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Due sigarette
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 febbraio @ 21:57:38 CET (1527 letture)
Poesie di Pavese





Due sigarette


Ogni notte è la liberazione. Si guarda i riflessi
dell’asfalto sui corsi che si aprono lucidi al vento.
Ogni rado passante ha una faccia e una storia.
Ma a quest’ora non c’è più stanchezza: i lampioni a migliaia
sono tutti per chi si sofferma a sfregare un cerino.
La fiammella si spegne sul volto alla donna
che mi ha chiesto un cerino. Si spegne nel vento
e la donna delusa ne chiede un secondo
che si spegne: la donna ora ride sommessa.
Qui possiamo parlare a voce alta e gridare,
chè nessuno ci sente. Leviamo gli sguardi
alle tante finestre – occhi spenti che dormono
e attendiamo. La donna si stringe le spalle
e si lagna che ha perso la sciarpa a colori
che la notte faceva da stufa. Ma basta appoggiarci
contro l’angolo e il vento non è più che un soffio.
Sull’asfalto consunto c’è già un mozzicone.
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L'amore...
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 febbraio @ 21:42:38 CET (631 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno






Avevo sempre saputo che il vero amore è al di sopra di tutto e che sarebbe stato meglio morire,
piuttosto che cessare di amare. Ma pensavo che solo gli altri ne avessero il coraggio.
In quel momento, invece, scoprivo di esserne capace anch'io.
Anche se avesse dovuto significare partenza, solitudine, tristezza,
l'amore valeva comunque ogni centesimo del suo prezzo.

Paulo Coelho

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Trovala
Postato da Letty il Sabato, 09 febbraio @ 23:13:04 CET (891 letture)
Le poesie di Letty - II








Trovala un'altra come me se ci riesci, una a cui raccontare davvero la tua anima
una che ti ascolti, con gli occhi di bambina e le emozioni di una Donna
una che ti apra le mani e accolga il tuo niente come se fosse tutto quel che desiderava
una che ti abbraccia pur sapendo di scottarsi
una che combatta con te e ti difenda sempre
che soccomba con te, per te, di te...
Trovala...
o torna a cercare me

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ITALIA FERITA
Postato da rosarossa il Venerdì, 08 febbraio @ 17:42:18 CET (860 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII









ITALIA FERITA

Italia Patria mia!
Ti seguo mentre piangendo cammini
Fra vicoli ciechi e strade spinse e bagnate di sangue.
Nel tuo sguardo io colgo la disperazione dei figli devoti.
Stanchi, sfiniti di tante amarezze, ti chiedono aiuto.
Tutti ti amiamo e udiamo partir dal tuo cuore.
Quell’urlo d’ira e di sdegno che ogni anima invade!
Uno scatto d’orgoglio lo ferma, assegna posto al dolore.
Avanzi nel buio nell’ombra, vorresti impugnare le armi.
Dignitosa, riflessiva, soffri questi tempi cupi, versando lacrime.
Sempre sperando che si potrà lottare anche
Senz’armi
Vorresti vincere la guerra con civiltà democrazia e amore.
La crisi incalza senza tregua e mal gestita.
Da politici camuffati, di potenti condottieri
travestiti.
Non potrà vincere la bontà, l’amore se contrastata da potenti e scaltri ladri…
Coraggio Patria mia, continua sui tuoi passi taciti e leggiadri.
Anche se ferita, nel proprio regno bistrattato,
Dai tuoi fedeli figli sarai sorretta sostenuta.
E il tuo regno sempre molto amato.

Rosarossa

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Pensiero...insondabile
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 febbraio @ 23:22:19 CET (858 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno









Forse che la terra sa cosa accade in quelle stelle lassù, gettate come granelli di fuoco attraverso lo spazio, così lontane che scorgiamo soltanto la luce di alcune, mentre l'innumerevole schiera delle altre é perduta nell'infinito, così vicine da formare forse un tutto, come le molecole di un corpo? Ebbene, anche l'uomo non sa ciò che accade in un altro uomo. Siamo lontani l'uno dall'altro più di quegli astri, e soprattutto siamo isolati perché il pensiero é insondabile.

Guy de Maupassant


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Empatia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 febbraio @ 10:26:48 CET (1196 letture)
Psicologia e salute III




EMPATIA
Piccolo esercizio pratico per coltivarla (verso gli altri e verso se stessi)

Uno dei flagelli dello psichismo umano è la tendenza a non volersi immedesimare nei panni degli altri.
Ne conseguono incomprensioni, sofferenze, accuse, torti.
In una parola: disagio.
Quando esprimo un giudizio su qualcuno, conoscono realmente la situazione in cui egli si trova?




Prima di giudicare, criticare o puntare il dito, potrei fare questo piccolo esercizio:

chiudo gli occhi per qualche istante, respiro ed espiro profondamente e, con l’immaginazione, cerco di calarmi nei suoi panni, nella sua situazione.
Se fossi nei suoi panni mi comporterei come si sta comportando questa persona?
Mi comporterei diversamente?
Direi così?
Direi un’altra cosa?…
Se l’esercizio di “immedesimarmi nei panni dell’altro” è rivolto verso una persona che mi è antipatica, uggiosa o insopportabile, l’esercizio vale il doppio (a volte, il triplo).
Svolgendo l’esercizio quotidianamente acquisirò grandi forze, tra le quali:
pazienza, tranquillità, indulgenza, presenza mentale, tenerezza, capacità di osservazione e comunicazione, generosità.
Non sarò l’unico beneficiario di questi doni.
Ma anche le altre persone ne beneficeranno.
Posso starne certo.
Ma che fare se proprio non ce la faccio a svolgere questo esercizio?
Se proprio non riesco a cogliere la realtà dell’altro?
Se l’impulso del giudizio si fa irresistibile?
Me lo chiedo, poiché è bene non essere critico, intollerante e biasimevole neppure verso me stesso per non essere subito riuscito a trattenermi dall’impulso della critica.
Leggi Tutto... | 2717 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


IL BIMBO DORME
Postato da rosarossa il Martedì, 05 febbraio @ 21:59:24 CET (946 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII








IL BIMBO DORME

Dormi bambino mio questo è il tuo nido
Una coperta soffice calda, dei lenzuoli bianchi ricamati.
Con grande gioia ti sono vicino col mio sangue ti nutro, ogni giorno di amore ti copro.
Arde il mio cuore come fosse fuoco.
Quanta emozione, un bimbo dorme
un cuor di mamma lo contempla.
Ansiosa veglia intorno a quella culla
Commossa osserva fra le rosee gote una boccuccia di corallo che si schiude in un angelico sorriso.
A un tratto illumina la stanza e il dolce viso.
Volano nell'aria i primi inconsci colorati sogni.
Rapita la mamma, li avvolge nel pensiero li carezza.
Al centro di una preghiera
Fiduciosa li consegna a Dio
Lui solo li seminerà nell ignoto cammino.
Solo Dio, il percorso tracciar potrà
Del suo destino.


Rosarossa

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Messaggio
Postato da Grazia01 il Martedì, 05 febbraio @ 13:28:01 CET (736 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno




Ho poca vita e tanta fame, non ho le ali come gli uccelli, che van lontano a cercare becchime.
Non ho i denti aguzzi delle iene, né la furbizia degli sciacalli.
Mandami una briciola del tuo mangiare, un sorso d'acqua del tuo bicchiere.
Non so nemmeno implorare Iddio, fallo tu per me, se sai pregare.

Grazia
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Esserci...
Postato da Grazia01 il Martedì, 05 febbraio @ 11:55:01 CET (502 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno







Il bello della vita è esserci anche questa mattina
e sorseggiare i primi raggi di luce
... come se fosse un miracolo.

E. Pearlman

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Pensiero
Postato da Letty il Martedì, 05 febbraio @ 09:50:30 CET (746 letture)
Le poesie di Letty - II







Chissà perché continuo ad aspettarmi qualcosa di straordinario pur restando fuori dal mondo...
ma là fuori c'è troppo rumore per i miei gusti...
le mie favole han bisogno solo di silenzi.

Letty

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Panico
Postato da Letty il Martedì, 05 febbraio @ 09:42:37 CET (746 letture)
Le poesie di Letty - II




Sapete cosa è un attacco di panico? Oh sono certa di si. Ne soffriamo tutti. Non lo riconosciamo mai subito perché è un male subdolo, si insinua lentamente, giorno dopo giorno. Sono le nostre paure, i nostri timori, le nostre debolezze. Ci scorrono nel sangue, prendono posto dove non immagini nemmeno e una volta che si sono accomodate cominciano la loro opera e ti impediscono lentamente di vivere. Un attacco di panico si manifesta in qualsiasi cosa, una mania radicata, un pensiero fisso, una paura inconfessabile e ti ritrovi schiavo di qualcosa di oscuro di cui non sai, non capisci, non realizzi. Prima di arrivare alla coscienza del "panico" passi per la fase più distruttiva che si possa conoscere: l'implosione. Già. Tutto parte da dentro di te, sei tu stesso non è nessun altro a causare questo terribile malessere aberrante... SEI SOLO TU. Quindi quando senti arrivare la crisi, quando senti arrivare il "panico" è quello il momento in cui dovresti far leva sulla tua coscienza e dirti: "caxxo.... voglio davvero star male così?" la risposta è NO. NON LO VUOI. NON DEVI VOLERLO.
NON DEVI VOLERLO.
Forse non arriverai mai a dominare del tutto questa parte di te, riaffiorerà milioni di volte, prepotente e invasiva con la voglia di annullare tutti i tuoi pensieri positivi. Solo una cosa devi imparare a fare, forse la più difficile e complicata: è amarti. Il panico ti domina quando non ti ami, quando non ti accetti, quando ti critichi troppo. Nel momento stesso in cui accetterai che sei umano e che ti sbagli esattamente come tutti gli altri capirai che la vita si vive e che precludersi questo viaggio è l'errore più grande che tu possa fare.


Letty
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Pensiero del giorno
Postato da Grazia01 il Lunedì, 04 febbraio @ 22:07:21 CET (716 letture)
Poesie e prosa di Gibran II





Uno sguardo che rivela il tormento interiore aggiunge bellezza al volto, per quanta tragedia e pena riveli, mentre il volto che non esprime, nel silenzio, misteri nascosti non è bello, nonostante la simmetria dei lineamenti. Il calice non attrae le labbra se non traluce il colore del vino attraverso la trasparenza del cristallo.

Khalil Gibran

Biografia



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Colloquio sentimentale
Postato da Grazia01 il Lunedì, 04 febbraio @ 21:44:02 CET (903 letture)
Poesie di Verlaine










Colloquio sentimentale


Nel vecchio parco solitario e ghiacciato
due figure poco fa sono passate.
Spenti hanno gli occhi, le labbra senza lena
e le loro parole s'odono appena.
Nel vecchio parco solitario e ghiacciato
due fantasmi hanno evocato il passato.
- Ricordi la nostra estasi d'un tempo?
- Perché mai volete che mi torni in mente?
- Ti batte ancora il cuore al solo mio nome?
Vedi ancora in sogno la mia anima? - No.
Ah! i bei giorni di felicità indicibile
che univamo le nostre bocche! - È possibile.
- Che cielo azzurro, che speranza infinita!
- Sconfitta, verso il cielo nero è fuggita.
Così andavano per le avene incolte,
le loro parole udì solo la notte.

Paul Verlaine

Biografia

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Il destino nelle poesie
Postato da Grazia01 il Domenica, 03 febbraio @ 21:17:56 CET (1182 letture)
Poesie tematiche III




Poesie sul








NENIA
di Leonardo Sinisgalli

Figlia del mio destino
cresci come, la rosa nel giardino.
Dormi figlia mia, dormi e cresci,
dormi come cresce il grano appena nasce.





DESTINO
di Giuseppe Ungaretti

Volti al travaglio
come una qualsiasi
fibra creata
perhè ci lamentiamo noi?




Il Destino
di Pasquale Capasso

Il destino ha voluto che ti incontrassi,
il destino ha voluto che tu mi piacessi.

Il destino è patria di speranze e di sconforti,
di gioie e di tristezze,
d'amori e di rancori;

Chi può decidere il destino?
Nessuno, ne i cuori che volano nel cielo azzurro ne i cuori

Che vagano tra le fiamme oscure.
Oh!! Destino infame,
ti burlasti dei miei sogni decidendo di non darmi ciò
che più ardentemente desideravo,
l'amore.

Leggi Tutto... | 3182 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Conto alla rovescia...
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 febbraio @ 21:12:34 CET (810 letture)
Psicologia e salute III



Conto alla rovescia...fermarsi un attimo, rallentare: è l'unico rimedio alla fretta tecnologica tipica dei nostri tempi. Specialmente davanti al computer o alle prese con gli smartphone. Perché a volte l'iperattività va a scapito della riflessione.



Provate a non far nulla per due minuti. Facile? Non è detto, specialmente se siete davanti a un computer. Lo dimostra il sito www.donothingfor2minutes.com che con l'immagine di un tramonto, il suono delle onde e un conto alla rovescia, sfida l'utente a rilassarsi senza toccare la tastiera. Perché in genere davanti al desktop, benché immobili, si è colpiti da iperattività: mentre una pagina si carica si apre un'altra finestra, si scrive una mail si guarda chi c'è in chat... Ed ecco che i due minuti in cui fissare lo schermo senza cliccare diventano lunghissimi. E sintomatici del sovraccarico informativo e della fretta tecnologica di cui siamo vittime.

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Vorrei...
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 febbraio @ 13:28:13 CET (953 letture)
Le poesie e altro di Grazia V




Vorrei che potessimo lasciare la nostra vita terrena consumandoci come piccole candele. Senza dolori né attese angoscianti da parte di chi ci ama. In una notte il nostro corpo si potrebbe dissolvere come una nuvola e lascare andare libera la nostra anima. Nessun cadavere da ricomporre, da vestire, da sotterrare. Nessun avvilente processo di decomposizione, diventare parte della terra attraverso molecole impalpabili come cipria, contenti in nostro dna, uniche testimonianze del nostro vissuto e restare presenti solo nel cuore dei nostri cari. Così vorrei morire, come un fumetto che esce dalle labbra nei giorni di gelo, come nebbia che si scioglie nel sole, come una lacrima che, asciugata da un bacio, diventa amore.

Grazia
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Buona giornata
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 febbraio @ 12:40:06 CET (697 letture)
Messaggi II





Nel primo giorno di questo nuovo mese vi auguro tutte le gioie della vita.
Che siano costellati dalla serenità, dalla salute e dalla pace in famiglia anche tutti gli altri giorni di febbraio.
Passeranno il Festival e il carnevale, superemo l'ingarbugliato e preoccupante nodo delle votazioni.
Sarà comunque un mese colorato e mattacchione che ci traina con vigore verso la buona stagione.

Grazia
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SAPER SOFFRIRE
Postato da rosarossa il Giovedì, 31 gennaio @ 23:12:06 CET (949 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno







Non so perchè, ho paura dell'ora che si avvicina.La mia anima attende la rivelazione di questo mistero. Certo sulla terra nessuno può aiutarmi e ho tanto bisogno di qualcuno. Non ho volontà per lottare e mi sento cadere. Non ho forza per soffrire e bisogna lottare. Il mio corpo trema e ho terrore dell'ora che s'avanza. la prova mi schiaccia col suo peso e questa pena mi annienta ogni energia. La mia anima è come una foglia in balia del vento e piove nel mio cuore come d'autunno. Il vento porta lontano foglie anima e cuore. La tempesta mi sommerge, il cielo è senza stelle, l'orizzonte è chiuso e pare che mai possa sorgere il sole. Vorrei cadere per non alzarmi più eppure lottare bisogna per vivere ancora. ma qualunque sia il vento che mi percuote; fa' che impari a soffrire meglio, o Signore.

Nino Salvaneschi

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Sorte
Postato da moirac il Giovedì, 31 gennaio @ 23:09:19 CET (1626 letture)
Le poesie di Moirac





Sorte

Ogni attimo viene impresso,
ma la sorte non si sceglie,
tocca e sparisce.

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Come il vento
Postato da Grazia01 il Giovedì, 31 gennaio @ 22:35:19 CET (809 letture)
Poesia al femminile II






Come il vento

Donne silenziose
come bisce sull'acqua
attraversano il mondo

quando un vento sfacciato
solleva loro le gonne
le membra abbandonano

socchiudono gli occhi
sognando l'amore
o gli amori vissuti

Tante stagioni...
ragnatele di ricordi
sui loro volti

sedute in cerchio
ma non insieme
guardano tramonti infuocati

il loro vivere, ora
stride come il vento
che passa tra l'erba secca...

nei prati.

Patrizia Chini

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Perchè...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 31 gennaio @ 14:04:58 CET (731 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno










Ma perché non funziona tutto come nei film? Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un caffé del centro, non rincontri ...mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante i l momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’? Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.

(David Grossman - Qualcuno con cui correre)

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I bambini secondo Charles Péguy
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 30 gennaio @ 23:08:36 CET (824 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno







...Si mandano i figli a scuola, dice Dio.
Io penso che sia perché dimentichino il poco che sanno.
Si farebbe meglio a mandare a scuola i genitori.
Son loro che ne hanno bisogno.
Ma naturalmente ci vorrebbe una scuola di me.
E non una scuola di uomini.
Si crede che i bambini non sappiano nulla.
E che i genitori e le persone grandi sappiano qualcosa.
Ora io ve lo dico, è il contrario.
(E' sempre il contrario).
Sono i genitori, sono le persone grandi che non sanno nulla.
E sono i bambini che sanno.
Tutto.
Perchè essi hanno l'innocenza prima.
Che è tutto.


da: I bambini secondo Charles Péguy

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Un blasfemo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 30 gennaio @ 21:05:03 CET (1484 letture)
Antologia di Spoon River






Wendell P. Bloyd
(Un blasfemo)


Cominciarono ad accusarmi di libertinaggio,
non essendoci leggi antiblasfeme.
Poi mi rinchiusero per pazzo,
e qui un infermiere cattolico mi uccise di botte.
La mia colpa fu questa:
dissi che Dio mentì ad Adamo, e gli assegnò
di condurre una vita da scemo,
d'ignorare che al mondo c'è il bene e c'è il male.
E quando Adamo imbrogliò Dio mangiando la mela
e si rese conto della menzogna,
Dio lo scacciò dall'Eden per impedirgli di cogliere
Il frutto della vita immortale.
Santo cielo, voi gente assennata,
ecco ciò che Dio stesso ne dice nel Genesi:
«E il Signore Iddio disse: Ecco che l'uomo
è diventato come uno di noi» (un po' d'invidia, vedete)
«a conoscere il bene e il male» (la menzogna che tutto sia bene!);
«e allora, perché non allungasse la mano a prendere
anche dell'albero della vita e mangiarne, e non vivesse eterno;
per questo il Signore Iddio lo scacciò dal giardino dell'Eden».
(La ragione per cui io credo che Dio crocifiggesse suo figlio,
per uscire da quel brutto pasticcio, è che ciò è proprio degno di Lui).

Traduzione di
Fernada Pivano
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Quasi felicità...
Postato da Grazia01 il Martedì, 29 gennaio @ 21:51:05 CET (874 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno









Dalle mie finestre non vedo il mare, né i monti, ne il lago, vedo un fiume luccicante, pieno di colori, e di vita,
con aromi e suoni particolari...una strada a scorrimento veloce.
Verso quest'ora la piena si ritira e si può gustare una quiete quasi deliziosa.
E' come quando, finalmente, si possono togliere delle scarpe strette con il tacco alto, è quasi felicità.





Grazia
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La danza della neve
Postato da Grazia01 il Lunedì, 28 gennaio @ 22:12:06 CET (984 letture)
Poesie di Negri










La danza della neve


Sui campi e sulle strade
silenziosa e lieve
volteggiando, la neve
cade.
Danza la falda bianca
nell'ampio ciel scherzosa,
Poi sul terren si posa
stanca.
In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme.
Tutto d'intorno è pace;
chiuso in oblio profondo,
indifferente il mondo
tace.

ADA NEGRI

Biografia

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Mai dimenticherò quella notte
Postato da Grazia01 il Domenica, 27 gennaio @ 13:53:26 CET (4101 letture)
Video
Mai dimenticherò quella notte...anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso...




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Torneranno a casa
Postato da Grazia01 il Domenica, 27 gennaio @ 13:44:00 CET (914 letture)
Poesie di Pavese






Torneranno a casa

La mattina rientrai con molta gente in città mentre ancora echeggiavano in lontananza schianti e boati. Dappertutto si correva e si portavano fagotti. L'asfalto dei viali era sparso di buche, di strati di foglie, di pozze d'acqua. Pareva avesse grandinato. Nella chiara luce crepitavano rossi e impudichi! gli ultimi incendi, la scuola, come sempre, era intatta. Mi accolse il vecchio Domenico, impaziente di andarsene a vedere i disastri. C'era già stato avanti l'alba, al cessato allarme, nell'ora che tutti vanno tutti sbucano, e qualche esercente socchiude la porta e ne filtra la luce (tanto ci sono i grossi incendi) e qualcosa si beve, fa piacere ritrovarsi. Mi raccontò cos'era, stata la notte nel nostro rifugio dove lui dormiva. Niente lezioni per quest oggi, si capisce. Del resto anche i trams stavano fermi, spalancati e deserti, dove il finimondo li aveva sorpresi. Tutti i fili erano rotti. Tutti i muri imbrattati come dell'ala impazzita di un uccello di fuoco.
«Brutta strada, non passa nessuno», ripeteva Domenico. «La segretaria non si è ancora vista: Non si è visto Fellini. Non si può sapere niente.» Passò un ciclista che, pied'a terra, ci disse che Torino era tutta distrutta.
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La notte dei cristalli
Postato da Grazia01 il Domenica, 27 gennaio @ 13:30:42 CET (852 letture)
Racconti IV






La notte dei cristalli


Sono trascorsi due giorni da quella che la stampa ora chiama Kristallnacht, la notte dei cristalli, dei vetri infranti.
Mi sono incaricato io, ora che sono capitano e Heydrich mi stima. di più, di raccogliere dei dati sugli avvenimenti di quella storica notte.
Il capo era rilassato, sorseggiava del cognac, stava ascoltando il Siegfried.
« Wagner è un mago », ha detto. «Un mago. Ecco, Dorf, cosa può produrre un puro animo ariano. »
Sono rimasto ad ascoltare per un momento, perché detestavo interrompere le sue fantasticherie.
« Che accordi », « ha detto, che accordi sublimi. »
« I rapporti sull'azione, sigrore. Sulla Kristallnacht.»
La musica ossessionante di Wagner, credo che si trattasse del Viaggio sul Reno, sembrava un accompagnamento al mio rapporto piuttosto grave. C'erano stati trentasei morti. Quasi tutti gli ebrei che avevano opposto resistenza. La stampa estera non poteva far scalpore per questo. Sessanta sinagoghe erano state date alle fiamme e più di ottocento negozi e aziende ebraici erano stati distrutti.
Dove i nostri sembravano aver passato il limite era negli arresti. Più di trentamila ebrei erano stati imprigionati.
Heydrich ha alzato gli occhi. « Trentamila? Dio mio, che stupidi. Riempiranno Buchenwald in una notte. »
Ha spento il grammofono. « Non importa. Alla fine lo riempiremo. E avremo bisogno di molti altri Buchenwald. I nostri nemici, tutti quanti, ebrei, comunisti, socialisti, massoni, slàvi, dovranno essere tutti rinchiusi, se resistono. »
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27 gennaio - giorno della memoria
Postato da Grazia01 il Domenica, 27 gennaio @ 12:11:57 CET (3908 letture)
In ricordo







L'uomo ha la possibilità di raggiungere i propri scopi nella vita e di essere felice solo se: saprà unirsi agli altri uomim in un rapporto di amore e di solidarietà: questo: è il messaggio che Eluard rivolge agli uomini da poco usciti dalla seconda guerra mondiale (questa lirica infatti è stata pubblicata neI 1947).




Non verremo alla mèta ad uno ad uno


Non verremo alla mèta ad uno ad uno
Ma a due a due. Se ci conosceremo
A due a due, noi ci conosceremo
Tutti, noi ci ameremo tutti e i figli
Un giorno rideranno
Della leggenda nera dove un uomo
Lacrima in solitudine.

Paul Eluard



Durante l'ultima guerra mondiale, c'erano uomini e gruppi di uomini che si sentivano degli estranei nella terra che li aveva visti nascere, e crescere, perché quella terra la occupavano, da padroni, eserciti stranieri. Difficile allora ubbidire al precetto evangelico di amare anche i proprI nemici, tanto più che la resistenza agl'invasori diventava anche lotta per dare al mondo più giustizia (più «pane») e libertà.

La patria

Posseggo una patria e su di essa il giorno
risplende con l'azzurro del cielo,
mentre di sera vi brillano infinite stelle
che l'alba spegne con la sua luce.
Ma quando a notte ritorno
sotto il buio delle grondaie,
sento il nemico intorno alla mia casa,
in agguato, con l'arma nel pugno.
Secondo l'Evangelo, madre, tu mi hai
ad amare tutti come te: educato
vorrei amare, o madre,
ma ho bisogno di pane e di libertà.

Nikola Vapcàrov




Così disumani erano quei tempi che i poeti, come dice Salvatore Quasimodo in questa poesia, avevano fatto il voto di interrompere il loro canto. l'espressione appendere le cetre ai salici si richiama al salmo 136 della Bibbia in cui gli ebrei esprimono il loro lamento per essere stati deportati.




Alle fronde dei salici


E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo
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Vestiti di terra
Postato da Grazia01 il Sabato, 26 gennaio @ 22:18:29 CET (1270 letture)
Le poesie e altro di Grazia V













Vestiti di terra

Vestiti di terra
case di fango e paglia
ventri gonfi
occhi lucenti
mosche, malattie
bocche riarse.
Onde, vento
mari di sabbia
guerre, barconi
speranze in viaggio.
Uomini in nero
rubinetti d'oro
donne velate
donne violate.
Genocidi continui
naturali, insolubili,
multinazionali
interessi sovrani
alleanze segrete.
Civiltà democratiche
sventolano bandiere,
quella della solidarietà
è inerme a mezz'asta
dimenticata.


Grazia

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Ciao


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