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Un saluto alle rondini
Postato da Grazia01 il Sabato, 13 ottobre @ 13:07:52 CEST (1487 letture)
Poesie tematiche 2012








Le RONDINI stanno partendo, a migliaia sui fili della luce, davanti casa si stanno preparando al grande salto verso

l'Africa dove vi sono i siti di svernamento.

Arrivederci








Il ciclo si ripete, ma c´è sempre la sensazione di qualcosa che si perde e non torna, quasi un dolore in fondo al cuore...

Pier Paolo Pasolini scriveva:

Piange ciò che muta, anche
se per farsi migliore. La luce
del futuro non cessa un solo istante
di ferirci...





Canto alle rondini

Questa verde serata ancora nuova
e la luna che sfiora calma il giorno
oltre la luce aperto con le rondini
daranno pace e fiume alla campagna
ed agli esuli morti un altro amore;
ci rimpiange monotono quel grido
brullo che spinge già l' inverno, è solo
l' uomo che porta la città lontano.

e nei treni che spuntano, e nell' ora
fonda che annotta, sperano le donne
ai freddi affissi d' un teatro, cuore
logoro nome che patimmo un giorno.

Alfonso Gatto
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Socrate
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 ottobre @ 18:37:23 CEST (682 letture)
Letture varie III






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Non so
Postato da moirac il Venerdì, 12 ottobre @ 18:24:56 CEST (813 letture)
Le poesie di Moirac








Non so



Non do più senso,
non so più cosa fare,
come agire sto seguendo
il mio istinto

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Pensiero della sera
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 ottobre @ 16:50:23 CEST (769 letture)
Un pensiero al giorno









Due cose mi sorprendono: l'intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini.

Tristan Bernard

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Il Paradosso della nostra epoca
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 ottobre @ 16:34:42 CEST (668 letture)
Riflessioni III






Il Paradosso della nostra epoca



Il paradosso della nostra epoca storica è che abbiamo edifici più alti ma temperamenti più corti,
strade più larghe ma punti di vista più ristretti.
Spendiamo di più, ma abbiamo di meno;
compriamo di più, ma gustiamo di meno.
Abbiamo case più grandi ma famiglie piccole,
più comodità, ma meno tempo;
abbiamo più lauree e poco buon senso.

Abbiamo più conoscenze, ma meno criterio;
più specialisti, ma ancora più problemi,
più medicine, ma meno benessere.
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Il sogno si concretizzerà ...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 11 ottobre @ 20:23:23 CEST (773 letture)
Un pensiero al giorno










Il sogno si concretizzerà il giorno in cui sapremo
dove sono coloro di cui sentiamo la mancanza,
perchè scoprendolo, la nostra memoria non avrà
più aperte le ferite dell'incertezza,
il balsamo della giustizia s'incaricherà di chiuderle
e potremo continuare a sognare,
perchè solo sognando e restando fedeli ai sogni
riusciremo ad essere migliori,
e se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo.

Luis Sepulveda
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Ricordo un uomo
Postato da Anonimo il Giovedì, 11 ottobre @ 08:23:43 CEST (721 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II










Ricordo un uomo


I suoi passi esitano
sulla via del ritorno
e come lacrime dal cielo
cadono gocce di rugiada
dalle stelle che lo seguono
mentre bagna il cuore degli altri
col suo cuore.
Perchè dove c'è vita
c'è un tesoro che si chiama
pace.
E se oggi i suoi rami sono secchi
il verde arriverà
dove nè vento nè gelo potranno
impedirlo perchè è amore
da nascondere come un fiore
troppo prezioso per essere colto
perchè si chiama eternità.

R. Chesini
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Una sera di Liguria
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 10 ottobre @ 19:08:32 CEST (1200 letture)
Poesie di Cardarelli








Una sera di Liguria



Lenta e rosata sale su dal mare
la sera di Liguria, perdizione
di cuori amanti e di cose lontane.
Indugiano le coppie nei giardini,
s'accendon le finestre ad una ad una
come tanti teatri.
Sepolto nella bruma il mare odora.
Le chiese sulla riva paion navi
che stanno per salpare.



Vincenzo Cardarelli

Biografia

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La notte è il grande dubbio
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 10 ottobre @ 19:07:03 CEST (739 letture)
Poesie della buonanotte II









La notte è il grande dubbio
del mondo e del tuo amore.
Ho bisogno che il giorno, ogni giorno mi dica
che è il giorno, che è lui
che è la luce: e lì tu.
Mi hai mai amato?
E mentre tu taci, ed è notte,
non so se luce, amore esistono.


Pedro Salinas

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TENEREZZA
Postato da rosarossa il Mercoledì, 10 ottobre @ 18:14:15 CEST (739 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII












TENEREZZA

La tenerezza è un sentimento nobile è sincero.
E' come un angelo gentile e buono
che abbraccia l'anima con
la leggerezza di una piuma;
elimina gli affanni,
capace è di elaborare ogni dolore,
finito il suo compito,
da buona amica, si adagia e
trova pace in fondo al cuore.


Rosarossa

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Oggi 9 ottobre, nacque Tadeusz Różewicz
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 ottobre @ 21:43:52 CEST (835 letture)
Ricerche d'autore






«quindici anni fa dissi che il poeta non era necessario. Ora mi sembra sempre più necessario, indispensabile. Non milioni o migliaia di poeti, no, il poeta è necessario. Forse è più necessario del cosmonauta. Il poeta è cosmonauta delle interiora terrestri, nostre.»

Tadeusz Różewicz

«in principio
c'è la parola
la grande gioia di creare
alla fine di una poesia
inizia
l'infinito»



I sipari nei miei drammi


I sipari
nei miei drammi
non si alzano
e non calano
non coprono
e non mostrano

arrugginiscono
marciscono stridono
lacerano

il primo di ferro
il secondo di straccio
il terzo di carta
cadono
a pezzi
sulle teste
degli spettatori
degli attori

i sipari nei miei drammi
pendono
sulla scena
sulla platea
sul guardaroba

ancora dopo
la rappresentazione
si appiccicano alle gambe
frusciano
pigolano




Il testimone



Tu sai che ci sono
ma non entrare all’improvviso
nella mia stanza

potresti vedermi
tacere
su un foglio bianco

E’ mai possibile scrivere
sull’amore
sentendo le grida
degli ammazzati e dei disonorati
è mai possibile scrivere
sulla morte
guardando le faccine
dei bambini

Non entrare all’improvviso
nella mia stanza

Vedrai un muto
e confuso
testimone dell’amore
l’amore vinto dalla morte

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NESSUN PROCESSO ALLE STAGIONI
Postato da rosarossa il Martedì, 09 ottobre @ 17:33:03 CEST (779 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII







NESSUN PROCESSO ALLE STAGIONI

Calmo autunno la tua monotonia un po’ m’intristisce un
grigio velo copre pietosamente il mio cuore. Hai forse
colpa tu di questo autentico squallore? Eppure
nell’anima si alternano ricordi di remoti autunni colmi di
serenità e di gioia, quando sognando fra le braccia del
mio amore mi sembravano fiorenti primavere.
Oggi triste abbandonato e solo vedo tutto nero.
Giustifico, sfogo la mia angoscia
colpevolizzando ingiustamente le stagioni.
La primavera non ha coerenza, un po’ piove e poi risplende il sole. Perciò ritengo che mi fa stare male!
il caldo dell’estate brucia l’erba, l’afa quindi mi fa soffocare!
L’autunno con la sua mestizia mi fa annoiare.
L’inverno porta neve, gelo, costretto
sono intorno al focolare.
Vango e rivango dentro la mia mente in cerca di ricordi; sono tanti! Veramente tanti!
Li volto, li rivolto
Ma non riesume quanto cerco, quello che vorrei! .
Pochi sono lieti, i più sono
colpe da me commesse d’ incosciente
soffoco nel dolore, amarezze, e delusioni.
Rifletto, penso, mi convinco ;
che il sole, il grigio, il nero, è quel che pesa dentro,
La natura procede alternandosi perfetta
nei suoi ruoli e
che innocenti sono le stagioni.

Rosarossa

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Bocciolo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 08 ottobre @ 20:56:45 CEST (1026 letture)
Le poesie e altro di Grazia V







Bocciolo

Fare l’amore
non sapendone nulla,
nascosti in un prato
carezze timide, un bacio
quel bacio diverso
dolcemente invadente
languido sorprendente.
Aspettarsi conoscersi
pensare a quel viso,
sognare per ore
tra emozioni confuse
e sogni d'amore
un amore che è solo
il bocciolo
di un piccolo fiore.


Grazia



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Come una farfalla...
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 ottobre @ 20:54:54 CEST (661 letture)
Un pensiero al giorno





Vorrei quasi che fossimo come farfalle e vivessimo appena tre giorni d'estate...
Tre giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant'anni comuni non potrebbero mai contenere..."

John Keats





Grazia

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Oggi 7 ottobre nacque Sohrab Sepehri
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 ottobre @ 17:06:39 CEST (4264 letture)
Ricerche d'autore








Berit Hildre


Poesie di Sohrab Sepehri


“Se mi vieni a trovare
Vieni lentamente e con gentilezza
per non spezzare la fragile porcellana
Della mia solitudine.”


Berit Hildre

Dov’è la dimora dell’Amico?

Tu andrai in fondo a questo viale
che emergerà oltre l’adolescenza,
poi ti volterai verso il fiore della solitudine.
A due passi dal fiore, ti fermerai
ai piedi della fontana da dove sgorgano i miti della terra…Tu vedrai un bambino

arrampicato in cima a un pino sottile,
desideroso di rapire la covata del nido della luce
e gli domanderai: dov’è la dimora dell’Amico?

Nell’ora che il corpo sarà terra, la terra sabbia
e polvere la sabbia, nell’ora in cui
ogni cosa sarà polvere, perché temere?
Finiremo così, naturalmente,
come un fiore di campo,
come un fiore che dice:
“È già tempo di neve, amico mio,
e le stagioni prossime a finire”.
Siamo reti sospese
sull’abisso.

Questa poesia ha ispirato al regista Abbas Kiarostami il film omonimo:
Dov'è la casa dell'Amico? in cui il poeta è citato nei titoli di coda.


Berit Hildre

Notte chiara e solitaria

Ascolta!
L’uccello più lontano di questo mondo canta.
La notte è limpida, perfetta e ampia.
E sussurra la luna,
alle orecchie dei fiori,
alle orecchie dei ramoscelli.

Davanti alla scala,
immerso nelle essenze della brezza notturna,
una torcia in mano,
io sto lì.

Ascolta!
Le piste stanno chiamando i tuoi passi,
E i tuoi occhi non devono essere l’ornamento delle tenebre!
Lavati gli occhi,
indossa le scarpe
e vieni!

Vieni con me!

Vieni fino a quando le dita invisibili della luna ti metteranno in guardia!
Vieni fino a quando il Tempo si siederà al tuo fianco!
Vieni fino a quando il fragranza della notte assorbirà
per intero il peso delle tue membra!
E poi,
ascolta, e di nuovo ascolta!

Lo so,
se arriverai in questo modo,
ci sarà un saggio, non lontano,
che poi ti dirà :
- L’istante migliore della vita
è la notte che guardi dentro i tuoi occhi,
ed essi sono bagnati, sono umidi
perchè Amore li incide “.
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Santa Caterina, patrona d'Italia e d'Europa
Postato da Grazia01 il Sabato, 06 ottobre @ 19:53:59 CEST (806 letture)
ARTE II

Santa Caterina, patrona d'Italia e d'Europa





Il 29 aprile 1962, a conclusione del V centenario della canonizzazione di Santa Caterina, è stato inaugurato a Roma il monumento dedicato alla Santa, opera dello scultore Francesco Messina (1900 - 1995).
Sono molti i monumenti e i dipinti dedicati alla Santa, questo seppur di un artista contemparaneo, lo trovo molto bello, per la dolcezza dei lineamenti e della postura.




particolare

Santa Caterina da Siena è Patrona d'Italia insieme a San Francesco d'Assisi (nominata da papa Pio XII nel 1939) e Patrona d'Europa insieme a Santa Brigida di Svezia e Santa Teresa Benedetta della Croce (nominata da papa Giovanni Paolo II nel 1999). Inoltre è stata la prima donna, assieme a Santa Teresa d'Avila, ad aver avuto il titolo di Dottore della Chiesa Universale (nominata da papa Paolo IV nel 1970), che la Chiesa ha finora attribuito a soli 33 personaggi, riconosciuti come eminenti per quanto riguarda la riflessione teologica.
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LA VIOLETTA
Postato da Grazia01 il Sabato, 06 ottobre @ 19:27:25 CEST (801 letture)
Poesie  e opere di Goethe




LA VIOLETTA


Una violetta stava sul prato
ignota e con il capo reclinato,
era una graziosa violetta.
Veniva una pastorella
il passo lieve, l'anima serena,
per la sua strada
giù per il prato, cantando.

Ah, pensa la violetta, vorrei tanto
essere il fiore più bello del creato,
ah, solo per un istante,
fino a che mi ha colto il mio amore
e mi ha stretto languida sul cuore!
Ah, soltanto, soltanto
per un breve quarto d'ora!

Ahimé, ahimé, venne la giovinetta
e non si diede cura della violetta,
anzi calpesta l'infelice.
Era lieta anche se cadeva e moriva:
se muoio, muoio tuttavia,
per causa sua, per causa sua,
qui ai suoi piedi almeno.


W. Goethe


Biografia
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Oggi 4 ottobre si festeggia San Francesco d'Assisi
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 ottobre @ 13:08:52 CEST (874 letture)
Poesie d'autore II



Il Santo di oggi 4 ottobre è San Francesco d'Assisi Patrono d'Italia





Francesco nacque ad Assisi nel 1181, nel pieno del fermento dell'età comunale. Figlio di mercante, da giovane aspirava a entrare nella cerchia della piccola nobiltà cittadina. Di qui la partecipazione alla guerra contro Perugia e il tentativo di avviarsi verso la Puglia per partecipare alla crociata. Il suo viaggio, tuttavia, fu interrotto da una voce divina che lo invitò a ricostruire la Chiesa. E Francesco obbedì: abbandonati la famiglia e gli amici, condusse per alcuni anni una vita di penitenza e solitudine in totale povertà. Nel 1209, in seguito a nuova ispirazione, iniziò a predicare il Vangelo nelle città mentre si univano a lui i primi discepoli insieme ai quali si recò a Roma per avere dal Papa l'approvazione della sua scelta di vita. Dal 1210 al 1224 peregrinò per le strade e le piazze d'Italia e dovunque accorrevano a lui folle numerose e schiere di discepoli che egli chiamava frati, fratelli. Accolse poi la giovane Chiara che diede inizio al secondo ordine francescano, e fondò un terzo ordine per quanti desideravano vivere da penitenti, con regole adatte per i laici. Morì nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1228. Francesco è una delle grandi figure dell'umanità che parla a ogni generazione. Il suo fascino deriva dal grande amore per Gesù di cui, per primo, ricevette le stimmate, segno dell'amore di Cristo per gli uomini e per l'intera creazione di Dio.
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Un nuovo giorno...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 ottobre @ 11:48:53 CEST (884 letture)
Un pensiero al giorno






Ogni mattino è la premessa di un nuovo giorno. Liberiamo gli entusiasmi assopiti. Osserviamo il mondo, come se fosse tutto nuovo e sorridiamo al negoziante, come se non fosse per nulla scontata la sua presenza. E’ un nuovo giorno, tutto di nuovo accadrà, e accadrà comunque. Puoi solo scegliere se viverlo come un banale giorno qualunque, in cui tutto scorre e tu non ci sei, oppure, essere presente e parte di questo meraviglioso fluire che è la vita!

Anna Biason



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Perchè l'odio?
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 03 ottobre @ 15:24:33 CEST (698 letture)
Un pensiero al giorno



Se odi una persona odi qualcosa in lei che è parte di te. Ciò che non è parte di noi stessi non ci disturba, ho notato che l'odio nasce, vive e si consuma quasi esclusivamente nel passato. Si prova odio ricordando quello che ci è stato fatto. Solamente pensando a cosa ci è accaduto; l'odio quindi è un sentimento, sicuramente non positivo, che non vive nel presente ma si riperquote su di esso grazie al "ricordo", per chi vive di ricordi è più facile odiare. Non si è mai visto l’odio nuocere all'oggetto detestato, piuttosto si è visto l’odio consumare chi lo prova. Non è un sentimento che mi appartiene, non so odiare e ricambio questo sentimento con la compassione o l'indifferenza secondo la natura della persona che mi detesta.

Il male che facciamo non ci attira tante persecuzioni e tanto odio quanto le nostre buone qualità.
François de La Rochefoucauld
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La finestra aperta
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 ottobre @ 19:35:45 CEST (630 letture)
Un pensiero al giorno




La prima cosa che faccio quando mi alzo la mattina è guardare fuori dalla finestra. Quando non c’è troppo freddo la spalanco e provo una sensazione liberatoria, è come salutare il giorno entrando a pieno titolo nella condivisione della vita.

Konstantinos Kavafis scrisse una poesia intitolata “Le Finestre”. La poesia è molto breve, ma si percepisce tutto il dolore di chi scrive: forse è meglio avere una casa senza finestre, ossia non sapere, poiché la luce che si spalancherebbe potrebbe farci scoprire cose peggiori dell’attuale oscurità.




Le finestre

In queste tenebrose camere, dove vivo
giorni grevi, di qua di là m’aggiro
per trovare finestre (sarà
scampo se una finestra s’apre). Ma
finestre non si trovano, o non so
trovarle. Meglio non trovarle forse.
Forse sarà la luce altra tortura.
Chi sa che cose nuove mostrerà.

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Mi guardo bene dal tenermi in gola le parole
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 ottobre @ 18:59:50 CEST (846 letture)
Poesie di Bukowski




Mi guardo bene dal tenermi in gola le parole: ho passato gran parte della mia vita a non dire le cose che volevo dire, e me ne sono pentito. La nostra natura ci impone di mandare messaggi subliminali, comunicare con i gesti, perchè abbiamo paura di esporci per come siamo. Anche a noi stessi. Quando tutto sarà finito sono sicuro che mi verrà concesso un minuto per ripensare a tutte le volte che volevo urlare cosa sentivo, ma sono stato zitto per paura di non essere capito, e rimpiangerò gli obbiettivi che ho abbandonato perchè il timore di fallire mi ha impedito di perseguirli. Questa vita è una puttana e probabilmente mi spezzerà il cuore, ma cazzo, sono innamorato. Va così, Rhum e Pera, perchè ci sono dei momenti forti che ti lasciano l’amaro in bocca, e altri talmente belli da farti dimenticare quel retrogusto sgradevole che ha la vita. Se davvero Dio mi odia, mi accorgerò di aver finito il succo di frutta soltanto dopo aver bevuto l’ultimo bicchiere di rhum, e resterà un cattivo sapore sul mio palato. Ma sarò troppo ubriaco per rendermene conto.



Charles Bukowski

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Oggi, 2 ottobre nacque Andreas Gryphius
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 ottobre @ 11:48:23 CEST (800 letture)
Ricerche d'autore






Nei sonetti di Gryphius, luterano di vasta cultura umanistica e scientifica, ci sono tutti i temi della letteratura barocca europea: il dolore e la maledizione dell'essere, la caducità e la vanità di tutte le cose in un mondo dominato dal peccato dall'errore e dal caso. Per l'uomo non c'è salvezza se non in un ordine divino che si intravvede a tratti e si rende manifesto nella forza e nella violenza del lamento. I temi della vanitas vanitatum, dell'esaltazione del rapporto con Dio, dell'identificazione della vera unica luce nella notte della morte, si accendono di nuovi bagliori nei suoi versi, considerati il capolavoro della lirica barocca, anche per l'abilità vertiginosa del gioco delle antitesi nei versi alessandrini, nella terzina, nella quartina.




Tutto è vanità

Ovunque ti volga, vedi nel mondo soltanto vanità!
Quanto uno oggi innalza, l'altro doman discalza:
laddove città sorgono si stenderà un gran prato
su cui un giovane pastore col gregge si diletta.
Quello che oggi è in fiore, presto sarà sciupato;
quello che è forte e fiero, sarà cenere ed ossa.
Nulla dura in eterno, né ferro né granito.
A fortuna che arride seguono tonanti lamenti.
La fama d'alte gesta è un sogno destinato a svanire.
Ed opporsi non deve un fragile mortale alla ruota del tempo.
Ahi, qual è mai la cosa che stimiamo preziosa.
Se non un vuoto nulla, ombre, polvere, vento;
se non un fior di campo che puoi scorgere a stento.
Eppur sull'Eterno nessun sa meditare.




A Eugenia

Perché ti meraviglia, o rosa delle vergini,
questo gioco del tempo, la rosa tra le dita,
che d'ogni rosa è sfida, se d'incanto svanisce?
Questa è la vita, Eugenia, così tutto perisce.
Or ben presto la Morte mieterà questo corpo;
i tuoi occhi, la gola, la fronte, questo seno, questo pegno
d'amore non certo in sabbia pura troverai sepoltura
e chi adesso ti onora con amore avrà di te paura.
Il sospirare è vano! ché non v'è nulla al mondo
che mantenga immutati e sostanza e colore;
fin dal concepimento siam votati al declino.
Cosa c'è di più bello del fiore della rosa?
Eppure quand'è ancora profumata, sfiorisce e discolora;
al pari noi dal nascere andiamo verso il Nulla.

Andreas Gryphius, Notte, lucente notte
Leggi Tutto... | 5989 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Le farfalle in poesia
Postato da Grazia01 il Lunedì, 01 ottobre @ 21:39:15 CEST (938 letture)
Poesie tematiche 2012




Le farfalle in poesia




La farfalla non conta gli anni ma gli istanti:

per questo il suo breve tempo le basta".

Tagore






La farfalla che svolazza intorno alla lampada finché non muore
è più ammirevole della talpa
che vive in una galleria oscura.

Gibran




Farfalla

Farfalla non soltanto non codarda,
ma temeraria, fatalmente cieca,
ciò che la fiamma alla Fenice nega
vuole, ostinata, serbi alle sue ali;
troppo tardi pentita per suo danno,
dallo splendore affascinata, viene
a ciò che brilla, e ambiziosa consegna
la mal vestita piuma a ciò che arde.
Giace gloriosa dove dolcemente
fossa le preparò minuscola ape,
somma felicità a errore sommo!
La mia ambizione non così lucente
nemico, ma più lieve, meno attivo,
cenere la farà, se brucia il fumo.

Luis de Gongora





La Farfalla

Nascere a primavera, morire con le rose,
sulle ali di uno zefiro nuotare nella luce,
cullarsi in grembo ai fiori appena schiusi,
in una brezza pura di profumi e d'azzurro,
scuotere, ancora giovane, la polvere alle ali,
volare come un soffio verso la volta infinita:
ecco della farfalla il destino incantato!
Somiglia al desiderio che non si posa mai,
che mai si sazia, ogni cosa sfiorando
per poi tornare al cielo,in cerca di piacere.

Alphonse De Lamartine
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Ti osservo esistere in me
Postato da Marhiel il Lunedì, 01 ottobre @ 18:46:47 CEST (705 letture)
Un pensiero al giorno









Ti osservo in fausti andamenti, mia anima, mentre attraversi le incombenze dei giorni... ma ti sento accanto più dolente nel cammino delle ore infelici e giungo allora a te per tenderti la mano, per sorreggerti di sorrisi e gesti, per convincerti che avanzare con coraggio oltre è preziosità del tuo voler esistere in me!

Mariella Mulas

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Ottobrata
Postato da Marhiel il Lunedì, 01 ottobre @ 18:38:14 CEST (1354 letture)
Le poesie di Mariella Mulas II







Panni lievi di bruma
su gocciole di prima rugiada
negli occhi
a confondere estensioni
su prati di gialli d’apparenza
spenti…
E foglie frastagliate morenti,
abbandonate su steli chini di un tempo
noncurante, sorvolano l’aria…
Ottobrata arriva a declinare forza di sole,
e a corteggiare eventi prossimi
freddi di torpore.
Si offre come un stanco passo
nel cielo sbiancato spesso d’azzurro,
e addormenta, in nenie di vento volubile
la terra delle radici
che hanno venerato quel tempo
di germogli, caldi di raggi.
Ma anche se rami sembrano aver scordato
fiori bianchi d’arancio, mostrano
pomi in abbozzi di profumi di smeraldo,
ora acerbe essenze di stretti spicchi,
promettenti addolcenti speranze.
Ottobre rivesti di te ogni anno del tuo esistere
e anche se appari, ogni volta, già ingombro
di malinconia d’autunno
nel lungo tuo adagiarti al giaciglio d’inverno,.
pure respiri ori di tempo,
e in me, per custodire come ogni volta,
all’ombrosità dei tuoi riflessi,


Mariella Mulas
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Momo il selvaggio
Postato da Grazia01 il Domenica, 30 settembre @ 18:14:02 CEST (787 letture)
Un pensiero al giorno





Momo il selvaggio

Momo è un gatto che viene a trovarci quando siamo in montagna. E' un gatto selvatico e non si fida degli umani, però sa che noi abbiamo preso per lui una ciotola e che, appena arriviamo, cominciamo a servirlo di pasti regolari. Come la macchina si ferma e scendiamo, lui arriva di gran carriera e miagola rumorosamente, forse un saluto o un avviso per ricordarci della sua ciotola. Non si avvicina a noi a meno di un metro. Quando resto vicino alla ciotola lui si ferma e miagola in modo prolungato, un miaoooooooooo, come a dire vattene. Ho provato a porgerli dei pezzettini di cibo con la mano, ma anche se il desiderio e la fame sono tanti, non cede, emette un verso diverso, una specie di piccolo ruggito, invitandomi ad appoggiare il cibo a terra. Quando siamo sul terrazzo, seduti, lui si sdraia, sempre a un metro da noi, e tranquillamente fa toilette o sonnecchia, ma basta il gesto di alzarsi e si allontana di un ulteriore metro. E' proprio selvaggio, lo vedo nel prato quando va a caccia, proprio come un vero felino, con appostamenti, agguati e balzi improvvisi, ma contrariamente ai gatti domestici che spesso lo fanno per giocare, lui mangia le sue prede con gusto. I miei nipoti hanno scoperto la sua tana: è nella legnaia in fondo al prato. E' bellissimo guardarlo nei suoi movimenti agili e scattanti ed è anche buffo perché è curioso. A volte entra in casa entrando dalla porta finestra, si fa un giretto e poi esce restando in prossimità dell'entrata, sempre a patto che noi si stia seduti. Ormai sono un po' di mesi che ci conosce, non credo riusciremo mai ad addomesticarlo, anche perché non stiamo sempre lì. Forse è meglio così, è un guerriero che vuole vivere a suo modo, senza coccole nè fusa. Un vero piccolo selvaggio.

Grazia
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I ponti...
Postato da Grazia01 il Domenica, 30 settembre @ 08:33:01 CEST (741 letture)
Un pensiero al giorno





Mi piace pensare che nella vita gli uomini si impegnino a costruire ponti e non muri...il ponte e' simbolo di unione, significa"io mi avvicino a te...sto' con te, ti porgo la mano,stiamo vicini"...percio' amici..."costruiamo ponti....abbattiamo muri"...quei muri che ci separano, che ci allontanano l'uno dall'altro...che ci fanno sentire estranei. E' bello sentire l'unione tra di noi ,quella che ci fa percorrere il cammino della vita come fossimo davvero fratelli...



Buona domenica

Grazia


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Oggi, 29 settembre nacque Miguel de Unamuno
Postato da Grazia01 il Sabato, 29 settembre @ 15:00:33 CEST (721 letture)
Ricerche d'autore




Di dentro


Non potere alle tenebre dar luce,
voce al silenzio!
Il mio dolore
il salmo del mistero canterebbe.
Nè poter dire quello che in un sacro
arcano muore,
prima ch’esso sia nato,
dentro il sepolcro-cuna dell’eterno!
Ove dura d’ambrosia il vostro aroma,
o fiori dell’inverno,
che innanzi che s’aprissero le vostre
corolle al sole
- dolce conforto ! -
tornaste ai campi
che Morte irriga coi suoi sparsi umori?
Cantar quel che non entra
in parole o in accenti è mia fatica
e qui dirti all’orecchio, amore mio,
il periplo del tuo cuore
con ritmo senza musica nè sillabe,
con tutto il suo silenzio!
La parola è terribile
ed è di malaugurio il suo potere.
Appena nasce, in Lei muore l’idea,
nel suo corpo sepolta,
come nel dare il pieno frutto muore
l’ansia dell’uomo.
La mia febbre toccandoti risvegli
la febbre del tuo seno,
e si fondano quindi i nostri ardori
in un solo desio.
Taci, amor mio, chiudi la fresca bocca,
così ti amo;
dove lasciò sua impronta la parola
non bene annida il bacio.
Taci, c’è un altro mondo
dentro quel che vediamo,
un mondo dove tessono le tenebre;
è tutto cielo.




Nel sognarti dormente...

Nel sognarti dormente molte volte
come non mai t'ho vista,
la brama dei miei occhi tanto accresci
che mi scordo di Te.

Chè sognandoti in intimo abbandono
non altro, se non donna,
nel vederti caduta dal tuo trono,
soccombere ti vedo.

Dentro il lungo mio sguardo un lungo bacio,
ma un bacio ch'è di morte,
che ti strugga ed in grazia d'esso sento
quel che acquistai perdendoti.




In queste sere grige

[...]
Fu ciò che fu ? Chissà ! …
La nave solca l’oceano infinito
e nei suoi cristalli,
tutti eguali,
non lascia traccia del suo errante solco
né orma nel suo grembo.
No, è soltanto,
la nave stessa, sì, rapida o lenta,
quella che conserva le onde che passarono,
o quelle che furono soltanto
sogni del mare.
Su questa nave non portiamo forse
ciò che solo sognamo
e sogno soltanto è stato ?
Dell’illusione al vento va la vela
e la scia annullata,
ma le onde, le brezze,
sorrisi dei mari e dei cieli,
di aneliti colmano la nave deserta
che non sa dove va.
E nel suo cammino, breve o lungo,
questi aneliti sono il suo carico:
ciò che sognamo è il nostro tesoro,
il nostro capitale,
l’oro di illusioni che guadagnamo,
ricchi di sogni,
e padroni solo dell’ideale.
Ricorda, dunque, o sogna tu, anima mia,
- la fantasia è la tua sostanza eterna -
ciò che non fu:
con le tue immagini diventa forte,
questo è vivere, il resto è morte.

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Oggi, 27 settembre nacque Tommaso di Ciaula
Postato da Grazia01 il Giovedì, 27 settembre @ 19:29:13 CEST (866 letture)
Ricerche d'autore




LA VECCHIA


Ammiro la vecchia pazza,
la fanatica delle galline
che si barrica in casa,
e chiude e richiude finestre:
non vuole vedere la luna,
accende e riaccende candele,
dialetta con le ombre
e borbotta come una pentola rotta.
Ammiro la vecchia pazza
la fanatica della treccia
nel giardino accumula
immondizie e feccia,
la fanatica della scopa.
Topi e lenticchie
sbiadito è il drappo rosso
muore la vecchia nel fosso.
Ammiro la vecchia che annega nel fosso.







DIETRO LA PORTA


La mia ragazza
guarda la luna
mangia la mela.
Ieri notte non le potevo contare
i capelli nella lana,
la pallina rossa nella stanza
seminava sangue di gazzelle.
La mia ragazza
guarda la luna
mangia la mela.
Ieri notte ho contato
chilometri di rose sul suo corpo.
Dietro la porta
la canzone azzurra del vento,
dietro la porta
il fischio antico dello zappatore
e il canto tragico del gallo mattutino
arruffato di penne e di sogni.
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