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Nati il 21 maggio - Libero de Libero
Postato da Grazia01 il Martedì, 21 maggio @ 18:53:03 CEST (721 letture)
Ricerche d'autore




Il 21 maggio 1903 nacque Libero de Libero,
poeta e critico d'arte italiano († 1981)



Non importa essere grandi poeti, ma poeta che deve raccontare le proprie radici; la vita della sua gente




Solstizio

È un veliero la mia vita
dall’infanzia segnata sulla mano,
e l’ancora è dentro la terra.
Perciò nel mio sonno
alberi fanno verde cielo
e sono oscuri i semi
dell’estate mia.
Se m’è fatica svegliarmi,
quale gallo mi rinnegherà?
Fossi nato da una pianta
a fianco avrei il genitore.

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Nati il 21 maggio - Sebastiano Satta,
Postato da Grazia01 il Martedì, 21 maggio @ 18:47:30 CEST (551 letture)
Ricerche d'autore




21 maggio 1867 nacque Sebastiano Satta,
poeta, scrittore e avvocato italiano († 1914)



Sardegna

Dolce, o capanna, quando agli uragani
la selva si querela e si dispoglia,
riparar nel tuo nido, sulla spoglia
d'un montone, e parlar di caccia e cani.
Ma più dolce, se ridano i lontani
fuochi dai poggi, e palpiti ogni foglia,
alla sera indugiar sulla tua soglia
erbosa, tra il brusio largo dei piani.
Sulla giogaia pendono ghirlande
di stelle: van le greggi per profonde
serenità, fra luccicar di fonti.
Poi nell'ombra un nitrito! Ché già grande
tra mormorii di rivoli e di fronde,
s'alza la luna a benedire i monti.


Sebastiano Satta



Il poledro


Maraviglia a vederlo! la cervice
stellante tra la nitida criniera
erse il poledro, schiusa la narice
ai soffi ardenti della primavera.
Nessun dei giovinetti, audace schiera
di ardimenti e di prove sfidatrice,
osava premer quella groppa nera
come il tormento e correr la pendice.
Gloria a chi primo lo cavalca! - disse
il vecchio: ai giovinetti tremò il cuore:
allor nella criniera gli confisse
egli l'artiglio e, saldo in groppa come
un drago, sparì via col corridore
dritto il bel capo tra le grigie chiome.





Sebastiano Satta

Il poeta nacque a Nuoro il 21 maggio 1867 dall'avvocato Antonio Satta e da Raimonda Gungui. A soli cinque anni perdette il padre e la madre dovette quindi provvedere con sacrificio (sola/ e triste come l'aquila selvaggia/che nutre i figli sulla rupe) ad allevare il piccolo Sebastiano e il fratello di lui, Giuseppino, divenuto poi alto funzionario al Ministero della Giustizia. Consegue la laurea in legge a Sassari nel 1894, lavorando fin dal 1890 come giornalista presso il quotidiano L'Isola. Nel 1908 si ammala, lascia l'attività forense a causa della paralisi; privo della possibilità di parlare ma intellettualmente ancora perfettamente capace, dedica il resto della sua vita a scrivere poesie. Non è un personaggio che ha avuto molta fama a livello nazionale ma in Sardegna ha una sua importanza; soprattutto i nuoresi lo ricordano per la sua capacità di stare vicino alle persone più umili cogliendo problemi, vizi e virtù del popolo barbaricino di quel periodo. Durante il servizio militare a Bologna ebbe modo di avvicinarsi alla poesia di Carducci della quale fu molto influenzato. Satta ha raccontato la vita sarda e quella nuorese con occhi critici; infatti era avvocato, giornalista, cultore della lingua e cultura sarda e autore di poesie, fra le quali resta molto cara ai nuoresi Su battizzu (il battesimo in lingua sarda) eseguita in canto dal Coro di Nuoro. Nel comune di Nuoro, dove morì nel 1914, è presente una piazza monumentale intitolata a Sebastiano Satta. La piazza venne costruita nel 1967 dallo scultore Costantino Nivola.
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Mário de Sá-Carneiro nacque il 19 maggio 1890
Postato da Grazia01 il Domenica, 19 maggio @ 20:01:19 CEST (631 letture)
Ricerche d'autore









RELITTO

Ah, che mi mettano sotto le coperte
e che non mi facciano nient'altro...
Che la porta della mia stanza resti sempre chiusa,
che né si apra per te se andrai là!

Lana rossa, letto soffice. Tutto ben tappato...
Nessun libro, nessun libro sul comodino...
solo fate che abbia accanto a me
dolci all'uovo e una bottiglia di Madeira.

No, non voglio altro; neppure dei giocattoli.
Per cosa? Anche se me li dessero non saprei giocare...
Che vogliono fare di me con questi turbamenti e paure?
Non sono fatto per le feste. Lasciatemi! Fatemi riposare!...

Sempre notte nella mia stanza. Le tende tirate,
e io rannicchiato a dormire, al calduccio - che amore!...
Sì: restare sempre a letto, senza muovermi, creare muffa -
almeno sarebbe il riposo assoluto...Storie! sarebbe la vita migliore.

Se mi fanno male i piedi e non so camminare dritto,
perché devo insistere ad andare nei salotti, da Lord?
Dai!, che la mia vita per una volta si accordi
con il mio corpo, e si rassegni a non avere grazia...

A che mi serve uscire, se mi costipo subito?
E chi posso aspettare, con la mia delicatezza?
Smetti di illuderti Mario! Un buon piumone, un fuoco -
e non pensare al resto. E' già abbastanza, con franchezza...

Lasciamo perdere. In nessun posto la mia ansia mi porterà.
Perché allora dovrei andare di qua e di là, in un'inutile corsa?
Abbiate pena di me, Accidenti! Portatemi all'infermeria!
Cioé: in una camera singola che mio padre pagherà.

Giusto. Una stanza d'ospedale, igienica, tutta bianca, moderna e tranquilla;
a Parigi, è preferibile, a causa della leggenda...
Da qui a vent'anni forse la mia letteratura si capirà;
e poi essere mezzo matto a Parigi va bene, ha un certo stile...

Quanto a te, amore mio, puoi venire il giovedì,
se vuoi essere gentile, domandare come sto.
Però nella mia stanza tu non entri, neanche con le migliori maniere:
niente da fare, mia cara. Il bambino dorme. Tutto il resto è finito.

Mário de Sá-Carneiro


Traduzione di Alessandro Ghignoli
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L'occhio del coniglio
Postato da Grazia01 il Domenica, 19 maggio @ 16:44:38 CEST (742 letture)
Recensioni II






L'ho letto tutto d'un fiato senza potermi fermare. la scrittura, apparentemente asciutta, rende visibili i contesti e in certe pagine ho sentito l'odore della salsedine. Due storie che s'intrecciano e si raggiungono, divise fra una Milano d'altri tempi e vacanze in barche a vela; con poche pennellate Bianca sa descrivere benissimo i personaggi. La protagonista è una donna speciale, con esperienze e capacità fuori dal comune, non apprezzata e amata abbastanza da un compagno eterno Peter Pan, con cui condivide gli anni e le esperienze migliori della sua vita, una vita piena, senza banalità. Un leggero velo d'ironia nasconde, senza peraltro riuscirci, una profonda sensibilità. Molto bello. Da non perdere.

qui la versione e book

L'occhio del coniglio


credo di avere scoperto una scrittrice di talento
Grazia
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La gelosia
Postato da Grazia01 il Sabato, 18 maggio @ 10:13:35 CEST (1149 letture)
Psicologia e salute III


I cosiddetti femminicidi così in aumento in questo periodo, mi hanno indotto a inserire un articolo sulle teorie di Russel che trovo illuminanti, in modo particolare quando descrive le antiche società patriarcali. Forse gli uomini, alcuni uomini, non accettano di non poter più esercitare il proprio potere sulla loro donna?



La gelosia
Russell mostra una grande lucidità nel cogliere le nostre dinamiche emozionali. Sa benissimo quanto sfaccettato è l'animo umano e quindi non si ferma a rapide catalogazioni di sentimenti. Una particolare attenzione egli comunque dedica alla gelosia. E questo per almeno due ragioni. Innanzi tutto l'illustre filosofo conosce molto bene tale sentimento per ragioni personali. La sua relazione con lady Ottoline Morrell è stata caratterizzata da intense sessualità, intimità e dedizione vissute all'insegna della gelosia. In secondo luogo, la gelosia per lui rappresenta un terreno d'elezione per comprendere le origini della nostra morale sessuale. E soprattutto per capire il modo in cui di solito affrontiamo la questione del tradimento all'interno del rapporto di coppia. Russell è personalmente convinto che «l'infedeltà non deve ostacolare la felicità e di fatto non l'ostacola, se moglie e marito hanno tanto buon senso da non abbandonarsi a scene melodrammatiche di gelosia. Possiamo andare anche oltre e dire che le parti in causa dovrebbero saper indulgere a eventuali capricci passeggeri purché rimanga intatta la profondità del reciproco affetto»



Ma è altrettanto certo che la morale sessuale si trova all'origine di quella marcata rigidità con cui affrontiamo l'infedeltà del partner. Approfittiamo di queste convinzioni di Russell per entrare in merito al tema della gelosia: un argomento che ci fa comprendere quanto intessuta di affettività sia ogni espressione del nostro essere.



Lo sguardo geloso
È difficile immaginare quante persone sono segretamente tormentate dalla gelosia. Ma se volessimo fare una statistica della percentuale delle persone gelose ci scontreremmo con diverse difficoltà. Innanzi tutto, sotto la rubrica «gelosia» dovremmo porre una tale varietà di sue forme e manifestazioni che rischieremmo di perderci in un labirinto di distinzioni. Si può essere gelosi della propria intimità, degli oggetti posseduti, dell'amore di un partner, dell'affetto dei genitori, del passato della persona amata e così via. Secondariamente, molte volte la gelosia si intreccia con altri sentimenti, per esempio l'invidia, tanto da non essere più facilmente identificabile. E se interrogassimo i soggetti che vivono un sentimento di gelosia, difficilmente riceveremmo delle risposte chiare sul loro modo di vivere tale esperienza. Forse un primo approccio per comprendere la gelosia consiste nel notare una differenza molto intuitiva nello sguardo rivolto all'oggetto d'amore. L'innamorato «premuroso» cerca di cogliere nel volto della persona amata quei segnali che indicano i suoi desideri. Soppesa le sue espressioni corporee, cerca di penetrare nel fondo della sua anima attraverso i suoi occhi. E questo allo scopo di farle cosa grata con qualche regalo particolare che soddisfi anche la minima attesa. Il suo sguardo attento è positivo e costruttivo, non ha nulla di poliziesco o di inquisitorio.

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Buon fine settimana
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 maggio @ 21:57:23 CEST (526 letture)
Un pensiero al giorno







I sogni cedono il posto alle impressioni di un nuovo giorno
come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole.

Sigmund Freud





Buonanotte e felice fine settimana

Grazia

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Riflessioni sulla mente
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 maggio @ 08:45:48 CEST (687 letture)
Psicologia e salute III




Riflessioni sulla Mente

Alla domanda di come si può conoscere se stessi Goethe risponde:
"Mai con la meditazione ma con l'azione. Cerca di fare il tuo dovere e saprai subito che cosa vali".
(Goethe J.W. Massime e riflessioni, Theoria, 1985)



La stabilità
In principio era la stabilità. Nulla era in movimento, ciò che si muoveva era 'spinto'. Cadevano frane dai monti, rotolava neve dai pendii, scendeva pioggia dal cielo, la polvere volava nel vento, scivolava il ghiacciaio, sputava lava il vulcano e il mare batteva gli scogli. Ma le pietre, l'acqua, la polvere, la lava, il mare devono essere mosse per muoversi. Tutto può tornare calmo e tranquillo, stabile, fermo. Poi qualcosa cominciò a muoversi senza essere mossa. Tra tutte queste cose stabili, una struttura si dispose in maniera peculiare, o almeno così si può speculare. Una caratteristica rarissima. Tuttavia come una serie di numeri a caso può uscire se giocati per milioni d'anni, ecco che uscì. Uno stampo, un pezzo di un puzzle, una sagoma; e quando un complesso vicino ha forma adattabile, tenderà ad attaccarsi. Questo processo, mirabilmente descritto da Dawkins, potrebbe continuare, dando luogo a un impilaggio progressivo. E' così che si formano ad esempio i cristalli. Oppure le due catene potrebbero separarsi, e allora si avrebbero due replicanti, ciascuno dei quali può a sua volta fare altre copie. “Quello che importa è che di colpo nel mondo fece ingresso una nuova specie di stabilità” (R. Dawking, Il gene egoista, oscar Mondadori,1995, p. 9).



L'azione
Un gene preso da solo non serve a nulla. Deve trovarsi in ambienti idonei per avere un senso. L'unità della vita non è il gene ma un insieme di geni: la cellula. La sua autosufficienza è dimostrata dal fatto che la maggior parte degli organismi della Terra sono microorganismi unicellulari. Consideriamo ad esempio un batterio, l'E. Coli: il più studiato di tutti gli animali. Non possiede il pensiero eppure va a cercarsi il cibo. Con cosa? Con l'azione. Fra le tante imprese evolutive, gli antenati dell'E. Coli inventarono la ruota. Una serie di flagelli e due tipi di movimento, uno in modo 'disordinato' e l'altro invece in una sola direzione. Il primo è alla cieca, da tutte le parti, ma se incontra ad esempio una maggiore concentrazione di zucchero, allora passa al movimento continuo. Un comportamento esattamente analogo ma opposto è determinato dalla presenza di sostanze dannose. E' così che sopravvive, muovendosi (G. Cairns-Smith, Mente e Coscienza, G. Fioriti, 2000, Roma, p. 94). Certo il nostro cervello e noi stessi siamo enormi comunità di cellule, le cose sono più complesse. Oltre il 99,99% delle informazioni genetiche è racchiuso nel nucleo: la Biblioteca Principale della cellula. I mitocondri sono piccoli organuli che producono il combustibile: l'ATP. Essi contengono il resto delle informazioni sotto forma di piccoli “libricini”. Negli esseri umani, per esempio, l'informazione genetica (nucleare) è sotto forma di 46 enormi molecole del DNA, che forniscono un’enorme capacità informativa, scritta nel suo linguaggio di 4 simboli. Queste molecole del DNA costituiscono, insieme ad altro, i cromosomi. Tutte le cellule dell'organismo s’informano reciprocamente di quello che fanno, si ha una sorta di network di comunicazione.
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Buon pomeriggio
Postato da Grazia01 il Giovedì, 16 maggio @ 12:51:24 CEST (2086 letture)
Un pensiero al giorno


Anche oggi piove, questo mese di maggio sembra proprio che ci voglia togliere una fetta della bella stagione, quella più gradevole, con giorni azzurri e notti tiepide. Gli agricoltori devono ritardare la semina perché i terreni sono troppo bagnati. Pare che il cielo pianga, su questo povero mondo, pieno d'ingiustizie e atrocità. Speriamo nel domani e consoliamoci con un caffè.




Buon pomeriggio
Grazia
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A TE MAMMA DI TUTTE LE MAMME
Postato da rosarossa il Mercoledì, 15 maggio @ 21:17:08 CEST (564 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX









A TE MAMMA DI TUTTE LE MAMME

Fulgida, bella, nella roccia appari
tergi ogni lacrima consoli ogni cuore in quella vallata santa
di preghiera pur nel dolore sproni Tu a cantare.
Tu da Lourdes Vergine bella attiri il mondo col tuo sorriso
ai nostri cuori splendida Stella illumini la via del paradiso.
In estasi sostiamo;
al tuo splendore, l’anima si ritempra nella fede
lo spirito vola lassù al Divino Amore,
il cuor più duro converte alla preghiera.
Su questa terra di dolore e di amarezza sommersi dalla
colpa e dal peccato, con fede viva ti chiede aiuto,
stringendoci al tuo cuore immacolato.
Da un mondo iniquo dove infuria l’uragano, l’umanità
impaurita a te, si china.
Ho! Dolce Mamma!
tendi a noi la mano!
Salvaci nel regno tuo Regina.

Lina Rondinelli

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Dire sì ai vostri sogni
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 15 maggio @ 21:15:04 CEST (572 letture)
Un pensiero al giorno







Dire sì ai vostri sogni e alle vostre aspirazioni apre una porta dentro di voi mettendovi in connessione con la forza della vita stessa. Quando dite sì, superate la vostra paura e meschinità e permettete a voi stessi di percepire, identificare e intraprendere quello che la vita vi sta chiamando a fare, quelle attività che rendono felice il vostro cuore e danno significato alla vostra esistenza su questo pianeta. Molte persone sono intrappolate nella loro comoda esistenza, giocano sul sicuro perché hanno paura di dire sì a qualcosa di più grande.Dedicate questo preciso istante a pronunciare a voce alta la parola Sì. Ditela con vigore… Assaporate la forza del Sì!

Lisa Nichols

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Na matina de domenega
Postato da Grazia01 il Martedì, 14 maggio @ 21:22:36 CEST (1092 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II







Na matina de domenega


l'altra domenega matina

me cascà i oci su na biondina

tanto carina che se ciamava

Carolina

la gavea le braghe in pingolon

e ho pensà che forse l'era

par darla via apena che la pol !!!!!

ma mi che son come S.Tomaso

che se non toco non ghe credo

na man gò slongà

ma ho ciapà un sciaffon che

el ma sveià !!!!!!!!!!!

….........l'è proprio vera che

le spose iè tute stesse........

…....non le te lassa

gnanca sognar !!!!!!!!!!!!!!




un giorno qualunque.....tanto l'è stesso!!!


Roberto Chesini

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La pace è dentro al cuore
Postato da Grazia01 il Martedì, 14 maggio @ 09:17:30 CEST (1314 letture)
Riflessioni III




La pace è dentro al cuore

L’opera di Dante Alighieri è di valore universale per le risposte che egli elargisce in ogni àmbito della convivenza civile.
Molti uomini illustri devono una parte della loro formazione, non soltanto linguistica, al sommo poeta ritenuto il primo intellettuale laico europeo.
Roberto Assagioli (1888-1974), fondatore della psicosintesi, dopo l’esperienza personale adottò la Divina Commedia come saggio spirituale per la guida dei suoi pazienti. Il suo metodo, noto in campo scientifico, ha conseguito eccellenti risultati.



«Dante, che visitò tutti i regni dell’esperienza umana, conobbe il meglio e il peggio della natura umana. Per lo psichiatra moderno, il poeta visionario era un maestro realistico di illuminazione che, sei secoli prima che Assagioli si dedicasse a liberare gli altri dalle loro prigioni interiori, aveva dedicato il proprio lavoro a condurre le future generazioni dall’infelicità alla beatitudine».
L’Alighieri intravide in Virgilio il profeta inconsapevole di Cristo, nonché suo personale. Dentro il profugo Enea, alla ricerca di pace e d’amor patrio, si cela l’esule fiorentino. Non è un caso se, fin dai primi significativi canti dell’Inferno, si erge maestosa la figura di Francesca da Rimini là condannata a motivo della sua tragica passione.
Infatti, con ammirevole delicatezza nonostante la disperazione, a dimostrazione della sua gratitudine Francesca annuncia al poeta che se le fosse concesso chiederebbe per lui a Dio quella pace che le è stata negata:

«O animal grazioso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,
se fosse amico il re dell’universo,
noi pregheremmo lui per la tua pace,
poi ch’hai pietà del nostro mal perverso…» (Inf. V, 88-92).

Nella similitudine che illustra l’appartenenza alla sua città, l’eroina d’amore sottolinea ancora come la pace di cui godono pure i fiumi va tolta a lei e al suo compagno:

«Siede la terra dove nata fui
sulla marina dove il Po discende
per aver pace co’ seguaci sui…» (V, 97-99).
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UN SOGNO EPICO
Postato da rosarossa il Lunedì, 13 maggio @ 12:13:00 CEST (735 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX









UN SOGNO EPICO

Mi perdo nel verde azzurro dei tuoi occhi,
due gocce che hai rubato al grande mare.
Statuario è il corpo, la tua chioma bionda
mi bloccano non riesco a respirare.
Non distinguo se fai parte delle fate o delle donne.
Sembri, o sei venere che nasce dalle onde?
Mi avvicino piano ti vorrei parlare!
Il mare s’ingrossa e mi allontana,
ti circondano gli dei affettuosi e protettivi
si chiude una conchiglia e ti nasconde.
La brezza ti culla sulla scia di un’onda.
Abbandonato, deluso e sognante
mi scuote il tuo saluto, il tuo sorriso,
Ho! mia sirena!
Apro le braccia per stringerti sul cuore
svanisce il sogno più non vedo niente
quell’angelo di autentico splendore,
rimarrà sempre dentro la mia mente.

Rosarossa

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La Farfalla
Postato da Grazia01 il Lunedì, 13 maggio @ 12:10:14 CEST (819 letture)
Poesie d'autore II






La Farfalla

Nascere a primavera, morire con le rose,
sulle ali di uno zefiro nuotare nella luce,
cullarsi in grembo ai fiori appena schiusi,
in una brezza pura di profumi e d'azzurro,
scuotere, ancora giovane, la polvere alle ali,
volare come un soffio verso la volta infinita:
ecco della farfalla il destino incantato!
Somiglia al desiderio che non si posa mai,
che mai si sazia, ogni cosa sfiorando
per poi tornare al cielo,in cerca di piacere.

Alphonse De Lamartine

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Mario Nannini, un sogno spezzato...
Postato da Grazia01 il Lunedì, 13 maggio @ 09:29:17 CEST (692 letture)
ARTE II


Un sogno spezzato




Mario Nannini, coetaneo del grande Ottone Rosai, visse soltanto ventitre anni, fu un irregolare del Futurismo e morì di spagnola sul più bello, quando il suo sogno di dare vita a un movimento futurista pistoiese stava forse per realizzarsi: “e s'immagina a quali conseguenze avrebbe saputo arrivare”, come scrive Parronchi.



Forse perché il suo sguardo “sapeva estrarre dal mare delle soprastrutture lo spirito che animava le forme nuove”.Nannini credette nella sua pittura con determinazione e ostinazione, resistendo alle feroci critiche materne, e imparò il mestiere disegnando, a carboncino, “scabre figure di campagna”. Credette nella pittura e nell'Italia, che stava in quegli anni fronteggiando la Prima Guerra Mondiale, vale a dire la durissima prova da cui, per dirla con Parronchi, tante illusioni dovevano sfumare e tante speranze riformarsi. Nannini credette nella sua arte e nella sua nazione ma venne dimenticato per tanto tempo, post mortem.



Scriveva Parronchi che il Futurismo, inteso nel suo spirito originale, assolutamente marinettiano, aveva valore proprio per il suo potere comunicativo e irradiante, per il suo carattere di febbre collettiva per cui non si poteva proprio non farne parte. E l'impatto ch'esso ebbe su artisti come Nannini fu molto netto: si trattò d'un “sommario incitamento a rompere con l'accademia e a buttarsi nell'avventura”. Nannini puntò all'essenza pittorica della nuova dottrina: a essa sembrava voler essere assolutamente fedele.
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Fai bei sogni...
Postato da Grazia01 il Domenica, 12 maggio @ 21:57:51 CEST (581 letture)
Un pensiero al giorno







Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo,
puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo,
ma non riuscirai mai a liberartene.
Continuerà a mandarti dei segnali disperati,
come la noia e l’assenza di entusiasmo,
confidando nella tua ribellione

Massimo Gramellini

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Auguri a tutte le mamme
Postato da Grazia01 il Domenica, 12 maggio @ 09:10:44 CEST (988 letture)
Poesie tematiche III



Auguri a tutte le







anche alla mia che non c'è più
e che sempre mi protegge da lassù




La parola "MADRE" è nascosta nel cuore
e sale alle labbra nei momenti di dolore e di felicità,
come il profumo sale dal cuore della rosa e si mescola all'aria chiara.

Kahlil Gibram




“… Tu sei di tua madre lo specchio,
ed ella in te rivive
il dolce aprile del fior
dei suoi anni…”

William Shakespeare




La Madre

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

Giuseppe Ungaretti *1929*
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GRAZIE MAGGIO
Postato da rosarossa il Venerdì, 10 maggio @ 08:16:57 CEST (553 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX








GRAZIE MAGGIO

Maggio sfoggia l’armonia dei suoi colori e l’aria è serena.
Siamo nel pieno della primavera!
Sui prati verdi voli di farfalle, giulive passano da fiore in fiore
Passeggio su e giù per l’aia, nella mia campagna
osservando silenziosa la natura,
che si compone nell’attender della sera.
Il sole tacito tramonta e va a dormire nel fastoso mantello decorato
rosso acceso, di vari ricami disegnato.
Do’ l’acqua alle rose lungo il vialetto che porta al cancello,
sulla panchina mi rilasso ad aspettare che nel buio
si accendano le stelle, in mezzo
alla natura alzare gli occhi, per dire “ grazie maggio “
per guardare il cielo quant’è bello!

Rosarossa

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Per una donna
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 08 maggio @ 13:30:09 CEST (707 letture)
Poesie e opere di Shakespeare








Per tutte le violenze consumate su di Lei,
per tutte le umiliazioni che ha subìto,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le ali che le avete tagliato,
per tutto questo:
in piedi signori, davanti ad una donna.


William Shakespeare


Biografia

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La capanna
Postato da Grazia01 il Domenica, 05 maggio @ 20:37:10 CEST (935 letture)
Poesie di Tonino Guerra







La capanna


Si faceva da mangiare da solo,
roba da poco: due patate cotte
sotto la cenere, pomodori,
insalata e cipolla tagliata a metà
con un goccio d’olio, un po’ di sale,
il pepe e poi tre ore
dentro il forno della stufa
che avevano lasciato lì
perché nelle case nuove c’è il gas.
Qua e là aveva appeso dei grappoli
d’uva, delle nespole e delle sorbe
ancora verdi che tastava tutto il giorno
per sentire se erano mature.
Si era portato una cassetta di castagne
e le faceva bollire un po’ alla volta
e poi le vuotava col cucchiaino.
Qualche sera, se faceva più freddo
del solito, le cuoceva arrosto
sulla stufa e l’aria
si riempiva dell’odore delle bucce bruciate
e poi lui si dava un gran da fare
a portare via la cenere.

Tonino Guerra

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Paesaggi colorati
Postato da Grazia01 il Giovedì, 02 maggio @ 19:24:20 CEST (739 letture)
Invenzioni e origini III


Le città più colorate del mondo

Dimenticatevi il grigio malinconico di certe località del nord Italia,
e il bianco accecante di alcuni borghi meridionali.
Vi accompagniamo in un viaggio fotografico tra i luoghi più vivaci e allegri del nostro pianeta,
i cui edifici sono stati ridipinti per esigenze specifiche o per la gioia degli occhi.




Tutta colpa dell'emicrania

Narra la leggenda che nel 1800 uno dei governatori olandesi di Willemstad, la capitale dell'isola caraibica di Curaçao, attribuì la colpa dei suoi frequenti mal di testa al bianco accecante degli edifici della città, che riflettevano la luce del sole. Emanò quindi un decreto che impose agli abitanti di pitturare le facciate delle case di qualunque colore, fuorché il bianco: il risultato è quello che vedete.




Un'onda di colore contagiosa

"Painted Ladies" è il soprannome dato dagli abitanti di San Francisco a questa schiera di case vittoriane ed eduardiane costruire tra la seconda metà dell''800 e i primi del '900 nel distretto di Lower Haight, tra le parti più visitate della città.
Gli edifici erano originariamente grigi: furono colorati a partire dal 1963, quando Butch Kardum, un artista di San Francisco, dipinse la propria abitazione di un'insolita tinta blu verde. Inizialmente criticato, venne poi imitato dapprima dai vicini, quindi da molti altri concittadini.




Una perla delle Cinque Terre

Rimaniamo in Italia per spostarci a Vernazza, dove i colori sono stati, dopo la tragica alluvione del 25 ottobre 2011, un simbolo di rinascita: un anno fa il borgo ha ospitato una sessantina di artisti italiani e stranieri che hanno dipinto le porte provvisorie di compensato della cittadina, restituendole i colori (delle barche, delle case, delle insegne) che il fango aveva coperto.


qui altri paesaggi di città colorate

fonte: Focus
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Questa vita...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 01 maggio @ 20:07:04 CEST (707 letture)
Un pensiero al giorno







Questa vita, fatta di alti e bassi, di momenti in cui ti sembra di avere la tua stessa esistenza in mano, di poterci giocare o di costruire un futuro perfetto o di fermarti ad assaporarla pienamente. Quanti di questi momenti si susseguono, si materializzano come la nebbia, ti avvolgono, ti confondono e poi scompaiono, si disperdono in un respiro. E tu rimani lì, intontito da un'ebbrezza effimera, che ha lasciato dietro di se una scia di insicurezza. Per un attimo crollano le certezze, le convinzioni di sempre, le rocce a cui fare appiglio. Continue prove, continue battaglie non da vincere, solo da combattere, la vittoria è qualcosa che non fa parte della vita, è solo un pensiero, un'idea, forse un sogno o un'utopia. Non bastano braccia forti, gambe scattanti, cervelli superattivi o superintelligenti per affrontare questa vita, ci vuole la consapevolezza di uno spirito che conosce la via, la propria storia e desidera passare oltre, portandosi dietro una valigia piena di poesia e di esperienze che solcano l'anima e che donano pace.

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Il lavoro in poesia
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 01 maggio @ 19:19:16 CEST (775 letture)
Poesie sulla vita III




Non potevano mancare oggi, 1° maggio, delle poesie sul





Ne ho scelte alcune che non conoscevo, come non conoscevo gli autori,
Le ho trovato interessanti e poi anche scrivere poesie per alcuni è un lavoro,
un gran bel lavoro a saperlo fare bene.





Mondine al lavoro

Non c’è cielo
che riesca a specchiarsi
nell’acqua fangosa ove affondano i piedi.
Prone, in file parallele,
avanzano sguazzando,
le mani vescicate ad artigliar le erbacce,
un unico esercito in parata,
impeccabilmente misero.
Nel sole che dardeggia,
fra gli sciami di irritanti moscerini,
ogni tanto s’alza un canto di speranza disperata,
di riscatto di una dignità derisa,
lordata dal sudiciume del denaro
che scorre nelle mani del padrone.
E nel torrido riverbero del meriggio assolato,
denso di umida calura,
s’assopiscono le voci nella fatica
di chi meno ha,
ma più dà.

Renzo Montagnoli

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Il mio cielo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 aprile @ 12:54:02 CEST (1246 letture)
Le poesie e altro di Grazia V







Il mio cielo

Il sole sta scendendo lentamente
allungo una mano e lo tocco.
Lo vedi? Riesco ad arrivare fino al sole,
mi protendo nel cielo,
abbraccio la luna e accarezzo le stelle,
solo il tuo cuore non lo posso sfiorare!

Grazia

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Ama e amore
Postato da Grazia01 il Domenica, 28 aprile @ 19:56:45 CEST (663 letture)
Un pensiero al giorno









Sono in montagna e il tempo lascia a desiderare. Mi trovo in una località che si chiama Ama,
vicino ad un'altra che si chiama Amore, anche con il maltempo non può che essere bellissima, non vi pare?
Ieri sera pioveva a dirotto come aveva fatto durante tutto il giorno,
faceva anche un po' freddino e ne abbiamo approfittato per accendere il camino.
Guardavo il danzare delle fiamme che mi ammaliava, i pensieri volteggiavano delicati eppure profondi,
assumevano angolature diverse, nuove dimensioni...la musica leggermente sincopata della pioggia
creava una strana atmosfera riposante, quasi rassicurante.
Una sensazione probabilmente atavica, quando essere al coperto,
davanti al fuoco mentre fuori si scatenavano gli elementi, faceva sentire protetti.
Malgrado il vento, le nuvole restavano basse e nascondevano il paese sul fondo valle,
sembrava di guardare un lago o addirittura una squarcio di mare grigiastro.
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La libertà
Postato da Grazia01 il Venerdì, 26 aprile @ 13:51:15 CEST (636 letture)
Un pensiero al giorno






Queste cose che vi dico sembrano fesserie, ma ricordate:
per tutti viene il momento di lottare per la libertà!
Ditelo ai vostri figli per quando saranno grandi, domani.


Sandro Pertini





ART. 45 della Costituzione italiana

La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
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Lyman King
Postato da Grazia01 il Venerdì, 26 aprile @ 11:55:00 CEST (1162 letture)
Antologia di Spoon River






Lyman King

Tu puoi credere, viandante, che il Fato
sia un abisso fuori di te stesso,
attorno a cui puoi camminare
usando previdenza e saggezza.
Così tu credi, vedendo le vite degli altri
come chi, alla maniera di Dio, si piega su un formicaio,
pensando di sapere come evitare le loro difficoltà.
Ma vai dentro alla vita:
col tempo tu vedrai che il Fato s'avvicina
nella forma della tua stessa immagine allo specchio;
o sederai solo presso il focolare,
e d'improvviso la sedia accanto a te avrà un ospite,
e tu conoscerai quell'ospite,
e leggerai l'autentico messaggio nei suoi occhi.


Edgar Lee Masters

Traduzione di Letizia Ciotti Miller

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Fai bei Sogni
Postato da Grazia01 il Giovedì, 25 aprile @ 21:35:55 CEST (600 letture)
Un pensiero al giorno







Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infautazioni a senso unico l’oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe bruscamente il flusso di un’energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d’indefinito.

Massimo Gramellini
Fai bei Sogni

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Le tue labbra
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 24 aprile @ 11:42:46 CEST (742 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II







Le tue labbra



E' l'alba e l'orizzonte

unisce il cielo all'acqua

così come i pensieri fremono

e si rincorrono nei due cuori

scivolati via su una barca

in un mare aperto.

La nuova alba verrà e troverà

un altro universo lontano

dal mondo umano mentre la notte

attende con le sue stelle

circondate da mondi nuovi

che si illuminano agli sguardi

di due cuori portati lassù

dall'amore mentre le mani

coprono il tremito delle labbra.




r.chesini

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L' EDUCAZIONE AL SILENZIO
Postato da Grazia01 il Martedì, 23 aprile @ 15:38:43 CEST (564 letture)
Un pensiero al giorno








L' EDUCAZIONE AL SILENZIO

Si insegnava ai bambini a restare seduti immobili e a prenderci gusto. Si insegnava loro a sviluppare l'olfatto, a guardare là dove, apparentemente, non c'era nulla da vedere, e ad ascoltare con attenzione là dove tutto sembrava calmo.
Un bambino che non può stare seduto senza muoversi è un bambino sviluppato a metà.
Noi respingevamo un comportamento esagerato ed esibizionista poiché lo giudicavamo falso. Un uomo che parlava senza pause era considerato maleducato e distratto.
Un discorso non veniva mai iniziato precipitosamente né portato avanti frettolosamente.
Nessuno poneva una domanda in modo avventato anche se fosse stata molto importante.
Nessuno era obbligato a dare una risposta. Il modo cortese di iniziare un discorso era di dedicare un momento di silenzio a una riflessione comune.
Anche durante i discorsi facevamo attenzione a ogni pausa, nella quale l'interlocutore rifletteva.
Per i Dakota, il silenzio era eloquente. Nella disgrazia come nel dolore, nei torbidi momenti della malattia e della morte, il silenzio era prova di stima e di rispetto. Era così quando ci capitava qualcosa di grande e degno di ammirazione.

Luther Standing Bear, Orso In Piedi
Tratto da: "Il Grande Spirito parla al nostro cuore"

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