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Poesie di Corrado Govoni
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 20 marzo @ 23:55:16 CET (1549 letture)
Poesie crepuscolari



Poesie di Corrado Govoni




(Tamara, Ferrara, 1884 - Lido dei Pini, Roma, 1965).
Poeta dai toni accesi e dall'ostentazione verbale, ma al tempo stesso di una tristezza disincarnata ed elusiva, percorse con originalità il complesso universo che si andava muovendo intorno alla "nuova poesia", sorta nella prima quindicina del XX secolo, attraversando Pascoli e D'Annunzio, ma soprattutto partecipando direttamente al movimento futurista (collaborò ai Quaderni di poesia diretti da F.T. Marinetti) e facendo tesoro delle esperienze simboliste e tardo-simboliste in chiave impressionistica e crepuscolare. Un'ampia antologia delle sue Poesie (1903-59) ha curato G. Ravegnani (1961).




Charlot


Con la tua bombetta all'idrogeno
piena d'uova di pasqua e canarini;
con la tua finanziera rattoppata
che ha nelle tasche i resti dell'aquilone
impiccato al lampione del sobborgo
per rumoroso vertebrato fazzoletto;
con la tua giannettina di rabdomante,
scettro di re in esilio,
bastone del vescovo pazzo,
vincastro del pastore;
con le tue scalcagnate scarpe
buone da far bollire nella pentola
nei giorni della carestia;
pagliaccio schiaffeggiato dai milioni:
girerai sempre l'ironico disco
della luna dei poveri
col tuo tacco di eterno vagabondo,
usignolo fischiato dal silenzio,
sull'ipocrita cuore del mondo.
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Il saluto ai poeti crepuscolari
Postato da Paolo il Lunedì, 18 marzo @ 19:17:58 CET (739 letture)
Poesie crepuscolari








Le loro statue equestri sono all’ingresso di Palazzo Reale ma, a Torino, per i Diòscuri – figli di Giove – intendevano anche Nino Oxilia e Sandro Camasio. I due amici scrissero insieme ‘Addio, giovinezza!’, dove uno studente delude la fidanzata sartina. Infatti si mette con una signora bene, che lo aveva notato quando lui aveva salvato un annegando. Peccato che non abbiano avuto il tempo di trovare la ragazza giusta, senza dovere salvare nessuno né deludere nessuna. Sandro se ne andrà nel 1913, ma Nino lo seguirà nel 1917: la grande falce prendeva forma di tisi o di guerra. Proprio prima di cadere al fronte, Nino scrisse questo ‘Saluto’ del quale riportiamo qui sotto uno stralcio. Buona lettura!

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NEVE DI MARZO
Postato da rosarossa il Lunedì, 18 marzo @ 18:53:06 CET (826 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII









NEVE DI MARZO

Che meraviglia!
E’ un piacere osservare la neve nel mese di marzo
pennellare di bianco i prati, le folte siepi e gli alberi in fiore.
Volteggiando nell’aria arriva graziosa leggera
ricamando la natura per abbellire il già vistoso abito
per l’imminente arrivo
alla signora regina primavera.


Rosarossa

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Nino Oxilia, non solo un poeta
Postato da Grazia01 il Domenica, 17 marzo @ 22:19:33 CET (1169 letture)
Poesie crepuscolari








Nino Oxilia


Giornalista per la Gazzetta di Torino, fu scrittore, poeta e sceneggiatore di cinema. Divenne celebre con la commedia Addio giovinezza! (1911; scritta con Sandro Camasio), che anche diresse nella prima delle 4 versioni cinematografiche. Erano sue pure le parole della canzone Giovinezza, che poi sarebbe stata usata come inno fascista. Morì nell'offensiva che seguì alla ritirata di Caporetto.




Targa sulla sua casa di Torino


NINO OXILIA
CANTÒ NELLA VITA E NELL'ARTE
LA GIOIA DIVINA DELLA GIOVINEZZA
E ALLA DIFESA DELLA PATRIA
L'OFFERSE
CON LA POESIA EROICA DEL SACRIFICIO
NATO IN QUESTA CASA IL 13 NOVEMBRE MDCCCLXXXIX
CADDE COMBATTENDO SUL MONTE TOMBA
IL 18 NOVEMBRE MCMXVII
TORINO
QUI NE RICORDA IL NOME E L'OPERA
DI POETA E SOLDATO

CATELLA


POESIE





Ò visto

Ò visto la folla per le vie,
la folla passare gaia.
Ma più gaia di tutti
era una bimba
che aveva trovato il modo
di comprarsi una bambola...
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Un amore in concerto
Postato da Paolo il Domenica, 17 marzo @ 20:15:17 CET (566 letture)
Ricerche d'autore







Salutiamo ancora una volta Linda Neill. Potrete ritrovarla su Facebook insieme ai suoi ‘Poets Without Fears – Poeti Senza Paure’ Sudafricani: nel nostro piccolo, però, ce la caviamo anche noi. Il Critico Senza Paura ci scrive gli Auguri Pasquali da Torino con biglietto di Piazza San Carlo: così lontana da Johannesburg, dove lui ha vissuto per tre anni e l’Autrice continua a vivere, e a scrivere. Qui sotto vi proponiamo una sua ulteriore poesia.

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La poesia giapponese
Postato da Grazia01 il Sabato, 16 marzo @ 21:25:11 CET (693 letture)
Ricerche d'autore


Poesia giapponese






Protofemminista, pacifista, riformatrice sociale, poetessa. Questo fu Akiko Yosano, una delle voci più famose e controverse della poesia giapponese nella prima metà del Novecento. Figlia di un ricco mercante di Sakai, nella prefettura di Osaka, nacque nel 1878; iniziò a pubblicare i suoi tanka su Myōjō, rivista letteraria, di cui era editore il suo futuro marito Tekkan Yosano. Il suo poema “Kimi Shinitamou koto nakare” (Tu non morirai), fu musicato e divenne inno di protesta durante la guerra russo-giapponese. Akiko fondò poi una scuola per l’educazione femminile e divenne paladina dei diritti delle donne. Morì a 63 anni nel 1942.




Le sue poesie sono dei tanka, la forma più antica della poesia giapponese, anteriore agli haiku che vanno tanto di moda adesso. Il tanka consiste in cinque versi formati rispettivamente di 5, 7, 5, 7 e 7 sillabe; la terzina iniziale è chiamata kami-no-ku (frase superiore), il distico finale è detto shimo-no-ku (frase inferiore).





IL PIANTO DELLA GIOVINEZZA

La mia giovinezza
è presso a finire
simile a una pianura docile
che, subita, spiombi
nel mare




Amore o sangue?
tutta la primavera
è in questa peonia che mi ossessiona,
scende la notte, sono sola,
sola senza una poesia.





Dopo il bagno
mi guardo nello specchio,
e, osservando il mio corpo,
sento che ancora rimane qualcosa
di ieri: un certo sorriso...





Per punire
gli uomini dei loro peccati infiniti
Dio mi ha dato
questa pelle chiara
questi lunghi capelli neri.





Che essere umano
potrebbe punirmi?
Non è il candore del mio braccio,
che accolse la sua testa,
degno di un dio?





Mezzo vestita
di una seta leggera
dal colore rosso pallido...
non pensare male: di' loro
che si sta godendo la luna...





Colombe
dal tetto della pagoda
i petali dei ciliegi cadono
nel vento di primavera –
scriverò la mia canzone sulle loro ali.





Via Lattea:
a letto, con lui,
apro la tenda
e guardo come, all’alba,
si separano due stelle.

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Una foto rara
Postato da Grazia01 il Venerdì, 15 marzo @ 21:57:37 CET (685 letture)
Messaggi II











Uno scatto raro del 1979 con gli ultimi tre Papi:
Francesco, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II

Papa Francesco ha gli occhi buoni, mi piace molto.

Grazia
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La fotografia
Postato da Grazia01 il Venerdì, 15 marzo @ 21:49:45 CET (566 letture)
Un pensiero al giorno





Quando guardi una fotografia non vedi solo uno scatto, ma la capacità che ha l’uomo di riuscire a fermare il tempo, con una semplice creazione, la fotografia ferma i secondi, ferma il momento, cattura le emozioni, perché la nostra esistenza è una lunga pellicola, e possiamo fermarla quando vogliamo per riguardare le scene migliori.

Ejay Ivan Lac

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Ogni giorno nasce un poeta
Postato da Grazia01 il Giovedì, 14 marzo @ 22:08:41 CET (570 letture)
Ricerche d'autore








Ogni giorno nasce un poeta, anche il 14 marzo nacquero dei poeti

eccone alcuni


il 14 marzo 1823 nacque il francese




Théodore de Banville


....Ma che sia
un eroe sublime o grottesco,
O Musa che dia la caccia agli avvoltoi
O s'abbassi a far qualche esercizio
sulla corda funambolesca,

Tribuno,profeta o pagliaccio,
sempre sfugge con sdegno
le vie che la folla frequenta;
Lui cammina sulle fiere sommità
O sulla corda ignobile: però
Ben al di sopra dei volti della folla....

(....)

Più lontano!Più in alto! Vedo ancora
Speculatori con occhialini d'oro
E critici, e belle signorine,
e realisti in fiamme.
Più in alto! Più lontano! Aria! Azzurro!
Un paio d'ali! Un paio d'ali! D'ali!

Alfine, dal suo abietto palcoscenico,
Il clown saltò su in alto...
Sfondò perfino il soffitto di tela
Al rullar del tamburo, al suon del corno
E - il cuore divorato dall'amore -
andò a fare capriole fra le stelle.


Théodore de Banville (1856)
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Buon compleanno Moira
Postato da Grazia01 il Giovedì, 14 marzo @ 20:43:43 CET (729 letture)
Messaggi II









Tanti affettuosi auguri di
Buon compleanno a





cento di questo giorni
alla tua età, è un augurio che si può ancora fare tranquillamente

hai scritto

Quando meno te l’aspetti,
tutto può succedere,
come per magia,
tutto si trasforma…

e poi

Quando sei triste
pensa a ciò che
ti piace fare
e regalati
un sorriso



usando le tue stesse parole
ti auguro una vita piena di soddisfazioni e di sorrisi


Grazia

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Un cane per amico
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 13 marzo @ 18:46:53 CET (506 letture)
Un pensiero al giorno







CANE

"Arrivi a casa. Il cane si precipita contro. "Dove sei stata? Sei stata via così tanto. Mi sei mancata, mancata, mancata. Ti amo, ti amo, ti amo. Cosa c'è nella borsa? Qualcosa per me? Oh fammi leccare il tuo orecchio. Oh, fammi mordicchiare i tuoi guanti. Sei a casa!"
o "La porta si spalanca - e la sua faccia si illumina di gioia incredula. "Ma allora sei un cane sciocco. Non è forse vero che sei un cane sciocco? Ti ho detto che non sarei stata via tanto>>, dice, rivolgendosi a un contorcimento di dorso, un turbinio di zampe, uno sferzare di coda, un balzare, un dimenarsi, una lingua ciondolante. Il mondo è ritornato ad essere interessante".







Non sottovalutare la consolazione che un cane ti sa offrire:
non parla, ma con tocchi leggeri, testate, struscii,
ti dimostra il suo amore e cerca di distoglierti dal tuo dolore.

Pam Brown





Il genere umano è attratto dai cani perché sono così simili all'uomo; affezionati, confusi, facilmente delusi, avidi di divertimento, grati per ogni gentilezza e per la minima attenzione.

Pam Brown




assomiglia a Teo


In questo luogo
giacciono i resti di una creatura
che possedette la Bellezza ma non la Vanità
la Forza ma non l’Arroganza
il Coraggio ma non la Ferocia,
e tutte le Virtù dell’Uomo senza i suoi Vizi.
Quest’elogio, che non sarebbe che vuota Lusinga
sulle Ceneri di un Uomo,
è un omaggio affatto doveroso alla memoria di
Boatswain, un Cane,
che nacque in Terranova nel maggio del 1803
e morì a Newstead Abbey
il 18 novembre 1808.


Lord Byron


e questo a Willy

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come le stagioni...
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 marzo @ 22:47:01 CET (699 letture)
Poesie e prosa di Gibran II






Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la tua capacità di comprendere.
E se potessi mantenere il cuore sospeso in costante stupore ai quotidiani miracoli della vita,
il dolore non ti sembrerebbe meno meraviglioso della gioia; e accetteresti le stagioni del tuo cuore,
come hai sempre accettato le stagioni che passano sui tuoi campi.

Kahlil Gibran

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Fabio Aguzzi
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 marzo @ 21:04:01 CET (804 letture)
ARTE II


FABIO AGUZZI
La serenità della trasparenza



Autoritratto

Uno degli aspetti più misteriosi e affascinanti della creazione artistica è il rapporto tra l'opera e chi l'ha prodotta. Non è un rapporto di perfetta corrispondenza, come se il creatore avesse prodotto una copia di se stesso, o un suo riflesso in forma d'arte; non è di estraneità, considerato che l'autore è, rispetto alla sua opera, una sorta di matrice, un'origine. Esiste, insomma, tra i due termini, qualcosa che sembra una deviazione, o la rottura di un legame biunivoco.




Ecco allora che un uomo apparentemente tetro di carattere, o privo di umore, può rivelarsi nell’atto creativo un artista ricco d’ironia, dallo spirito straordinariamente lieve. All'opposto, non sono rari i casi di psicologie solari soltanto in superficie, ma che in realtà racchiudono abissi di malinconia e visioni tragiche.



Come si capisce da quanto racconta Max Brod di Kafka; che pare avesse un buon carattere e considerasse i suoi scritti degli esperimenti letterari assolutamente umoristici. Nel caso dei pittori quest’ambiguità del rapporto si fa sentire con assoluta immediatezza tutte le volte che li si conosce di persona, magari dopo aver ricevuto da una loro mostra un effetto forte e con poche incrinature. Mi è successo quando ho incontrato Fabio Aguzzi per la prima volta, conoscendone la poetica austera ed essenziale, basata su una tavolozza dai toni grigi, nebbiosi.

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Il destino
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 marzo @ 15:20:40 CET (593 letture)
Poesie tematiche III





in pensieri e poesie



Dicono che le coincidenze e le occasioni siano le forme che assume il destino per non farsi riconoscere, ma se davvero il nostro destino fosse già segnato, indipendentemente dalla nostra volontà, non dovremmo far altro che lasciare che la nostra vita scorra, seguendo il suo corso...e che ne sarebbe del libero arbitrio? Credere o no nel destino? Incide notevolmente all'inizio della nostra vita, secondo al contesto sociale e familiare in cui veniamo al mondo, e ai geni che ereditiamo. E poi? E' uno dei grandi interrogativi della vita a cui non c'è risposta.
Io lo vedo come un grande fiume, con tutte le sue correnti, le sue anse e i cambiamenti di percorso, le sue esondazioni e le sue secche. in cui noi siamo immersi, a monte c'è il passato, a valle c'è il futuro.




"In genere il destino si apposta dietro l'angolo, come un borsaiolo, una prostituta o un venditore di biglietti della lotteria, le sue incarnazioni più frequenti. Ma non fa mai visite a domicilio. Bisogna andare a cercarlo

Zafon





Chi non si ferma adesso, subito, non si ferma mai più. Quello che fai, lo farai sempre. Devi rompere una volta il destino. Devi uscire di strada, e lasciarti affondare nel tempo...

Cesare Pavese




Il destino è spesso una comoda giustificazione per illuderci che tutto quanto accade non dipende da noi, ma da una forza misteriosa capace di trasformare i sogni in realtà e le nostre azioni in un fallimento.



Romano Battaglia

Destino. Misteriosa entità che dovrebbe controllare tutte le sorti umane e che viene invocata soprattutto da chi sbaglia per scusare il proprio insuccesso e dai tiranni per giustificare i propri crimini.

Ambrose Bierce




Io ero un parto della natura lanciato verso l'ignoto,
forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla,
lasciare che si sviluppasse dal profondo, obbedire al mio destino
e far mia la sua volontà, questo era il mio compito.

Herman Hesse - Demian




La potenza del pensiero

La potenza del pensiero
muta il destino.
L’uomo semina un pensiero
e raccoglie un’azione;
semina un’azione
e raccoglie un’abitudine;
semina un’abitudine
e raccoglie un carattere;
semina un carattere
e raccoglie un destino.
L’uomo costruisce il suo avvenire
con il proprio pensare ed agire.
Egli può cambiarlo
perché ne è il vero padrone.


Swami Sivananda
(1887-1963)
uno dei più grandi maestri di Yoga del ventesimo secolo,
la figura che ha ispirato i Centri Sivananda Yoga Vedanta.
Leggi Tutto... | 4373 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Fra le braccia della luna...
Postato da Grazia01 il Sabato, 09 marzo @ 21:51:24 CET (535 letture)
Un pensiero al giorno












Questa sera son caduto fra le braccia della luna e non mi riesce più di ritornare giù ma non mi importa mica tanto qui si sta davvero bene ed ora ho voglia di cantare e di suonare. Ho soltanto una camicia, tanto vecchia quanto basta ma ne avanza per coprire le mie spalle e ho soltanto un tamburello per rubare il tempo al cuore e accompagnare queste mie rime stonate. Qui il colore non ha peso e ti perdi in mille strade fra i racconti di poeti e viaggiatori, qui la noia non ha casa ed ogni sera c'è una festa ed ogni volta c'è un motivo per brindare...

Ratti della Sabina



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8 marzo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 08 marzo @ 22:36:48 CET (764 letture)
Poesie tematiche III


Inno alle donne





Victor Hugo scriveva:
“Se Dio non avesse fatto la donna non avrebbe fatto il fiore”




Inno alle donne



ALLE DONNE
Che hanno tanto da dire,
e sono pronte a farlo;
Che non vogliono stare un passo indietro,
perchè non lo meritano;
Che lavorano fuori e dentro,
ma sono contente lo stesso ;
Che non si fermano mai,
e continuano a credere;
Che hanno talento,
e lo vogliono dimostrare ;

ALLE DONNE
Che vogliono fare politica;
Che sono forti e coraggiose;
Che guardano dritto negli occhi;
Che cercano, amano e credono ;
Che hanno sempre il sorriso;
Che hanno una occupazione precaria;
Che cercano un'idea per sognare;
Che vivono intensamente ogni momento;

ALLE DONNE
Che rivendicano i propri spazi;
Che sperano nelle avventure collettive;
Che non subiscono i compromessi ;
Che non sono tutte uguali;

ALLE DONNE
Che ridono, piangono e ascoltano;
Che credono ai figli;
Che vivono secondo il momento;
Che sono sole,
Che sanno accontentarsi,

ALLE DONNE
Che lottano, resistono e ogni tanto vincono;
Che sono pronte, decise e forti;
Che amano senza chiedere nulla in cambio .

A TUTTE LE DONNE
AMICHE, TENACI, COMBATTIVE, GIOIOSE,
COMPLICI E SOLIDALI



Daniela Accurso
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Anima di donna (8 Marzo)
Postato da Marhiel il Venerdì, 08 marzo @ 16:32:47 CET (717 letture)
Le poesie di Mariella Mulas II








Anima di donna

Cerca l'anima
quel punto efficace
che la isoli
dalle macchie
del divenire inerme.
E aggrappa sguardi
sulle sincerità
volte a riguardi
sempre solenni
per un franco sorriso
d'esistenza.
Non vorrà sentire martoriato
da scherni o da offese
il suo sorriso,
il suo voler apparire sfrontata,
o intimidita, dai languori.
Vivrà l'anima libera
nei sentimenti congeniali
al suo essere spontanea
d'emozione,
e nell'ardire a che la vita
le renda sempre e solo giustizia
nel suo voler avanzar fiera.


Marhiel
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Donna
Postato da Grazia01 il Venerdì, 08 marzo @ 16:22:55 CET (431 letture)
Un pensiero al giorno









Donna

Donne piccole come stelle
c'è qualcuno le vuole belle
donna solo per qualche giorno
poi ti trattano come un porno.
Donne piccole e violentate
molte quelle delle borgate
ma quegli uomini sono duri
quelli godono come muli.
Donna come l'acqua di mare
chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte
c'è chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori
quando è sola ti fanno fuori
donna cosa succederà
quando a casa non tornerà.
Donna fatti saltare addosso
in quella strada nessuno passa
donna fatti legare al palo
e le tue mani ti fanno male.
Donna che non sente dolore
quando il freddo gli arriva al cuore
quello ormai non ha più tempo
e se n'è andato soffiando il vento.
Donna come l'acqua di mare
chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte
c'è chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori
quando è sola ti fanno fuori
donna cosa succederà
quando a casa non tornerà

Mia Martini





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L'orizzonte
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 marzo @ 22:07:16 CET (527 letture)
Un pensiero al giorno








Sfuggire all'incertezza è un ingrediente fondamentale, o almeno il tacito presupposto, di qualsiasi immagine composita della felicità. È per questo che una felicità «autentica, adeguata e totale» sembra rimanere costantemente a una certa distanza da noi: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso.
Zygmunt Bauman

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E' nata !
Postato da Anonimo il Giovedì, 07 marzo @ 19:18:54 CET (515 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II









E' nata !



Il fiume nasce da poche gocce d'acqua

il giorno si colora poco a poco fino a

portarci infuocato in mezzo al cielo il Sole,

ma tu , Notte , hai perso una Stella

e non cercarla in cielo perchè è qui

in mezzo a noi

......la sentirai piangere,ma saranno lacrime di gioia

...... avrà fame, ma troverà cibo,giochi ed abbracci,

.......avrà sonno ma troverà dove dormire

ma ciò che avrà sempre saranno

quelle mani che l'avvolgeranno

e la condurranno laggiù dove l'orizzonte

si perde nell'infinito per raggiungere

una splendida felicità

accompagnata sempre dal loro amore.



r.chesini

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Nati il 7 marzo
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 marzo @ 14:07:41 CET (1093 letture)
Poesie e opere di Alessandro Manzoni




Il 7 marzo del 1785 nacque a Milano Alessandro Manzoni.
e il 7 marzo del 1869 nacque a Nantes il pittore Paul Émile Chabas,
ecco alcuni dipinti del pittore ad accompagnare i brani del grande Manzoni



Dio non turba la gioia dei suoi, se non per preparare una cosa più grande.



Non sempre ciò che vien dopo è progresso.



Ma noi uomini siam in generale fatti così:
ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani,
e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi;
sopportiamo, non rassegnati, ma stupidi,
il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile.

da "I promessi sposi"




E s'inoltrava in quell'età così critica,
nella quale par che entri nell'animo quasi una potenza misteriosa,
che solleva, adorna, rinvigorisce tutte l'inclinazioni, tutte l'idee,
e qualche volta le trasforma, o le rivolge a un corso impreveduto.

da "I promessi sposi"



L'uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo
che si trova su un letto scomodo più o meno,
e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello:
e si figura che ci si deve star benone.
Ma se gli riesce di cambiare, appena stà accomodato nel nuovo,
comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge,
lì un bernoccolo che lo preme: siamo insomma, a un di presso,
alla storia di prima.




L'Onda

Come scorrea la calda sabbia lieve
Per entro il cavo della mano in ozio
Il cor sentì che il giorno era più breve

E un'anzia repentina il cor massalse
5 Per l'apprezzar dell'umido equinozio
10 Che offusca l'oro delle spiagge salse

Alla sabbia del tempo urna la mano
Era clessidra il cor mio palpitante
l'ombra crescente dogni stelo vano
Quasi ombra d'ago in tacito quadrante.
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L'inganno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 06 marzo @ 11:25:18 CET (955 letture)
Recensioni II





La nostra vita collettiva, gli accadeva di pensare, è ridotta a un tale livello di barbarie da non avere uguali nel mondo. Il nostro è un paese dove i giudici vengono fatti saltare con la dinamite e si torturano i bambini sequestrati. Abbiamo avuto governi che hanno provocato il disastro economico, pur di assicurarsi la sopravvivenza, che hanno fatto dello Stato uno straccio e portato città e regioni al punto in cui la stessa idea di democrazia è diventata un inganno.
Crediamo di esserci abituati piano piano e che tutto questo non ci faccia più effetto. Non è vero, non è così, la barbarie l'abbiamo ricacciata giù, nel profondo di ognuno di noi, l'abbiamo metabolizzata trasformandola in ansia, in aggressività, in paure irragionevoli. o, nel mio caso, in risentimento. Dovrei forse sentirmi in colpa per questo? Scrollò la testa leonina e, insieme, tutti quei fastidiosi pensieri.
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Mariangela Gualtieri
Postato da Grazia01 il Martedì, 05 marzo @ 23:54:21 CET (638 letture)
Ricerche d'autore






Mariangela Gualtieri

Quando non si può attingere a una cassetta degli attrezzi, quando mancano una laurea in lettere (una laurea tout court), nozioni di metrica, conoscenza approfondita delle figure retoriche, leggere poesia diventa un vero e proprio esercizio di libertà. Si apre un libro, ci si riempie dello spazio bianco in cui galleggiano quelle poche parole scelte e disposte secondo un ordine ben preciso, ci si libera delle catene temporali che tradizionalmente inchiodano l’occhio alla pagina piena della prosa e si decide, più o meno scientemente, di affidarsi a un linguaggio e a un sentire che si nutrono proprio di questo incontro. Capita nella vita che ci si imbatta in qualcuno o in qualcosa che si riconosce immediatamente come familiare. A me è capitato con la poesia di Mariangela Gualtieri: nata in terra romagnola, dopo una laurea in architettura, decide di dedicarsi alla parola recitata, fondando con Cesare Ronconi nel 1983 il Teatro della Valdoca, e alla parola in versi. Io mi sono innamorata dei suoi versi d’amore. L’ho incontrata per caso, durante uno dei miei giri in rete.




Mio dolce

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci -
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore. nei libri.

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...dolore
Postato da Grazia01 il Domenica, 03 marzo @ 14:01:42 CET (1127 letture)
Letture varie III





In un racconto di Antonio Tabucchì contenuto ne Il tempo invecchia in fretta, uno scrittore racconta del suo dolore alla schiena, un dolore fisico che, lo scopriamo leggendo, gli deriva dalle posture da lui assunte nello scrivere, di quanto queste incidano sì sulla sua colonna vertebrale, ma probabilmente sulla sua (e sulla nostra) esistenza. Un «malato di letteratura», lo definisce il suo medico, di una condizione che, come le posizioni che lui assume per scrivere, si confonde nell'intrico ingarbugliato dell'atto del suo scrivere e di quello del suo vivere. Verità del dolore e finzione della letteratura si mischiano dunque, come la realtà e le parole scritte per raccontare, e provocano e narrano quella sofferenza che, in fondo, è uno dei temi "classici" della letteratura. La scrittura è, ci pare dire Tabucchi, uno dei pochi e inevitabili modi di mettere le mani nella fragilità della condizione umana, là dove, Leopardi ce l'ha ben insegnato, il dolore è una delle sue parti costitutive. Forse quella stessa spina dorsale che lo scrittore del racconto tabucchiano non riesce a governare. L'uomo contemporaneo non ama molto che gli si ricordi questa fragilità. Lanciato sulla superficie della realtà e abbacinato dalla spettacolarizzazione di ogni proprio ambito, anche privatissimo, preferisce pensare che la morte e il dolore non lo riguardino, o comunque, quando questo accade, che il fastidioso inghippo debba essere risolto da medici, da stregoni, specialisti o da chi per loro. Ma l'arte continua a mettere le mani dentro questa materia fastidiosa, a ricordarci, come succedeva non molto tempo fa, che nascita, sofferenza, morte ci appartengono direttamente, che le vicende spesso dolorose dell'esistere tracciano, (sono la spina dorsale?) significano le nostre vite...
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Cuore e batticuore
Postato da Anonimo il Domenica, 03 marzo @ 10:12:48 CET (1230 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II








Cuore e batticuore



L' orecchio appoggiato sul tuo petto

dove il silenzio è più forte

dei giardini abbandonati

sento in profondità un cuore che batte

due occhi chiusi abbassati

una lacrima che scende

la mia mano che cerca la tua

vicina al mio petto.

Tutto sembra fluire nell'infinito gioco

del non farsi scoprire innamorati

nella dilagante gioiosa voglia di vivere

mentre si disperdono i segreti dell'anima

ferita e sanguinante d'amore.

Solo il silenzio viene rotto dal suono

di una campana forse preludio

di un giorno di festa.



R. Chesini

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LA NOSTRA ERA
Postato da rosarossa il Domenica, 03 marzo @ 10:02:37 CET (1125 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII








LA NOSTRA ERA

Se anche le meteore piovono sul capo
senza che nessuno sappia niente, è perché
hanno imparato dai nostri governanti
che in quest’era tutto si può fare sulla terra.
senza paura, senza alcun permesso;
“ basta preservar le signorie”…
Si può distruggere anche il mondo
colpendo solo la povera gente.

Rosarossa

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Lacrime
Postato da Letty il Domenica, 03 marzo @ 10:00:49 CET (1069 letture)
Le poesie di Letty - II








Lacrime

Si raccolgono lacrime dai miei occhi
nei giorni impervi,
nel grigio furore di questi miei pensieri,
lungo quei confini che varco e che nessuno vede
in quei ricordi che vanno e vengono, solitari e spietati...
tu allunghi la mano e tenti di asciugarle
ma io faccio sempre un fatidico passo indietro
negandoti questo privilegio
quelle lacrime per me son troppo preziose
e non hanno ancora scelto in che mano andare.

Letty


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Marzo in poesa
Postato da Grazia01 il Sabato, 02 marzo @ 22:48:41 CET (1170 letture)
Poesie tematiche III

in poesia



Marzo è il mese da tutti chiamato pazzerello, proprio per i suoi cambiamenti... di umore.
E' scherzoso come un giovane esuberante: sembra volersi divertire alle nostre spalle.
Niente paura: c'è sentore di violette nell'aria: esse sono spuntate sulle prode dei fossi e il prato è costellato di margherite e di primule.




Proverbi e saggezza popolare

Per San Benedetto
la rondine sotto il tetto.
Per l'Annunziata è finita l'invernata.
Se Marzo non marzeggia,
Aprile non verdeggia.



Gelo marzolino rattrista il contadino.



Quando canta il merlo siamo fuori dall'inverno.



Marzo sbirro e banderuola prende il verno per la gola.



Marzo molle, gran per tre zolle.
Marzo asciutto gran da per tutto.




Fiorita di marzo
di Ada Negri

La fioritura vostra è troppo breve,
o rosei peschi, o gracili albicocchi
nudi sotto i bei petali di neve.
Troppo rapido il passo con cui tocchi
il suolo, e al tuo passar l'erba germoglia,
o Primavera, o gioia de' miei occhi.
Mentre io contemplo, ferma sulla soglia
dell'orto, il pio miracolo dei fiori
sbocciati sulle rame senza foglia,
essi, ne' loro tenui colori,
tremano già del vento alla carezza,
volan per l'aria densa di languori;
e se ne va così la tua bellezza,
come una nube, e come un sogno muori,
o fiorita di Marzo, o Giovinezza...
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Salvo
Postato da Grazia01 il Sabato, 02 marzo @ 14:32:31 CET (1403 letture)
ARTE II




Aveva esposto 14 dipinti, e non ne rimase invenduto nemmeno uno. Se a quella mostra, allestita alla fine del 1981 dal mercante Paul Maenz in Lindenstrasse 20 a Colonia, il pittore italiano Salvo avesse presentato altre sue opere, avrebbe indubbiamente venduto anche quelle. Salvo, uno degli artisti nuovi, che da qualche anno ha riscoperto il gusto di dipingere con olio e pennello, ha reso concordi critici e mercanti su un punto: ha una spiccata personalità, ed è nato pittore. Ha inoltre una qualità rara sopporta bene e senza presunzione il successo. Altri pittori della sua generazione (è nato il 22 maggio del 1947 a Leonforte, nella provincia di Enna), che attualmente godono come lui di un vasto favore di critica e di mercato a livello internazionale, si considerano ormai definitivamente entrati nella storia dell'arte. Salvo, invece, si ritira in se stesso come un riccio. Non ama parlare del suo passato, sorride filosoficamente sul suo presente, ha ambizioni riposte per il futuro, ma con abilità dialettica nasconde molte cose di sé. Non ama l'autobiografia, non dice mai "io". Ha una bella famiglia, una giovane moglie e una figlia.



Salvo è ovviamente il diminutivo di Salvatore, ma il cognome rimane un mistero: lui sostiene che non è bello, ma che è facile scoprirlo sulla guida telefonica di Torino. Il nome per un artista ha una sua importanza d’immagine. Nonostante le indagini, comunque, il cognome di Salvo non è venuto fuori. Abita a Torino in una bella casa che non ha pretese di lusso a pochi passi dal Po. Lo studio in cui dipinge è nel salotto, dove abitualmente riceve gli amici. L'arredo è composto soprattutto da tanti libri.
Parlare con lui, a volte, è disperante. Come definisce il suo modo di pensare? In tre parole che non ammettono replica: "Esercizio della critica". Cos'è per lui la perfezione? Non ha dubbi: «La veduta del cerchio perfetto, in cui tutti i punti sono veramente equidistanti fra loro». Perché ha dipinto una serie di tele dedicate' a San Giorgio? «È stato valido per centinaia di anni, spero che lo sia ancora per due mesi». Cosa significa per Salvo un dipinto divertente? «Che sia gradevole a vedersi. La gradevolezza è un concetto di difficile definizione, perché spesso una cosa gradevole, vista tutti i giorni, diventa sgradevole». E perché rifiuta il discorso autobiografico? «Dipende dal tipo di autobiografia. In qualche modo ciò che può essere mostrato, non deve essere detto». Salvo è venuto con la famiglia a Torino quando era giovanissimo. Forse, dieci, dodici anni. Si è fatto da solo, senza spinte. Ha iniziato bussando subito alla galleria giusta, quella del torinese Gian Enzo Sperone, che nel 1968 aveva nella sua scuderia bei nomi di artisti come Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Gilberto Zorio, Giovanni Anselmo e Alighiero Boetti.
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Alessandro Baricco
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 marzo @ 22:32:29 CET (1051 letture)
Letture varie III





Scrittore tra i più conosciuti e amati dai lettori di narrativa in Italia, Alessandro Baricco nasce a Torino il 25 gennaio del 1958. Si forma nella sua città sotto la guida di Gianni Vattimo, laureandosi in Filosofia con una tesi di Estetica e studia contemporaneamente al conservatorio dove si diploma in pianoforte. L'amore per la musica e per la letteratura, ispirano fin dall'inizio la sua attività di brillante saggista e di narratore.



Immagini di Giuseppe Dangelico, meglio conosciuto come Pino Daeni (Bari, 8 novembre 1939), pittore impressionista italiano.Dopo un periodo italiano, dal 1960 al 1979, durante il quale il suo lavoro è apparso in diverse importanti mostre, nel 1979 emigrò sotto il patrocinio della Galleria Borghi che gli ha dato la possibilità di presentare i suoi lavori a New York e Boston. Importante è la sua innovativa interpretazione dei piaceri semplici della vita. La sua capacità di catturare i movimenti e le espressioni dei suoi soggetti lo ha portato ad avere commissionati anche ritratti privati.





Tutto li stupiva: in segreto, anche la loro felicità.

Alessandro Baricco




Disse che bisognava stare attenti quando si è giovani perché la luce in cui si abita da giovani sarà la luce in cui si vivrà per sempre.Così bisognava stare attenti alla cattiveria perché da giovani sembra un lusso che ti puoi permettere, ma la verità è un’altra, e cioè che la cattiveria è una luce fredda in cui ogni cosa perde colore, e lo perde per sempre.

Tre volte all’alba




Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesci a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.

“Questa Storia”





Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada? Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.



Lasciami andare a vedere il sogno, la velocità, il miracolo, non fermarmi con uno sguardo triste. Questa notte lasciami vivere laggiù sull’orlo del mondo, solo questa notte poi tornerò.

Alessandro Baricco

Buonanotte e buon fine settimana

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