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Incantevole
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 12 giugno @ 20:33:36 CEST (423 letture)
Un pensiero al giorno








Incantevole

Incantevole il sole senza nuvole,
la notte quieta senza buio,
la terra serena senza guerra.
Incantevole la vita d'amore,
la pace universale
la libertà di ogni bimbo nel mondo.
Incantevole un bacio che spegne le lacrime,
un sorriso, un abbraccio che porta la felicità,
la gioia, la speranza che ce la faremo!
Incantevole io che scrivo,
tu che leggi o ascolti
e l'altro che comprende.



Masa Mbatha Opasha

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La gobba del cammello
Postato da Grazia01 il Martedì, 11 giugno @ 19:56:35 CEST (499 letture)
Racconti IV






La gobba del cammello

Narrerò ora, nel secondo racconto, come spuntò la gobba al Cammello. All'inizio del mondo, quando tutto era ancora nuovo, e gli Animali avevano appena incominciato a lavorare per l'Uomo, viveva, in mezzo al Deserto Ululante, un Cammello, che era proprio un gran fannullone, tanto che mangiava rametti e pruni, tamarischi e altre erbe, che poteva trovare nel deserto senza scomodarsi troppo; e quando Qualcuno gli rivolgeva la parola, rispondeva: "Bah!" solo: "Bah!" e nient'altro. Perciò, un lunedì mattina, il Cavallo andò da lui, con la sella sulla schiena e il morso in bocca, e disse: "Cammello, ehi, Cammello, vieni fuori a trottare come tutti noi." "Bah!" fece il Cammello; e il Cavallo se ne andò e lo riferì all'Uomo." Poi andò da lui il Cane, con un pezzo di legno in bocca; e disse: "Cammello, ehi, Cammello, vieni a stanare la selvaggina come tutti noi." "Bah!" fece il Cammello; e il Cane se ne andò e lo riferì all'Uomo. Poi andò da lui il Bue, con il giogo sul collo, e disse: "Cammello, ehi, Cammello, vieni ad arare come tutti noi." "Bah!" fece il Cammello, e il Bue se ne andò e lo riferì all'Uomo.Sul finire del giorno l'Uomo chiamò a raccolta il Cavallo, il Cane e il Bue e tenne loro questo discorsetto: "O miei Tre, sono molto spiacente per voi (con il mondo ancora tutto nuovo); quel Fannullone nel deserto non vuol proprio lavorare, mentre ormai dovrebbe già essere qui come voi; per cui sono costretto lasciarlo solo, e voi dovrete lavorare il doppio per supplirlo." Ciò irritò molto i Tre (con il mondo ancora tutto nuovo); ed essi si riunirono al confine del Deserto a congiurare; e venne anche il Cammello, più indolente che mai, ruminando erba, e rise loro in faccia. Poi fece: "Bah!" e se ne andò. Allora arrivò il Genio che ha in custodia Tutti i Deserti, avvolto in una nube di polvere (i Geni viaggiano sempre in questo modo, perché è Magia), e si fermò a parlare coi Tre. "Genio di Tutti i Deserti," disse il Cavallo, "è giusto che qualcuno se ne stia in ozio con il mondo tutto nuovo?" "No di certo," rispose il Genio. "Ebbene," soggiunse il Cavallo, "c'è un animale in mezzo al tuo Deserto Ululante, con lungo collo e lunghe gambe che non ha fatto ancora niente da lunedì mattina. Non vuole trottare." "Ohibò!" esclamò il Genio; "per tutto l'oro dell'Arabia, ma questo è il mio Cammello! e che scusa trova?" Dice: «Bah!» disse il Cane; - e non vuole andare a stanare la selvaggina. "Dice qualcos'altro?" "Solo: «Bah!» e non vuole arare, - disse il Bue. "Benissimo," fece il Genio; "se avete la pazienza di aspettare un minuto lo farò sgobbare io." Il Genio si avvolse nel suo mantello di polvere, andò nel deserto, e trovò il Cammello più indolente che mai, che rimirava la sua immagine riflessa in una pozza d'acqua. "Mio lungo e indolente amico," disse il Genio, "ho sentito sul tuo conto cose che ti fanno poco onore. È vero che non vuoi lavorare?" "Bah!" rispose il Cammello. Il Genio si sedette, col mento fra le mani, e si accinse ad escogitare qualche grande incantesimo, mentre il Cammello continuava a rimirare la sua immagine riflessa nell'acqua. "Tu hai costretto i Tre a lavorare il doppio da lunedì mattina, e tutto per colpa della tua insopportabile pigrizia" disse il Genio, e continuò a pensare incantesimi col mento fra le mani." "Bah!" fece il Cammello. "Non lo ripeterei più se fossi in te," disse il Genio; "potresti dirlo una volta di troppo. Fannullone, voglio che tu lavori." E il Cammello ripeté ancora: "Bah!" ma non aveva ancora finito di dirlo, che vide il suo dorso, del quale era così orgoglioso, gonfiarsi e gonfiarsi finché si formò su di esso una grande, immensa, traballante gobbah. "Vedi cosa ti è successo?" disse il Genio; "questa gobba te la sei voluta proprio tu, con la tua pigrizia. Oggi è giovedì, e tu non hai fatto ancora nulla, mentre il lavoro ha avuto inizio lunedì. Ora devi andare a lavorare." "Come è possibile," protestò il Cammello, "con questa gobbah sulla schiena?" "Anzi, è fatta apposta," replicò il Genio, "perché hai perso quei tre giorni. Ora potrai lavorare per tre giorni senza mangiare, perché puoi vivere a spese della tua gobbah; e non ti venga in mente di dire che non ho fatto niente per te. Esci dal deserto, vai a raggiungere i Tre, e comportati bene. E sgobba!" E il Cammello andò a raggiungere i Tre, e sgobbò, nonostante la gobba. E da quel giorno in poi il Cammello ebbe sempre la gobbah (noi, ora, la chiamiamo gobba per non offenderlo); ma non è ancora riuscito a recuperare i tre giorni che ha perso all'inizio del mondo, e non ha ancora imparato a comportarsi come si deve.

Rudyard Kipling
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Whedon, direttore di giornale
Postato da Grazia01 il Lunedì, 10 giugno @ 18:42:19 CEST (581 letture)
Antologia di Spoon River




Whedon, direttore di giornale

Essere in grado di vedere ogni lato di ogni questione;
essere in ogni settore, essere tutto, essere nulla che duri;
pervertire la verità, abbracciarla per uno scopo,
sfruttare i grandi sentimenti e le passioni della famiglia umana
per bassi disegni, per scaltre finalità,
portare una maschera come gli attori greci -
il vostro giornale di otto pagine - dietro cui vi rannicchiate,
urlando nel megafono dai caratteri cubitali:
«Sono io, il gigante».
In tal modo anche vivendo l'esistenza di un ladro,
avvelenato dalle parole anonime
della vostra anima clandestina.
Gettare lordura sullo scandalo, per denaro,
ed esumarlo ai quattro venti, per vendetta,
o vendere giornali,
calpestando reputazioni, o corpi, se necessario,
per vincere ad ogni costo, salva la vostra vita.
Gloriarsi in un potere demoniaco, minando la civiltà,
come un ragazzo paranoico mette un ceppo sulle rotaie
e deraglia il direttissimo.
Essere un direttore, come io ero.
Poi giacere qui vicino al fiume oltre il punto
dove la fogna scorre dal villaggio,
e le scatole vuote e l'immondizia vengono gettate,
e gli aborti nascosti.

Edgar Lee Masters

Antologia di Spoon River

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Poesie di Wislawa Szymborska
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 giugno @ 19:58:17 CEST (770 letture)
Poesie di Wislawa Szymborska



Poesie di

Wislawa Szymborska



Tutto


Tutto
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta fra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera.




Lode della cattiva considerazione di se

La poiana non ha nulla da rimproverarsi.
Gli scrupoli sono estranei alla pantera nera.
I piranha non dubitano della bontà delle proprie azioni.
Il serpente a sonagli si accetta senza riserve.
Uno sciacallo autocritico non esiste.
La locusta, l'alligatore, la trichina e il tafano vivono come vivono e ne sono contenti.
Non c'è nulla di più animale della coscienza pulita, sul terzo pianeta del sole.





Le tre parole più strane

Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.

Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.

Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.

Leggi Tutto... | 10722 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Lei è la donna migliore
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 giugno @ 08:39:14 CEST (568 letture)
Un pensiero al giorno








Lei è la donna migliore che potessi mai avere e l'ho persa. L'ho persa per colpa mia. Ogni volta che mi chiedeva più attenzioni, ogni volta che mi si avvicinava di più, io la tenevo a distanza anche solamente con una parola perchè ho sempre pensato che non mi avrebbe mai lasciato. Lo vedevo che mi amava non aveva paura di esprimere ciò che sentiva.. un giorno le è bastato un istante una frazione di secondo, per dire stop e tutto è cambiato. E io mi sono reso conto in un istante dell'importanza di ciò che ho gettato via..

Fabio Volo

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Ogni cosa
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 giugno @ 21:06:38 CEST (525 letture)
Poesie di Wislawa Szymborska




Ogni cosa

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l'ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un'ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c'era un bosco.
Per fortuna non c'erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave,
un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull'acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall'attimo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c'è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.


Wislava Szymborska
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Attesa
Postato da triskell il Venerdì, 07 giugno @ 21:20:41 CEST (643 letture)
Le poesie e i racconti di *Triskell* IV E' notte e attendo

il tuo dolce invito, sirena dell'aria,

a navigare tra i soffi della tua anima.




Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


EROS IMPERAT
Postato da triskell il Venerdì, 07 giugno @ 19:40:53 CEST (613 letture)
Le poesie e i racconti di *Triskell* III
EROS IMPERAT


Per un tuo bacio

distruggerei la Vita tutta

e poi un altro ne vorrei



Leggi Tutto... | 290 bytes aggiuntivi | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Canto delle campane
Postato da Grazia01 il Giovedì, 06 giugno @ 20:35:43 CEST (422 letture)
Poesie d'autore II










Canto delle campane


Quando la sera si perde nelle fontane,
il mio paese è di colore smarrito.
Io sono lontano, ricordo le sue rane,
la luna, il triste tremolare dei grilli.
Suona Rosario, e si sfiata per i prati:
io sono morto al canto delle campane.
Straniero, al mio dolce volo per il piano,
non aver paura: io sono uno spirito d'amore,
che al suo paese torna di lontano.

Pier Paolo Pasolini


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No one
Postato da Grazia01 il Giovedì, 06 giugno @ 20:02:24 CEST (482 letture)
Le poesie di Letty - II










No one

Ti ho aspettato, come i bambini aspettano la domenica per far festa.
Ti ho aspettato con ansia, trepidazione, speranza, gioia, batticuore.
Ti ho aspettato sotto la pioggia, con il sole, con il grigio, in primavera,
estate, autunno e inverno.
Ti ho aspettato... e aspettato.
Seduta, in piedi, passeggiando, mangiandomi le unghie, sorridendo,
piangendo...
E' dura... alla fine decidere e soprattutto capire... di aspettare NESSUNO.

Letty

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Dagli angeli ai neuroni
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 giugno @ 12:17:25 CEST (552 letture)
Psicologia e salute III







“Ogni uomo è un artista quando sogna. Il sogno è più che un ripasso del passato. E' anche un modo per precorrere il futuro: ma non una profezia che compie un particolare destino, bensì un'esortazione a riconoscere e a esprimere la nostra creatività”

Leggi Tutto... | 9571 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


La ragazza d'acciaio
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 giugno @ 18:57:39 CEST (515 letture)
Poesie di Prevert





La ragazza d'acciaio


Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo
Non amavo nessuno eccetto colui che amavo
Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva
Ora tutto è cambiato è lui che ha cessato di amarmi
Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io?
Non lo so e poi cosa cambia?
Sono ora stesa sulla paglia umida dell'amore
Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata
Ragazza di latta ragazza arrugginita
O amore amore mio morto o vivo
Voglio che tu ricordi del passato
Amore che mi amavi da me ricambiato.

Jacques Prévert


Biografia
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PENSIERO ALATO
Postato da rosarossa il Lunedì, 03 giugno @ 11:42:15 CEST (494 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX










PENSIERO ALATO

E’ triste e angosciante invecchiare,
guardare il pensiero che vola
spiegando le ali e porta
lontana la vita che indietro
non può più tornare.
Triste e silenzioso lo sguardo segue il carico
sulle tue forti ali, ho! mio pensiero!
Sono ricordi, emozioni,
lenti vacillanti passi di un lungo cammino!
Qualche entusiasmo, illusioni, un barlume di luce,
speranze accese e presto spente.
Illusioni di una vita triste, sola e deludente.

Rosarossa

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La tua vita
Postato da Grazia01 il Venerdì, 31 maggio @ 19:22:48 CEST (706 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II










La tua vita



Dolce è quella vita

che da lontano sembra venire

mentre essa è già qui,

da sempre,

in mezzo a tante culle

dove sereno e fidente

succhiando il latte,

l'uomo di domani,

con occhi chiusi ascolta ,

mentre

i suoi pensieri volano incontro al Sole

senza sapere che questo Mondo

non sarebbe lo stesso senza la sua vita.

Ma la Luna lo guardò e mise

nella culla accanto

una piccola Stella di bianco vestita

…....ed il Mondo cambiò !!



r.chesini

Dedicato alle gentili Signore


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No, non m’inganno
Postato da Grazia01 il Venerdì, 31 maggio @ 12:16:10 CEST (557 letture)
Poesie  e opere di Goethe






No, non m’inganno

No, non m'inganno; nei suoi occhi neri leggo un serio interesse per la mia persona. Lo sento, e mi fido del mio cuore, sento che lei ... devo in queste parole esprimere tutta la mia paradisiaca felicità? Sento che lei mi ama! Mi ama ... Come sono divenuto caro a me stesso! Con te posso esprimermi perché mi puoi capire; quanto mi adoro, da quando lei mi ama! E’ presunzione questa? O è invece la coscienza dei veraci sentimenti che ci legano? Non conosco l'uomo del quale temere l'influenza sull' animo di Carlotta. Eppure quando parla del suo fidanzato, con tanta simpatia e con tanto affetto, mi sento come un uomo che ha perduto i suoi onori e le sue dignità, a cui si tolga la spada. Un brivido mi corre nelle vene, quando per caso le mie mani sfiorano le sue, quando sotto la tavola i nostri piedi si toccano. Mi ritraggo come dal fuoco, mentre una forza misteriosa mi spinge di nuovo avanti; e una vertigine prende tutti i miei sensi. Ma la sua innocenza, la sua anima pura le impediscono di comprendere come queste piccole familiarità mi turbino. Se, mentre parliamo, la sua mano si posa sulla mia, se nella foga della conversazione mi si avvicina, tanto, che il suo alito sfiora le mie labbra, mi sento sprofondare, come colpito da un fulmine.

Da I dolori del giovane Werther
Johann Wolfgang Goethe
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In fondo ai tuoi occhi
Postato da Grazia01 il Giovedì, 30 maggio @ 21:48:50 CEST (807 letture)
Poesie di Saffo






In fondo ai tuoi occhi...


Cosa c'è
in fondo ai tuoi occhi
dietro il cristallino
oltre l'apparenza?
Dove il tempo
d'improvviso
si ferma
e
la mia anima
sulle tue labbra
resta
sospesa
?

Saffo

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LA RIVOLTA DEGLI ANIMALI di Bartolomeo Di Monaco
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 29 maggio @ 12:10:49 CEST (527 letture)
Racconti IV







Sorgeva nella pianura lucchese, appena fuori delle mura della città, un bellissimo e grande castello.
Come si usava allora, appena si era varcato il ponte levatoio, prima di arrivare al palazzo vero e proprio, si incontravano altre costruzioni, quasi sempre di difesa e destinate ai soldati, ma anche casupole riservate ai contadini al servizio del signore.
Costoro allevavano animali soprattutto da cortile in gran quantità, anche se quasi tutti i giorni dal contado salivano altri servi a donare bestie, cacciagione e grano.
Maiali, oche, galline, conigli, fagiani, tacchini erano le vittime più ricercate.
Trascorrevano la loro giornata nell'ansia che fosse l'ultima della loro vita!
Quando il bifolco si avvicinava tremavano di spavento. C'era chi fuggiva, sperando di salvarsi, e c'era chi, invece, riusciva a nascondersi dentro la stalla tra le zampe del bue, e se ne restava lì immobile, illudendosi di farla franca.
Ma a qualcuno purtroppo ogni giorno toccava di morire.
A volte venivano a cacciarli anche in due o tre. E allora non c'era proprio speranza di cavarsela.
Così un giorno, mentre tutti insieme se ne stavano nel cortile a godersi il sole, alla gallina venne un'idea.
"Perché non scappiamo?"
"Ma che dici!" si risentì subito l'oca, alla quale faceva paura anche solo il pensiero di sobbarcarsi la fatica di una difficile fuga.
Il coniglio cominciò a battere i denti.
"Ma che idea è mai questa! Siete impazziti tutti quanti?"
Furono invece d'accordo e lo proclamarono ad alta voce i gruppi dei fagiani, dei tacchini e delle anatre.
Il maiale si trovava più lontano. Non aveva sentito niente.
La gallina lo chiamò.
Il maiale si limitò a voltare pigramente solo la testa verso di lei, seduto com'era tra i suoi porcellini.
Allora la gallina lo scosse con un urlo.
Gli gridò che non era tempo di poltrire, e che trascinasse fino a lei e agli altri compagni quella ingombrante massa di lardo.
"Proprio a te" gli disse, sventolandogli le ali sul viso quando gli fu davanti "dovrebbero interessare questi nostri discorsi, che sei il più ricercato alla tavola del padrone. Non vedi che sei bell'e pronto per il fuoco della sua cucina?"
"Non mi merito affatto i tuoi rimproveri" la redarguì molto sorpreso il maiale, che già si era disteso, però, e sbadigliava.
Leggi Tutto... | 14659 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Gli uomini sono fatti per intendersi
Postato da Grazia01 il Martedì, 28 maggio @ 19:00:39 CEST (538 letture)
Poesie sulla vita III










Gli uomini sono fatti per intendersi


Gli uomini sono fatti per intendersi
per comprendersi amarsi
hanno figli che saranno padri d'uomini
hanno figli senza casa senza patria
che reinventeranno le case
che reinventeranno gli uomini
e la natura e la patria
quella di tutti gli uomini
quella di tutti i tempi.

Paul Eluard

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La cosa splendida...
Postato da Grazia01 il Martedì, 28 maggio @ 11:44:25 CEST (573 letture)
Un pensiero al giorno




La cosa splendida del parlare con gli occhi
è che non ci sono mai errori grammaticali.
Gli sguardi sono frasi perfette.

A. Sorge



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La montagna nelle poesie
Postato da Grazia01 il Lunedì, 27 maggio @ 20:06:37 CEST (3412 letture)
Poesie tematiche III





Abbiamo pubblicato molte poesie sul mare, sul suo fascino, i suoi colori, le atmosfere, gli odori.
E' meraviglioso il mare, lo adoro e lo guarderei per ore...
ma per una volta voglio proporre delle poesie e dei pensieri sulla








Un paese di pianura per quanto sia bello, non lo fu mai ai miei occhi.
Ho bisogno di torrenti, di rocce, di pini selvatici, di boschi neri, di montagne,
di cammini dirupati ardui da salire e da discendere, di precipizi d'intorno
che mi infondano molta paura.

Jean-Jacques Rosseau




Temperato d'estate; ricca la vegetazione digradante per varietà di colori dal fosco rossastro dei faggi, che coprono fitti la parte superiore del monte, e dal verde intenso dei castagni e dal cupo degli abeti e dei cerri sottostanti, al cinereo degli olivi e al verde chiaro dei vigneti sparsi lungo il pendio fino al piano.... All'ombra degli antichi castagni, per i luoghi più solitari, nella pace dei meriggi estivi, sulle praterie ondulate sparse di muschio, ove luccicano serpeggiando vene chiarissime, fra le grandi scogliere, sparse di licheni, pare aliti ancora un'aura di leggende.

Giacomo Barzellotti





L'aria vi è purissima; il clima aspro d'inverno, piacevolmente
Vieni, crudel, vieni e vedi la pressura
dei tuoi gentili, e cura lor magagne,
e vedrai Santafior com'è sicura.

Dante Alighieri, Purgatorio, canto VI




IL CUORE LIMPIDO DELLA MONTAGNA

L'uomo della pianura quassù
cerca il tempo passato
e la sua identità.
La purezza è rimasta intatta
nelle pieghe remote
del volto della montagna.
Il cuore della montagna aveva un battito profondo
come il cuore del montanaro
battevano in accordo,
come ali di farfalla.
L'alba richiama zampilli d'acqua,
dai ruscelli
nascosti nell'intrigo dei pini
rovescia zaffate di luce
sulle vecchie lose
cementate dalle lente stagioni.
La luce del giorno
scopre un muro,
una porta cigolante.
Da quella porta
un tempo correva lo sguardo
sull'arco immenso che la valle
aprendosi al cielo
lasciava scoprire.
Oltre il manto dei boschi
volavano, nubi, farfalle,
fagiani di monte.
Dietro quella porta
si intravvede controluce
un tavolino massiccio di noce
con il cesto del pane raffermo,
pane scuro di segala.
Una ciotola vuota,
latte raggrumato,
mezza candela spenta

E. Dulevant
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Il peso di Liz Moore
Postato da Grazia01 il Lunedì, 27 maggio @ 13:59:45 CEST (499 letture)
Recensioni II



Il peso è addosso ad Arthur Opp, ex insegnante che l'11 settembre 2001 ha deciso di chiudersi in casa e di non uscire più. Pesa ducecentoventi chili e tutto quello di cui ha bisogno lo ordina su internet. L'unico rapporto che Arthur ha con l'esterno è uno scambio epistolare con una sua ex allieva, Charlene. Una ragazza disadattata e fragile come lui che un giorno gli confessa di avere un figlio. Si chiama Kel, gli scrive. Per quale motivo adesso Charlene gli ha confidato di questo figlio? Perché ha bisogno di lui e vuole vederlo? Nessuno da anni entra in casa sua ed è costretto a chiamare una ditta per ripulirla e metterla in ordine, da renderla presentabile, almeno la casa… La ditta gli manda una ragazza, Jolanda, con la quale Arthur inizia lentamente a prendere confidenza, fino a diventare amici. Pure lei è una disadattata. Anche Kel non è messo benissimo. Nonostante lui e Arthur Opp appartengano a mondi e generazioni diverse, sono accomunati dall'affetto per Charlene, diventata alcolizzata, e soffrono lottando insieme per tentare di riscattarla alla vita. Alcune opere ci ricordano che la vita non è quasi mai uguale alle visioni da Mulino Bianco. Un romanzo toccante, delicato e sincero. Liz Moore è riuscita a trattare argomenti sensibili senza strappare via nulla, regalandoci un romanzo dolce, ma capace di toccare profondamente il lettore. Struggente e doloroso, ma anche ricco di speranza e di un amore che valica i legami di sangue e di comune amicizia. A me è piaciuto e difficilmente dimenticherò questi personaggi così veri, delineati magnificamente dall'autrice. Liz Moore è una scrittrice e una musicista, questo è il suo secondo libro, quello che le ha dato il meritato successo.

Grazia


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Un saluto
Postato da Grazia01 il Venerdì, 24 maggio @ 18:43:05 CEST (461 letture)
Messaggi II





Sono i montagna, 1000 metri circa, ieri pomeriggio ho preso il sole e anche se andava e veniva, ieri sera, non ero prioprio scottata ma ero rossa come un'aragosta eppure stamattina...sorpresa, ho aperto la finestra e...nevicava, non un piccolo nevischio, cadevano fiocchi grossi come in pieno inverno. Avevo rimesso i vasi dei fiori sul terrazzo e piantato nuove piantine nel pratino, erano completmente sommersi dalla coltre bianca. Che strano tempo quest'anno! Ora c'è il sole e la neve almeno qui è scomparsa: a Milano dicono" Quando il sole si volta indietro (indrè) domani abbiamo l'acqua ai piedi (pè)" Spero che non nevichi ancora, anche perchè, dato la stagione, abbiamo cambiato le gomme, e non abbiamo montato quelle da neve.
Anche la connessione è un po' disturbata, per il momento vi saluto e vi auguro un buon fine settimna.

Grazia

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Nati il 21 maggio - Robert Creeley
Postato da Grazia01 il Martedì, 21 maggio @ 19:26:46 CEST (496 letture)
Ricerche d'autore




Il 21 maggio 1926 nacque Robert Creeley, poeta statunitense († 2005)





IL POSTO


... Verticale di falco -
oppure adattamento della mente
alla vista - memoria?
Aria inalleviata - invissuta?
Ricominciato, ri-
comincia il gioco
di nuvola, l'erta
d'inaspettato picco,
il posto a posto -
ancora com'è stato.
Torna indietro un giorno,
prendi ogni cosa, prendi tempo
e ripassa tutto
ancora, vertiginoso
sentiero, ridicolo, incerto
uccello, indistinta, lanuginosa
nebbia - o pietra che
sembra esser sospesa in
impercettibile sostanza
là, o qui,
nel pensiero? Pensare così
è già questo un posto
impensato, che poi
diventa il mondo.


Robert Creeley
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Nati il 21 maggio - Libero de Libero
Postato da Grazia01 il Martedì, 21 maggio @ 18:53:03 CEST (580 letture)
Ricerche d'autore




Il 21 maggio 1903 nacque Libero de Libero,
poeta e critico d'arte italiano († 1981)



Non importa essere grandi poeti, ma poeta che deve raccontare le proprie radici; la vita della sua gente




Solstizio

È un veliero la mia vita
dall’infanzia segnata sulla mano,
e l’ancora è dentro la terra.
Perciò nel mio sonno
alberi fanno verde cielo
e sono oscuri i semi
dell’estate mia.
Se m’è fatica svegliarmi,
quale gallo mi rinnegherà?
Fossi nato da una pianta
a fianco avrei il genitore.

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Nati il 21 maggio - Sebastiano Satta,
Postato da Grazia01 il Martedì, 21 maggio @ 18:47:30 CEST (506 letture)
Ricerche d'autore




21 maggio 1867 nacque Sebastiano Satta,
poeta, scrittore e avvocato italiano († 1914)



Sardegna

Dolce, o capanna, quando agli uragani
la selva si querela e si dispoglia,
riparar nel tuo nido, sulla spoglia
d'un montone, e parlar di caccia e cani.
Ma più dolce, se ridano i lontani
fuochi dai poggi, e palpiti ogni foglia,
alla sera indugiar sulla tua soglia
erbosa, tra il brusio largo dei piani.
Sulla giogaia pendono ghirlande
di stelle: van le greggi per profonde
serenità, fra luccicar di fonti.
Poi nell'ombra un nitrito! Ché già grande
tra mormorii di rivoli e di fronde,
s'alza la luna a benedire i monti.


Sebastiano Satta



Il poledro


Maraviglia a vederlo! la cervice
stellante tra la nitida criniera
erse il poledro, schiusa la narice
ai soffi ardenti della primavera.
Nessun dei giovinetti, audace schiera
di ardimenti e di prove sfidatrice,
osava premer quella groppa nera
come il tormento e correr la pendice.
Gloria a chi primo lo cavalca! - disse
il vecchio: ai giovinetti tremò il cuore:
allor nella criniera gli confisse
egli l'artiglio e, saldo in groppa come
un drago, sparì via col corridore
dritto il bel capo tra le grigie chiome.





Sebastiano Satta

Il poeta nacque a Nuoro il 21 maggio 1867 dall'avvocato Antonio Satta e da Raimonda Gungui. A soli cinque anni perdette il padre e la madre dovette quindi provvedere con sacrificio (sola/ e triste come l'aquila selvaggia/che nutre i figli sulla rupe) ad allevare il piccolo Sebastiano e il fratello di lui, Giuseppino, divenuto poi alto funzionario al Ministero della Giustizia. Consegue la laurea in legge a Sassari nel 1894, lavorando fin dal 1890 come giornalista presso il quotidiano L'Isola. Nel 1908 si ammala, lascia l'attività forense a causa della paralisi; privo della possibilità di parlare ma intellettualmente ancora perfettamente capace, dedica il resto della sua vita a scrivere poesie. Non è un personaggio che ha avuto molta fama a livello nazionale ma in Sardegna ha una sua importanza; soprattutto i nuoresi lo ricordano per la sua capacità di stare vicino alle persone più umili cogliendo problemi, vizi e virtù del popolo barbaricino di quel periodo. Durante il servizio militare a Bologna ebbe modo di avvicinarsi alla poesia di Carducci della quale fu molto influenzato. Satta ha raccontato la vita sarda e quella nuorese con occhi critici; infatti era avvocato, giornalista, cultore della lingua e cultura sarda e autore di poesie, fra le quali resta molto cara ai nuoresi Su battizzu (il battesimo in lingua sarda) eseguita in canto dal Coro di Nuoro. Nel comune di Nuoro, dove morì nel 1914, è presente una piazza monumentale intitolata a Sebastiano Satta. La piazza venne costruita nel 1967 dallo scultore Costantino Nivola.
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Mário de Sá-Carneiro nacque il 19 maggio 1890
Postato da Grazia01 il Domenica, 19 maggio @ 20:01:19 CEST (492 letture)
Ricerche d'autore









RELITTO

Ah, che mi mettano sotto le coperte
e che non mi facciano nient'altro...
Che la porta della mia stanza resti sempre chiusa,
che né si apra per te se andrai là!

Lana rossa, letto soffice. Tutto ben tappato...
Nessun libro, nessun libro sul comodino...
solo fate che abbia accanto a me
dolci all'uovo e una bottiglia di Madeira.

No, non voglio altro; neppure dei giocattoli.
Per cosa? Anche se me li dessero non saprei giocare...
Che vogliono fare di me con questi turbamenti e paure?
Non sono fatto per le feste. Lasciatemi! Fatemi riposare!...

Sempre notte nella mia stanza. Le tende tirate,
e io rannicchiato a dormire, al calduccio - che amore!...
Sì: restare sempre a letto, senza muovermi, creare muffa -
almeno sarebbe il riposo assoluto...Storie! sarebbe la vita migliore.

Se mi fanno male i piedi e non so camminare dritto,
perché devo insistere ad andare nei salotti, da Lord?
Dai!, che la mia vita per una volta si accordi
con il mio corpo, e si rassegni a non avere grazia...

A che mi serve uscire, se mi costipo subito?
E chi posso aspettare, con la mia delicatezza?
Smetti di illuderti Mario! Un buon piumone, un fuoco -
e non pensare al resto. E' già abbastanza, con franchezza...

Lasciamo perdere. In nessun posto la mia ansia mi porterà.
Perché allora dovrei andare di qua e di là, in un'inutile corsa?
Abbiate pena di me, Accidenti! Portatemi all'infermeria!
Cioé: in una camera singola che mio padre pagherà.

Giusto. Una stanza d'ospedale, igienica, tutta bianca, moderna e tranquilla;
a Parigi, è preferibile, a causa della leggenda...
Da qui a vent'anni forse la mia letteratura si capirà;
e poi essere mezzo matto a Parigi va bene, ha un certo stile...

Quanto a te, amore mio, puoi venire il giovedì,
se vuoi essere gentile, domandare come sto.
Però nella mia stanza tu non entri, neanche con le migliori maniere:
niente da fare, mia cara. Il bambino dorme. Tutto il resto è finito.

Mário de Sá-Carneiro


Traduzione di Alessandro Ghignoli
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L'occhio del coniglio
Postato da Grazia01 il Domenica, 19 maggio @ 16:44:38 CEST (549 letture)
Recensioni II






L'ho letto tutto d'un fiato senza potermi fermare. la scrittura, apparentemente asciutta, rende visibili i contesti e in certe pagine ho sentito l'odore della salsedine. Due storie che s'intrecciano e si raggiungono, divise fra una Milano d'altri tempi e vacanze in barche a vela; con poche pennellate Bianca sa descrivere benissimo i personaggi. La protagonista è una donna speciale, con esperienze e capacità fuori dal comune, non apprezzata e amata abbastanza da un compagno eterno Peter Pan, con cui condivide gli anni e le esperienze migliori della sua vita, una vita piena, senza banalità. Un leggero velo d'ironia nasconde, senza peraltro riuscirci, una profonda sensibilità. Molto bello. Da non perdere.

qui la versione e book

L'occhio del coniglio


credo di avere scoperto una scrittrice di talento
Grazia
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La gelosia
Postato da Grazia01 il Sabato, 18 maggio @ 10:13:35 CEST (946 letture)
Psicologia e salute III


I cosiddetti femminicidi così in aumento in questo periodo, mi hanno indotto a inserire un articolo sulle teorie di Russel che trovo illuminanti, in modo particolare quando descrive le antiche società patriarcali. Forse gli uomini, alcuni uomini, non accettano di non poter più esercitare il proprio potere sulla loro donna?



La gelosia
Russell mostra una grande lucidità nel cogliere le nostre dinamiche emozionali. Sa benissimo quanto sfaccettato è l'animo umano e quindi non si ferma a rapide catalogazioni di sentimenti. Una particolare attenzione egli comunque dedica alla gelosia. E questo per almeno due ragioni. Innanzi tutto l'illustre filosofo conosce molto bene tale sentimento per ragioni personali. La sua relazione con lady Ottoline Morrell è stata caratterizzata da intense sessualità, intimità e dedizione vissute all'insegna della gelosia. In secondo luogo, la gelosia per lui rappresenta un terreno d'elezione per comprendere le origini della nostra morale sessuale. E soprattutto per capire il modo in cui di solito affrontiamo la questione del tradimento all'interno del rapporto di coppia. Russell è personalmente convinto che «l'infedeltà non deve ostacolare la felicità e di fatto non l'ostacola, se moglie e marito hanno tanto buon senso da non abbandonarsi a scene melodrammatiche di gelosia. Possiamo andare anche oltre e dire che le parti in causa dovrebbero saper indulgere a eventuali capricci passeggeri purché rimanga intatta la profondità del reciproco affetto»



Ma è altrettanto certo che la morale sessuale si trova all'origine di quella marcata rigidità con cui affrontiamo l'infedeltà del partner. Approfittiamo di queste convinzioni di Russell per entrare in merito al tema della gelosia: un argomento che ci fa comprendere quanto intessuta di affettività sia ogni espressione del nostro essere.



Lo sguardo geloso
È difficile immaginare quante persone sono segretamente tormentate dalla gelosia. Ma se volessimo fare una statistica della percentuale delle persone gelose ci scontreremmo con diverse difficoltà. Innanzi tutto, sotto la rubrica «gelosia» dovremmo porre una tale varietà di sue forme e manifestazioni che rischieremmo di perderci in un labirinto di distinzioni. Si può essere gelosi della propria intimità, degli oggetti posseduti, dell'amore di un partner, dell'affetto dei genitori, del passato della persona amata e così via. Secondariamente, molte volte la gelosia si intreccia con altri sentimenti, per esempio l'invidia, tanto da non essere più facilmente identificabile. E se interrogassimo i soggetti che vivono un sentimento di gelosia, difficilmente riceveremmo delle risposte chiare sul loro modo di vivere tale esperienza. Forse un primo approccio per comprendere la gelosia consiste nel notare una differenza molto intuitiva nello sguardo rivolto all'oggetto d'amore. L'innamorato «premuroso» cerca di cogliere nel volto della persona amata quei segnali che indicano i suoi desideri. Soppesa le sue espressioni corporee, cerca di penetrare nel fondo della sua anima attraverso i suoi occhi. E questo allo scopo di farle cosa grata con qualche regalo particolare che soddisfi anche la minima attesa. Il suo sguardo attento è positivo e costruttivo, non ha nulla di poliziesco o di inquisitorio.

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Buon fine settimana
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 maggio @ 21:57:23 CEST (427 letture)
Un pensiero al giorno







I sogni cedono il posto alle impressioni di un nuovo giorno
come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole.

Sigmund Freud





Buonanotte e felice fine settimana

Grazia

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Riflessioni sulla mente
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 maggio @ 08:45:48 CEST (533 letture)
Psicologia e salute III




Riflessioni sulla Mente

Alla domanda di come si può conoscere se stessi Goethe risponde:
"Mai con la meditazione ma con l'azione. Cerca di fare il tuo dovere e saprai subito che cosa vali".
(Goethe J.W. Massime e riflessioni, Theoria, 1985)



La stabilità
In principio era la stabilità. Nulla era in movimento, ciò che si muoveva era 'spinto'. Cadevano frane dai monti, rotolava neve dai pendii, scendeva pioggia dal cielo, la polvere volava nel vento, scivolava il ghiacciaio, sputava lava il vulcano e il mare batteva gli scogli. Ma le pietre, l'acqua, la polvere, la lava, il mare devono essere mosse per muoversi. Tutto può tornare calmo e tranquillo, stabile, fermo. Poi qualcosa cominciò a muoversi senza essere mossa. Tra tutte queste cose stabili, una struttura si dispose in maniera peculiare, o almeno così si può speculare. Una caratteristica rarissima. Tuttavia come una serie di numeri a caso può uscire se giocati per milioni d'anni, ecco che uscì. Uno stampo, un pezzo di un puzzle, una sagoma; e quando un complesso vicino ha forma adattabile, tenderà ad attaccarsi. Questo processo, mirabilmente descritto da Dawkins, potrebbe continuare, dando luogo a un impilaggio progressivo. E' così che si formano ad esempio i cristalli. Oppure le due catene potrebbero separarsi, e allora si avrebbero due replicanti, ciascuno dei quali può a sua volta fare altre copie. “Quello che importa è che di colpo nel mondo fece ingresso una nuova specie di stabilità” (R. Dawking, Il gene egoista, oscar Mondadori,1995, p. 9).



L'azione
Un gene preso da solo non serve a nulla. Deve trovarsi in ambienti idonei per avere un senso. L'unità della vita non è il gene ma un insieme di geni: la cellula. La sua autosufficienza è dimostrata dal fatto che la maggior parte degli organismi della Terra sono microorganismi unicellulari. Consideriamo ad esempio un batterio, l'E. Coli: il più studiato di tutti gli animali. Non possiede il pensiero eppure va a cercarsi il cibo. Con cosa? Con l'azione. Fra le tante imprese evolutive, gli antenati dell'E. Coli inventarono la ruota. Una serie di flagelli e due tipi di movimento, uno in modo 'disordinato' e l'altro invece in una sola direzione. Il primo è alla cieca, da tutte le parti, ma se incontra ad esempio una maggiore concentrazione di zucchero, allora passa al movimento continuo. Un comportamento esattamente analogo ma opposto è determinato dalla presenza di sostanze dannose. E' così che sopravvive, muovendosi (G. Cairns-Smith, Mente e Coscienza, G. Fioriti, 2000, Roma, p. 94). Certo il nostro cervello e noi stessi siamo enormi comunità di cellule, le cose sono più complesse. Oltre il 99,99% delle informazioni genetiche è racchiuso nel nucleo: la Biblioteca Principale della cellula. I mitocondri sono piccoli organuli che producono il combustibile: l'ATP. Essi contengono il resto delle informazioni sotto forma di piccoli “libricini”. Negli esseri umani, per esempio, l'informazione genetica (nucleare) è sotto forma di 46 enormi molecole del DNA, che forniscono un’enorme capacità informativa, scritta nel suo linguaggio di 4 simboli. Queste molecole del DNA costituiscono, insieme ad altro, i cromosomi. Tutte le cellule dell'organismo s’informano reciprocamente di quello che fanno, si ha una sorta di network di comunicazione.
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