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Paura
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 gennaio @ 00:10:40 CET (1223 letture)
Poesie sulla vita I

L'alba mi fa paura;
dal buio ovattato della notte
mi partorisce a un giorno sconosciuto.
Ieri, leggera, mi libravo:
Oggi, con passo greve,
calco un selciato piatto
fra grigie mura senza alcuna svolta;
ed è paura, sempre più paura.


Chiara Cremonesi
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Paese d'inverno
Postato da Grazia01 il Sabato, 06 gennaio @ 09:39:50 CET (1454 letture)
Poesie di Bertolucci

Che il sole dopo la neve
appaia, e le nuvole si tingano di rosso
come schiave: la neve sui tetti
un rossore colorirà, guancia di principessa.
S'alzi un leggero vento
e spenga l'acqua, che s'era addormentata,
con assonnata voce di pastore;
escano fanciulle con scialli,
lampeggiando gli occhi neri,
e improvvisamente corrano punte dall'aria
simili a uccelli che s'alzino a volo.
E gli zingari rubino ragazzi.


Attilio Bertolucci

Biografia
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Gruppo fotografico autoscatto
Postato da Miriam il Giovedì, 04 gennaio @ 23:50:00 CET (1526 letture)
Mostre e spettacoli Appiano Gentile, 1980.
Quattro persone, appassionate di fotografia, istituiscono il gruppo fotografico Autoscatto.


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Vi auguro di trovare la ricchezza interiore
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 gennaio @ 20:41:08 CET (1936 letture)
Psicologia e salute I

Vi auguro di trovare la ricchezza interiore: vale più di una lotteria


Con l'anno nuovo si scatena il popolo delle lotterie. In fondo a noi piace vivere di illusioni. "Se vinco cambio vita, compro la casa, sistemo i figli, smetto di lavorare, mi metto a viaggiare». Pochi sanno che la stragrande maggioranza dei vincitori finisce male. Parenti e amici diventano "interessati" e non si capisce chi vuole bene per davvero e chi per denaro. Di fronte a una montagna di soldi ci si butta su investimenti spesso fallimentari.
L'improvvisa ricchezza fa sentire onnipotenti, si parte alla ricerca di nuove avventure e di nuovi amori che poi non si sanno gestire, col risultato di ritrovarsi poveri e senza famiglia. Eppure, sognando la ricchezza, stiamo tutti incollati al video, in attesa dei risultati.
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Quanta emozione nelle parole dei poeti
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 gennaio @ 14:17:15 CET (1178 letture)
Psicologia e salute I

I versi di Neruda, Ungaretti, Montale ci fanno stare bene, allargano la mente, dicono che non si è mai soli.
E insegnano il senso della vita.


«lo non vengo a risolvere nulla. lo sono venuto qui per cantare e per sentirti cantare con me». Questo è il poeta Ricardo Neftali Reyes Basoalto, nato nel 1904 a Temuco nel Cile, che a 16 anni scrisse i suoi primi versi col nome di Pablo Neruda. «lo non vengo a risolvere nulla». Questo voleva dire Neruda, il poeta.
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Una gara speciale
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 03 gennaio @ 20:22:42 CET (1572 letture)
Racconti IV

A quel tempo mio figlio frequentava la prima media e abitavamo a Milano. Lui non voleva saperne di ginnastica o di sport. Al corso di nuoto, le sue urla di terrore si sentirono anche fuori della piscina. Provai all' Arena con l'atletica: il primo giorno si fece venire mal di pancia; idem alla prima lezione di judo (vomito e febbre); con l'oratorio e relative partite di pallone era la stessa solfa, per quel pigrone.
Non sapevo cos'altro escogitare, insieme al padre, per allenare i muscoli del nostro «maschione»! Trascorreva le sue ore libere a leggere, ascoltare musica disco (orrenda), oppure andava a fare compagnia a un ragazzino che abitava vicino a noi, Michele
.
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Buon 2007
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 03 gennaio @ 15:20:13 CET (863 letture)
Messaggi I
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Una Befana rivista: tutta solidale e pacifista
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 03 gennaio @ 15:16:42 CET (1407 letture)
Attualità I

Roma.
Torna la Befana in Città con l'undicesima edizione della manifestazione di solidarietà "La Befana Cittadina del Mondo" a Roma. Una Befana scenderà dal cielo per tutti i bimbi del mondo alle 15,30 al teatro Il Cantiere in via Gustavo Modena 92 a Trastevere. Si raccoglieranno, inoltre come consuetudine, i giocattoli, che devono essere nuovi o seminuovi nel centro di raccolta entro il 5 gennaio: tutti i pomeriggi presso lo stand dell´associazione Aina al mercatino sul lato esterno dei giardini di piazza Vittorio. Sono escluse dalla raccolta le armi giocattolo in adesione alla campagna di Mago Sales per "Disarmare i Bambini". L'iniziativa è promossa dalla "Scuola di Pace" in collaborazione con il "Forum delle Comunità Straniere" e il Teatro "Il Cantiere". La Direzione Artistica è di Italo Cassa.
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Talvolta la mia gioia
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 03 gennaio @ 10:02:07 CET (1073 letture)
Poesie di Tagore

Talvolta
la mia gioia
ti spaventa
amore mio
nasce dal nulla
e si nutre di poco
di larve invisibili
che il vento trasporta
di frammenti di paura
che si fondono in tepore
di briciole di serenità
cadute
dalla mensa dei poveri
di un raggio di sole
che risveglia lucciole
addormentate
in gocce di rugiada
se mi ami
amore mio
perdona la mia gioia.


Tagore
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SPALATO (mia città) - acrostico
Postato da spalato il Martedì, 02 gennaio @ 23:24:54 CET (1421 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Sono andata via da te
pensando di tornarci presto.
Ancora posso ricordare
lunghe passeggiate al tramonto,
armoniose onde, e anche la bora.
Trentatré anni sono già passati;
ormai è tardi per ritorno.
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Mostra fotografica di Aldo Colnago
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 gennaio @ 23:16:37 CET (1018 letture)
Mostre e spettacoli

A C Q U A vita, cultura, affare
Vi invitiamo all’inaugurazione che si terrà:
sabato 20 gennaio 2007 alle ore 16.00
in Villa Rosnati ad Appiano Gentile (CO)

Mostra fotografica di Aldo Colnago (gruppo “Autoscatto”)

Mostra di ex libris “Acque, alle sorgenti della vita”
a cura di Mauro Mainardi
Scultura di Massimo Ballabio
Leggi Tutto... | 522 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Spalato - storia di una città
Postato da Antonio il Martedì, 02 gennaio @ 01:58:50 CET (2614 letture)
Storia

La Spalato romana non fu altro che la sede della sfarzosa villa-palazzo dell'imperatore Diocleziano, fatta costruire nel 293 d.C.
Nei secoli successivi, gli abitanti della vicina Salona, già colonia greca e in seguito popolosa città romana, per sfuggire alle incursioni degli Avari e degli Slavi, si rifugiarono nelle sue rovine, fondando così la città di Spalatum.

Successivamente si susseguirono vari domini: l'Impero Bizantino, nel quale la città riuscì man mano a ritagliarsi una certa autonomia, quindi il Regno Croato, nel quale era la capitale della Croazia. Poi fu nel Regno Magiaro-Croato, nel contesto del quale la città mantenne la sua autonomia comunale, ebbe pochi anni d'indipendenza, quindi fu nella Repubblica di Venezia, la cui influenza durò per quattro secoli sino il 1797, lasciando in eredità numerose vestigia; fu nell'Impero di Francia poi nell'Impero Asburgico. L'Impero Ottomano invece mai riuscì a conquistarla.
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La rosa bianca
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 gennaio @ 01:42:10 CET (3928 letture)
Poesie di Bertolucci

Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
E' un ritratto di te a trent'anni,
un po' smemorata, come tu sarai allora.


Attilio Bertolucci

Biografia
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Risanamento
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 15:02:17 CET (1353 letture)
Milano mia I

La stazione
Angelo Morbelli 1912

Di tutto questo non c'è più niente (o forse
qualcosa s'indovina, c'è ancora qualche strada
acciottolata a mezzo, un'osteria ... ).
Mio padre diceva che la gente di qui,
di piazza della Vetra, dietro a San
Lorenzo, era gente da uscir di casa col coltello
alle sette di sera.
Eh sì, il Naviglio
è a due passi, la nebbia era più forte
prima che lo coprissero,
la piazza piena di bancarelle
con le luci a acetilene, le padelle nere delle castagne
arrosto, i mangiatori di chiodi e di stoviglie
non era certo un posto da passarci
insieme a una ragazza. Ma così
come hanno fatto, abbattere case,
distruggere quartieri, qui e altrove (la Vetra, Fiori Chiari, il Bottonuto),
a cosa serve? Il male non era in quelle scale,
in certi portoncini con la spia, nei cortili soffocati
dai ballatoi: lì semmai c'era umido
da prendersi un malanno. Se mio padre
fosse vivo, chiederei anche a lui: ti sembra che serva?
è il modo? A me sembra che il male
non è mai nelle cose, gli direi.


Giovanni Raboni
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Perché amo questa città
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 14:53:57 CET (2176 letture)
Milano mia I

Disco in Largo Greppi a Milano
Arnaldo Pomodoro

Un giorno amavi la città
perché fu la tua giovinezza.
Ma che ti scalda
ora in un tuffo al cuore se svolti l'angolo
con ali di bitume ai calcagni?
Non quel volto selvaggio e patetico
che conobbero gli amici,
ma la brace discreta che ti consuma
con il tempo, non-eterna salamandra.
Qui sto più a mio agio che dentro un vecchio
abito, è il mio corpo che sente usure
e morsi, s'intorpidisce con il sonno, si stira la mattina
in un grigio fumoso delicato come una perla.
In una parola: è la città dove invecchio, dove imparo
ogni giorno a tendere al centro.


Giuliano Gramigna
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Via Scarlatti
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 14:41:44 CET (3577 letture)
Milano mia I

Carlo Carrà
Paesaggio con camion 1920

Con non altri che te è il colloquio.
Non lunga tra due golfi di clamore
va, tutte case, la via;
ma l'apre d'un tratto uno squarcio
ove irrompono sparuti monelli
e forse il sole a primavera.
Adesso dentro lei par sempre sera.
Oltre anche più s'abbuia,
è cenere e fumo la via.
Ma i volti non so dire:
ombra più ombra di fatica e d'ira.
A quella pena irride
uno scatto di tacchi adolescenti
l'improvviso sgolarsi d'un duetto
d'opera a un accorso capannello:
E qui t'aspetto.


Vittorio Sereni
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La casa del Petrarca
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 14:32:19 CET (1434 letture)
Milano mia I

Angelo Morbelli
Dalla Terrazza 1914

Ho bussato per là terza volta
alla sua piccola casa, e non mi ha aperto.
E non era Vaucluse, solo Linterno, o Inferno, Cassina Interno,
dove dal suo giaciglio, il poeta,
assisteva alla messa.
Destino, ho pensato, o ancora poco amore.
Polle paludose, fontanili,
un improvviso sciogliersi in trasparenza fresca
nel terreno friabile dopo la sbarra di passaggio.
C'erano i pavoni appollaiati in faccia al lago
e volavano insieme i corvi coi gabbiani.
C'era il coniglio tranciato davanti al cancello del poeta,
la gallina randagia che giocava col gatto
nell'immondizia del recinto
e il fumo del concime sul sentiero fangoso.
In quel pomeriggio di domenica invernale,
gli umani erano pochi.
Le due donne e il pescatore, la famiglia in bici,
noi due viaggiatori, esploratori,
che già sognavamo Quarto Cagnino,
cercando, di fronte al baseball,
la casa incerata del sudicio erborista,
il fiero don Giuseppe, el pret de Ratanà.


Maurizio Cucchi
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Capodanno a Milano
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 dicembre @ 14:24:56 CET (1244 letture)
Poesie di Erba

Umberto boccioni - Rissa in Galleria 1920
Pinacoteca di Brera

Si credeva a Milano che a vedere
per primo un uomo sulla soglia di casa
andando a messa il primo di gennaio fosse
segno di prospero futuro.
Erano figure nere di pastrani
incerte nella nebbia del mattino sciarpe bianche,
cappelli, flosci e duri rintocchi di bastone, passi lontani.
Or dove siete, uomini augurali?
L'onda lunga del vostro presagio
si frange ancora alla riva degli anni?
. Dentro una nebbia tra noi sempre più fitta
mi sembra talvolta intravedere un volo di profetici mantelli.

Luciano Erba

Biografia
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AUGURISSIMISSIMISSIMISSIMISSIMI
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 31 dicembre @ 09:44:28 CET (1711 letture)
Post di Tony Kospan I

AUGURO
UN FELICISSIMO



AI GESTORI GLI ISCRITTI ED I LETTORI DI QUESTO SITO...

CHE SIA INNANZITUTTO UN ANNO DI PACE...

DI SOGNI CHE SI REALIZZANO...

E DI SALUTE E SERENITA'...





Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per contare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

Poesia indiana...






E PER FESTEGGIARE L'ARRIVO DEL NUOVO ANNO...



BRINDIAMO DUNQUE TUTTI INSIEME...



CIN CIN...



TONY KOSPAN
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Tutto imparammo dell'amore
Postato da Grazia01 il Sabato, 30 dicembre @ 20:36:19 CET (1205 letture)
Poesie e altro di Dickinson


Tutto imparammo dell'amore:
alfabeto, parole,
un capitolo, il libro possente,
poi la rivelazione terminò.

Ma negli occhi dell' altro
ciascuno contemplava un'ignoranza
divina, ancora più che nell'infanzia;
l'uno all' altro, fanciulli,

tentammo di spiegare
quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'è vasta la saggezza
e molteplice il vero!


Emily Dickinson
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Imre Kertész - Nobel 2002
Postato da Antonio il Sabato, 30 dicembre @ 12:18:40 CET (1576 letture)
I Nobel della letteratura I

Imre Kertész (nato a Budapest il 9 novembre 1929) è uno scrittore ungherese.
Nel 1944, a quindici anni, fu deportato ad Auschwitz e fu liberato a Buchenwald nel 1945; tornato in Ungheria nel 1948 lavorò come giornalista in un quotidiano di Budapest. Quando nel 1951 il giornale divenne organo del partito comunista fu licenziato. Dopo due anni di servizio militare, per mantenersi iniziò a scrivere romanzi e a tradurre opere di Freud, Nietzsche, Canetti, Wittgenstein e altri.
Essere senza destino, il suo primo e più famoso romanzo, descrive l'esperienza di un ragazzo ungherese di quindici anni nei campi di sterminio nazisti di Auschwitz, Buchenwald e Zeitz. Il romanzo, scritto in dieci anni, è basato sull'esperienza diretta dell'autore. Egli stesso ha dichiarato: "Ogni volta che penso a un nuovo romanzo penso a Auschwitz".
Kertész e la sua opera furono messe al bando ed è stato riconosciuto come scrittore di fama sia in patria che all'estero solo dopo il crollo del Muro di Berlino.
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Morto l'attore Aroldo Tieri
Postato da Grazia01 il Venerdì, 29 dicembre @ 20:26:03 CET (1160 letture)
In ricordo

Ha segnato la storia del cinema e del teatro italiano

ROMA - Si è spento nella notte, all' età di 89 anni, l'attore Aroldo Tieri. Era ricoverato nella clinica S.Valentino a Roma, dove è morto fra le braccia della moglie Giuliana Lojodice, che ha dato la notizia. Tieri, che ha segnato la storia del nostro cinema e in particolare del nostro teatro, era nato a Corigliano Calabro il 28 agosto 1917. I funerali si svolgeranno sabato mattina alle 11 alla parrocchia Stella Mattutina, alla Balduina (via Lucilio 2).

Figlio del commediografo Vincenzo, Aroldo si diploma all'Accademia 'Silvio D'Amico' ed esordisce in teatro nella 'Francesca da Riminì. Dal 1938 al 1941 fa parte della Compagnia dell'Eliseo, dove recita nella 'Dodicesima notte' e 'Le allegre comari di Windsor' (Shakespeare), e in testi di Puget, Testoni, Lodovici. Nel dopoguerra lavora su testi di Pirandello, Vanderberghe, Rattigan, Barry e Greene. Comincia a lavorare anche nel teatro di rivista di Garinei e Giovannini, accanto alla Magnani, a Totò, a Gino Cervi, a Walter Chiari.
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FRAMMENTI DI SAGGEZZA INDIANA
Postato da Tony-Kospan il Venerdì, 29 dicembre @ 09:41:54 CET (4612 letture)
Post di Tony Kospan I

NON MI INTERESSA...

Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.



Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare
di sembrare stupido per l'amore,
per i sogni, per l'avventura di essere vivo.
Leggi Tutto... | 2688 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 4.16


Grazie Internet
Postato da Grazia01 il Giovedì, 28 dicembre @ 14:41:37 CET (896 letture)
Internet I

Grazie a Internet siamo tutti personaggi dell'anno. Alla ricerca della nostra identità perduta.
Secondo la rivista Time, il personaggio dell'anno, il più autorevole e influente, è "You." (notare il punto, che dà un'accezione definitiva alla scelta). Un pronome che allude a gran parte di noi, a una massa indistinta di identità sconosciute. Tanto che la copertina è uno schermo di computer vuoto, bianco, riempito appunto solo dalla scritta "You.". Il bello è che tutti noi che usiamo abitualmente un computer, e lo riempiamo di contenuti (chi con un blog, chi dando notizie in anteprima, chi pubblicando fotografie o filmati o romanzi o anche solo frasi), siamo ormai abituati a essere tanti You diversi, così tanti da perderne il conto e dover passare parte del tempo alla ricerca della nostra identità perduta. lo, per esempio, sono una You per le com e una You per la mia banca, ma anche una You per accedere al mio sito, e una You per chiaccherare tramite Messenger, una You per accedere agli altri vari siti, una You per le chat ....e ogni volta ho un nome, una password che dimentico. E poi sono una You in famiglia, e un'altra col mio cane, e un'altra ancora con gli sconosciuti. Tutti questi nomi e atteggiamenti un po' veri e un po' virtuali finiscono per confondermi, e il gioco dell'identità che permette di essere dappertutto, anche al supermercato senza uscire di casa, fa sì che il personaggio dell'anno sia forse uno You pirandelliano, in cerca di se stesso.


Grazia
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Inverno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 28 dicembre @ 10:31:50 CET (1283 letture)
Le poesie e altro di Grazia III

La nebbia è un pacato silenzio
che distende i miei pensieri.

Vedo memorie profonde
nelle sue onde compatte:
incise nel fluire del tempo;
radicate come gli alberi nudi
che disegnano sfocate trame di rami
sulla tela leggera del cielo.


Grazia

18 dicembre 2006
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Il lettore del metrò
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 27 dicembre @ 21:27:11 CET (1148 letture)
Racconti IV

Il Govi era lì ogni giorno. Ma essendo l'unico che era lì ogni giorno non se ne accorse mai nessuno. Prendeva la metro allo stesso orario ed entrava sempre nell'ultimo vagone del treno. Tutto questo da sette mesi. Da quando aveva capito che a casa sua era impossibile trovare la pace perché i suoi tre inquilini erano persone dalla discrezione discutibile e dalla rumorosità e invadenza clamorosa. Tornava a casa e trovava sempre qualcuno che urlava, qualcuno che mangiava il suo cibo, qualcuno che frugava il suo armadio. Ogni giorno.
Gavi, ad ogni affronto, ingoiava amaro, sparava un sospiro, mormorava frasi confuse. Non riusciva a reagire, e se fosse riuscito a spiegare la sensazione che provava a qualcuno, avrebbe detto mi si forma una palla nera di gomma qui in pancia. Nessuno avrebbe capito. Non in quella casa, almeno. Govi provava a fare fronte a quella situazione con l'unica strategia in suo possesso. La fuga. E l'unica fuga che poteva permettersi era la lettura. Ma in quella casa era impossibile.
Primo, perché lì mostrare un libro equivaleva a esporsi a una mitragliata di sfottò privi di senso. «Leggi poesie? Sei innamorato, forse?», immediata palla nera di gomma dentro Govi. Poi, perché i suoi inquilini avevano trovato nuovi e interessanti utilizzi per i suoi libri. Ne trovò una pila a far da poggiapiedi al terribile ragionier Carbelli, e ne trovò uno in fondo all'acquario del pluriripetente Moporti (tre esami in 14 anni di Statale). Palla nera di gomma nello stomaco.
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Eccomi qua
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 27 dicembre @ 14:58:36 CET (5253 letture)
Le poesie e altro di Grazia III


Eccomi qua.
Esco da un lungo torpore,
con i sensi all'erta, finalmente.
Emergo dalle spoglie di una immagine
che non mi appartiene,
fatta di false sicurezze.
Riscopro il mio essere
priva di misurate misure,
amplifico emozioni,
risorgo con nuove energie.
Fatico a riconoscermi
in una leggerezza dimenticata,
in desideri inaspettati.
Lascio il buio per la luce
e sono viva come mai.
Trepidante attendo.

Eccomi qua.
Alla fine dei miei alibi,
senza più dubbi o menzogne,
appena uscita da uno schiacciasassi
dopo una notte insonne,
riunita alla rinfusa
e con tutti i punti deboli scoperti.
Aspiro e lentamente mi riconsidero,
obbligata ad estrarre ancora sopravvivenza
da un corpo che presenta
un numero di tracce inconsistenti,
mentre continuo a strapparmi a me stessa,
a perdermi in uno scontro
dall'esito sempre incerto,
incapace di imparare
senza venir coinvolta.

Il miraggio della realizzazione
è sempre un luogo astratto,
arricchito da un linguaggio
pieno d'inutile importanza.
La fantasia non ha altro fine
che appassionarmi a vuoto.
Un puerile risvolto delle cose
nato dalla vita quotidiana
che l'ha ispirata senza, peraltro,
riuscire mai a divenire poesia.
Soltanto voci.
Echi dai misteriosi sussurri.
E mille e mille volti.
Triangoli... ellissi.

Grazia
27 dicembre 2006
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Se proprio devi odiarmi - Shakespeare
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 dicembre @ 20:56:23 CET (4862 letture)
Poesie e opere di Shakespeare

Se proprio devi odiarmi
fallo ora,
ora che il mondo è intento
a contrastare ciò che faccio,
unisciti all'ostilità della fortuna,
piegami
non essere l'ultimo colpo
che arriva all'improvviso
Ah quando il mio cuore
avrà superato questa tristezza.
Non essere la retroguardia di un dolore ormai vinto
non far seguire ad una notte ventosa
un piovoso mattino
non far indugiare un rigetto già deciso.
Se vuoi lasciarmi
non lasciarmi per ultimo
quando altri dolori meschini
avran fatto il loro danno
ma vieni per primo
così che io assaggi fin dall'inizio
il peggio della forza del destino
e le altri dolenti note
che ora sembrano dolenti
smetteranno di esserlo
di fronte la tua perdita.


William Shakespeare
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Il canto d'amore
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 dicembre @ 10:25:43 CET (1351 letture)
Poesie di Tagore

Dammi il supremo conforto dell'amore,
questa è la mia preghiera.
Il conforto che mi permetterà di parlare,
agire, soffrire secondo la tua volontà,
e di abbandonare ogni cosa per non essere
lasciato a me stesso.
Fortificami nei pericoli, onorami con la tua sofferenza
aiutami a percorrere i cammini difficili
del sacrificio quotidiano.
Dammi la suprema confidenza dell'amore,
questa è la mia preghiera.
La confidenza nella vita che sfida la morte,
che cambia la debolezza in forza,
la sconfitta in vittoria.
Innalzami, perché la mia dignità, accettando l'offesa,
disdegni di renderla.


R. Tagore
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La canzone di Susannah - Stephen King
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 dicembre @ 10:11:39 CET (1777 letture)
Recensioni III


LA CANZONE DI SUSANNAH Stephen King
© 2004 Sperling & Kupfer Editori S.p.A

Prosegue la saga in questo sesto libro della famosa serie della Torre Nera.
Susannah, posseduta da Mia, incinta del Tizio, fugge attraverso la porta introvata per andare a partorire.

In questo volume vediamo i personaggi a noi ormai noti, spostarsi dal mondo dove si sono trovati e uniti, alla ricerca della torre nera, per tornare nel mondo conosciuto, in diversi quando.
Jake, padre Callahan e Oy inseguono Susannah – Mia.
Roland e Eddie vanno a trovare Calvin Torre, il proprietario del terreno con la rosa, per concludere il loro contratto e proteggere così quel fiore assai prezioso per l’incolumità dei mondi.
Questo sesto libro scorre veloce, pagina dopo pagina. Ed è quello che, finora, raccoglie in sé, custodisce, i trucchi migliori del vasto repertorio di King.
Oltre che a ripresentarci brani e personaggi pescati da altri suoi libri famosi, il lettore si trova a tu per tu con lo stesso King. Roland e Eddie, infatti, lo vanno a cercare, dopo aver compreso di essere dei personaggi scaturiti dalla sua fantasia.
Ho trovato questo passaggio davvero geniale!
Il libro si conclude col parto imminente di Susannah – Mia e con delle pagine prese da un diario tenuto da King, il quale racconta come stia procedendo il suo lavoro.
E, altro colpo di scena, lo scrittore sfrutta l’incidente che ha avuto nel 1999, quando fu investito da un minivan; ma, sorprese delle sorprese, ne resta, forse,ucciso.
Chi sarà, allora, a scrivere il settimo e ultimo libro della serie della Torre Nera?


Miriam Ballerini
eeditrice.com
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