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La poesia ha un compito sublime
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 settembre @ 21:08:38 CEST (684 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno





La poesia ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia
e ci rimbalza nell'anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell'arte,
così come sfociano i fiumi nella celeste vastità del mare.

ANTONIA POZZI

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Antica favola Cherokee
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 settembre @ 21:04:31 CEST (587 letture)
Racconti IV








"Nonno, perché gli uomini combattono?"
Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante
e al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte,
parlò con voce calma.
"Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo.
...Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta,
da vincere o da perdere.
Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi."
"Quali lupi, nonno?"
"Quelli che ogni uomo porta dentro di sé."
Il bambino non riusciva a capire.
Attese che il nonno rompesse l'attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità.
Infine, il vecchio che aveva dentro di sé la saggezza del tempo riprese con il suo tono calmo.
"Ci sono due lupi in ognuno di noi.
Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo."
Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
"E l'altro?"
"L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede."
Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato.
Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.
"E quale lupo vince?"
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti:
"Quello che nutri di più."

- Antica favola Cherokee -

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Vivere le domande del cuore
Postato da Grazia01 il Martedì, 16 settembre @ 19:23:29 CEST (562 letture)
Poesie sulla vita III







Vivere le domande del cuore


Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e...
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

Rainer Maria Rilke

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Quando gli emigranti eravamo noi
Postato da Grazia01 il Domenica, 14 settembre @ 19:59:09 CEST (5237 letture)
Storia




L'Isola delle lacrime
ovvero
uno dei volti di New York






Proprio di fronte a Manhattan, nella bellissima baia naturale in cui è situato il porto di New York, a pochi minuti di traghetto dall’isola principale che costituisce il cuore della Grande Mela, c’è Ellis Island, un isolotto, la prima tappa per oltre quindici milioni di immigrati che partivano dalle loro terre di origine sperando di stabilirsi negli Stati Uniti.
Ellis Island (chiamata in origine Gibbet Island dagli inglesi che la usavano per confinarvi i pirati sorpresi “con le mani nel sacco” e utilizzata poi come impianto di fortificazione e deposito di munizioni) è una delle quaranta isole delle acque di New York: divenne famosa dal 1894 in quanto stazione di smistamento per gli immigranti; venne adibita infatti a questa nuova funzione quando il governo federale assunse il controllo del flusso migratorio, resosi necessario per il massiccio afflusso di immigrati provenienti essenzialmente dall’Europa meridionale e orientale.



La facciata dell'edificio, oggi adibito a
Museo dell'Immigrazione,
a Ellis Island, con le navi traghetto
che raggiungono l'isola
da Manhattan e da Jersey City


La "casa di prima accoglienza-prigione" rimase attiva fino al 1954, quando fu chiusa e abbandonata alle intemperie. Oltre cento milioni di americani possono far risalire la loro origine negli Stati Uniti a un uomo, una donna o un bambino che passarono per la grande Sala di Registrazione a Ellis Island. Oggi è trasformata in Museo dell’Immigrazione: l’ho visitato e ne metto a parte i navigatori della rete



Una nave carica di emigranti giunge
nel porto di New York


Fino al 1850 circa non esistevano procedure ufficiali per l’immigrazione a New York. In questa data l’impennata del numero di immigrati europei che fuggivano dalle grandi carestie del 1846 e dalle rivoluzioni fallite del 1848 spinse le autorità ad aprire un centro di immigrazione a Castle Clinton in Battery Park, sulla punta meridionale dell’isola di Manhattan. Verso il 1880 le privazioni che si soffrivano nell’Europa orientale e meridionale e la forte depressione economica nell’Italia meridionale spinsero migliaia di persone ad abbandonare il Vecchio Continente. Al contempo in America stava prendendo il via la rivoluzione industriale, con un crescente processo di urbanizzazione.



Il locale mensa per donne
e bambini a Ellis Island


Ellis Island fu aperta nel 1894, quando l’America superò un periodo di depressione economica e cominciò a imporsi come potenza mondiale. In tutta Europa si diffusero le voci sulle opportunità offerte dal Nuovo Mondo e migliaia di persone decisero di lasciare la loro patria.

Quando le navi a vapore entravano nel porto di New York, i più ricchi passeggeri di prima e seconda classe venivano ispezionati a loro comodo nelle loro cabine e scortati a terra da ufficiali dell’immigrazione. I passeggeri di terza classe venivano portati a Ellis Island per l’ispezione, che era più dura. Il traghetto storico Ellis Island veniva usato dal Servizio Immigrazione per trasportare gli immigrati che arrivavano e il personale del centro di immigrazione.

Ogni immigrante in arrivo portava con sé un documento con le informazioni riguardanti la nave che l’aveva portato a New York. I medici esaminavano brevemente ciascun immigrante e marcavano sulla schiena con del gesso coloro per i quali occorreva un ulteriore esame per accertarne le condizioni di salute; se vi erano condizioni particolari di infermità ciò comportava che venissero trattenuti all’ospedale di Ellis Island.




Una veduta aerea di Ellis Island e del
grande complesso di edifici che costituivano
il luogo nel quale venivano fatti confluire tutti
gli immigranti sbarcati a New York


Dopo questa prima ispezione, gli immigrati procedevano verso la parte centrale della Sala di Registrazione dove gli ispettori interrogavano gli immigranti a uno ad uno. A ogni immigrante occorreva perlomeno una intera giornata per passare l’intero processo di ispezione a Ellis Island.

Le scene sull’isola erano veramente strazianti: per la maggior parte le persone arrivavano affamate, sporche e senza una lira, non conoscevano una parola di inglese e si sentivano estremamente in soggezione per la metropoli ammiccante sull’altra riva.



Immigrati in fila, in attesa dell'ispezione...

Agli immigrati veniva assegnata una Inspection Card con un numero e c’era da aspettare anche tutto un giorno, mentre i funzionari di Ellis Island lavoravano per esaminarli.
Dopo l’ispezione, gli immigranti scendevano dalla Sala di Registrazione per le “Scale della Separazione” che segnavano il punto di divisione per molte famiglie e amici verso diverse destinazioni. Il centro era stato progettato per accogliere 500.000 immigrati all’anno, ma nella prima parte del secolo ne arrivarono il doppio. Truffatori saltavano fuori da ogni dove, rubavano il bagaglio degli immigrati durante i controlli, e offrivano tassi di cambio da rapina per il denaro che questi erano riusciti a portare con sé. Le famiglie venivano divise, uomini da una parte, donne e bambini dall’altra, mentre si eseguiva una serie di controlli per eliminare gli indesiderabili e i malati. Questi ultimi venivano portati al secondo piano, dove i dottori controllavano la presenza di “malattie ripugnanti e contagiose” e manifestazioni di pazzia. Coloro che non superavano gli esami medici venivano contrassegnati, come già accennato, con una croce bianca sulla schiena e confinati sull’isola fino a diversa decisione, oppure venivano reimbarcati. I capitani delle navi avevano l’obbligo di riportare gli immigrati non accettati al loro porto di origine. Secondo le registrazioni ufficiali tuttavia solo il due per cento veniva rifiutato, e molti di questi si tuffavano in mare e cercavano di raggiungere Manhattan a nuoto o si suicidavano, piuttosto che affrontare il ritorno a casa.

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Ricorre oggi l'anniversario della morte di Lucio Battisti
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 settembre @ 20:25:56 CEST (5827 letture)
In ricordo


A sedici anni dalla morte restano le sue note



Ogni volta che un suo brano passa per radio o in un filmato televisivo riesce a calamitare l'attenzione, come una star musicale di oggi. Eppure, proprio oggi, ricorre il sedicesimo anniversario della morte di Lucio Battisti (nella foto in alto), originario di Poggio Bustone, scomparso appunto il 9 settembre del 1998. Sedici anni in cui, accanto al ricordo del cantautore, non sono mancate alcune polemiche. L'ultima, dello scorso anno, dopo la traslazione del corpo dal cimitero di Molteno, in provincia di Lecco, dove riposava da quindici anni, per la cremazione. Ma di Battisti rimane, indelebile, la sua grande produzione musicale, in gran parte insieme a Mogol, per successi «cult» della musica leggera italiana.
Numerose le iniziative che, più o meno indirettamente, si ispirano a Battisti. A Poggio Bustone, sono presenti «I Giardini di marzo», ovvero un'area che prende il nome di uno dei suoi successi più celebri. Proprio nel Paese reatino, Battisti era nato nel 1943, per poi andare via negli anni '60. Iniziative per questa sera sono programmate in diverse città italiane.




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Oggi nacque CESARE PAVESE
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 settembre @ 19:48:29 CEST (850 letture)
Poesie di Pavese




Oggi ricorre l'anniversario della nascita di Cesare Pavese,9 settembre 1908.




Passerò per Piazza di Spagna

Sarà un cielo chiaro.
S'apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell'aria ferma.
I fiori, spruzzati
di colori alle fontane,
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S'aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l'acqua nelle fontane -
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l'odore della pietra e dell'aria
mattutina. S'aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.

Sarai tu - ferma e chiara.
-- Cesare Pavese


disse o scrisse...



Passare del tempo in silenzio,
ringiovanisce individui e popoli.


L'unica gioia al mondo è cominciare.
È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.
Quando manca questo senso - prigione, malattia, abitudine, stupidità,
- si vorrebbe morire.


Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.




Segno certo d’amore è desiderare di conoscere,
di rivivere, l’infanzia dell’altro.

la vecchiaia è l’età più fastidiosa perché non si sa più che fare di sé,
come alla sera quando l’opera quotidiana è finita.




Alla lunga un dolore si svincola dall'ansia,
dal ricordo, dal sospetto che lo provocò,
e vige da solo nell'anima.


È bello scrivere perché riunisce le due gioie:
parlare da solo e parlare a una folla.

Cesare Pavese

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Amore
Postato da brunouk il Martedì, 09 settembre @ 19:45:14 CEST (843 letture)
Le poesie di Pegaso III






Una rosa rossa posata sul cuscino della mia bellissima e giovane moglie e ...
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Pensiero della sera
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 settembre @ 19:52:35 CEST (1065 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno










Puoi anche stare a guardare il mondo dalla finestra,
l'essenziale è che tu abbia le ali.

Grazia

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I libri
Postato da Anonimo il Mercoledì, 03 settembre @ 20:47:24 CEST (539 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno












I libri ci danno un diletto che va in profondità,
discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi
con una sorta di familiarità attiva e penetrante.

Francesco Petrarca

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La voce dal cielo
Postato da brunouk il Mercoledì, 03 settembre @ 18:36:41 CEST (820 letture)
Le poesie di Pegaso III

La voce dal cielo.

Il tuo profumo aleggia in questa mia stanza
sei lontana, mi manchi
strana brezza serale porta l’ombra
parallelo preludio a notte solitaria.

La, nell’eterno buio, compare la mia stella
il tempo l’ha ibernata nell’universo
il suo luccichio m’attrae, silente amica
a lei da sempre confido i miei sogni
mi assiste dal cielo, guida sicura alla meta.

Ora so, non è nella sua luce la pace che vorrei
troppo pesante l’abbandono
solo nascondermi nel buio
altre luci ammiccanti, illusioni d’amore
frammenti riflessi in un agitato di notte blu
di preciso manifesta solo il minuto celato
l’ora dei silenzi che produce solo dolore
l’ansia del divenire è come un dono improvviso
cambiano i momenti raccontati in poesia
era solo un’instante fa, un ieri fulgido d’amore.

Ora alla stella ho gridato “ti amo “
attendo paziente l’eco della voce che viene dal cielo.

Bruno Gasparri
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OMBRA
Postato da rosarossa il Martedì, 02 settembre @ 20:51:48 CEST (5447 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX








OMBRA

Non so se sono al mondo, o non esisto più.
Le capacità, le forze e il mio vigore
ho lasciato nel remoto alla mia gioventù.
Or sono un’ombra mossa dal vento e
nell’aria vago
non so dove mi porta,
ma lo seguo e vado.
Quando si calma, mi lascia
abbandonata e senza meta, mi guardo intorno
vedo tanto buio e tutto è fermo.
Altro non mi resta che pregare, affinché
il buon Dio mi accolga nel suo regno;
Il mondo eterno!

Rosarossa


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VECCHIAIA REALTA’ DI VITA
Postato da rosarossa il Martedì, 02 settembre @ 20:49:52 CEST (844 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX








VECCHIAIA REALTA’ DI VITA

Cammino a lenti faticosi passi
odo un mormorio di gente che
guarda i miei bianchi capelli e
additando il mio mantello rotto sussurra:
Guarda com’è invecchiato quello!
Com’è ridotto!
Eppure era un bell’uomo;
qualcuno ripete alzando un po’ la voce, odo;
traggo un sospiro amaro, poi rispondo:
Ognuno invecchia trascinando sulle spalle la sua croce!
Ricordo ancora gli anni miei ruggenti
ormai pesano gli anni come piombo,
anch’io ho camminato nella luce, nell’agiatezza e
sui tappeti rossi!
Quando gli anni sono veramente tanti,
ognuno sbiadisce e
perde lucentezza nel momento in cui;
tristemente, deve
salutare, questo mondo.

Rosarossa

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Mi sono perso nella notte
Postato da brunouk il Martedì, 02 settembre @ 20:47:43 CEST (731 letture)
Le poesie di Pegaso III

Mi sono perso nella notte
semplicemente in un pensiero
di un nuovo risveglio
nell’emozione delle tue labbra
mentre mi baci.

Ho accarezzato il sogno
scorre lentamente
in momenti incontenibili
animati dal tuo profumo.

Cercami, amore mio,
in questo silenzio
prendimi la mano
rinnova attimi sussurrati
l’odore della tua eccitazione
inebria, non ha limite
nell’ombra vive di te.

Non lasciarmi
mie debolezze mi chiamano
un domani di fantasia
diluito in infiniti inutili attimi
d’epidermide incompleti amplessi.

Ti voglio stringere tra le braccia
per non perdere nemmeno
un solo attimo del tuo amore

Bruno Gasparri
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Fotografie
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 settembre @ 20:46:41 CEST (705 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno







Le immagini fotografate
non sembrano rendiconti del mondo,
ma pezzi di esso,
miniature di realtà
che chiunque può produrre o acquisire.

Susan Sontag

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La cura
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 agosto @ 19:20:55 CEST (4885 letture)
Video






Un testo meraviglioso

La cura


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.


Franco Battiato

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Sogni e risvegli
Postato da Grazia01 il Giovedì, 28 agosto @ 21:02:13 CEST (811 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno








Mentre si spengono le luci e scende la notte,
attendo i sogni con una strana tenerezza,
questa interiorità che non conosco
e mi si svela mentre dormo,
come se fosse una seconda vita,
mi ha sempre stupita
e ogni alba è un'altra nuova piccola vita,
risvegliarsi è mettersi alla ricerca del mondo.



Grazia

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Pensieri
Postato da Grazia01 il Sabato, 23 agosto @ 12:47:50 CEST (700 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI










Pensieri

Pensieri sparsi
come nuvole
soffici e bianche
o pesanti e grigie
attendono
il soffio del vento
per volare immemori
come sogni violati
nello spazio azzurro.

Grazia

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Ricordati
Postato da Grazia01 il Giovedì, 21 agosto @ 15:06:33 CEST (729 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II
 






Ricordati

La luna se ne è andata
ma di certo
tornerà
perché non è come una bugia
che nasconde una verità
ma è come l’amicizia
che ti aiuta a vivere.
Guarda le piante
guarda i fiori 
guarda i prati
ascolta il vento
che tra le pieghe
dei fiori si fa voce e sussurra :
vivi la tua vita giorno per giorno
ed ogni tuo sogno
verrà avverato.
Scopri la vita e raccontala
a chi non sa capirla.
Prendi un raggio di sole
e fallo volare là
dove regna la notte.
Dona parte di te
ma la parte che rimane
donala a chi già ti vuole bene .

r.chesini


 
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DONNE MODERNE
Postato da rosarossa il Mercoledì, 20 agosto @ 13:08:03 CEST (734 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX





DONNE MODERNE

Le donne moderne sono come il cupo inverno
se non trovano marito… insultano
il Padre Eterno!





DONNE DEL PASSATO

Le donne del passato erano candide come un fiore…
se non trovavano marito, alzavano gli occhi al cielo e
pregavano il Signore!

Rosa rossa

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La notte appartiene a loro
Postato da Grazia01 il Domenica, 17 agosto @ 20:40:45 CEST (639 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno








Le persone che si amano possono essere separate dalle circostanze della vita ma,
anche se solo in sogno, la notte appartiene a loro.

Patti Smith

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Sogno di Filadelfio Cappone
Postato da Grazia01 il Giovedì, 14 agosto @ 21:10:05 CEST (491 letture)
Ricerche d'autore










Sogno



Sogno?
Sì un sogno.
L'incontro di un'immagine
nella confusione d'idee
una realizzazione di sospiri e di paure
un ostracismo di pensieri
per dire che si è vivi
nel travaglio della vita.


Filadelfio Cappone


Filadelfio Cappone é nato a Bengasi e vive e lavora a Catania.
dove si è laureato in lingue e letterature straniere.
Come poeta ha gia pubblicato diversi sillogi.
Nel suo cammino poetico è la poesia di impegno civile a rappresentere
fino a un certo momento l'esito più efficace.
La sua è poesia dell'anima che chiede di uscire dalla clandestinità.
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L'ultimo regalo
Postato da rosarossa il Giovedì, 14 agosto @ 12:16:01 CEST (886 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX









L’ULTIMO REGALO

Il regalo che ti posso offrire
è solo un fiore pallido e incolore
appassisce ma non vuol morire
nel tempo ha perso tutta la sua
freschezza ed il vigore.
Ingiallite sono quelle verdi foglie!
Secchi i petali cadono
sulla terra al suolo.
Flebilmente batte e resta vivo solamente
il cuore, per soffrire alimentato e
di vitale linfa, che si chiama:
Melanconia, tristezza o
nostalgia d’amore!

Rosarossa

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Guido Battistello - poesie
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 agosto @ 19:36:01 CEST (861 letture)
Ricerche d'autore


Ricerche d'autore




Guido Battistello insegna all'Università della Terza Età della sua città (Torino?) ed è studioso di civiltà precolombiane. Ha scritto tre romanzi "L'ultima trincea", "La casa tra i pini", "La valle di Susquehanna" nonchè diversi racconti su giornali e riviste e due sillogi poetiche.





Se ci incontreremo


Se ci incontreremo ormai vecchi
a un crocicchio del mondo
forse non ci riconosceremo
perchè il tempo avrà cancellato
dai nostri volti
qualsiasi residuo di giovinezza.
Se ci incontreremo ormai vecchi
a un crocicchio del mondo
ancora una volta
mi basterà toccare le tue mani
e subito ti vedrò
come in quella notte lontana
col tuo viso bagnato di pioggia
mescolata alle lacrime.




L'amore

Gli imperi dell'odio sono crollati
civiltà millenarie coi loro
falsi dei sono caduti nella polvere
solo l'amore ha resistito all'erosione
dei millenni unica forza cosmica
che crea la vita e sostiene il mondo
che sa trasmutare il piombo in oro
la tristezza in gioia
il pianto in sorriso
che fa sembrare una rosa
più bella di un diamante.
L'amore si può leggere in un cielo
pieno di stelle
lo si può ascoltare nell'acqua
che si infrange contro una scogliera
esso è armonia e musica
l'unico perchè della vita.




Come si entra nel mondo

C'è chi entra nel mondo
a vele spiegate
spinto da un vento gagliardo
fra sorrisi di sirene
e placide onde,
altri invece
debbono navigare fra gli scogli
su mari in tempesta.
E' la vita che ci sceglie a caso
ed è inutile ribellarsi.




Le ore senza ritorno

Bisogna tener strette
le ore senza ritorno
e riempirle d'amore e di vita
prima che sia troppo tardi
per modellare la felicità
secondo i desideri del nostro cuore
prima che le lune incanutiscano
i nostri capelli.



Nessuno

Nessuno più tenta di accarezzare
il vento
nessuno riflette più
su una foglia morta
nessuno si ferma più
a guardare la luna riflessa
sull'acqua
In questo mondo egoista e crudele
ognuno si preoccupa
di cavalcare macchine potenti
credendo che la velocità
sia sinonimo di felicità.

Guido Battistello

Ho trovato poche notizie su questo autore, se qualcuno ne sapesse di più potrebbe contattarmi per favore? Gli sarei grata. Queste poesie sono semplici, pulite, fresche eppure incisive.
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Una gita a San Nazzaro
Postato da Grazia01 il Lunedì, 11 agosto @ 12:42:57 CEST (858 letture)
ARTE II



L'Abbazia di San Nazzaro - S. Nazzaro Sesia






Facciata della Chiesa gotico-lombardo (sec. XV) e nartece a quadriportp romanico (sec. XI)

L'Abbazia di San Nazzaro Sesia è tra le più gloriose del Novarese e del Vercellese
ed è uno dei maggiori documenti d'arte romanica in Alta Italia.



Essa appartiene alla provincia di Novara ed ecclesiasticamente alla diocesi di Vercelli.


Fu fondata nel 1040 dal Vescovo di Novara Riprando unitamente ai suoi fratelli Conti di Biandrate,
il quale l'affidò, secondo consuetudine del tempo, ai monaci benedettini,
riservando alla famiglia il diritto di decima.



Il luogo su cui sorge il monastero è in prossimità di un guado del fiume Sesia,
in uso già in epoca romana, come lo testimoniano i resti archeologici di sepolture
e costruzioni romane, largamente impiegate per l'edificazione del monastero.




L'Abbazia condusse fra alterne vicende la tipica vita di "curtis" medioevale,
fino a che, nella prima metà del XV secolo all'Abate regolare si sostituì una abate Comandatario.



Croce posta nel cortile antistante costruita con gli scarti della fonderia e intitolata:"Il Cristo degli ultimi"

Primo e più illustre fu l'Abate Antonio Barbavara al quale si deve la ricostruzione della Chiesa e dei Chiostri (1429-1467).



Nel 1801 i beni badiali furano incamerati dal Demanio francese e venduti a privati affaristi.
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Ci sentiamo piccoli...
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 agosto @ 21:47:22 CEST (538 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno











Talvolta il mondo ci appare così grande
che diventa difficile per noi riuscire ad abbracciarlo.
Si porta via tutte le cose sicure.
Ci sentiamo allora piccoli come un seme,
o sabbia su una spiaggia.

S. Fletcher

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Parlo al silenzio
Postato da brunouk il Sabato, 09 agosto @ 11:24:04 CEST (1371 letture)
Le poesie di Pegaso III











Parlo al silenzio

Insensata notte nel scorrere d’ore
compagno mi è questo foglio
paziente attende pensate parole
confuso è il ricordo che parla di noi
invisibile sulla fronte scorre silente.

La all’orizzonte il cielo piange
l’anima oramai fugge da questo mio cuore
mi trastullo con visioni fallaci
inabissano nel buio di un nulla d’illusioni
freme il mio corpo nel timore dell’abbandono.

Vera lacrima sul bianco cade
la guardo espandere, punto iridescente
vivo nel suo inutile riflesso
forse era tutto un sogno.

Dov’è finito l’entusiasmo nella bellezza
il piacere dell’alba profumata
il tuo dono profuso in un bacio
l’abbraccio all’albero che attende primavera
l’inno alla vita, nel canto soave d’usignolo
i colori d’artista dipinti sulla tela rimangono
la poesia nei libri rimane come un lusso d’autore.

Tutto passa senza ragione apparente
resta solo il silenzio che parla di se.

Bruno Gasparri
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La vita è un viaggio
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 06 agosto @ 19:11:38 CEST (875 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno






La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte.
Omar Khayyam







Sì, la vita di ognuno di noi è un grande viaggio. È il coraggio di osare e di fare scelte che le dà forma. Ognuno lo compie secondo l’impulso innato del proprio cuore: sarà un ideale… sarà la ricerca di risposte o il bisogno di lasciare un impronta del proprio passaggio prima di consegnare la propria vita all’oblio. Durante questo viaggio ci saranno molti che si lasceranno trascinare dall’onda, ma non sperimenteranno mai la forza della vita in tutto ciò che essa ha da offrire a chi osa aprirsi ad essa.

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La conoscenza
Postato da Grazia01 il Sabato, 02 agosto @ 19:53:38 CEST (582 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno










In ogni essere umano esistono facoltà latenti
attraverso le quali egli può giungere
alla conoscenza del mondo.

Rudolf Steiner

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Rosa Bianca
Postato da brunouk il Sabato, 02 agosto @ 19:24:45 CEST (773 letture)
Le poesie di Pegaso III







Rosa Bianca

Guardo triste il mio giardino
arido deserto senza vita.

Eppure un tempo
non molto lontano
nell’ aiola protetta
con amore
in un giorno freddo
ti ho messo a dimora
piccola pianta di rosa
per te, attorno a te
serra ho costruito.

Poi...,
ogni giorno ti ho nutrito.

Con il primo tiepido sole
dal ramo tronco
sei cresciuta
cerulo timido germoglio
pianto di nuvola di primavera
forza e vita t’ ha donato.

Slanciata, sinuosa, snella
verso la luce ti sei protesa.

Come l’ incanto
di un sogno che s’avvera
la tua gemma
all’alba si è concessa
profumata splendida rosa bianca.

Incantato
da tanto vellutato candore
inebriato
dal vergine profumo
dolcemente con un bacio
il mio amore t’ho donato.

Le mie dita trepidando
lievi ti accarezzavano
delicata sottile come giada.

Credendoti per sempre mia
alla notte t’ho lasciato
una mano nel buio t’ha rubato.

Bruno Gasparri
Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


PER DIECI MINUTI
Postato da Grazia01 il Sabato, 02 agosto @ 19:23:47 CEST (917 letture)
Recensioni V







PER DIECI MINUTI
di Chiara Gamberale

Una lettura fluida e scorrevole, piacevole come tutti i libri della Gamberale. E' scritto come se fosse un diario e se l'autrice ne fosse la protagonista, con riferimenti ad altri suoi romanzi. L'io narrante è una donna rimasta ragazza, i punti fermi della sua vita vanno a pezzi quando il suo compagno di sempre l'abbandona. L'originalità sta nella proposta della sua analista che le consiglia di provare ogni giorno per 10 minuti di fare una cosa che non ha mai fatto in vita sua. Suo marito la chiama e le propone di continuare il rapporto in maniera diversa, un rapporto più libero...Lei risponde" O stai dentro o stai fuori, se stai sulla porta m'intralci". Non è uno dei suoi libri migliori ma l'ho letto volentieri e in certi punti ho avvertito delle attinenze con il mio vissuto.

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Ciao


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