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Gao Xingjian - Nobel 2000
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 13:35:18 CET (1444 letture)
I Nobel della letteratura I

E la storia si aprì al mito


Sarebbe sbagliato inquadrare Gao - censurato in patria e riparato a Parigi - solo per il coraggio della sua dissidenza. Lo dimostra il suo capolavoro, La Montagna dell'Anima, lunga «fuga» narrativa a due voci: quella di un viaggiatore che in una Cina primordiale (villaggi dai tetti neri, immani abetaie, cieli stellati) insegue il luogo-luce del titolo; e quella di uno scrittore che ripercorre (per flashback proustiani) la propria vita affettiva. Oltre che un rigetto radicale della «filosofia» del regime, il convergere delle due voci è infatti - come in tutto Gao - una lezione di taoismo depurata da ogni scoria new age: un aprirsi dell'io al mondo e della Storia al mito.


di Sandro Modeo
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Gunter Grass - Nobel 1999
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 13:28:53 CET (1709 letture)
I Nobel della letteratura I

Un picaro contro la boria

La grandezza dell'opera maggiore di Gunter Grass, Il tamburo di latta, consiste nel cruciale fatto che il suo narratore e protagonista, Oskar Matzerath, è alto 94 centimetri, guarda il mondo dal basso e, restituendo al Novecento la tradizione del romanzo picaresco, polverizza tutta l'orribile sublimità da cui era stata inondata la Germania nei precedenti trent'anni di letteratura. Il genio dI Grass, questo Celine del socialismo, fu insomma d'affrontare la realtà con il programma di un infantilismo radicale che può oggi esser letto come una scelta di autopunizione, ovvero come opera di redenzione (anche) personale.


di Franco Cordelli
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BOMBA INESPLOSA D'AMORE
Postato da Tony-Kospan il Giovedì, 07 dicembre @ 01:19:09 CET (1317 letture)
Le poesie di Tony-Kospan I

Ombra triste schiacciata sul muro
umide nere brezze del cuore
rutilanti colori del sabato sera.

Bomba inesplosa d'amore
o farfalla dalle ali tarpate?

Ecco vulcaniche scosse virtuali
provenienti dalla terra del sole
per staccare ... l'ombra dal muro
per scaldare ... le brezze del cuore.

Esploderà ... la bomba d'amore?
tornerà ... la farfalla a volare?

L'orso che sogna ... lo spera.


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Josè Saramago - Nobel 1998
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 10:59:00 CET (1458 letture)
I Nobel della letteratura I

Per voce implacabile

E stato folgorante scoprire la sua voce (nell'82) in Memoriale del convento, il romanzo che ha fatto conoscere Saramago fuori dal Portogallo, il primo ad essere tradotto in tutto il mondo. Voce piena di colore e di forza, a volte anche implacabile, che non permette di dimenticare i suoi protagonisti e che mescola realtà e invenzione, storia e letteratura in modo tale che il lettore, felicemente irretito, non sa più tanto distinguere un genere dall'altro. In mano sua il romanzo storico, da polpettone ben confezionato e saporito al punto giusto qual è di solito, si trasforma in vita vera, dura e vissuta, di ieri o di oggi, non importa.


Isabella Bassi Fedrigotti
Leggi Tutto... | 3298 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Dario Fo - Nobel 1997
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 10:55:37 CET (1270 letture)
I Nobel della letteratura I

Un linguaggio universale

A differenza degli altri drammaturghi, laureati dal Nobel (Shaw, Plrandello, O'Nelll, Beckett e Pinter), a Dario Fo è toccato in sorte di ricevere un prernio avvelenato da critiche e rimbrotti. Grande teatrante - hanno detto - ma non scrittore, giullare ma non letterato. Invece in questi «difetti» sta la sua qualità, quella di scrivere il linguaggio della scena, in cui parole smorfie suoni e capriole compongono un'unica totalità. Un linguaggio traducibile in qualunque paese, sia che tratti i buffi misteri di un Medioevo plebeo e immaginario, sia che ridicolizzi i truci giochi del potere nostro contemporaneo. Come in un carnevale continuo che sovverte le gerarchie e sbeffeggia papi re padroni e imperatori.


Ranieri Polese
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Saul Bellow - Nobel 1976
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 10:50:18 CET (1100 letture)
I Nobel della letteratura I

La rivoluzione del rabbino

Restò a Chicago mentre tutti se la svignavano a New York; rimase conservatore, ebreo e puritano mentre tutti annegavano nel risentimento liberaI e I scopavano a Berkeley; collezionava mogli, figli, alimenti e onorificenze; idolatrava i fratelli - faccendieri milionari - con un sentimentalismo degno di un Rabbino di Odessa; adorava il lusso, i gangster, i sigari, i papillon, Gerusalemme, la letteratura francese, la filosofia tedesca ... E forse proprio per questo rivoluzionò la narrativa americana senza cedere ad astrusità avanguardiste, con grazia mozartiana.
Come potrei non amarlo disperatamente?


Alessandro Piperno
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Eugenio Montale - Nobel 1975
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 10:46:21 CET (969 letture)
I Nobel della letteratura I

Il poeta sveglia il mondo

Lo spazio in Montale è popolato di oggetti, fiori, animali: affiorano da scenari bui, come se il poeta li vedesse emergere all'improvviso dal nulla con lo sguardo di un primitivo. Non s'impone lo stupore di chi scopre il mondo, ma il tremore di chi ne sente l'imminente fine. Come lo spazio, è annullato il tempo: non c'è speranza del futuro e la memoria è «scialba», mentre il presente pare arrivare sempre «tardi». In questa atmosfera di «assenza universale», di «tutto nientificato», solo alla parola poetica è dato di «svegliare» il mondo e consentire all'uomo di «rifarsi da capo» a stabilire un rapporto rinnovato.


Giorgio di Rienzo
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Il mondo ha la febbre
Postato da Grazia01 il Martedì, 05 dicembre @ 22:27:29 CET (1407 letture)
Ecologia e ambiente I Il messaggio: Settecento pagine di analisi sulla stato si salute del pianeta. E una conclusione drammatica: secondo il rapporto stilato da Nicholas Stern, consigliere economico del governo inglese, se non si farà nulla per arginare le attuali emissioni di anidride carbonica, i danni per l'economia saranno pari alla somma di quelli provocati dalle due guerre mondiali. La soluzione? investire da qui al 2050 l'1% del Pil mondiale per ridurre le emissioni nocive e arginare la deforestazione.

Leggi Tutto... | 3884 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


UN NOMADE DEL WEB
Postato da Tony-Kospan il Martedì, 05 dicembre @ 14:25:47 CET (1367 letture)
Le poesie di Tony-Kospan I

Per il mondo del web
in lungo e in largo giro
tra spoglie dune e viali fioriti
con il mio carro lungo
di ricordi e di speranze
sì come Diogene
cercando però
la dolce luce che illumini il mio autunno.

E d'isola in isola giro
tra quelle di sogno e quelle deserte
col mio battello carico
di vissute passioni
ma ancor più carico
d'emozioni da vivere...
sì come Ulisse
cercando però
l'alba luminosa d'un giorno di sogno.

Quante piccole albe
quanti piccoli tramonti
questo nomade ha vissuto
in attesa della grande alba sognata?

Chi sarà la ... stella
di luce piena e col sapore d'infinito
che mi seguirà lungo il viale frondoso
del mio ...spero ... dolce tramonto?

Tony Kospan
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Heinrich Boll - Nobel 1972
Postato da Antonio il Martedì, 05 dicembre @ 11:50:18 CET (1264 letture)
I Nobel della letteratura I

E il clown svelò l'ipocrisia

Un anarchico «clown» le cui opinioni sferzano la Germania del miracolo economico mettendone a nudo le Ipocrisie, un testimone scomodo e inquieto negli anni di piombo, un inesausto sperimentatore di forme ... Coniugando l'impegno eticò e civile con la ricerca stilistica, per quarant'anni Heinrich Boll (1917-1985) fu una delle più importanti voci critiche della letteratura tedesca, ma forse di lui sono destinati a rimanere soprattutto i primi romanzi, che ci restituiscono con tanta immediatezza il disperato interrogarsi di una coscienza cristiana tra le macerie materiali e morali del dopoguerra.


di Paola Capriolo
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Jean-Paul Sartre - Nobel 1964
Postato da Antonio il Martedì, 05 dicembre @ 11:48:21 CET (2984 letture)
I Nobel della letteratura I

Lezìonì dal cattìvo maestro

Se soltanto non si fosse creduto il Voltaire del Novecento. Se non avesse scambiato la grafomania per uno stile. Se non avesse trovato il bon mot per ogni cattiva causa. Se non avesse confuso l'inferno dei soviet con il paradiso del proletariato. Allora, quante cose ci avrebbe insegnato l'autore del Muro e della Nausea. Un umanesimo senza moralismo. L'amore per le donne intelligenti oltreché belle. La responsabilità dello scrittore che fai conti con le misure della storia più che con il diametro del proprio ombelico. Se non avesse sbagliato tutto, Sartre (1905 - 1980) l'avrebbe meritato eccome, il suo premio Nobel.


di Sergio Luzzato
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John Steibeck - Nobel 1962
Postato da Antonio il Martedì, 05 dicembre @ 11:46:25 CET (1475 letture)
I Nobel della letteratura I

I disperati in rivolta

Quale vino fermenterà dai «grappoli dell'ira? Non diversamente da Joyce o da Pound, John Steinbeck (1902 - 1968) ha riscritto l'Odissea. Ma quando sfoglio le pagine di quello che in Italia è noto come Furore, risento le ballate «arrabbiate» di Woody Guthrie o di Cisco Houston: la ribellione dei disperati non è che l'altra faccia della solidarietà. Un seno per gli oppressi: dopo che il bimbo che aspettava è nato morto, Rosa Tea dona il suo latte al primo affamato che incontra. Non c'è nessun «paradiso» da «riconquistare», ma c'è sempre una «santarossa» per chi, pirata o vagabondo non si accontenta della rassegnazione.


di Giulio Giorello
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Boris Pasternak - Nobel 1958
Postato da Antonio il Martedì, 05 dicembre @ 11:43:49 CET (1017 letture)
I Nobel della letteratura I

L'essenza della Russia

Pasternak (1890 - 1960) è stato per me, come per molti altri, la voce di una coscienza morale e poetica che, scaturita nell'ultimo momento di una Russia ancora libera, ancorché tormentata, è proseguita nei decenni straordinari e terribili dell' era sovietica per giungere intatta, anzi arricchita da tante prove, alla vigilia di un'epoca nuova. Pasternak con la sua poesia, la sua autobiografia e il suo romanzo, e con la sua stessa vita, ha un valore emblematico, quasi che un secolo, e che secolo, si sia condensato in lui con un'intensità insieme limpida e drammatica, fuori di ogni banalità e mediocrità di tanta, troppa cultura del suo tempo. E stato un'eccezione che in sé racchiude l'essenza del tempo e di ciò che lo sovrasta.


di Vittorio Strada
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Pensieri
Postato da Anonimo il Lunedì, 04 dicembre @ 23:12:54 CET (1095 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni II

L'uomo non è mai sufficientemente maturo
se ha paura o vergogna di dire quattro frasi:
"Grazie!"
"Scusa!"
"Ho bisogno!"
"Ti voglio bene!"
... a se stesso, agli altri, a Dio"


Carlo P
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Albert Camus - Nobel 1957
Postato da Antonio il Lunedì, 04 dicembre @ 21:20:32 CET (1420 letture)
I Nobel della letteratura I

Il dramma della ragione

La nostra vita ha un senso? Merita d'essere vissuta? Interrogativi del genere attraversano tutta l'opera di Camus, a partire dallo Straniero, il cui protagonista, immerso in un'esistenza monotona e banale, diviene assassino d'un uomo che neppure conosce. Ma nelle opere successive questa visione tragica in parte si modifica: occorre accettare l'estraneità senza speranza che separa l'uomo da un mondo assurdo, tentando almeno di avvicinarsi agli altri. Per Camus non dobbiamo illuderci che il male fisico e morale possa mai essere sconfitto; possiamo tuttavia, come afferma uno dei protagonisti della Peste, «collocarci dalla parte delle vittime per limitare i danni».


di Giovanni Belardelli
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Ernest Hemingway - Nobel 1954
Postato da Antonio il Lunedì, 04 dicembre @ 21:18:44 CET (1172 letture)
I Nobel della letteratura I

La guerra degli «ultimi»

Chi lo sa se qualcuno lo ricorda o magari anche soltanto lo ha saputo che quando è cominciata l'avventura di questo Nobel Hemingway se n'è andato, sul Pilar al largo del suo mare. Forse questo Nobel per lui è stato un gesto con "cui il mondo ha riconosciuto la sua vita impegnata soltanto nelle sue pagine.
Ogni volta che ha parlato di guerra è stato per esaltare il valore di poveri soldati, che alla gloria proprio non pensavano. Più che alla gloria Hemingway pensava a ispirare " pagine dedicate agli splendori e agli orrori del mondo, quelli veri, visti dall'anima e non dalla letteratura.


di Fernanda Pivano
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William Faulkner - Nobel 1949
Postato da Antonio il Lunedì, 04 dicembre @ 21:16:25 CET (1331 letture)
I Nobel della letteratura I

Rinascimento americano


Mi ha sempre sorpreso che il Paese nel quale meglio rivive il mito antico sia anche il più moderno: l'America. In realtà il classicismo della tradizione europea ha ostacolato, più che favorito, ogni vero rinascimento, quale possiamo vedere nel grande esempio di Faulkner. Sono infatti i suoi romanzi che hanno ambientato nel selvaggio Sud degli Stat Uniti le situazioni e gli accenti della tragedia greca, mettendo al servIzio di un dramma polifonico ed enigmatico le risorse del monologo interiore, della scomposizione temporale, della narrazione ad incastro. Faulkner è un greco con la tecnica di Picasso e di Joyce.


di Maria Andrea Rigoni
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T.S. Eliot - Nobel 1948
Postato da Antonio il Lunedì, 04 dicembre @ 21:14:26 CET (1062 letture)
I Nobel della letteratura I

Il Virgilio dei nostri inferni

Classico in letteratura, monarchico in politica, cattolico in religione. Così definiva se stesso un Thomas Stearns Eliot (1819 – 1880) all'inizio della maturità. Definizione ingannevole, che fa pensare a un «buon cittadino», a un benpensante timorato delle tradizioni. In realtà, in pochi come in Eliot c'è la consapevolezza della tragedia della storia umana. Vi è un'altra sua frase che meglio testimonia di lui: «Ammucchio frammenti per arginare le nostre rovine». Non a caso il Dante dell'Inferno è l'autore a lui più caro. E non a caso tanto grande è stato il suo influsso sulla letteratura contemporanea.


di Vittorio Messori
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Hermann Hesse - Nobel 1946
Postato da Antonio il Domenica, 03 dicembre @ 15:03:07 CET (2018 letture)
I Nobel della letteratura I

Le nozze di sensi e spirito

Ha provato quasi tutto nella vita: gli studi teologIcI (abbandonatI per fare Il meccanico), il mestiere di libraio, un lungo viaggio non turistico in India, lo sconcerto per la prima guerra mondiale, la psicoanalisi, la tendenza all'introspezione, la cittadinanza svizzera. Hermann Hesse (1877 - 1962) non fu, come qualcuno crede, il complemento di Thomas Mann, ma uno scrittore che tradusse sulla pagina quel po' di futuro che basta per farne un grande. Per questo affascinava i giovani, per il medesimo motivo proponeva una società dove pratica ascetica e vita attiva si abbracciano. Volle essere sensuale e spirituale al tempo stesso: vi riuscì.


Armando Torno
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Luigi Pirandello - Nonel 1934
Postato da Antonio il Domenica, 03 dicembre @ 14:49:13 CET (1846 letture)
I Nobel della letteratura I

Unica salvezza la follia

E il tema della follia, in ogni possibilità espressiva, a spiegare l'attualità di Pirandello (1867-1936). La follia che induce i personaggi a illudersi di farsi autori di nuove vite, di nuove identità. Uomini e donne di fronte all'insondabile mistero dell'esistere, complicato, il mistero, dalla realtà esterna che lo squarcio nel fondale del teatro fa irrompere sugli spettatori e sugli.attori. Il fu Mattia Pascal e i Sei personaggi in cerca d'autore sono il distillato della filosofia pirandelliana, quel mettere creature umane sul palcoscenico per poi lasciarle divorare dalla vita. Unica salvezza, la follia: il negare la realtà per aggirarla, beffarla, renderla innocua come un'inceppata macchina della tortura.


Matteo Collura
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Thomas Mann - Nobel 1929
Postato da Antonio il Domenica, 03 dicembre @ 14:33:54 CET (1178 letture)
I Nobel della letteratura I

Una splendida decadenza

Disse che la visione, dalle finestre del suo cottage dI PacIfic Pahsades, delle onde lunghe dell'oceano che si frangevano sulla spiaggia lo aiutava a cogliere il ritmo giusto della prosa che aveva in mente per scrivere Giuseppe e i suoi fratelli. In realtà, una misura solenne, classica, l'aveva già raggiunta nei Buddenbrook, il romanzo splendido, cui pose mano quando era poco più che ventenne, nel quale si narra, attraverso varie generazioni, la storia di una ricca famiglia di commercianti di Lubecca. AI di là di ogni significato ~ la corruzione dei valori, la decadenza, la malattia, il male, quello che lascia sbalorditi, nei romanzi di Thomas Mann, (Lubecca 1875 – Zurigo 1955) è la sicurezza del racconto, sposata a una perfezione formale che non potrebbe essere altra da quella che è.


Giorgio Montefoschi
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Rudyard Kipling - Nobel 1907
Postato da Antonio il Domenica, 03 dicembre @ 14:30:55 CET (1703 letture)
I Nobel della letteratura I

La canzone dell'umanità

Come Omero, Kipling (1865-1936) credeva nella Musa, che chiamava Dèmone. A somiglianza del soldato, lo scrittore doveva aspettare e obbedire. Soprattutto mai sfruttare il successo, «peccato che perdette Napoleone e qualche altro». Intorno a pochi titoli noti, si stende la sua opera, che è un continente quasi sconosciuto e meravigliosamente vario. Kipling, nato a Bombay, credette nell'Impero britannico e nel «fardello dell'uomo bianco». Quella fede conta poco rispetto al fondale multietnico che la vita gli compose intorno, e che per noi non ha il sapore del passato, piuttosto quello di un incipiente futuro.


Giovanni Mariotti
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Natale da bambina
Postato da Grazia01 il Domenica, 03 dicembre @ 10:52:34 CET (1010 letture)
Le poesie e altro di Grazia III

L'aspettavo davvero il mio Gesù Bambino,
tra l’odore di resina e di mandarino.
L’abete era vero, gli addobbi erano tanti.
di noci e di frutti con carte luccicanti.
Di cartapesta era il mio presepe,
coi pezzetti di muschio come siepe.
Chiedevo dei doni piuttosto piccolini
pezzi di cioccolato e un paio di guantini
Che emozione quei regali nel mattino,
lasciati dal Bimbo, di fianco al mio lettino!
E alla Messa di Natale, compunta ed attenta,
ringraziavo il Signore ed ero contenta.


Grazia
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LE FACCE
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 03 dicembre @ 10:29:35 CET (1171 letture)
Post di Tony Kospan I Ecco un altro classicissimo enigma...

chi lo conosce già può attendere a dar la risposta

per far partecipare le amiche e gli amici che volessero cimentarsi...

Se volete... potete anche porre delle domande
ma non e' detto che possa rispondere.



Un giorno due sorelle hanno deciso di fare ordine in capannone in fondo al prato.

Dopo varie ore di faticoso lavoro, spostando casse e rimuovendo ragnatele, verso sera rientrano in casa.

Una di esse ha la faccia sporca di fuliggine mentre l'altra l'ha completamente pulita.

Tuttavia, mentre la seconda corre in bagno a strofinarsi il viso con il sapone, la prima va tranquillamente in camera a cambiarsi l'abito per uscire la sera.

Come mai?


Tony Kospan
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Floyd "Big Bang" Gottfredson
Postato da spalato il Sabato, 02 dicembre @ 23:10:08 CET (2186 letture)
Argomenti vari II

Con queste parole d'affetto, Rota sintetizza l'importanza di Gottfredson nel panorama Disney internazionale.

Posso dire che, personalmente, lo considero il più grande artista Disney di tutti i tempi! Ho cercato di sintetizzare in tre parole il mio pensiero, paragonando Floyd Gottfredson al Big Bang, l'esplosione primordiale che ha dato origine all'universo: nel nostro caso, a... quello disneyano. Dobbiamo tutti riconoscenza a questo impareggiabile disegnatore: i lettori, per le splendide storie che ha realizzato, e i disegnatori, anche per gli insegnamenti che hanno potuto trarre dal suo lavoro (Marco Rota)
Il suo esordio è in una storia noir scritta con lo stesso zio Walt e disegnata con Win Smith e molto probabilmente con Hardie Gramatky. Quindi viene lasciato come unico signore e padrone delle strisce topoliniane.
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Pippo (il mio personaggio preferito)
Postato da spalato il Sabato, 02 dicembre @ 23:05:18 CET (5997 letture)
Argomenti vari III

Pippo (in inglese Goofy) è uno dei personaggi di primo piano nell'universo immaginario di Walt Disney. Abita a Topolinia ed è il migliore amico di Topolino. È un cane antropomorfico, alto, dinoccolato, goffo e vestito da contadino; è sbadato, smemorato, disordinato e bislacco, e quindi rappresenta la controparte ideale del razionale ed efficiente Mickey Mouse.
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Per il mio cuore
Postato da Grazia01 il Sabato, 02 dicembre @ 13:51:40 CET (1748 letture)
Poesie di Neruda II

Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino in cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.

E' in te l'illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.


Pablo Neruda
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Trentamila luci e una stella
Postato da Grazia01 il Sabato, 02 dicembre @ 09:50:21 CET (1004 letture)
Attualità I

Acceso il Rockefeller Center

È alto 27 metri, pesa 9 tonnellate, ha un diametro di 13 metri, è illuminato da 30 mila luci e in cima ha una stella fatta di 2.500 cristalli Swarovski del peso complessivo di 250 chilogrammi. È l'albero di Natale 2006 del Rockefeller Center di New York uno dei più famosi al mondo. Da tre giorni, dopo una cerimonia inaugurale trasmessa in tv in diretta nazionale, brilla sulla piazza del Rockefeller Center vegliato da due angeli di cristallo. Resterà acceso fino all'8 di gennaio. Quella di quest'anno è stata la settantaquattresima cerimonia di inaugurazione da che la tradizione esiste: oramai l'albero è un'istituzione. Ogni Natale il giardiniere capo del Rockefeller Center viaggia per gli Stati Uniti in cerca dell'abete perfetto: tutti possono candidare il proprio, se pensano di avere un albero delle dimensioni giuste, basta fargli una foto con accanto una persona (per dare un'idea dell'altezza) e spedirla al Rockefeller Center. L'.albero di quest'anno viene da Ridgefield, Connecticut.


corsera
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Dare valore alle cose
Postato da Pino il Venerdì, 01 dicembre @ 23:08:02 CET (1268 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni II

Se solo per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di pezza
e mi regalasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso,
ma in definitiva penserei tutto ciò che dico.
Darei valore alle cose, non per ciò che valgono, ma per ciò che significano.


Buonanotte.
Pino.
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Un computer al tempo dei greci.
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 dicembre @ 21:45:30 CET (1144 letture)
Invenzioni e origini III

ROMA - Seguire i movimenti del Sole e della Luna attraverso le costellazioni dello Zodiaco, predire le eclissi, tracciare il moto dei pianeti e l'orbita irregolare della Luna nel cielo: questa, secondo una dettagliata analisi descritta su Nature, era la funzione del Meccanismo di Antikythera, un antichissimo macchinario greco a ingranaggi risalente al 65 a.C.

Per gli autori, un gruppo di ricerca internazionale, coordinato da Mike Edmunds e Tony Freeth dell'universita' britannica di Cardiff, lo studio rileva che il meccanismo e' molto piu' sofisticato di quanto ritenuto finora, tanto che per l'epoca puo' essere definito un vero e proprio computer. Inoltre, dimostra "lo straordinario potenziale tecnologico dei greci, perso con l'impero romano". Il Meccanismo di Antikythera fu trovato nel 1900 da alcuni pescatori di spugne nel relitto naufragato di un'antica nave, nel fondale mare davanti all'isola di Antikythera, fra il Peloponneso e Creta. Fra gli oggetti a bordo vi erano i frammenti di una custodia di legno e bronzo contenente oltre 30 ingranaggi.
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