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Casa di bambola di Ibsen
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 gennaio @ 20:30:56 CET (1633 letture)
Mostre e spettacoli






CASA DI BAMBOLA
di H. Ibsen


"Casa di bambola" (titolo originale "Et dukkehjm") è un testo teatrale scritto da Henrik Ibsen nel 1879 e rappresentato la prima volta il 21 dicembre dello stesso anno a Copenaghen. Tra le tante rappresentazioni dell’opera, resta memorabile quella che vide come protagonista l'intensa attrice russa Alla Nazimova, che interpretò per la prima volta lo spettacolo nel 1907 e che nel 1922 fu la protagonista della relativa trasposizione cinematografica.
Pungente critica nei confronti dei tradizionali ruoli maschili e femminili, nell'ambito del matrimonio durante l'epoca vittoriana, Henrik Ibsen nel personaggio di Nora ha delineato il vuoto interiore di una vita vissuta all'ombra di un uomo, l'angosciante desolazione di chi nasconde la sua forza dietro la maschera della debolezza, l'ingenuità artefatta, mirata a negare la mancanza di intimità, comprensione, fiducia nel rapporto coniugale.

L'opera teatrale si apre sul rientro a casa di Nora: è quasi Natale e lei sorride, canticchia, sgranocchia, un po' furtiva, alcuni dolcetti.

Torvald: - E’ la mia lodoletta che trilla lì fuori?
Nora: - Sì, è proprio lei!
Torvald: - E' lo scoiattolo che ruzza?
Torvald: - Quando è rincasato lo scoiattolino?
Nora: - In questo momento. (Caccia in tasca l'involto dei dolci e si pulisce la bocca). - Torvald, vieni a vedere cosa ho comprato!
Torvald: - Non mi disturbare! (Poco dopo apre la porta e guarda nella stanza, con la penna in mano). - Comprato, hai detto? Tutta quella roba, il passerotto sventato se ne è di nuovo andato in giro a sciupar denaro?
Nora (accostandosi alla stufa): - Ma sì, come vuoi tu, Torvald.
Torvald (la segue): - Già, ma non voglio che la lodoletta trascini le ali. Cosa c'è? Lo scoiattolino fa il broncio? (Tira fuori il portafogli) Nora, indovina cosa ho qui?

La seduttività manipolatoria di Nora gioca con il compiacimento di Torvald, che si sente forte del potere esercitato su di lei.
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Giancarlo Consonni
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 gennaio @ 20:28:04 CET (715 letture)
Ricerche d'autore




Giancarlo Consonni (Merate, 14 gennaio 1943) è un poeta e architetto italiano. Ha vissuto fino al 1967 a Verderio Inferiore per poi trasferirsi a Milano. Si è laureato nel 1969 in Architettura.

FAINA

Che noi
dico noi di un tempo
si sia scomparsi
si può capire.

Ma la faina
l’accorta l’infida sgradita
agguerrita faina
che sia sparita
questo fa pena.





FABBRO

Affonda
coda di scintilla
comete di fresa.

Poi tutti abbassano la testa
e non è il Sanctus
sotto la saldatrice
i ferri fanno già presa.

BLUI’

Va il luì
sui meli ben potati.

” Sono qui, sono qui, sono qui”.

Sale la risposta
per poco ancora dalle gemme
trattenuta.



GIRASOLI

Eccola sulla tangenziale
la fame dei giorni.

Passato Vimercate
nel cerchio blu delle montagne
un prato brilla di rugiada
superato ha ormai
l’irto delle stoppie.

Al margine
un girasole dimenticato
si gode il mondo.

STELLA

All’uscita del Passante
la lunga scala mobile
certe sere
mi consegna una stella.







MOTOSEGHE

Cosa faccio qui
sotto le motoseghe?
Imparo la pazienza


EFFIMERE

Libellule farfalle
felpati transiti
inattesi svoli.
Sono stato voi?
sarete me?




BALLARE

Ballare
non ho mai ballato
nemmeno su un’aia.

Sognavo di lavarti
i piedi stanchi.

NEVE

Le parole ovatta
l’ora rada.

Il passo allacciato
delle ragazze
il canto sommesso
a tenere la strada.

ZOLLA

Là sotto
di un ragazzo e una donna
è scritta l’ora
e il giorno.

Imparate gente
imparate dal sasso.

Un cacciatore
il passo malmesso
smuove la pietra.

Imparate gente
imparate dal sasso.

Lei finisce sepolta viva
nella casa dei matti
lui l’ho visto fatto uomo
cavare la zolla

Ha pubblicato le raccolte di poesia Lumbardia (I Dispari, Milano 1983), Viridarium (Scheiwiller, Milano 1987) e In breve volo (Scheiwiller, 1994): le prime due nel milanese rurale di Verderio Inferiore, la terza in italiano. Presso Einaudi ha pubblicato Vûs (1997) eLuì (2003).

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Il deserto dell'anima
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 gennaio @ 00:17:18 CET (737 letture)
Ricerche d'autore








Il 10 gennaio del 1887 nacque il poeta Robinson Jeffers,
considerato un'icona ecologista.

Il deserto dell'anima
The soul's desert
di Robinson Jeffers

Rispolverano i vecchi orrori; i loro discorsi sono l'eco di un'eco.
Non immischiarti; sta a guardare.
Questi non sono criminali, né trafficanti o imbrattacarte; sono i governi
Delle grandi nazioni; gli accreditati
Della massa umana. Osservali. Ire e risa non contano più.
E' tempo di perdere ogni illusione,
Ciascuno entri nel deserto della sua anima
A cercare Iddio - avendo visto l'uomo.

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LA POESIA E’ UN ATTENTATO CELESTE
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 gennaio @ 00:14:05 CET (794 letture)
Ricerche d'autore







Il 10 gennaio del 1893 nacque Vicente Huidobro,
Ideatore del creazionismo poetico, è considerato fra i quattro maggiori poeti cileni,
insieme a Neruda, De Rokha e Mistral



LA POESIA E’ UN ATTENTATO CELESTE


Io sono assente ma in fondo a questa assenza
C’è l’attesa di me stesso
E quest’attesa è un’altra forma di presenza
L’attesa del mio ritorno
Io vivo in altri oggetti
Viaggio dando un po’ della mia vita
A certi alberi e a certe pietre
Che mi hanno aspettato molti anni
Si sono stancati di aspettare e si sono seduti
Io non sono e sono
Sono assente e sono presente in stato d’attesa
Essi volevano il mio linguaggio per esprimersi
E io volevo il loro per esprimerli
Ecco qui l’equivoco l’atroce equivoco.
Angoscioso penoso
Mi addentro in queste piante
Lasciando i miei abiti
Mi stanno per cadere le carni
E il mio scheletro si riveste di cortecce
Sto diventando albero
Quante cose mi sono convertito in altre cose…
E’ doloroso e pieno di tenerezza
Potrei gridare ma si spaventerebbe la transustanziazione
Bisogna restare in silenzio Aspettare in silenzio

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Oriana Fallaci
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 gennaio @ 20:24:17 CET (817 letture)
Un pensiero al giorno






Dire che il popolo è sempre vittima, sempre innocente, è un'ipocrisia e una menzogna e un insulto alla dignità di ogni uomo, di ogni donna, di ogni persona. Un popolo è fatto di uomini, donne, persone, ciascuna di queste persone ha il dovere di scegliere, di decidere per se stessa; e non si cessa di scegliere, di decidere, perché non si è né generali né ricchi né potenti.

Oriana Fallaci
dal libro "Un uomo"
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Regola di vita
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 gennaio @ 18:33:06 CET (789 letture)
Un pensiero al giorno









Una buona regola di vita è avere sempre il cuore
un po' più tenero della testa.
John Graham


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Le matite di Charlie
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 gennaio @ 14:25:06 CET (2352 letture)
Messaggi II












✏✏✏✏✏✏✏✏✏✏✏
✏✏✏✏✏✏✏✏✏✏✏
✏✏✏✏✏✏✏✏✏✏


In omaggio agli artisti di Charlie Hebdo assassinati a Parigi.
Facciamo fare il giro del mondo a questo messaggio
contro qualsiasi atto di violenza.

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Io canto per riempire l’attesa
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 gennaio @ 23:25:16 CET (822 letture)
Poesie e altro di Dickinson







Io canto per riempire l’attesa


Io canto per riempire l’attesa:
annodarmi la cuffia,
richiudere la porta di casa,
e non altro ho da fare,
finché risuoni vicino il suo passo,
e insieme camminiamo verso il giorno,
l'un all'altro narrando di come cantammo
per scacciare la tenebra.

Emily Dickinson

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Il secolo delle conquiste
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 gennaio @ 23:17:35 CET (767 letture)
Un pensiero al giorno






È stato il secolo della conquista dello spazio, dell'uomo sulla Luna, dell' avverarsi delle fantasie di Verne e Wells. Siamo passati dalle carrozze a cavalli ai Concorde, dal giro del mondo in 80 giorni a quello in 20 ore. È stato il secolo dei progressi della medicina e della biologia, dei trapianti, delle madri ultrasessantenni, delle clonazioni. Siamo apprendisti stregoni che potranno fare un gran bene a tutti i viventi o addirittura distruggere il pianeta. Nel bene e nel male abbiamo vissuto in un secolo straordinario.
Margherita Hack

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Anniversario della nascita di Joseph Conrad
Postato da Grazia01 il Sabato, 03 gennaio @ 18:38:41 CET (1081 letture)
Biografie IX




Si ricorda oggi lo scrittore Joseph Conrad, l'autore di Cuore di Tenebra che ha ispirato autori come F. Scott Fitzgerald, Albert Camus e Virginia Woolf
Józef Teodor Conrad Korzeniowski nasce il 3 dicembre 1857; pur essendo nato in Polonia è di fatto considerato uno scrittore inglese. Era l’unico figlio nato da Evelina Bobrowska e Apollo Korzeniowki, patriota, scrittore e traduttore di molti autori tra cui Victor Hugo e William Shakespeare. I genitori appartenevano alla nobiltà terriera della Polonia, a quel tempo sotto il dominio russo che nel 1961 li fece arrestare ed esiliare perché accusati di essere coinvolti in attività anti-russe; a causa delle condizioni di vita e del clima rigido, contrassero la tubercolosi e nel giro di pochi anni Joseph perse entrambi i genitori; così all’età di dodici anni venne affidato ad uno zio a Cracovia
L’AVVENTURA IN MARE – A diciassette anni e con la benedizione dello zio, partì per Marsiglia come semplice marinaio, spinto da una vocazione per la vita di mare. Navigò per quindici anni e conobbe uomini e mondi che furono i protagonisti delle sue opere. La vita in mare fu impegnativa ma piena di emozioni e di avventure. Dopo una lunga esperienza nella marina mercantile francese e, dal 1878, in quella britannica, nel 1886 divenne cittadino inglese. Per vent'anni viaggiò per quasi tutti i mari, ma soprattutto nell'arcipelago malese. Nel 1890, immerso nel “continente nero” scrisse il suo “diario del Congo” che diventò poi il suo romanzo più famoso “Cuore di tenebra” (1902). Ma la sua prima pubblicazione fu “La follia di Almayer” (1895), e l’attenzione ottenuta insieme all'incoraggiamento di alcuni scrittori (Galsworthy, Wells, Ford Madox Ford, Edward Gamett) lo indussero a dedicarsi interamente all'attività letteraria e a stabilirsi in Inghilterra.



GLI ALTRI CAPOLAVORI – Il suo tema fondamentale fu la solitudine dell'individuo, in balìa dei ciechi colpi del caso di cui il mare è spesso eletto a simbolo. L'eroe solitario di Joseph Conrad è quasi sempre un fuggiasco o un reietto, segnato dalla sventura o dal rimorso, che conquista la sua identità affrontando con stoicismo le prove che il destino gli ha riservato. Tra i suoi tanti capolavori, ricordiamo "Un reietto delle isole" (1894), "Il negro del Narciso" (1896), "Gioventù" (1898), "Tifone" e "Lord Jim" (1900).



UOMO DI MARE E GRANDE SCRITTORE – Dopo altre diverse pubblicazioni, ottiene un buon successo con "La linea d'ombra" (1917), altro capolavoro assoluto, divenuto l'emblema della difficoltà di crescere e di ciò che questo passaggio comporta. Irripetibile scrittore, sondatore come pochi dell'animo umano, Joseph Conrad muore per attacco cardiaco il 3 agosto 1924, a Bishopsboume Kent (Ucraina). Prima che un romanziere, Conrad fu veramente un uomo di mare: crebbe nel sogno di solcare i mari in libertà e lontano dalla terra che gli aveva procurato, fin dall'infanzia, tanto dolore.

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Pensiero del 30 dicembre
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 dicembre @ 20:52:16 CET (783 letture)
Un pensiero al giorno







"Un anno ha termine e un altro sta per iniziare... Ma prima di pensare all'anno che verrà, soffermatevi per un momento su quello che se ne va e rivolgetevi ad esso, poiché un anno è un essere vivente e potete dunque parlargli. Al momento di lasciarlo, chiedetegli di ricordarsi di voi. Essendo vivo, l'anno non rimane inattivo: ha registrato non solo le vostre azioni, ma anche i vostri desideri, i vostri sentimenti e i vostri pensieri. L'ultimo giorno, l'anno fa il suo rapporto ai Signori dei destini e vi collega al nuovo anno: sappiatelo salutare prima che se ne vada definitivamente.
Quanto all'anno nuovo, potete iniziare a prepararlo coscientemente fissandovi un obiettivo: una cattiva abitudine da perdere, una qualità da sviluppare, un progetto da realizzare per il bene di tutti. Tramite quel pensiero e quel desiderio, è come se posaste una prima pietra, e allora tutti gli spiriti benevoli della natura vi daranno il loro aiuto affinché possiate realizzare il vostro progetto. Ecco quali devono essere oggi le vostre preoccupazioni: ricevere l'anno nuovo mettendovi sotto la protezione della luce. "

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Ai tempi di mia nonna
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 dicembre @ 00:05:53 CET (678 letture)
Un pensiero al giorno








Ai tempi di mia nonna non si buttava via niente.
Nemmeno l’esperienza.
Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro.
Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo.
E da quello si imparava.
Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto.

Marcela Serran

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Canzone di Bacco
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 dicembre @ 10:42:27 CET (706 letture)
Un pensiero al giorno










Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c'ha a esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto sia:
di doman non c'è certezza.

Lorenzo il Magnifico

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SEI SEMPRE BENE ACCETTO
Postato da rosarossa il Lunedì, 29 dicembre @ 00:32:20 CET (836 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX










SEI SEMPRE BENE ACCETTO

Benvenuto nuovo anno!
Fra cruente guerre, insensate violenze odi rancori
portaci se puoi, buon senso pace e
un po’ d’amore.
Arrivi calmo silente, senza pretese
non schiamazzi non cerchi clamori.
Tu arrivi ogni anno, non ami sorprese
nel bene e nel male fai a noi compagnia
ben dodici mesi.
A volte regali lacrime altre consoli
sei in perfetta sintonia con la natura
non hai colpa tu, se il male più del bene in noi perdura;
la tua presenza è sempre bene accetta,
finché dura.

Rosa Rossa

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Ogni anno a te grido
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 dicembre @ 00:20:33 CET (516 letture)
Poesie di Pascoli








Ogni anno a te grido


Ogni anno a te grido
con palpito nuovo.
Tu giungi: sorrido;
tu parti: mi trovo
due lacrime amare
in più.
Quest'anno...oh! quest'anno,
la gioia vien teco:
già l'odo, o m'inganno,
quell'eco dell'eco;
già t'odo cantare
Cu...cu.

Giovanni Pascoli

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Perché queste rivolverate
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 dicembre @ 21:09:41 CET (424 letture)
Ricerche d'autore








Perché queste rivolverate


Perché, perché queste revolverate
scoppianti contro l'anno moribondo?
La vita ci dirà che in fondo in fondo
il meglio è nelle cose ormai passate.
C'illudiamo d'averle sotterrate
o annegate in un bel calice biondo
e che le ore attese oggi nel mondo
sian migliori di quelle ricordate.
Invece il tempo scava rughe e quando
sarà svanita la festiva ebrezza
torneremo ai ricordi.

Nino Fearrau

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Bisognerebbe non conoscerlo mai
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 dicembre @ 19:15:52 CET (563 letture)
Un pensiero al giorno











Bisognerebbe non conoscerlo mai, l'amore.
Continuare ad asperttarlo, a sognarlo,
a sperarci, ma che poi non venisse mai.

Carlo Cassola

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Per qualche minuto in più...
Postato da Grazia01 il Venerdì, 26 dicembre @ 21:10:47 CET (515 letture)
Un pensiero al giorno







Il giorno più corto è passato, fra pochi giorni finirà dicembre e il 2014. Qualunque intemperia ci portino il mese di gennaio e febbraio, almeno noteremo che le giornate si allungano. Minuto per minuto si allungano là fuori. Ci vogliono alcune settimane prima che ci si renda conto dell cambiamento. E’ impercettibile come la crescita di un bambino, giorno dopo giorno, fino a quando arriva il momento in cui, con una specie di felice sorpresa, ci rendiamo conto che siamo in grado di stare fuori casa al crepuscolo per un altro quarto d’ora prezioso. Prezioso e meraviglioso.

.
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Una nuova vita
Postato da Grazia01 il Lunedì, 22 dicembre @ 20:54:28 CET (560 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II






Una nuova vita 


Sicura è la vecchiaia che viene

dopo i pochi anni della giovinezza

e mentre gioco con la mia ombra 

che mai mi abbandona, sia col sole

che con la luna , ricordo che il tempo passa

e che il domani seguirà questo giorno

che ancora sto vivendo.

Ma i miei occhi guardano lontano 

dove regna l’Amore e aspetto te

per andare assieme a vivere 

una nuova alba senza tramonto.




r.chesini 
22.12.2014

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NATALE
Postato da rosarossa il Domenica, 21 dicembre @ 21:27:17 CET (562 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX








NATALE

Scintilla il cielo d’argenteo splendore
la luna non è stata mai si bella,
una cometa si stacca dall'argento poi
con gli angeli e il lor canto in compagnia
sorvola freddo gelo neve, a
pastori e regnanti illumina la via.
Li conduce alla misera grotta ove un
bue e un asinello col fiato
scaldano la paglia e
teneramente preparano una culla.
Le zampogne intorno suonano
la ninna nanna.
E’ mezza notte in punto!
La Vergine Maria diventa
MAMMA!
E’ arrivato al mondo il Salvatore
Osanna! osanna! All'uomo Dio Signore.

Rosa rossa
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Dedica di Natale
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 dicembre @ 23:43:43 CET (2450 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *








Dedico i miei pensieri di questo Natale alle persone che hanno perso qualcuno recentemente, lo sguardo in questo bianco venticinque non potrà che salire verso l’alto immaginando un altrove di gioia, come contrappasso a una vita difficile qui, in cui stringere i denti per andare avanti. Dedico i miei pensieri di questo Natale alla gente che non arriva, economicamente parlando, a fine mese, alle mamme che lasciano sgorgare le lacrime solo al mattino quando i bimbi sono a scuola, la casa è vuota e magari non c’è un marito a renderle più pietose e pesanti, e a quei mariti che cercano di fare di tutto per portare avanti la famiglia in maniera dignitosa e onesta, che quando tornano a casa senza un grande guadagno almeno si presentano con un carico di carezze amore per la famiglia. Dedico questo Natale agli amici, quelli veri, che non scompaiono con la distanza, le difficoltà o il silenzio. Dedico i miei pensieri di questo Natale a chi non ha perso la capacità di entrare in luoghi altri, attraverso la lettura…Perchè un libro sa essere un utile alleato nei momenti bui. Dedico i miei pensieri di questo Natale a tutte le persone che sanno resistere, reinventarsi, riciclarsi, rinascere dalle proprie ceneri come l’araba fenice, più belli e forti di prima. Dedico i miei pensieri di questo Natale ai parenti che sanno stringersi intorno a un albero con amore. Dedico tutti i pensieri di questo Natale alla Speranza. alla Calma, alla Perseveranza. Doti che si dovrebbe sempre provare a coltivare nella vita, perchè senza di esse saremmo perduti subito. Dedico questo Natale a chi, nonostante tutto, lascia entrare un po’ di aria di festa nel cuore, senza sollevare muri, e senza chiudere le porte del cuore.

Anton Vanligt
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credere in un sorriso
Postato da Grazia01 il Martedì, 16 dicembre @ 21:23:18 CET (434 letture)
Un pensiero al giorno





Crediamo in un sorriso, in una carezza, in una gentilezza fatta al nostro prossimo, nella forza di un abbraccio, in una parola buona detta a chi è scoraggiato: l’Amore, quello con la A maiuscola, è ovunque, “Basta solo cambiare il nostro modo di vedere le cose”, disse il vecchietto ad Alex Supertramp in ‘Into the Wild’.
Come disse il buon Ligabue tanti anni fa: “Credo a quel tale che dice in giro che l’amore porta amore, credo, se ti serve chiamami scemo, ma io almeno credo“. L’amore di qualsiasi forma esso sia deve mettere in circolo amore. Per forza. Chiamatemi illusa o ingenua, ma se tutti credessimo in qualcosa, sono sicura che in questo mondo ci sarebbe meno rabbia e disperazione. Pensiamoci. E proviamoci.

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L'Angelo custode
Postato da Grazia01 il Martedì, 16 dicembre @ 14:09:42 CET (531 letture)
Un pensiero al giorno







“Tutti noi, secondo la tradizione della Chiesa, abbiamo un angelo con noi, che ci custodisce, ci fa sentire le cose. Quante volte abbiamo sentito: ‘Ma … questo … dovrei fare così, questo non va, stai attento …’: tante volte! E la voce di questo nostro compagno di viaggio. Essere sicuri che lui ci porterà alla fine della nostra vita con i suoi consigli, e per questo dare ascolto alla sua voce, non ribellarci … Perché la ribellione, la voglia di essere indipendente, è una cosa che tutti noi abbiamo; è la superbia, quella che ha avuto il nostro padre Adamo nel Paradiso terrestre: la stessa. Non ribellarti: segui i suoi consigli”.

Papa Francesco

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Anniversario della nascita
Postato da Grazia01 il Lunedì, 15 dicembre @ 22:44:29 CET (492 letture)
Ricerche d'autore





Ogni lettore, quando legge, legge se stesso.
L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico
che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che,
senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.

Marcel Proust



Il 15 dicembre del 1878 nacque Hans Carossa, scrittore e poeta tedesco († 1956)




Per un bimbo

Nevicò su la casa di tua madre,
Ed essa ancora non sapeva nulla
Di te, nulla, nemmeno con quali occhi
la guarderesti.

Sovente lungo il giorno ella moveva
Timorosa così come se un male
Da te la minacciasse, eppur tendeva
La sua debole mano sul tuo sangue,
Per tua difesa.

Come il torbo mattino adduce il sole,
Ella trasse dal buio la tua sorte.
Ancora tu non eri su la terra,
E dovunque già eri.

Hans Carossa





Il 15 dicembre del 1947 nacque Flavio Ermini, poeta e saggista italiano




La prolungata disgregazione della materia


Nell’impossibilità di sottrarsi alla prolungata
disgregazione della materia,
l’umanità cede alle illusioni
anche i dettagli del proprio destino.

nella mirabile espansione di molti specchi
non è sufficiente ai figli ciò che si vede
e oscilla in ogni direzione e poi si distorce
a causa della natura instabile
della materia che unisce e divide

nella sostanza celeste che modella,
tanti fenomeni dell’umana appropriazione
corrispondono alla vana pretesa
di non smettere di vivere

nel passaggio dalla materia elementare
del respiro all’incrinatura che si allarga nel tempo,
non si riduce la suprema altezza dei cieli
né la loro consistenza si assottiglia

le stelle che l’azzurrità del cielo in cielo mostra,
allo scadere di ogni durata tratteggiano
con il loro moto verso l’alto
il verso di una destinazione apparente

di porto in porto, stende sulle prede
l’uniforme colorazione della propria sostanza
il sole che porta alla ribalta
l’arco e la sfera con il passare del tempo

una visione opaca della materia
in prolungata disgregazione
non smette di incrinare l’idea positiva
che l’uomo ha del suo aspetto evolutivo.

Flavio Ermini

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Carta e penna addio
Postato da Grazia01 il Lunedì, 15 dicembre @ 22:12:15 CET (565 letture)
Letture varie III







Le meno giovani se lo ricordano sicuramente: il dettato in bella calligrafia. Tutte lì, con la testa sul banco e la mano a guidare la penna inclinata che lasciava sul foglio una linea sinuosa. Le parole si rincorrevano e si allungavano come fossero il nostro sospiro, oppure si fermavano di colpo, quasi frenassero davanti al punto e a capo. Su quei fogli c'è un pezzo grande della nostra storia: quando si scriveva a mano. E noi donne una certa vocazione per l'uso della penna l'abbiamo sempre avuta. Diari nascosti nel cassetto, lettere strappate e riscritte mille volte. Biglietti d'amore e racconti che teniamo solo per noi. Appunti, versetti, poesie. Scritti di pugno, segni della nostra identità, non solo parole per comunicare. Carta e penna ci hanno accompagnato sin qui, ora finiscono in soffitta. Se non oggi, presto. La Finlandia nel 2016 bandirà per sempre dalle scuole gli appunti a mano. Solo tablet e computer.
Ma riporre le penne ed esercitare le mani al tasto anzichè al segno grafico della scrittura è solo una questione tecnica, formale? Oppure perdiamo qualcosa che fa parte di noi? Di noi donne, in particolare, perchè la mano che scrive, tirando fuori ciò che abbiamo dentro, è una rappresentazione della nostra capacità di generare.

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Anniversario della nascita di Paul Éluard
Postato da Grazia01 il Domenica, 14 dicembre @ 21:49:11 CET (552 letture)
Ricerche d'autore



Il 14 dicembre 1895 nasce Paul Éluard, poeta francese



« Sui miei rifugi distrutti
Sui miei fari crollati
Sui muri del mio tormento
Scrivo il tuo nome »



QUEI TUOI CAPELLI

Quei tuoi capelli d'arance nel vuoto del mondo,
Nel vuoto dei vetri grevi di silenzio e
D'ombra dove con nude mani cerco i tuoi riflessi,

Chimerica è la forma del tuo cuore
E al mio desiderio perduto il tuo amore somiglia.
O sospiri di ambra, sogni, sguardi.

Ma non sempre sei stata con me, tu. La memoria
Mia oscurata è ancora d'averti vista giungere
E sparire. Ha parole il tempo, come l'amore.




je T'Aime

T’amo per tutte le donne che non ho conosciuto
T’amo per tutte le stagioni che non ho vissuto
per l’odore d’altomare e l’odore del pane fresco
per la neve che si scioglie per i primi fiori
per gli animali puri che l’uomo non spaventa
T’amo per amare
T’amo per tutte le donne che non amo
sei tu stessa a riflettermi io mi vedo così poco.
Senza di te non vedo che un deserto
tra il passato e il presente
ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore
non ho potuto rompere il muro del mio specchio
ho dovuto imparare parola per parola la vita
come si dimentica




In pena

In pena per un cielo infranto
per la pioggia che ci bagnerà
vado pensando alla gioia grande
che se vorremo ci prenderà.

Tra dovere ed inquietudine
esita quasta vita rude.
(È una molto grande pena
confessarlo, ora)

Qui ogni cosa odora d'erba.
Su tutto il cielo, in cielo, il volo delle rondini
ci distrae, ci fa pensare...
Io penso una speranza quieta.




Senza rancore

Lacrime dalle palpebre, dolori dei dolenti,
dolori che non contano e lacrime incolori.
Non chiede nulla, lui, non è insensibile,
triste nella prigione e triste quand'è libero.

È un tempo tetro, è una notte nera
da non mandare in giro neanche un cieco. I forti
siedono, il potere è in pugno ai deboli,
e in piedi è il re, vicino alla regina assisa.

Sorrisi e sospiri, insulti imputridiscono
nella bocca dei muti e negli occhi dei vili.
Non toccare nulla! Qui brucia, là arde;
codeste mani son per le tasche e le fronti.

Un'ombra...
Tutta la sciagura del mondo
e il mio amore addosso
come una bestia nuda.




La curva dei tuoi occhi intorno al cuore

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
aureola di tempo, arca notturna e sicura
e se non so più quello che ho vissuto
è perchè non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che coprono il mondo di luce,
navi cariche di cielo e di mare,
caccia di suoni e fonti di colori,

profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata sulla paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e tutto il mio sangue va in quegli sguardi.




Nusch

Sentimenti visibili
vicinanza leggera
chioma di carezze.

Senza ombre nè dubbi
dai gli occhi a quel che vedono
visti da quel che guardano.

Fiducia di cristallo
tra due specchi
ti si perdono gli occhi nella notte
per unire desiderio e risveglio.





Ha sempre gli occhi aperti
e non mi lascia dormire,
I suoi sogni in pieno giorno fanno evaporare i soli.
Mi fanno ridere, piangere e ridere
parlare senza aver nulla da dire

Paul Eluard

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ce metti una vita intera per piacerti
Postato da Grazia01 il Domenica, 14 dicembre @ 12:13:11 CET (479 letture)
Un pensiero al giorno





Ce metti una vita intera per piacerti, e poi, arrivi alla fine e te rendi conto che te piaci. Che te piaci perchè sei tu, e perché per piacerti c’hai messo na vita intera: la tua. Ce metti una vita intera per accorgerti che a chi dovevi piacè, sei piaciuta… e a chi no, mejo così. Anche se lo ammetto, è più raro trovà un uomo a cui piaci, che te piace, che beccà uno ricco sfondato a Porta Portese!
Ce metti na vita per contà i difetti e riderce sopra, perché so belli, perché so i tuoi. Perché senza tutti quei difetti, e chi saresti? Nessuno.
Quante volte me sò guardata allo specchio e me so vista brutta, terrificante.
Co sto nasone, co sti zigomi e tutto il resto. E quando la gente me diceva pe strada “bella Annì! Anvedi quanto sei bona!” io nun capivo e tra me e me pensavo “bella de che?”.
Eppure, dopo tanti anni li ho capiti.
C’ho messo na vita intera per piacermi.
E adesso, quando me sento dì “bella Annì, quanto sei bona!”, ce rido sopra come na matta e lo dico forte, senza vergognarmi, ad alta voce “Anvedi a sto cecato!”.
Anna Magnani
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Il 12 dicembre è l'anniversario della nascita di Frank Sinatra
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 dicembre @ 18:17:57 CET (2223 letture)
In ricordo
Il 12 dicembre del 1915 nacque Frank Sinatra.



Nasce a Hoboken, nello stato del New Jersey.
Vive un'infanzia dura e umile: la madre Dolly, di origini liguri (Tasso nel comune di Lumarzo), fa la levatrice e il padre Martin, pugile dilettante di origini siciliane(Palermo), è vigile del fuoco.
Da ragazzino Frank è costretto da esigenze economiche a fare i lavori più umili. Cresciuto per la strada e non sui banchi di scuola, prima fa lo scaricatore di porto e poi l'imbianchino e strillone. A sedici anni, ha una sua band, i Turk.
Frank Sinatra passa alla storia come 'The Voice', per il suo inconfondibile carisma vocale.
Durante la sua carriera incide più di duemiladuecento canzoni per un totale di 166 album, dedicandosi anche, con fortuna, al grande schermo.
Aspetti della sua vita privata si riscontrano proprio nei suoi tanti film di successo.
Famoso latin lover, si sposa quattro volte: la prima a ventiquattro anni, con Nancy Barbato, dal 1939 al 1950,
dalla quale ha tre figli: Nancy, Frank Jr. e Christina che, all'epoca della separazione, hanno rispettivamente undici, sette e tre anni.
Poi, dal 1951 al 1957, Sinatra ha un'intensa storia d'amore con Ava Gardner, che riempie le cronache rosa dei giornali del tempo a suon di criticati confetti (per lei lascia la famiglia), di botte e di litigi.
Per soli due anni, dal 1966 al 1968, si unisce in matrimonio con l'attrice Mia Farrow e dal 1976 fino alla sua morte resta a fianco dell'ultima moglie, Barbara Marx.
Ma la stampa continua, anche negli ultimi anni, ad attribuirgli flirt: da Lana Turner a Marilyn Monroe, da Anita Ekberg ad Angie Dickinson. Da sempre vicino alle cause per i diritti umani, già nei primi anni '50 si schiera a favore dei neri, vicino al suo inseparabile amico Sammy Davies Jr. Fino all'ultimo non si sottrae dal compiere nobili gesti di beneficenza a favore dei bambini e delle classi disagiate.
La sua stella non conosce ombre.
Solamente tra il 1947 ed i primi anni '50, attraversa una breve crisi professionale dovuta ad un malore che colpisce le sue corde vocali; il momento di appannamento viene superato brillantemente grazie al film di Fred Zinnemann "Da qui all'eternità", con cui conquista l'Oscar come Migliore Attore non Protagonista. Tra le tante accuse mosse all'interprete più famoso del secolo, come da molti viene considerato, quella di legami con la mafia. Soprattutto con il gangster Sam Giancana, proprietario di un Casinò a Las Vegas. Ben più sicuri, i nomi dei suoi più cari amici: da Dean Martin a Sammy Davis Jr, a Peter Lawford. La canzone che forse più lo rappresenta nel mondo è la famosissima "My way", ripresa da moltissimi artisti, e rivisitata in moltissime versioni. Tra gli ultimi omaggi che l'America tributa a questo grande showman, vi è un regalo speciale per i suoi ottant'anni, nel 1996: per i suoi occhi blu, l'Empire State Building per una notte si illumina d'azzurro tra coppe di champagne e gli inevitabili festeggiamenti, cui The Voice è abituato.
L'omaggio si è ripetuto in occasione della sua morte avvenuta il 14 maggio 1998.
Ha detto:
«Sono come Woody Allen: credo nel sesso e nel decesso.»
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La felicità? Quando sei immerso nelle cose che fai. Anche le più semplici.
Postato da Grazia01 il Giovedì, 11 dicembre @ 18:52:03 CET (559 letture)
Psicologia e salute III




La felicità? Quando sei immerso nelle cose che fai. Anche le più semplici.

Non si diventa felici. La felicità c'è già. E' stare nelle cose come sono, senza tentare di cambiarle. I classicisti, grandi conoscitori del'anima, dicono che bisogna cercare la felicità nella tristezza e la tristezza nella felicità. Per essere felici bisogna saper accogliere anche la tristezza. La felicità determinata dalla volontà è scadente, la sola felicità autentica è quella che arriva spontanea. Felicità fa rima con spontaneità. Per esempio la possiamo trovare appunto, nell'immergerci in un lavoro che ci piace. Quando sei intento nelle azioni che fai e ti ci perdi, allora sei nella felicità. Quando arrivano pensieri tristi bisogna guardarli senza cercarne la causa. Senza chiedersi perché sono arrivati. Bisognerebbe essere capaci di guardare dentro di noi senza giudicare gli altri. Purtroppo viviamo nella civiltà del commento. Non siamo capaci di ascoltare il dolore e aspettare da dentro la risposta. La felicità la trovi quando smetti l'autocritica, quando smetti di lamentarti, raccontando le cose a destra e a sinistra. Dare la colpa della nostra infelicità agli altri ci rende ancora più infelici. Il problema è che abbiamo creato una cultura psicologica per cui tuo padre o tua madre sono la causa di ciò che sei. Il padre che hai avuto, ogni volta che lo ripensi, lo ricrei dentro di te e diventa l'alibi di tutte le tue sfortune. Un esercizio utile è chiudere gli occhi e immaginarsi in una scena di felicità di quando si era bambini. Quando eravamo bambini avevamo dei talenti che poi si sono persi. Bisogna recuperare questa coscienza. Siamo pieni di parole inutili. L'ascolto di se stessi, in silenzio, delle cose che emergono da dentro, anche le peggiori, è la meglior medicina per il cervello. Solo se tratteremo i nostri disagi non come nemici, ma come compagni di viaggio allora se ne potranno andare.
"Siamo piante che devono fiorire, non target da raggiungere o modelli da imitare"

Da "la saggezza dell'anima" di Raffaele Morelli

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C'è un altro cielo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 08 dicembre @ 20:36:50 CET (571 letture)
Poesie e altro di Dickinson








C'è un altro cielo

C'è un altro cielo,
sempre sereno e bello,
e c'è un'altra luce del sole,
sebbene sia buio là -
non badare alle foreste disseccate,
non badare ai campi silenziosi -
qui è la piccola foresta
la cui foglia è sempre verde -
qui è un giardino più luminoso -
dove il gelo non è mai stato,
tra i suoi fiori mai appassiti
odo la luminosa ape ronzare,
ti prego, Fratello mio,
vieni nel mio giardino!

Emily Dickinson

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