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Il silenzio di Federico Garcia Lorca
Postato da Grazia01 il Sabato, 16 dicembre @ 18:22:25 CET (3020 letture)
Poesie originali e strane I

Ascolta, figlio, il silenzio.
E' un silenzio ondulato,
un silenzio,
dove scivolano valli ed echi
e che piega le fronti
al suolo.


Federico Garcia Lorca
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Avvento - 16 dicembre
Postato da Grazia01 il Sabato, 16 dicembre @ 10:00:21 CET (1478 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

E' Natale per ogni
bambino del mondo


Vorrei
almeno oggi che è Natale
vorrei del pane da mangiare
vorrei dell’acqua pulita da bere
un paio di scarpe
o un letto per dormire

Vorrei
poter andare a scuola e studiare
vorrei un casa
ed un tetto per potermi riparare
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Lettera a Gesù Bambino
Postato da Grazia01 il Venerdì, 15 dicembre @ 14:44:29 CET (18825 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Carissimo Gesù Bambino, avrei voluto scriverti una lettera, come facevo tanto tempo fa, ma mi hanno detto che quest'anno, alla tua festa, tu non sei stato invitato. Che strano, eh? Ci saranno tutti: Babbo Natale, le slitte, le renne, le ghirlande, i pini, gli abeti, i nuovi paesaggi scandinavi, le cartoline elettroniche, i pupazzi che s'illuminano, i carillon di ogni forma e colore. Tutto molto bello, tutto molto allegro. Così allegro che, ci spiace molto, ma per te non c'è più posto. Lo sappiamo benissimo che sei il festeggiato e che non s'è mai vista una festa senza il festeggiato, però che ci vuoi fare? Non sai arrampicarti sui balconi come fa quel vecchio barbuto di Santa Klaus (hai visto l'ultima moda? Va fortissimo ... ). Non vesti nulla di rosso, che invece pare sia un colore molto trendy. E poi vai in giro con quel bue e quell'asinello, che in salotto non farebbero per nulla bella figura. Scusaci, sai, ma tu che prevedi tutto, non potevi farti riscaldare da un'iguana? Che ne so? Da una salamandra o da un armadillo? lo so:
magari non ti donavano lo stesso tepore. Ma t'immagini come sarebbe stato chic?
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Avvento - 15 dicembre
Postato da Grazia01 il Venerdì, 15 dicembre @ 14:12:02 CET (1026 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Si fa presepe il cuore

Il bianco soffitto, s’è animato di colori:
bagliori iridati, salendo in alto variopinti e lievi
brillano come stelle, suggestivi d’emozioni.
E rinasce d’un tratto, la magìa…
…è Natale: si fa presepe il cuore.


Luciana Bianchi

Col Natale nel cuore

I primi venti di dicembre erano sempre i giorni più belli dell'anno! Mio padre allestiva il gigantesco presepe, mia madre preparava i dolci di Natale in quantità industriale per regalarli poi ai numerosi parenti ed io giocavo coi pastori.
Erano tutti allineati sul tavolo e bisognava sceglierli ad uno ad uno, formare le famiglie e inventare storie nuove. I miei preferiti erano due bimbetti che avevo chiamato Vito e Sabrina e che diventavano spesso i protagonisti delle mie fantasie. Sabrina con la sua tunica rosa e lo scialle bianco; Vito coi calzoncini azzurri , una camiciola bianca ed il gilet rosso. Lei con le scarpette, lui a piedi nudi. Per lei sceglievo genitori "ricchi": il polentaio (che le somigliava pure un po'!) oppure l'oste o il grasso falegname con la barba scura. Per Vito un papà più povero: il fabbro oppure uno zampognaro senza scarpe. La mamma di Sabrina era sempre Caterina, la pastorella meglio vestita della collezione, mentre per Vito una donnina dolce ma scalza, con una pesante brocca d'acqua sulla spalla. Una sola sorellina per Sabrina, tanti fratelli per Vito.
Poi iniziava il gioco.
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Il pane
Postato da Grazia01 il Giovedì, 14 dicembre @ 14:19:28 CET (2285 letture)
Invenzioni e origini III

Il farro, assieme ai legumi e le verdure fu alla base della alimentazione dei Romani sin dalle origini, mentre i Greci preferivano l'orzo che, però, era meno nutriente del farro visto che conteneva meno proteine e più carboitrati. A protezione di tutti i cereali i Romani avevano posto la dea Cerere e seguivano il parere di un medico, Galeno che raccomandava di lasciare da parte l'orzo, ottimo solo per i cavalli e adottare il farro che era molto più nutriente. L'orzo fu utilizzato solo nei momenti di carestia. Il farro (triticum dicoccum) fu per circa tre secoli il cereale preferito dai Romani. Era un grano duro la cui spiga non aveva barbe, rivestito di glume molto aderenti e per queste ragioni non poteva essere trebbiato se prima non era tostato,seppure leggermente. La tostatura fu resa obbligatoria da Numa Pompilio secondo re di Roma.
Dal farro deriva il nome farina e con il farro gli sposi facevano offerte agli dei al momento del loro matrimonio. Questa unione veniva appunto chiamata confarreatio. Inizialmente il farro veniva macinato a mano usando due pietre o con il mortaio. La mola ruotante fu scoperta più tardi , fu azionata prima dagli schiavi , poi da asini e muli e, più raramente, da cavalli.
Il pane vero e proprio arrivò sulla mensa dei Romani molto tardi (IV sec a.C.) perchè, in origine, con il farro si preparava solo la notissima puls la polenta. Plauto afferma che i Greci chiamavano i Romani "polentoni" puliphagonides. La puls era l'alimento base e, di volta in volta, era arricchita con quel che si aveva sotto mano: legumi, formaggi, verdure, aromi, pesci sotto sale e pezzi di carne.
Con l'arrivo del frumento, che si poteva ridurre più facilmente in farina, nacque il pane; non solo, ma i soldati, e molti altri con loro, masticavano anche crudi, durante le lunghe marce, "questi nuovi granellini " che venivano dalla Sicilia e dalle coste settentrionali dell'Africa.
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Avvento - 14 dicembre
Postato da Grazia01 il Giovedì, 14 dicembre @ 13:21:00 CET (1139 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Un insolito regalo

Era Natale e Graziano, un ragazzino di undici anni, seduto vicino all’albero, insieme a tutta la sua famiglia scartava l’ennesimo regalo: un bambolotto di porcellana raffigurante Babbo Natale. Era contento perchè aveva già ricevuto quattro regali: la play station, un lettore MP3, un libro di storie horror e la TV in camera.
Ma appena vide il pupazzo disse: «Oh, no! Il mio ultimo regalo è da bambinetti di sei anni! Ehi, mamma, non ti sarai mica confusa? Magari questo era destinato a mia sorella!» «No, non mi sono sbagliata. E’ un bambolotto molto bello, l’ho comprato ieri in un mercatino d’antiquariato. Su, su! Non è un mostro!» rispose la mamma. «Ma…» «Niente “ma”! Lo metterai nella tua cameretta, ora vai a portare i regali di sopra e dopo vienimi ad aiutare a togliere le carte dei pacchetti sparse per tutto il salotto!». Graziano, rassegnato, salì le scale e andò in camera sua; mise i regali a posto, guardò il bambolotto perplesso e lo poggiò sopra il letto. Poi torno giù per cenare. Dopo cena ritornò in camera per andare a dormire, ma vide il bambolotto per terra «Sarà caduto» pensò, lo poggiò su una sedia e andò a letto. Quella notte fece uno strano sogno: vide il bambolotto che lo guardava in un modo innaturale, poi tutto intorno a lui e le immagini si dissolvevano e piano piano il mondo scompariva. Fu un “clack” a svegliarlo. Graziano si mise a sedere sul letto impaurito e si guardò intorno, il bambolotto era caduto di nuovo.
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LA CONFESSIONE NELL'ANTICO EGITTO
Postato da Tony-Kospan il Giovedì, 14 dicembre @ 13:10:11 CET (1147 letture)
Post di Tony Kospan I



L'istituto della Confessione è davvero molto antico...
lo tratteremo qui sulla base della do(edited)entazione archeologica a noi giunta.

Un primo completo elenco di peccati o meglio ancora affermazione di non averli commessi
si trova tra gli Egizi... nel famoso Libro dei Morti.

Questo istituto però era già nella religione degli Ittiti che ebbero frequenti rapporti pacifici e bellicosi con gli Egizi.

Questi ultimi la fecero propria... però alla fine la ridussero ad una formula per passare alla vita ultraterrena...

Nella religione Ittita invece il peccato per eccellenza, anzi il "reato" data la sua punibilità,
era la trasgressione alle norme o agli ordini divini.

Al fine della ricerca dei peccati e per l'espiazione di eventuali trasgressioni,
essendo ciò di fondamentale importanza,
acquistò particolare rilievo dunque tra gli Ittiti l'istituto della confessione.
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Voglia d'allegria
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 13 dicembre @ 21:09:47 CET (1308 letture)
Poesie sulla vita I

Tristi briciole di vuoto
sul tavolo della mia vita
barcollo in nuvole di fumo
evasioni di un minuto

Amore vano ricordo
in un film ne ritrovo
l'effimero dolore
certa che esista ma chissà dove

Attori vivono pene d'amore
con l'adolescenziale leggerezza
mentre il peso dei miei anni
affonda in altri travagli
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13 dicembre - Santa Lucia
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 13 dicembre @ 09:49:34 CET (1036 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Nacque a Siracusa, ma non si conosce con certezza la data. La sua vita d'altra parte è intessuta di elementi leggendari, che stanno a testimoniare l'enorme venerazione di cui la santa ha goduto e gode.

La sua passio afferma che Lucia subì il martirio sotto Diocleziano, per cui si è voluto fissare la data di nascita al 283. Il più antico documento che la riguarda è un'iscrizione del V secolo in cui si parla di una certa Euskia, morta il giorno "della mia patrona Lucia".
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Avvento - 13 dicembre
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 13 dicembre @ 09:35:43 CET (1118 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

La Notte Santa
Guido Gozzano

- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.
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UN SOGNO TRADITO
Postato da Tony-Kospan il Martedì, 12 dicembre @ 20:58:43 CET (1371 letture)
Le poesie di Tony-Kospan I

Se il mio sorriso più non ami
e nelle ombre del passato ti nascondi …
Se il mio sogno più non ami
e nel quotidiano ormai ti perdi …
Se il castello mio fatato più non ami
e nel nero tuo maniero ti richiudi …
Se la gioia del nostro incontro più non ami
e sol con altri vecchi amici ti rivedi …

Perché mai mi cercasti?
Perché mai t'ho incontrato?
Perché mai io t'ho amato?

Corridoi, ascensori, posti strani, posti stretti
come gatti noi ci amammo pur sui ... tetti ...

Eppur profetico fu quel sogno …
sciocco io a non capirlo …
tu le spalle mi voltavi …
e con un altro te ne stavi …

Ma ormai son guarito …
più non sanguina la ferita …
un segno resta … un lungo strappo…
sul mio cuore... c'è nero un drappo


Tony Kospan
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Il bisonte? E' il più gay degli animali
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 dicembre @ 20:54:31 CET (878 letture)
Scienze

Molti animali sono gay, il fatto è abbastanza assodato nel mondo degli studiosi. Meno assodato è che anche autentiche icone della virilità come i bisonti americani, siano stati sorpresi e immortalati in atteggiamenti e pose inequivocabili. Lunghi studi nelle mandrie delle praterie hanno portato ad una conclusione: tra i maschi, i rapporti omosessuali sono più comuni di quelli eterosessuali. Lo studio dei comportamenti e dei costumi sessuali negli animali ha portato a conclusioni sorprendenti: i maschi adulti dei trichechi, per esempio, sono bisex: durante la stagione degli amori si comportano come da copione con l'altro sesso, nel resto dell'anno si trastullano invece con esemplari più giovani.
L'intensa attività di campo di biologi sta cambiando gli orizzonti, sollevando la cortina su questi comportamenti considerati «deviati» da una parte della scienza e della società e rendendo sempre più labile il confine tra omosessualità e eterosessualità.
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I medici che curano la sete del mondo
Postato da Antonio il Martedì, 12 dicembre @ 20:37:53 CET (982 letture)
Attualità I

Medici senza Frontiere, Msf, è una straordinaria organizzazione internazionale nata nel '71 in Francia.
Nel '99 ha avuto il premio Nobel per la Pace.
Dall'Italia partono circa 240 volontari l'anno, e fra tutte le regioni della penisola, la Lombardia è in prima linea. Da. Milano partono circa trenta medici l'anno, di cui più della metà sono donne. Se per i Paesi ricchi l'oro nero è il petrolio, per i Paesi poveri l'oro bianco è l'acqua. E di questo si stanno occupando I Medici senza Frontiere.
Paradossalmente, l'acqua costa più ai poveri che ai ricchi: cinquanta litri al giorno a persona è la minima quantità necessaria alla sopravvivenza.
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Avvento - 12 dicembre
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 dicembre @ 10:22:27 CET (3831 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Le Ciaramelle
di Giovanni Pascoli

Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne' suoi tuguri
tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;
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Gelato
Postato da spalato il Martedì, 12 dicembre @ 01:08:58 CET (3770 letture)
Invenzioni e origini III

Il gelato viene comunemente definito come una "preparazione alimentare ottenuta con una miscela di ingredienti portata allo stato solido o pastoso mediante congelamento e contemporanea agitazione".

In origine il gelato non era certamente quello che noi conosciamo. Nell'antichità, probabilmente, si refrigeravano frutta, latte e miele per farne cibo ghiacciato. Riferimenti a tale pratica si incontrano sia in testi antichi sia nelle cronache d'epoca più note. Pare addirittura che, già nella Bibbia si trovi un episodio in cui si parla di tale cibo quando si narra di Isacco che avrebbe offerto ad Abramo latte di capra misto a neve.

Durante il Medioevo, in oriente, si scoprì il modo di congelare i succhi di frutta ponendoli in recipienti circondati da ghiaccio, modalità di preparazione questa che fu ben presto appresa anche in Sicilia, qui perfezionata e poi diffusa in tutta la penisola.

Il gelato in senso moderno fu un'invenzione tutta italiana. Alcuni storici, attribuiscono l'onore di aver ripreso e reso celebre il gelato nella metà del 1500 a Caterina de' Medici e ad un certo Ruggeri, pollivendolo e cuoco a tempo perso che lo avrebbe preparato in occasione delle nozze della nobildonna. Trasferitasi In Francia, Caterina portò con sé il Ruggeri che divenne famoso anche oltralpe per le sue preparazioni. A prescindere dalla verità storica di questi fatti, l'origine italiana del gelato viene riconosciuta in gran parte del mondo (non è inusuale, nelle gelaterie estere, vedere indicazioni come "vero gelato italiano").
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Ivo Andric - Nobel 1961
Postato da Antonio il Lunedì, 11 dicembre @ 13:53:34 CET (2202 letture)
I Nobel della letteratura I

Croato di nascita, patriota bosniaco, scrittore serbo-croato, diplomatico e uomo politico al servizio della Iugoslavia, Ivo Andric (1892-1975), parallelamente alle sue attività di uomo di stato, ha prodotto un'immensa opera letteraria. In essa, si esprime, amplificata e approfondita, la sua accanita volontà di impedire alle barriere nazionali, ideologiche o di qualsiasi altro genere, di confondergli la vista. Il premio Nobel corona questo percorso nel 1961.
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Avvento - 11 dicembre
Postato da Grazia01 il Lunedì, 11 dicembre @ 13:35:04 CET (1398 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Luce, Pace, Amore

La pace guardò in basso
e vide la guerra,
"Là voglio andare" disse la pace.

L'amore guardò in basso
e vide l'odio,
"Là voglio andare" disse l'amore.

La luce guardò in basso
e vide il buio,
"Là voglio andare" disse la luce.

Così apparve la luce
e risplendette.

Così apparve la pace
e offrì riposo.

Così apparve l'amore
e portò vita.

L. Housman



IL PETTIROSSO

Nella stalla dove stavano dormendo Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù, il fuoco si stava spegnendo. Presto ci furono soltanto alcune braci e alcuni tizzoni ormai spenti. Maria e Giuseppe sentivano freddo, ma erano così stanchi che si limitavano ad agitarsi inquieti nel sonno.
Nella stalla c'era un altro ospite: un uccellino marrone; era entrato nella stalla quando la fiamma era ancora viva; aveva visto il piccolo Gesù e i suoi genitori, ed era rimasto tanto contento che non si sarebbe allontanato da lì neppure per tutto l'oro del mondo.
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Cerniera lampo
Postato da spalato il Domenica, 10 dicembre @ 23:24:49 CET (1341 letture)
Invenzioni e origini II

La cerniera lampo, detta anche zip, chiusura zip o bottega è un dispositivo formato da quattro elementi principali:

un fermo inferiore;
un fermo superiore;
un cursore con la linguetta
la cosiddetta catena dentata
La cerniera lampo è costituita da due fettucce di tessuto alle quali sono attaccate le catene dentate. Queste sono composte da denti, metallici o di plastica, che sulla parte superiore hanno un rilievo mentre nella corrispondente parte inferiore hanno un avvallamento, durante la chiusura i denti si inseriscono esattamente uno nell'altro.
All'apertura e alla chiusura provvede il cursore che viene mosso utilizzando il tiretto. All'interno del cursore si trova una sorta di cuneo con un'angolazione tale da permettere, durante lo scorrimento verso l'alto o verso il basso, l'incastro o l'apertura dei denti.
La cerniera lampo è delimitata da due pezzi terminali detti fermi che impediscono la fuoriuscita del cursore.

Storia

Il meccanismo precursore della moderna cerniera lampo fu inventato nel 1851 da Elias Howe, divenuto noto per l'invenzione della macchina da cucire, che brevettò una "chiusura automatica continua per abiti", composta da una serie di ganci uniti da un cordoncino che scorreva su dei denti metallici.
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Cogli questo piccolo fiore
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 dicembre @ 22:14:14 CET (1505 letture)
Poesie sulla vita I

Io scrissi, un giorno, il suo nome sulla spiaggia,
ma vennero le onde a cancellarlo;
lo scrissi di nuovo, con l'altra mano;
ma venne la marea a depredare le mie fatiche.

"Uomo sciocco - mi disse Lei - che tenti invano
d'immortalare una cosa mortale:
poichè io stessa perirò allo stesso modo,
e persino il mio nome sarà cancellato".

"No - risposi - lascia che siano le cose meschine
a morire e farsi polvere; tu invece vivrai nella gloria:
i miei versi eterneranno le tue rare virtù
e scriveranno nei cieli il tuo nome glorioso.
E nei cieli, mentre la morte abbatterà il mondo intero,
vivrà il nostro amore, rinnovando un'altra vita"


Edmund Spenser
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Il twist delle virgolette
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 dicembre @ 15:11:40 CET (1472 letture)
Argomenti vari I

Le virgolette sono subdole. Dietro quel vezzeggiativo, si nasconde il segno più bastardo dell'ortografia. Innanzitutto quelle signorinette-gambette che si agitano nel twist paragrafematico: vergogna! - sono tante. Leggo su www.accademiadellacrusca.it «Le virgolette possono essere alte (" "), basse o sergenti (<<»), semplici oapici (' ')>>. Lasciamo perdere apici e sergenti, perché il discorso si complica. Ricordiamo solo, coi Cruscanti, che virgolette alte e basse si usano indifferentemente per le citazioni, o per circoscrivere il discorso diretto. Però, coerenza: se si aprono le virgolette basse, non si possono chiudere quelle alte.
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Buonanotte
Postato da Anonimo il Domenica, 10 dicembre @ 10:41:01 CET (1216 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni II

Il bacino della buonanotte è una dolce nota musicale che ti accompagna sotto le coperte.
Buonanotte..


Pino
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Avvento - 10 dicembre
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 dicembre @ 10:31:34 CET (6335 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Natale, un Giorno
di Hirokazu Ogura

Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo e un grande recinto.

Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.

Perché
il colore della pelle non e indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.

Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.

Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

A Natale - un giorno -
gli uomini andranno d'accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale
con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano,
e nessuno riuscirà a vedere l'enorme albero fino alla punta.

Allora tutti si diranno "Buon Natale!" a Natale, un giorno.




Le origini del Ntale

Le origini romane

Il Natale, inteso come festa della nascita del Messia, e celebrazione di un nuovo periodo di prosperità, trae le sue origini dalla religione ebraica, ma già dall'antichità Romana si ritrovano festeggiamenti il 25 dicembre.
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Litigio
Postato da Antonio il Sabato, 09 dicembre @ 21:06:33 CET (1463 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

Quattro uccelli litigarono.
Quando l’albero fu tutto spoglio,
venne Venere travestita da matita
e, in bella grafia,
appose la firma sull’Autunno,
cambiale in scadenza di turno.


Gunter Grass
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L'ENIGMA DEL WEEK END - LA FINESTRA DEL NONO PIANO
Postato da Tony-Kospan il Sabato, 09 dicembre @ 18:19:08 CET (1034 letture)
Post di Tony Kospan I Ecco un altro classicissimo enigma...
chi lo conosce già può attendere a dar la risposta
per far partecipare le amiche e gli amici che volessero cimentarsi...

Se volete...
potete anche porre delle domande ma non e' detto che possa rispondere.






LA FINESTRA DEL NONO PIANO
Un uomo si trova al nono piano di un modernissimo edificio
e guarda al di là della finestra.

Preso da un impulso ingiustificato, apre il vetro e scavalca il davanzale.

La finestra si affaccia su una via densissima di traffico
e il muro dell'edificio giunge in basso
fino al marciapiede senza ostacoli o punti di appoggio.

L'uomo fa un passo avanti e cade sul terreno indenne.

Non indossa un paracadute o qualsiasi altro mezzo frenante.

Ma non si e' procurato nemmeno un graffio.

Sapete spiegare questa miracolosa situazione?



Ciao dall'Orso
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Avvento - 9 ducembre
Postato da Grazia01 il Sabato, 09 dicembre @ 01:35:29 CET (1097 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Il pellerosse nel presepe

Qui non è il loco umil,
né le pietose Braccia de la gran Madre,
né i pastori, né del pietoso vecchio i dolci amori,
né l'angeliche voci alte e gioiose,
né dei re sapienti le pompose offerte,
fatte con soavi ardori, ma ci sei Tu,
che Te medesimo onori, Signor,
cagion di tutte l'altre cose.
Vittoria Colonna,
Qui non è il loco umil.
O vera umanitade, come s'è aggrandita,
colla divinitade tu s'è unita;
la Vergine Maria ne prende letizia
e a noi peccatori ne fa cortesia.

Gianni Rodari




La culla vuota
di Sandra Cervone

No. Non andrò. All'angelo luminoso che annuncia la lieta novella ho già detto ripetutamente di no. Come posso, io, pastorello "diverso", recarmi alla capanna del Re dei Re? Non faccio che nascondermi dietro le montagne di carta e le casette di cartone da quando mi hanno sistemato qui, lungo il pendio scosceso del presepe di una chiesa. Siamo solo in due ad avere la pelle scura: uno dei Magi ed io. Ma io non ho vestiti regali, sono scalzo, infreddolito e non ho ricchi doni da portare al Bambino. Sono più povero di Lui. E, soprattutto, sono "diverso". La mia pelle ha il colore dell'Africa, i miei occhi la nostalgia di paesaggi lontani, la mia voce una cantilena incomprensibile. E allora sto sempre zitto, non unisco la mia voce ai cori degli angeli, cerco di non attirare l'attenzione, né di espormi alla luce flebile delle lampadine intermittenti.
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La favola del cane genio
Postato da Grazia01 il Sabato, 09 dicembre @ 01:19:55 CET (1217 letture)
Racconti I

Questo racconto un po’ infantile non lascia intravedere le aspettative che caratterizzano la realtà e nell'ambito lavorativo.
Un macellaio stava lavorando nel suo negozio e si sorprese quando vide entrare un cane. Lo cacciò ma il cane tornò subito. Cercava quindi di mandarlo via ancora ma si rese conto che il cane aveva un foglio in bocca. Prese dunque il foglio e lo lesse:
« Mi potrebbe mandare 12 salsicce e tre bistecche di manzo per favore? » Il macellaio notò pure che il cane aveva in bocca un biglietto da 50 franchi. Così prese le salsicce e le bistecche e le mise insieme al cambio in una borsa che mise nella bocca del cane. Il macellaio rimase molto colpito e, siccome, era già ora di chiudere il negozio, decise di seguire il cane che stava scendendo la strada con la borsa tra i denti.
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Avvento - 8 dicembre
Postato da Grazia01 il Venerdì, 08 dicembre @ 10:01:12 CET (1232 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

MESSAGGIO DI TENEREZZA


Questa notte ho sognato che camminavo sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte rivedevo
tutti i giorni della mia vita.
Per ogni giorno della vita passata,
apparivano sulla sabbia due orme:
una mia e una del Signore.
Ma in alcuni tratti vedevo una sola orma
che coincideva con i giorni più difficili:
i giorni di maggior angustia,
di maggior paura e di maggior dolore.
Allora ho detto: "Signore,
Tu avevi promesso che saresti stato con me, sempre,
e io ho accettato di vivere con te.
Allora perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili?".
E lui mi ha risposto: "Figlio mio,
tu lo sai che io ti amo e non ti ho abbandonato mai:
i giorni in cui hai visto solo un'orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".


Anonimo




IL FIGLIO PIÙ SAGGIO

Molto tempo fa c'era un uomo che aveva tre figli ai quali voleva molto bene. Non era nato ricco, ma con la sua saggezza e il duro lavoro era riuscito a risparmiare un bel po' di soldi e a comperare un fertile podere.
Divenuto vecchio cominciò a pensare a come dividere tra i suoi figli ciò che possedeva. Un giorno decise di fare una prova per capire quale dei tre figli fosse il più saggio.
Li chiamò al capezzale e diede a ciascuno cinque soldi e chiese loro di comperare qualcosa che riempisse la sua stanza che era vuota e spoglia. Ciascuno dei figli prese il denaro e uscì per esaudire i desideri del padre.
Il figlio più grande pensò che era un lavoro facile. Andò al mercato e comperò la prima cosa che gli capitò sotto gli occhi: un fascio di paglia.
Il secondo figlio pensò per qualche minuto, poi girò per tutte le bancarelle dei mercato e alla fine comperò delle bellissime piume.
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Milano, fuga per iI ponte
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 dicembre @ 20:59:05 CET (1112 letture)
Milano mia I

Ecco il segreto: i dintorni sono luoghi da favola.

Dicembre è fatto per Milano, e Milano per dicembre. Non parlo della Prima della Scala, che è splendida, ma lascia aperto il problema della Seconda, della Terza, della Quarta eccetera. Ovvero: sarà possibile, un giorno, prenotare e acquistare i biglietti della Scala come in ogni teatro in qualsiasi città del mondo?
Torniamo a noi: perché Milano è una città invernale?
Perché non è una città di prospettive, come Parigi o Madrid; è una città di angoli e atmosfere, di chiusure più che di aperture, di colori sporchi ma non per questo brutti, di lucido e di viscido (tranquilli: parlo solo di rotaie). Il simbolo di Milano è un condominio strano, costruito di fianco a un altro, altrettanto strano ma diverso. Questa è la città che ha inventato la disarmonia armonica. Architetti bravi o incoscienti, costruttori ingordi o visionari, urbanisti in genere poco urbani: insieme hanno costruito un capolavoro preterintenzionale, tagliato dall'arancione incongruo di un tram.
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Avvento - 7 dicembre
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 dicembre @ 14:00:46 CET (1079 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *

Il Natale

Oggi siamo seduti,
alla vigilia di Natale,
noi, gente misera,
in una gelida stanzetta,
il vento corre fuori,
il vento entra.
Vieni, buon Signore Gesù,
da noi, volgi lo sguardo:
perché tu ci sei davvero necessario.

Alessandro Manzoni



LE STELLE D'ORO

Era rimasta sola al mondo. L'avevano messa sopra una strada dicendole: - Raccomandati al cielo, povera bimba!
E lei, la piccola orfana, s'era raccomandata al cielo! Aveva giunte le manine, volto gli occhi su, su in alto, e piangendo aveva esclamato: - Stelle d'oro, aiutatemi voi!
E girava il mondo così, stendendo la manina alla pietà di quelli che erano meno infelici di lei. L'aiutavano tutti, è vero, ma era una povera vita, la sua: una vita randagia, senza affetti e senza conforti.
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Orhan Pamuk - Nobel 2006
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 13:45:13 CET (1418 letture)
I Nobel della letteratura I


Identità nel caleidoscopio

Del tema che ossessivamente occupa l'inizio del Terzo Millennio, il tema dell'identità non più soltanto personale come nel Novecento ma culturale e storica in un mondo che perde confini e acquista. conflitti, Orhan Pamuk ha fatto il filo conduttore della propria narrativa. Ma per l'autore turco, restio alle suggestioni etniche ma consapevole delle radici, l'identità, come il potere in Shakespeare, è un ideogramma mitico che non produce apologie o proclami, ma personaggi e situazioni e una drammaturgia carica di domande più che di risposte. Tutto nei suoi libri problematicamente si duplica e si rìspecchia in un altrove - il passato nel presente, l'Est nell'Ovest e viceversa - a cominciare dalla musica polifonica, orientale-occidentale, del suo stile.


di Elisabetta Rasy
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Ciao


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