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Poeta
Postato da brunouk il Venerdì, 13 dicembre @ 20:42:50 CET (427 letture)
Le poesie di Pegaso III




Scivolo lentamente nella consapevolezza
mi perdo in un leggiadro vortice
schegge impalpabili di sogni
pini arroccati su rocce ordinate
salici piegati su giardini d’acqua
membrane di pareti danzano
nella luce filtrata del risveglio
spalmando azzurro spazio
nel silenzio di sole in sfumata dissolvenza.

Emozione libera mimetici ricordi
antiche forme d’altre vite
profili discrepanti in epidermici amplessi
gesti amplificati di riti quotidiani
in semplice libertà emotiva d’esercizio
ne seguo il ritmo nella tentata seduzione.

Ricompongo il tuo volto
emerge da una notte avara di sguardi
tra stelle in suadenti ologrammi
il tuo ricordo è un fiore profumato
fatto d’incanto di un respiro
rimasto sospeso nell’aria
di un sogno evanescente
nel morbido dolce sapore dell’amore.

Mi manchi
traccio nuove mete da rinate energie
ricostruisco spazi in questa distanza
m’improvviso poeta
scrivo parole sfumate nei colori
evaporano come lampo d’estate
dalle mia labbra sgorga la parola
" ti Amo "
in petali di rosa racchiusa
la confino in questo foglio
che mai giungerà a te.

Bruno Gasparri
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E l'amore guardò il tempo e rise...
Postato da Grazia01 il Venerdì, 13 dicembre @ 00:10:53 CET (589 letture)
Racconti e poesie di Pirandello









E l'amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava.

Luigi Pirandello

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Mia " POESIA "
Postato da brunouk il Giovedì, 12 dicembre @ 21:43:37 CET (480 letture)
Le poesie di Pegaso III






Poesia sei tu
nel sogno Principessa
nella vita Regina
sorridi alla luce rosata dell’alba
come canto prezioso
a lode alla vita.

Morbida come seta
profumata come rosa
dolce come miele.

Regali amore
a questo mio cuore
non più solo
batte l’attimo che scorre
spinto dalla mano del tempo.

Vedo in te l’ardore
forgia il coraggio
d’affrontare la battaglia.

Sei la mia Dea in terra
ho affrontato
la spirale oscura del destino,
per poi tornare da te
cantando l’inno alla vittoria.

Sei il mio premio,
sei la mia
“POESIA”

Bruno Gasparri
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Credito d'amore
Postato da brunouk il Mercoledì, 11 dicembre @ 20:38:04 CET (603 letture)
Le poesie di Pegaso I




Fermarmi
a un passo da te
sentire sulla pelle l’attesa
di questo amore senza poesia.

Alienare mimetici ricordi
dispersi in un universo trasparente.

Eppure, ancora ne seguo il ritmo
d’epidermico amore.

Lo so! è solo sesso
chiuso tra la notte e un fragile mattino
distratto da ozioso rito ossessivo
dilatato in spazio sottile
miraggio disperso in ambiguo narcisismo
risveglia emozioni di sopiti impulsi d’amore.

Scivolo nudo senza difesa
in questo tuo offerto spazio
catturando colori e respiri suadenti
senza arredo, pensiero e codice d’accesso
in un esigente sedotto
credito d’amore.

Bruno Gasparri
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Dalle ore 24 alle o:6
Postato da brunouk il Martedì, 10 dicembre @ 14:21:21 CET (638 letture)
Le poesie di Pegaso III


Luce del mattino s’impone,
ho! ... guarda,
sorge un’altra alba.

Connessione confusa
tra strategie di geometriche attese
quinte aristocratiche vuote
stanche di pseudo ambiguo intellettuale narcisismo
lattescente visione di volti e corpi neutrali
derive di vite condensate in non storia
imposta da ideologia corrotta
come onda frangiata
si frantuma sospinta dal vento.

Direi che oggi è tempo di libertà di storia
per questo faccio, dello scritto linguaggio
oggetto del vostro interesse
dove troverete, nella retorica
un ricorrente stile.

Il mio parlare a ridondante accento
nel riportare, confusi canovacci d’appartenenza
veli vetusti di falso chimerico ardire
cristallizzano deliri in retro sipario
false dissonanti vuote fantasie
di sentimenti scaduti abortiti dal tempo.

Bruno Gasparri
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Una lacrima
Postato da brunouk il Martedì, 10 dicembre @ 14:20:38 CET (628 letture)
Le poesie di Pegaso I


Nel silenzio della notte senza luna
avvolto dal manto stellato
nel deserto muto senza ombre
nuda l’anima vaga
libera vola senza confini
il tempo l’avvolge.

Un fremito d’amore sovrasta ogni cosa.

Sicura non vista
sul viso
lacrima scorre
s’infrange
silente sull’arida sabbia
si perde…
confusa nel limbo del ricordo
come sogno fugace nella foschia dell’alba.


Bruno Gasparri
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La gioventù, una forma di pensiero
Postato da Grazia01 il Domenica, 08 dicembre @ 22:40:56 CET (602 letture)
Un pensiero al giorno







"La gioventù non è un periodo della vita: è una forma del pensiero. Nessuno diviene vecchio semplicemente perché vive un certo numero di anni: gli individui invecchiano solo perché disertano i loro ideali. Gli anni rendono rugosa la pelle, ma rinunciare all'entusiasmo rende rugosa l’anima. Quando tutto sarà a terra, quando il più recondito angolo del vostro cuore sarà ricoperto dalla neve del pessimismo e dal ghiaccio del cinismo, allora e solo allora sarete veramente vecchi".

Samuel Ullman

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Da un sogno ...
Postato da brunouk il Domenica, 08 dicembre @ 18:04:09 CET (634 letture)
Le poesie di Pegaso III




Questa notte è ancora mia
tu sei con me
Amore mio.

Avverto le tue labbra
ansimano caldo respiro
lentamente mi avvolge
come ovattata nebbia d’estate.

le mie dita tracciano
delicato ideogramma
sulla tua vellutata epidermide
in assoluta armonia
di rosate linee e suadenti curve
mentre dolcemente si allunga
un nuovo fragile mattino.

Mi appare qualche dettaglio
nessuna sbavatura sulla tua pelle
ho voglia di spogliarmi
per poi vestirmi di te
mentre il silenzio rompe l’incanto …
… da un sogno
ci si sveglia una sola volta.

Bruno Gasparri
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NON E’ RIDICOLO L’AMORE
Postato da rosarossa il Domenica, 08 dicembre @ 11:54:03 CET (662 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX









NON E’ RIDICOLO L’AMORE

Spesso sento schernire gli anziani
che parlano d’amore;
i giovani ne parlano, per istinto, per passione.
I vecchi ne parlano, perché l’hanno vissuto
e sanno bene che vuol dire amare,
quella sacralità di sentimenti
che nel ricordo fa vibrare l’anima
l’emozione, il cuore sottovoce fa cantare
di una gioia vera che perdura,
sostiene, avvolge l’esistenza intera.
E’ un abbagliante luminoso alone.
E’ autentica luce che sostiene; quell'amore
non può mai morire, l’intera vita tutti fa sognare!
Quando inesorabile la notte avanza
buio, solitudine, tristezza, ombrano cuore,
parlare dell’amor vissuto e del passato, dà coraggio.
Nulla importa se felicità o amarezza abbia lasciato.
Sappiamo bene che è l’altalenarsi della vita!
Di questo prezioso insostituibile compagno
finché ci sarà fiato; si parla, si parlerà,
se né sempre parlato!

Rosarossa
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Ti ho guardato
Postato da brunouk il Domenica, 08 dicembre @ 11:51:16 CET (676 letture)
Le poesie di Pegaso III



Ti ho guardato
nei tuoi occhi c’è un profondo
va oltre al fremito nato dal cuore
solitario batte l’attimo non mio
che scorre nel freddo universo.

Un fuoco divampa
acceso dal tuo lieve profumo
sensuale di donna
mi avvolge
alone di vita.

Ti voglio amare
nel tepore della notte d’estate
non più solo
in mille e mille anni nascosti
disperso nell'immensa savana
dove notte e giorno
sole e luna si confondono.

Per te creare un novo
“Regno”
come sogno prezioso
sbocci nell'aurora
dove l’aria profuma
di fiori e prato
la sabbia è polvere d’oro
dolci frutti maturi
pendono dagli alberi
il canto dell’acqua limpida
si mescola al verso di rondini
volteggiano
ricamando arazzi in cielo.

Libero d’amare e...
perdermi nel sonno/sogno
dei tuoi occhi.

Bruno Gasparri
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Nudo
Postato da brunouk il Sabato, 07 dicembre @ 08:45:03 CET (594 letture)
Le poesie di Pegaso I





Temo di deluderti
guardandomi riflesso
nello stesso tuo specchio
nel giorno dell’amore assopito dal tempo
mentre
la passione ha preso ampio respiro.
Spoglio dell’ombra in un solstizio tropicale
dove nemmeno il leone trova riparo
e la gazzella rifugio.
Ho cavalcato, su bianco destriero
le strade del mondo
lo stesso che in quel giorno lontano
“ricordi?”
ho rapito il tuo cuore
poi rinchiuso nella capanna
dal giardino fiorito
dove nell’uscio a ogni mio ritorno
guerriero
lasciavo la mia lancia
per rifugiarmi tra le calde tue braccia.
Il tempo è passato
come nebbia ricordi
polvere su trofei senza nome
posati su il camino
solo il suo fuoco riscalda
mute storie chiuse nel petto.
Ora sono qui, un po’ curvo
piegato dalla nostalgia di amori
cercati
da cogliere per fare miei
carpendone i profumi
in solitario delirio
gelosamente nascosti
compressi nel segreto diario
li è chiusa l’anima e la mia ombra.

Bruno Gasparri
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Limbo
Postato da brunouk il Sabato, 07 dicembre @ 08:44:13 CET (933 letture)
Le poesie di Pegaso II



Femminili umori
come tracce di fumo
disegnano un volto in netto contrasto
di quanto riflesso dal freddo specchio.

L’anima trema, vorrebbe amare
si rintana nella sua ombra
miniato narcisistico effetto
distratta da riti oziosi ossessivi.

Diacroniche ambigue visioni, senza arredi
cattura d’altri orizzonti
in alterata percezione
fodera privata enclave
tracciando ardite prospettive
serie illimitata di lattescenti visioni
deriva di una vita dal ritmo increspato
ordinata dal tempo in condensata noia.

Pensieri spenti come esausti neon
esaltano illusioni tessuti in stretta trama
come rivoli desolati di pioggia leggera
scorrono su nero asfalto sospeso nella mente
lampi obliqui sgranano diafane foto
senza freno appaiono sul freddo schermo.

È solo un sussurro privo di spazio
a celare la fragilità riflessa dal reale
dispersa in un fondotinta dal rosa pigmento
nell'inutile tentativo d’appartenenza
si accovaccia oramai insensata
in un backstage rituale
nella ricerca d’altra impossibile realtà.

Bruno Gasparri


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Anniverario della nascita di Khalil Gibran
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 dicembre @ 22:16:15 CET (777 letture)
Poesie e prosa di Gibran II





Ricorre oggi l'anniversario della nascita di


°°°




egli nacque a Bisherri, una cittadina nel Libano settentrionale il 6 dicembre 1883






Voi siete nati insieme

Voi siete nati insieme
e insieme starete per sempre.
Insieme quando le bianche ali del tempo
sperderanno i vostri giorni.
Insieme nella silenziosa memoria di Dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unità
e tra voi danzino i venti dei cieli.

Amatevi l'un con l'altra
ma non fatene una prigione d'amore;
piuttosto, vi sia un moto di mare
tra le rive delle vostre anime.
Riempitevi a vicenda le coppe,
ma non bevete da una coppa sola.
Datevi cibo a vicenda,
ma non mangiate dello stesso pane.

Cantate e danzate insieme
e siate giocondi, ma ognuno di voi sia solo,
come sole sono le corde del liuto,
sebbene vibrino di una musica eguale.
Datevi il cuore,
ma l'uno non sia rifugio all'altro.
Poiché soltanto la mano della vita
può contenere i vostri cuori.

Ergetevi insieme, ma non troppo vicini:
poiché il tempio ha colonne distanti
e la quercia e il cipresso non crescono
l'uno all'ombra dell'altro.




Non sono né un artista né un poeta

Non sono né un artista né un poeta.
Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
ma non sono in sintonia
con i miei giorni e le mie notti.
Sono una nube,
una nube che si confonde con gli oggetti,
ma ad essi mai si unisce.
Sono una nube,
e nella nube è la mia solitudine,
la mia fame e la mia sete.
La calamità è che la nube, la mia realtà,
anela di udire qualcun altro che dica:
Non sei solo in questo mondo
ma siamo due, insieme,
e io so chi sei tu.



Per te

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.



I figli

I figli non sono i vostri figli
Essi sono i figli e le figlie della vita che brama se stessa.
Vengono per mezzo di voi ma non da voi,
e benché essi siano con voi comunque non vi appartengono.
Potrete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potrete ospitare i loro corpi ma non le loro anime,
perché le loro anime abitano la casa del domani,
che voi non potrete visitare,
neppure nei vostri sogni.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi.
La vita procede e non si attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli,
come frecce vive,
sono scoccati in avanti.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
e vi tende con forza
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell'Arciere,
Poiché come ama il volo della freccia,
così ama la fermezza dell'arco.

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La ciotola del nonno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 05 dicembre @ 20:32:06 CET (846 letture)
Poesie di Pascoli







LA CIOTOLA DEL NONNO…


C’era una volta un povero vecchio, che non ci vedeva più, non ci sentiva più e le ginocchia e le mani gli tremavano.
E quando era a tavola non poteva tener fermo il cucchiaio e faceva cadere la minestra sulla tovaglia e qualche volta gliene scappava anche dalla bocca.
La moglie di suo figlio se n’era ormai schifata e, purtroppo, anche suo figlio.
E non lo vollero più a tavola con loro.
Il povero vecchio doveva star seduto accanto al camino e mangiava un poco di zuppa in una scodella di terracotta.
Un giorno, siccome le sue mani tremavano, gli cadde la scodella per terra e si ruppe.
La nuora gliene disse di tutti i colori e il povero vecchio non rispose nulla.
Gli comprarono una scodella di legno e gli dissero:
“Questa certo non la romperai!”.
Una sera suo figlio e le nuora videro il loro bimbo, che raccattava i cocci della scodella di legno e cercava di unirli.
Il padre gli disse: “Che fai?”.
Rispose il bambino: “Riaggiusto la scodella di legno, per dar da mangiare a te e alla mamma, quando sarete vecchi!”.
Ora il nonno mangia ancora a tavola con gli altri, che lo trattano bene e gli vogliono bene.

Giovanni Pascoli
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Essere ( Maria )
Postato da brunouk il Giovedì, 05 dicembre @ 13:43:44 CET (530 letture)
Le poesie di Pegaso I


Viandanti,
industriali, mercanti,impiegati e operai
onesti o ladri
donne, uomini, bambini e...
”POETI”
vi voglio raccontare:............

Vi è un “popolo” temprato dal tempo
variopinto in troppi colori
poi riunito in un drappo arcobaleno dove “PACE”
è scritta in tutte le lingue.

Questa è una storia triste
non ridete, non piangete
perché c’è chi ride e... piange più di voi.

Ricordate?
Di re, giudici e di gente
che visse mille e mille anni fa?
ricordate i nomi di buoni e cattivi?
tempi di balli e feste, banchetti e tornei
lacrime e morte, croce e perdono
ricordate?

Questa è una storia che non ha tempo
si ripete e ripete
come scala infinita
che sale in cielo.

Dio!, se pure esisti
perché non fermi la mano dell’uomo?
Dio!, se pure esisti
perché non fermi il tempo?

Qualcuno ha scritto
per tramandare ai posteri
racconto della vita di
“MARIA”
Fanciulla e poi Donna
Lei ha accettato nel suo essere
il compito supremo di Madre
Unica e Uguale
in nome di un unico perché
AMORE.

L’amore per il Padre e Figlio
tanto grande, incondizionato
da ergersi in
“Esempio, monito e speranza”.

Maria è il Nome,
invocato, amato, deriso e tradito.

Così, nell’insieme del ricordo
“essere Maria”
tra amore e indifferenza,
tra gente e giudici
senza memoria e fede
dal cuore arido
laici nell’odio
rinnova un perché?
di tanto “Amore”
disperso al vento.

Bruno Gasparri

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Chiudo gli occhi
Postato da brunouk il Giovedì, 05 dicembre @ 13:43:12 CET (357 letture)
Le poesie di Pegaso III


Chiudo gli occhi
forse riesco a sognare
in questa notte vuota.

Amo, un brivido.

È il tempo delle stelle
illusione d’eternità
sussurro dell’attimo
è musica dell’infinito
come alito di vento
accarezza il viso.

Tristezza trascende
vestendo l’anima di grigio manto
avanza con il lento battito del cuore.

Se solo mi lasciassi andare
nella corrente di fiume vortice
per poi mescolarmi con il sale
dell’immenso mare
dove l’orizzonte
ha lo stesso colore del cielo.

Nell’azzurro si respira libertà
libero da ogni catena
proiettato nell’universo
senza orientamento, ma la …
dove Amore è felicità.

Bruno Gasparri
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Ricordo di Gae Aulenti nell'86° anniversario della nascita
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 04 dicembre @ 23:22:10 CET (754 letture)
In ricordo






Ricordo di Gae Aulenti nell'86° anniversario della nascita.

Nacque il 4 dicembre 1927 a Palazzolo dello Stella, in provincia di Udine. Si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1953, dove conseguì l'abilitazione alla professione. Gae Aulenti si forma come architetto nella Milano degli anni cinquanta, dove l'architettura italiana è impegnata in quella ricerca storico culturale di recupero dei valori architettonici del passato e dell'ambiente costruito esistente che confluirà nel movimento Neoliberty. La Aulenti fa parte di questo percorso, che si pone come reazione al razionalismo. Di se stessa usava dire di vedere la sua architettura in stretta relazione e in interconnessione con l'ambiente urbano esistente, che diviene quasi la sua forma generatrice, cercando, con questo, di trasferire nel suo spazio architettonico la molteplicità e l'intensità degli elementi, che vanno a definire l'universo urbano. Dal 1974 al 1979 è membro del Comitato direttivo della rivista Lotus International, poi fa esperienze artistiche e dal 1976 al 1978 collabora con Luca Ronconi a Prato al Laboratorio di Progettazione Teatrale. Nel 1979, le viene affidata la direzione artistica della Fontana Arte, con cui aveva già collaborato in passato. Vengono prodotte lampade e oggetti d’arredo ancora oggi a catalogo. Tra i collaboratori di maggior rilievo compaiono Piero Castiglioni, Pierluigi Cerri, Daniela Puppa e Franco Raggi. Ha una lunga relazione con Carlo Ripa di Meana, da cui si allontanerà per la sua vicinanza a quello che definirà "craxismo deleterio". Nel 1984 viene nominata corrispondente dell'Accademia Nazionale di San Luca a Roma, mentre dal 1995 al 1996 è presidente dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2005 ha costituito la Gae Aulenti Architetti Associati. Muore il 31 ottobre 2012 a Milano all'età di 84 anni.

Fonte: Wikipedia
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Polvere
Postato da Letty il Lunedì, 02 dicembre @ 15:25:15 CET (432 letture)
Le poesie di Letty - II








Polvere

Ma si anche stasera mi mancherai,
come sempre.
Mi guardo intorno: la stanza ha sempre lo stesso aspetto,
come il mio cuore...
scaffali... cd... libri... appunti... polvere...
Immutata polvere
come il tuo nome è sopra ogni cosa...
e resto imbambolata a guardarti,
e non ci sei
a sentirti
e non mi parli
a desiderarti su questa pelle stanca e fredda
è che ti ho lasciato sotto la coltre di infinito
a dormire tra le stelle
in un sogno troppo forte
dentro quel letto che non faceva per me
affollato da tanti altri corpi senza cuore...
Mi mancherai
ugualmente
tra gli scaffali
i cd
i libri
e la polvere
tra quelle parole che non ho gridato
ma solo bisbigliato
che ho sentito solo io
e che fanno male solo a me


Letty

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La coperta
Postato da Grazia01 il Domenica, 01 dicembre @ 20:21:19 CET (613 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II









La coperta


Sulla coperta della nonna

si è mangiata la storia

che i bambini in silenzio impararono

a memoria : esiste una cosa

che si chiama amore che è nascosta

dentro al cuore

e che servirà a cambiare il mondo.

Si nasce dall'amore, si vive amando e dopo

altri ameranno il nostro ricordo

e , tu, pensami e prepara un'altra coperta

tutta per noi

così che in silenzio

continuerà il nostro sogno.




r.chesini 01.12.2013

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Un passo indietro
Postato da Letty il Venerdì, 29 novembre @ 21:55:20 CET (567 letture)
Le poesie di Letty - II




Prima restavo un passo indietro, guardavo la gente camminare spedita verso le cose della propria vita, tutti ben vestiti, ben curati, ben inseriti, con la sicurezza attaccata alle smorfie dei volti, senza accennare sorrisi.
Li guardavo da quella minima distanza, non perché non mi sentissi parte del loro stesso mondo, ma perché forse in quel mondo facevo fatica a tenere quel benedetto passo per entrarci davvero.
E lo facevo sempre... in metro... in macchina... passeggiando... o restando seduta sulla panchina che mi ero scelta come punto di osservazione.
Mi passavano davanti storie, facce, profumi, espressioni.
Indecifrabili scorci di esistenze a cui mi rapportavo sempre con la distanza di quel passo indietro.
Nella vita non sai mai cosa ti succede, guardare gli altri vivere mentre le insicurezze ti si inghiottono ti porta ad un punto di rottura, un punto dal quale si esce con le ossa rotte.
Mi sono ritrovata a camminare dapprima sulla stessa riga degli altri, poi un passo avanti: improvvisamente non avevo più tempo per guardare gli altri camminare....
improvvisamente avevo scelto la mia strada e da allora non ho più nemmeno tempo di guardare indietro.


Letty

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Le rughe della vecchiaia...
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 novembre @ 23:03:57 CET (597 letture)
Un pensiero al giorno









“Le rughe della vecchiaia
formano le più belle scritture della vita,
quelle sulle quali i bambini imparano a leggere i loro sogni.”

Marc Levy

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Mi sono sentita spesso sola...
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 novembre @ 21:43:04 CET (508 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI





Mi sono sentita spesso sola, anche in compagnia. Da bambina in certi momenti era come se sparissi, entravo nel mio mondo dove non c’erano ingiustizie, dove il cielo era blù intenso e grandi erano gli abbracci. La gente era buona e quando accadeva qualcosa di brutto, quando il male si palesava, era una “finzione”, chi moriva si rialzava e ritornava a vivere. Nel mio mondo di fantasia la resurrezione era una costante. Quando riemergevo alla realtà, richiamata perché dovevo mangiare o altro, rientravo mio malgrado al mondo dei più, alla vita di tutti. Ci sono bambini con lo sguardo adulto, altri che sembrano smarriti, io appartengo ad entrambe le categorie. Ho individuato nella fantasia quel luogo magico in cui rifugiarmi. Oggi non è più così idilliaco come un tempo e questo è perché io sono invecchiata e il mio mondo con me, ed è sempre più difficile illudermi, ma non demordo.


Grazia

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I vecchi amici ...
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 novembre @ 21:09:10 CET (721 letture)
Un pensiero al giorno






I vecchi amici cani hanno uno sguardo profondo di infinita consapevolezza.
Conoscono ogni tuo gesto, ogni tua parola, anticipano le tue mosse.
Sono insieme saggezza, dolcezza, bellezza.
Indugio spesso con lo sguardo su coppie di vecchi padroni accompagnati da vecchi cani:
procedono vicini, a passo lento.
Guardandoli si capisce che stanno consumando una lunga convivenza d'amore.



Buona settimana

Grazia

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La donna nella letteratura e nelle arti
Postato da Grazia01 il Sabato, 23 novembre @ 23:34:44 CET (773 letture)
ARTE II







La donna nella letteratura e nelle arti

Nel corso dei secoli, la donna è stata oggetto di diverse analisi e interpretazioni. Diciamo anzitutto che in tutte le culture è riconosciuto il ruolo della donna che crea cultura. Mentre in Occidente è stata vista per lungo tempo come soggetto dedito alla riproduzione, nella letteratura e nelle arti ha sempre svolto un ruolo importante.
Una connotazione positiva assume nel Medioevo, un periodo dominato da una concezione rigida dell’etica, e nei più grandi poeti italiani. Pensiamo alla donna stilnovista, alla donna angelicata rappresentata dalla Beatrice di Dante. Da parte sua, la letteratura cortese (1100) è fondata sulla sublimazione della donna, esaltata come la più bella e la più nobile, un essere dotato di qualità interiori e di principi morali. Diversa invece la donna del Boccaccio non più divina, ma più naturale e umana. Il Romanticismo esalta la figura femminile, mentre nel Novecento i poeti assistono alla battaglia per i pari diritti femminili fino ad arrivare all’emancipazione giuridica.
La donna è la profonda ispiratrice di quasi tutte le arti. Volti, sguardi, espressioni scandiscono e descrivono l’universo femminile attraverso la magia pittorica nel corso dei secoli, a partire dalla civiltà egizia e cretese, quando si comincia a scoprire il fascino e l’armonia della donna. Sono poi gli autori greci a fornirci i canoni estetici e filosofici della donna modernamente intesa. Essi passano dalla donna madre, generatrice di vita, alla vergine vestita e al nudo dell’Afrodite.
Vesti fluenti ed espressione dignitosa raffigurano la donna nell'arte romana, mentre quella bizantina la ritrae raffinata. Oggetto di piacere negli affreschi pompeiani, si passa a una rappresentazione ieratica e mistica dell’immagine femminile, svuotata di ogni connotato sensuale ed erotico. Vengono infatti dipinte Madonne e Sante, tutte legate al loro ruolo salvifico. Il Cristianesimo e il Medioevo esprimono la bellezza nelle immagini sacre. La donna per eccellenza, Maria, è protagonista indiscussa in tutti i campi dell’arte fino ai tempi odierni.
Emerge una figura femminile concepita nella sua dimensione sacrale e nel suo essere pensante, artefice della storia, con pari e talvolta superiore dignità rispetto all'uomo.
La bellezza femminile risplende soprattutto dal Rinascimento al cubismo con le opere meravigliose di artisti quali Leonardo da Vinci, Raffaello, Tiziano, Botticelli, Perugino, El Greco, Manet, Renoir, Paul Gauguin, Dalì, Modigliani, Picasso. Sono opere di intensa e raffinata suggestione, che esaltano i canoni estetici, i sogni, le aspirazioni, la dimensione psicologica, inconscia ed onirica della donna e ne documentano l’evoluzione.

Fonte Riflessioni.it

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L'invasione dei “poeti alieni”.
Postato da Grazia01 il Sabato, 23 novembre @ 21:13:35 CET (795 letture)
Un pensiero al giorno






L'invasione dei “poeti alieni”.


Una indecente presunzione. E’ quella esibita da tanti che si autoproclamano “poeti” o “scrittori”. Tutti - scrive Montale - si sentono poeti. Una “massa sconfinata” di poeti. Nemmeno “un incendio universale” – aggiunge l’autore di Ossi di seppia - potrebbe far sparire “la torrenziale produzione poetica dei nostri giorni”. L’Italia è un popolo di “poeti”. Spuntano continuamente siti su internet che celebrano la saga di questi poeti. Il portiere del mio condominio mi assilla continuamente nel farmi leggere le sue “poesie”. Parole carpite e affastellate. Una grossolana, indecorosa, banale, insignificante scrittura. Una noia mortale. Un insulto alla lingua italiana, la quale “piange umiliata e offesa” di fronte a “tanta robaccia” di scritti spacciati per “poesia”. Penose trame di plastica, perverse e pseudo trasgressive, improbabili e ridicole. Un materiale orrendo, dove non devono mancare scene “hot”, erotiche, volgari, droga e alcol. Talora in cima alla classifica finiscono il trash, la mediocrità, il peggio. E’ la promozione - precisa Paolo Di Stefano - della “spazzatura gratuita”, della “schifezza”. Per dirla con Fantozzi, è “una boiata pazzesca”. E’ “L’invasione dei poeti alieni”- scrive La Capria. Il territorio della scrittura – aggiunge - è invaso da una folla di “alieni”, una “vera invasione barbarica”. Che cosa hanno a che fare con la letteratura? “Niente”. Da noi, la letteratura - quella vera - è “l’ultima ruota del carro”. Non viene “mai riconosciuta e promossa” per l’importanza che essa ha nello sviluppo dell’individuo e della società. L’invasione di questi “alieni” e la cattiva scrittura “immeschiniscono”. Si rimane “indignati e disgustati” dalla lettura di certi testi. Così non va bene. “Non va bene - sostiene con forza La Capria - non solo per “i veri poeti e scrittori, ma per la civiltà del nostro Paese”. Leggere taluni scritti - dichiarava già Virginia Woolf - “è cosa che mi irrita”, come di fronte a “un disgustoso studente universitario che si schiaccia i brufoli”. Una scrittura “indigesta”, che fa venire - osserva O’ Brien - “la bava in bocca”. Un materiale che fa male allo spirito, alla cultura e alla decenza. La poesia - ha sostenuto il premio Nobel Szymborka - “non è per tutti”. Essa tuttavia sembra appartenere alla terra di nessuno, aperta ad ogni incursione e vaniloquio. L’ingresso nella Rete è gratuito e tutto appare facile, accessibile, a portata di mano. Allora, giochiamo tutti a fare i “poeti”. “Poeti” dilettanti allo sbaraglio. Sul Web - ha affermato Pieluigi Battisti - “si legge di tutto, si veicolano messaggi deliranti, si vomitano malvagità, cattiverie, molestie, invidie, idiozie”. Si inculca il virus dell’odio e della violenza. Si scaricano frustrazioni e aggressività repressa Una pulsione distruttiva e autodistruttiva. La Rete - ha rilevato a sua volta Claudio Magris - sta diventando “una fissazione solipsistica e maniacale”. Una deriva del linguaggio e della volgarità, che produrrà “disastri sempre più gravi”. Molti autori invocano una nuova normativa e una nuova educazione. Un’opera grandiosa di bonifica. Che, visti i tempi, appare mera utopia.
E che dire poi dei premi letterari, che crescono in ogni piccolo e sperduto borgo italiano? Essi sono una “vuota cerimonia”, inventati più per il turismo, i politici locali, la vanagloria o il narcisismo di persone frustrate che per il “vero poeta o scrittore”, più per “usare” la letteratura che per “onorarla”. I premi letterari - rileva Umberto Saba - “sono una crudeltà”. Infine, un breve cenno al fenomeno della compulsione a scrivere. Si tratta, sul piano clinico, di un impulso irrefrenabile che viene indicato con il termine “graforrea” o “grafomania”, cioè la frenesia “morbosa” a scrivere. E’ un bisogno che si manifesta negli stati di “mania” e “ipomania”, un eccitamento maniacale che è collegato ad “una verbosità insopprimibile”.

Guido Brunetti




Un po' severo questo signore, certo non si può non rispettare il giudizio di Montale, ma i poeti "alieni" vogliono solo aprire la loro anima, non sono affetti da nessuna malattia, se non quella di voler comunicare quello che nel linguaggio comune non sanno esprimere.

Buona domenica

Grazia

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Tutti noi siamo un po' come libri
Postato da Grazia01 il Giovedì, 21 novembre @ 21:52:47 CET (673 letture)
Un pensiero al giorno








Tutti noi siamo un po' come libri che gli altri leggono.
I più si fermano alle prime pagine altri le scorrono
frettolosamente, qualcuno ci legge con attenzione …
Nessuno però potrà mai andare oltre il libro e
conoscere la nostra anima.
A meno che per leggere non usi l’anima a sua volta.

Margaret Mazzantini

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Un pensiero per i sardi colpiti dalla tragedia
Postato da Grazia01 il Martedì, 19 novembre @ 20:43:47 CET (890 letture)
Messaggi II









Tutta la mia solidarietà a chi è stato colpito da questa ennesima tragedia,
coraggio, so che i sardi sono un popolo tosto e rialzeranno la testa ben presto.
Vi sono vicina e prego per voi.

Grazia

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Sono così
Postato da Grazia01 il Domenica, 17 novembre @ 21:23:41 CET (800 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI






Sono così


Sono così, sempre il cuore appeso.
Da tempo ho passato il giro di boa
non posso più cambiare
e non voglio più sentire la paura,
di quel che dicono gli altri.
Ormai lascerò tutto scivolare,
con tutto questo amore che ho da dare
anche gli errori nascono del desiderio d'amare
a volte anche da distrazioni
ma mai, mai per cattiveria o per rancore.
Quel che resta del mio tempo
lo spenderò con puro sentimento
diviso con chi mi accetti come sono.
Per gli altri sarò sempre una frana
ma non importa, ho una vita sola.
L'anima mia è aperta e ancora vuol volare e
non chiudersi in gabbia tra nuvole di rabbia.

Grazia

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Poesie di Carla Saracino
Postato da Grazia01 il Domenica, 17 novembre @ 20:40:00 CET (848 letture)
Ricerche d'autore



Poesie di Carla Saracino






Hanno detto di procedere per sentimenti.
Di figurarsi il tempo entro certi particolari
che la vita occasionalmente ruba.
Ma noi non sapevamo che vita fosse una vita dimenticata.





Cercare il cuore del secolo nelle case


Cercare il cuore del secolo nelle case
abbandonate del materano, un pomeriggio,
mentre l’erba stipa sotto terra l’annuncio
del tempo che non vedrai.
Essere nella fiamma del camino d’un albergo
senza bellezza
e fumare il gelo sulle labbra della fastidiosa cerimonia
della cena.
Essere in tanti dentro se stessi, una volta sola negli altri.





Ma io vorrei tornare in una casa fraterna


Ma io vorrei tornare in una casa fraterna
ospitale e accarezzarne la carta da parati
o sedere alla testa del lungo tavolo di quercia
e punirmi con la foga delle cose
che giacciono estreme
per carità di bellezze manomesse.

O io vorrei che questo accadesse nelle terre
di qualche Est superiore a quello pensato.
Qualche Est ricongiunto al cuore.
La punta dell’ordine, il chiarore.






Sono queste le età


Sono queste le età,
le età che cominciano, si fanno
diverse, non sentono gridi o echi
cauti, ma divertono, aprono folle,
in questo quadro in cui sto vivendo,
appoggiata con te a un filo
che la vita ha da poco intessuto,
sbrigliamo quel che si trova a pochi istanti
da noi, dal nostro magiare, bere,
questo dire della meraviglia
senza continuazione, questo vedere
in un volto l’altro volto potuto,
questo essere nella natura cosa morta
che la natura ha già superato.

Tu mi dirai:
sii il tuo mattino,
sii la tua anima


Carla Saracino

Da Il chiarore (Lietocolle, 2013)








Carla Saracino è nata a Maruggio, in Puglia, nel marzo del 1980.Sue poesie sono apparse su varie riviste tra cui: Nuovi Argomenti (Mondadori), l'immaginazione (Manni) e l'Almanacco dello Specchio 2010-2011 (Mondadori).
Ha scritto I milioni di luoghi (Lietocolle 2007, Premio Saba opera prima), La Sposa Barocca (AA.VV. Lietocolle 2010) e due libri per bambini, 14 fiabe ai 4 venti (Lupo 2009) e Gli orologi del paese di Zaulù (Lupo 2012). Scrive per la rivista letteraria Le Voci della Luna.
Vive e insegna a Milano.
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" TI AMO "
Postato da brunouk il Sabato, 16 novembre @ 23:52:42 CET (828 letture)
Le poesie di Pegaso I






Ti ho detto:” ti amo “
guardandoti negli occhi
mentre il tuo profumo
annebbia la mente
il cuore perde il suo ritmo
lasciando che la passione
occupi il posto della ragione.

Invitante, calda
come giorno d’estate,
misteriosa,
come notte senza luna,
profonda,
come il mare senza fine,
sconvolgente, turbine
come uragano tropicale,
delicata,
come rosa di maggio,
splendente, preziosa
come diamante gioiello.

Quanto tempo sprecato
cercando l’amore sulle strade del mondo
lontano …
dove la luce del sole tormenta,
nelle caverne senza uscita e fondo,
risalendo il fiume fino la sorgente,
nell’albero spoglio attendendo primavera.

Sì!
ho amato ogni attimo,
ogni filo d’erba, prato e savana,
sasso e roccia dell’imponente montagna,
l’onda dell’oceano infinito,
l’agile gazzella, l’aquila, la grande balena,
il sorriso di bimbo,
aurora di nuova vita.
Così
salito all’apice del mondo
ho gridato al vento:” vi amo”
il vento ha rapito il grido e portato lontano.

Silenzio …
di un mondo senza uguali
meraviglioso, pieno di vita e grido
ma solo, sperso nel buio universo
come viandante senza meta
tra stelle senza tempo
voce ed eco.

Tu sei il mio eco
voglio prenderti per mano
lasciare che l’attimo ci avvolga
nell’attimo sussurrare:” Ti Amo “
basta che, non più solo
anche tu mi dica:” Ti Amo “.

Bruno Gasparri
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Ciao


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