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Hineahuone la Prima Donna - Un mito Maori
Postato da spalato il Venerdì, 18 agosto @ 07:22:11 CEST (1918 letture)
Leggende e fiabe III

Quando Tane Mahuta, dio della Foresta e degli Uccelli, separò Ranginui, il padre Cielo, e Papatuanuku, la madre Terra, lui e i suoi fratelli si sconvolsero nel vedere come sembrava spoglio e brutto il loro mondo. Papatuanuku era coperta di fango molle che si spostava e scivolava come lei sospirava. Ranginui era celato dalla nebbia a causa delle lacrime gelate che lui versava per Papatuanuku.
“Questo non va bene” borbottarono i fratelli, “questo è il nostro mondo, ma Rangi e Papa devono aiutarci”. Allora i fratelli si misero a fare grandi cose sulla terra e nel cielo.
Il Tempo intanto sognava nelle tenebre. Una minuscola scintilla venne scaldata fino a diventare un pallido bagliore, poi venne spezzata e sparsa su tutto il mondo. Un piccolo frammento è volato fino a Uru, che viveva in cielo con Ranginui, e lui – contento della novità - lo trasformò in stelle brillanti e le fece scintillare sopra il padre Cielo.
E il lavoro era fatto.
Tane Mahuta gettò due cesti di magia nell’aria ed una enorme palla di fuoco scoppio nel mondo e divise il tempo in giorno e notte.
E il lavoro era fatto.
Gli dei guardarono la loro madre, Papatuanuku. E decisero di farle una bella veste che brillasse verde e dorata nella luce del sole. Poi guardarono il loro padre Ranginui e distesero su di lui un magnifico mantello, che di giorno era blu e – come la luce fuggiva – il mantello cambiava dall’oro più pallido al rosso ardente. Di notte il mantello si scuriva e milioni di stelle brillanti si accendevano e scintillavano su Papatuanuku.
Era un bel mondo, ma non c’era nessuno a goderselo.
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Sereno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 16 agosto @ 19:17:52 CEST (3376 letture)
Poesie di Ungaretti

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano le stelle

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cierlo

Mi riconosco
immagine
passeggera

Presa in giro
immortale


Giuseppe Ungaretti
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Milano da amare
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 16 agosto @ 19:07:54 CEST (1397 letture)
Milano mia I




I milanesi amano Milano? Me lo chiedo davanti ai tanti gruppi di turisti che in questo mese d’agosto danno più vita alla città. Davanti alle loro facce sorridenti, e un po' sorprese, che sembrano dire:
"Ma come? Questa città è così bella, così civile!
E queste meraviglie, come Sant'Ambrogio e Santa Maria delle Grazie....".
E intanto, sembra incredibile, vedi che fanno ancora la cosa, giapponesi o europee, per calcare i talloni sulle palle del toro in Galleria....
Un rito che credevo remoto.
Allora? I Milanesi amano la loro città?
Sicuramente sì, ma non abbastanza e comunque, per un loro tipico pudore dei sentimenti, non lo danno a vedere.
Il che è anche nobile, ma ora della fine nuoce.
Soprattutto in un tempo in cui o ti metti in mostra e urli o sembra che non conti niente.
Leggi Tutto... | 1782 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 4


Luce bianca
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 16 agosto @ 16:36:33 CEST (893 letture)
Le poesie e altro di Grazia II

Luce bianca
che si fa fiore
aria azzurra
che si avvolge di roccia
acqua
di specchio lucente
smeraldo vivo
che diventa prato.
Sussurri segreti nel vento
e...ansie
perdute nell'infinito
come creature
senza voce
senza peso
senza tempo
essere....nell'essere.


Grazia
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L'8 agosto per ricordare non solo Marcinelle
Postato da Antonio il Martedì, 08 agosto @ 21:31:09 CEST (1239 letture)
Storia

Oggi, 8 agosto, ricorre il 50° anniversario di quella terribile tragedia che avvenne nelle viscere della miniera di Marcinelle in Belgio, in cui nel 1956 perirono tragicamente 262 minatori di cui 136 emigrati italiani.
Questo giorno dovrebbe rappresentare, anche per tanti altri milioni di italiani, emigrati e non, l’occasione per ricordare con profonda tristezza quelle povere vittime e gli immensi drammi familiari che ne scaturirono sia sotto l’aspetto umano che economico per i ritardi negli indennizzi. Tipico esempio dello sfruttamento dei lavoratori in genere e di quelli emigrati in particolare che, per certi versi, sia pure sotto altre forme, tuttora persiste in molti settori del mondo del lavoro ed in ogni angolo della terra.
Una giornata che, a mio avviso, dovrebbe diventare in ogni caso quella in cui ricordare in tutto il mondo le morti bianche e gli infortuni sul lavoro avvenute nell’emigrazione. Infatti, anche se la tragedia di Marcinelle è, purtroppo da ritenersi quella simbolo per le sue dimensioni, non bisogna dimenticare che altre tragedie analoghe hanno funestato le comunità emigrate italiane dal dopoguerra ad oggi. Come per esempio quella accaduta in Svizzera il 30 agosto 1965 a Mattmark, dove in un cantiere di lavoro in alta montagna per costruire una diga, perirono 88 lavoratori tra cui, anche lì, ben 56 emigrati italiani.
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Il Tirreno è inquinato dal piombo australiano
Postato da Antonio il Lunedì, 07 agosto @ 19:10:38 CEST (4223 letture)
Ecologia e ambiente I Lo rivela un complesso studio dei geologi dell'Università della Florida

C'è arrivato tramite il piombo che veniva addizionato alle benzine prima dell'introduzione della cosiddetta «benzina verde»

GAINESVILLE (Florida) - Le profondità del Tirreno sono inquinate dal piombo che proviene dall'Australia, in particolare quello estratto dalla miniera di Broken Hill, nel Nuovo Galles del sud. E c'è arrivato tramite il piombo che veniva addizionato alle benzine prima dell'introduzione della cosiddetta «benzina verde».
La precisione con cui è stata determinata sia la provenienza del piombo che le tracce rinvenute nel Tirreno, è dovuta a un complesso studio realizzato tra gli altri dai geologi dell'Università della Florida tramite un sofisticatissimo strumento: lo spettrometro di massa multicollettore al plasma accoppiato a induzione (Multi-Collector Inductively Coupled Plasma Mass Spectrometer). Lo studio, che per la prima volta evidenzia l'influenza umana anche nei depositi idrotermali, è stato pubblicato dal Giornale di geologia marina.

La posizione del vulcano sottomarino Marsili nel Tirreno meridionale
Leggi Tutto... | 3526 bytes aggiuntivi | 2 commenti | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 3.66


Il passero solitario
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 23:36:46 CEST (6679 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo.

Giacomo Leopardi

Biografia
commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 3.37


Il Sabato del villaggio
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 23:36:01 CEST (1512 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch'ebbe compagni dell'età più bella
Già tutta l'aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
Giù da' colli e da' tetti,
Al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo
Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
E tutto l'altro tace,
Odi il martel picchiare, odi la sega
Del legnaiuol, che veglia
Nella chiusa bottega alla lucerna,
E s'affretta, e s'adopra
Di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba.
Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l'ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
È come un giorno d'allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
Ch'anco tardi a venir non ti sia grave.

Giacomo Leopardi

Biografia
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A Silvia
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 23:35:12 CEST (1220 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I


Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?
Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all'opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
Così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
Che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
Le vie dorate e gli orti,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Quel ch'io sentiva in seno.
Che pensieri soavi,
Che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato,
E tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
Perchè non rendi poi
Quel che prometti allor? perchè di tanto
Inganni i figli tuoi?
Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
Da chiuso morbo combattuta e vinta,
Perivi, o tenerella. E non vedevi
Il fior degli anni tuoi;
Non ti molceva il core
La dolce lode or delle negre chiome,
Or degli sguardi innamorati e schivi;
Nè teco le compagne ai dì festivi
Ragionavan d'amore.
Anche peria fra poco
La speranza mia dolce: agli anni miei
Anche negaro i fati
La giovanezza. Ahi come,
Come passata sei,
Cara compagna dell'età mia nova,
Mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
I diletti, l'amor, l'opre, gli eventi
Onde cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte dell'umane genti?
All'apparir del vero
Tu, misera, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Mostravi di lontano.

Giacomo Leopardi

Biografia
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La sera del dì di festa
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 23:33:54 CEST (1783 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I

Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna. O donna mia,
Già tace ogni sentiero, e pei balconi
Rara traluce la notturna lampa:
Tu dormi, che t'accolse agevol sonno
Nelle tue chete stanze; e non ti morde
Cura nessuna; e già non sai nè pensi
Quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
Appare in vista, a salutar m'affaccio,
E l'antica natura onnipossente,
Che mi fece all'affanno. A te la speme
Nego, mi disse, anche la speme; e d'altro
Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
Questo dì fu solenne: or da' trastulli
Prendi riposo; e forse ti rimembra
In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
Piacquero a te: non io, non già, ch'io speri,
Al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo
Quanto a viver mi resti, e qui per terra
Mi getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendi
In così verde etate! Ahi, per la via
Odo non lunge il solitario canto
Dell'artigian, che riede a tarda notte,
Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente. Or dov'è il suono
Di que' popoli antichi? or dov'è il grido
De' nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
Che n'andò per la terra e l'oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
Il mondo, e più di lor non si ragiona.
Nella mia prima età, quando s'aspetta
Bramosamente il dì festivo, or poscia
Ch'egli era spento, io doloroso, in veglia,
Premea le piume; ed alla tarda notte
Un canto che s'udia per li sentieri
Lontanando morire a poco a poco,
Già similmente mi stringeva il core.

Giacomo Leopardi

Biografia
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Canzone di viaggio
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 21:20:05 CEST (1186 letture)
Poesie e altro di Hesse I Sole illumina il mio cuore,
vento disperdi le mie pene e i miei lamenti!
Piacere più profondo non conosco sulla terra
se non di andare lontano.

Per la pianura seguo il mio corso,
il sole deve ardermi, il mare rinfrescarmi
per condividere la vita della nostra terra
dischiudo festoso i miei sensi.

E così ogni nuovo giorno mi deve
nuovi amici, nuovi fratelli indicare,
finché lieto posso tutte le forze celebrare,
e di ogni stella diventare ospite e amico.


Hermann Hesse

Biografia
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La notte di San Lorenzo
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 20:25:23 CEST (4333 letture)
Letture varie II
Romantici, sognatori, innamorati, cultori, appassionati, è dalla notte dei tempi che gli esseri umani s'incantano ad ammirare il firmamento solcato dalla scia luminosa delle stelle cadenti, affidando loro un desiderio, una speranza, un sogno, ma quelle stelle proprio cadenti non sono: guai se sul serio precipitassero nella nostra atmosfera, finiremmo bruciati, inglobati e disintegrati insieme al corpo celeste!
Sono sciami di schegge celesti, dette Perseidi perché in questo periodo l'orbita della Terra , che si trova nella costellazione di Perseo, incrocia frammenti residui della cometa Swift-Tuttle, che irrompono nell'atmosfera; le loro molecole a contatto con l'aria s'incendiano e determinano l'affascinante scia luminosa.
Ma non è proprio la notte del 10, la "notte di San Lorenzo", è piuttosto fra il 10 e il 13 di agosto che lo spettacolare evento puntualmente si ripete, in magico connubio fra poesia e realtà.
Per i cristiani, in ricordo del martirio di San Lorenzo (avvenuto nel III secolo d. C. durante la persecuzione dei cristiani scatenata dall'imperatore Valeriano), che si rifiutò di adorare le divinità pagane e perciò fu arrestato il 6 agosto dalla Guardia imperiale mentre assisteva Sisto II durante una Messa e, dopo essere stato torturato, il 10 agosto fu bruciato vivo su una graticola arroventata da carboni ardenti, simboleggiano le scintille del fuoco al quale arse, oppure le lacrime versate dal Santo durante il supplizio, che vagano nei cieli e giungono sulla Terra il giorno in cui morì per portare agli uomini la speranza.
Per i più romantici sono le stelle dei desideri; appena si vede cadere una stella basta esprimere un desiderio ad occhi chiusi e quello di certo si avvererà.
Giovanni Pascoli, in ricordo dell'uccisione del padre, avvenuta il 10 agosto del 1867, scrisse "X agosto", un canto di memoria, nel quale universalizzava il dolore personale e, attraverso la favola della rondine e dell'uomo, lamentava le ingiustizie che si consumano sotto la volta celeste.
Le stelle cadenti, per il Poeta, significavano il pianto che il Cielo riversa sulla terra, definita "atomo opaco del male".

www.letteraturaalfemminile.it
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Croccante alle arachidi
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 19:59:39 CEST (1566 letture)
Ricette dolci I CALORIE PER PORZIONE: 775
TEMPO DI PREPARAZIONE: 35 min.

Ingredienti per 4 persone :
100 gr. di zucchero -
100 gr. di farina -
50 gr. di burro -
una tazza di arachidi già private della pellicina -
2 albumi.

Preparazione:
Tritare molto finemente le arachidi e impastarle con la farina, gli albumi, lo zucchero e il burro già fuso.
(A parte, si conserveranno circa 10 grammi di burro per ungere la teglia).
Amalgamare perfettamente fino ad ottenere un impasto ben fermo.
Con questo, formare dei grissini dello spessore di un centimetro e metterli in una teglia larga, bassa ed imburrata.
Portare a cottura nel forno a 120°C per circa quindici minuti.
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Pignolata alla messinese
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 19:58:26 CEST (2031 letture)
Ricette dolci I Ingredienti:

g. 500 farina bianca;
g. 50 burro,
5 uova,
g. 150 cioccolato fondente,
g. 200 miele,
limone,
olio per friggere,
sale.

Mischiate la farina con le uova intere, burro ammorbidito e un pizzico di sale.
Lavorate gli ingredienti fino ad avere un formato elastico e morbido per poi
coprire con un tovagliolo e lasciar riposare un'ora.
Passato tale tempo, prendete la pasta, tagliatela in piccole corde spesse un
dito e lunghe circa due centimetri.
Friggete gli gnocchetti di pasta in molto olio ben caldo.
Poneteli su carta assorbente.
In un tegame di buona portata fate sciogliere, a fuoco basso, il miele e ritiratelo quando è trasparente,
grattugiate della buccia di limone e mettete gli gnocchetti fritti.
Ponete il tutto in un piatto da dolci di buona portata formando una montagnuola.
Fate sciogliere in una pentola, a bagnomaria, il cioccolato:
spalmatelo in maniera uniforme sulla pignolata e servite.
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Cassata siciliana
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 19:57:11 CEST (1735 letture)
Ricette dolci I Ingredienti:

500 g. di ricotta,
300 g. di zucchero a velo,
150 g. di frutta candita misto,
150 g. di pan di Spagna,
l00 g. di cioccolata fondente,
vaniglia,
rhum.

Affettare il pan di Spagna e foderare il fondo e i lati di una teglia.
Amalgamare, dopo averla passata al setaccio, la ricotta con lo zucchero e la vaniglia.
Unire 1/2 bicchierino di rhum, la cioccolata tagliuzzata e la frutta candita a pezzetti.
Versare tutto nella teglia di pan di Spagna, livellare con un coltello con altre fette di pan di Spagna.
Mettere al freddo per 1 ora, poi rovesciare la cassata su un piatto, cospargendo la superficie con zucchero a velo.
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Crostata al mandarino
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 19:56:08 CEST (1175 letture)
Ricette dolci I Ingredienti:

200 g. di pasta sfoglia,
100 g. di pan di Spagna,
50 g. di marmellata d'arancia,
100 g. di crema pasticcera,
150 g. di gelatina,
5 mandarini.



Sistemare la pasta sfoglia in una tortiera imburrata e spolverata di farina.
Mettervi la marmellata d'arancia e il pan di Spagna a fette.
Versare la crema pasticciera e infornare.
Far raffreddare la crostata, sformarla e sistemarvi attorno i mandarini sbucciati.
Far sciogliere a bagnomaria la gelatina e versarla sulla superficie della crostata.
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Cannoli alla siciliana
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 19:54:58 CEST (1428 letture)
Ricette dolci I Ingredienti:
g. 300 farina bianca,
g. 30 burro,
g. 30 zucchero semolato,
g. 30 pistacchi,
g. 400 ricotta,
g. 200 zucchero al velo,
g. 100 arancio, cedro, zucca di candita,
g. 50 cioccolato fondente,
1 uovo,
marsala secco o del buon vino secco,
strutto e olio per friggere,
cannella in polvere,
sale.

Mescolate la farina con il tuorlo d’uovo, lo zucchero, il burro sciolto, un pizzico del sale e del vino oppure del marsala secchi,
necessario per un impasto morbido e liscio.
Coprite l’impasto con un canovaccio e lasciatelo riposare per due ore in un contenitore.
Passate la ricotta al setaccio;
con un mescolo di legno lavoratela unendo lo zucchero a velo fino a renderla cremosa;
unite poi la frutta candita affettata in piccoli pezzi, il pistacchio tritato piuttosto grosso,
il cioccolato fondente fatto a pezzetti e rimescolate il tutto.
Riprendete la pasta, spianatela sottile con un matterello e tagliatela in quadrati di 10- 12 cm.
Spennellate questi quadrati con albume d’uovo sbattuto ed avvolgeteli su pezzi di canna tagliati a misura
ed accuratamente sterilizzati ( oppure su equivalenti stampi metallici).
In una padella mettete dell’olio con l’aggiunta di qualche pezzetto di strutto e
friggeteli ben larghi.
Appena dorati e croccanti metteteli a colare, lasciateli raffreddare, alzateli dai tubicini
e riempiteli con la ricotta. spargeteli di zucchero vanigliato
e di cannella in polvere e serviteli.
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Zuccata
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 19:53:42 CEST (1080 letture)
Ricette dolci I Ingredienti:

Zucca: 3 kg,
Zucchero: 1,5 kg.


Pulite la zucca togliendo la buccia e i semi, dividetela a grossi pezzi e lessatela in acqua bollente;
scolatela e lasciatela a bagno in acqua fredda per diverse ore, cambiando l'acqua un paio di volte.
Passato questo tempo, fate asciugare in forno tiepido i pezzi di zucca e passateli al passaverdure.
Mettete in una pentola la pasta così ottenuta, assieme ad un egual peso di zucchero;
quindi cuocete, rimestate ogni tanto, fino ad ottenere una marmellata da conservare
in barattoli di vetro.
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Sorbetto all'arancia
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 19:52:39 CEST (1561 letture)
Ricette dolci I Ingredienti:

220 g. di zucchero,
6 grosse arance,
¼ di l. d'acqua minerale naturale,
qualche fogliolina di menta.



Grattugiate la scorza di un'arancia, mettetela in un pentolino con lo zucchero
e aggiungete 3 bicchieri d'acqua.
Fate sobbollire per 20 minuti lasciate raffreddare, filtrate e conservate la scorza.
Versate in una ciotola lo sciroppo, l'acqua minerale naturale e ½ lt di succo d'arancia
(la spremuta di 4 arance).
Mescolate e ponete in freezer per circa 1 ora finché il composto inizia a rassodare.
Passatelo al frullatore affinché diventi soffice.
Aggiungete la scorza conservata e rimettete in freezer per altri 30-40 minuti.
Per servire cospargere con poca menta.
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Crostata di ricotta
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 19:51:19 CEST (1243 letture)
Ricette dolci I Ingredienti:
g. 300 farina,
g. 200 burro,
4 uova,
g. 500 ricotta
g. 300 zucchero,
g. 100 zucca candita,
g. 100 cioccolato fondente,
limone,
sale.

Mescolate la farina con due tuorli d’uovo, 100 g di zucchero, un pizzico di sale,
poca buccia di limone grattugiata e il burro ammorbidito.
Lavorate i componenti sino ad avere una pasta liscia e morbida e con 3/4 foderate
una tortiera unta di burro e infarinata.
Passate al setaccio la ricotta facendo cadere la purea in una terrina
e lavoratela con il cucchiaio di legno incorporando lo zucchero,
la zucca ed il cioccolato tagliuzzati e gli albumi delle uova montati a neve.
Versate il composto nella tortiera e coprite con la pasta rimasta.
Spennellate la superficie con tuorlo d’uovo battuto, mettete la crostata in forno già caldo
cuocete per 25 minuti.
Prima di servire la crostata con la ricotta la lascerete raffreddare
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Torta al caffè
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 agosto @ 19:50:21 CEST (1035 letture)
Ricette dolci I Ingredienti:

Pan di Spagna,
maraschino,
crema di ricotta,
caffè macinato,
cognac.

Tagliare il pan di Spagna in 3 strati.
Inzupparne 1 con maraschino, ricoprire con la crema
e spargere sopra del caffè macinato.
Mettere il secondo strato di pan di Spagna, ricoprirlo di crema
e inzupparlo di cognac.
Coprire tutto con un po' di crema con sopra del caffè macinato.
Inzuppare il 3° strato di pan di Spagna con il liquore di caffè,
ricoprire con crema tutto, anche i fianchi della torta.
Porre la torta in frigo, cosparsa di polvere di caffè.
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X Agosto
Postato da Grazia01 il Venerdì, 04 agosto @ 21:30:54 CEST (2600 letture)
Poesie di Pascoli San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli
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Miriam Ballerini tra i poeti lombardi a Salò
Postato da Grazia01 il Venerdì, 04 agosto @ 21:24:02 CEST (1140 letture)
Mostre e spettacoli Sabato 24 giugno, nella magnifica cornice della Sala dei Provveditori a Salò (BS), si è tenuto il primo meeting di poeti lombardi.
Un’occasione rara per vedere riuniti i migliori poeti che hanno scritto o scrivono, dal dopoguerra ai giorni nostri.
L’iniziativa è partita dalla dr.ssa Rina Gambini, presidentessa dell’Associazione Riviere del Benaco e dal comune di Salò,
con il sostegno della regione Lombardia.
Leggi Tutto... | 1228 bytes aggiuntivi | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Agosto
Postato da Grazia01 il Venerdì, 04 agosto @ 21:13:40 CEST (3084 letture)
Poesie di Lorca


Agosto

Controluce a un tramonto
di pesca e zucchero.
E il sole all'interno del vespro,
come il nocciolo in un frutto.
La pannocchia serba intatto
il suo riso giallo e duro.
Agosto.
I bambini mangiano
pane scuro e saporita luna.


Federico Garcia Lorca
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Vicolo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 04 agosto @ 21:09:44 CEST (2100 letture)
Poesie di Quasimodo Mi richiama talvolta la tua voce,
e non so che cieli ed acque
mi si svegliano dentro:
una rete di sole che si smaglia
sui tuoi muri ch’erano a sera
un dondolio di lampade
dalle botteghe tarde
piene di vento e di tristezza.

Altro tempo: un telaio batteva nel cortile
E s’udiva la notte un pianto
Di cuccioli e di bambini.

Vicolo: una croce di case
Che si chiamano piano,
e non sanno ch’ è paura
di restare sole nel buio.

Salvatore Quasimodo

Acque e terre (1920-1929).
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Alfabeto
Postato da spalato il Venerdì, 28 luglio @ 12:05:26 CEST (948 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato Alfabeto
Ancora una volta
Bisogna ricominciare
Come tante volte prima
Domani non arriverà
Ed eccomi sola
Fantasticare del futuro
Giocando freneticamente
Ho una paura tremenda
Isolata dal mondo
Lasciata a me stessa
Morire lentamente
Nuvola nera da sopra
Osserva attentamente
Piangendo su di me
Quando alzo la testa
Restando immobile
Scende lentamente la pioggia
Timida ma insistente
Un uragano mi prende
Voltando i miei pensieri
Zitto zitto mi porta via



spalato

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Fine
Postato da Grazia01 il Venerdì, 28 luglio @ 11:51:16 CEST (1102 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Notte
Lunga, buia e pesante
Come piombo
Opprimente e noiosa
E io
PENSO
Penso senza pensieri
Con la mente vuota
RICORDO
Quelle poche cose belle
Successe raramente
IMMAGINO
Un futuro che non c'è
Avvolto nella nebbia
CERCO
Cerco te Amico virtuale
Credendoti reale
CHIAMO
Ti chiamo pur sapendo
Che è inutile
GRIDO
Sempre di più sotto voce
Per non disturbarti
CHIEDO
Solo poche parole
Che non vuoi darmi
SPERO
Di incontrarti ancora
Ma senza dirti quanto soffro
PIANGO
Si, piango sapendo
Che un'Amicizia è morta
Se mai era esistita.
Ma dove sei?
Dove sei quando ho bisogno?


Spalato
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Come ogni giorno
Postato da Grazia01 il Venerdì, 28 luglio @ 11:49:22 CEST (1220 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Come ogni giorno con un passo lento
Appoggiato su un bastone
Tenuto con la mano tremante
Avanzava un nonnino.
Sembrava che dicesse
“Io non ho fretta”
La scena sembrava divertente
Ad un giovanotto che rideva….
Lacerante suono dei freni
Ha tagliato l’aria calma.
Un botto, sirena dell’ambulanza.

Il tempo passa senza fermarsi
Ma non è d'importanza per il nonnino
Che sempre più curvo sul suo bastone
Faceva la sua passeggiata.
La sua vista offuscata dagli anni
Era fissata in basso controllando i passi.
Non si era accorto, nell’angolo della strada
Di un giovanotto in carrozzella
Che con un triste sorriso
E pieno di tenerezza
Gli chiedeva perdono.


Spalato
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Ipocriti
Postato da Miriam il Giovedì, 27 luglio @ 12:04:35 CEST (1243 letture)
Poesie e racconti di Ballerini Miriam E ancora tentano
di farti credere
che sia un albero verde,
mentre lo stelo si spezza,
lasciandoli nudi.

IPOCRITI

File di amici
nascosti in trincee
di belle parole.
Travestiti da buoni,
con dischi incisi
di frasi perfette;
studiate per fingersi
uomini con l’anima.
Col tempo scopri
i cedimenti del trucco,
dei loro ritornelli ritorti.
Inciampano,
piangono fra i denti
che sorridono cattiverie.
Li smascheri
e si celano, dietro
sottili steli di paglia
ormai secca, inutile
e sterile.
E ancora tentano
di farti credere
che sia un albero verde,
mentre lo stelo si spezza,
lasciandoli nudi.



© Miriam Ballerini
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Mondiali 2006
Postato da Miriam il Martedì, 18 luglio @ 16:17:14 CEST (1114 letture)
Attualità I MONDIALI 2006

Italia Francia, 9 luglio 2006, ecco un’altra data che entra a far parte della nostra storia.
Campioni del mondo.
Nel 1982, quando l’Italia vinse i mondiali battendo la Germania, io avevo dodici anni e ricordo che con le mie due amiche, vicine di casa, urlammo dalla ringhiera del loro giardino, insieme agli autisti delle auto che passavano, suonando i clacson.
Oggi come allora?
L’essere umano è un animale gregario, anche se, di questi tempi, ben poche sono le manifestazioni che ci vedono uniti.
Una di queste, senza dubbio, è rimasta la partita dei mondiali. Perché altri incontri di calcio sono motivi per inscenare risse e vandalismi.
Tutti in giro a festeggiare, dunque?
Certo, ma sono cambiate le modalità. Si è sempre fatta baldoria, esultando, bevendo, strombazzando.
Quest’ultimo mondiale dovrebbe farci riflettere su come la società si evolve, anche nelle più semplici espressioni di gioia.
Petardi, spari, il consumismo che ha messo le grinfie anche sul tifo: magliette, bandiere, con la gara a chi appenda la più grande, trombe …
E incidenti che hanno inasprito il sapore della festa: morti sulla strada, ferimento per il lancio di oggetti o razzi …
Ma cosa succede? Non si riesce a festeggiare semplicemente, nemmeno in queste rare occasioni?
Io abito in un paese di circa 7000 abitanti. Il mattino dopo la vittoria si è dovuto raccogliere di tutto: dalle cartacce, ai frammenti di oggetti rotti; all’avanzo dei petardi esplosi, fino agli escrementi lasciati davanti alle vetrine dei negozi chiusi.
Non sono una tifosa, ma questa vittoria è servita all’Italia soprattutto per riacquistare credibilità agli occhi degli amanti del calcio. Dopo “calciopoli” e tutte le sue beghe.
Si vogliono le partite e i calciatori “puliti”. Giusto! Ma io vorrei che anche i tifosi lo fossero.
Non è impossibile togliere il: rompiamo tutto per festeggiare.
Per fare posto al più sereno: festeggiamo tutti la nostra nazionale.

© Miriam Ballerini
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