ebrei ungheresi.
Fra le personalità presenti all’inaugurazione, invitati dall’assessore alla pubblica istruzione Paola Salvadego: il sindaco e il vice sindaco di Bizzarone Carlo Benzoni e Guido Bertocchi. Il parroco del paese e il comandante delle guardie. Inoltre il sindaco di Ronago Agostino Grisoni e la sottoscritta, Miriam Ballerini. Mi è stata richiesto di scrivere una poesia su Giorgio Perlasca e sono stata invitata per leggerla al pubblico.
Bravissimi gli alunni delle varie classi che con scenette e canti, seguiti dalle maestre, hanno dato un esempio di solidarietà verso il prossimo, a tutti noi adulti presenti.
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Le troiane
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 gennaio @ 10:02:55 CET (2230 letture)
Mostre e spettacoli

Il saluto finate - foto di Aldo Colnago

Il 19 gennaio nel teatro dell’Oratorio San Francesco di Appiano Gentile, davanti a un pubblico numeroso, oltre 150 persone, l’associazione teatrale Ubriachi di parole, con il patrocinio dell’ assessorato alla cultura di Appiano Gentile, ha rappresentato Le troiane di Euripide; con l’adatta-mento e la regia di Marco Ballerini.
Una tragedia greca rappresentata in un atto unico.
Euripide, in questa sua opera, punta l’attenzione sui vinti, in particolare sulle donne troiane, mostrando il dolore arrecato dalla guerra.



foto di Aldo Colnago
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La favola della palma
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 gennaio @ 20:55:17 CET (2216 letture)
Racconti II



Una vecchia leggenda del Sahara, tradotta in favola dalla scrittrice tedesca Pet Partish, narra la storia di una palma che riesce a trasformare un evento drammatico in un'opportunità per sé e per gli altri:

"Là dove le onde del mare si incontrano con il deserto vi è un luogo in cui accanto alle tante palme che, per la loro slanciata bellezza, assomigliano a figure di donne, ce n'è una, un po' in disparte, con le sue foglie scure che appena sfiorano gli alberi vicini.

E' una palma davvero singolare! Appare tozza, con un tronco possente e forti foglie a forma di ventaglio che sono protese verso il centro, verso il suo cuore; lì dove di solito i teneri germogli verde chiaro si protendono verso l'alto, c'è un'enorme pietra rossastra, come ce ne sono tantissime sulla spiaggia.

"Ma come era arrivata lì quella pietra?"

Era accaduto tanti anni prima, quando questa poderosa palma era ancora un minuscolo alberello. Allora in quel luogo non c'erano case e non esisteva nessuna fonte d'acqua. C'erano soltanto alcune palme sulla spiaggia che insieme al piccolo germoglio di palma vivevano serenamente, nutrendosi di quello che ricevevano dal terreno sabbioso e grazie alla pioggia che, seppure raramente, cadeva dal cielo.


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Bisognerebbe essere cane
Postato da Grazia01 il Domenica, 28 gennaio @ 22:17:43 CET (1171 letture)
Poesie originali e strane I

Non basta aver avuto un cane
Non basta aver letto libri sui cani
Non basta aver parlato con chi dice
di conoscere i cani
Non basta
Bisognerebbe essere cane
per poter dire cosa si prova ad essere cane.
Bisognerebbe essere cane
per capire cosa si prova quando il nostro padrone
ci chiede di dare la zampa all'amico
per dimostrare quanto ci ha addestrati per bene.
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T'amo
Postato da Grazia01 il Domenica, 28 gennaio @ 13:50:08 CET (1136 letture)
Poesie di Neruda I

Non t`amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t`amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l`ombra e l`anima.

T`amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T`amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t`amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.


Neruda
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PER UNA BELLA... MAGICA... DOMENICA
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 28 gennaio @ 00:41:41 CET (1147 letture)
Poesie tematiche 2012
Care amiche ed amici amanti come me della poesia eccoci
ancora una volta con il nostro tradizionale post domenicale.

Il tema stavolta è di nuovo l'amore... ma l'amore come
mistero... magia... alchimia...

Sì perché esso appare muoversi proprio al di fuori da ogni logica...
Infatti... perché ci innamoriamo di una persona?
Proprio di "quella" persona e non di un'altra?
Cos'è quella scinitilla? Da dove nasce? Per quale mistero?

E' quindi con poesie dedicate a questo tema... "magicamente misterioso..."
che vi auguro una bellissima magica domenica...
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Shoah
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 gennaio @ 13:39:19 CET (36104 letture)
Poesie sulla vita I

Non cresce più l’erba ad Aushwitz,
non una spiga di grano
rigogliosa nel suo essere.

Batte la pioggia
eterna, fredda, inesorabile
sulla ruggine dei pali
sui grovigli di ferro dei recinti
lungo la pianura nordica.

Gela la Vistola
e gela il nostro animo
al cospetto della morte,
la terra sterile
non accoglie più i semi fecondi
che le porgono a piene mani.
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Iprite
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 gennaio @ 13:35:33 CET (1264 letture)
Poesie sulla vita I

Iprite
tardi la sera
una nebbia
riempie la valle
senza sapere
soffoca
come una forza scura
sui campi
i nostri cadaveri
e sotto l'erba
una terra bruna.


Jan Theuninck
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27 gennaio 1945 - Il giorno della memoria
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 gennaio @ 10:58:09 CET (856 letture)
Storia

Significato del “Giorno della Memoria”

La storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi e stermini. Quello attuato in Europa nel Novecento contro gli ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di radicalità e scientificità. Mai era accaduto, ad esempio, che persone abitanti nell’isola di Rodi o in Norvegia venissero arrestate per essere deportate in un luogo (Auschwitz) appositamente destinato ad assassinarle con modalità tecnologicamente evolute. Per questo si parla di “unicità” della Shoah; definizione che pertanto costituisce il risultato di una comparazione storica, e non un pregiudiziale rifiuto di essa.

Shoah è un vocabolo ebraico che significa catastrofe, distruzione. Esso è sempre più utilizzato per definire ciò che accadde agli ebrei d’Europa dalla metà degli anni Trenta al 1945 e in particolar modo nel quadriennio finale, caratterizzato dall’attuazione del progetto di sistematica uccisione dell’intera popolazione ebraica.
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Decalogo per una decrescita dolce
Postato da Grazia01 il Venerdì, 26 gennaio @ 20:36:28 CET (1289 letture)
Ecologia e ambiente I

Stiamo per abbandonare l'era dei combustibili fossili e lo faremo gradualmente - oppure traumaticamente - comunque in poco tempo, mentre continueremo a pagarne il prezzo sociale e ambientale per decenni. Prima di tutto si pone l'esigenza di un cambiamento radicale di stili di vita che corrisponde all'abbandono definitivo delle fonti ad alta densità energetica per tornare a quelle più rarefatte, passando attraverso il setaccio del risparmio. E alcune cose si possono fare subito.
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Parlare di Gesù
Postato da Grazia01 il Venerdì, 26 gennaio @ 20:26:03 CET (1368 letture)
Recensioni III

Chi era veramente Gesù Cristo, al di là degli innumerevoli ritratti che ne sono stati fatti nel corso dei secoli, nella sua fisicità di uomo? E cosa è successo dopo la tragica giornata del Golgota? Cosa ha fatto davvero per meritare quella tragica, crudele fine sulla Croce? In quale rapporto era con i sacerdoti ebrei e con i romani?
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Gli “Innominati” che fanno funzionare l’Italia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 25 gennaio @ 21:50:25 CET (1420 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Perché l'Italia resta un Paese prospero, ricco e moderno? Osservando la nostra televisione, leggendo i giornali, guardando il nostro cinema, non lo capisci. Lo capisci girando per le strade di una qualsiasi delle nostre città italiane produttive, per esempio Milano.

E allora ti accorgi che, a ogni numero civico ci sono le targhe di cinque o sei imprese, spesso piccolissime ma altamente specializzate e che hanno rapporti con mezzo mondo. O, camminando, scopri una specie di bugigattolo dove c'è uno che fa scarpe su misura per signore.
Ha le forme per ciascuna di loro, le pelli pregiate che hanno scelto insieme e ti accorgi che ha clienti famose negli Stati Uniti e in Brasile. Poi, non lontano, un negozio specializzato in stufe pregiate, veri gioielli, anch'esso noto in tutto il mondo.

E, lì vicina, una botteguccia dove marito, moglie e una ragazza pugliese allegri, entusiasti, vendono cibi fatti da loro, e sono in condizione di metterti in piedi un pranzo per cento persone. Poi, in uno scantinato, un gruppo di giovani che lavorano sul web e organizzano grandi eventi.
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I giorni della merla
Postato da Grazia01 il Giovedì, 25 gennaio @ 13:55:30 CET (1254 letture)
Leggende e fiabe  I Era la fine del mese di gennaio e faceva un gran freddo, freddo come non si era mai sentito prima di allora, tutto era coperto di neve, i prati, gli alberi, le case.
I merli allora erano tutti bianchi e quasi non si vedevano in mezzo a tutta quella neve.
La merla continuava a guardare in giro, di qua e di là, perchè non sapeva dove andare a posarsi per il freddo che faceva.


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Scintille
Postato da Gea500 il Giovedì, 25 gennaio @ 13:44:11 CET (1494 letture)
Le poesie di Jack, Ahyme, Gea e Paola

Una scintilla é poca cosa
Ma nel gelo della notte
può scaldare il cuore.

Una scintilla é poca cosa
Ma spesso può bastare
A farci leggere dentro.

L’amicizia dopo l’amore
é la cosa più bella
che la vita ci regala.

Senza amore
si vive male.
Senza un amico
non si vive affatto.

GEA
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Tramonto di Gea
Postato da Grazia01 il Domenica, 21 gennaio @ 16:09:48 CET (1740 letture)
Le poesie di Jack, Ahyme, Gea e Paola

Mare di seta
con raggi dorati.
Scintille di luce
con mille riflessi.
Sussurri di onde
vaghe sirene.

All’orizzonte
un guscio di noce
è il mio pensiero
che corre lontano
per mari inviolati
lontane speranze.

Tutto è sereno
nella pace senza tempo
del sospiro dell’anima
disperso
nell’immensità
del mare
da sempre amato.

GEA
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Analisi di uno scrittore di Ingeborg Bachmann
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 gennaio @ 20:29:17 CET (990 letture)
Letture varie II

Questo è uno dei pochi brani tradotti in italiano di Ingeborg Bachmann, considerata una delle più grandi poetesse contemporanee.


Lo scrittore - e questo è nella sua natura - si augura di essere ascoltato. E però gli appare meraviglioso accorgersi un giorno che comincia ad avere degli effetti, e tanto più quanto sa di poter dire poco di consolante ad uomini che hanno bisogno di una consolazione come solo possono averlo quelli che sono feriti, dilaniati e pieni di quel grande e segreto dolore con cui l'uomo si distingue tra tutte le altre creature. È una distinzione terribile e incomprensibile. E se davvero dobbiamo sopportarla e imparare a convivere con essa, come dovrebbe apparire questa consolazione e cosa dovrebbe significare per noi? È infatti impossibile, io credo, pretendere di costruirla con parole. Sarebbe sempre troppo misera, troppo a buon mercato, troppo provvisoria

E così il compito dello scrittore non può consistere nel negare il dolore, nel cancellarne le tracce, nel fingere che non esista. Per lui, anzi, il dolore deve essere vero e deve essere reso tale una seconda volta, cosicché noi possiamo vederlo. Perché noi tutti vogliamo diventare vedenti. E solo dopo aver provato quel dolore segreto possiamo sentire (in modo diverso) ogni esperienza, ed in particolare quella della verità. Quando giungiamo a questo stato in cui il dolore diventa fertile, stato che è insieme chiaro e triste, noi diciamo, molto semplicemente, ma a ragione: mi si sono aperti gli occhi. E non lo diciamo perché abbiamo davvero percepito esteriormente un oggetto o un avvenimento, ma proprio perché comprendiamo ciò che non possiamo vedere. E l'arte dovrebbe portare a questo: far sì che, in tal senso, i nostri occhi si aprano.
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Gita sull'acqua di Ingeborg Bachmann
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 gennaio @ 20:17:05 CET (1273 letture)
Poesie originali e strane I

Fumo ascende dalla terra.
Tieni d'occhio la capanna di pescatori,
poiché il sole tramonterà
prima che avrai percorso dieci miglia.

L'acqua scura, dai mille occhi,
solleva le palpebre di bianca spuma
e ti guarda; è enorme, lunga,
lunga trenta giorni.

Pur se la nave rolla
con incedere insicuro,
tu resta sul ponte.
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Il trentesimo anno
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 gennaio @ 20:09:38 CET (1152 letture)
Recensioni III

RACCONTI. La Bachmann (Klagenfurt 1926-Roma 1973), considerata tra i più grandi poeti moderni, cominciò a scrivere racconti dopo i trent'anni. Ed è famoso proprio quello sul compleanno fatale. Più poetico e coinvolgente è Giovinezza in una città austriaca. Protagonisti, i bambini felici che giocano e imparano, allegri e coccolati. Finché un giorno qualcuno dice loro che è scoppiata la guerra e la loro vita è subito stravolta, i sogni trasformati in incubi, le domande senza più risposte, la fanciullezza finita. Si ritroveranno adulti, senza sapere come. La poesia della vita.

di Ingeborg Bachmann,
Adelphi, pag.195,
€ 9,50
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SESSO E AMORE
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 gennaio @ 20:03:15 CET (1492 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Due persone che si desiderano sessualmente hanno fame l'una dell'altra, fame dei loro corpi. E, facendo all'amore, si saziano. Poi si dimenticano abbandonandosi al sonno. Le persone innamorate invece hanno una duplice fame. Fame dei loro corpi e fame della loro anima. Fanno all'amore, godono dei loro corpi, ma vogliono anche fondere le proprie vite, le proprie esperienze, il proprio passato. E la loro fame non si sazia. Risvegliati dal sonno si desiderano nuovamente, lontani si cercano. Il sesso, placato il desiderio, cerca il distacco, l'amore la vicinanza. L'unico vero profondo regalo che potete fare a due innamorati è farli stare sempre insieme, perché possano cercarsi e ritrovarsi, e godersi infinite volte. Il sesso è un bacio isolato, l'amore una danza vorticosa, una giostra che li trascina.

Francesco Alberoni
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Se saprai
Postato da Grazia01 il Venerdì, 19 gennaio @ 14:52:08 CET (3740 letture)
Poesie preferite

Se saprai conservare la testa, quando intorno a te
tutti perderanno la loro e te ne incolperanno;
se crederai in te stesso, quando tutti dubiteranno,
ma saprai intendere il loro dubbio;

se saprai aspettare senza stancarti dell’attesa,
o essere calunniato senza calunniare,
o essere odiato, senza dar sfogo all’odio,
e non apparir troppo bello, né parlar troppo saggio.
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Flaubert: il socialismo non si addice alla letteratura
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 gennaio @ 20:36:36 CET (2296 letture)
Recensioni III

Jacques Joseph Tissot "Giorno di festa" (1876) Londra

Nell'estate del 1930 la scrittrice americana Willa Cather fece amicizia con un'anziana signora che portava vistosi cappelli di pizzo bianco, ospite come lei di un rinomato albergo di Aix-les-Bains. Solo dopo qualche giorno di chiacchiere svagate scoprì che l'elegante dama,che si chiamava Caroline Franklin-Grout, era la nipote di Gustave Flaubert, l'amatissima figlia della sorella morta, nonché l'esecutrice testamentaria dello scrittore. Qualche mese dopo l'incontro la Cather, tornata negli Usa, ricevette un biglietto dell'ottantaquattrenne signora in una busta nella quale avrebbe dovuto essere acclusa come regalo una lettera di Flaubert a George Sand, che però nel percorso era andata perduta.
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“La perfezione” di Raul Montanari
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 gennaio @ 20:02:47 CET (1057 letture)
Recensioni III

Pubblicato nel 1994, dopo il gran successo viene ristampato questo romanzo di Raul Montanari, viaggio nella Lombardia "dark"

Un raro caso di longseller è La perfezione il primo romanzo di Raul Montanari pubblicato nel '94 continua a vendere ed è stato ora riveduto e corretto dall'autore milanese con un migliaio di piccoli cambiamenti lessicali. Lo scrittore e la casa editrice hanno dunque preferito evitare l'ennesima ristampa, dando solo una stirata ad una veste un po' stropicciata dagli anni.
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Aquilone
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 gennaio @ 00:31:29 CET (1400 letture)
Poesie generiche

È passato un secolo
dall'ultima volta
che ho tenuto in mano il tuo cuore.

Come un aquilone lo tiravo
e lui sorseggiava l'aria
con mille piroette
e la coda attorcigliata.

D'improvviso mi è rimasto
solo il filo tra le mani.
Una turbolenta folata
me l'ha strappato.
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Come possiamo conservare il senso della realtà
Postato da Antonio il Martedì, 16 gennaio @ 20:28:53 CET (933 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Mancare del senso della realtà vuol dire non percepire come si sta modificando la società in cui viviamo, non capire gli altri, immaginare nemici e pericoli inesistenti e ignorare quelli reali. Significa impegnarsi in cose che non sono possibili e non fare quelle che invece sono utili o necessarie. I giovani spesso mancano del senso della realtà perché vivono in un mondo formato solo dai loro compagni. Ma sono aperti al nuovo, curiosi, proiettati sul futuro, capaci di apprendere rapidamente: Afferrano immediatamente le tendenze musicali, dell'abbigliamento e imparano con estrema rapidità le nuove tecnologie. Così talvolta se la cavano meglio di persone adulte che conoscono la vita, la malvagità degli uomini, ma hanno perso il gusto del nuovo.
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La musica dentro
Postato da Miriam il Lunedì, 15 gennaio @ 20:08:18 CET (10345 letture)
Poesie e racconti di Ballerini Miriam II

LA MUSICA DENTRO (ispirato da un fatto di cronaca)

Marina lo sapeva com’era iniziata: aveva trent’anni e si era presa una brutta influenza.
Sola, sdraiata sul divano con quella vistosa macchia sul bracciolo sinistro, dove aveva rovesciato del succo di frutta, aveva cominciato a capire.
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