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Chi si fa pecora il lupo se lo mangia
Postato da Grazia01 il Lunedì, 24 novembre @ 15:34:13 CET (862 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno







Un'eccessiva sensibilità ed emotività sono una condanna alla sofferenza? Spesso queste due caratteristiche conducono ad essere "buoni" verso gli altri e quello che li circonda . Si dice che i "troppo buoni" non si trovino bene nella vita , perchè? È colpa della società in cui viviamo ? E se fosse così allora questo evidenzia l'enorme sbaglio commesso nel costruire la nostra civiltà. Le persone buone, altruiste e ricche di valori, sostanzialmente giuste, dovrebbero guidare la costruzione del nostro mondo, ma questo non avviene, inoltre queste due caratteristiche inibiscono la propria vita, la limitano? Sarebbe meglio essere freddi e insensibili per riuscire a sentirsi a proprio agio in qualsiasi situazione ?

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Mani
Postato da Letty il Domenica, 23 novembre @ 18:42:36 CET (512 letture)
Le poesie di Letty - II







Hai delle belle mani, non curate, belle, con mille arabeschi, mille pieghette in cui c’è sempre scritto qualcosa da ricordare.
Hai unghie vissute, mangiate e scavate, graffiate, la vita ti ha mandato mani da stringere che avresti solo perduto.
Hai mani calde, con dita gentili che ancora accarezzano in silenzio i sogni perduti e i ricordi gelosi, senza mai toccarli davvero.
Hai mani solitarie, che tremano.
Hai mani che nascondi e non vuoi più dare.
Mani che ti abbracciano, ma non bastano mai.

Letty

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Il signore sognato
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 novembre @ 20:56:15 CET (697 letture)
Ricerche d'autore





IL SIGNORE SOGNATO

Splendidissima era la vita accanto a lui sognata.
Nel sogno tra tutte prediletta la chiamava.
E nella realtà?
La realtà non c’era, era abdicata.
Splendidissima regnava la vita immaginata.

VIVIAN LEMARQUE

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Accogli la vita
Postato da Grazia01 il Venerdì, 21 novembre @ 23:23:02 CET (547 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno








Accogli la vita a braccia aperte,
ogni nuovo giorno vatti a prendere tutto ciò che di buono
c’è lì fuori per te
e il resto dimenticalo o
lascialo a chi prova solo rancore.
Tu vivi!

Stephen Littleword


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Come
Postato da Grazia01 il Giovedì, 20 novembre @ 22:25:27 CET (696 letture)
Ricerche d'autore









COME


Come si può fare poesie
Più forti delle grida dei feriti
Più profonde della notte degli affamati
Più lievi del respiro da bocca a bocca
Più dure della vita
Molli come l'acqua che scava la pietra?
Come si può non fare poesie?

INGE MÜLLER

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Pensieri
Postato da Grazia01 il Giovedì, 20 novembre @ 21:50:32 CET (684 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno









I pensieri hanno una vita propria e raggiungono angoli che non vorresti più esplorare, più gli scacci più tendono a tornare. Arrivano di soppiatto quando sei un pochino assorta e cerchi una via d'uscita. Bisognerebbe correre fuori andare in mezzo alla gente e parlare con chi non si conosce, ma raramente lo si fa. Allora bisogna subirli, berli fino in fondo. rigirarli, riconsiderarli, mentre spingono e fanno ancora male...e poi ben strizzati metterli di nuovo ad asciugare... ci lasceranno forse tranquilli...per un po'.




Si potrebbe fissare un prezzo per i pensieri. Alcuni costano molto, altri meno. E con che cosa si pagano i pensieri? Credo con il coraggio.
Ludwig Wittgenstein

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Claudio Recalcati
Postato da Grazia01 il Martedì, 18 novembre @ 14:33:49 CET (474 letture)
Ricerche d'autore







Propongo una poesia di Claudio Recalcati che oggi compie 54 anni, nacque infatti il 18 novembre del 1960.
Ha pubblicato le raccolte poetiche: Riti di passaggio (1995), Senza più regno (1998)
e Un altrove qualunque (Moretti & Vitali, 2001) supervincitore del Premio Internazionale Eugenio Montale 2002.
Ha curato, con Carlo Maria Bajetta e Edoardo Zuccato, il testo universitario Amore che ti fermi alla terra.
Antologia di voci del petrarchismo europeo (I.S.U. Università Cattolica, 2004).
Ha tradotto poeti per "Testo a fronte" e gran parte dell'opera poetica di Francois Villon, in dialetto milanese,
in collaborazione con Edoardo Zuccato, Biss, lusert e alter galantomm (Effigie, 2005).


Ne usciamo per ora illesi

Ne usciamo per ora illesi.
Tu hai il muso tumefatto
di chi ha pianto.
Vertigine mi resta la vertigine
l’attimo del respiro non riuscito
un groppo nella gola nauseata.
Altrove ci siamo conosciuti
in una giovane estate senza tempo.
Lascia che lentamente tutto torni
all’altezza dell’amore
e che l’amore lentamente torni
a lenire il male con dolcezza.


Claudio Recalcati

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La semplicita
Postato da Grazia01 il Domenica, 16 novembre @ 20:25:13 CET (876 letture)
Poesie di Merini








La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

Alda Merini

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Vorrei
Postato da Letty il Sabato, 15 novembre @ 21:15:09 CET (645 letture)
Le poesie di Letty - II









Vorrei che mi togliessi piano ciò che m’ha spinto a smussarmi per confondermi e sparire,
che tirassi via quella spina e la facessi a pezzi gettandola nei tuoi abissi
Vorrei che ridipingessi quei contorni con le mani
Lentamente
Reinventando quello che io stessa ho cancellato di me per paura che non piacesse a nessuno
Che mi soffiassi piano sugli occhi per far scappare demoni e fantasmi
Promesse ed echi
Veleni lenti
Vorrei che tutti quei baci promessi mi riportassero bambina per poter essere tua nella vera innocenza
Per sdraiarmi con te
Nel tuo calore senza parlare
E saprei che sul tuo petto c’è quella nicchia speciale scavata per me dal destino delle anime che ha la forma perfetta del mio zigomo e l’impronta della mia mano.


Letty

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Se solo mi lasciassi toccare
Postato da Letty il Sabato, 15 novembre @ 21:08:19 CET (654 letture)
Le poesie di Letty - II







Di me all'improvviso avrai solo un’ombra
Mi scorgerai
timida mi affaccerò
Basterà il rumore di un piccolo dubbio a farmi ritrarre la mano
In questa danza di silenzi e accenni
Di poesie e sussurri
Di paure ed inganni
Di schiena forse nel buio totale ci lasceremo toccare le anime con la punta delle dita
Annusandoci a vicenda come bestie rare, figli di mondi che nessuno capisce o vuole conoscere
Amanti che non s’appartengono in questa dimensione ma che nell'altrove han messo radici
Affamati di linfa che sappia di terra
E di pelle che sappia di cielo
Vorrei potertelo dire che ho voglia di questo…
Vorrei sussurrartelo al buio…
Se solo io mi lasciassi toccare…

Letty

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I cani nella storia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 13 novembre @ 22:25:39 CET (642 letture)
Ecologia e ambiente I






Elita Cancelliere

Dopo il primo impatto con l'uomo preistorico e quindi con la caccia, l'antenato del cane diventò un compagno abituale e nel corso dei secoli venne utilizzato, anche per fare da guardia ai villaggi e, purtroppo per la guerra.



Giovanni Bellini

Troviamo numerose raffigurazioni del cane disseminate in molti territori e culture: bassorilievi, Assiro-Babilonesi, ritraggono scene di caccia con uomini e mute di cani; si racconta che, conquistata la Mesopotamia, Ciro Re di Persia, portò al seguito del suo esercito i quattro zampe trovati nei territori conquistati, per la loro grande prestanza fisica.



Le prime rappresentazioni di cani che più si avvicinano alle razze che oggi noi conosciamo arrivano dall'Egitto, si possono riconoscere Bassotti e Segugi. Dall'Oriente vennero importati i Mastini e i Levrieri e pare che furono i Fenici a contribuire alla conoscenza e all'arrivo di cani sempre nuovi a Roma o in Grecia, perché tra i loro numerosi commerci c'erano anche quelli che riguardavano i cani. Per i Greci i cani erano stati forgiati per l'uomo dal Dio Vulcano e la loro importanza si rispecchia anche nelle prime forme di letteratura. Noi tutti conosciamo Argo, il cane di Ulisse. Aristotele, che non era solo un filosofo, ma anche uno zoologo, fece un lungo elenco di razze canine, distinguendole attraverso i loro paesi di provenienza.

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Piove
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 12 novembre @ 21:39:38 CET (596 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno








Potrà piovere lì fuori, sulla terra, sulla strada, sulle cose… non temere la pioggia che bagna, ma quella che porta la tristezza nel tuo cuore. Se piove, indossa il migliore impermeabile, il tuo SORRISO. Una cosa è certa, la pioggia passerà, ed il sole, lui è sempre presente dietro le nuvole. Sempre.

Stephen Littleword



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Proverbio irlandese
Postato da Grazia01 il Martedì, 11 novembre @ 22:25:11 CET (631 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno







" Se riuscirai a mantenere vivo un ramo verde nel tuo cuore nell'ora dell'oscurità,
allora il Signore verrà e manderà un uccello a cantare da quel ramo all'alba del giorno"

(proverbio Irlandese)

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San Martino
Postato da Grazia01 il Martedì, 11 novembre @ 22:00:05 CET (622 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno









11 novembre: Martino


Deriva dal latino e significa "dedicato a Marte".
Martino nacque in Pannonia, l'attuale Ungheria, intorno al 315, da genitori pagani. Suo padre era ufficiale dell'esercito romano, quindi, suo malgrado, all'età di quindici anni, dovette anch'egli diventare soldato e fu mandato in Gallia. A lui si ispirarono molte leggende. La più famosa narra che, in un giorno d'autunno, mentre usciva dalle porte della città di Amiens, incontrò un povero che tremava per il freddo. Senza indugio, con la spada tagliò il suo mantello e ne donò metà al povero. Subito il sole scaldò la terra come se fosse estate. Nella notte Martino sognò Gesù che gli rivelava di essere il povero che lui aveva aiutato e gli restituiva il mantello. Molto colpito da quel sogno, decise di farsi immediatamente battezzare, lasciò l'esercito e diventò monaco. Si ritirò nelle vicinanze di Poitiers e fondò quello che fu considerato il primo monastero dell'Europa occidentale. Nel 371 fu eletto vescovo di Tours. Si dedicò all'evangelizzazione dei Galli, operò soprattutto nelle campagne, diventando difensore dei più poveri. La sua popolarità si diffuse velocemente nell'Europa occidentale e, dopo la sua morte, avvenuta probabilmente l'11 novembre 397, migliaia di paesi e chiese presero il suo nome. In Italia l'11 novembre si ricorda "l'estate di San Martino". Egli è considerato protettore dei militari, dei mendicanti e degli albergatori. Inoltre è patrono di Belluno, di Magenta in provincia di Milano, di Soncino in provincia di Cremona, di Monte Colombo in provincia di Rimini.

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Il 10 novembre del 1891 mori Arthur Rimbaud
Postato da Grazia01 il Lunedì, 10 novembre @ 20:52:19 CET (1000 letture)
Biografie VIII







Poeta maledetto francese, Arthur Rimbaud fece a pezzi tutte le convenzioni sociali e letterarie di un'epoca (tardo '800) placidamente assopita fra i rassicuranti guanciali della tradizione. Anima irrequieta e sovversiva, attraversò come una meteora decadentismo, simbolismo, surrealismo, contribuendo a produrne le espressioni più nobili e rivoluzionarie. Scrisse poesie dai 15 ai 19 anni, denigrò il perbenismo del suo paese natale, scappò di casa, attaccò Stato e istituzioni, irruppe nel mondo artistico del tempo in un impeto distruttivo, indignò la borghesia, sbeffeggiò la religione, sconfessò la morale, instaurò una relazione scandalosa col poeta Verlaine, finì in carcere, ripudiò i canoni formali della poesia, forse partecipò alla Comune parigina, vagabondò per mezza Europa e teorizzò la funzione sociale del «poeta veggente». All'improvviso abbandonò la letteratura e gli ideali di «cambiare la vita» rinnegandoli per sempre. Continuò tuttavia a viaggiare approdando alfine in Africa, dove si diede al commercio di armi, pellami e spezie. Colpito a un tumore al ginocchio destro, a 37 anni fu costretto a tornare in patria e gli venne amputata la gamba. Morì poco dopo a causa dello stato avanzato del male. Da quel momento cominciò la leggenda. Sconosciuto all'avanguardia letteraria, noto soltanto a ristrette élite di intellettuali, la fama di Rimbaud prese ad ingigantirsi a dismisura in una marcia travolgente che arriva fino ai giorni nostri influenzando scrittori, musicisti, artisti. Mistico allo stato selvaggio (Paul Claudel), primo poeta di una civiltà non ancora nata (René Char), Rimbaud ha incendiato una a una tutte le generazioni e quei gruppi politici e movimenti artistici che autoproclamandosi gli autentici depositari del suo «messaggio» non hanno esitato a contendersi un'eredità spirituale mai tanto ambita. Agli albori del terzo millennio l'astro di Arthur Rimbaud continua ad avvampare imperioso, tuonando furiosamente, non scalfito dalla patina del tempo, monito e speranza per chi ancora è in cerca di una inimmaginabile alternativa.



Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente:
lei non ci capirà niente, e io quasi non saprei spiegarle.
Si tratta di arrivare all'ignoto mediante
la sregolatezza di tutti i sensi.
Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti,
essere nati poeti, e io mi sono riconosciuto poeta.
Non è affatto colpa mia. È falso dire: Io penso,
si dovrebbe dire: mi si pensa.
Scusi il gioco di parole.
IO è un altro.


Arthur Rimbaud
lettera al prof. G. Izambard,

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Sarò capace di amare
Postato da Grazia01 il Lunedì, 10 novembre @ 10:39:46 CET (638 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno








Sarò capace di amare, al di sopra di tutte le delusioni.
Di donare, anche quando sono stata privata di tutto.
Di lavorare felicemente, anche quando mi trovo in mezzo a mille ostacoli.
Di asciugare le lacrime, anche quando sto ancora piangendo.
Di credere, anche quando sono stata discreditata.

Paulo Coelho

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La casa
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 novembre @ 20:28:57 CET (681 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno





Guardava quella casa, davanti a sé, e pensava alla misteriosa permanenza delle cose nella corrente mai ferma della vita. Stava pensando che ogni volta, vivendo con loro, si finisce per lasciare su di loro come una mano leggera di vernice, la tinta di certe emozioni destinate a scolorare, sotto il sole, in ricordi.

Alessandro Baricco

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Luce
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 novembre @ 20:18:51 CET (621 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno







Disse che bisognava stare attenti quando si è giovani perché la luce in cui si abita da giovani sarà la luce in cui si vivrà per sempre.Così bisognava stare attenti alla cattiveria perché da giovani sembra un lusso che ti puoi permettere, ma la verità è un’altra, e cioè che la cattiveria è una luce fredda in cui ogni cosa perde colore, e lo perde per sempre.

Alessandro Baricco

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Il torrone
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 novembre @ 18:32:00 CET (721 letture)
Argomenti vari III







TORRONE


In questo periodo si svolgono Sagre e Feste dedicate a questo dolce, specialmente a Milano e a Cremona. Si gusta principalmente nel periodo natalizio, e quindi ci ricorda le Feste.
Il torrone è un dolce molto apprezzato: la base è costituita da zucchero, miele, frutta secca il tutto raccolto sotto un sottile strato di ostie ma ormai ne esistono molte varietà impreziosite da essenze, cioccolato e rum.
L'origine del torrone è dibattuta. Una tradizione risale all'epoca romana e vede l'origine latina della parola che si rifà alla tostatura delle nocciole e delle mandorle. Altra corrente ci parla di Oriente e del dolce "turun" di miele e sesamo. La versione lombarda trova le radici a Cremona nell'occasione del matrimonio tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza: al pranzo di nozze fu servito un dolce con la forma di torrazzo per richiamare la torre del Duomo.



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Migrazioni delle rondini
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 novembre @ 18:12:10 CET (649 letture)
Racconti IV







Migrazione delle rondini

Molte rondini erano partite; altre partivano.
Tutti i nidi erano abbandonati, vacui, esanimi.! Qualcuno era infranto, e su gli avanzi della creta tremolava qualche piuma esile. L'ultimo stormo era adunato sul tetto lungo le gronde, e aspettava ancora qualche compagna dispersa. Le migratrici stavano in fila su l'orlo del canale, talune rivolte
col becco, altre col dorso, per modo che le piccole code forcute e i piccoli petti candidi si alternavano. E, così aspettando, gettavano nell'aria calma i richiami.
E di tratto in tratto, a due, a tre, giungevano le compagne in ritardo. E s'approssimava l'ora della dipartita. I richiami cessavano.
Un'occhiata di sole languida scendeva su la casa chiusa, su i nidi deserti. Nulla era più triste di quelle esili piume morte che qua e là, trattenute dalla creta, tremolavano.
Come sollevato da un colpo di vento subitaneo, da una raffica, lo stormo si levò con un gran frullo di ali, sorse nell'aria in guisa d'un vòrtice, rimase un istante a perpendicolo sulla casa; poi, senza incertezze, quasi che davanti gli si fosse disegnata una traccia, si mise compatto in viaggio, si allontanò, si dileguò, disparve.

Gabriele D'Annunzio

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Sembra ieri
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 novembre @ 09:21:49 CET (940 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II












Sembra ieri


Sembra ieri

ma il tempo non si è fermato.

Ho guardato nel mio passato

e rivedo te

con i tuoi occhi aperti al nuovo mondo

che cercavano , che chiedevano

perché :

perché ti abbiamo cercato

perché avevamo bisogno di te

della tua vita, del tuo esser figlia

del tuo amore.

Ma cos’è l’amore senza la persona da amare

senza un domani

senza poter abbracciarla.

E così il tempo se ne è andato

ma ora sei qui con noi

nel nostro presente

dove possiamo dirti che ti vogliamo bene

non come ieri ma più di ieri.



r.chesini

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Il senso della vita
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 novembre @ 21:29:57 CET (506 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno







Il senso della vita

Quelli che comandano il popolo non sono meno stupidi : solo che invece di obbedire a uomini, obbediscono a principii, che non possono essere che sciocchi, sterili e falsi, per il fatto stesso di essere principii, cioè idee giudicate, certe e immutabili, in questo mondo in cui non si è sicuri di niente, perché la luce è un’illusione, perché il rumore è un’illusione.


Guy de Maupassant

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L’uguaglianza fra uomini
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 novembre @ 21:26:18 CET (729 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno







L’uguaglianza fra uomini

“In conseguenza della differenza di climi, di energia, di gusti e di età, l’uguaglianza fra gli uomini è fisicamente impossibile. Ma l’uomo civile riesce a rendere innocua questa disuguaglianza, proprio come ha fatto con le paludi e gli orsi. C’è uno scienziato che è riuscito a ottenere che in casa sua un gatto, un topo, uno sparviero e un passero mangiassero dallo stesso piatto; possiamo sperare che l’educazione porti agli stessi risultati fra gli uomini. La vita continua, la cultura ottiene grandiosi successi sotto i nostri occhi ed evidentemente arriveremo al momento in cui, per esempio, la situazione odierna degli operai delle fabbriche si rivelerà tanto assurda quanto ci pare oggi la servitù della gleba, quando le ragazze si barattavano con i cani”.

“Ce ne vorrà del tempo, ce ne vorrà, ” disse Kostja con un sorrisetto, ” ce ne vorrà tanto, prima che Rothshild consideri un’assurdità i propri sotterranei pieni d’oro, e intanto l’operaio continui pure a piegare la schiena e a crepar di fame. Eh no, ragazzo mio. Non bisogna aspettare, ma lottare. Il gatto mangia dallo stesso piatto del topo: e tu pensi che sia una scelta cosciente? Ci mancherebbe altro. Lo hanno costretto con la forza”.

Anton Cechov

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Pierre
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 novembre @ 21:24:48 CET (597 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno







Pierre

L’indomani ripresi a camminare nel parco. Ero felice, pensavo in tutta sicurezza che quel giorno avrei trovato l’amore. Ma l’amore che io immaginavo apparteneva a qualche cosa di inconsistente, qualche cosa che forse stava solo nella mia immaginazione. Invece ad un tratto un uomo piccolo dai tratti delicatissimi dalla pelle diafana mi si avvicinò e sorridendomi mi allungò la mano.

“Chi sei “, gli chiesi.

“Sono Piero” rispose, “semplicemente Piero e sono malato, come te.” Gli sorrisi, capii subito che Pierre non domandava nulla, non avrebbe voluto nulla.

Alda Merini

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Imparare ad amare
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 novembre @ 21:22:51 CET (443 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno







Imparare ad amare

Tutti i bambini vogliono essere amati, è un loro bisogno primario.
Il desiderio smodato di protezione e di accudimento è innato e universale.
Esso costituisce una parte necessaria dello schema evolutivo dell’immaturità protetta.
Ma l’accudimento può assumere molte forme diverse, e le idee dei bambini sull'amore
possono variare in maniera decisiva.

Alison Gopnik
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Amores
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 novembre @ 21:21:26 CET (501 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno





Amores

Odio, e non posso non desiderare, e odio proprio quello: ah, ciò che cerchi di lasciare,
com'è duro sopportarlo! Sì, mi mancano le forze e una legge per governarmi;
son trascinato come una barca da acque in tempesta.
Non c’è una forma certa che attiri le mie passioni:
cento cause mi fanno innamorare in continuazione.

Ovidio


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Canti
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 novembre @ 21:19:35 CET (578 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno







Canti

Odio e amo.
Forse chiederai come sia possibile;
non so, ma è proprio così, e mi tormento.

Catullo

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Petrolio
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 novembre @ 21:18:44 CET (789 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno








Petrolio

Non c’era più curiosità per niente.
Tutto era obbligatoriamente noto.
C’era solo l’ansia nervosa
– che rendeva brutti e pallidi –
di consumare la propria fetta di torta.

Pier Paolo Pasolini

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Le piccole virtù
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 novembre @ 19:09:57 CET (472 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno






Le piccole virtù

Per quanto riguarda l’educazione dei figli, penso che si debbano insegnar loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l’indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l’astuzia, ma la schiettezza e l’amore per la verità; non la diplomazia, ma l’amore al prossimo e l’abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e di sapere.

Natalia Ginzburg

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MUTO DOLORE
Postato da rosarossa il Sabato, 08 novembre @ 17:37:50 CET (532 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX








MUTO DOLORE

Son passati tanti tanti anni, dal giorno in cui
al mondo son venuto.
Ora in un angolino in disparte accantonato
mentre in compagnia si chiacchiera felici
sono solo, in silenzio obbligato.
Se sbaglia un giovane nel conversare
basta dica: “Sono un po' confuso”.
Di conseguenza è subito scusato;
Io converso si, ma
con i miei ricordi e i miei pensieri! .
Quando un vecchio sbaglia, non c'è perdono.
L' anziano deve sol tacere, a lui tutto è proibito!
Quei sorrisini, ove leggo la pietà e lo scherno e
poi sottovoce sento sussurrare:
Quanto lui dice non ha senso è
solamente un vecchio rimbambito!
Di lui non ti curare...
Umiliato nel muto mio dolore. Lo stringo
al cuore che fa tanto male!!!

Rosarossa


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