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Candido, o l'ottimismo, Voltaire
Postato da Grazia01 il Lunedì, 10 settembre @ 11:49:44 CEST (1037 letture)
Testi e saggi di Voltaire I





Candido, o l'ottimismo (Candide, ou l’Optimisme in francese), talvolta Candido, ovvero l'ottimismo, spesso contratto in Candido, è un racconto filosofico di Voltaire che mira a confutare le dottrine ottimistiche quale quella leibniziana. Lo scrittore francese fu stimolato sicuramente dal terremoto di Lisbona del 1755 che distrusse la città, mietendo molte vittime. Voltaire scrisse prima un poema sul cataclisma (1756) e successivamente redasse il Candido (1759). Voltaire scrive il Candido in un periodo successivo a numerose persecuzioni nei suoi confronti che l’hanno portato sulla via di una visione disincantata del mondo.
Nonostante la presa d’atto dell’esistenza del male, non risulta, comunque, che Voltaire nel Candido esalti il pessimismo, quanto si limiti a stigmatizzare la pretesa di "vivere nel migliore dei mondi possibili", precetto su cui Leibniz montò il cardine della propria filosofia. Non a caso l'illuminista francese incarna nella figura del precettore Pangloss il filosofo tedesco, intento ad istruire il giovane Candido a vedere il mondo che lo circonda con ottimismo, sebbene si succedano in continuazione controversie e disavventure.
È citato anche da Leonardo Sciascia nel romanzo Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia del 1977.
La vicenda di Candido è stata musicata dal compositore americano Leonard Bernstein nell'operetta Candide.




Viveva in quei pressi un derviscio famosissimo, che aveva fama d'essere il maggior filosofo di Turchia. Andarono a consultarlo. Pangloss prese la parola, e disse: "Maestro, siam venuti a pregarvi che ci spieghiate perché sia stato creato un animale così bizzarro com'è l'uomo."
"Ma di che ti vai a impicciare?" disse il derviscio; "che te ne importa?"
"Ma, padre mio reverendo," osservò Candido, "v'è pur nel mondo una quantità spaventosa di mali."
"E che diavolo importano," rispose il derviscio, "i mali ed i beni? Quando Sua Altezza spedisce una nave in Egitto, si da ella forse pensiero se i topi che sono nella stiva stanno comodi o no?"
"E allora che dobbiamo fare?" domandò Pangloss.
"Tacere", rispose il derviscio.
"Io m'ero illuso" riprese Pangloss, "di poter ragionare un pochino con voi delle cause e degli effetti, del migliore dei mondi possibili, dell'origine del male, della natura dell'anima e dell'armonia prestabilita."
A questo il derviscio sbatté loro l'uscio in faccia.
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Clemens Maria Brentano- 9 settembre 1778
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 settembre @ 20:55:18 CEST (865 letture)
Ricerche d'autore









Non odi come le fonti mormorano

Non odi come le fonti mormorano,
come stride il grillo non odi?
Silenzio, silenzio, stiamo in ascolto,
beato chi muore immerso nei sogni.
Beato chi si culla sulle nuvole,
la luna gli canta la ninnananna,
come beato spiccherà il volo
a chi il sogno muove l'ala,
e nell'azzurra distesa del cielo
astri come fiori coglie:
dormi, sogna, vola, presto
ti sveglierò, colmo di gioie.


Clemens Maria Brentano


"La follia è la sorella sfortunata della poesia".


Poeta tedesco nacque a Ehrenbreitstein s. Reno il 9 settembre 177 8 e motì a Aschaffenburg nel 1842. Di padre italiano e di madre tedesca, studiò a Halle e a Jena, dove strinse amicizia con i romantici L. Tieck e F. Schlegel. In questo periodo pubblicò una commedia satirica (Gustav Wasa, 1800) e un romanzo (Godwi, 2 voll., 1801-1802) che già rivela il suo talento lirico. Dopo un tempestoso amore per Sophie Mereau (che, da lui sposata nel 1803, morì nel 1806) iniziò la Chronika eines fahrenden Schülers (1802) e un poema, le Romanzen vom Rosenkranz (1810), che rimase frammentario. Insieme con l'amico e cognato A. von Arnim partecipò alla polemica letteraria romantica, e pubblicò la celebre raccolta di canti popolari Des Knaben Wunderhorn (1806). Nella sua folta produzione fiabesca, di qualità ineguale e talora contaminata con fonti diverse (tra cui il Basile), spiccano Die Geschichte vom braven Kasperl und vom schönen Annerl (1817); Gockel, Hinkel und Gackeleia (1838); delizioso e tragico, qui, il poetico motivo della Loreley, da lui inventato e da altri ripreso. Ritiratosi in una sua proprietà in Boemia, scrisse ancora il dramma Die Gründung Prags; convertitosi al cattolicesimo, visse dal 1818 al 1824 presso la monaca veggente Katharina Emmerich, celebrando la Passione di Cristo e la vita di Maria (Das bittere Leiden unseres Herrn Jesu Christi, 1833).
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Le persone...
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 settembre @ 08:05:14 CEST (945 letture)
Un pensiero al giorno





E' bello leggere le persone. Quelli tutti uguali cercano di sembrare diversi, i diversi tentano di sembrare uguali. I liberi se ne fregano. Ogni ruga una riga, ogni smorfia un epigramma, ogni sbadiglio un aforisma scontato. Le persone sono una biblioteca pubblica. E non lo sanno...

A. G. Pinketts


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Il pensiero del giorno
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 settembre @ 20:32:12 CEST (1099 letture)
Un pensiero al giorno









Quanto più lontano stanno dagli occhi, tanto
più vicini al cuore sono i sentimenti che
cerchiamo di soffocare e dimenticare

P.Coelho




Buona domenica

Grazia
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Oggi 6 settembre nacque Gaio Fratini
Postato da Grazia01 il Giovedì, 06 settembre @ 20:10:51 CEST (1998 letture)
Ricerche d'autore


Gaio Fratini nacque a Città della Pieve il 6 settembre 1921 e mori a Orvieto, il 31 gennaio 1999, è stato un poeta, giornalista e critico televisivo.




CAPODANNO A MILANO

Il gran tripudio dei consumi futili
intimi caminetti crocefigge.
Milano ostenta nebbie tecnologiche,
ogni autonomo indossa un grigio smog.

Flatus vocis, tu, Krizia, a pompeiani
reperti regredisci, a etruschi buccheri
di mercanti, usurai, trafugatori
fossili icone affidi, danze falliche.

Il mongolico ghigno d'una bambola
tanto sola e perversa nel funereo
baby-doll non vuol fiori ma archibugi
di patrioti caduti a Custoza.

Sale la Borsa delle invitte azioni
transessuali, lottano i castori
contro i leopardi. Un industriale tutto
di vetro e di cemento sega il cuore
galeotto di Dora con la lima
di diamante, orchidee di Singapore
fioccano - jet a jet - lungo le piste
della Malpensa. Il neon d'una epilettica
insaziata Milano buon Natale
augura ai drudi suoi. Troia in visone
acquista un incensiere porta-gioie,
un gotico ciborio per fiammanti
epistole, piviali, e da mutare
in mobiletto-bar questo tarlato
sghembo inginocchiatoio del Seicento.

A San Babila il re
della gomma sintetica ha creato
una Cariddi elastica che dondola
sul velluto di bare convertibili
in due piazze per coiti marca-tempo.

Scilla in slip s'è stesa
sul catafalco d'uno yacht, lo scheletro
che salpa beve a sorsi ilari il vento.


(da Italici piangenti, Longanesi, 1988)
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Il 5 settembre 1877 moriva Cavallo Pazzo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 settembre @ 20:42:18 CEST (907 letture)
Poesie e pensieri di Indiani d'America
Cavallo Pazzo, in inglese Crazy Horse, in lingua lakota Tashunka Uitko o Tashunka Witko o Tȟašúŋke Witkó a seconda delle traslitterazioni, che significa letteralmente il suo cavallo è pazzo, era un nativo americano della tribù degli Oglala Lakota (Sioux).
Tecnicamente, in lingua lakota, Crazy Horse, è Tašunka Witko (Il suo cavallo è pazzo), ma ormai è di abitudine, anche negli Stati Uniti, chiamare il condottiero Oglala Crazy Horse (Cavallo Pazzo), erroneamente però, giacché il ta- iniziale di Tašunka rappresenta il pronome possessivo "suo" e di conseguenza la traduzione del nome è: "Il suo cavallo è pazzo".
Negli anni giovanili era conosciuto anche come riccetto o ricciuto a causa dei capelli particolarmente ricci e di colore castano chiaro (cosa rarissima tra i nativi americani).



La persona raffigurata in questa fotografia viene da molti identificata con Cavallo Pazzo


Nato nelle Black Hills (Paha Sapa in lingua lakota), presumibilmente intorno a metà anni '40, si salvò dalla distruzione del proprio villaggio ad opera dei soldati federali. Probabilmente a causa di questo trauma, da adulto, giunto alla guida dei Sioux Oglala, fu molto attivo nella resistenza allo sterminio dei nativi d'America da parte dei soldati federali statunitensi.
Cavallo Pazzo guidò, assieme a Toro Seduto, i 1.200 guerrieri che nella battaglia di Little Bighorn, il 25 giugno 1876, sconfissero i 250 cavalleggeri dell'esercito USA, guidati dal Ten. Col. George A. Custer, riportando pochissime perdite.
Il successo indiano fu però di breve durata: i federali si ripresero subito dal colpo e nello stesso anno registrarono importanti successi. Il 6 maggio 1877 Cavallo Pazzo alla testa di 900 Oglala stremati dalla fame e dalla fuga, si consegnò al tenente Philo Clark comandante di Fort Robinson. Morì poco prima della mezzanotte del 5 settembre 1877, ferito a morte con una baionetta, alla presumibile età di trentasette anni.
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Ombra
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 settembre @ 13:14:15 CEST (907 letture)
Le poesie e altro di Grazia V











Ombra


Vivo della tua ombra,
nella notte
ti ascolto respirare,
scruto il tuo dormire.
Che strano uomo sei!
Avaro di parole e di gesti
chiuso in un mondo
che è solo tuo.
Sei come una roccia
che dal mare
si lascia accarezzare
indifferente alle onde più alte
e alle tempeste.
Io piccola e spaventata
in un tuo anfratto mi nascondo
cerco conforto
nella tua durezza
eppure vorrei saper infrangere
quella compattezza.
Con leggeri tocchi d’amore
illumino la parte oscura
del tuo essere,
quel frammento buio
in cui ti ritiri
e mi lasci sola.
La mia luce è soltanto
un bagliore leggero
e di nuovo resto nella tua ombra,
che pure mi basta e mi consola.

Grazia


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Messaggio di Miriam Ballerini
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 settembre @ 21:14:15 CEST (860 letture)
Mostre e spettacoli

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Lucciole
Postato da Letty il Martedì, 04 settembre @ 20:55:45 CEST (895 letture)
Le poesie di Letty - II




Ho acceso lucciole e spento desideri
Ho appeso stelle dove non c'era cielo
Ho incastrato la luna nel buio più buio
esattamente là dove ti sei perso...


Letty
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Oggi 4 settembre nacque Carmen Boullosa
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 settembre @ 20:48:21 CEST (790 letture)
Ricerche d'autore





Identità

Mi voglio sedere a ridere di lei,
ora che posso,
ora che non vengono a cercarmi prepotenti,
a chiedermi, ad esempio, un sorriso, per piacere,
o senza per piacere,
l’abbraccio, il come è andata, ti vedo
bene.
Io non c’entro nulla con lei
e se sono anni che ne inseguo il nome
non è (andiamo, ne sono sicura!)
quello che voi urlate in questo momento
per dirmi di venire a cena.



La gigante


A passi lunghi si muove la gigante.
Calpesta forte, fa rimbombare le pareti.

Dovrebbe piegarsi per passare dalle porte
lo sa,
dovrei piegarmi per stare sotto il tetto:

La notte mi ha reso sconfinata



La strega


Tutti sanno che scompaio,
tranne te.
Dormo con te e cerco ogni notte di non togliermi le gambe e
non uscire dal letto
la verità è che scompaio,
ma con te
(lasciami crederci!)
sono come una perla generata dalla mia triste
anima grinzosa

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Oggi 4 settembre nacque Petr Král
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 settembre @ 20:19:08 CEST (866 letture)
Ricerche d'autore




In un mattino d’estate, nel chiarore semplice d’un quartiere che sembra campagna lontano dal viale, D., ancora tutta insonnolita, è spuntata all’improvviso davanti alla villetta più donna che mai, come fresca del sonno che l’avvolgeva. Fragile ma anche ammorbidita, il piede nudo posato sul selciato con sicurezza da sonnambula, mette l’ultimo tocco di calma sul suolo paesano dalle pietre appena polverose, e nel contatto si rassoda la sua stessa carne, come uno scambio di scintilla fredda. Se è vero che il suolo, contro la pianta del piede, affila anche la lama d’un coltello fresco, il corpo appena nascosto da una camicia da notte mantiene intatta la purezza d’una promessa nuova, senza età, protetta anche se precaria.

Petr Král
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Incontro di due mani
Postato da Grazia01 il Lunedì, 03 settembre @ 21:23:01 CEST (951 letture)
Poesie di Juan Ramón Jiménez






Incontro di due mani

Incontro di due mani
in cerca di stelle,
nella notte!

Con che pressione immensa
si sentono le purezze immortali!

Dolci, quelle due dimenticano
la loro ricerca senza sosta,
e incontrano, un istante,
nel loro circolo chiuso,
quel che cercavano da sole.

Rassegnazione d'amore,
tanto infinita come l'impossibile!



Juan Ramòn Jiménez

Biografia


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Forziere
Postato da brunouk il Domenica, 02 settembre @ 10:35:31 CEST (955 letture)
Le poesie di Pegaso III
Forziere


Di questi miei giorni
di vita “vissuta”,
frammenti chiusi in fogli ingialliti,
sospese nella mente
strategie in geometriche attese
emerge qualche dettaglio
rintanato negli angoli
di atemporali tempi.

Nel giorno che sfugge
cerco di ritrovare ricordi
tra ombre e bagliori
risvegliano fragili emozioni,
sopiti motivi d’amore
colorati come ali di farfalla
diacronica nostalgica visione
di quotidiani ombrosi paesaggi.

Tutto appare oramai definito
condensato in pochi frammenti,
profili di case, una chiesa,
un prato fiorito sa già di primavera,
Lei ha smesso il vestito d’inverno,
un bimbo e un cane, corrono giocando
poco lontano, un vecchio signore
li guarda sereno.

Mi abbandono alla calda brezza,
il leggero vento mi avvolge
nel cielo poche nuvole disegnano illusioni.

È tempo di intraprendere il viaggio
oltre ogni tempo/spazio conosciuto,
ripongo ogni mia cosa e ricordo
in questo borchiato forziere,
con misurati passi
in sedici punte ne disegno il luogo nascosto
affidando ai venti
ogni mio tesoro.



Bruno Gasparri
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Poesie sulle fotografie
Postato da Grazia01 il Sabato, 01 settembre @ 20:31:54 CEST (1110 letture)
Poesie tematiche 2012




Poesie sulle




Il fotografo non guarda la realtà, ma la fotografa.
Poi va in camera oscura, sviluppa il rullino e solo allora la guarda.

Alberto Moravia




Le fotografie possono essere ricordate più facilmente delle immagini in movimento,
perchè sono una precisa fetta di tempo anziché un flusso.

Susan Sontag



Che cos’altro al mondo, quale romanzo avrebbe mai l’epico respiro di un album di fotografie?

Günter Grass, Il tamburo di latta, 1959




La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il più stupido può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte. E’ una ricerca soprattutto spirituale. Cerco verità e bellezza nella trasparenza d’una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla spiaggia, nella curva d’una schiena femminile, nella consistenza d’un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà.

Isabel Allende, Ritratto in seppia, 2001




Amore dopo Amore

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognun sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino.Offri pane.Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola.

Derek Walcott
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Ritornar bambini
Postato da Grazia01 il Sabato, 01 settembre @ 18:37:56 CEST (821 letture)
Poesie e prosa di Gibran II





Ritornar bambini

Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.

Kahil Gibran

Biografia


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Donna mia
Postato da brunouk il Sabato, 01 settembre @ 12:24:26 CEST (1216 letture)
Le poesie di Pegaso II

Danza, danza nel vento,
nel turbine rapisci il cuore
donna mia.

Cresciuta lontano in altro mondo
dove dietro di te brina si scioglie
mentre l’alba fiorisce nell’aurora
regalando rugiada a prati e fiori.

Voli sulle note dolci dell’amore
la tua figura è l’ombra della mia
come foglio bianco non scritto
orfano di poesia, muto del grido.

Sono rocce le mie nubi
mentre l’onda s’infrange
sul mio mondo d’attesa e silenzi,
non è bastato l’amore di una vita
dove solo le stelle sanno parlare.

Che cosa serve conoscere il volto della vita
se un sospiro vola più lontano,
non essere capace di dire: “ti Amo”
quando eri tra le mie braccia
pensando di donarti una nuova vita
legata all’amore del mio regno.

Un regno dal cancello dorato
gelosamente custodito
dove solo il sogno sale all’apice del mondo
vive di luce e calore
senza età e senza dolore
di un amore riflesso ma muto.


Bruno Gasparri
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Agosto finisce...
Postato da Grazia01 il Venerdì, 31 agosto @ 21:02:12 CEST (825 letture)
Un pensiero al giorno

Ci sono giorni in cui vorrei scomparire, dissolvermi in un angolo come polvere. Sono i giorni in cui la paura mi attanaglia come una morsa, senza scampo, mi sento inadeguata, inutile, scoraggiata. Il dolore dilagante è una grossa pietra dentro al petto. Se mi dissolvessi però, non sparirebbero le ingiustizie e le atrocità, e gli altri continuerebbero ad affrontare le loro pene. Mi sento allora, una gran vigliacca, mi scuoto, mi faccio coraggio e affronto l'ineluttabile realtà. Mi spazzolo i capelli, mi metto il rossetto e sfodero un sorriso, che è il solo miglioramento che posso regalare al mio viso. Siamo in tanti a soffrire, purtroppo, per i motivi più diversi, in questo mondo sempre più ostile, eppure così bello. Abbracciamoci e troviamo conforto e consolazione nel nostro coraggio d'amare, comunque e sempre.
Chiudo quest'agosto con queste amare considerazioni ma in settembre, prometto, ...sarò assolutamente positiva!

"Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni. Ciascuno con il proprio talento"

P. Coelho

Un grande affettuoso bacio a chi mi legge e mi segue.
Dolce notte, buon fine settimana e felice settembre.
Grazia
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Un rischio mortale
Postato da Grazia01 il Venerdì, 31 agosto @ 12:34:41 CEST (674 letture)
Racconti III



Un rischio mortale

Potrebbe essere un episodio, una parentesi, un'avventura: a questo si erano preparati, prevedendo una cornice intessuta di fiori, gentilezze, sorrisi lievi come carezze e carezze intenzionali. Lei sui polsi ha spruzzato profumo, la barba di lui appare fresca di rasatura. Per piacere e piacersi, aperti ad ogni eventualità. Ma le possibilità non sono infinite, la scena assomiglia inevitabilmente a tante altre: per scenografia, costumi, trucco. Il grande specchio sulla parete restituisce di ambedue un'immagine gradevolmente sfocata: le luci soffuse del locale garantiscono un'imprecisione molle, e l'opportunità di non svelarsi.
Tutto già visto: uno spot pubblicitario ben confezionato. Così, con un affacciarsi intristito di noia gli occhi di lei si perdono, vagano senza interesse, registrano passivamente l'evolversi elegante del colloquio amoroso, certamente avviato ormai verso il finale che ambedue hanno costruito.
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L'IO nell'Essere
Postato da brunouk il Venerdì, 31 agosto @ 12:04:52 CEST (778 letture)
Le poesie di Pegaso III

Quando l'ombra incombe
tutto diventa effimero
nel tempo finito,
il mio tempo chiuso
tra le pieghe dell'attimo
di una vita prigioniera del ricordo.

Un viaggio d'Ulisse
storie che hanno un fine,
avventure e gloria
tra Dei indifferenti
al grido di sfida.

L’io si eleva vaga libero
in lontani passati,
dove vulcani hanno forgiato
con fuoco i giorni
mentre l'universo espande
nell'infinito vuoto
accendendo falene.

Tutto ha un tempo
scorre implacabile
tra fragori e silenzi,
mi avvolge, ladro di vita.

Si!,


la mia lancia si è spezzata
nell'ultimo disperato assalto
disarcionato, non vinto
nella consapevolezza dell'essere.


Bruno Gasparri
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Manicomio primavera
Postato da Grazia01 il Venerdì, 31 agosto @ 12:04:08 CEST (715 letture)
Un pensiero al giorno







E così quella particolare ragazza
In una cerimoniosa passeggiata d'aprile
Col suo più recente pretendente
Si trovò all'improvviso oltremodo sconvolta
Dalla sfrenata babele degli uccelli,
Da quel mare di foglie.
In preda a questo tumulto, osservava
I gesti del suo innamorato che sbilanciavano l'aria,
E il proprio passo vagante ineguale
In quel solitario rigoglio di felci e fiori.
Giudicava i petali in scompiglio,
e la stagione in generale, sciatta.
Come desiderò allora l'inverno! -
Scrupolosamente austero nel suo ordine
Di bianco e nero
Ghiaccio e roccia, ogni senso entro i limiti,
E la gelida disciplina del cuore
Esatta come fiocco di neve.
Ma ecco - un germogliare
Anomalo abbastanza da mettere in scompiglio
Le sue cinque regali facoltà -
Un tradimento da non tollerare. Sì, impazziscano pure
Gli idioti nel manicomio primavera:
Lei se ne tirò subito fuori ...


(S. Plath, "La Zitella", da The Colossus)

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Le parole e le ore
Postato da Grazia01 il Giovedì, 30 agosto @ 18:57:59 CEST (1334 letture)
Poesie tematiche 2012




Le parole e le ore.

Gli orologi barocchi: antologia poetica del Seicento,
un'originale raccolta di poesie barocche sugli orologi
a cura di Vitaniello Bonito

Questa antologia poetica del Seicento raccoglie versi di Giuseppe Battista, Antonio Bruni, Gian Francesco Busenello, Giovanni Canale, Lorenzo Casaburi, Bartolomeo Dotti, Francesco Fulvio Frugoni, Tommaso Gaudiosi, Angelo Grillo, Cristoforo Ivanovich, Giovanni Giacomo Lavagna, Giovan Battista Leoni, Giacomo Lubrano, Giovan Battista Marino, Francesco Melosio, Antonio Muscettola, Pier Francesco Paoli, Ciro de Pers, Girolamo Preti, Francesco Maria Santinelli, Giovan Leone Sempronio, Tommaso Stigliani.





Vi propongo alcune poesie che ho trovato particolarmente significative per l’epoca.




Orologio da polvere
di Giovanni Canale


Scorrono più veloci, il tempo e gli anni
di quest'arena instabile e cadente,
che nel gemino sen vetro lucente
chiude, affrettando al tempo il volo e io vanni.

Fugge la vita involta in mille affanni,
la cui fuga brevissima e repente
a pena affissar può sguardo di mente,
e ha più di quest'arena e stenti e danni.

Vita infelice e che n'alletta e piace
di quest'arena, ella al cader ne dura
nella certezza del durar, fallace.

Alla sua brevità pongasi cura,
che con un fil di polvere fugace
il suo rapido corso or si misura.




Il tempo
di Francesco Fulvio Frugoni

Vola il tempo fugace
né si coglie mai più:
divora agli anni edace
lo spirto e la virtù.
Corre rapido,
passa rigido;
e la sua ruota incostante
lacera,
macera,
spolvera,
impolvera,
infranta e trita
l'umana vita.
col dente
rodente
d'ogni suo acuto e subitaneo istante.

Chi prometter intero
al suo respiro un di
si può da quel severo?
Che se l'alba gli apri
chiara e florida,
vaga e rorida,
con la sua chiave dorata,
lubrica,
tetrica,
debile,
flebile,
con man atroce
che string'e nuoce,
oscura
e tura
di nube fosca la sera impiombata.

L'uomo, di creta frale
carco, ben di cader
ad ogni urto letale
del tempo ha da temer;
che, se invadono,
quindi cadono,
i tremuoti rupi ombrose,
fragile,
labile,


palpita,
scapita
carne di terra,
chi in sé rinserra
la polve
e involve
morte, che vien anco a le tombe annose.

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Il cavallo
Postato da brunouk il Giovedì, 30 agosto @ 11:41:00 CEST (936 letture)
Le poesie di Pegaso II
Il cavallo


Corri! cavallo corri
incito di folla urlante
battuto da frusta di fuoco,
il traguardo è lontano
oltre ti aspetta un giusto riposo.

Ma,
crolla il tuo agile corpo sul prato divelto
tutto si offusca
ricordo rallenta in un giorno di sole
libero sul colle, profumo di giumenta.

Tutto tace
Il grido si è spento
con gesto fraterno di pace
una mano accarezza il lucido manto
l’atra spegne per sempre il ricordo di vita.



Bruno Gasparri
Leggi Tutto... | 262 bytes aggiuntivi | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Gheorghe Zamfir
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 29 agosto @ 21:39:23 CEST (3351 letture)
Video



La natura e la musica

Abbiamo bisogno di più consapevolezza della natura umana,
perché l'unico pericolo reale che esiste è l'uomo in se stesso.



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La notte
Postato da Anonimo il Mercoledì, 29 agosto @ 21:00:19 CEST (1021 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II







La notte




La notte corre su un filo
che la lega al giorno
dove i tuoi occhi incontreranno i miei.
Era solo ieri, ma dalla palude dell'amore
non voglio uscire perchè dolce
è il sentirti.
Ed anche se amaro è il tempo
che fugge nella notte dei pensieri
una nuova luce illuminerà
il mio cuore
e sarà tuo per sempre.





r.chesini

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Primo Amore
Postato da brunouk il Mercoledì, 29 agosto @ 08:08:26 CEST (934 letture)
Le poesie di Pegaso II

Pezzi strappati di una tua fotografia
immagine sbiadita dal tempo
che mai, come ora mi appare confusa
cercando di ricomporla scavando nel ricordo
impossibile collage dai tasselli mancanti.

Eppure questa brezza serale
con il suo profumo di mare
porta tuo riflesso dipinto nell’anima,
intagliato d’aria e sole vestito d’amore.

Di lunghe attese ho rivestito giorni,
mentre nuvole capricciose
giocano in nuovi cieli
avare, aride di pioggia
mentre il sole tramonta e si leva
incurante di mie notti e albe in fasce
ansimando in compatti pendii
tra autunni e gelidi inverni.

Ho vissuto tra altri profumi
immerso in regole e destino
quotidiana ricerca del tuo sognato amore.

Resta stupore intatto a colmare la mia vita
anche sbiadito, il primo amore
non si scorda mai.


Bruno Gasparri
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Fonte
Postato da brunouk il Martedì, 28 agosto @ 22:33:56 CEST (978 letture)
Le poesie di Pegaso II

Cantate Muse allo sgorgar d’acque
all’elicona mia fonte
sia fresca d’ispirata poesia
d’amor in versi raccolti
allieti dell’uomo designata sorte.


Bruno Gasparri
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Un giorno
Postato da brunouk il Lunedì, 27 agosto @ 10:01:48 CEST (1017 letture)
Le poesie di Pegaso II

Sì!, un giorno,
non ricordo bene
forse c’era il sole o tempesta,
sicuramente c’era il mio cuore
che imperterrito batteva scandendo il tempo.

Quel giorno, lo ricordo bene
stavo seduto a osservare la gente
meditando …
tutta quella gente non dovrebbe piú parlare
dovrebbe smettere di gesticolare, ridere, bisbigliare
restare sotto un cielo senza riparo.

In un manto di grigiore
immerso nella folla, sono solo
guardo attraverso corpi, bocche, occhi
la c’è una strada, marciapiedi, case,
poco distante costruiscono una casa
sento i rumori
coprono il canto degli uccelli
tutti dovrebbero fermarsi
si vede … la gente è stanca.

Mi abbandono, allungo lo sguardo
attraverso quei muri e i muri,
inizia a imbrunire e fa freddo
un vento gelido avanza
rotola giù dai colli
lungo i fianchi carichi di foglie morte
come anestetico soffia
nel mio io che ancora ama
il sentimento si lascia trasportare
senza orientamento va …
la verso il tramonto dove
amore non sa dire t’amo.


Bruno Gasparri
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Atrium Vestaee
Postato da brunouk il Domenica, 26 agosto @ 08:30:05 CEST (919 letture)
Le poesie di Pegaso II
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Gli insetti nelle poesie
Postato da Grazia01 il Sabato, 25 agosto @ 15:30:25 CEST (1364 letture)
Poesie tematiche 2012



Il tema poetico di questa domenica sono gli




Gli insetti sono fastidiosi, specialmente in questa stagione in cui si sta più a contatto con la natura e le finestre sono aperte, eppure anche loro hanno ragione di esistere e hanno il loro ruolo nell'ecosistema inoltre i ragni e le cocconelle portano fortuna!
Ho scelto per questa domenica poesie a loro dedicate...



Tiene il ragno...
di Emily Dickinson


Tiene il ragno un gomitolo -
d'argento...
Tìene ìl ragno un gomìtolo d'argento
Con due manì ìnvìsìbìlì
E ìn una danza dolce e solìtarìa ..
Sdipana il filo di perla.
Dì nulla ìn nulla avanza
Col suo lavoro immaterìale.
Rìcopre ì nostrì arazzì con ì suoì
Nella metà deltempo.
Glì basta un'ora ad ìnnalzare estreme
Teorie di luce
Pende poì dalla cìma dì una scopa,
Dìmenticando ognì sua sottìglìezza.




Caro piccolo insetto
di Eugenio Montale

Caro piccolo insetto
che chiamavano mosca non so perché,
stasera quasi al buio
mentre leggevo il Deuteroisaia
sei ricomparsa accanto a me,
ma non avevi occhiali,
non potevi vedermi
né potevo io senza quel luccichìo
riconoscere te nella foschia.
Caro piccolo insetto




Farfalle
di Lina Carpanini

Corolle senza stelo
sorelle d'ogni fiore:
vi ha gettato il Signore
dai giardini del cielo,
a ricamare voli
sul gelsomino mondo,
a fare il girotondo
che il pratello consoli.
A voi basta sull'ala
un po' di porporina,
per far della mattina
una festa di gala:
e a sera, sul cotogno,
posare a ghirlandelle,
per guardar le stelle
tra un sogno e l'altro sogno.




Farfalla
di L. Tumiati

Cara farfalla, ho visto
i tuoi colori in un prato.
Eri bella, volavi leggera leggera.
I fiori si voltavano a guardarti.
Poi è venuto un mio amico e,
zac, ti ha presa.
Tu non eri più libera,
e sei diventata pesante
e senza colori. Ferma.




Lucciole
di Pietro Mastri


O tacite stelle che a frotte
vagate quaggia senza fine,
o stelle piccine e vicine,
non sente la messe che dorme
il palpito fitto, uniforme
che sfiora le spighe recline?
Al trillo del tremulo grillo
che a notte ogni zolla produce,
diffonde il suo ritmo tranquillo
quel palpito d'ali e di luce.




La serenata del grillo
di A. P. Bonazzoli

Tutto vestito in nero,
si come un damerino,
esce dal suo maniero
il grillo canterino
il sole è ormai lontano,
il monte è viola e rosa,
non s'ode più un campano
nell' aria silenziosa.
Di sotto la zimarra
leva il suo bel violino
e suona e canta e gode
il grillo canterino.
Bello è cantar di sera
sotto la prima stella
in piena primavera.
Canta! La vita è bella.




Insetti
di F. Mistral

...del buon Dio le mille bestioline
ivi si son raccolte: gallinette
di San Giovanni, erranti farfalline,
mantidi inginocchiate su l'erbette
quasi a pregare, magre e silenziose,
e pecchie intorno al tetto laboriose.
E vi sono pur anche le innocenti
cicale che per quanto è lungo il giorno
stridono sotto l'ali tralucenti.




La crisalide
di Guido Gozzano

Una crisalide svelta e sottile
quasi monile
pende sospesa dalla cimosa
della mia casa.
Salgo talora sull'abbaino,
per contemplarla,
e guardo e interrogo quell'esserino
che non mi parla.
O prigioniero delle tue bende,
pendulo e solo,
senti? il tuo cuore sente che attende
l'ora del volo?
Tra poco l'ospite della mia casa
sarà lontana:
penderà vota dalla cimosa
la spoglia vana.
Andrai, perfetta, dove ti porta
l'alba fiorita;
e sarà come tu fossi morta
per l'altra vita.



Buona domenica
con affetto

Grazia

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Amore troppo Amato
Postato da brunouk il Sabato, 25 agosto @ 08:57:23 CEST (967 letture)
Le poesie di Pegaso II

Mentre l'ora scorre
consumando la notte
scrivo ricordi
affiorano dal buio del tempo
evocati, animati
dalle note di una vecchia melodia.

Dove sei amore troppo amato?

Danzi etereo
nella foschia dell'attimo
mentre cerco,
nell'abbraccio di un tempo,
di trattenere quel dolce tepore
che ancora riscalda l'essenza di vita,
acceso, donato quasi per gioco
a questo mio cuore
che d’allora batte contando ogni tocco.


Bruno Gasparri
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Ciao


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