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Paziente accetta
Postato da rosarossa il Martedì, 08 luglio @ 19:24:05 CEST (659 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX









PAZIENTE ACCETTA


Nulla importa, se nella vita tanto bene hai fatto.
Quando sei ammalato, disperato e vecchio, anche l’amore più grande, avverti che si sfibra.
L’affetto dei tuoi cari si sfilaccia e
piangendo il tuo dolore solo e afflitto
Voli al Creatore e ti conforti!

Rosarossa

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La tua mano
Postato da brunouk il Martedì, 08 luglio @ 19:22:17 CEST (698 letture)
Le poesie di Pegaso III








La tua mano

La stringo, mi guardi
dimmi, come è il mio mare oggi?
agitalo con rinnovato ardore
lascia che il tuo vento mi porti con se
assieme navigando sull’onda
nell’avventura verso nuove mete.

Guarda amore
ti ho portato dove sono nato
un’altra alba colora il cielo
l’aurora come d’incanto ravviva il sogno
tocca questa pietra che i miei avi hanno riposto
il tempo l’ha segnata con solchi e crepe
nella storia d’atri vissuta
vi è celato l’intimo di imponderabile Dio
a piene mani il dono ha diffuso
in questa terra che l’onda accarezza
il pino profuma e il sole risplende.

Vedi quella casa dalle ante socchiuse
li nell’accogliente ombra di una sua stanza
ho visto la prima luce del sole di luglio
mentre brezza dal mare mescolava
al profumo del pino sapore d’alga e mare.

Il soffio dell’alito del tempo
tra gli anfratti di muri corrosi
nel profondo silenzio lento avanza
filtra dalla finestra aperta
irrompe nell’aria mescolandosi
al nuovo battito del mio cuore.

Questa è la mia terra
dolcemente a ritroso cavalco l’attimo
come atteso eco il mio ieri irrompe
sopiti ma intatti ricordi non mutano le cose.

Travolto, come troppi altri, da anonime scelte
ritrovo qui la pace che ho cercato sui lastricati del mondo
di posti nascosti in solitario delirio
tra dune di rosso deserto e l’onda blu del grande oceano
tra volti di brulicante folla in citta piovose e fredde
luminoso orizzonte del primo sole e notte di punteggiate stelle.

A te confido tutti i miei sogni
tu sola oggi puoi ascoltarmi
ti racconto dell’infanzia, dell’ardore dei vent’anni
falsi e veri amori, trionfi e amare sconfitte
i tradimenti a riposta fiducia
l’attesa della prima stella compaia al tramonto
ti confesso un intimo dove il voglio supera ogni pudore
mentre il piacere della bellezza supera l’amore.

Lo so che ti sarà difficile lasciarmi andare
stai tranquilla l’amore in eterno resta
ora sono a casa, salirò nella stanza
dalla finestra aperta attendendo il tramonto
e quando la nell’universo apparirà la mia stella
mi unirò alla sua sfavillante luce là nel tempo infinito.

Bruno Gasparri
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Alzare il velo
Postato da Grazia01 il Martedì, 08 luglio @ 19:14:24 CEST (514 letture)
Un pensiero al giorno









Se potessimo alzare il vostro velo solo per un attimo per permettervi di vedere le meraviglie che vi attendono, smettereste di essere pessimisti. Come creatori, la vostra realtà è determinata dal punto di percezione da cui la osservate. Questo è molto più che pensare positivo: è l’arte della creazione consapevole.

Steve Rother

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Il potere delle tue parole
Postato da Grazia01 il Lunedì, 07 luglio @ 21:15:45 CEST (607 letture)
Un pensiero al giorno








Se tu potessi comprendere il potere delle tue parole, faresti più attenzione a quello che dici: ti esprimeresti sempre formulando delle affermazioni positive. L’Universo risponde a ogni tuo enunciato senza distinguere tra affermazioni positive e negative. Se decidi di credere di essere poco importante e che la vita non avrà mai aspetti positivi, non riuscirai mai ad ottenere quello che desideri: l’Universo risponderà di conseguenza e questo è esattamente quanto riceverai. Dal momento in cui cominci a cambiare e desideri accogliere il bene nella tua vita, l’Universo ti risponderà positivamente.
Louise L. Hay

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La casa degli animali
Postato da Grazia01 il Sabato, 05 luglio @ 20:59:59 CEST (747 letture)
Poesie originali e strane I







La casa degli animali

Ero vicino al tuo letto la scorsa notte.
Ero venuto a dare un’occhiata.
Ho visto che stavi piangendo
e non riuscivi a prendere sonno.
Ho uggiolato piano piano quando hai
asciugato una lacrima dal tuo viso,
” Sono io,non ti ho lasciata, e’ tutto a
posto, sto bene, sono qui “.
Ero vicino a te a colazione, e ti ho
guardata versare il caffè,
stavi pensando a quante volte le tue
mani mi avevano accarezzato.
Ero con te nei negozi oggi, le tue braccia
erano doloranti ,”
ed io avrei voluto portare i tuoi pacchi,
ma non ho potuto
Ero con te oggi quando sei andata
alla mia tomba,
te ne prendi cura con molto amore.
Voglio rassicurarti, io non sono là .
Ho camminato con te per la casa mentre
cercavi le tue chiavi,
ti ho toccata con la zampa, ho sorriso e
ti ho detto .”Sono io”.
Sembravi molto stanca e triste seduta
su quella sedia,
ed io ho cercato con tutte le mie forze
di farti sentire che ero lì, vicino a te.
Per me e’ possibile starti cosi vicino,
sempre.
e dirti :”Non me ne sono mai andato “.
Eri seduta tranquilla, poi hai sorriso,
penso che tu sapessi….
che, nella quiete della sera, io ero
molto vicino a te.
Il giorno e’ finito…,
sorrido e ti guardo sbadigliare,e ti dico :
” Buonanotte, che il Signore ti benedica,
ci vediamo domattina”.
E quando arriverà il momento
in cui tu attraverserai il breve spazio che ci divide,
io ti correrò incontro per darti il benvenuto,
e resteremo fianco a fianco.
Ho molte cose da mostrarti,
e ci sono molte cose da vedere per te.
Sii paziente, arriva fino alla fine del tuo viaggio…
e poi vieni a casa,
vieni da me.

da Facebook "la casa degli animali"

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Camaleonte
Postato da brunouk il Sabato, 05 luglio @ 19:01:47 CEST (747 letture)
Le poesie di Pegaso III








Camaleonte



Riesco vivere nell'attimo
dal buio nascosto
immaginando questa pagina
colma di virgole e punti
l’osservo nel suo bianco candore
ospite paziente non ha limite
non ha reconditi pudori
indifferente a lodi e rime d’amore
né al piacere della bellezza
ho a preghiera a Dio rivolta.

Posto sicuro per nascondermi
qui di nulla posso dipingere l’anima
per trastullarmi in questa tarda sera
penso di accendere ancora e ancora illusioni.

Verso sincrono su di me frammenta
sfavillanti colorate metafore
in multi tonalità riflesse, in esse vivo
cercando d’imitare ogni sfumatura
mi trascinano in questa intima ora
tanto che nemmeno da camaleonte
riesco vestire il battito del tempo.

Bruno Gasparri


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La porta chiusa.
Postato da giamacista il Giovedì, 03 luglio @ 21:11:13 CEST (3577 letture)
In ricordo







La porta chiusa

Adesso la porta si apre,
è lo stesso amore di sempre.

La serranda chiusa la porta aperta
cercavo nei ricordi la chiave dei cancelli,
il dolore di una parola di un gesto.

Tu sei ciò che desideravo più di tutti
anche se sei dentro me ciò non basta.

Giamacista

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Enigma
Postato da brunouk il Giovedì, 03 luglio @ 21:08:54 CEST (532 letture)
Le poesie di Pegaso III








Enigma

Tra la polvere del mio passato
emerge l’ardito vivere tra profumi e colori
nell’armonia di fiorita primavera
assolata estate, spoglio autunno e bianco inverno.

Ho affidato ogni aspirazione al vento
al silenzio la voce di poeta
il quotidiano mio nell’essere
all’onda calma del mare.

Dipingo lacrime sul trasparente vetro
in questa mattina insolita
si rinnovano visioni animate dal primo sole
serpeggianti riflessi mimano l’immagine
come in evanescente miraggio mi specchio
inconfessati desideri da sempre repressi
alieni espandono in lucidi guizzi
osservo il tutto prima che il tempo avanzi.

Ho rubato il sogno del vinto nemico
nell’intimo, il minuto cela una preghiera
sono io, decanto l’età senza dire chi sono.

Bruno Gasparri

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Saluto
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 luglio @ 21:08:21 CEST (1043 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI







Saluto


Nel silenzio
lentamente
scende la sera,
sfiora i muri
delle case e della vita.
Gli ultimi bagliori
del tramonto
illuminano gli sguardi
mentre i colori
svaniscono oltre i tetti.
Una strana nostalgia
s'insinua nel profondo
e un saluto
sale al cielo,
leggero
come una piuma
che vola nel vento.

Grazia

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Grigio orizzonte.
Postato da brunouk il Lunedì, 30 giugno @ 12:05:18 CEST (608 letture)
Le poesie di Pegaso III








Grigio orizzonte

Questa notte mi voglio trastullare con i ricordi
sensazione, frammenti riflessi, mutevoli
metafore screziate, storie di un ieri
dalla nebbia avvolte, forse sfuggevoli sogni.

Era un solo momento fa
un dono, una poesia rimasta nel libro
scritta ma che nessuno ha letto
era vero che ti amavo?

L’urlo lo rimando al dopo
anche la gioia sfuma tra la memoria
ho barattato il tempo per un nudo deserto
dove il sole e il silenzio ammalia.

In questa notte insolita
scisso in lampeggianti schegge
liquidi giorni passati, l’aria fonde
da poeta non riesco raccontare inconfessati desideri
negati nello stesso tempo del voglio
resta solo terra incolta
vasto miraggio di grigio orizzonte.

Bruno Gasparri
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Ultima meta
Postato da brunouk il Lunedì, 30 giugno @ 12:04:49 CEST (543 letture)
Le poesie di Pegaso III








Ultima meta


Ho vestito, con abito da festa, questi miei giorni
attento accarezzo la mia ombra
non si concederà, come sipario, a stelle ammiccanti
mentre la vita dona il profumo dell’orizzonte.

Il pensiero vola, cavalca il tempo, soffia sul viso
ricordandomi che ho vissuto ricorrendo il mio riflesso
in perpetua ricerca di nottambula onda
nel buio d’eclisse di sole.

Resta il fragore della ricercata solitudine
silente amica che tutto nasconde
gioie e amori gelosamente riposti
come inutile sepolto tesoro.

Ora, assopito spirito ribelle
chiara vedo l’ultima meta, distesa di sabbia silente
cuor mio smetti di soffrire, non aver paura
sulla soglia del nulla, inizio un sogno
dove a est sorge l’eterno.

Bruno Gasparri
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28 giugno - Anniversario della nascita di Luigi Pirandello
Postato da Grazia01 il Sabato, 28 giugno @ 20:11:50 CEST (1021 letture)
Racconti e poesie di Pirandello



Il 28 giugno del 1867 nacque Luigi Pirandello,
uno dei più grandi scrittori, poeti e drammaturghi italiani.







NOTTE INSONNE

Io mi sento guardato da le stelle

e questa notte non posso dormire.
Mi par che qualche cosa esse, sorelle
maggiori, a questa terra voglian dire.

O sorgive di luci, la parola,

la parola tremenda del mistero
ditela a una vegliante anima sola
perduta in mezzo al vostro cielo nero.

So che dovrei di ciò ch ’è in terra solo

occupar la mia mente e i desir miei;
ma tu piú forte d ’ogni intento sei,
ciel che l ’anima mia rapisci a volo.

Tutte le fonti della vita insieme

non avran mai poter di saziare
l ’ardentissima sete, e sempre amare
avrò le labbra e vigile la speme,

ben che ognora delusa. O di basalto

funebre cielo, invano ti martella
il mio pensiero; invano si ribella
in terra, invano si rifugia in alto.

È l ’antica paura, è l ’appassito

istinto della fede, o questa nuova
smania, alla quale nessun tetto giova,
che mi spinge a cercar nell ’infinito?

Io di qua giú, di questa terra breve,

di cui ben sento la viltà dinnanti
a te, che cerco? - Un suon di chiari canti
dal bujo vien della vicina pieve.

Si prega lí, si prega per la vita

e per la morte: ardon votivi ceri
su un altar ben parato e gl ’incensieri
fuman sotto un ’imagine scolpita.

A chi mentí la vita, a chi la terra

non concesse una sola primavera,
a chi riposo non cercò la sera,
ma il tempo, senza tregua, o insidie o guerra,

tu solamente, o ignoto ciel, rimani;

e a te su i sassi della terra infida
ogni dolore s ’inginocchia e grida:
lacriman gli occhi e tremano le mani.

Alla porta del sogno in cui, riparo

a gli amor miei cercando, mi son chiuso,
siccome in un castello aurato e chiaro
qual le fate inalzarne aveano in uso,

batton le cure pallide, impedite

le membra da un intrico di catene;
“Il mondo ti reclama: apri. L ’immite
ora ti vieta un solitario bene”;

batton, pregando esaudimento, i brevi

desiderî, e tentandomi: "È qua giú
la tua radice: se per lei non bevi,
cadrà la cima ove t ’annidi tu";

e batton i bisogni, delle cure

ancor piú schiavi: "Apri: sfuggir non puoi
al comun fato. Giú, folle, tu pure,
la tua catena a trascinar fra noi ".


Le leggi a un palmo qui dal fango stanno:

corde livellatrici, a cui chi striscia
sfugge sotto e da cui chi non è biscia
ha d ’inutili ceppi iroso affanno.

E neppur un capel torcono ai nani.

Il nano passa lieto: dalla rete
nelle sue voglie sobrïe, discrete,
si tien protetto e si frega le mani.

Or se con strappo di possente piede

non ti sgombri il cammino alla piú lesta,
o tu ti pieghi o mozza avrai la testa:
altrimenti qua giú non si procede.

Non tollerano ponti solo i mari;

su l ’alpe eccelsa non s ’erigon case,
o dalle nevi seppellite o rase
sono dalle tempeste aquilonari.

L ’anima or segue nella notte il fiume

che dal grembo di Roma già silente,
siccome enorme placido serpente,
svolgesi della Luna al freddo lume.

Chiama da lungi con assidua voce

il tenebroso palpitante mare;
l ’anima pensa al vano suo passare,
s ’affretta il fiume alla solvente foce.

Luigi Pirandello
Leggi Tutto... | 4040 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


PER SOGNARE
Postato da brunouk il Sabato, 28 giugno @ 19:09:30 CEST (912 letture)
Le poesie di Pegaso III







Per sognare

Mio amore
mio albero solitario
sei il mio dolce frutto
la più bella
con te mi sento vivo
sono luce del tuo sguardo
sei l’onda del mio mare
stella della mia notte.

Lascio che il mio corpo
affondi nella tua onda
cedo l’anima nel tuo mare sconosciuto
fai di me corda per la tua cetra
ravviva, come d’incanto
da ceneri non ancora spente
faville dal quotidiano mio
riaccendano un fuoco
senza riflessi o ombre
ma nuovo e in questa luce
tenendoti la mano
affrontando, della vita il vento.

Bruno Gasparri
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QUADERNO LACERO
Postato da rosarossa il Sabato, 28 giugno @ 19:08:01 CEST (3986 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX









QUADERNO LACERO

Caro quaderno lacero, amico
dei più teneri anni della mia fanciullezza!
Mi bastava averti vicino per esser felice.
Non cercavo amici né parenti
bastavi solo tu, il mio primo amore,
il resto intorno non contava niente.
Ti stringevo al petto, poi ti carezzavo,
aprendoti, in questi fogli, ora laceri e ingialliti
ciò che mi dettava il sentimento in te scrivevo.
Tu accoglievi e custodivi con cura
gli ingenui segreti del mio amore
che senza riserva alcuna, in te scrivevo,
con fiducia immensa confidavo.
Quaderno caro, sempre a me vicino
che ancora con amore mi sei accanto,
lasciami sbirciare le mie piccole gioie e
i miei tormenti.
Quaderno mio, siamo invecchiati!
I tuoi fogli e il mio corpo
entrambi sono laceri e ingialliti!
Grazie per avermi fatto compagnia,
grazie per aver custodito l’ingenuità dei miei segreti.
Adesso sono giunta alla fine del mio giorno; al mio tramonto!
No! Non potrò mai lasciarti solo!
Ti porterò nell’aldilà, stretto sul cuore e in te
la storia del mio primo amore.

Rosa rossa

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W i coniglietti - sito di Elisabetta Tea (mia nipote)
Postato da Grazia01 il Venerdì, 27 giugno @ 13:03:36 CEST (3543 letture)
Messaggi II






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Sulla collina
Postato da brunouk il Venerdì, 27 giugno @ 07:33:02 CEST (520 letture)
Le poesie di Pegaso III








Sulla collina

Dipingo l’anima nel nulla avvolta
scivolo nel vento con vela sciolta
nella tarda sera fallace ricordo
d’agitato blu con l’onda s’infrange.

È ora che inizi l’atteso viaggio
del quale ho maggior parte
a me stesso mostrando uno o altro luogo
d’atre vite dimore, sfarzi e storie d’amore.

Porterò con me la notte di stelle dipinta
la gioia di un mondo azzurro di ninfee dimora
lo specchio del lago d’acqua e sponde
l’autunno dove l’albero si spoglia e attende.

Sarò con te amico che nel tempo attendi
ti racconterò della collina dove sognano colori
dell’alba che sboccia su verdi prati
del biondo campo di grano di rosso macchiato.

Allora Tu, del colore maestro
sulla tela del cielo dipingi
come d’incanto il sole appeso risplende
nel nudo tripudio d’amplesso.

Bruno Gasparri

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Vento di passione
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 giugno @ 19:15:50 CEST (3742 letture)
Video




Il ricordo di un amore
viaggia nella testa
e non c'è una ragione
quando cerchiamo quel che resta
è come un vento di passione
o una rosa rossa
il ricordo di un amore
ci cambia e non ci lascia ...

Pino Daniele



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Gioventù
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 giugno @ 19:10:35 CEST (569 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II







GIOVENTU’


E’ passata ridendo

con i capelli al vento

gli occhi socchiusi

che guardavano lontano

in cerca di nuovi fiori

nuovi profumi

nuove attese

e sul volto un nome

gioventù.

Ma ora è passata

e non torna più

ma il ricordo di te

rimarrà qui nel mio cuore

e fissato nella mia mente

perché con te ho conosciuto

l’amore

che non puoi portarmi via

perché è solo mio.



Roberto Chesini

23.06.2014

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Che importa!
Postato da Grazia01 il Martedì, 24 giugno @ 18:55:59 CEST (556 letture)
Ricerche d'autore






Che importa!


A notte
il cielo
apre la sua anima
alle stelle alla deriva
che
assetata di luce
sospirano
nel silenzio dell'Infinito.
Gli occhi
di ore remote
ricuciono
sorrisi a lacrime,
ma che importa
se ogni notte
i ricordi
si vestono di stelle
e ti regalano
baci di attimi... ma veri...


Vincenzo Bongiorno

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Difetti - No, non è una parola
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 giugno @ 19:08:12 CEST (520 letture)
Poesie di Teasdale









Difetti

Vennero ad elencarmi i tuoi difetti_
ad uno ad uno, li dissero tutti;
risi forte quando ebbero finito:
li conoscevo tutti a menadito.
Erano troppo ciechi per capire
che i tuoi difetti accrescono il mio amore.

Sara Teasdale




No, non è una parola


Oh no che non è una parola,
ben poco da dire ci resta:
e non è nemmeno una sola
occhiata, né un cenno di testa.
È solo un silenzio del cuore
che ha un carico troppo pesante,
è solo il risveglio di tante
memorie dal tenue sopore


Sara Teasdale

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IL COLORE DEI SOGNI
Postato da rosarossa il Domenica, 22 giugno @ 12:20:38 CEST (671 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX










IL COLORE DEI SOGNI

Brucia l’aria di una calda estate
il cuore trepidante attende, trema.
Incantevoli sogni, inebrianti profumi
svariati fiori, una miriade di colori
disegnano della felicità l’emblema!
E’ questo l’amore?
Brulica il sangue di emozioni.
Il cuore spera!
si apre il cielo, si apparta il sole
fanno spazio ai sogni e ai loro voli
fra i sogni danzanti appare Dio.
Se vuoi un consiglio, non t’innamorare!
L’eterno vero amore che non delude
sono Io.


Rosarossa

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Il 16 giugno 1890 nacque STAN LAUREL,
Postato da Grazia01 il Domenica, 15 giugno @ 17:06:04 CEST (1291 letture)
Cinema





Il 16 giugno 1890 nacque a Ulverston l’attore e comico inglese STAN LAUREL, noto in Italia come Stanlio, il cui vero nome era Arthur Stanley Jefferson, è stato un attore, comico, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore inglese.
Stan Laurel, lo Stanlio del duo comico Stanlio & Ollio , "è considerato uno dei più grandi attori comici di tutti i tempi; agilissimo nella sua fisicità e geniale nell'invenzione comica, ha innovato profondamente il modo di recitare la comicità per le sue capacità di rendere ricco di particolari intriganti un individuo "apparentemente stupido. I suoi giochi di parole molto spesso erano frasi semplici, ma venivano espresse con variopinte e bizzarre combinazioni."




La sua famiglia era letteralmente immersa nel mondo dello spettacolo; il padre, Arthur J. Jefferson (1862-1949), era infatti un artista multiforme: attore, autore, regista, impresario di alcuni teatri inglesi; la madre, Madge Metcalfe, era un'attrice drammatica, molto apprezzata da pubblico e critica.
Il piccolo Stan, al secolo Arthur Stanley Jefferson, era un vivace bambino con una grande voglia di ridere e far ridere, a volte anche nei luoghi meno adatti come durante le lezioni a scuola: un comportamento questo che certo non giovò molto ai suoi studi. Stanley fu uno studente irregolare, anche perché la sua famiglia cambiava a volte città, seguendo la carriera zingaresca del padre, che mise fine al suo girovagare solo nel 1901, stabilendosi definitivamente a Glasgow, in Scozia. Un anno prima, nel 1900, Stan ebbe l'occasione di esibirsi a North Shields per la prima volta in pubblico, durante la parata militare per celebrare la liberazione della cittadina di Mafeking dall'assedio avvenuto durante la Seconda Guerra Boera (1899).
Stan dovette aspettare il 1906, quando aveva appena 16 anni, per un vero debutto in un teatro e per giunta di nascosto dal padre, che avrebbe preferito un figlio impresario e non attore, e soprattutto non attore comico. Grazie a Albert Pickard, proprietario del teatro Britannia Theatre di Glasgow, Stan ebbe l'opportunità di partecipare ad uno spettacolo di Music-Hall dove ricevette grandi applausi per un numero che secondo lui era invece "terribile".



Stan andò in America e tentare la fortuna. Si unì ad ex membri della compagnia di Karno, stavolta con una coppia di marito e moglie: Edgar ed Ellen (Wren) Hurley, con i quali formò il gruppo "The Three Comiques", nome poi cambiato in "The Keystone Trio": con quest'ultimo nome, Stan e gli Hurley portavano in scena le comiche di Charlot, con il ruolo del vagabondo affidato ovviamente a Stan, il quale conosceva benissimo, avendoci recitato insieme nel teatro di varietà, la mimica di Chaplin dei primi anni 1914-15.



La svolta avvenne nel 1917. Durante una tappa della tournée Stan conobbe una giovane cantante australiana, Mae Dahlberg, con la quale ebbe una relazione non solo artistica. Stan lasciò il trio per unirsi a lei formando lo "Stan and Mae Laurel". Le fonti concordano nel riferire che è grazie a lei se Stan cambiò il suo cognome (13 lettere - Stan Jefferson - un po' troppo per un attore superstizioso come lui) con "alloro" (Laurel, in inglese), scegliendolo per puro caso da un libro di storia. Stan girò molte comiche da uno-due rulli ottenendo un buon successo come "Nuovo comico", gettando nel dimenticatoio i suoi inizi nel cinema di pochi anni prima, in seguito fu scritturato come regista di serie avendo a disposizione attori come James Finlayson, Clyde Cook, persino Theda Bara, e Oliver Hardy, passato alla Roach dopo una lunga gavetta come "freelance". Il primo film che Stan diresse, Yes Yes Nanette, aveva Finlayson e Hardy come attori, e questo fu il primo film che Stan e Oliver fecero insieme alla Roach; è indubbio che questa loro collaborazione giovò molto al nascere della loro amicizia, cominciando a recitare assieme con grande complicità.



Il destino era ormai pronto a formare Stan e Oliver come attori di coppia. Nel 1926, a giugno, le riprese di Get 'Em Young con Stan regista non iniziarono bene: uno degli attori, Oliver, non poté parteciparvi perché a tre giorni del primo ciak si fece male a casa sua mentre cucinava un cosciotto d'agnello, ustionandosi seriamente un braccio. F. Richard Jones, supervisore e regista, chiese a Stan di prendere il suo posto, ma questi rifiutò, temendo per il suo ruolo di regista.
Un aumento di stipendio, e la sicurezza di conservare la parte "creativa" dei suoi film, lo convinsero a prendervi parte. In questo film Stan, nella parte del maggiordomo di Harry Myers, inaugurò il suo tipico pianto isterico: un manierismo infallibile per risolvere un punto morto della scena. Piaceva molto a Roach ma non era dello stesso parere Stan, che non amava le soluzioni facili, che detestava ricorrere a questa scenetta di ripiego.
Tornato attore, fu quasi inevitabile incontrare Hardy sul set. Il primo film girato insieme, Duck Soup (1927), era basato su un vecchio sketch (1908) del padre di Stan: i loro ruoli in coppia erano lontanissimi da quelli interpretati dai futuri Stanlio e Ollio, ma è ugualmente sorprendente il vederli già così definiti: nelle posizioni di vittima (Stan) e padrone (Ollie), salvo poi quest'ultimo a diventare vittima stessa della forza distruttrice del primo. Seguirono altri film girati insieme, ma divisi dalla trama: se Stan o Finlayson coprono il ruolo di protagonista, Oliver non va oltre il suo ruolo di "cattivo", o di caratterista ciccione (heavy).



Statua colossale dedicata a Stan Laurel

Si provò anche un film di coppia vero e proprio senza nulla di definitivo, come Do Detectives Think? (1927), dove debuttarono nei loro abiti poi diventati celebri: giacca, cravatta e bombetta. Il pubblico trovava più divertenti le loro scene insieme (come accadde in Slipping Wives o in Sailors, Beware!) che tutto il film da separati, e di questo se ne accorsero un po' tutti quanti, alla Roach.
Come andarono le cose è storia nota: nel giugno del 1927, con un copione di 19 pagine scritto da Leo McCarey, Stan Laurel e Oliver Hardy girarono il loro primo film in coppia, The Second Hundred Years. Questo coincise con il passaggio di Roach dalla Pathé (che distribuiva anche le comiche del suo grande rivale, Mack Sennett) alla Metro-Goldwyn-Mayer.
Per tutta la seconda metà del 1927, Laurel e Hardy formarono i due personaggi che oggi ben conosciamo: due ingenui, bistrattati da tutti, potenzialmente sciocchi ma candidamente volenterosi di unirsi al mondo esterno con un lavoro (che non sanno fare), con un matrimonio (che non sanno gestire), passando una giornata (che non sanno passare senza scatenare - non per primi - un litigio, una distruzione di un luogo etc.), vivendo insieme come due amici inseparabili nonostante la continua instabilità. Stanlio e Ollio sono due bambini nel corpo di adulti, impregnati da un'anima buona quanto distruttrice. La loro novità era nei caratteri dei loro personaggi, come due fumetti a cui è stata data la grande possibilità di prender vita: Stanlio, assente e piagnucoloso, è magro e non sa stare al suo posto, mentre Ollio, grasso e dal viso tondo con uno sguardo sconsolato, tiene molto alla sua dignità con gesti eleganti quanto ridicoli. Il loro successo esplose - letteralmente - come prima non era mai accaduto.




Il primo film sonoro fu Unaccustomed As We Are, uscito nel maggio del 1929. Accadde che se il parlato non fu un problema artistico, fu invece un problema economico: infatti il doppiaggio non era stato ancora inventato, e non era stata ancora trovata una soluzione per il mercato non americano. L'unica soluzione sembrò essere quella di girare i film nelle lingue interessate: Laurel & Hardy girarono così le loro comiche in spagnolo, italiano, tedesco e francese, scatenando però una maggiore ilarità per il pubblico straniero siccome i due facevano della lingua straniera un terribile pasticcio, storpiando parole e sbagliando gli accenti. Questo contribuì moltissimo alla loro popolarità in Europa, soprattutto in Italia che mantenne nel doppiaggio, adottato anche da noi nel 1932-1933, questo loro italiano buffissimo.
Da settembre a dicembre del 1940, la coppia girò dodici città americane facendo il tutto esaurito. Il cinema si affacciò a loro nel 1941: L&H firmarono un contratto non esclusivo con la 20th Century Fox, ignari del blocco creativo che avrebbero incontrato sin dal primo film, Great Guns. Finito il primo film della Fox, Laurel e Hardy tornarono sul palcoscenico visitando le basi americane nel novembre-dicembre 1941. Ripresero gli spettacoli di rivista tra gennaio e marzo del 1942.
Il 7 agosto 1957, all'età di sessantacinque anni, morì Hardy, e con lui finì una coppia irripetibile.
Laurel morì alle 13.45 del 23 febbraio 1965, all'età di 74 anni, in un appartamento dell'Hotel Oceana a Santa Monica. Dopo la cremazione, venne seppellito al cimitero di Forest Lawn Memorial Park (Hollywood Hills).
Stan Laurel è stato un vero genio della risata, capace di trarre da ogni spunto elementi per destare ilarità. Ironizzava in modo intelligente e raffinato sulla gente, sul mondo e sulla vita, ma prima di tutto su sé stesso. Si dice che egli, in punto di morte, si sia rivolto all'infermiera dicendole:

"Mi piacerebbe essere in montagna a sciare in questo momento!"
Infermiera:
" Le piace sciare Signor Laurel? "
Laurel:
"No, lo detesto... ma è sempre meglio che stare qui!"




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Senza di te
Postato da Grazia01 il Domenica, 15 giugno @ 08:16:16 CEST (4217 letture)
Video
Questa canzone è stata scritta per il figlio,
a me emozionano sia le parole che la voce seppure
è di un autore che di solito non fa il cantante.

Buona domenica



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SI OSCURA IL CIELO
Postato da rosarossa il Sabato, 14 giugno @ 19:29:16 CEST (1079 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX











SI OSCURA IL CIELO



Un impetuoso temporale estivo!
rombi di tuoni fanno sussultare di paura,
lampi squarciano un cielo tenebroso
che all'istante sembra un oceano di luce, ma
di certo non appaiono le stelle!
Si cruccia ancora mostrando le sue ire
versa sulla terra, acqua a catinelle.
Dei campi piega le piante, strappa i fiori,
degli alberi le foglie fa languire,
ma viene la quiete, sorride ancora il cielo, è
solo lo scherzo di un estivo temporale.
Un maestoso arcobaleno allarga
le sue ali cince il cielo e lo
arricchisce con una miriade di colori,
un tenue sole si adagia sugli alberi,
un frizzante venticello spazza via residui di nuvole.
La terra sorbe piano piano l'acqua, si ricompone.
Estasiata guardo quei colori coi
quali si armonizza il mio pensiero
li vedo sfolgoranti, vivi, belli;
ma ne vedo tanti ombrati, alcuni sono
grigi, anche neri!
L'anima si trastulla fra bei ricordi e
tristi melanconici pensieri.

Rosarossa

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L’ABBRACCIO
Postato da rosarossa il Venerdì, 13 giugno @ 12:20:28 CEST (1348 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX







L’ABBRACCIO

Un abbraccio senza parole, racconta in pochi secondi
un immenso poema d’amore!
Si fondono reciproche emozioni e
canta il cuore.

Rosarossa

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Nessuna poesia potrebbe offuscare ...
Postato da Grazia01 il Domenica, 08 giugno @ 20:23:18 CEST (847 letture)
Un pensiero al giorno








Nessuna poesia potrebbe offuscare
la bellezza d’una limpida sera di estate,
i grilli in lontananza, un buon libro tra le mani,
la luce di una candela e quella sensazione
che il mondo sia racchiuso in quell'istante.

STEPHEN LITTLEWORD




Buonanotte e serena settimana
Grazia

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Coltivo una rosa bianca
Postato da Grazia01 il Domenica, 08 giugno @ 07:25:45 CEST (672 letture)
Ricerche d'autore









Coltivo una rosa bianca
a giugno come a gennaio
per l’amico sincero
che mi tende la sua mano.
E per il crudele che mi strappa
il cuore con cui vivo,
non coltivo né cardo né ortica;
coltivo la rosa bianca.

JOSE' MARTI'

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O datemi qualcuno che mi ascolti
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 giugno @ 18:38:27 CEST (1007 letture)
Ricerche d'autore









O datemi qualcuno che mi ascolti,
ché di parole straripo.. qualcuno
che mi prenda per mano e dei sepolti
dei fatti polvere e niente al raduno
mi porti... di occhi ho paura... di volti...
Non mi restava ormai niente e nessuno,
e come sanguinando intorno intorno
pesantemente in me cadeva il giorno.

Patrizia Valduga

Patrizia Valduga, poetessa italiana, nata nel 1953 a Castelfranco Veneto,
moglie del poeta e critico letterario Giovanni Raboni,
fondatrice della rivista mensile Poesia,
ha scritto diverse raccolte di poesie:
Medicamenta, La tentazione, Donna di dolori,
Requiem, Corsia degli incurabili, Cento quartine d'amore.

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MALEDETTO TRENO
Postato da rosarossa il Giovedì, 05 giugno @ 20:32:33 CEST (1307 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX








MALEDETTO TRENO

Mamma cara, tu sola hai condiviso il mio dolore. Vivo e vivrò sempre nel ricordo
di quella lontana mattinata di settembre!
Io, adolescente, la valigia in mano e il
il treno pronto per la mia partenza.
Era ancor buio, l'orologio batteva già le cinque, nel chiaro scuro fra la notte e il giorno, in cielo, ancora sfavillavano le stelle. Un fischio, un brivido e quel maledetto treno, mi staccò dal tuo abbraccio tremante, mentre lacrime amare solcavano le dune del tuo volto... Il treno si muove, pronto alla partenza, fai un disperato cenno, quasi per fermarlo.
Io ti sorrisi amaramente, poi guardai il cielo, le lontane stelle lentamente dileguarono bellezza e bagliore dirottando per sempre il mio destino! Uno sguardo d'intesa, l'ultimo saluto.
Mamma addio!
Obbligata fui a lasciare il vero amore.
Rassegnata vivrò la mia esistenza
nella delusione, nella tristezza, nel dolore...

Rosarossa

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Due cose riempiono l’animo di ammirazione...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 05 giugno @ 20:15:27 CEST (988 letture)
Un pensiero al giorno











Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell'oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo a una grandezza interminabile, con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimitati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata. La seconda comincia dal mio io indivisibile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera infinitezza, ma che solo l’intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) io mi riconosco in una connessione non, come là, semplicemente accidentale, ma universale e necessaria. Il primo spettacolo di una quantità innumerevole di mondi annulla affatto la mia importanza di creatura animale che deve restituire al pianeta (un semplice punto nell'Universo) la materia della quale si formò, dopo essere stata provvista per breve tempo (e non si sa come) della forza vitale. Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come [valore] di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall'animalità e anche dall'intero mondo sensibile, almeno per quanto si può riferire dalla determinazione conforme ai fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determinazione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all'infinito.

Immanuel Kant, Critica della ragion pratica

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