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Ferragosto
Postato da Grazia01 il Sabato, 18 agosto @ 07:50:14 CEST (1206 letture)
Riflessioni III





In Italia lo sappiamo bene, mentre il resto degli Europei non capiscono come mai ad agosto gli Italiani chiudono i battenti. Siamo l'unico paese al mondo che fa le ferie quasi esclusivamente ad agosto ed è come se durante questo torrido mese estivo, l'italica attività si riducesse ad una linea retta sul cardioscopio. Telefoni che squillano a vuoto per giorni, serrande abbassate, ristoranti chiusi... la desolazione più totale, come se gli Italiani avessero abbandonato il Bel Paese.

E in effetti è proprio così... da circa 2000 anni!



Le ferie dell'imperatore

Il termine "Ferragosto" deriva dalla frase latina Feriae Augusti, ovvero le "Feste (in onore) di Augusto", poiché fu proprio l'Imperatore Ottaviano Augusto ad introdurre questa vacanza che sollevava ogni cittadino romano dall'attività lavorativa durante la calura estiva. E in effetti anche il mese porta il nome dell'Imperatore.

Con il termine ferragosto, oggi, indichiamo la sola data del 15, ma originariamente si indicava tutta la durata del mese, durante il quale si organizzavano feste, banchetti e in alcuni casi ci si scambiava anche piccoli doni. Si organizzavano anche mercati, fiere e sagre di ogni genere; e poi balli, gite e tanto altro. Inoltre vi erano comunque tutte le festività religiose del mese, quali: le Consualia, la festa di Diana, le Opiconsiva, le Volturnalia e via dicendo... Il tutto era ovviamente volto a dimenticare per un breve periodo la fatica del lavoro nei campi, che per tutto il resto dell'anno portava sì abbondanza, ma anche sacrifici e spesso malattie, morti premature e tutto ciò che in un epoca come quella poteva essere definito come "stento".
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Poveri asini
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 agosto @ 19:05:48 CEST (839 letture)
Video
Ad Aviatico ho assistito al palio degli asini,ma non mi è piaciuto perchè gli asini mi facevano pena.Erano spaventati dalla folla e dalle auto parcheggiate intorno.Non volevano avanzare e per incitarli venivano frustati.Penso che anche loro debbano essere rispettati e trattati secondo la loro natura.Inoltre le corse sono anche pericolose perchè gli asini non sono abituati a correre. Doveva essere uno spettacolo divertente...! Voi che ne pensate?




Buona estate!
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il Momento
Postato da brunouk il Venerdì, 17 agosto @ 17:07:50 CEST (875 letture)
Le poesie di Pegaso II
il Momento







C’è sempre un momento
nel tempo che scorre
sospeso nel vuoto di un ricordo fugace
è lì tangibile
confuso nel tumulto del cuore che batte
si fonde e confonde
nei mille profumi sospesi nell’aria
in un turbinio di vento
torna lo sento
tutto è colmo di quel solo momento.

Tendo la mano, svanisce con il vento.

Ma!…
c’è un altro momento
e un altro che viene.

Bruno Gasparri
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(XX) o/e (XY)
Postato da brunouk il Venerdì, 17 agosto @ 07:48:53 CEST (941 letture)
Le poesie di Pegaso II

(XX) o/e (XY)






Solo qualche dettaglio
sessuali bagliori
dilatati in spazi sottili,
ambiguo narcisismo
amore sopito,
respiri catturano suadenti miraggi
in ampie parentesi racchiusi,
nascoste intriganti trasparenze
avvolte in drappeggiata seta
celano edonistiche ferite
in dipinta epidermica maschera.

Eppure dilagano dolcezze fragili
percezioni di realtà sfocate
foderano un’enclave nascosta
eleganti metafisici sogni
relegati in futili vetrine
dove manichini dai serici involucri
con ovali volti neutrali, senza linfa
asessuati, si specchiano nel nulla
in esistenza organica sbagliata.

In estrema tentata difesa
ti rifugi in anestetico abisso,
vesti fluttuante abito a balze di raso
abbandonandoti a sgranate derive,
iridescenti lampi, in magica scena
scorrono senza tregua e freni
sul largo colorato monitor
scelto a finestra dell’anima
dove spazi lisergici scorrono in fotogrammi
di altrui vite e sublimati amori
make your in sexual frenzy
al punto tale da relegare “ Lou Reed”
a solo un sussurro.


Bruno Gasparri
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Un diario
Postato da brunouk il Martedì, 14 agosto @ 17:12:44 CEST (1007 letture)
Le poesie di Pegaso II
UN DIARIO


Rovistando tra le cose
dimenticate dal tempo,
nell’angolo grigio, nascosto
di un lontano ricordo
coperto da pesanti fardelli,
l’ho ritrovato
“lui”,
il mio primo e unico
Diario.

Pensato per durare negli anni
ha bordi d’ottone e scritta dorata
1950.

Le pagine non profumano più di sole
ma di muffa
il bianco dei fogli è a tratti ingiallito
la scrittura un po’ sbilenca e sbiadita
sembra non mia
come un sogno che non appartiene.

La mano trema
accarezzando la pagina,
mentre il fiore posato a ricordo
compresso dal tempo, si libera
come farfalla fluttua nell’aria
lascia indelebile impronta
mentre un leggero profumo di viola
riverbera un lontano splendore.

Si vela la vista
distorta da lacrima nata dal cuore,
non serve che leggo
li è scritto l’amore.

L’amore nato al primo bacio di mamma,
poi….
nell’alba e su un prato fiorito,
sull’onda che corre
nell’oceano infinito,
nella stella che brilla
dispersa nel tempo,
nel primo bacio d’amore donato da Paola.

Mio segreto dimenticato diario,
su ogni tua pagina che ho scritto,
o quelle restate in bianco,
in virtù d’ogni parola
nell’eco dell’infanzia
nella nuda solitudine
sulla soglia del nulla
nell’immemore speranza
ho scritto l’amore.

Bruno Gasparri
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La nostra parte di notte
Postato da Grazia01 il Lunedì, 13 agosto @ 20:59:59 CEST (902 letture)
Poesie e altro di Dickinson






La nostra parte di notte portare -
La nostra parte di mattino -
Il nostro vuoto di beatitudine riempire,
Il nostro vuoto di disprezzo -
Qui una stella, e là una stella,
Alcune smarriscono la via!
Qui una nebbia - e là una nebbia -
Dopo - il Giorno!

Emily Dickinson

Biografia

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Ouverture
Postato da brunouk il Lunedì, 13 agosto @ 08:01:10 CEST (858 letture)
Le poesie di Pegaso II
Ouverture






Bagliori mattutini
gli occhi fluttuano satinando dettagli
tratti dal luccicante specchio
dove appare la mia maschera
come dipinta in vuoto ossessivo.

Naturale stanchezza delinea solchi,
dove un tempo nascevano sogni,
fragile trasparente emozione
si soglie in spazi dai colori tenui
orizzonti lontani svaniscono, si confondono
mentre occhi scavati
catturano l’ultimo lampo del sole al tramonto.

Nel nulla cerco impossibile appiglio
mi abbandono all’eco di liquide note
rimbombano assordanti
come tamburi in finale di ouverture
il tutto si mescola
in diacronica confusa realtà
scandita dal tic-tac dell’orologio.


Bruno Gasparri
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Resurrezione
Postato da brunouk il Domenica, 12 agosto @ 18:53:20 CEST (856 letture)
Le poesie di Pegaso II

Resurrezione







Madre
se tra le braccia tieni
Figlio
lo culli per quietarne il pianto
in te amore di donna
come linfa d’albero nutre sua foglia
protesa al sole e respiro della notte
solo nel ricordo ebbe rifugio.

Se poi,
per sorte avversa
sotto una croce, sue spoglie raccogli,
al seno stringi corona di spine
offrendo al cielo, prossimo al pianto
la vita dal tuo grembo fiorita
in modo
diventi nuvola, sospinta dal vento
diffonda
infinite gocce pure d’acqua
con nuova speranza
l’arida terra ravviva
donando linfa a nuovi germogli
in un ciclo perenne di vita.



Bruno Gasparri
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Miguel Torga
Postato da Grazia01 il Domenica, 12 agosto @ 11:44:54 CEST (1012 letture)
Poesie d'autore II






Oggi 12 agosto, nacque Miguel Torga, scrittore e poeta portoghese,
primo vincitore del Premio Camões nel 1989.




"Arrivo, accendo il camino, mi accomodo sul divano
e passo ore interminabili guardando in silenzio
le fiamme, immerso in una bruma di sentimenti ai quali
non riesco a dar voce.
É qui dove sento con più crudezza che mai potrò dare
espressione alla profondità della mia anima."




Dissonanza

La luce della sera
Carezza i frutti
Che il vento del mattino
Ha scolpito sulle bucce;
le nubi, lente, ricercano strade
nel cielo aperto come una brughiera;
ed un fiume indolente, e dipartito
nel suo letto di arena, rivoltato,
ecco ottiene avanzare articolato.

Lago finale di cose e di individui
Armonia di ogni cosa in cui mi annego!
Ieri, ora e in seguito,
incapace di un attimo sereno!
La vita è paura che non so domare.
Vivo in essa una quasi nostalgia
Di vivere…





Un Istante

La scena è silenziosa e breve:
In un pascolo,
Un agnello
Pascola delicatamente,
Rapita,
Mamma pecora smette di masticare,
E la vita
smette anch'essa di fissare.





Consolazione

Si rinnova il tuo pianto.
Ed ancora la forza dei tuoi giorni
nel candore di un manto
che ad infrangersi va contro gli scogli.

Insensibile il cielo,
e la sabbia insensibile:
sembri un fedele che si è perso
in altrui sinagoga.

Ma i gabbiani accompagnano,
fratello, il tuo dolore.
Essi, che uccelli sono e che si bagnano
nella schiuma che sgorga dal tuo cuore.





Notturno

Le quattro del mattino.
Vivi
Sotto l'arco del cielo,
io
e un cane magro come me.

Senza un accordo previo, senza nulla,
avemmo quest'incontro in questa via
a quest'ora marcata
dal segno della luna.

E qui andiamo adesso,
in un amore vagabondo
di chi non si conosce e si corteggia,
riempiendo noi due soli questo mondo.
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Pace
Postato da brunouk il Sabato, 11 agosto @ 17:30:26 CEST (767 letture)
Le poesie di Pegaso II






Una notte,
un cielo stellato
e poi... l’alba.

Sipario
rosso fuoco
di un regno prezioso
dal nome soave
Aurora.

É un regno segreto
sperduto nel ricordo
chiuso tra le pagine
di un antico libro illustrato.

Nemmeno i nostri vecchi
ricordano di quando
quell’aurora non era un sogno,
un sogno dipinto
sugli arazzi del cielo
mentre il vento
fuggito dal monte
porta il profumo dei fiori, quaggiù.

É un regno lontano
dove l’usignolo canta
la sua magica alba
sulle note del mormorio
dell’acqua limpida del ruscello.

Un regno dove


stampata sull’arcobaleno
incorona il mondo dal colore del topazio
disperso nel vuoto del tempo
e nel buio della memoria.

Bruno Gasparri
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Il viaggio
Postato da brunouk il Venerdì, 10 agosto @ 11:24:00 CEST (760 letture)
Le poesie di Pegaso II








È tempo di riprendere il mio
“Viaggio”
nell’azzurro
sospinto da un vento leggero
oltre ogni spazio nel tempo infinito
dopo l’inutile brusio di voci senza eco
udite nel lento ritorno della risacca
ossidate da amori senza poesia
dettagli di vite senza scopo
come sabbia che scorre
tra le dita di una mano.

Non c’è rimpianto
per un palcoscenico
da iridescenti aloni
specchiati nel nulla
come diafano miraggio
riflesso su sdrucite lenzuola
da un corpo di donna in epidermici amori
note acide d’impalpabili sogni.

Nel ricordo di un inizio
filtrato,sospeso in nebbioso orizzonte,
ma nato nel libero essere
brillante ologramma d’alba
dai liquidi raggi di sole.


Bruno Gasparri
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Chi è la più cliccata del reame?
Postato da brunouk il Giovedì, 09 agosto @ 20:17:52 CEST (827 letture)
Le poesie di Pegaso II
Chi è la più cliccata del reame?

Lo schermo è acceso
non ti resta che attendere in silenzio
l’apparire del tuo viso
definito in Pixel multistrato.

Gli occhi fluttuando tra bagliori,
satina dettagli atemporali ricordi,
connessione confusa volutamente nascosta
dipinta maschera in vuoto ossessivo.

Eppure insperati cromatismi di dolcezza
mitigano naturale stanchezza,
ha nostalgia dell’estate
accentuata dal sole che palpita.

Vivo, dilata nello spazio sottile,
del tuo deserto urbano,
fragile emozione trasparente
sciolta in musica chill-out
liquide note vibrano mescolando
in diacroniche visioni realtà confuse
in uno spazio dai colori ardenti
orizzonti di quotidiani paesaggi,
si confondono con fantastici di altrui retaggio
tanto da sentirli sulla pelle tuoi.

Metafisici sogni
producono involucri in serie limitata,
volti senza linfa, corpi senza testa
orbite scavate si perdono in simulacri trofei
in magica scena di René Magritte.

Ti abbandoni all’eco brusio prodotto dalla mente
alla disperata ricerca d’impossibile appiglio
nel nulla trasparente
brilla, muove iridescenti aloni rifratti dal reale
lo schermo in se è incapace di offrire amore,
s’apre in accecanti lampi
preludio d’antico ossessivo magico rito,
come Grimilde ti specchi nel tuo nulla
mentre con altezzosa voce domandi:
“monitor, monitor delle mie brame
chi è la più cliccata del reame?”

La risposta è sancita da freddi numeri
che rifuggi senza alcuna speranza di realtà.

Bruno Gasparri
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Tommaso Landolfi
Postato da Grazia01 il Giovedì, 09 agosto @ 12:56:52 CEST (784 letture)
Poesie d'autore II


Ricorre oggi l'anniversario di nascita di Tommaso Landolfi







Benché scarsamente noto al grande pubblico, complice una lingua assai ricercata e barocca ma anche una certa distanza dalle tendenze letterarie italiane sia prima della guerra sia del dopoguerra, è considerato uno degli scrittori italiani di maggior rilievo del Novecento.
Nacque a Pico, in provincia di Frosinone, il 9 agosto 1908 da famiglia nobile. Nel 1932 si laurea in lingua e letteratura russa all'Università di Firenze discutendo una tesi sulla poetessa Anna Achmatova. Sempre a Firenze collabora a diverse riviste quali Letteratura e Campo di Marte.
Nel 1937 esce la prima raccolta di racconti, precedentemente apparsi su riviste, Dialogo dei massimi sistemi.
Calvino sull'atteggiamento di Landolfi scrive:
«Il rapporto di Landolfi con la letteratura come con l'esistenza è sempre duplice: è il gesto di chi impegna tutto se stesso in ciò che fa e nello stesso tempo il gesto di chi butta via.»
Il demone del gioco, assieme ad altri motivi autobiografici, sono al centro delle opere diaristiche La bière du pécheur (1953), Rien va (1963) e Des mois (1967). Nel 1975 vince il premio Strega con A caso.
È stato collaboratore fisso del settimanale Oggi di Arrigo Benedetti (1939-1941). Più tarde sono invece le collaborazioni con Il Mondo di Pannunzio e il Corriere della Sera.

Si spegne a Ronciglione, presso Roma, l'8 luglio 1979.




Ecco alcuni suoi versi:

Non trovo conforto
Se non nelle distorte
Battute
D’una musica perduta.
La prosa m’opprime:
Non la parola che dirime,
Mi giova,
Ma l’avventurosa prova
Del verso gettato al vento





Credevo allora d’essere in esilio
E che un prossimo giorno
Avrei potuto far ritorno
Al mio reame sconfinato, e tutto
Che qui m’era rapito
O rimaneva inascoltato -
Soavità, bellezza,
Amore, gioia, tenerezza,
Gloria, potenza - mi sarebbe reso.
Oggi ben so che questo,
Questo e non altro è il sordo regno mio

Tommaso Landolfi
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La "mia" Venezia
Postato da brunouk il Mercoledì, 08 agosto @ 12:06:41 CEST (777 letture)
Le poesie di Pegaso III



La mia Venezia






De ricordi na piova
vardo e foto de mia Venesia
xé festa ancuó
el canalasso xé pien de gondole
a sto mondo no gh'è cità più bela,
paron de casa el se in piazza
con i so colombi inamorai
el se specia par na bricola.

Un fià de bavesela e co' un fià de luna
la gondola che fà la nina-nana al gondolièr
no gh'è nesun che resista al to incanto
el mar, le cale sconte, i rii e l'altana
Venezia mia, ti sa sfantar pene dal cuor
in ti una stéla
come el ganser tien in dela riva i so fiol.

------------------------------------------
La mia Venezia
Di ricordi una pioggia,
guardo le foto della mia Venezia
è festa oggi
il canal Grande è pieno di gondole
in questo mondo non c’è città più bella
Il campanile di S. Marco è in piazza
con i suoi colombi innamorati
si specchia come un palo nelle acque della laguna.

Un lieve venticello e un filo di luna
la gondola fa la ninna nanna al gondoliere
non c’è nessuno che resiste all’ incanto,
Il mare, calli nascoste, i canali e le terrazze,
Venezia mia fai svanire ogni pena dal cuore
in te brilla una stella
da sempre guida da te tutti i tuoi figli.

Bruno Gasparri
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Dieter Schlesak
Postato da Grazia01 il Martedì, 07 agosto @ 19:11:48 CEST (3310 letture)
Poesie d'autore II


Dieter Schlesak, poeta e scrittore rumeno, nacque a Sighisoara, il 7 agosto del 1934



a casa posso essere solo qui -
in volo,
come se allora fossi stato nell'aria
e mi fossi fermato sospeso
fra le mie patrie sulla linea di confine,
nonostante tutti quegli spari
però, un uccello non sono.

Dieter Schlesak




A Dieter Schlesak - poeta, romanziere e saggista di lingua tedesca nato in Romania, dunque sassone di Transilvania, emigrato poi in Germania e da molti anni stabilitosi in Italia - ci si può accostare da diverse prospettive, che seguono e segnano il suo percorso allo stesso tempo umano e letterario-culturale.



Una prima prospettiva è quella della letteratura in lingua tedesca quale letteratura delle minoranze etnico-linguistiche, prospettiva relativa al periodo in cui Schlesak viveva ancora in Romania dove, dopo aver condotto studi di germanistica, aveva svolto l'attività di redattore della rivista "Neue Literatur" - aspetto, questo, che illustra anche la particolare cultura da cui questo autore proviene, quella dei sassoni di Transilvania, di forte impronta mitteleuropea, in quanto austroungarica prima e romena dal 1918.
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Lasciami respirare
Postato da Grazia01 il Martedì, 07 agosto @ 15:34:39 CEST (936 letture)
Poesie di Baudelaire





Lasciami respirare

Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli,
affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente,
e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso,
per scuotere dei ricordi nell’aria.
Se tu sapessi tutto quello che vedo! tutto quello che sento!
tutto quello che intendo nei tuoi capelli! La mia anima viaggia
sul profumo come l'anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno,
pieno di vele e di alberature:
contengono grandi mari, i cui monsoni
mi portano verso climi incantevoli,
dove lo spazio è più bello e più profondo,
dove l’atmosfera è profumata dai frutti.
dalle foglie e dalla pelle umana.
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Mi improvviso "poeta"
Postato da brunouk il Martedì, 07 agosto @ 13:43:10 CEST (944 letture)
Le poesie di Pegaso III

Mi improvviso "poeta"

Scivolo lentamente nella consapevolezza,
mi perdo in un leggiadro vortice
schegge impalpabili di sogni;
pini arroccati su rocce ordinate,
salici piegati su giardini d’acqua,
membrane di pareti danzano
nella luce filtrata del risveglio
spalmando azzurro spazio
nel silenzio di sole in sfumata dissolvenza.

Emozione libera mimetici ricordi,
antiche forme d’altre vite
profili discrepanti in epidermici amplessi
gesti amplificati di riti quotidiani
in semplice libertà emotiva d’esercizio,
seguo il ritmo nella tentata seduzione.

Ricompongo il tuo volto
emerge da una notte avara di sguardi
tra stelle in suadenti ologrammi
il tuo ricordo è un fiore profumato
fatto d’incanto di un respiro
rimasto sospeso nell’aria
un sogno evanescente
nel morbido dolce sapore dell’amore.

Mi manchi,
traccio nuove mete da rinate energie
ricostruisco spazi, in questa distanza
m’improvviso poeta
scrivo parole sfumate nei colori,
evaporano come lampo d’estate.

Dalle mie labbra sgorga la parola:
“ti amo”
in petali di rosa racchiusa
la confino in questo foglio
che mai giungerà a te.


Bruno Gasparri
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Saluti
Postato da Grazia01 il Lunedì, 06 agosto @ 12:28:47 CEST (844 letture)
Messaggi II





Un saluto affettuoso dalla vacanza in montagna
agli amici di Casatea
anche una mandria all'alpeggio può essere poesia
il panorama e il cielo lo sono senz'altro



ciao


Grazia


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Due minuti e quaranta
Postato da brunouk il Lunedì, 06 agosto @ 11:40:17 CEST (853 letture)
Le poesie di Pegaso III



Due minuti e quaranta






Ho voglia di fermarmi
nell’aria sfumare
cedo al ristagno di una calda stagione
distratto, sedotto dall’iridescente miraggio
carico di cromatica sensuale visione
fragile emozione trasparente
accentuata da raggi di sole.

Scivolo in uno spazio delicato
da un tenue rosa puro
esalta il tuo essere donna
mentre sullo schermo danzi
tra mille margherite fiorite.

Con rinnovato stupore,
riavverto dolce melodia
sillabe sussurrate
baci in seducenti accenni d’amore
mentre le tue braccia m’avvolgono
coinvolgendomi tra liquide note
accentuate dal ritmo palpitante del cuore.

Tutto solo dueminutiequaranta
premo il tasto repeat
riappari tra note e silenzio
come realtà sfocata
di un solo fotogramma.


Bruno Gasparri
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Il tempo
Postato da brunouk il Domenica, 05 agosto @ 19:33:16 CEST (779 letture)
Le poesie di Pegaso III
IL TEMPO





Fermati tempo non vedi che muoio
con troppi rimpianti nel cuore
e il verde dei prati negli occhi.

Troppe cose non fatte
troppe non dette.

Freddo è il mio letto
lei è oramai lontana
persa per nulla in un folle disegno
lacrima nasce nel ricordo fugace
si perde nel nulla
nascosta da un inutile orgoglio.

Fresco, vivo
il suo profumo
dal manto aleggia leggero
lo specchio riflette il vuoto silenzio
sussurro al vuoto, parole dolci d’amore
cose mai dette chiuse nel petto.

Scorre il ricordo
acceso da un suo dolce sorriso,
struggente è il rimpianto
per le carezze non fatte.

L’odore della notte
s’insinua dall’anta socchiusa
nero è il sudario
copre ogni cosa.

Sola
la stella brilla nel buio
splendente gioiello
dono d’eterno amore.

Bruno Gasparri
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Mezzo secolo dalla morte di Marilyn Monroe
Postato da Grazia01 il Domenica, 05 agosto @ 19:09:23 CEST (951 letture)
In ricordo








E’ passato mezzo secolo da quel 5 agosto del 1962 quando Norma Jane Baker, meglio conosciuta come Marilyn Monroe venne trovata morta all’età di 36 anni, in circostanze ancora misteriose, nella sua casa di Los Angeles, ma il suo mito supera ogni ricorrenza conservando ancora, a distanza di 50 anni, il ruolo di icona sexy del cinema hollywoodiano.Su di lei è stato detto molto. Ma non tutto. Probabilmente sarà impossibile capire fino in fondo la personalità di un personaggio così complesso e tormentato. A 50 anni dalla sua morte la si considera ancora un po´ oca, un po´ bomba sexy, ma anche donna intelligentissima e psicologicamente fragile.



Regna sulla scena degli incantesimi di massa oggi, a 50 anni dalla tragica scomparsa, come ieri, nei giorni della travolgente gloria mediatica. E’ il Mito che abbraccia tutti i miti dei tempi moderni:la Bellezza e il Sesso, la Seduzione e la Fama, il Desiderio e l’Angoscia, la Solitudine e la Paura. Ne abbiamo fatto un idolo, l’abbiamo capita assai poco come essere umano. Quante analisi le sono state dedicate, giudizi osannanti (tanti) o critici (pochi), senza mai superare la soglia di facili banalità e la solida consistenza di bolle di sapone...




disse:


"Non posso farmi condizionare dalle regole, io vivo le mie emozioni!"




“La gente non mi vede! Vede solo i suoi pensieri più reconditi e li sublima attraverso di me,
presumendo che io ne sia l'incarnazione."



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La voce a te dovuta di Pedro Salinas
Postato da Grazia01 il Sabato, 04 agosto @ 12:09:00 CEST (1726 letture)
Poesie d'autore II








La voce a te dovuta

Pubblicata nel 1933, questa raccolta si colloca in un momento centrale, di piena maturità di Pedro Salinas. Attraverso i suoi settanta componimenti scorre un intero poema d'amore compatto nel suo tessuto tematico e sentimentale, intervallato di silenzi che sono solo pause di respiro. Anche un canzoniere, dunque, ove l'amore si esplica in una continuità di ricerca quasi sperimentale, in una ripresa continua di motivi combinati fra loro, in un linguaggio sottilmente rinnovato, aperto alla trasformazione fantastica. Un lavoro capillare, nascosto, ma di grande suggestione per chi sa percepire le segrete sonorità della poesia.




Ecco alcuni brani da
"La voce a te dovuta"


Tu vivi sempre nei tuoi atti,
con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.

Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto. [...]



E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t'invaghisti di un'ombra
- l'unica che ti è piaciuta -.
Un'ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.
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Dove finisce l'universo
Postato da brunouk il Sabato, 04 agosto @ 11:27:08 CEST (742 letture)
Le poesie di Pegaso III




Dove finisce l’universo








Il lento respirare delle stelle
ipnotico lontano luccichio,
assisto al silenzio
mi culla
docilmente si estende
espande, soffio sospiro,
nel tempo infinito.

Anestetico abisso
rovescia introversi spazi
dimensione suadente
carismatico, sfuggente ideogramma
incide il nero antracite
di una platea cristallizzata
scabra d’amore.

Percepisco solo schegge luminose
ibernate nel gelo siderale
in assoluto cromatico contrasto
riflette lucidi frammenti.

Pietosamente mi avvolgono
seducente delirio implode
proiettandomi
la …
dove finisce l’universo.

Bruno Gasparri
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Prati
Postato da Grazia01 il Venerdì, 03 agosto @ 20:31:01 CEST (1033 letture)
Poesie di Pozzi Antonia













Prati

Forse non è nemmeno vero
quel che a volte ti senti urlare in cuore:
che questa vita è,
dentro il tuo essere,
un nulla
e che ciò che chiamavi la luce
è un abbaglio,
l'abbaglio supremo
dei tuoi occhi malati -
e che ciò che fingevi la meta
è un sogno,
il sogno infame
della tua debolezza.

Forse la vita è davvero
quale la scopri nei giorni giovani:
un soffio eterno che cerca
di cielo in cielo
chissà che altezza.

Ma noi siamo come l'erba dei prati
che sente sopra sé passare il vento
e tutta canta nel vento
e sempre vive nel vento,
eppure non sa così crescere
da fermare quel volo supremo
né balzare su dalla terra
per annegarsi in lui.


Antonia Pozzi

Biografia

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Ho molto da dimenticare
Postato da brunouk il Venerdì, 03 agosto @ 14:16:16 CEST (781 letture)
Le poesie di Pegaso III





Ho molto da dimenticare



Ho molte cose da dimenticare
plo/pu plo/pu plo/pu plo/pu …
conto: 1/2/3/.87/88 in un solo minuto.

È il mio cuore che batte, …
tremiliardi/duecentoottantatremilioni
novecentoquarantottomila/e ottocento
plo/pu plo/pu plo/pu plo/pu …
come un sordo tonfo ed eco rimbomba,
ho molte cose da dimenticare
per non sentire più il rombo del cuore.

Sto guardando tra le palme e palme
sono curve verso l’oceano
stanche di una lotta infinita,
seduto a poca distanza
a sentire la furia dell’onda
mentre il tramonto accoglie l’ombra.

Sono stanco, non ho voglia di muovermi,
non temo la sera, preludio del buio,
mi sembra che impolvera l’anima.

Il cuore trascende il ruggito del sentire
torbido tumulto traveste il tempo
poi, in un attimo lo accarezza
s’immerge e va, … senza più meta
se non solo la …
dove c’è la stella
che di luce eterna brilla.

Bruno Gasparri
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Buon compleanno Isabel
Postato da Grazia01 il Giovedì, 02 agosto @ 20:38:46 CEST (753 letture)
Poesia al femminile II









Sul destino di questo bizzarro mondo
nascono fiori aridi e terribili
spinosi nel cuore i sentimenti
che dolcissime albe, dalla notte
ancora avvolte di nebulose nostalgie,
riportano nel cuore corroso dalla vita.

Ed io attendo sul prato di ginestre
ma tu, incredibile, non giungi.
Per prenderti la mano ti raggiungo,
e dalla tua rassegnata indifferenza
mi porgi in cambio petali e sorrisi
- logora vita, mia anima, mio tutto! –
che hanno l'amaro sapore di un addio.


Isabel Allende

Isabel Allende Llona è nata a Lima il 2 agosto 1942.
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Notte ai tropici
Postato da brunouk il Giovedì, 02 agosto @ 16:47:37 CEST (1227 letture)
Le poesie di Pegaso III
Notte ai tropici

Non vi è notte più bella
non vi è cielo più bello
se non visto dall'apice del mondo.

Sono li
perso in un tempo solo sognato
seduto attonito
che guardo
l'immenso universo stellato
come un manto m' avvolge
anche la luna, in questa notte,
ha lasciato la luce alle stelle
disegnano mitiche figure
di tutto lo zodiaco....
la!
figure nate dall'incubo dell'uomo;
Andromeda, Aquila, Ara,
Argo Navis, Carian, Puppis,
Vela, Ariga, Bootes, Canis,
Cassiopea, Corvus, Cygnus,
Draco, Hercules, Hydra, Lepus, Lupus,.....
La!
Il navigante ha nominato per non perdere la via;
Ursa Major, Ursa Minor........

Brillano lucenti nel tempo infinito
in un palcoscenico muto da tanto splendore
il cuore batte l'attimo sfuggente
di una vita che guarda e non sa dare
mentre le stelle per sempre
saranno lì a guardare.


Bruno Gasparri
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La città è deserta...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 01 agosto @ 20:38:00 CEST (1036 letture)
Poesie di Maria Luisa Spaziani






La città è deserta, il ferragosto
convoca gli abitanti chissà dove.
Disperato, da ore un cane ulula.
Ululo anch’io per fargli compagnia.

Non sono brava nelle lingue. Quale
messaggio, a caso, gli ho comunicato?
Ulula meno, non ulula più.
Forse notizie buone che aspettava.


Maria Luisa Spaziani
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Anniversario della nascita di Primo Levi
Postato da Grazia01 il Martedì, 31 luglio @ 13:47:04 CEST (1412 letture)
In ricordo






Oggi, 31 luglio è l'anniversario della nascita di Primo Michele Levi.
Egli nacque a Torino il 31 luglio 1919 e morì, sempre a Torino l'11 aprile del 1987.
Scrittore, partigiano e chimico, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi.
Nel 1943 venne catturato dai nazifascisti e quindi, nel febbraio dell'anno successivo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Il suo romanzo "Se questo è un uomo", che racconta le sue terribili esperienze nel lager nazista, è considerato un classico della letteratura mondiale.
Venne trovato morto nell'aprile 1987 alla base della tromba delle scale di casa sua, a seguito di una caduta; non è mai stato chiarito se la caduta che ne ha provocato la morte sia stata dovuta a cause accidentali o se sia stata un suicidio.


Vi propongo alcune sue poesie




Nulla rimane della scolara di Hiroshima

Poichè l'angoscia di ciascuno è la nostra
ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna
che ti sei stretta convulsamente a tua madre
quasi volessi ripenetrare in lei
quando al meriggio il cielo si è fatto nero.

Invano, perché l'aria volta in veleno
é filtrata a cercarti per le finestre serrate
della tua casa tranquilla dalle robuste pareti
lieta già del tuo canto e del tuo timido riso.

Sono passati i secoli, la cenere si è pietrificata
a incarcerare per sempre codeste membra gentili.

Così tu rimani fra noi, contorto calco di gesso,
agonia senza fine, terribile testimonianza
di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme.

Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,
della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura
che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:
la sua cenere muta é stata dispersa dal vento,
la sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito.

Nulla rimane della scolara di Hiroshima,
ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli.

Vittima sacrificata sull'altare della paura.

Potenti della terra padroni di nuovi veleni,
tristi custodi segreti del tuono definitivo,
ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo.

Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.






L'approdo

Felice l'uomo che ha raggiunto il porto,
Che lascia dietro di sè mari e tempeste,
I cui sogni sono morti o mai nati,
E siede a bere all'osteria di Brema,
Presso al camino, ed ha buona pace.
Felice l'uomo come una fiamma spenta,
Felice l'uomo come sabbia d'estuario,
Che ha deposto il carico e si è tersa la fronte,
E riposa al margine del cammino.
Non teme né spera né aspetta,
Ma guarda fisso il sole che tramonta.

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La mia Bambina
Postato da brunouk il Domenica, 29 luglio @ 19:33:24 CEST (972 letture)
Le poesie di Pegaso III
LA MIA BAMBINA







Allungo la mano in un trepido gesto
accarezzo quel viso novo di bimba
dolce è il suo tepore
nel mio sangue scorre,
ode alla vita
esplode in me sentimento eterno d’amore.

L’attimo fonde l’eternità del tempo.

Apre gli occhi, la mia bambina,
si accende una luce che splende nel buio,
stringo la sua piccola mano
promessa di padre:
“protetta per sempre, sarà la mia bambina”
viva dal nulla
voluta dall’atto d’amore.

Gli angeli cantano canzone di pace.


Bruno Gasparri
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