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Il geranio.
Postato da giamacista il Lunedì, 22 ottobre @ 12:01:25 CEST (1046 letture)
Le poesie di giamacista








Il geranio

Il geranio
cercava il giardino
nell'immensa distesa
con le nubi dall'alto.

Il geranio
cercava la via più breve
nelle zone di alta montagna
con le nubi dall'alto.

Il geranio
cercava lo spazio
nella terra nello spirito
cercava se stesso.


Federico Marino

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Oggi 21 ottobre nacque Samuel Taylor Coleridge
Postato da Grazia01 il Domenica, 21 ottobre @ 19:31:58 CEST (964 letture)
Ricerche d'autore





Poesie di Samuel Taylor Coleridge

Le immagini sono del pittore Walter Maritati



ADDIO ALL’AMORE

Addio, dolce Amore! Ma non biasimare la mia verità;
Mai occhio materno vide il proprio bambino più affettuosamente di
Quanto io la tua forma; tue erano le mie speranze di gioventù,
E quando tu plasmavi i miei pensieri io sospiravo o sorridevo.

Mentre i più corteggiavano la ricchezza, o deviavano allegramente
Nei covi segreti del piacere, ed alcuni in disparte
Rimanevano forti nell’orgoglio, impacciati del merito,
A te io davo il mio intero debole cuore speranzoso.

E quando incontrai la ragazza che realizzò
Le tue giuste creazioni, e aveva ottenuto la sua gentilezza,
Dici, ma per lei se dovessi sulla terra io stimai!
I tuoi sogni solo feci, e presi la tua cecità.

O dolore! – ma addio, Amore! Andrò a rappresentarmi
Con pensieri che mi piacciono meno, e meno mi tradiscono.

1806



ALLA NATURA

Può essere in effetti fantasia, quando io
Cerco di estrarre da tutte le cose create
La gioia interiore, profonda, sincera, che aggrappa attentamente;
E seguo nelle foglie e nei fiori che attorno a me giacciono
Lezioni di amore e onesta pietà.
Allora lascia che sia; e se l’ampio mondo ruota
Nel simulato di questo credo, esso non porta
Né paura, né dolore, né vana perplessità.
Allora costruirò il mio altare nei campi,
Ed il cielo blu sarà il mio duomo preoccupato,
E la dolce fragranza che il selvaggio fiore produce
Sarà l’incenso che io produrrò a te,
Te unico Dio! E tu non disprezzerai
neppure me, il sacerdote di questo povero sacrificio.

1820 (?)




COSA E’ LA VITA?

Somiglia la vita a ciò che un tempo era ritenuto di luce,
Troppo ampio in se stesso per la vista umana?
Un assoluto stesso- un elemento infondato-
Tutto quello che vediamo, tutti i colori di tutta l’ombra
Fatto dallo sconfinare dell’oscurità?-
La vera vita non è diretta dalla coscienza?
E tutti i pensieri, le pene, le gioie del respiro mortale,
un abbraccio di guerra di vita e morte in lotta?


1805
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Gli strumenti musicali in poesia
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 ottobre @ 18:52:50 CEST (1131 letture)
Poesie tematiche 2012






Gli strumenti musicali


I suoni e i rumori della natura sono sempre stati ascoltati con estrema attenzione dagli uomini,
soprattutto dagli uomini primitivi, che hanno cercato di imitarli, creando così i primi strumenti musicali.
Gli strumenti a percussione nacquero forse dal desiderio di imitare il brontolio del tuono, e furono ricavati dapprima da tronchi cavi, le cui pareti venivano percosse con le mani,
poi da tronchi d'albero cavi ricoperti da pelli d'animale.
E forse fu il soffio del vento a suggerire all'uomo l'idea del flauto e dei primi strumenti a fiato,
tratti da canne svuotate del midollo.
Infine la corda tesa dell'arco, nel momento in cui si allentava per il lancio del dardo,
produceva un sibilo che suggerì certamente il primo strumento a corda.
Varie, insomma, sono le voci della natura che la musica ha cercato di imitare,
inserendole in un contesto orchestrale.




Il violinista pazzo

Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.

Egli apparve all' improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all' improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.

La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.

In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.

La sposa felice capì
d' essere malmaritata,
L' appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,

la fanciulla e il ragazzo furono felici

d' aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.

In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell' anima gemella,
quella parte che ci completa,

l' ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.

Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.

Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.

Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell' ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,

improvvisamente ciascuno ricorda -
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere -
la melodia del violinista pazzo.

Fernando Pessoa
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L'imperatore e il quadrilatero della moda
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 ottobre @ 08:46:20 CEST (1157 letture)
ARTE II



L'imperatore e il quadrilatero della moda

Costantino governava a Treviri e a Mediolanum. Scavi recenti hanno rivelato tutta l'eleganza del centro storico .



La vocazione europea di Milano viene da secoli lontani. Mediolanum fu scelta in epoca tardoantica come capitale da augusti imperatori che qui soggiornarono (il primo fu Massimiano Erculeo). Se alle colonne di San Lorenzo ci si lascia alle spalle il chiasso dei ragazzi birraioli e si entra in questa straordinaria chiesa, basilica "romana" (probabile committenza dell'imperatore Teodosio), si avverte che questo edificio sacro appartiene in pieno alla storia del Cristianesimo di questa città.
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Oggi 19 ottobre, nacque Alberto Cavaliere
Postato da Grazia01 il Venerdì, 19 ottobre @ 20:35:00 CEST (1099 letture)
Ricerche d'autore






La dittatura e la guerra
Milano semidistrutta - La ricostruzione

Nel novecentosei (Pace e Progresso:
s'inaugura il traforo del Sempione),
è il «gran Milan» che supera se stesso
con una nuova grande Esposizione;
è una città che prospera tranquilla
si gode la Galli e il Ferravilla.

E cosí s'annunziava, il Novecento,
un secolo pacifico e fecondo,
portato all'agiatezza e al godimento;
e, viceversa, vide il finimondo:
una bomba scoppiata a Seraievo
ci ricacciava in pieno Medioevo.

Secolo iniquo, in fatto di tiranni
vanta un primato senza precedenti:
non narrerò la storia di quegli anni,
gli orrori, le rapine, i tradimenti,
quel sogno di pace e di benessere
affogato nel sangue e nelle tessere...

La Milano borghese è impressionata,
poi che il Comune il popolo conquista
la città si trova amministrata
da una Giunta di marca socialista,
quando l'Italia viene, a capofitto,
travolta anch'essa nel mondial conflitto

Gran galantuomo, il sindaco Caldara,
pur contrario alla guerra per principio
(ed egli a viso aperto lo dichiara),
mette se stesso, mette il Municipio
tutte le risorse di Milano
al servizio del popolo italiano.

Non giovò la vittoria del '18:
l'Italia dalla prova usci sfiancata.
Un dopoguerra torbido e corrotto
spianò la strada a una canea sfrenata:
fu la sagra dei profittatori
sotto il manto imperial dai tre colori.

Regna a Milano, divenuta culla
del « fascio primigenio », la violenza;
la borghesia col fuoco si trastulla,
plaudendo all'«uomo della Provvidenza»,
inizia quel ventennio di baldoria,
su cui sorvola questa nostra storia.

Nel 1939,
i dittatori provocan la guerra,
nel '43 scendon le nuove
orde tedesche sulla nostra terra,
che, con nostrani transfughi in combutta,
occupan la città quasi distrutta;

quasi distrutta in un fatale agosto
da un diluvio di bombe americane:
ma i cittadini, tutti al loro posto,
pur annientati dal disastro immane,
sanno far fronte, ed è con loro il clero,
al tiranno di casa e allo straniero.

In venti mesi di carneficina,
sotto il giogo piú infame e piú violento,
rivive una Milano clandestina,
degna dei fasti del Risorgimento.
E, finalmente, il venticinque aprile,
si ritornava al vivere civile.

Nella stessa città dov'ebbe inizio
- nel '19 - quella dittatura
che trascinò l'Italia al precipizio,
la spaventosa e ignobile avventura,
l'atroce e sanguinoso baccanale
si concluse sul tragico Piazzale.

Milano, liberatasi dai ceppi,
presto rimarginò le sue ferite;
ebbe sindaco, prima, Antonio Greppi,
un socialista generoso e mite,
indi il Ferrari, e, senza la Ghestapo,
si rimboccò le maniche e... daccapo!

Cosí risorse la città operaia,
in un'ansia di vita e di riscossa,
come risorse dopo il truce Uraia,
come risorse dopo il Barbarossa:
tornata piú di prima a rifiorire,
marcia serena verso l'avvenire.

La guerra è un episodio sciagurato,
sepolto negli archivi del passato.






Il rinnovamento di Milano
La Galleria Vittorio Emanuele

Milano a nuovo tutta si rimette,
dal vecchio centro alla periferia:
è re Vittorio, nel '67,
che viene a inaugurar la Galleria,
la bella Galleria, di cui Milano
fa il suo ritrovo pubblico e mondano;

quasi un salotto piccolo-borghese,
vestito d'un intonaco di storia:
dei quattro passi d'ogni milanese
diventerà la mèta obbligatoria,
il monumento - stile floreale -
piú insigne del passeggio nazionale.

È la centrale dell'appuntamento,
è la mecca dell'ore piccolissime,
l'eco immediata d'ogni avvenimento,
la succursale delle recentissime,
dove passan la farsa e la tragedia,
sedendo spesso ad una stessa sedia.

Nell'81, poi, l'Esposizione
ottiene un formidabile successo:
è un superbo spettacolo, che pone
Milano all'avanguardia del progresso
e ne fa, tra un magnifico decoro,
il tempio dell'industria e del lavoro

La Milano romantica è finita:
quando, nel maggio del '73,
passava il buon Manzoni a miglior vita,
portava malinconico con sé,
seguito dall'unanime compianto,
tutto un passato verso il camposanto.

Ma l'arte ha una superba fioritura,
in un fervore di rinnovamento
(ricorderemo la «Scapigliatura»),
e tutti gli scrittori di talento,
di cui l'Italia serberà memoria,
hanno a Milano il crisma della gloria.

Certo, non nasce piú nessun autore
che a don Lisander possa star vicino,
come mancherà al Porta un successore,
al mago del dialetto meneghino,
colui che seppe, come per miracolo,
dar dignità di lingua anche al vernacolo.

Milano di grand'uomini ne ha tanti,
e vedi statue a piedi e statue equestri
ai suoi dotti, ai suoi prodi ed ai suoi santi
(non tutte di grandissimi maestri);
però, del Porta, nella sua Milano,
il monumento cercheresti invano.

Aveva un monumento alquanto frusto,
che fu distrutto dai bombardamenti,
lui che trovava di cattivo gusto
l'odio, la guerra e i metodi violenti,
pur se queste eran rose, ai tempi suoi,
in paragone a quel che avvenne poi...

Era un uomo modesto, il nostro Porta,
un semplice impiegato comunale;
a un talento, però, di quella sorta
un po' di marmo non starebbe male.
Non chiedo un monumento in Piazza Duomo,
che ricordi il poeta e il galantuomo;

ma dico al nostro primo cittadino:
«É vero ch'Ella è nato a Pordenone
e che, se pur capisce il meneghino,
ha poco tempo a sua disposizione
per legger la Ninetta del Verzee,
o Fraa Diodatt, o Giovanin Bongee,

ma non ritiene che sarebbe giusto
raffazzonargli almeno un mezzo busto?»
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"Le gocce raccontano"
Postato da Grazia01 il Venerdì, 19 ottobre @ 19:10:24 CEST (1058 letture)
Mostre e spettacoli


Presso la biblioteca Tilane di Paderno Dugnano, due eventi: dal 26 ottobre all'8 novembre sarà possibile visitare la mostra fotografica "Le gocce raccontano" di Aldo Colnago. Negli orari della biblioteca.
Il 30 ottobre, alle ore 21,00 presentazione del libro "L'utlimo petalo" di Miriam Ballerini e introduzione alla mostra.
Ingresso libero



Miriam Ballerini

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Il posto del cuore...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 ottobre @ 19:10:39 CEST (876 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno





Oggi, un bimbo mi ha chiesto: “Ma il cuore sta sempre nello stesso posto, oppure, ogni tanto, si sposta? Va a destra e a sinistra?”
Io: “No, il cuore resta sempre nello stesso posto, a sinistra..”
Ed intanto penso: “..poi, un giorno, crescerai. Ed allora capirai che il cuore vive in mille posti diversi, senza abitare davvero nessun luogo. Ti sale in gola, quando sei emozionato. O precipita nello stomaco, quando hai paura, o sei ferito.
Ci sono volte in cui accelera i suoi battiti, e sembra volerti uscire dal petto. Altre volte, invece, fa cambio col cervello.
Crescendo,imparerai a prendere il tuo cuore per posarlo in altre mani. E, il più delle volte, ti tornerà indietro un po’ ammaccato. Ma tu non preoccupartene. Sarà bello uguale. O,forse,sarà più bello ancora. Questo però, lo capirai solo dopo molto, molto tempo.
Ci saranno giorni in cui crederai di non averlo più, un cuore. Di averlo perso. E ti affannerai a cercarlo in un ricordo, in un profumo, nello sguardo di un passante, nelle vecchie tasche di un cappotto malandato.
Poi, ci sarà un altro giorno,un giorno un po’ diverso, un po’ speciale, un po’ importante.. quel giorno, capirai che non tutti hanno un cuore”

dal web
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L'ASINO E IL CONTADINO
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 17 ottobre @ 19:51:04 CEST (1135 letture)
Leggende e fiabe III





Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero animale continuò a ragliare sonoramente per ore. Il contadino era straziato dai lamenti dell'asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele. Poiché l'asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo. Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile.
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Storie
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 17 ottobre @ 19:39:33 CEST (869 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno







Mi racconto storie a lieto fine, confondo un po' il destino, tento la sorte per cambiar la realtà, travalico confini tra sogno e concretezza, alleno la mente a uscir dall'angoscia, a pensar positivo aiuta la speranza, alleggerisce il cuore e l'anima acquista dignità. Non è mentire né crearsi illusioni, è tornare un po' bimbi e acquisirne il candore.

Grazia


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Buona compleanno a Oscar Wilde
Postato da Grazia01 il Martedì, 16 ottobre @ 20:41:58 CEST (779 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno








L'immaginazione è una qualità che è stata data all'uomo per compensarlo di ciò che egli non è.
Il senso dell'umorismo gli è stato dato per consolarlo di quello che è.

Oscar Wilde

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Gioco
Postato da moirac il Martedì, 16 ottobre @ 20:13:25 CEST (1193 letture)
Le poesie di Moirac







Gioco,
regalando follia...

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IL BEONE
Postato da rosarossa il Lunedì, 15 ottobre @ 20:01:30 CEST (964 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII









IL BEONE

Bacco, da bravo bevitore ;
disse questo:
Chi mette l'acqua nel vino è Disonesto...

Rosarossa

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Pianto
Postato da moirac il Lunedì, 15 ottobre @ 18:17:36 CEST (1245 letture)
Le poesie di Moirac





Un pianto scorsciante,
ha paura di perdere tutto
quello che lo circonda.
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L'amore non è un' esercitazione
Postato da Grazia01 il Domenica, 14 ottobre @ 19:14:51 CEST (942 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno





L'amore non è un' esercitazione, la vita non ha bisogno di esercitazioni. La vita dev'essere vissuta in completa innocenza. La vita non è una commedia, non hai bisogno di prepararti, non hai bisogno di fare delle prove per viverla. Lascia che la vita accada così come accade e sii spontaneo. Ma come puoi essere spontaneo se in te c'è l'ego? L'ego è un grande attore. L'ego è un grande politicante. L'ego ti manipola continuamente. L'ego dice: "Se vuoi davvero agire in modo educato, occorre una preparazione. Se vuoi davvero agire in modo colto, devi fare delle prove." L'ego è un attore e, per colpa di questo attore, continui a lasciarti sfuggire la gioia e la celebrazione e la benedizione della vita.

Osho
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Virginia Woolf
Postato da Grazia01 il Sabato, 13 ottobre @ 21:21:46 CEST (1001 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno






“Quando siamo troppo allegri, in realtà siamo infelici. Quando parliamo troppo, in realtà siamo a disagio.
Quando urliamo, in realtà abbiamo paura. In realtà, la realtà non e’ quasi mai come appare.
Nei silenzi, negli equilibri, nelle “continenze” si trovano la vera realtà e la vera forza.”

Virginia Woolf

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Pelle
Postato da Letty il Sabato, 13 ottobre @ 21:11:40 CEST (1178 letture)
Le poesie di Letty - II







Volevo un'altra pelle non questa.
Volevo una pelle che non sapesse così tanto di anima e cuore, una che fosse piombo e resistesse agli sguardi indiscreti.
Sai che ci sono brividi in uno sguardo?
Non in tutti... solo in quelli di pergamena, così fragili ma nello stesso tempo così importanti, maestosi, regali.
Volevo una pelle che non si incendiasse con uno sguardo così...
e mi sono ritrovata con una che brucia... brucia...
brucia... solo per i tuoi occhi.


Letty

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Vuoi conoscermi?
Postato da Letty il Sabato, 13 ottobre @ 18:23:48 CEST (875 letture)
Le poesie di Letty - II










Odio essere smembrata dei miei pensieri.
Vuoi conoscermi?
A M A M I
C O M P R E N D I M I
S C R U T A M I
C E R C A M I
D O M A N D A M I
... non ci sono cose da indovinare nei miei occhi.
... non ci sono segreti sulle mie labbra.
... non ci sono sassi tra le mie mani.
Sediamoci e parliamo, di tutto, di niente.
Ma parliamo... non tirare ad indovinare

Letty


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Un saluto alle rondini
Postato da Grazia01 il Sabato, 13 ottobre @ 13:07:52 CEST (2181 letture)
Poesie tematiche 2012








Le RONDINI stanno partendo, a migliaia sui fili della luce, davanti casa si stanno preparando al grande salto verso

l'Africa dove vi sono i siti di svernamento.

Arrivederci








Il ciclo si ripete, ma c´è sempre la sensazione di qualcosa che si perde e non torna, quasi un dolore in fondo al cuore...

Pier Paolo Pasolini scriveva:

Piange ciò che muta, anche
se per farsi migliore. La luce
del futuro non cessa un solo istante
di ferirci...





Canto alle rondini

Questa verde serata ancora nuova
e la luna che sfiora calma il giorno
oltre la luce aperto con le rondini
daranno pace e fiume alla campagna
ed agli esuli morti un altro amore;
ci rimpiange monotono quel grido
brullo che spinge già l' inverno, è solo
l' uomo che porta la città lontano.

e nei treni che spuntano, e nell' ora
fonda che annotta, sperano le donne
ai freddi affissi d' un teatro, cuore
logoro nome che patimmo un giorno.

Alfonso Gatto
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Socrate
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 ottobre @ 18:37:23 CEST (855 letture)
Letture varie III






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Non so
Postato da moirac il Venerdì, 12 ottobre @ 18:24:56 CEST (1222 letture)
Le poesie di Moirac








Non so



Non do più senso,
non so più cosa fare,
come agire sto seguendo
il mio istinto

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Pensiero della sera
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 ottobre @ 16:50:23 CEST (958 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno









Due cose mi sorprendono: l'intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini.

Tristan Bernard

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Il Paradosso della nostra epoca
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 ottobre @ 16:34:42 CEST (839 letture)
Riflessioni III






Il Paradosso della nostra epoca



Il paradosso della nostra epoca storica è che abbiamo edifici più alti ma temperamenti più corti,
strade più larghe ma punti di vista più ristretti.
Spendiamo di più, ma abbiamo di meno;
compriamo di più, ma gustiamo di meno.
Abbiamo case più grandi ma famiglie piccole,
più comodità, ma meno tempo;
abbiamo più lauree e poco buon senso.

Abbiamo più conoscenze, ma meno criterio;
più specialisti, ma ancora più problemi,
più medicine, ma meno benessere.
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Il sogno si concretizzerà ...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 11 ottobre @ 20:23:23 CEST (1032 letture)
Un pensiero, una poesia al giorno










Il sogno si concretizzerà il giorno in cui sapremo
dove sono coloro di cui sentiamo la mancanza,
perchè scoprendolo, la nostra memoria non avrà
più aperte le ferite dell'incertezza,
il balsamo della giustizia s'incaricherà di chiuderle
e potremo continuare a sognare,
perchè solo sognando e restando fedeli ai sogni
riusciremo ad essere migliori,
e se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo.

Luis Sepulveda
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Ricordo un uomo
Postato da Anonimo il Giovedì, 11 ottobre @ 08:23:43 CEST (929 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II










Ricordo un uomo


I suoi passi esitano
sulla via del ritorno
e come lacrime dal cielo
cadono gocce di rugiada
dalle stelle che lo seguono
mentre bagna il cuore degli altri
col suo cuore.
Perchè dove c'è vita
c'è un tesoro che si chiama
pace.
E se oggi i suoi rami sono secchi
il verde arriverà
dove nè vento nè gelo potranno
impedirlo perchè è amore
da nascondere come un fiore
troppo prezioso per essere colto
perchè si chiama eternità.

R. Chesini
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Una sera di Liguria
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 10 ottobre @ 19:08:32 CEST (1450 letture)
Poesie di Cardarelli








Una sera di Liguria



Lenta e rosata sale su dal mare
la sera di Liguria, perdizione
di cuori amanti e di cose lontane.
Indugiano le coppie nei giardini,
s'accendon le finestre ad una ad una
come tanti teatri.
Sepolto nella bruma il mare odora.
Le chiese sulla riva paion navi
che stanno per salpare.



Vincenzo Cardarelli

Biografia

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La notte è il grande dubbio
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 10 ottobre @ 19:07:03 CEST (951 letture)
Poesie della buonanotte II









La notte è il grande dubbio
del mondo e del tuo amore.
Ho bisogno che il giorno, ogni giorno mi dica
che è il giorno, che è lui
che è la luce: e lì tu.
Mi hai mai amato?
E mentre tu taci, ed è notte,
non so se luce, amore esistono.


Pedro Salinas

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TENEREZZA
Postato da rosarossa il Mercoledì, 10 ottobre @ 18:14:15 CEST (939 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII












TENEREZZA

La tenerezza è un sentimento nobile è sincero.
E' come un angelo gentile e buono
che abbraccia l'anima con
la leggerezza di una piuma;
elimina gli affanni,
capace è di elaborare ogni dolore,
finito il suo compito,
da buona amica, si adagia e
trova pace in fondo al cuore.


Rosarossa

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Oggi 9 ottobre, nacque Tadeusz Różewicz
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 ottobre @ 21:43:52 CEST (968 letture)
Ricerche d'autore






«quindici anni fa dissi che il poeta non era necessario. Ora mi sembra sempre più necessario, indispensabile. Non milioni o migliaia di poeti, no, il poeta è necessario. Forse è più necessario del cosmonauta. Il poeta è cosmonauta delle interiora terrestri, nostre.»

Tadeusz Różewicz

«in principio
c'è la parola
la grande gioia di creare
alla fine di una poesia
inizia
l'infinito»



I sipari nei miei drammi


I sipari
nei miei drammi
non si alzano
e non calano
non coprono
e non mostrano

arrugginiscono
marciscono stridono
lacerano

il primo di ferro
il secondo di straccio
il terzo di carta
cadono
a pezzi
sulle teste
degli spettatori
degli attori

i sipari nei miei drammi
pendono
sulla scena
sulla platea
sul guardaroba

ancora dopo
la rappresentazione
si appiccicano alle gambe
frusciano
pigolano




Il testimone



Tu sai che ci sono
ma non entrare all’improvviso
nella mia stanza

potresti vedermi
tacere
su un foglio bianco

E’ mai possibile scrivere
sull’amore
sentendo le grida
degli ammazzati e dei disonorati
è mai possibile scrivere
sulla morte
guardando le faccine
dei bambini

Non entrare all’improvviso
nella mia stanza

Vedrai un muto
e confuso
testimone dell’amore
l’amore vinto dalla morte

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NESSUN PROCESSO ALLE STAGIONI
Postato da rosarossa il Martedì, 09 ottobre @ 17:33:03 CEST (961 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII







NESSUN PROCESSO ALLE STAGIONI

Calmo autunno la tua monotonia un po’ m’intristisce un
grigio velo copre pietosamente il mio cuore. Hai forse
colpa tu di questo autentico squallore? Eppure
nell’anima si alternano ricordi di remoti autunni colmi di
serenità e di gioia, quando sognando fra le braccia del
mio amore mi sembravano fiorenti primavere.
Oggi triste abbandonato e solo vedo tutto nero.
Giustifico, sfogo la mia angoscia
colpevolizzando ingiustamente le stagioni.
La primavera non ha coerenza, un po’ piove e poi risplende il sole. Perciò ritengo che mi fa stare male!
il caldo dell’estate brucia l’erba, l’afa quindi mi fa soffocare!
L’autunno con la sua mestizia mi fa annoiare.
L’inverno porta neve, gelo, costretto
sono intorno al focolare.
Vango e rivango dentro la mia mente in cerca di ricordi; sono tanti! Veramente tanti!
Li volto, li rivolto
Ma non riesume quanto cerco, quello che vorrei! .
Pochi sono lieti, i più sono
colpe da me commesse d’ incosciente
soffoco nel dolore, amarezze, e delusioni.
Rifletto, penso, mi convinco ;
che il sole, il grigio, il nero, è quel che pesa dentro,
La natura procede alternandosi perfetta
nei suoi ruoli e
che innocenti sono le stagioni.

Rosarossa

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Bocciolo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 08 ottobre @ 20:56:45 CEST (1198 letture)
Le poesie e altro di Grazia V







Bocciolo

Fare l’amore
non sapendone nulla,
nascosti in un prato
carezze timide, un bacio
quel bacio diverso
dolcemente invadente
languido sorprendente.
Aspettarsi conoscersi
pensare a quel viso,
sognare per ore
tra emozioni confuse
e sogni d'amore
un amore che è solo
il bocciolo
di un piccolo fiore.


Grazia



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