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Ottobre
Postato da Miriam il Lunedì, 23 ottobre @ 21:20:59 CEST (1093 letture)
Poesie e racconti di Ballerini Miriam

Mese padrino della mia nascita.
Con quel raschio secco
di foglie ancora utili.

OTTOBRE

Mese padrino della mia nascita.
Con quel raschio secco
di foglie ancora utili.
Cascate d’edera
rosso incendio.
Liane animate dal vento,
nell’avvinghio
dell’albero scelto.
Il cielo è tepore,
la pioggia lacrima.
Il pensiero si perde,
smarrendosi al di là
dei primi rami denudati;
delle foglie che si sfogliano:
pagine di un giornale già letto.


© Miriam Ballerini
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Il mio cuore di Sergio Corazzini
Postato da Grazia01 il Lunedì, 23 ottobre @ 14:22:06 CEST (2201 letture)
Poesie crepuscolari

Il mio cuore è una rossa
macchia di sangue dove
io bagno senza possa
la penna, a dolci prove

eternamente mossa.
E la penna si muove
e la carta s'arrossa
sempre a passioni nove.

Giorno verrà: lo so
che questo sangue ardente
a un tratto mancherà,

che la mia penna avrà
uno schianto stridente...
... e allora morirò.
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Un giorno una mosca per caso
Postato da Grazia01 il Lunedì, 23 ottobre @ 14:12:02 CEST (1103 letture)
Racconti I

Giselle non era ancora morta, giaceva sul selciato, agonizzante, mentre si dissanguava lentamente, quando mia madre, una vecchia ma saggia mosca, deponeva, una ad una, le sue ultime uova feconde tra le feritoie delle piaghe ancora fresche. Il sole bruciava sul punto di liquefare l'asfalto, ma non sarebbe mai stato abbastanza caloroso da essiccare il sangue arrestando quella fatale emorragia; per mia fortuna la carne permaneva umida, ancora quel tanto che basta, assecondando con la temperatura un precoce e plurimo sviluppo delle future larve. Non ci furono corse all'ospedale, di quelle a sirene spiegate e che, troppo spesso, sembra che compromettano per sempre lo sviluppo del senso d'orientamento delle mosche.
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Mare delle verità di Andrea de Carlo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 23 ottobre @ 13:40:20 CEST (2115 letture)
Recensioni II

Ancora prima di essere editi i libri di Andrea de Carlo sono richiesti con impazienza. E lo scrittore di nascita milanese,entrato nelle case di moltissimi lettori con Treno di panna, Uccelli da gabbua e da voliera, Due di due, Giro di vento, non delude certo le attese con l'ultima falica, Mare delle verità, edita da Bompiani (il libro sarà presentato a Milano, questa sera al Piccolo Teatro, alle 21).
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Ungheria: '56 di sangue
Postato da Grazia01 il Lunedì, 23 ottobre @ 13:33:46 CEST (1082 letture)
Storia

Mille e duecento uomini armati presidiano piazza Kossuth, il parlamento e le istituzioni di Budapest nel timore di disordini. Intellettuali, ex prigionieri politici e cittadini rifiutano di stringere la mano al capo del governo socialista. È il 23 ottobre e l'aria è carica di tensione. L'Ungheria celebra così, con il premier Ferenc Gyurcsany contestato per le sue menzogne, i cinquant'anni dalla rivolta che, cominciata con 200 mila persone in strada, si concluse con un bilancio di 3.500 morti (2.800 ungheresi e 700 soldati russi) seguito all'intervento dei carri armati dell'Armata Rossa nella notte tra il 4e il 5 novembre del 1956.
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L'insostenibile leggerezza dell'essere - Kundera
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 ottobre @ 18:46:43 CEST (1432 letture)
Recensioni II

Un libro molto noto e molto amato. Giustamente.
Tomáš è un chirurgo che ha nella vita due grandi passioni: il suo lavoro e le donne. A queste dedica tutto se stesso, senza dubbi o intime lacerazioni. "L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima volta è già la vita stessa?" Tomáš conosce Tereza che, innamorata di lui, gli si offre con dedizione totale. Si amano, si sposano, si posseggono, ma in modo, per entrambi, diverso: Tereza è divorata dalla gelosia e dal desiderio di possesso totale, pur sapendo che Tomáš, tradendola spesso, le è sempre fedele. Dalla Cecoslovacchia, invasa dai Russi, sono costretti a fuggire, ma Tereza non resiste a lungo.
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Invito di Sergio Carazzini
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 ottobre @ 12:42:43 CEST (1309 letture)
Poesie crepuscolari

Anima pura come un'alba pura,
anima triste per i suoi destini,
anima prigioniera nei confini
come una bara nella sepoltura,

anima, dolce buona creatura,
rassegnata nei tristi occhi divini,
non più rifioriranno i tuoi giardini
in questa vana primavera oscura.

Luce degli occhi, cuore del mio cuore,
tenerezza, sorella nel dolore
rondine affranta nel mio stesso cielo,

giglio fiorito a pena su lo stelo
e morto, vieni, ho spasimato anch'io,
vieni, sorella, il tuo martirio è il mio.
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Amaro e amore
Postato da Miriam il Sabato, 21 ottobre @ 08:56:51 CEST (1330 letture)
Recensioni II

Le poesie della Benaglia sono maturate nei contenuti, rimanendo al contempo letture semplici, non essendo testi costruiti né ricercati; ma restando nella sfera istintiva di parole gettate nelle braccia delle emozioni quotidiane.

VOGLIO CREDERTI
(dedicata a Nicola, un amico)-2004-

Da quanto tempo non la usi?
Per quanto tempo ci crederai?
Forse ne hai paura
e per questo non ne parli.
Dici che fa schifo
e sai che non è vero.
Me lo dice chi l’ha usata,
me lo dice chi non la userà mai più.
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Sentiero
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 ottobre @ 08:18:33 CEST (1056 letture)
Poesie crepuscolari

Dolce mio bene, dov'eri?
Ho chiamato per tutt'i sentieri

e portavo una ghirlandella
per te, mia triste sorella;

ma tu non c'eri, ma tu non venivi.
E i fiori si facean men vivi.

E taluno cadeva per via
a morirsene di nostalgia,

in fin che le mie mani pure
non strinsero che rame oscure.

Oh, dolce mio bene, dov'eri?
Ho chiamato per tutt'i sentieri,

ho battutto a tutte le porte...
ma dov'eri tu, dunque, sperduto?

- Oh? ma se non sei venuto
pe' 'l sentiero della morte!

Sergio Corazzini
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Sergio Corazzini
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 ottobre @ 08:08:49 CEST (1906 letture)
Biografie II

Sergio Corazzini nacque a Roma nel 1886 da una famiglia benestante, ma caduta in disgrazia quando egli era ancora molto giovane.
Ha lasciato le raccolte poetiche "L'amaro calice" (1905), "Poemetti in prosa" (1906), "Piccolo libro inutile" (1906), "Libro per la sera della domenica" (1906).
Espresse una vena decadente dai toni languidi e sommessi, la sua poesia è dominata da un sentimento malinconico dell'amore, dalla percezione dello svanire delle cose, dal pensiero dal desiderio della morte.
Evidente l'influsso di Pascoli, D'Annunzio, Jammes, Maeterlinck, Laforgue, ma con una componente diversa e nuova: un ironico distacco che lo pone come originale punto di avvio del crepuscolarismo insieme a Gozzano.
Suo è anche un testo teatrale, "Il traguardo" (1905).
Malato di tisi dalla fanciullezza, morì a Roma nel 1907 a soli 21 anni.
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Un problema difficile
Postato da Grazia01 il Venerdì, 20 ottobre @ 19:24:45 CEST (1122 letture)
Racconti I

Avevano dato a mio figlio un difficile problema da risolvere, e il poveretto, che non era forte nelle matematiche, non se ne poteva cavare.
- Augusto non sa fare il compito - mi venne a dire Evangelina . - Questi maestri non so dove si abbiano la testa. La bella maniera di tormentare un povero ragazzo! E tutta la mattina che lo vedo ricurvo a tavolino: mi fa proprio pena: dovresti aiutarlo.
- Aiutarlo io! - esclamai - e allora che gli giova l'andare a scuola? Se i problemi glieli danno, è segno che deve saperli risolvere: e se non sa, è meglio che il maestro se ne avveda e rifaccia la spiegazione; e poi, sono tanto occupato!
Evangelina, meno scrupolosa, andò probabilmente a provarsi lei a fare quel che io non volevo fare, perché poco dopo ritornò a dirmi:
- E un problema difficilissimo; c'entra la geometria piana; Augusto non può risolverlo; piange ...
- Piange? ...
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Quel cielo grigio di Milano, richiamo d'infinito
Postato da Grazia01 il Venerdì, 20 ottobre @ 18:37:29 CEST (1341 letture)
Milano mia I

Il cielo sopra Milano è spesso bianco o grigio. Un grigio duro, un non colore neutro e inanimato da cui arrivano poche sorprese. I milanesi sono abituati ad avere in testa questa cerata incolore, infatti lo guardano poco. Del resto si muovono addestrati in una metropoli sovraffollata, qui solo sbandati e incauti si permettono di camminare con gli occhi rivolti al cielo. E poi c'è poco da guardare, non si vedono che spicchi, ritagli tra i palazzi. Uno stretto corridoio, questo sembra Milano, città da percorrere a testa bassa, da attraversare in fretta. Poche le piazze, e le piazze accolgono, luoghi d'appuntamento fatti a cerchio, ad abbraccio. Le vie lunghe invece attraversano e conducono da parte a parte, più rapidamente possibile. Forse perché vedono raramente il cielo, forse perché aspettano il loro turno per entrare in questi canali, i milanesi passano mesi dell'anno in apnea. Eppure ci sono mattine, preziose proprio in quanto rare, che il cielo prende l'azzurro, quello stesso che hanno piccole barche, con sbavature di nuvole bianche come scie d'aeroplani, e tutto sembra possibile e a portata, anche se lontano. E il sole, anche se è inverno, scalda, si avvicina e incoraggia. L'orizzonte si scopre fino lle Alpi, il fiato pesante dell'inquinamento cede improvvisamente; la natura appare e si fa sentire. Capitano anche certi tramonti ariosi, rossi e del tutto imprevisti, che esci dall'ufficio e te li trovi davanti e per qualche istante puoi avere la sensazione che stanno trascorrendo anni bellissimi dalla tua vita.

Pacifico
www.pacificomilano.com
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Ricordo di caccia
Postato da Grazia01 il Venerdì, 20 ottobre @ 16:56:23 CEST (3416 letture)
Racconti II

Era una di quelle notti in cui la terra sembra morta di freddo. L'aria diaccia diventa resistente, palpabile, tanto fa male; non un soffio la agita; morde, penetra, dissecca, uccide gli alberi, le piante, gli insetti, perfino i piccoli uccelli, che cadono dai rami sulla terra dura, e diventano, sotto il morso del freddo, anch' essi duri come la terra. La luna, al suo ultimo quarto, inclinata su di un lato, pallidissima, appariva morente in mezzo allo spazio, e così debole che pareva non potesse più andarsene; restava lassù, anche essa paralizzata dal rigore del gelo. Diffondeva una luce triste sul mondo, quella luce morente e scialba che ogni mese, alla fine della sua resurrezione, essa ci invia. Karl ed io andavamo gomito a gomito, curvi, le mani nelle tasche e il fucile sotto il braccio. Le scarpe, avviluppate nella lana per poter camminare nella palude diaccia senza scivolare, non facevano alcun rumore. lo rimiravo la nuvoletta bianca prodotta dal fiato dei nostri cani. In breve, fummo sulla riva della palude, e ci inoltrammo in uno dei passaggi tra i canneti secchi che si aprivano in quella foresta nana. I nostri gomiti, sfiorando le lunghe foglie a nastro, lasciavano dietro di noi un lieve fruscÌo; come non mai mi sentivo preso dal turbamento strano e possente che suscitano in me le paludi.
A un tratto, a una svolta di uno dei passaggi, scorsi la capanna di ghiaccio, costruita per metterci al riparo. Vi entrai e poiché avevamo ancora quasi un' ora per aspettare il risveglio degli uccelli migranti, mi avvolsi nella mia copert per cercare di riscaldarmi.
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Il secchione in affitto ti toglie dai guai
Postato da Grazia01 il Giovedì, 19 ottobre @ 13:04:20 CEST (880 letture)
Attualità I

Il «geek», cioè il «secchione di computer», un nuovo lavoro ideato da una società inglese, la Currys, azienda specializzata nel commercio di apparecchi elettronici. Il servizio «Rent-a-geek» consente di affittare un secchione esperto di computer in grado di tirarci fuori da incomprensibili casini elettronici. I prezzi sono già fissati: sul mercato di Londra un semplice controllo del pc vale 49.99 sterline (circa 71 euro); ma se la visita è a domicilio la parcella lievita fino a 69.99 sterline (100 euro). Nel tariffario dei «superman» digitali sono previsti anche interventi via telefono per aiutare gli utenti a risolvere i problemi più facili. La formula sembra destinata a funzionare: perché perdere tempo scontrandosi con le tecnologie quando l'help desk può risolvere il problema per te in molto minor tempo? Alla Currys sono sicuri che questa nuova frontiera dell'assistenza domiciliare diventerà importante come il pronto intervento di idraulici e elettricisti. E senza sporcarsi le mani.
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L'estratto di "Stanca di guerra"
Postato da Grazia01 il Giovedì, 19 ottobre @ 11:54:00 CEST (1058 letture)
Argomenti vari II

E io che faccia faccio? Che faccia si può fare o forse che faccia si deve fare quando si prova ad affrontare un argomento così grande e terribile come la guerra? Che poi non si sa neanche bene dove, come, quando, perché sia cominciata. No, non è vero, in realtà questo un po’ si sa. Anzi, forse all’inizio è stata anche una faccenda relativamente semplice, una roba tipo: "Tu hai la caverna più calda, la donna più pelosa, la ruota più rotonda. Io ho la clava più grossa". E felicemente ignara della simbologia: "Te la spacco sulla testa, così mi prendo quello che mi piace". Rozzo, ma mica poi tanto. Forse il significato vero, l’essenza della guerra sta proprio tutto qui, visto che alcuni millenni dopo un teorico della guerra, un signore che si chiamava von Clausewitz – nella sua vita si è occupato solo e soltanto di guerra, ha scritto un unico libro intitolato Della guerra, un maniaco –, ha definito la guerra "un atto di violenza attraverso il quale costringiamo il nemico a fare la nostra volontà"; quindi colpi di armi sempre più precise, letali, raffinate.
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Nonna Giuseppina di Giovanni Guareschi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 18 ottobre @ 19:39:46 CEST (1277 letture)
Racconti II

Nonna Giuseppina ha novantadue anni, vive da trent'anni, seduta su una poltrona e non esce mai dalla sua stanza. Le sue gambe si sono stancate di camminare per la casa, già da sei lustri, ma, per tutto il resto, nonna Giuseppina è in perfetta efficienza. Legge solo la Bibbia, ma la legge senza occhiali; è ancora capace di eseguire importanti addizioni a memoria, e, più di una volta, riesce e dimostrare perfettamente al signor Luigi che egli è o un padre o un marito o un figlio riprovevole.
Nonna Giuseppina, il 16 febbraio del 1887, uscì di casa assieme al marito, nonno Francesco. Lo accompagnò fino alla tomba di famiglia, curò che la cassa venisse calata con delicatezza, che la grande pietra di marmo ritornasse con precisione al suo posto e che i che i fiori fossero convenientemente distribuiti.
Poi ritornò a casa e non uscì più..
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Mi arrendo
Postato da spalato il Mercoledì, 18 ottobre @ 18:29:23 CEST (1593 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

L’urlo soffocato dalla rabbia
Vorrebbe liberarsi
E alzarsi dalla gabbia
Ma mi arrendo
Fissando la realtà.
Sto morendo
Con occhi socchiusi
E mente bloccata.
Illusione e delusione
Una dietro l’altra
Come una visione
Passa…passa e mi maltratta.
(Vedo un amico….
Credevo almeno).
Nella solitudine assoluta
Passa la vita dura
Mai voluta.
Mi arrendo.
Mi arrendo con rassegnazione.
Niente più le battaglie,
Ho imparato la lezione.


spalato
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Desiderio
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 ottobre @ 14:59:51 CEST (1206 letture)
Poesie di Formaggio

Datemi un Dio
che passi per le strade
della periferia,
che guardi gli operai
uscire dalle fabbriche
e respiri l'aria
che ha soffocato
il verde dei pini
e annerito i colori
delle rose.
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Segnaletica
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 ottobre @ 14:18:44 CEST (1250 letture)
Letture varie II

La ragazza seduta di fronte a me in treno tiene un libro aperto sulle ginocchia, dev'essere un testo universitario. Legge con determinazione, ma mi accorgo che il suo sguardo spesso risale sulla pagina nello sforzo evidente di trovare la concentrazione. Deve anche essere a disagio perché si sente osservata e non riesce a stabilire con il testo quel magico contatto per cui si entra nel giro delle parole e se ne è trascinati, al punto di non accorgersi più di niente.
Il relais non scatta e gli occhi irrequieti continuano ad errare sul foglio. Improvvisamente l'idea risolutiva, che ha ragione anche della mia insistente curiosità: fruga nella borsetta e pesca la soluzione. L'evidenziatore.
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La prima autostrada del mondo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 16 ottobre @ 11:52:08 CEST (2171 letture)
Invenzioni e origini II

Il primo tronco autostradale del mondo è la Milano-Laghi, di 85 chilometri, inaugurato nel 1924. “Per la strada ufficiale – scriveva Giuseppe Bevilacqua su ‘La Tribuna’ del 23 settembre 1924 – c’è, ad esempio, da scombussolarsi anche col veicolo più soffice: carreggiate fonde e incolmabili, dislivelli ad altalena, e tutte le delizie che vi possono sorridere, dalle ghiaiate alle buche”.
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I brutti sogni aiutano a vivere meglio
Postato da Grazia01 il Domenica, 15 ottobre @ 15:47:52 CEST (2893 letture)
Psicologia e salute I

Lo sapevate che i brutti sogni sono utili? Preparano ad affrontare la realtà. Rispetto a chi sogna solo situazioni felici, chi ha spesso degli incubi è più pronto a gestire le situazioni di crisi o i semplici problemi quotidiani in famiglia e al lavoro.
Secondo lo studio dello psicologo finlandese Antti Revonsuo gli incubi hanno un significato preciso.
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La storia del cioccolato
Postato da spalato il Domenica, 15 ottobre @ 15:37:21 CEST (6351 letture)
Invenzioni e origini II
L’avventura del cioccolato inizia in America, talmente tanto tempo fa che ancora questo continente non portava il suo nome attuale. Nell’umidità costante del clima messicano, un piccolo albero produceva i suoi frutti simili a zucche contornati dalle foglie di colore verde scuro: la pianta del cacao.
E’ grazie agli insetti ed agli altri animali che si cibavano di questi frutti se queste piante si estesero oltre i confini del Messico per arrivare sino all’attuale Guyana del sud: nutrendosi del frutto, infatti, trasportavano via anche i suoi semi così permettendo alla terra di far nascere sempre più alberi di cacao. Presto, anche l’uomo si accorse della bontà di tale frutto ed iniziarono così a diffondersi le piantagioni.
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La filastrocca della nonna
Postato da Grazia01 il Domenica, 15 ottobre @ 13:24:19 CEST (3358 letture)
Le poesie e altro di Grazia II

Vi dirò
che quando il sole
scende dietro il tetto
va a riposare
nel suo grande letto

vi dirò
che le stelle nel cielo
non sono dei puntini
sono degli angioletti
con in mano i lumini

vi dirò
che la luna
è un sole piccolino
che illumina di notte
chi sta ancora in cammino

vi dirò
che se il cielo è scuro
la luna è addormentata
e le fatine corrono
a dargli una svegliata

vi dirò
che le nuvole
sono d’angeli l’ali
che si scuotono in cielo
e fanno i temporali

vi dirò
che i tuoni e i lampi
li fanno i cherubini
che sulle grandi nubi
giocano coi bambini

vi dirò
che quei piccolini
porterà la cicogna
da una coppia di sposi
che quei bimbi già sogna

vi dirò
che le farfalle
si posan sopra i fiori
per lasciarvi le tracce
dei loro bei colori

vi dirò
che se i grandi
cominciano a gridare
non sono mai arrabbiati
lo fanno per giocare

vi dirò
della vita tenere bugie
e amorose finzioni
perché sian solo dolci
le infantili emozioni

vorrei ricoprir d’oro
tutti i vostri mattini
ma son solo una nonna
che adora i nipotini.


Nonna Dada
dedicata ad Elisabetta, Nicolò, Giulia, Paola e Federico.
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Premio Nobel per la pace a Muhammad Yunus
Postato da Antonio il Sabato, 14 ottobre @ 15:18:08 CEST (1271 letture)
Storia

Quel 27 dollari affidati a Sophia - Iniziativa simbolo

Sophia intrecciava seggiolini di bambù per due centesimi di dollaro al giorno. Era il 1976 e un giovane economista della vicina università di Chittagong, Bangladesh del Sudest, voleva capire cosa stesse alla base di quell'assurdità che condannava milioni di Sophia a vivere nella miseria.
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Il fiore dell'acqua
Postato da Antonio il Venerdì, 13 ottobre @ 12:54:46 CEST (1125 letture)
Leggende e fiabe III

Quando il mondo era giovane e tutto poteva accadere, uomini, animali, pietre e rocce erano protetti da spiriti celesti che, in cambio del loro aiuto, chiedevano solo di essere onorati.
E siccome avere molti fedeli significava diventare sempre più potenti, ogni spirito cercava di convincere gli uomini a credere in lui.
Quindi non era difficile, a quel tempo, che uomini e ànito si incontrassero faccia a faccia, e una cosa simile capitò anche a un uomo che viveva con la sua famiglia nel cuore della foresta, tra le montagne di un'isola lontana.
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La gatta e l'orco
Postato da Antonio il Venerdì, 13 ottobre @ 12:42:51 CEST (2096 letture)
Leggende e fiabe III

I vecchi delle tribù dicono che un tempo, nelle foreste delle Filippine, vivevano dei terribili orchi chiamati Buso: alti alti, col collo lungo e la faccia nera, avevano un solo grande occhio giallo e due lunghissimi denti bianchi.
Per molto tempo erano stati amici degli uomini, ma un giorno, non si sa perché, diventarono loro mortali nemici, e da allora cercarono in tutti i modi di ucciderli e addirittura di mangiarseli.
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Scandalo Iene, meglio i fatti delle parole
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 ottobre @ 19:01:06 CEST (962 letture)
Attualità I

Il garante della privacy ha bloccato il video delle Iene con il test antidoping ai parlamentari. Una constatazione: fare esami medici di nascosto non è bello. Però diciamocelo, il rIsultato di un positivo su tre, considerando l'età media degli onorevoli apre prospettive inquietanti.
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Vittima e carnefice
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 ottobre @ 13:04:38 CEST (2004 letture)
Letture varie II

La prima volta che per la strada, tornando da scuola, un tale ti si è avvicinato e ha cominciato a
dirti cose, e tu non le capivi nemmeno, ma hai intuito lo schifo prima ancora del pericolo, e sei scappata
via, e la notte non riuscivi a dormire, ma neanche a dirlo.
Come se un po', almeno un po', te la fossi andata a cercare.
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Ombrello
Postato da spalato il Giovedì, 12 ottobre @ 11:20:45 CEST (1163 letture)
Invenzioni e origini II

Non si conosce con precisione né il periodo, né il luogo in cui l'ombrello fu inventato. Si pensa derivi dall'oriente (Cina, India o Giappone); alcuni ritengono fosse presente anche nell'antico Egitto. In Cina era associato (fin dall'epoca preistorica) al culto dell'Imperatore, come oggetto sacro; nell'Egitto dei faraoni era consentito usarlo solo ai nobili; in Giappone proteggeva i samurai ed ora è un vero e proprio simbolo nazionale.
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Sogni
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 11 ottobre @ 20:10:07 CEST (994 letture)
Le poesie e altro di Grazia II

Accade di sognare di luoghi mai veduti
di aver confidenza con volti sconosciuti
mi chiedo se la mente in memoria dei geni
delle passate stirpi nel mio sonno baleni

ma trovo strano il fatto che contorni e fogge
siano quelli di adesso e non di antiche logge
ma come può la testa inventar per inciso
vicende mai vissute perfin tratti di un viso?

E di paesaggi e mari stupendi o spaventosi
di spiagge inviolate di colori maestosi
di portoni sprangati di mura senza passi
di voli sui tetti o su gradini bassi

ci sono poi visioni che ritornan sovente
come per ricordare un pensiero pungente
ogni notte mi pongo la testa sul cuscino
in attesa di un sogno che mi sveli il destino.


Grazia
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