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La notte è il grande dubbio
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 10 ottobre @ 19:07:03 CEST (730 letture)
Poesie della buonanotte II









La notte è il grande dubbio
del mondo e del tuo amore.
Ho bisogno che il giorno, ogni giorno mi dica
che è il giorno, che è lui
che è la luce: e lì tu.
Mi hai mai amato?
E mentre tu taci, ed è notte,
non so se luce, amore esistono.


Pedro Salinas

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TENEREZZA
Postato da rosarossa il Mercoledì, 10 ottobre @ 18:14:15 CEST (725 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII












TENEREZZA

La tenerezza è un sentimento nobile è sincero.
E' come un angelo gentile e buono
che abbraccia l'anima con
la leggerezza di una piuma;
elimina gli affanni,
capace è di elaborare ogni dolore,
finito il suo compito,
da buona amica, si adagia e
trova pace in fondo al cuore.


Rosarossa

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Oggi 9 ottobre, nacque Tadeusz Różewicz
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 ottobre @ 21:43:52 CEST (828 letture)
Ricerche d'autore






«quindici anni fa dissi che il poeta non era necessario. Ora mi sembra sempre più necessario, indispensabile. Non milioni o migliaia di poeti, no, il poeta è necessario. Forse è più necessario del cosmonauta. Il poeta è cosmonauta delle interiora terrestri, nostre.»

Tadeusz Różewicz

«in principio
c'è la parola
la grande gioia di creare
alla fine di una poesia
inizia
l'infinito»



I sipari nei miei drammi


I sipari
nei miei drammi
non si alzano
e non calano
non coprono
e non mostrano

arrugginiscono
marciscono stridono
lacerano

il primo di ferro
il secondo di straccio
il terzo di carta
cadono
a pezzi
sulle teste
degli spettatori
degli attori

i sipari nei miei drammi
pendono
sulla scena
sulla platea
sul guardaroba

ancora dopo
la rappresentazione
si appiccicano alle gambe
frusciano
pigolano




Il testimone



Tu sai che ci sono
ma non entrare all’improvviso
nella mia stanza

potresti vedermi
tacere
su un foglio bianco

E’ mai possibile scrivere
sull’amore
sentendo le grida
degli ammazzati e dei disonorati
è mai possibile scrivere
sulla morte
guardando le faccine
dei bambini

Non entrare all’improvviso
nella mia stanza

Vedrai un muto
e confuso
testimone dell’amore
l’amore vinto dalla morte

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NESSUN PROCESSO ALLE STAGIONI
Postato da rosarossa il Martedì, 09 ottobre @ 17:33:03 CEST (773 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII







NESSUN PROCESSO ALLE STAGIONI

Calmo autunno la tua monotonia un po’ m’intristisce un
grigio velo copre pietosamente il mio cuore. Hai forse
colpa tu di questo autentico squallore? Eppure
nell’anima si alternano ricordi di remoti autunni colmi di
serenità e di gioia, quando sognando fra le braccia del
mio amore mi sembravano fiorenti primavere.
Oggi triste abbandonato e solo vedo tutto nero.
Giustifico, sfogo la mia angoscia
colpevolizzando ingiustamente le stagioni.
La primavera non ha coerenza, un po’ piove e poi risplende il sole. Perciò ritengo che mi fa stare male!
il caldo dell’estate brucia l’erba, l’afa quindi mi fa soffocare!
L’autunno con la sua mestizia mi fa annoiare.
L’inverno porta neve, gelo, costretto
sono intorno al focolare.
Vango e rivango dentro la mia mente in cerca di ricordi; sono tanti! Veramente tanti!
Li volto, li rivolto
Ma non riesume quanto cerco, quello che vorrei! .
Pochi sono lieti, i più sono
colpe da me commesse d’ incosciente
soffoco nel dolore, amarezze, e delusioni.
Rifletto, penso, mi convinco ;
che il sole, il grigio, il nero, è quel che pesa dentro,
La natura procede alternandosi perfetta
nei suoi ruoli e
che innocenti sono le stagioni.

Rosarossa

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Bocciolo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 08 ottobre @ 20:56:45 CEST (1009 letture)
Le poesie e altro di Grazia V







Bocciolo

Fare l’amore
non sapendone nulla,
nascosti in un prato
carezze timide, un bacio
quel bacio diverso
dolcemente invadente
languido sorprendente.
Aspettarsi conoscersi
pensare a quel viso,
sognare per ore
tra emozioni confuse
e sogni d'amore
un amore che è solo
il bocciolo
di un piccolo fiore.


Grazia



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Come una farfalla...
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 ottobre @ 20:54:54 CEST (659 letture)
Un pensiero al giorno





Vorrei quasi che fossimo come farfalle e vivessimo appena tre giorni d'estate...
Tre giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant'anni comuni non potrebbero mai contenere..."

John Keats





Grazia

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Oggi 7 ottobre nacque Sohrab Sepehri
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 ottobre @ 17:06:39 CEST (3805 letture)
Ricerche d'autore








Berit Hildre


Poesie di Sohrab Sepehri


“Se mi vieni a trovare
Vieni lentamente e con gentilezza
per non spezzare la fragile porcellana
Della mia solitudine.”


Berit Hildre

Dov’è la dimora dell’Amico?

Tu andrai in fondo a questo viale
che emergerà oltre l’adolescenza,
poi ti volterai verso il fiore della solitudine.
A due passi dal fiore, ti fermerai
ai piedi della fontana da dove sgorgano i miti della terra…Tu vedrai un bambino

arrampicato in cima a un pino sottile,
desideroso di rapire la covata del nido della luce
e gli domanderai: dov’è la dimora dell’Amico?

Nell’ora che il corpo sarà terra, la terra sabbia
e polvere la sabbia, nell’ora in cui
ogni cosa sarà polvere, perché temere?
Finiremo così, naturalmente,
come un fiore di campo,
come un fiore che dice:
“È già tempo di neve, amico mio,
e le stagioni prossime a finire”.
Siamo reti sospese
sull’abisso.

Questa poesia ha ispirato al regista Abbas Kiarostami il film omonimo:
Dov'è la casa dell'Amico? in cui il poeta è citato nei titoli di coda.


Berit Hildre

Notte chiara e solitaria

Ascolta!
L’uccello più lontano di questo mondo canta.
La notte è limpida, perfetta e ampia.
E sussurra la luna,
alle orecchie dei fiori,
alle orecchie dei ramoscelli.

Davanti alla scala,
immerso nelle essenze della brezza notturna,
una torcia in mano,
io sto lì.

Ascolta!
Le piste stanno chiamando i tuoi passi,
E i tuoi occhi non devono essere l’ornamento delle tenebre!
Lavati gli occhi,
indossa le scarpe
e vieni!

Vieni con me!

Vieni fino a quando le dita invisibili della luna ti metteranno in guardia!
Vieni fino a quando il Tempo si siederà al tuo fianco!
Vieni fino a quando il fragranza della notte assorbirà
per intero il peso delle tue membra!
E poi,
ascolta, e di nuovo ascolta!

Lo so,
se arriverai in questo modo,
ci sarà un saggio, non lontano,
che poi ti dirà :
- L’istante migliore della vita
è la notte che guardi dentro i tuoi occhi,
ed essi sono bagnati, sono umidi
perchè Amore li incide “.
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Santa Caterina, patrona d'Italia e d'Europa
Postato da Grazia01 il Sabato, 06 ottobre @ 19:53:59 CEST (794 letture)
ARTE II

Santa Caterina, patrona d'Italia e d'Europa





Il 29 aprile 1962, a conclusione del V centenario della canonizzazione di Santa Caterina, è stato inaugurato a Roma il monumento dedicato alla Santa, opera dello scultore Francesco Messina (1900 - 1995).
Sono molti i monumenti e i dipinti dedicati alla Santa, questo seppur di un artista contemparaneo, lo trovo molto bello, per la dolcezza dei lineamenti e della postura.




particolare

Santa Caterina da Siena è Patrona d'Italia insieme a San Francesco d'Assisi (nominata da papa Pio XII nel 1939) e Patrona d'Europa insieme a Santa Brigida di Svezia e Santa Teresa Benedetta della Croce (nominata da papa Giovanni Paolo II nel 1999). Inoltre è stata la prima donna, assieme a Santa Teresa d'Avila, ad aver avuto il titolo di Dottore della Chiesa Universale (nominata da papa Paolo IV nel 1970), che la Chiesa ha finora attribuito a soli 33 personaggi, riconosciuti come eminenti per quanto riguarda la riflessione teologica.
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LA VIOLETTA
Postato da Grazia01 il Sabato, 06 ottobre @ 19:27:25 CEST (788 letture)
Poesie  e opere di Goethe




LA VIOLETTA


Una violetta stava sul prato
ignota e con il capo reclinato,
era una graziosa violetta.
Veniva una pastorella
il passo lieve, l'anima serena,
per la sua strada
giù per il prato, cantando.

Ah, pensa la violetta, vorrei tanto
essere il fiore più bello del creato,
ah, solo per un istante,
fino a che mi ha colto il mio amore
e mi ha stretto languida sul cuore!
Ah, soltanto, soltanto
per un breve quarto d'ora!

Ahimé, ahimé, venne la giovinetta
e non si diede cura della violetta,
anzi calpesta l'infelice.
Era lieta anche se cadeva e moriva:
se muoio, muoio tuttavia,
per causa sua, per causa sua,
qui ai suoi piedi almeno.


W. Goethe


Biografia
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Oggi 4 ottobre si festeggia San Francesco d'Assisi
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 ottobre @ 13:08:52 CEST (852 letture)
Poesie d'autore II



Il Santo di oggi 4 ottobre è San Francesco d'Assisi Patrono d'Italia





Francesco nacque ad Assisi nel 1181, nel pieno del fermento dell'età comunale. Figlio di mercante, da giovane aspirava a entrare nella cerchia della piccola nobiltà cittadina. Di qui la partecipazione alla guerra contro Perugia e il tentativo di avviarsi verso la Puglia per partecipare alla crociata. Il suo viaggio, tuttavia, fu interrotto da una voce divina che lo invitò a ricostruire la Chiesa. E Francesco obbedì: abbandonati la famiglia e gli amici, condusse per alcuni anni una vita di penitenza e solitudine in totale povertà. Nel 1209, in seguito a nuova ispirazione, iniziò a predicare il Vangelo nelle città mentre si univano a lui i primi discepoli insieme ai quali si recò a Roma per avere dal Papa l'approvazione della sua scelta di vita. Dal 1210 al 1224 peregrinò per le strade e le piazze d'Italia e dovunque accorrevano a lui folle numerose e schiere di discepoli che egli chiamava frati, fratelli. Accolse poi la giovane Chiara che diede inizio al secondo ordine francescano, e fondò un terzo ordine per quanti desideravano vivere da penitenti, con regole adatte per i laici. Morì nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1228. Francesco è una delle grandi figure dell'umanità che parla a ogni generazione. Il suo fascino deriva dal grande amore per Gesù di cui, per primo, ricevette le stimmate, segno dell'amore di Cristo per gli uomini e per l'intera creazione di Dio.
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Un nuovo giorno...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 ottobre @ 11:48:53 CEST (869 letture)
Un pensiero al giorno






Ogni mattino è la premessa di un nuovo giorno. Liberiamo gli entusiasmi assopiti. Osserviamo il mondo, come se fosse tutto nuovo e sorridiamo al negoziante, come se non fosse per nulla scontata la sua presenza. E’ un nuovo giorno, tutto di nuovo accadrà, e accadrà comunque. Puoi solo scegliere se viverlo come un banale giorno qualunque, in cui tutto scorre e tu non ci sei, oppure, essere presente e parte di questo meraviglioso fluire che è la vita!

Anna Biason



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Perchè l'odio?
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 03 ottobre @ 15:24:33 CEST (693 letture)
Un pensiero al giorno



Se odi una persona odi qualcosa in lei che è parte di te. Ciò che non è parte di noi stessi non ci disturba, ho notato che l'odio nasce, vive e si consuma quasi esclusivamente nel passato. Si prova odio ricordando quello che ci è stato fatto. Solamente pensando a cosa ci è accaduto; l'odio quindi è un sentimento, sicuramente non positivo, che non vive nel presente ma si riperquote su di esso grazie al "ricordo", per chi vive di ricordi è più facile odiare. Non si è mai visto l’odio nuocere all'oggetto detestato, piuttosto si è visto l’odio consumare chi lo prova. Non è un sentimento che mi appartiene, non so odiare e ricambio questo sentimento con la compassione o l'indifferenza secondo la natura della persona che mi detesta.

Il male che facciamo non ci attira tante persecuzioni e tanto odio quanto le nostre buone qualità.
François de La Rochefoucauld
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La finestra aperta
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 ottobre @ 19:35:45 CEST (618 letture)
Un pensiero al giorno




La prima cosa che faccio quando mi alzo la mattina è guardare fuori dalla finestra. Quando non c’è troppo freddo la spalanco e provo una sensazione liberatoria, è come salutare il giorno entrando a pieno titolo nella condivisione della vita.

Konstantinos Kavafis scrisse una poesia intitolata “Le Finestre”. La poesia è molto breve, ma si percepisce tutto il dolore di chi scrive: forse è meglio avere una casa senza finestre, ossia non sapere, poiché la luce che si spalancherebbe potrebbe farci scoprire cose peggiori dell’attuale oscurità.




Le finestre

In queste tenebrose camere, dove vivo
giorni grevi, di qua di là m’aggiro
per trovare finestre (sarà
scampo se una finestra s’apre). Ma
finestre non si trovano, o non so
trovarle. Meglio non trovarle forse.
Forse sarà la luce altra tortura.
Chi sa che cose nuove mostrerà.

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Mi guardo bene dal tenermi in gola le parole
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 ottobre @ 18:59:50 CEST (842 letture)
Poesie di Bukowski




Mi guardo bene dal tenermi in gola le parole: ho passato gran parte della mia vita a non dire le cose che volevo dire, e me ne sono pentito. La nostra natura ci impone di mandare messaggi subliminali, comunicare con i gesti, perchè abbiamo paura di esporci per come siamo. Anche a noi stessi. Quando tutto sarà finito sono sicuro che mi verrà concesso un minuto per ripensare a tutte le volte che volevo urlare cosa sentivo, ma sono stato zitto per paura di non essere capito, e rimpiangerò gli obbiettivi che ho abbandonato perchè il timore di fallire mi ha impedito di perseguirli. Questa vita è una puttana e probabilmente mi spezzerà il cuore, ma cazzo, sono innamorato. Va così, Rhum e Pera, perchè ci sono dei momenti forti che ti lasciano l’amaro in bocca, e altri talmente belli da farti dimenticare quel retrogusto sgradevole che ha la vita. Se davvero Dio mi odia, mi accorgerò di aver finito il succo di frutta soltanto dopo aver bevuto l’ultimo bicchiere di rhum, e resterà un cattivo sapore sul mio palato. Ma sarò troppo ubriaco per rendermene conto.



Charles Bukowski

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Oggi, 2 ottobre nacque Andreas Gryphius
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 ottobre @ 11:48:23 CEST (790 letture)
Ricerche d'autore






Nei sonetti di Gryphius, luterano di vasta cultura umanistica e scientifica, ci sono tutti i temi della letteratura barocca europea: il dolore e la maledizione dell'essere, la caducità e la vanità di tutte le cose in un mondo dominato dal peccato dall'errore e dal caso. Per l'uomo non c'è salvezza se non in un ordine divino che si intravvede a tratti e si rende manifesto nella forza e nella violenza del lamento. I temi della vanitas vanitatum, dell'esaltazione del rapporto con Dio, dell'identificazione della vera unica luce nella notte della morte, si accendono di nuovi bagliori nei suoi versi, considerati il capolavoro della lirica barocca, anche per l'abilità vertiginosa del gioco delle antitesi nei versi alessandrini, nella terzina, nella quartina.




Tutto è vanità

Ovunque ti volga, vedi nel mondo soltanto vanità!
Quanto uno oggi innalza, l'altro doman discalza:
laddove città sorgono si stenderà un gran prato
su cui un giovane pastore col gregge si diletta.
Quello che oggi è in fiore, presto sarà sciupato;
quello che è forte e fiero, sarà cenere ed ossa.
Nulla dura in eterno, né ferro né granito.
A fortuna che arride seguono tonanti lamenti.
La fama d'alte gesta è un sogno destinato a svanire.
Ed opporsi non deve un fragile mortale alla ruota del tempo.
Ahi, qual è mai la cosa che stimiamo preziosa.
Se non un vuoto nulla, ombre, polvere, vento;
se non un fior di campo che puoi scorgere a stento.
Eppur sull'Eterno nessun sa meditare.




A Eugenia

Perché ti meraviglia, o rosa delle vergini,
questo gioco del tempo, la rosa tra le dita,
che d'ogni rosa è sfida, se d'incanto svanisce?
Questa è la vita, Eugenia, così tutto perisce.
Or ben presto la Morte mieterà questo corpo;
i tuoi occhi, la gola, la fronte, questo seno, questo pegno
d'amore non certo in sabbia pura troverai sepoltura
e chi adesso ti onora con amore avrà di te paura.
Il sospirare è vano! ché non v'è nulla al mondo
che mantenga immutati e sostanza e colore;
fin dal concepimento siam votati al declino.
Cosa c'è di più bello del fiore della rosa?
Eppure quand'è ancora profumata, sfiorisce e discolora;
al pari noi dal nascere andiamo verso il Nulla.

Andreas Gryphius, Notte, lucente notte
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Le farfalle in poesia
Postato da Grazia01 il Lunedì, 01 ottobre @ 21:39:15 CEST (922 letture)
Poesie tematiche 2012




Le farfalle in poesia




La farfalla non conta gli anni ma gli istanti:

per questo il suo breve tempo le basta".

Tagore






La farfalla che svolazza intorno alla lampada finché non muore
è più ammirevole della talpa
che vive in una galleria oscura.

Gibran




Farfalla

Farfalla non soltanto non codarda,
ma temeraria, fatalmente cieca,
ciò che la fiamma alla Fenice nega
vuole, ostinata, serbi alle sue ali;
troppo tardi pentita per suo danno,
dallo splendore affascinata, viene
a ciò che brilla, e ambiziosa consegna
la mal vestita piuma a ciò che arde.
Giace gloriosa dove dolcemente
fossa le preparò minuscola ape,
somma felicità a errore sommo!
La mia ambizione non così lucente
nemico, ma più lieve, meno attivo,
cenere la farà, se brucia il fumo.

Luis de Gongora





La Farfalla

Nascere a primavera, morire con le rose,
sulle ali di uno zefiro nuotare nella luce,
cullarsi in grembo ai fiori appena schiusi,
in una brezza pura di profumi e d'azzurro,
scuotere, ancora giovane, la polvere alle ali,
volare come un soffio verso la volta infinita:
ecco della farfalla il destino incantato!
Somiglia al desiderio che non si posa mai,
che mai si sazia, ogni cosa sfiorando
per poi tornare al cielo,in cerca di piacere.

Alphonse De Lamartine
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Ti osservo esistere in me
Postato da Marhiel il Lunedì, 01 ottobre @ 18:46:47 CEST (696 letture)
Un pensiero al giorno









Ti osservo in fausti andamenti, mia anima, mentre attraversi le incombenze dei giorni... ma ti sento accanto più dolente nel cammino delle ore infelici e giungo allora a te per tenderti la mano, per sorreggerti di sorrisi e gesti, per convincerti che avanzare con coraggio oltre è preziosità del tuo voler esistere in me!

Mariella Mulas

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Ottobrata
Postato da Marhiel il Lunedì, 01 ottobre @ 18:38:14 CEST (1318 letture)
Le poesie di Mariella Mulas II







Panni lievi di bruma
su gocciole di prima rugiada
negli occhi
a confondere estensioni
su prati di gialli d’apparenza
spenti…
E foglie frastagliate morenti,
abbandonate su steli chini di un tempo
noncurante, sorvolano l’aria…
Ottobrata arriva a declinare forza di sole,
e a corteggiare eventi prossimi
freddi di torpore.
Si offre come un stanco passo
nel cielo sbiancato spesso d’azzurro,
e addormenta, in nenie di vento volubile
la terra delle radici
che hanno venerato quel tempo
di germogli, caldi di raggi.
Ma anche se rami sembrano aver scordato
fiori bianchi d’arancio, mostrano
pomi in abbozzi di profumi di smeraldo,
ora acerbe essenze di stretti spicchi,
promettenti addolcenti speranze.
Ottobre rivesti di te ogni anno del tuo esistere
e anche se appari, ogni volta, già ingombro
di malinconia d’autunno
nel lungo tuo adagiarti al giaciglio d’inverno,.
pure respiri ori di tempo,
e in me, per custodire come ogni volta,
all’ombrosità dei tuoi riflessi,


Mariella Mulas
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Momo il selvaggio
Postato da Grazia01 il Domenica, 30 settembre @ 18:14:02 CEST (779 letture)
Un pensiero al giorno





Momo il selvaggio

Momo è un gatto che viene a trovarci quando siamo in montagna. E' un gatto selvatico e non si fida degli umani, però sa che noi abbiamo preso per lui una ciotola e che, appena arriviamo, cominciamo a servirlo di pasti regolari. Come la macchina si ferma e scendiamo, lui arriva di gran carriera e miagola rumorosamente, forse un saluto o un avviso per ricordarci della sua ciotola. Non si avvicina a noi a meno di un metro. Quando resto vicino alla ciotola lui si ferma e miagola in modo prolungato, un miaoooooooooo, come a dire vattene. Ho provato a porgerli dei pezzettini di cibo con la mano, ma anche se il desiderio e la fame sono tanti, non cede, emette un verso diverso, una specie di piccolo ruggito, invitandomi ad appoggiare il cibo a terra. Quando siamo sul terrazzo, seduti, lui si sdraia, sempre a un metro da noi, e tranquillamente fa toilette o sonnecchia, ma basta il gesto di alzarsi e si allontana di un ulteriore metro. E' proprio selvaggio, lo vedo nel prato quando va a caccia, proprio come un vero felino, con appostamenti, agguati e balzi improvvisi, ma contrariamente ai gatti domestici che spesso lo fanno per giocare, lui mangia le sue prede con gusto. I miei nipoti hanno scoperto la sua tana: è nella legnaia in fondo al prato. E' bellissimo guardarlo nei suoi movimenti agili e scattanti ed è anche buffo perché è curioso. A volte entra in casa entrando dalla porta finestra, si fa un giretto e poi esce restando in prossimità dell'entrata, sempre a patto che noi si stia seduti. Ormai sono un po' di mesi che ci conosce, non credo riusciremo mai ad addomesticarlo, anche perché non stiamo sempre lì. Forse è meglio così, è un guerriero che vuole vivere a suo modo, senza coccole nè fusa. Un vero piccolo selvaggio.

Grazia
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I ponti...
Postato da Grazia01 il Domenica, 30 settembre @ 08:33:01 CEST (726 letture)
Un pensiero al giorno





Mi piace pensare che nella vita gli uomini si impegnino a costruire ponti e non muri...il ponte e' simbolo di unione, significa"io mi avvicino a te...sto' con te, ti porgo la mano,stiamo vicini"...percio' amici..."costruiamo ponti....abbattiamo muri"...quei muri che ci separano, che ci allontanano l'uno dall'altro...che ci fanno sentire estranei. E' bello sentire l'unione tra di noi ,quella che ci fa percorrere il cammino della vita come fossimo davvero fratelli...



Buona domenica

Grazia


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Oggi, 29 settembre nacque Miguel de Unamuno
Postato da Grazia01 il Sabato, 29 settembre @ 15:00:33 CEST (707 letture)
Ricerche d'autore




Di dentro


Non potere alle tenebre dar luce,
voce al silenzio!
Il mio dolore
il salmo del mistero canterebbe.
Nè poter dire quello che in un sacro
arcano muore,
prima ch’esso sia nato,
dentro il sepolcro-cuna dell’eterno!
Ove dura d’ambrosia il vostro aroma,
o fiori dell’inverno,
che innanzi che s’aprissero le vostre
corolle al sole
- dolce conforto ! -
tornaste ai campi
che Morte irriga coi suoi sparsi umori?
Cantar quel che non entra
in parole o in accenti è mia fatica
e qui dirti all’orecchio, amore mio,
il periplo del tuo cuore
con ritmo senza musica nè sillabe,
con tutto il suo silenzio!
La parola è terribile
ed è di malaugurio il suo potere.
Appena nasce, in Lei muore l’idea,
nel suo corpo sepolta,
come nel dare il pieno frutto muore
l’ansia dell’uomo.
La mia febbre toccandoti risvegli
la febbre del tuo seno,
e si fondano quindi i nostri ardori
in un solo desio.
Taci, amor mio, chiudi la fresca bocca,
così ti amo;
dove lasciò sua impronta la parola
non bene annida il bacio.
Taci, c’è un altro mondo
dentro quel che vediamo,
un mondo dove tessono le tenebre;
è tutto cielo.




Nel sognarti dormente...

Nel sognarti dormente molte volte
come non mai t'ho vista,
la brama dei miei occhi tanto accresci
che mi scordo di Te.

Chè sognandoti in intimo abbandono
non altro, se non donna,
nel vederti caduta dal tuo trono,
soccombere ti vedo.

Dentro il lungo mio sguardo un lungo bacio,
ma un bacio ch'è di morte,
che ti strugga ed in grazia d'esso sento
quel che acquistai perdendoti.




In queste sere grige

[...]
Fu ciò che fu ? Chissà ! …
La nave solca l’oceano infinito
e nei suoi cristalli,
tutti eguali,
non lascia traccia del suo errante solco
né orma nel suo grembo.
No, è soltanto,
la nave stessa, sì, rapida o lenta,
quella che conserva le onde che passarono,
o quelle che furono soltanto
sogni del mare.
Su questa nave non portiamo forse
ciò che solo sognamo
e sogno soltanto è stato ?
Dell’illusione al vento va la vela
e la scia annullata,
ma le onde, le brezze,
sorrisi dei mari e dei cieli,
di aneliti colmano la nave deserta
che non sa dove va.
E nel suo cammino, breve o lungo,
questi aneliti sono il suo carico:
ciò che sognamo è il nostro tesoro,
il nostro capitale,
l’oro di illusioni che guadagnamo,
ricchi di sogni,
e padroni solo dell’ideale.
Ricorda, dunque, o sogna tu, anima mia,
- la fantasia è la tua sostanza eterna -
ciò che non fu:
con le tue immagini diventa forte,
questo è vivere, il resto è morte.

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Oggi, 27 settembre nacque Tommaso di Ciaula
Postato da Grazia01 il Giovedì, 27 settembre @ 19:29:13 CEST (840 letture)
Ricerche d'autore




LA VECCHIA


Ammiro la vecchia pazza,
la fanatica delle galline
che si barrica in casa,
e chiude e richiude finestre:
non vuole vedere la luna,
accende e riaccende candele,
dialetta con le ombre
e borbotta come una pentola rotta.
Ammiro la vecchia pazza
la fanatica della treccia
nel giardino accumula
immondizie e feccia,
la fanatica della scopa.
Topi e lenticchie
sbiadito è il drappo rosso
muore la vecchia nel fosso.
Ammiro la vecchia che annega nel fosso.







DIETRO LA PORTA


La mia ragazza
guarda la luna
mangia la mela.
Ieri notte non le potevo contare
i capelli nella lana,
la pallina rossa nella stanza
seminava sangue di gazzelle.
La mia ragazza
guarda la luna
mangia la mela.
Ieri notte ho contato
chilometri di rose sul suo corpo.
Dietro la porta
la canzone azzurra del vento,
dietro la porta
il fischio antico dello zappatore
e il canto tragico del gallo mattutino
arruffato di penne e di sogni.
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Dialogo tra un moribondo e un uomo sano
Postato da Grazia01 il Giovedì, 27 settembre @ 08:46:40 CEST (1024 letture)
Testi e saggi di Voltaire II






Dialogo tra un moribondo e un uomo sano

In una città di provincia un tale era in agonia; un uomo in salute insultò i suoi momenti estremi e gli disse:
«Miserabile! pensa come me immediatamente, firma questo scritto, confessa che cinque proposizioni stanno in un libro che né tu né io abbiamo mai letto; abbraccia subito l'opinione di Lanfranc contro Bérenger, di san Tommaso contro san Bonaventura; abbraccia il secondo concilio di Nicea contro il concilio di Francoforte; spiegami immediatamente in che modo queste parole: "Mio Padre è maggiore di me" significano assolutamente: "lo sono grande quanto lui". «Dimmi in che modo il Padre comunica tutto al Figlio, salvo la paternità, o faccio buttare il tuo corpo nel carnaio; i tuoi figli non potranno ereditare, tua moglie sarà privata della sua dote, la tua famiglia andrà mendicando un pane che i miei pari le negheranno».
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A un tratto si sbrogliò
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 26 settembre @ 11:46:48 CEST (847 letture)
Poesie di Luzi







A un tratto si sbrogliò
e si sfece
il gomitolo
d'esistenze umane
e d'ogni specie.
Trascese al suo puro mattino
la terra ed il pensiero
di lei in me.
Rifulse,
sfolgorò un istante
quel profondo
inessere delle cose
in sé
ciascuna e tutte insieme
in una trasparente equalità.
Poi il tempo si riprese
tutto,
ma non quella fulminea eternità.

Mario Luzi


Biografia

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Libero
Postato da brunouk il Mercoledì, 26 settembre @ 09:58:28 CEST (849 letture)
Le poesie di Pegaso II

Mi sono immerso nel tempo
l’ho atteso
guerriero intento alla lotta.

Uomo desideravo le stelle
accontentandomi del deserto
dove solo il Baobab
sa attendere.

A volte il guerriero
vince la battaglia
a volte si perde
negli occhi di una donna.

Ma, quando la stella dell’Orsa
nella notte risplende
allora il mio sogno
si alza dal deserto
alla cometa d’oriente
vola, non ha confini.

Dall’orizzonte
guardo l’amore e i suoi nemici
guardo l’ultima notte
senza paura
chiudo gli occhi
lascio che il mio destino
scorra nell’attimo
finalmente libero
d’essere.

Bruno Gasparri
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Oggi, 25 settembre, nacque Mario Novaro
Postato da Grazia01 il Martedì, 25 settembre @ 21:06:23 CEST (985 letture)
Ricerche d'autore






Aria di primavera

Giovine luce,
aria di primavera!
soffici nuvole bianche
ragnano il cielo puro:
chiama
la numerosa alterna
voce del mare.




Pentecoste

Pentecoste
campane del pomeriggio
lucido verde al sole
turchino di mare con sparse vele nuvole chiare
delle selve d’ulivi respiro mite

e le campane
con tocchi chiari blandi
oh come tutto sarebbe felice
se potesse vanire
nel blando suono
delle campane.
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Il tempo che fu
Postato da brunouk il Martedì, 25 settembre @ 08:56:56 CEST (922 letture)
Le poesie di Pegaso II









Sono tornato per entrare nel tempo
in uno stesso giorno d’estate
di un primo ricordo
nell’alba che nasce improvvisa
specchiandosi sulle acque chete del lago.

L’aria s’impregna del dolce tepore di vita
sciogliendo l’umida foschia della notte
leggera s’innalza fluttuando
distorcendo celate velate forme
emergono dal buio di un lontano passato.

L’immenso avvolge mentre l’attimo espande.

Libero nella gioia d’essere
lascio il freddo fremito di morte vibrare
nel tempo non mio che scorre.

Sono sceso dalla vetta del monte
nel mio mondo di silenziose attese
bambino che ride tra i fiori
dove tutto e pianura
le rocce nubi
l’amore è un canto di una vita senza età
ferma d’incanto
in un tempo che fu.


Bruno Gasparri
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Verso la Luna
Postato da brunouk il Lunedì, 24 settembre @ 08:15:00 CEST (699 letture)
Le poesie di Pegaso II


In questo “unico” tramonto
cammino sulla spiaggia
dove l'onda accarezza l'arenile.

Vado in direzione della Luna
all'orizzonte sorge
tra bianca spuma e sbiadita nuvola.

Addio giorno!
mi hai visto “guerriero”
nella tua luce risalta l'errore
di chi, in maniera sbagliata,
esalta l'essere razza superiore,
vive, decantando ai quattro venti
i propri pregi.

Eppure, proprio i miei discepoli,
mi hanno sfidato nell'arte della spada
in breve combattimento, con pochi colpi
le loro armi giacevano a terra.

Perché?, mi hanno chiesto,
sapendo tanta superiorità
hai accettato la fida?
In realtà, nella sfida, loro
vogliono solo mantenere vivo il dialogo
per verificare fino a che punto
in guerra, solo raccontata
ho sviluppato l'abilità della vittoria.

Io “guerriero”, ora mastro
in passato ho affrontato battaglie
da dove, sempre, ho tratto insegnamento
molti di questi dolorosi
provocati dall'insistenza di una vittoria
troppo distruttiva nell'apparire
tanto da confondere il vinto con il vincitore.

Alla fine il sangue versato
si mescola, ha uno stesso colore
mentre la “storia” è raccontata
con unica lingua da unica parte
tanto che perfino “Dio” è coinvolto.

Tremate gente!,
“voi tutti “
siete solo un mio sogno
elaborato in un fulgido inizio
suggellato da un bacio d'amore.

Tra poco fermerò il tempo
spegnendo l'universo
e il vostro ricordo.


Bruno Gasparri
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Oggi, 23 settembre nacque Jaroslav Seifert
Postato da Grazia01 il Domenica, 23 settembre @ 19:24:35 CEST (767 letture)
Ricerche d'autore




Prima che asciughino quei due
o tre baci


Prima che asciughino quei due o tre baci
sulla fronte
e qui e lí,
ti chinerai per bere
acqua d'argento dallo specchio,
e se nessuno ti starà a guardare
ti toccherai le labbra con la bocca.

C'è un tempo in cui piú svelto delle dita
che lo scultore passa sulla creta
il sangue impaziente ti modella
il corpo dal di dentro.

Forse stringerai tra le dita
i tuoi giovani capelli
e li solleverai sopra le spalle
perché somiglino piuttosto ad ali,
e davanti a loro prontamente correrai

dove proprio davanti agli occhi
e sul fondo estremo dell'aria
sta il grande, erto, conturbante
e dolce nulla,
che splende.




Ho veduto solo una volta

Ho veduto solo una volta
un sole così insanguinato.
E poi mai più.
Scendeva funesto sull'orizzonte
e sembrava
che qualcuno avesse sfondato la porta
dell'inferno.
Ho domandato alla specola
e ora so il perché.

L'inferno lo conosciamo, è dappertutto
e cammina su due gambe.
Ma il paradiso?
Può darsi che il paradiso non sia
null'altro
che un sorriso
atteso per lungo tempo,
e labbra
che bisbigliano il nostro nome.
E poi quel breve vertiginoso momento
quando ci è concesso di dimenticare
velocemente
quell'inferno.
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Fantasticamente Amore
Postato da brunouk il Domenica, 23 settembre @ 13:42:21 CEST (1133 letture)
Le poesie di Pegaso II


Solo fermarmi
chiudo gli occhi fluttuando
mentre allunga l’ombra della sera,
confuse connessioni
penso che amarti sia il mio universo.

Sei aggraziata mentre ti spogli
mi sussurri:
“questa notte è solo nostra”
Uno spazio/tempo a spirale
trasparente si estende
mentre scivolo nel non fare dell’attesa.

Intoni una canzone
motivetto dalle parole nitide fresche
ben accompagnano
lo scrosciar d’acqua della doccia
mi muovo
nel nascosto angolo dell’immaginazione
avvolge con il suo velo incantato
mi sento brinare in mille goccioline
s’uniscono, gelosamente trepide
intrufolano tra l’onda dei capelli
poi baciano i tuoi occhi belli
in gocce scarlatte sulle labbra tremano
poi, in bramosia d’amplesso, t’avvolgono
assorbono il dolce sapore di cosmetico
misto a crema d’ Aloe vera
in tripudio stimolano, accarezzano
in spasmodica esistenza orgasmica.

Ritmicamente ti muovi
assecondando l’oramai divenuta onda
nell’impeto ai tuoi piedi s’infrange
evaporando in ovattata nebbia
lentamente sale espandendo nell’aria
il morbido sapore della tua pelle
in un nuovo perenne richiamo d’amore.


Bruno Gasparri
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Ciao


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