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Il bisonte? E' il più gay degli animali
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 dicembre @ 19:54:31 CET (826 letture)
Scienze

Molti animali sono gay, il fatto è abbastanza assodato nel mondo degli studiosi. Meno assodato è che anche autentiche icone della virilità come i bisonti americani, siano stati sorpresi e immortalati in atteggiamenti e pose inequivocabili. Lunghi studi nelle mandrie delle praterie hanno portato ad una conclusione: tra i maschi, i rapporti omosessuali sono più comuni di quelli eterosessuali. Lo studio dei comportamenti e dei costumi sessuali negli animali ha portato a conclusioni sorprendenti: i maschi adulti dei trichechi, per esempio, sono bisex: durante la stagione degli amori si comportano come da copione con l'altro sesso, nel resto dell'anno si trastullano invece con esemplari più giovani.
L'intensa attività di campo di biologi sta cambiando gli orizzonti, sollevando la cortina su questi comportamenti considerati «deviati» da una parte della scienza e della società e rendendo sempre più labile il confine tra omosessualità e eterosessualità.
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I medici che curano la sete del mondo
Postato da Antonio il Martedì, 12 dicembre @ 19:37:53 CET (896 letture)
Attualità I

Medici senza Frontiere, Msf, è una straordinaria organizzazione internazionale nata nel '71 in Francia.
Nel '99 ha avuto il premio Nobel per la Pace.
Dall'Italia partono circa 240 volontari l'anno, e fra tutte le regioni della penisola, la Lombardia è in prima linea. Da. Milano partono circa trenta medici l'anno, di cui più della metà sono donne. Se per i Paesi ricchi l'oro nero è il petrolio, per i Paesi poveri l'oro bianco è l'acqua. E di questo si stanno occupando I Medici senza Frontiere.
Paradossalmente, l'acqua costa più ai poveri che ai ricchi: cinquanta litri al giorno a persona è la minima quantità necessaria alla sopravvivenza.
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Avvento - 12 dicembre
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 dicembre @ 09:22:27 CET (3768 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Le Ciaramelle
di Giovanni Pascoli

Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne' suoi tuguri
tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;
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Gelato
Postato da spalato il Martedì, 12 dicembre @ 00:08:58 CET (3691 letture)
Invenzioni e origini III

Il gelato viene comunemente definito come una "preparazione alimentare ottenuta con una miscela di ingredienti portata allo stato solido o pastoso mediante congelamento e contemporanea agitazione".

In origine il gelato non era certamente quello che noi conosciamo. Nell'antichità, probabilmente, si refrigeravano frutta, latte e miele per farne cibo ghiacciato. Riferimenti a tale pratica si incontrano sia in testi antichi sia nelle cronache d'epoca più note. Pare addirittura che, già nella Bibbia si trovi un episodio in cui si parla di tale cibo quando si narra di Isacco che avrebbe offerto ad Abramo latte di capra misto a neve.

Durante il Medioevo, in oriente, si scoprì il modo di congelare i succhi di frutta ponendoli in recipienti circondati da ghiaccio, modalità di preparazione questa che fu ben presto appresa anche in Sicilia, qui perfezionata e poi diffusa in tutta la penisola.

Il gelato in senso moderno fu un'invenzione tutta italiana. Alcuni storici, attribuiscono l'onore di aver ripreso e reso celebre il gelato nella metà del 1500 a Caterina de' Medici e ad un certo Ruggeri, pollivendolo e cuoco a tempo perso che lo avrebbe preparato in occasione delle nozze della nobildonna. Trasferitasi In Francia, Caterina portò con sé il Ruggeri che divenne famoso anche oltralpe per le sue preparazioni. A prescindere dalla verità storica di questi fatti, l'origine italiana del gelato viene riconosciuta in gran parte del mondo (non è inusuale, nelle gelaterie estere, vedere indicazioni come "vero gelato italiano").
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Ivo Andric - Nobel 1961
Postato da Antonio il Lunedì, 11 dicembre @ 12:53:34 CET (2116 letture)
I Nobel della letteratura I

Croato di nascita, patriota bosniaco, scrittore serbo-croato, diplomatico e uomo politico al servizio della Iugoslavia, Ivo Andric (1892-1975), parallelamente alle sue attività di uomo di stato, ha prodotto un'immensa opera letteraria. In essa, si esprime, amplificata e approfondita, la sua accanita volontà di impedire alle barriere nazionali, ideologiche o di qualsiasi altro genere, di confondergli la vista. Il premio Nobel corona questo percorso nel 1961.
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Avvento - 11 dicembre
Postato da Grazia01 il Lunedì, 11 dicembre @ 12:35:04 CET (1247 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Luce, Pace, Amore

La pace guardò in basso
e vide la guerra,
"Là voglio andare" disse la pace.

L'amore guardò in basso
e vide l'odio,
"Là voglio andare" disse l'amore.

La luce guardò in basso
e vide il buio,
"Là voglio andare" disse la luce.

Così apparve la luce
e risplendette.

Così apparve la pace
e offrì riposo.

Così apparve l'amore
e portò vita.

L. Housman



IL PETTIROSSO

Nella stalla dove stavano dormendo Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù, il fuoco si stava spegnendo. Presto ci furono soltanto alcune braci e alcuni tizzoni ormai spenti. Maria e Giuseppe sentivano freddo, ma erano così stanchi che si limitavano ad agitarsi inquieti nel sonno.
Nella stalla c'era un altro ospite: un uccellino marrone; era entrato nella stalla quando la fiamma era ancora viva; aveva visto il piccolo Gesù e i suoi genitori, ed era rimasto tanto contento che non si sarebbe allontanato da lì neppure per tutto l'oro del mondo.
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Cerniera lampo
Postato da spalato il Domenica, 10 dicembre @ 22:24:49 CET (1276 letture)
Invenzioni e origini II

La cerniera lampo, detta anche zip, chiusura zip o bottega è un dispositivo formato da quattro elementi principali:

un fermo inferiore;
un fermo superiore;
un cursore con la linguetta
la cosiddetta catena dentata
La cerniera lampo è costituita da due fettucce di tessuto alle quali sono attaccate le catene dentate. Queste sono composte da denti, metallici o di plastica, che sulla parte superiore hanno un rilievo mentre nella corrispondente parte inferiore hanno un avvallamento, durante la chiusura i denti si inseriscono esattamente uno nell'altro.
All'apertura e alla chiusura provvede il cursore che viene mosso utilizzando il tiretto. All'interno del cursore si trova una sorta di cuneo con un'angolazione tale da permettere, durante lo scorrimento verso l'alto o verso il basso, l'incastro o l'apertura dei denti.
La cerniera lampo è delimitata da due pezzi terminali detti fermi che impediscono la fuoriuscita del cursore.

Storia

Il meccanismo precursore della moderna cerniera lampo fu inventato nel 1851 da Elias Howe, divenuto noto per l'invenzione della macchina da cucire, che brevettò una "chiusura automatica continua per abiti", composta da una serie di ganci uniti da un cordoncino che scorreva su dei denti metallici.
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Cogli questo piccolo fiore
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 dicembre @ 21:14:14 CET (1469 letture)
Poesie sulla vita I

Io scrissi, un giorno, il suo nome sulla spiaggia,
ma vennero le onde a cancellarlo;
lo scrissi di nuovo, con l'altra mano;
ma venne la marea a depredare le mie fatiche.

"Uomo sciocco - mi disse Lei - che tenti invano
d'immortalare una cosa mortale:
poichè io stessa perirò allo stesso modo,
e persino il mio nome sarà cancellato".

"No - risposi - lascia che siano le cose meschine
a morire e farsi polvere; tu invece vivrai nella gloria:
i miei versi eterneranno le tue rare virtù
e scriveranno nei cieli il tuo nome glorioso.
E nei cieli, mentre la morte abbatterà il mondo intero,
vivrà il nostro amore, rinnovando un'altra vita"


Edmund Spenser
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Il twist delle virgolette
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 dicembre @ 14:11:40 CET (1390 letture)
Argomenti vari I

Le virgolette sono subdole. Dietro quel vezzeggiativo, si nasconde il segno più bastardo dell'ortografia. Innanzitutto quelle signorinette-gambette che si agitano nel twist paragrafematico: vergogna! - sono tante. Leggo su www.accademiadellacrusca.it «Le virgolette possono essere alte (" "), basse o sergenti (<<»), semplici oapici (' ')>>. Lasciamo perdere apici e sergenti, perché il discorso si complica. Ricordiamo solo, coi Cruscanti, che virgolette alte e basse si usano indifferentemente per le citazioni, o per circoscrivere il discorso diretto. Però, coerenza: se si aprono le virgolette basse, non si possono chiudere quelle alte.
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Buonanotte
Postato da Anonimo il Domenica, 10 dicembre @ 09:41:01 CET (1162 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni II

Il bacino della buonanotte è una dolce nota musicale che ti accompagna sotto le coperte.
Buonanotte..


Pino
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Avvento - 10 dicembre
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 dicembre @ 09:31:34 CET (6174 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Natale, un Giorno
di Hirokazu Ogura

Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo e un grande recinto.

Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.

Perché
il colore della pelle non e indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.

Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.

Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

A Natale - un giorno -
gli uomini andranno d'accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale
con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano,
e nessuno riuscirà a vedere l'enorme albero fino alla punta.

Allora tutti si diranno "Buon Natale!" a Natale, un giorno.




Le origini del Ntale

Le origini romane

Il Natale, inteso come festa della nascita del Messia, e celebrazione di un nuovo periodo di prosperità, trae le sue origini dalla religione ebraica, ma già dall'antichità Romana si ritrovano festeggiamenti il 25 dicembre.
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Litigio
Postato da Antonio il Sabato, 09 dicembre @ 20:06:33 CET (1406 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

Quattro uccelli litigarono.
Quando l’albero fu tutto spoglio,
venne Venere travestita da matita
e, in bella grafia,
appose la firma sull’Autunno,
cambiale in scadenza di turno.


Gunter Grass
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L'ENIGMA DEL WEEK END - LA FINESTRA DEL NONO PIANO
Postato da Tony-Kospan il Sabato, 09 dicembre @ 17:19:08 CET (965 letture)
Post di Tony Kospan I Ecco un altro classicissimo enigma...
chi lo conosce già può attendere a dar la risposta
per far partecipare le amiche e gli amici che volessero cimentarsi...

Se volete...
potete anche porre delle domande ma non e' detto che possa rispondere.






LA FINESTRA DEL NONO PIANO
Un uomo si trova al nono piano di un modernissimo edificio
e guarda al di là della finestra.

Preso da un impulso ingiustificato, apre il vetro e scavalca il davanzale.

La finestra si affaccia su una via densissima di traffico
e il muro dell'edificio giunge in basso
fino al marciapiede senza ostacoli o punti di appoggio.

L'uomo fa un passo avanti e cade sul terreno indenne.

Non indossa un paracadute o qualsiasi altro mezzo frenante.

Ma non si e' procurato nemmeno un graffio.

Sapete spiegare questa miracolosa situazione?



Ciao dall'Orso
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Avvento - 9 ducembre
Postato da Grazia01 il Sabato, 09 dicembre @ 00:35:29 CET (1037 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Il pellerosse nel presepe

Qui non è il loco umil,
né le pietose Braccia de la gran Madre,
né i pastori, né del pietoso vecchio i dolci amori,
né l'angeliche voci alte e gioiose,
né dei re sapienti le pompose offerte,
fatte con soavi ardori, ma ci sei Tu,
che Te medesimo onori, Signor,
cagion di tutte l'altre cose.
Vittoria Colonna,
Qui non è il loco umil.
O vera umanitade, come s'è aggrandita,
colla divinitade tu s'è unita;
la Vergine Maria ne prende letizia
e a noi peccatori ne fa cortesia.

Gianni Rodari




La culla vuota
di Sandra Cervone

No. Non andrò. All'angelo luminoso che annuncia la lieta novella ho già detto ripetutamente di no. Come posso, io, pastorello "diverso", recarmi alla capanna del Re dei Re? Non faccio che nascondermi dietro le montagne di carta e le casette di cartone da quando mi hanno sistemato qui, lungo il pendio scosceso del presepe di una chiesa. Siamo solo in due ad avere la pelle scura: uno dei Magi ed io. Ma io non ho vestiti regali, sono scalzo, infreddolito e non ho ricchi doni da portare al Bambino. Sono più povero di Lui. E, soprattutto, sono "diverso". La mia pelle ha il colore dell'Africa, i miei occhi la nostalgia di paesaggi lontani, la mia voce una cantilena incomprensibile. E allora sto sempre zitto, non unisco la mia voce ai cori degli angeli, cerco di non attirare l'attenzione, né di espormi alla luce flebile delle lampadine intermittenti.
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La favola del cane genio
Postato da Grazia01 il Sabato, 09 dicembre @ 00:19:55 CET (1137 letture)
Racconti I

Questo racconto un po’ infantile non lascia intravedere le aspettative che caratterizzano la realtà e nell'ambito lavorativo.
Un macellaio stava lavorando nel suo negozio e si sorprese quando vide entrare un cane. Lo cacciò ma il cane tornò subito. Cercava quindi di mandarlo via ancora ma si rese conto che il cane aveva un foglio in bocca. Prese dunque il foglio e lo lesse:
« Mi potrebbe mandare 12 salsicce e tre bistecche di manzo per favore? » Il macellaio notò pure che il cane aveva in bocca un biglietto da 50 franchi. Così prese le salsicce e le bistecche e le mise insieme al cambio in una borsa che mise nella bocca del cane. Il macellaio rimase molto colpito e, siccome, era già ora di chiudere il negozio, decise di seguire il cane che stava scendendo la strada con la borsa tra i denti.
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Avvento - 8 dicembre
Postato da Grazia01 il Venerdì, 08 dicembre @ 09:01:12 CET (1192 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

MESSAGGIO DI TENEREZZA


Questa notte ho sognato che camminavo sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte rivedevo
tutti i giorni della mia vita.
Per ogni giorno della vita passata,
apparivano sulla sabbia due orme:
una mia e una del Signore.
Ma in alcuni tratti vedevo una sola orma
che coincideva con i giorni più difficili:
i giorni di maggior angustia,
di maggior paura e di maggior dolore.
Allora ho detto: "Signore,
Tu avevi promesso che saresti stato con me, sempre,
e io ho accettato di vivere con te.
Allora perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili?".
E lui mi ha risposto: "Figlio mio,
tu lo sai che io ti amo e non ti ho abbandonato mai:
i giorni in cui hai visto solo un'orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".


Anonimo




IL FIGLIO PIÙ SAGGIO

Molto tempo fa c'era un uomo che aveva tre figli ai quali voleva molto bene. Non era nato ricco, ma con la sua saggezza e il duro lavoro era riuscito a risparmiare un bel po' di soldi e a comperare un fertile podere.
Divenuto vecchio cominciò a pensare a come dividere tra i suoi figli ciò che possedeva. Un giorno decise di fare una prova per capire quale dei tre figli fosse il più saggio.
Li chiamò al capezzale e diede a ciascuno cinque soldi e chiese loro di comperare qualcosa che riempisse la sua stanza che era vuota e spoglia. Ciascuno dei figli prese il denaro e uscì per esaudire i desideri del padre.
Il figlio più grande pensò che era un lavoro facile. Andò al mercato e comperò la prima cosa che gli capitò sotto gli occhi: un fascio di paglia.
Il secondo figlio pensò per qualche minuto, poi girò per tutte le bancarelle dei mercato e alla fine comperò delle bellissime piume.
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Milano, fuga per iI ponte
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 dicembre @ 19:59:05 CET (1037 letture)
Milano mia I

Ecco il segreto: i dintorni sono luoghi da favola.

Dicembre è fatto per Milano, e Milano per dicembre. Non parlo della Prima della Scala, che è splendida, ma lascia aperto il problema della Seconda, della Terza, della Quarta eccetera. Ovvero: sarà possibile, un giorno, prenotare e acquistare i biglietti della Scala come in ogni teatro in qualsiasi città del mondo?
Torniamo a noi: perché Milano è una città invernale?
Perché non è una città di prospettive, come Parigi o Madrid; è una città di angoli e atmosfere, di chiusure più che di aperture, di colori sporchi ma non per questo brutti, di lucido e di viscido (tranquilli: parlo solo di rotaie). Il simbolo di Milano è un condominio strano, costruito di fianco a un altro, altrettanto strano ma diverso. Questa è la città che ha inventato la disarmonia armonica. Architetti bravi o incoscienti, costruttori ingordi o visionari, urbanisti in genere poco urbani: insieme hanno costruito un capolavoro preterintenzionale, tagliato dall'arancione incongruo di un tram.
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Avvento - 7 dicembre
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 dicembre @ 13:00:46 CET (1022 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Il Natale

Oggi siamo seduti,
alla vigilia di Natale,
noi, gente misera,
in una gelida stanzetta,
il vento corre fuori,
il vento entra.
Vieni, buon Signore Gesù,
da noi, volgi lo sguardo:
perché tu ci sei davvero necessario.

Alessandro Manzoni



LE STELLE D'ORO

Era rimasta sola al mondo. L'avevano messa sopra una strada dicendole: - Raccomandati al cielo, povera bimba!
E lei, la piccola orfana, s'era raccomandata al cielo! Aveva giunte le manine, volto gli occhi su, su in alto, e piangendo aveva esclamato: - Stelle d'oro, aiutatemi voi!
E girava il mondo così, stendendo la manina alla pietà di quelli che erano meno infelici di lei. L'aiutavano tutti, è vero, ma era una povera vita, la sua: una vita randagia, senza affetti e senza conforti.
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Orhan Pamuk - Nobel 2006
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 12:45:13 CET (1332 letture)
I Nobel della letteratura I


Identità nel caleidoscopio

Del tema che ossessivamente occupa l'inizio del Terzo Millennio, il tema dell'identità non più soltanto personale come nel Novecento ma culturale e storica in un mondo che perde confini e acquista. conflitti, Orhan Pamuk ha fatto il filo conduttore della propria narrativa. Ma per l'autore turco, restio alle suggestioni etniche ma consapevole delle radici, l'identità, come il potere in Shakespeare, è un ideogramma mitico che non produce apologie o proclami, ma personaggi e situazioni e una drammaturgia carica di domande più che di risposte. Tutto nei suoi libri problematicamente si duplica e si rìspecchia in un altrove - il passato nel presente, l'Est nell'Ovest e viceversa - a cominciare dalla musica polifonica, orientale-occidentale, del suo stile.


di Elisabetta Rasy
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J. M. Coetzee - Nobel 2003
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 12:41:04 CET (1521 letture)
I Nobel della letteratura I

E liberaci dalla vergogna

Anche se apparentemente sani, siamo tutti, nelle caverne della nostra interiorità, marci. Spesso non si tratta dei peccati più riconosciuti e, a parole, condannati; si tratta di atteggiamenti, istintivi o volontari, che rivelano la nostra pochissima carità, spesso il disprezzo, verso i nostri simili, anche i più vicini. Così, collaboriamo a rendere più squallido il contesto in cui viviamo, a inquinarlo di egoismo e a distruggere la gioia, persino la nostra. Romanziere «scomodo», Coetzee crea una varietà di personaggi che, rivelando la loro situazione di disagio e di vergogna, ci aiutano a liberarci dei nostri disagi e delle nostre vergogne.


di Cesare Segre
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Gao Xingjian - Nobel 2000
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 12:35:18 CET (1379 letture)
I Nobel della letteratura I

E la storia si aprì al mito


Sarebbe sbagliato inquadrare Gao - censurato in patria e riparato a Parigi - solo per il coraggio della sua dissidenza. Lo dimostra il suo capolavoro, La Montagna dell'Anima, lunga «fuga» narrativa a due voci: quella di un viaggiatore che in una Cina primordiale (villaggi dai tetti neri, immani abetaie, cieli stellati) insegue il luogo-luce del titolo; e quella di uno scrittore che ripercorre (per flashback proustiani) la propria vita affettiva. Oltre che un rigetto radicale della «filosofia» del regime, il convergere delle due voci è infatti - come in tutto Gao - una lezione di taoismo depurata da ogni scoria new age: un aprirsi dell'io al mondo e della Storia al mito.


di Sandro Modeo
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Gunter Grass - Nobel 1999
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 12:28:53 CET (1658 letture)
I Nobel della letteratura I

Un picaro contro la boria

La grandezza dell'opera maggiore di Gunter Grass, Il tamburo di latta, consiste nel cruciale fatto che il suo narratore e protagonista, Oskar Matzerath, è alto 94 centimetri, guarda il mondo dal basso e, restituendo al Novecento la tradizione del romanzo picaresco, polverizza tutta l'orribile sublimità da cui era stata inondata la Germania nei precedenti trent'anni di letteratura. Il genio dI Grass, questo Celine del socialismo, fu insomma d'affrontare la realtà con il programma di un infantilismo radicale che può oggi esser letto come una scelta di autopunizione, ovvero come opera di redenzione (anche) personale.


di Franco Cordelli
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BOMBA INESPLOSA D'AMORE
Postato da Tony-Kospan il Giovedì, 07 dicembre @ 00:19:09 CET (1242 letture)
Le poesie di Tony-Kospan I

Ombra triste schiacciata sul muro
umide nere brezze del cuore
rutilanti colori del sabato sera.

Bomba inesplosa d'amore
o farfalla dalle ali tarpate?

Ecco vulcaniche scosse virtuali
provenienti dalla terra del sole
per staccare ... l'ombra dal muro
per scaldare ... le brezze del cuore.

Esploderà ... la bomba d'amore?
tornerà ... la farfalla a volare?

L'orso che sogna ... lo spera.


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Josè Saramago - Nobel 1998
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 09:59:00 CET (1378 letture)
I Nobel della letteratura I

Per voce implacabile

E stato folgorante scoprire la sua voce (nell'82) in Memoriale del convento, il romanzo che ha fatto conoscere Saramago fuori dal Portogallo, il primo ad essere tradotto in tutto il mondo. Voce piena di colore e di forza, a volte anche implacabile, che non permette di dimenticare i suoi protagonisti e che mescola realtà e invenzione, storia e letteratura in modo tale che il lettore, felicemente irretito, non sa più tanto distinguere un genere dall'altro. In mano sua il romanzo storico, da polpettone ben confezionato e saporito al punto giusto qual è di solito, si trasforma in vita vera, dura e vissuta, di ieri o di oggi, non importa.


Isabella Bassi Fedrigotti
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Dario Fo - Nobel 1997
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 09:55:37 CET (1204 letture)
I Nobel della letteratura I

Un linguaggio universale

A differenza degli altri drammaturghi, laureati dal Nobel (Shaw, Plrandello, O'Nelll, Beckett e Pinter), a Dario Fo è toccato in sorte di ricevere un prernio avvelenato da critiche e rimbrotti. Grande teatrante - hanno detto - ma non scrittore, giullare ma non letterato. Invece in questi «difetti» sta la sua qualità, quella di scrivere il linguaggio della scena, in cui parole smorfie suoni e capriole compongono un'unica totalità. Un linguaggio traducibile in qualunque paese, sia che tratti i buffi misteri di un Medioevo plebeo e immaginario, sia che ridicolizzi i truci giochi del potere nostro contemporaneo. Come in un carnevale continuo che sovverte le gerarchie e sbeffeggia papi re padroni e imperatori.


Ranieri Polese
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Saul Bellow - Nobel 1976
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 09:50:18 CET (1029 letture)
I Nobel della letteratura I

La rivoluzione del rabbino

Restò a Chicago mentre tutti se la svignavano a New York; rimase conservatore, ebreo e puritano mentre tutti annegavano nel risentimento liberaI e I scopavano a Berkeley; collezionava mogli, figli, alimenti e onorificenze; idolatrava i fratelli - faccendieri milionari - con un sentimentalismo degno di un Rabbino di Odessa; adorava il lusso, i gangster, i sigari, i papillon, Gerusalemme, la letteratura francese, la filosofia tedesca ... E forse proprio per questo rivoluzionò la narrativa americana senza cedere ad astrusità avanguardiste, con grazia mozartiana.
Come potrei non amarlo disperatamente?


Alessandro Piperno
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Eugenio Montale - Nobel 1975
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 09:46:21 CET (910 letture)
I Nobel della letteratura I

Il poeta sveglia il mondo

Lo spazio in Montale è popolato di oggetti, fiori, animali: affiorano da scenari bui, come se il poeta li vedesse emergere all'improvviso dal nulla con lo sguardo di un primitivo. Non s'impone lo stupore di chi scopre il mondo, ma il tremore di chi ne sente l'imminente fine. Come lo spazio, è annullato il tempo: non c'è speranza del futuro e la memoria è «scialba», mentre il presente pare arrivare sempre «tardi». In questa atmosfera di «assenza universale», di «tutto nientificato», solo alla parola poetica è dato di «svegliare» il mondo e consentire all'uomo di «rifarsi da capo» a stabilire un rapporto rinnovato.


Giorgio di Rienzo
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Il mondo ha la febbre
Postato da Grazia01 il Martedì, 05 dicembre @ 21:27:29 CET (1312 letture)
Ecologia e ambiente I Il messaggio: Settecento pagine di analisi sulla stato si salute del pianeta. E una conclusione drammatica: secondo il rapporto stilato da Nicholas Stern, consigliere economico del governo inglese, se non si farà nulla per arginare le attuali emissioni di anidride carbonica, i danni per l'economia saranno pari alla somma di quelli provocati dalle due guerre mondiali. La soluzione? investire da qui al 2050 l'1% del Pil mondiale per ridurre le emissioni nocive e arginare la deforestazione.

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UN NOMADE DEL WEB
Postato da Tony-Kospan il Martedì, 05 dicembre @ 13:25:47 CET (1293 letture)
Le poesie di Tony-Kospan I

Per il mondo del web
in lungo e in largo giro
tra spoglie dune e viali fioriti
con il mio carro lungo
di ricordi e di speranze
sì come Diogene
cercando però
la dolce luce che illumini il mio autunno.

E d'isola in isola giro
tra quelle di sogno e quelle deserte
col mio battello carico
di vissute passioni
ma ancor più carico
d'emozioni da vivere...
sì come Ulisse
cercando però
l'alba luminosa d'un giorno di sogno.

Quante piccole albe
quanti piccoli tramonti
questo nomade ha vissuto
in attesa della grande alba sognata?

Chi sarà la ... stella
di luce piena e col sapore d'infinito
che mi seguirà lungo il viale frondoso
del mio ...spero ... dolce tramonto?

Tony Kospan
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Heinrich Boll - Nobel 1972
Postato da Antonio il Martedì, 05 dicembre @ 10:50:18 CET (1222 letture)
I Nobel della letteratura I

E il clown svelò l'ipocrisia

Un anarchico «clown» le cui opinioni sferzano la Germania del miracolo economico mettendone a nudo le Ipocrisie, un testimone scomodo e inquieto negli anni di piombo, un inesausto sperimentatore di forme ... Coniugando l'impegno eticò e civile con la ricerca stilistica, per quarant'anni Heinrich Boll (1917-1985) fu una delle più importanti voci critiche della letteratura tedesca, ma forse di lui sono destinati a rimanere soprattutto i primi romanzi, che ci restituiscono con tanta immediatezza il disperato interrogarsi di una coscienza cristiana tra le macerie materiali e morali del dopoguerra.


di Paola Capriolo
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Ciao


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