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Pensiero del giorno
Postato da Grazia01 il Lunedì, 04 febbraio @ 22:07:21 CET (535 letture)
Poesie e prosa di Gibran II





Uno sguardo che rivela il tormento interiore aggiunge bellezza al volto, per quanta tragedia e pena riveli, mentre il volto che non esprime, nel silenzio, misteri nascosti non è bello, nonostante la simmetria dei lineamenti. Il calice non attrae le labbra se non traluce il colore del vino attraverso la trasparenza del cristallo.

Khalil Gibran

Biografia



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Colloquio sentimentale
Postato da Grazia01 il Lunedì, 04 febbraio @ 21:44:02 CET (719 letture)
Poesie di Verlaine










Colloquio sentimentale


Nel vecchio parco solitario e ghiacciato
due figure poco fa sono passate.
Spenti hanno gli occhi, le labbra senza lena
e le loro parole s'odono appena.
Nel vecchio parco solitario e ghiacciato
due fantasmi hanno evocato il passato.
- Ricordi la nostra estasi d'un tempo?
- Perché mai volete che mi torni in mente?
- Ti batte ancora il cuore al solo mio nome?
Vedi ancora in sogno la mia anima? - No.
Ah! i bei giorni di felicità indicibile
che univamo le nostre bocche! - È possibile.
- Che cielo azzurro, che speranza infinita!
- Sconfitta, verso il cielo nero è fuggita.
Così andavano per le avene incolte,
le loro parole udì solo la notte.

Paul Verlaine

Biografia

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Il destino nelle poesie
Postato da Grazia01 il Domenica, 03 febbraio @ 21:17:56 CET (1027 letture)
Poesie tematiche III




Poesie sul








NENIA
di Leonardo Sinisgalli

Figlia del mio destino
cresci come, la rosa nel giardino.
Dormi figlia mia, dormi e cresci,
dormi come cresce il grano appena nasce.





DESTINO
di Giuseppe Ungaretti

Volti al travaglio
come una qualsiasi
fibra creata
perhè ci lamentiamo noi?




Il Destino
di Pasquale Capasso

Il destino ha voluto che ti incontrassi,
il destino ha voluto che tu mi piacessi.

Il destino è patria di speranze e di sconforti,
di gioie e di tristezze,
d'amori e di rancori;

Chi può decidere il destino?
Nessuno, ne i cuori che volano nel cielo azzurro ne i cuori

Che vagano tra le fiamme oscure.
Oh!! Destino infame,
ti burlasti dei miei sogni decidendo di non darmi ciò
che più ardentemente desideravo,
l'amore.

Leggi Tutto... | 3182 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Conto alla rovescia...
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 febbraio @ 21:12:34 CET (707 letture)
Psicologia e salute III



Conto alla rovescia...fermarsi un attimo, rallentare: è l'unico rimedio alla fretta tecnologica tipica dei nostri tempi. Specialmente davanti al computer o alle prese con gli smartphone. Perché a volte l'iperattività va a scapito della riflessione.



Provate a non far nulla per due minuti. Facile? Non è detto, specialmente se siete davanti a un computer. Lo dimostra il sito www.donothingfor2minutes.com che con l'immagine di un tramonto, il suono delle onde e un conto alla rovescia, sfida l'utente a rilassarsi senza toccare la tastiera. Perché in genere davanti al desktop, benché immobili, si è colpiti da iperattività: mentre una pagina si carica si apre un'altra finestra, si scrive una mail si guarda chi c'è in chat... Ed ecco che i due minuti in cui fissare lo schermo senza cliccare diventano lunghissimi. E sintomatici del sovraccarico informativo e della fretta tecnologica di cui siamo vittime.

Leggi Tutto... | 2687 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Vorrei...
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 febbraio @ 13:28:13 CET (812 letture)
Le poesie e altro di Grazia V




Vorrei che potessimo lasciare la nostra vita terrena consumandoci come piccole candele. Senza dolori né attese angoscianti da parte di chi ci ama. In una notte il nostro corpo si potrebbe dissolvere come una nuvola e lascare andare libera la nostra anima. Nessun cadavere da ricomporre, da vestire, da sotterrare. Nessun avvilente processo di decomposizione, diventare parte della terra attraverso molecole impalpabili come cipria, contenti in nostro dna, uniche testimonianze del nostro vissuto e restare presenti solo nel cuore dei nostri cari. Così vorrei morire, come un fumetto che esce dalle labbra nei giorni di gelo, come nebbia che si scioglie nel sole, come una lacrima che, asciugata da un bacio, diventa amore.

Grazia
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Buona giornata
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 febbraio @ 12:40:06 CET (610 letture)
Messaggi II





Nel primo giorno di questo nuovo mese vi auguro tutte le gioie della vita.
Che siano costellati dalla serenità, dalla salute e dalla pace in famiglia anche tutti gli altri giorni di febbraio.
Passeranno il Festival e il carnevale, superemo l'ingarbugliato e preoccupante nodo delle votazioni.
Sarà comunque un mese colorato e mattacchione che ci traina con vigore verso la buona stagione.

Grazia
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SAPER SOFFRIRE
Postato da rosarossa il Giovedì, 31 gennaio @ 23:12:06 CET (794 letture)
Un pensiero al giorno







Non so perchè, ho paura dell'ora che si avvicina.La mia anima attende la rivelazione di questo mistero. Certo sulla terra nessuno può aiutarmi e ho tanto bisogno di qualcuno. Non ho volontà per lottare e mi sento cadere. Non ho forza per soffrire e bisogna lottare. Il mio corpo trema e ho terrore dell'ora che s'avanza. la prova mi schiaccia col suo peso e questa pena mi annienta ogni energia. La mia anima è come una foglia in balia del vento e piove nel mio cuore come d'autunno. Il vento porta lontano foglie anima e cuore. La tempesta mi sommerge, il cielo è senza stelle, l'orizzonte è chiuso e pare che mai possa sorgere il sole. Vorrei cadere per non alzarmi più eppure lottare bisogna per vivere ancora. ma qualunque sia il vento che mi percuote; fa' che impari a soffrire meglio, o Signore.

Nino Salvaneschi

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Sorte
Postato da moirac il Giovedì, 31 gennaio @ 23:09:19 CET (1347 letture)
Le poesie di Moirac





Sorte

Ogni attimo viene impresso,
ma la sorte non si sceglie,
tocca e sparisce.

Leggi Tutto... | 537 bytes aggiuntivi | 2 commenti | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Come il vento
Postato da Grazia01 il Giovedì, 31 gennaio @ 22:35:19 CET (709 letture)
Poesia al femminile II






Come il vento

Donne silenziose
come bisce sull'acqua
attraversano il mondo

quando un vento sfacciato
solleva loro le gonne
le membra abbandonano

socchiudono gli occhi
sognando l'amore
o gli amori vissuti

Tante stagioni...
ragnatele di ricordi
sui loro volti

sedute in cerchio
ma non insieme
guardano tramonti infuocati

il loro vivere, ora
stride come il vento
che passa tra l'erba secca...

nei prati.

Patrizia Chini

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Perchè...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 31 gennaio @ 14:04:58 CET (606 letture)
Un pensiero al giorno










Ma perché non funziona tutto come nei film? Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un caffé del centro, non rincontri ...mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante i l momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’? Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.

(David Grossman - Qualcuno con cui correre)

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I bambini secondo Charles Péguy
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 30 gennaio @ 23:08:36 CET (678 letture)
Un pensiero al giorno







...Si mandano i figli a scuola, dice Dio.
Io penso che sia perché dimentichino il poco che sanno.
Si farebbe meglio a mandare a scuola i genitori.
Son loro che ne hanno bisogno.
Ma naturalmente ci vorrebbe una scuola di me.
E non una scuola di uomini.
Si crede che i bambini non sappiano nulla.
E che i genitori e le persone grandi sappiano qualcosa.
Ora io ve lo dico, è il contrario.
(E' sempre il contrario).
Sono i genitori, sono le persone grandi che non sanno nulla.
E sono i bambini che sanno.
Tutto.
Perchè essi hanno l'innocenza prima.
Che è tutto.


da: I bambini secondo Charles Péguy

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Un blasfemo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 30 gennaio @ 21:05:03 CET (1305 letture)
Antologia di Spoon River






Wendell P. Bloyd
(Un blasfemo)


Cominciarono ad accusarmi di libertinaggio,
non essendoci leggi antiblasfeme.
Poi mi rinchiusero per pazzo,
e qui un infermiere cattolico mi uccise di botte.
La mia colpa fu questa:
dissi che Dio mentì ad Adamo, e gli assegnò
di condurre una vita da scemo,
d'ignorare che al mondo c'è il bene e c'è il male.
E quando Adamo imbrogliò Dio mangiando la mela
e si rese conto della menzogna,
Dio lo scacciò dall'Eden per impedirgli di cogliere
Il frutto della vita immortale.
Santo cielo, voi gente assennata,
ecco ciò che Dio stesso ne dice nel Genesi:
«E il Signore Iddio disse: Ecco che l'uomo
è diventato come uno di noi» (un po' d'invidia, vedete)
«a conoscere il bene e il male» (la menzogna che tutto sia bene!);
«e allora, perché non allungasse la mano a prendere
anche dell'albero della vita e mangiarne, e non vivesse eterno;
per questo il Signore Iddio lo scacciò dal giardino dell'Eden».
(La ragione per cui io credo che Dio crocifiggesse suo figlio,
per uscire da quel brutto pasticcio, è che ciò è proprio degno di Lui).

Traduzione di
Fernada Pivano
Leggi Tutto... | 4196 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Quasi felicità...
Postato da Grazia01 il Martedì, 29 gennaio @ 21:51:05 CET (764 letture)
Un pensiero al giorno









Dalle mie finestre non vedo il mare, né i monti, ne il lago, vedo un fiume luccicante, pieno di colori, e di vita,
con aromi e suoni particolari...una strada a scorrimento veloce.
Verso quest'ora la piena si ritira e si può gustare una quiete quasi deliziosa.
E' come quando, finalmente, si possono togliere delle scarpe strette con il tacco alto, è quasi felicità.





Grazia
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La danza della neve
Postato da Grazia01 il Lunedì, 28 gennaio @ 22:12:06 CET (855 letture)
Poesie di Negri










La danza della neve


Sui campi e sulle strade
silenziosa e lieve
volteggiando, la neve
cade.
Danza la falda bianca
nell'ampio ciel scherzosa,
Poi sul terren si posa
stanca.
In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme.
Tutto d'intorno è pace;
chiuso in oblio profondo,
indifferente il mondo
tace.

ADA NEGRI

Biografia

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Mai dimenticherò quella notte
Postato da Grazia01 il Domenica, 27 gennaio @ 13:53:26 CET (1658 letture)
Video
Mai dimenticherò quella notte...anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso...




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Torneranno a casa
Postato da Grazia01 il Domenica, 27 gennaio @ 13:44:00 CET (775 letture)
Poesie di Pavese






Torneranno a casa

La mattina rientrai con molta gente in città mentre ancora echeggiavano in lontananza schianti e boati. Dappertutto si correva e si portavano fagotti. L'asfalto dei viali era sparso di buche, di strati di foglie, di pozze d'acqua. Pareva avesse grandinato. Nella chiara luce crepitavano rossi e impudichi! gli ultimi incendi, la scuola, come sempre, era intatta. Mi accolse il vecchio Domenico, impaziente di andarsene a vedere i disastri. C'era già stato avanti l'alba, al cessato allarme, nell'ora che tutti vanno tutti sbucano, e qualche esercente socchiude la porta e ne filtra la luce (tanto ci sono i grossi incendi) e qualcosa si beve, fa piacere ritrovarsi. Mi raccontò cos'era, stata la notte nel nostro rifugio dove lui dormiva. Niente lezioni per quest oggi, si capisce. Del resto anche i trams stavano fermi, spalancati e deserti, dove il finimondo li aveva sorpresi. Tutti i fili erano rotti. Tutti i muri imbrattati come dell'ala impazzita di un uccello di fuoco.
«Brutta strada, non passa nessuno», ripeteva Domenico. «La segretaria non si è ancora vista: Non si è visto Fellini. Non si può sapere niente.» Passò un ciclista che, pied'a terra, ci disse che Torino era tutta distrutta.
Leggi Tutto... | 3339 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


La notte dei cristalli
Postato da Grazia01 il Domenica, 27 gennaio @ 13:30:42 CET (708 letture)
Racconti IV






La notte dei cristalli


Sono trascorsi due giorni da quella che la stampa ora chiama Kristallnacht, la notte dei cristalli, dei vetri infranti.
Mi sono incaricato io, ora che sono capitano e Heydrich mi stima. di più, di raccogliere dei dati sugli avvenimenti di quella storica notte.
Il capo era rilassato, sorseggiava del cognac, stava ascoltando il Siegfried.
« Wagner è un mago », ha detto. «Un mago. Ecco, Dorf, cosa può produrre un puro animo ariano. »
Sono rimasto ad ascoltare per un momento, perché detestavo interrompere le sue fantasticherie.
« Che accordi », « ha detto, che accordi sublimi. »
« I rapporti sull'azione, sigrore. Sulla Kristallnacht.»
La musica ossessionante di Wagner, credo che si trattasse del Viaggio sul Reno, sembrava un accompagnamento al mio rapporto piuttosto grave. C'erano stati trentasei morti. Quasi tutti gli ebrei che avevano opposto resistenza. La stampa estera non poteva far scalpore per questo. Sessanta sinagoghe erano state date alle fiamme e più di ottocento negozi e aziende ebraici erano stati distrutti.
Dove i nostri sembravano aver passato il limite era negli arresti. Più di trentamila ebrei erano stati imprigionati.
Heydrich ha alzato gli occhi. « Trentamila? Dio mio, che stupidi. Riempiranno Buchenwald in una notte. »
Ha spento il grammofono. « Non importa. Alla fine lo riempiremo. E avremo bisogno di molti altri Buchenwald. I nostri nemici, tutti quanti, ebrei, comunisti, socialisti, massoni, slàvi, dovranno essere tutti rinchiusi, se resistono. »
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27 gennaio - giorno della memoria
Postato da Grazia01 il Domenica, 27 gennaio @ 12:11:57 CET (1747 letture)
In ricordo







L'uomo ha la possibilità di raggiungere i propri scopi nella vita e di essere felice solo se: saprà unirsi agli altri uomim in un rapporto di amore e di solidarietà: questo: è il messaggio che Eluard rivolge agli uomini da poco usciti dalla seconda guerra mondiale (questa lirica infatti è stata pubblicata neI 1947).




Non verremo alla mèta ad uno ad uno


Non verremo alla mèta ad uno ad uno
Ma a due a due. Se ci conosceremo
A due a due, noi ci conosceremo
Tutti, noi ci ameremo tutti e i figli
Un giorno rideranno
Della leggenda nera dove un uomo
Lacrima in solitudine.

Paul Eluard



Durante l'ultima guerra mondiale, c'erano uomini e gruppi di uomini che si sentivano degli estranei nella terra che li aveva visti nascere, e crescere, perché quella terra la occupavano, da padroni, eserciti stranieri. Difficile allora ubbidire al precetto evangelico di amare anche i proprI nemici, tanto più che la resistenza agl'invasori diventava anche lotta per dare al mondo più giustizia (più «pane») e libertà.

La patria

Posseggo una patria e su di essa il giorno
risplende con l'azzurro del cielo,
mentre di sera vi brillano infinite stelle
che l'alba spegne con la sua luce.
Ma quando a notte ritorno
sotto il buio delle grondaie,
sento il nemico intorno alla mia casa,
in agguato, con l'arma nel pugno.
Secondo l'Evangelo, madre, tu mi hai
ad amare tutti come te: educato
vorrei amare, o madre,
ma ho bisogno di pane e di libertà.

Nikola Vapcàrov




Così disumani erano quei tempi che i poeti, come dice Salvatore Quasimodo in questa poesia, avevano fatto il voto di interrompere il loro canto. l'espressione appendere le cetre ai salici si richiama al salmo 136 della Bibbia in cui gli ebrei esprimono il loro lamento per essere stati deportati.




Alle fronde dei salici


E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo
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Vestiti di terra
Postato da Grazia01 il Sabato, 26 gennaio @ 22:18:29 CET (879 letture)
Le poesie e altro di Grazia V













Vestiti di terra

Vestiti di terra
case di fango e paglia
ventri gonfi
occhi lucenti
mosche, malattie
bocche riarse.
Onde, vento
mari di sabbia
guerre, barconi
speranze in viaggio.
Uomini in nero
rubinetti d'oro
donne velate
donne violate.
Genocidi continui
naturali, insolubili,
multinazionali
interessi sovrani
alleanze segrete.
Civiltà democratiche
sventolano bandiere,
quella della solidarietà
è inerme a mezz'asta
dimenticata.


Grazia

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TESSI BENE LA TUA VITA
Postato da rosarossa il Sabato, 26 gennaio @ 09:56:44 CET (819 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII









TESSI BENE LA TUA VITA


Se sbagli la scelta delle fibre
e mal tessuta la tua vita hai
nella strada contorta, spinosa
fra strappi e graffii camminar dovrai
non mirare il vertice del monte!
Su quella cima non arriverai
dall’alto ti schernisce sorridente e tu
In basso rimarrai lacero, deluso,
sempre più ferito e più dolente.

Rosarossa



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ll 25 Gennaio del 1882 nacque Virginia Woolf
Postato da Grazia01 il Venerdì, 25 gennaio @ 11:32:49 CET (1116 letture)
Letture varie III


ll 25 Gennaio del 1882 nacque Virginia Woolf



Lunedì o martedì

Pigro e indifferente, scuotendosi agevolmente lo spazio dalle ali, conoscendo la via, l'airone passa sopra la chiesa, sotto il cielo. Bianco e remoto, assorto in se stesso, senza fine copre e scopre il cielo, si muove e s'arresta. Un lago? Cancellane le sponde! Una montagna? Oh, perfetto... l'oro del sole sulle sue pendici. Vi si tuffa dentro. Felci poi, o bianche piume, per sempre, sempre...
Anelando alla verità, aspettandola, laboriosamente distillando qualche parola, anelando per sempre... (un grido si leva a sinistra, un altro a destra. Ruote seguono vie divergenti. Omnibus si ammassano in conflitto)... anelando per sempre... (con dodici distinti rintocchi l'orologio assevera che è mezzogiorno; la luce fa spiovere scaglie d'oro; sciamano i bambini)... perennemente anelando alla verità. Rossa è la cupola, monete pendono dagli alberi, fili di fumo si levano dai camini; latrato, grido, richiamo "Pentole, pentole!"... e la verità?
Convergenti verso uno stesso punto piedi machili e piedi femminili, neri o incrostati d'oro... (Questo tempo nebbioso... Zucchero? no, grazie... Il commonwealth del futuro)... la luce del fuoco guizza e arrossa la stanza, tranne le nere figure dagli occhi lucenti, mentre fuori un furgone scarica, Miss Vattelapesca prende il tè seduta al suo scrittoio, e lastre di vetro proteggono pellicce...
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Fragile
Postato da Grazia01 il Venerdì, 25 gennaio @ 10:24:06 CET (521 letture)
Un pensiero al giorno










Certo, sono fragile, delicato e sensibile. Questa è la mia forza.
Se tiri un sasso a un fiore , al sasso non succede nulla, ma il fiore scompare.
Eppure, non puoi dire che il sasso ha più potere del fiore:
il fiore viene annientato, perché era vivo.
E al sasso non accade nulla perché è morto.

Osho

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La vita
Postato da Anonimo il Giovedì, 24 gennaio @ 23:17:59 CET (780 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II







La vita


Ti ho vista seduta lungo il lago.
Eri triste,eri spettinata e con gli occhi
che guardavano lontano.
Poi devi aver trovato un pensiero
e con le gote tese al sorriso
lo hai ascoltato e così hai ritrovato
la voglia di vivere.
Sì allarga le braccia a questa tua vita perchè
cos'è l'amore se non un ritorno alla vita?
Senza di lei gli occhi dei bimbi
non hanno stupore
senza di lei non s'ode alcun rumore
senza di lei non rivedi l'arcobaleno indicare
in terra dove c'è un tesoro : forse l'inizio
di un'altra vita,un miraggio,un sogno,una promessa
un pensiero.un cuore da amare più di prima
perchè sei viva !
Così le tue lacrime scorrono sì, ma di gioia !

Roberto Chesini

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So poco della notte
Postato da Grazia01 il Giovedì, 24 gennaio @ 23:10:08 CET (1151 letture)
Poesie della buonanotte II









So poco della notte


So poco della notte
ma la notte sembra sapere di me,
e in più, mi cura come se mi amasse,
mi copre la coscienza con le sue stelle.
Forse la notte è la vita e il sole la morte.
Forse la notte è niente
e le congetture sopra di lei niente
e gli esseri che la vivono niente.
Forse le parole sono l’unica cosa che esiste
nell’enorme vuoto dei secoli
che ci graffiano l’anima con i loro ricordi.
Ma la notte deve conoscere la miseria
che beve dal nostro sangue e dalle nostre idee.
Deve scaraventare odio sui nostri sguardi
sapendoli pieni di interessi, di non incontri.
Ma accade che ascolto la notte piangere nelle mie ossa.
La sua lacrima immensa delira
e grida che qualcosa se n’è andato per sempre.
Un giorno torneremo ad essere.

Alejandra Pizarni

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Parole...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 23 gennaio @ 21:50:47 CET (693 letture)
Poesie tematiche III
Parole...

La parola di un uomo è il più duraturo dei materiali.
Arthur Schopenhauer




Ci sono parole che restano stampate come un tatuaggio nell'anima e che, anche se lo vogliamo, non ci lasciano mai e segnano inesorabilmente il resto della nostra vita. A volte è difficile frenarsi, allora è meglio andarsene o cambiare stanza. Mettere un freno alla nostra rabbia, non è un segno di sconfitta o di resa, è anzi un segno di forza, per non lasciarsi mai sfuggire parole che non pensiamo veramente, e che possono fare tanto male.



Le parole hanno un peso. Pronunciale con cautela. Non buttarle lì, tanto per riempirti la bocca. Soprattutto quando ti rivolgi a qualcuno che ami, misurale. Una parola cattiva, urlata magari soltanto per rabbia o per stanchezza, può lasciare dei segni che nemmeno ti immagini. Ferite profonde che perdono sangue anche a distanza di anni. E lo so che la ragione non sempre può vincere contro l’istinto. Ma alle parole, quando proprio sei fuori di te o non sai cosa dire, prediligi il silenzio.

(Serena Santorelli)




L'accusato non ha se non parole.
E talvolta non ha, anzi non vuole
sotto il sole le sole parole.

Sandro Penna




Io non ho bisogno di denaro

Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini
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Dedica
Postato da Marhiel il Mercoledì, 23 gennaio @ 14:28:14 CET (684 letture)
Le poesie di Mariella Mulas II







Dedica

Negli occhi tuoi d’azzurro
eccomi talvolta a incontrar pensieri …
Ecco a rimembrare
il tuo primo battito di ciglia stupito.
Ecco gote morbide
tornite di rosea tenerezza …

Poi, piano, il tuo cammino
lungo i sentieri
della tua coscienza …
Ma in me è tuttora vivo
il calore delle tue piccole dita,
il trillo della tua voce
che mi chiama
e che d’usignolo riempie di cielo
prati damascati dalla tua infanzia,
ove ogni fiore è già preferito
nei tuoi incantati sguardi.

E offrivi ingenuità
come splendore di cielo terso,
e offrivi ridente di curiosità
i tuoi mille perché..
e il mare, sempre indaco sfondo
di fruscii vitali in me,
che riconosceva nella sua risacca
i riflessi azzurrini delle tue iridi lucenti.

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Anche quello un dono....
Postato da Grazia01 il Martedì, 22 gennaio @ 23:02:57 CET (698 letture)
Un pensiero al giorno







A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto interessanti. Possono essere appagate, e magari a modo loro anche felici, ma non sono molto profonde. ... Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli un dono - un dono crudele, ma pur sempre un dono...

(Peter Cameron)



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Lettera di Tiziano Terzani a Oriana Fallaci
Postato da Grazia01 il Martedì, 22 gennaio @ 13:39:10 CET (1231 letture)
Lettere




LETTERA DA FIRENZE
Il sultano e san Francesco

Firenze, 4 ottobre 2001

ORIANA,
dalla finestra di una casa poco lontana da quella in cui anche tu sei nata, guardo le lame austere ed eleganti dei cipressi contro il cielo e ti penso a guardare, dalle tue finestre a New York, il panorama dei grattacieli da cui ora mancano le Torri Gemelle. Mi torna in mente un pomeriggio di tanti, tantissimi anni fa, quando assieme facemmo una lunga passeggiata per le stradine di questi nostri colli argentati dagli ulivi. Io mi affacciavo, piccolo, alla professione nella quale tu eri già grande e tu proponesti di scambiarci delle "Lettere da due mondi diversi": io dalla Cina dell'immediato dopo-Mao in cui andavo a vivere, tu dall'America. Per colpa mia non lo facemmo. Ma è in nome di quella tua generosa offerta di allora, e non certo per coinvolgerti ora in una corrispondenza che tutti e due vogliamo evitare, che mi permetto di scriverti. Davvero mai come ora, pur vivendo sullo stesso pianeta, ho l'impressione di stare in un mondo assolutamente diverso dal tuo. Ti scrivo anche - e pubblicamente per questo - per non far sentire troppo soli quei lettori che forse, come me, sono rimasti sbigottiti dalle tue invettive, quasi come dal crollo delle due Torri. Là morivano migliaia di persone, e con loro il nostro senso di sicurezza; nelle tue parole sembra morire il meglio della testa umana, la ragione; il meglio del cuore, la compassione. Il tuo sfogo mi ha colpito, ferito e mi ha fatto pensare a Karl Kraus. "Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti e taccia", scrisse, disperato del fatto che, dinanzi all'indicibile orrore della prima guerra mondiale, alla gente non si fosse paralizzata la lingua. Al contrario, gli si era sciolta, creando tutto attorno un assurdo e confondente chiacchierio. Tacere per Kraus significava riprendere fiato, cercare le parole giuste, riflettere prima di esprimersi. Lui usò di quel consapevole silenzio per scrivere Gli ultimi giorni dell'umanità, un'opera che sembra essere ancora di un'inquietante attualità. Pensare quel che pensi e scriverlo è un tuo diritto. Il problema è però che, grazie alla tua notorietà, la tua brillante lezione di intolleranza arriva ora anche nelle scuole, influenza tanti giovani, e questo mi inquieta. Il nostro di ora è un momento di straordinaria importanza. L'orrore indicibile è appena cominciato, ma è ancora possibile fermarlo facendo di questo momento una grande occasione di ripensamento. È un momento anche di enorme responsabilità perché certe concitate parole, pronunciate dalle lingue sciolte, servono solo a risvegliare i nostri istinti più bassi, ad aizzare la bestia dell'odio che dorme in ognuno di noi e a provocare quella cecità delle passioni che rende pensabile ogni misfatto e permette, a noi come ai nostri nemici, il suicidarsi e l'uccidere. "Conquistare le passioni mi pare di gran lunga più diffìcile che conquistare il mondo con la forza delle armi. Ho ancora un diffìcile cammino dinanzi a me", scriveva nel 1925 quella bell'anima di Gandhi.
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I sentimenti più dolorosi...
Postato da Grazia01 il Martedì, 22 gennaio @ 10:19:30 CET (674 letture)
Poesie di Pessoa




I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi:
l'ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili,
la nostalgia di ciò che non c'è mai stato,
il desiderio di ciò che potrebbe essere stato,
la pena di non essere un altro,
l'insoddisfazione per l'esistenza del mondo.

Fernando Pessoa

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Ospiti inattesi
Postato da Grazia01 il Domenica, 20 gennaio @ 21:53:59 CET (947 letture)
Poesie d'autore II









Ospiti inattesi


Questo essere umano è un albergo.
Ogni mattina un nuovo arrivato.
Gioia, depressione, meschinità,
momentanee consapevolezze giungono
come ospiti inattesi.
Accoglili ed intrattienili tutti!
Fosse anche una folla di dispiaceri,
che con violenza ti svuota la casa
di tutti i suoi mobili,
eppure, onora ogni tuo ospite.
Forse sta cercando spazio
per nuovi piaceri.

Jalal ad Din Rumi



Buonanotte e buona settimana

Grazia
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Ciao


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