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Doppia nostalgia
Postato da brunouk il Martedì, 24 luglio @ 14:34:01 CEST (1010 letture)
Le poesie di Pegaso III
Doppia NOSTALGIA

Terra lontana dalle molte promesse
nuova, diversa è tutta la veste,
vita, colori, profumo, grida e gente
tutto si fonde e confonde in un tremito
compresso nel profondo del cuore.

Stretto nel petto la nostalgia del ricordo;
non c’ è il rumore della città lontana
non c’ è l’amico che di mattino saluta
confusa la mente da uno strano silenzio.

Immobile siedo sulla roccia tagliente
davanti al mare che fonde nel cielo
guardo l’onda rotolare potente
infrangersi sulla spiaggia rovente
piccole bianche nubi spinte dal vento
danzano nel cielo sbiadito dal sole.

Solo, sperduto nell’immenso del tempo
chiudo gli occhi per ritrovarmi con lei
mentre m’avvolge con il suo calore d’amore
sprigiona sconosciuto vergine profumo
libero
fonde nell’aria limpida come cristallo
vola di fiore in fiore
come un’ape che di nettare s’inebria,
danza cantando allegra melodia
con la dolcezza stupita nel cuore
che batte e batte
mentre il tempo scivola via.


Bruno Gasparri
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Romano Battaglia ci ha lasciato
Postato da Grazia01 il Lunedì, 23 luglio @ 07:54:52 CEST (971 letture)
Pensieri e poesie di Romano Battaglia





E' morto nella sua Versilia.

Ieri, 22 luglio, Romano Battaglia ci ha lasciato, dopo una breve malattia, a Marina di Pietrasanta (Lucca), dov'era nato il 31 luglio 1933.
Giovanissimo, aveva iniziato la sua carriera di giornalista prima come inviato speciale della Rai, poi come autore e conduttore di numerose rubriche, tra cui la famosa ''Tg l'una''. Battaglia è stato animatore e conduttore della Versiliana per moltissimi anni, e da quello che era uno dei più famosi 'salotti' estivì sono passati attori e cantanti, scrittori e registi e, soprattutto, i politici della prima e della seconda Repubblica. Come scrittore Battaglia si è cimentato in quasi tutti i generi letterari: dalle poesie ai romanzi, ai libri per ragazzi. Moltissimi i premi che nel corso della sua carriera ha ricevuto sia come giornalista sia come scrittore.




Trascorriamo la vita sperando in un domani diverso che non verrà mai.
Accumuliamo denaro e case nella speranza che un giorno queste ricchezze
ci serviranno per vivere meglio, lasciamo passare il tempo
con la convinzione che tutto ciò diventi verità.
Ma la verità è nel nostro presente e non ci accorgiamo degli attimi che da soli
valgono un'intera esistenza per il loro significato.



Addio Romano...ci restano i tuoi pensieri
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Il cibo in poesia e prosa
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 luglio @ 21:59:08 CEST (977 letture)
Poesie tematiche 2012


Il cibo in poesia e prosa





Il tema appare meno romantico del solito, ma senza dubbio anche il cibo dona emozioni...
...perche' il cibo e' poesia... il cibo e' vita di tutti giorni... scandisce le nostre giornate...
ci accompagna...

Sensazioni e stati d'animo si mescolano a sapori e profumi...
Non solo cibo ma anche vino... il buon vino e' protagonista ...il buon vino e' cultura e piacere...



E quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore:
“I tuoi semi vivranno nel mio corpo,
E i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore,
La loro fragranza sarà il mio respiro,
E insieme gioiremo in tutte le stagioni.”

KAHLIL GIBRAN




Dio fece il cibo, il diavolo i cuochi!
K. Gilbran



Opera buffa

"Dopo il non far nulla, io non conosco occupazione per me più deliziosa del mangiare, mangiare come si deve, intendiamoci. L'appetito è per lo stomaco ciò che l'amore è per il cuore. Lo stomaco vuoto rappresenta il fagotto o il piccolo flauto, in cui brontola il malcontento o guaisce l'invidia; al contrario, lo stomaco pieno è il triangolo del piacere oppure i cembali della gioia. Quanto all'amore, lo considero la prima donna per eccellenza, la diva che canta nel cervello cavatine di cui l'orecchio si inebria e il cuore ne viene rapito. Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita, e che svanisce come la schiuma di una bottiglia di champagne.
Chi la lascia fuggire senza averne goduto, è un pazzo."

G. Rossini




Lo si schiaccia dolcemente tra lingua e palato; lentamente fresco e delizioso, comincia a fondersi: bagna il palato molle, sfiora le tonsille, penetra nell’esofago accogliente e infine si depone nello stomaco che ride di folle contentezza.

G. Flaubert




In una delle pagine più celebri e citate della letteratura, il sapore e il profumo di una madeleine, grazie a un'improvvisa e travolgente sinestesia, riportano alla memoria di Marcel Proust la sua infanzia. Questa sensazione, e la necessità di trasformarla in scrittura, dà origine all'intero ciclo di Alla ricerca del tempo perduto, un romanzo dove le pagine legate al cibo sono assai numerose e intense: basti pensare al ruolo centrale di Francoise, la cuoca della zia Léonie, alla passione per il gelato dell'amata Albertine.

Anche l'altro grande romanzo che apre il Novecento letterario, l'Ulisse di Joyce, inizia illustrando i gusti del protagonista Leopold Bloom, certo assai meno raffinati di quelli di Proust: «Mr Leopold Bloom mangiava con gran gusto le interiora di animali e di volatili. Gli piaceva la spessa minestra di rigaglie, gozzi piccanti, un cuore ripieno arrosto, fette di fegato impanate e fritte, uova di merluzzo fritte. Più di tutto gli piacevano i rognoni di castrato alla griglia che gli lasciavano nel palato un fine gusto d'urina leggermente aromatica».

La simbiosi di parole e sapori non è un frutto della modernità: basti pensare, tra i capolavori della letteratura antica, a un «poema-mondo» come l'Odissea, che illustra ed esemplifica il variegato e complesso rapporto tra letteratura e cibo. Nel corso dei secoli questi intrecci si sono ulteriormente arricchiti, tanto che è possibile immaginare una molteplicità di percorsi di lettura sul tema dell'alimentazione.




Tempo verrà
di DEREK WALCOTT


Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.




Ode al pomodoro
di Pablo Neruda

La strada
si riempì di pomodori,
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due
metà
di un pomodoro,
scorre
per le strade
il succo.
In dicembre
senza pausa
il pomodoro,
invade
le cucine,
entra per i pranzi,
si siede
riposato
nelle credenze,
tra i bicchieri,
le matequilleras
la saliere azzurre.
Emana
una luce propria,
maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo,
assassinarlo:
affonda
il coltello
nella sua polpa vivente,
è una rossa
viscera,
un sole
fresco,
profondo,
inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia
cadere
l'olio,
figlio
essenziale dell'ulivo,
sui suoi emisferi socchiusi,
si aggiunge
il pepe
la sua fragranza,
il sale il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno
il prezzemolo
issa
la bandiera,
le patate
bollono vigorosamente,
l'arrosto
colpisce
con il suo aroma
la porta,
è ora!
andiamo!
e sopra
il tavolo, nel mezzo
dell'estate,
il pomodoro,
astro della terra,
stella
ricorrente
e feconda,
ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l'insigne pienezza
e l'abbondanza
senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre
il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.

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Oggi è l'anniversario della nascita di Hemingway
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 luglio @ 18:57:56 CEST (1024 letture)
Racconti e altro di Hemingway




Nato il 21 luglio 1899 a Oak Park, Illinois, USA, Ernest Hemingway è lo scrittore simbolo del Novecento letterario, colui il quale ha saputo rompere con una certa tradizione stilistica riuscendo ad influenzare successivamente generazioni intere di scrittori.

da I quarantanove racconti

Andando dove dovete andare, facendo quel che dovete fare, vedendo quel che vi tocca vedere, lo strumento che usate per scrivere si rovina e si smussa. Ma preferisco che sia smussato e dovergli ridare forma e affilarlo di nuovo sulla mola,
sapendo di avere qualcosa da scrivere, anzichè averlo lucido e brillante e non aver niente da dire, averlo liscio e ben oliato, ma inutilizzato, in un cassetto. Adesso è necessario tornare a lavorar di mola. Mi piacerebbe vivere tanto da poter scrivere altri tre romanzi e venticinque racconti.
Ne so di quelli buoni.




I vecchi non diventano saggi, diventano attenti

Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono.

Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare

I bei libri si distinguono perché sono più veri di quanto sarebbero se fossero storie vere.

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno,
ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi.




Su un giornale

Su un giornale
Ho visto la foto di un manganello,
Coperto di borchie di ferro
E con un chiodo d'acciaio sulla punta.
Ho pensato:
Dio, farlo dondolare sarebbe proprio bello;
E avevo una gran voglia d'impugnarlo
E sentirlo scricchiolare sulla testa di qualche unno-
Preferibilmente disarmato -
E un altro
E un altro, e un altro.
Dio, non sarebbe bello?
- Sfondare il cranio,
- E vederne sprizzare il sangue come quando accoppano i manzi
al mattatoio?
Se gridasse "Kamerad",
Dài!
Lo stesso pomeriggio ho visto uno svedese,
Alto e biondo, la faccia di bambino,
Ubriaco, resisteva a tre poliziotti
Che cercavano di estrarlo dall'auto.
Il più grosso ha calato lo sfollagente sulla testa del ragazzo,
Con un colpo che si è sentito fino a qui;
Non il lugubre "bonf" di un manganello
Ma uno sparo
Poi tutti l'han percosso e lui è caduto,
L' hanno tirato su per una scala,
Col viso insanguinato che sbatteva, sbatteva, sbatteva,
Sui gradini.
Gesù! Sono io quello
Che voleva adoprare
Il manganello?


Ernest Hemingway
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NON HA COLPA LA VITA
Postato da rosarossa il Venerdì, 20 luglio @ 21:31:21 CEST (822 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII










NON HA COLPA LA VITA



Sono una donna che fin dal primo vagito
con la vita pugna;
ma crescendo, lottando, sono riuscita finalmente
ad acchiapparla con forza per le corna e poi domarla.
Or non fa più le bizze come un tempo…
Sta buona e ferma.
Prima di agire mi consulta e ascolta i miei consigli e
i miei comandi.
Non è poi grama, sinceramente penso!
Che sia errato il nostro modo di gestirla e interpretarla?
A nostra discolpa la sposiamo col destino…
L’unico àlibi che d’accordo trova tutti, anche se
Ingiustamente; condannarla…



Rosarossa
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L'ospite incallito
Postato da Grazia01 il Venerdì, 20 luglio @ 19:38:24 CEST (1001 letture)
Poesie e prosa di Erri De Luca








L'ospite incallito


Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

Erri de Luca

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Addio
Postato da brunouk il Venerdì, 20 luglio @ 09:45:41 CEST (855 letture)
Le poesie di Pegaso III
Addio

Dirti semplicemente addio
guardandoci negli occhi
lo sai, ti amo,
questo mio infinito amore
va oltre l’attimo dell’amplesso,
dove l’anima valica il tempo.

Rivedo,
immerso in leggera foschia,
il primo incontro
l’incanto del tuo leggiadro essere
avvolto nell’essenza sensuale
sicuro approdo, dove tutto è silenzio.

Ricordo,
sempre in cerca d’amore pas(edited)ero,
godendo in tempeste e giorni di sole,
in gesti e mutevoli pensieri,
poi
mi son visto in te, come di specchio riflesso,
tanto che dall’ora non son più lo stesso.

Oggi, sarebbe inutile mentire,
niente è rimasto dell’antico mio furore
quando istinti avventurieri
erano come vesti nuove da esibire.

Devo adattare, questo nuovo me stesso,
sopiti tutti i sogni di successo
sostituiti con altri dai contorni sbiaditi,
il fatto, che più mi duole,
d’improvviso, a questo divenire,
misurata in passi verso fredda meta,
mi commuovo nel dire addio all’ultimo mio sole,
e a Te, libera d’amare
non solo il mio riflesso.


Bruno Gasparri
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Cose che passano...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 18 luglio @ 20:22:51 CEST (848 letture)
Un pensiero al giorno









Nella vita le cose passano sempre, come in un fiume.
Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi,
e in un attimo te le trovi dietro alle spalle e devi andare avanti.
Ti aspettano cose nuove.

Nicolò Ammaniti
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Sogni
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 luglio @ 21:51:43 CEST (883 letture)
Poesie della buonanotte II




Sogni


Tenetevi stretti ai sogni
perché se i sogni muoiono,
la vita è un uccello con le ali spezzate
che non può volare.

Tenetevi stretti ai sogni
perché quando i sogni se ne vanno
la vita è un campo arido
gelato dalla neve.

LANGDON HUGHES

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Il mondo fa paura
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 luglio @ 21:43:09 CEST (746 letture)
Un pensiero al giorno




Il mondo fa paura

Il mondo fa paura
ma in esso nuotano
in un immenso acquario
betulle volpi
torrenti di fiori
strade di campagna
e case di legno
e ancora i concerti di Brahms
e i valzer di Chopin.

JAROSLAW IWASZKIEWICZ

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Autoritratto
Postato da brunouk il Martedì, 17 luglio @ 12:45:26 CEST (831 letture)
Le poesie di Pegaso III
Autoritratto

Un altro mattino leggermente turchino
un po’ diafano, chissà?
forse miraggio effetto Morgana,
sbadiglio assonnato,
espande, evapora all’istante,
mentre strana luce
su mimetica scala traspare.

Chi è quell’uomo che mi guarda?
emerge dallo specchio come sogno slabbrato
di un tempo rovescio carico d’imperfezioni,
ammalia i sensi in sublimare osmotica ricerca,
globo lattescente mi cattura, abisso anestetico,
lento, a fondo, una due, tre volte respiro,
mentre, condensa il vetro appanna,
goccia, come lacrima attratta dal nulla,
scorre sul volto riflesso in scarlatta tonalità
sospesa nel silenzio, si allunga lentamente,
lascia filtrare lampo iridato d’antico splendore.

Bruno! cosa fai? è presto fa freddo torna a letto,
guardo l’uomo, vecchio ti chiamano vai …,
mentre la goccia delinea improbabile meta,
si stacca, libera nell’aria risplende come diamante
mi chino, cerco d’afferrarla ma si frantuma
virando in mille riflessi filtrati da vetrose evanescenze.

Allungo lo sguardo, lo specchio riflette il vuoto,
tutto rallenta, naturale deriva ordina il tempo.

Mi ritrovo nell’azzurro del cielo
il globo infuocato del sole è alto all’orizzonte
amplifica uno spazio incontaminato,
ricompongo suadente ologramma
calata in platea deserta c’è lei,
d’altra vita s’innestano mimetici ricordi
ne seguo il ritmo in libertà emotiva
sfuma in dissolvenza nel silenzio di luce
che uno specchio non può riflettere.


Bruno Gasparri
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Gelosia
Postato da brunouk il Lunedì, 16 luglio @ 08:38:47 CEST (831 letture)
Le poesie di Pegaso III
Gelosia

Rompi il silenzio
sospiro leggero della notte
scivola lento nei meandri nascosti del cuore
un oscuro pensiero
dipinto di nero
offusca l’azzurro del cielo.

S’insinua furtivo
non è folgore dalle spire di fuoco
che brucia, divora e uccide
ma freddo raggio di stella luccicante d’opale.

Vorrei gridare di rabbia
ma so benissimo di essere preda.

Nudo, tremante guardo nel buio,
nascosto rifugio del sospetto latente
come tarlo rode, scavando nascosto,
lo vedo danzare avvolto nel funereo lenzuolo
nella plumbea nebbia presagio del nulla
dubbio sottile come filo tagliente d’acciaio
partorito da ventre schifoso di ragno
stretto in spire, mi avvolge senza possibile fuga
in una prigione di ghiaccio.

Bruno Gasparri
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L'INIZIO
Postato da brunouk il Domenica, 15 luglio @ 14:52:21 CEST (960 letture)
Le poesie di Pegaso III
Garniano (lago di Garda)
L’INIZIO

Lontano………….
La,dove il tempo ha fatto il nido,
c’è un ricordo vivo
anima i sogni più belli
li la “ storia “ dell’amore è nata
in un’aurora fulgida di sole.

La brezza umida della notte
scompiglia l’ombra scura del monte
riflessa nell’acqua cheta del lago.

Come specchio che confonde gli occhi,
traspare la mia immagine
nel vetro della finestra aperta sul mondo,
verde buganvillea l’adorna
dalle spine sgorgano grappoli di petali rossi.

Lo sguardo affonda nella foschia
che lenta si leva verso il cielo.

Sento la sua voce, mormora leggera,
le mani volteggiano nell’aria
candido ansima il suo petto
rosate labbra
racchiudono come in uno scrigno
bianche perle preziose,
nel nero profondo
come la notte dei suoi occhi,
fulgide brillano argentate stelle,
dal suo corpo fiorisce
delicato profumo di petali di rosa.

Mia dolce maestra,
vedo il tuo volto e rivedo il mio…
bianco foglio dove hai scritto
storie di un tempo perduto
dove tempeste hanno temprato l’uomo,
un grido ha rotto il silenzio,
mentre l’alba accarezza i fiori
e l’arcobaleno incorona il cielo.

Hai preso il mio giovane cuore
con un gesto gli hai donato….. ,
le ali,
per volare con l’aquila
che libera volteggia alta nel cielo,
possenti pinne,
per nuotare nel blu dell’oceano
e tuffarmi con la grande balena,
indomito coraggio
per ruggire con il leone
nell’assolata savana.

Poi,con la dolcezza di un bacio,
avvolgendomi nel tuo dolce sorriso,
fondendo lo sguardo con il mio
la, ….
dove la luce delle stelle brilla senza tempo
mi hai donato l’amore eterno per la vita.



Bruno Gasparri
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Finestre...nelle poesie
Postato da Grazia01 il Sabato, 14 luglio @ 14:21:59 CEST (1111 letture)
Poesie tematiche 2012





Le finestre sono gli occhi delle nostre case,
la vita scorre oltre i vetri, cambia il colore del cielo
entra il sole, l'aria, i rumori, vediamo chi passa e chi arriva, meditiamo aspettando la luna...
ho cercato poesie in cui le finestre fanno da cornice, eccole:





La finestra

La rosa rossa scivola lentamente,
per un istante interminabile è dell'aria,
poi si posa dondolando sul suo corpo,
tingendolo del suo colore vivo.
La mano che l'ha lasciata ora è appoggiata al vetro,
rigato dalla pioggia e dallo sguardo,
sotto la fronte appoggiata le lacrime, dell'amore che non può esistere.
L'amore dell'uomo si lascia vincere dalla stanchezza e scivola nel sonno,
l'amore della donna rimane vigile in attesa di un completamento,
avrebbe voluto il suo corpo avvolto tra le braccia,
e mani tenere sul volto al posto di questa pioggia,
e respirare al calore di un altro respiro,
invece del rimando freddo di una luce piovosa.
E le parole non esistono,
le parole muoiono in gola,
strozzate da troppi tentativi e
mani rapaci che scarnificano solo nel piacere.
L'amore delle donne è come il mare che lembisce la spiaggia,
spinto da un vento costante e
disposto ad apprezzare ogni insenatura.
L'amore dell'uomo è come guardare da un cannocchiale e
Spesso cambiare orizzonte.
Il tuo corpo trova un angolo tiepido ma distante,
la tua mente trova riposo nella rassegnazione,
la rosa rossa ritorna tra le tue dita.

De Bernardi Pompeo




Il mare

Affacciato alla finestra
del mio animo
guardo il mare:
una grande lacrima
posata sulla terra.

Marco Agazzi
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Gustav Klimt 150° anniversario della nascita
Postato da Grazia01 il Sabato, 14 luglio @ 12:56:02 CEST (954 letture)
ARTE II

Il 14 luglio 1862 nasceva a Baumgarten (Vienna) Gustav Klimt, il celebre pittore protagonista del movimento secessionista




“Chiunque voglia sapere qualcosa di me, deve osservare i miei dipinti.” Nel 2012 Gustav Klimt – uno dei più significativi pittori austriaci e rappresentate del movimento dello Jugendstil viennese – avrebbe compiuto 150 anni. L’Austria lo celebra con importanti mostre.


Mostre ed esposizioni su Klimt

Opere fondamentali di Klimt si trovano nella Galleria del Belvedere superiore di Vienna e al Leopold-Museum. La Secessione viennese espone il famoso Fregio di Beethoven nella collocazione in cui fu presentato per la prima volta al pubblico. Con 400 disegni, il Wien Museum detiene il patrimonio più grande al mondo per quanto concerne queste opere di Klimt risalenti a tutti i suoi periodi creativi e che, in occasione di una mostra temporanea, saranno per la prima volta esposte tutte al pubblico. Un’altra collezione molto esaustiva dell’opera klimitiana è in possesso del museo dell’Albertina di Vienna.

Venezia gli ha dedicato una delle mostre piu’ visitate della stagione (oltre 150.000 presenze), Milano un’altra importante rassegna, mentre Roma aspetta settembre per rendergli omaggio negli spazi del Museo Boncompagni Ludovisi: l’Italia celebra nei 150 anni dalla nascita il genio di Gustav Klimt tra i pittori piu’ amati dal pubblico e dal mercato dell’arte, dove i suoi capolavori raggiungono quotazioni stellari.
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Perché leggere i classici
Postato da Grazia01 il Venerdì, 13 luglio @ 19:22:24 CEST (1119 letture)
Riflessioni III



I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito:

«Sto rileggendo...» e mai «Sto leggendo...»




Questo avviene almeno tra quelle persone che si suppongono «di vaste letture»; non vale per la gioventù, età in cui l'incontro col mondo, e coi classici come parte del mondo, vale proprio in quanto primo incontro.
Il prefisso iterativo davanti al verbo «leggere» può essere una piccola ipocrisia da parte di quanti si vergognano d'ammettere di non aver letto un libro famoso. Per rassicurarli basterà osservare che per vaste che possano essere le letture «di formazione» d'un individuo, resta sempre un numero enorme d'opere fondamentali che uno non ha letto.
Chi ha letto tutto Erodoto e tutto Tucidide alzi la mano. E Saint-Simon? E il cardinale di Retz? Ma anche i grandi cicli romanzeschi dell'Ottocento sono più nominati che letti. Balzac in Francia si comincia a leggerlo a scuola, e dal numero delle edizioni in circolazione si direbbe che si continua a leggerlo anche dopo. Ma in Italia se si facesse un sondaggio Doxa temo che Balzac risulterebbe agli ultimi posti. Gli appassionati di Dickens in Italia sono una ristretta élite di persone che quando s'incontrano si mettono subito a ricordare personaggi e episodi come di gente di loro conoscenza. Anni fa Michel Butor, insegnando in America, stanco di sentirsi chiedere di Emile Zola che non aveva mai letto, si decise a leggere tutto il ciclo dei Rougon-Macquart. Scoperse che era tutto diverso da come credeva: una favolosa genealogia mitologica e cosmogonica, che descrisse in un bellissimo saggio.
Questo per dire che il leggere per la prima volta un grande libro in età matura è un piacere straordinario: diverso (ma non si può dire maggiore o minore) rispetto a quello d'averlo letto in gioventù. La gioventù comunica alla lettura come a ogni altra esperienza un particolare sapore e una particolare importanza; mentre in maturità si apprezzano (si dovrebbero apprezzare) molti dettagli e livelli e significati in più. Possiamo tentare allora quest'altra formula di definizione:

Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
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Ti AMO
Postato da brunouk il Venerdì, 13 luglio @ 18:43:45 CEST (1007 letture)
Le poesie di Pegaso I
Ti AMO

Ti ho detto ti amo
guardandoti negli occhi
mentre il tuo profumo
mi annebbiava la mente
e il cuore perdeva il suo ritmo
lasciando che la passione
occupasse il posto della ragione.
Invitante, calda
come giorno d’estate,
misteriosa,
come notte senza luna,
profonda,
come il mare senza fine,
sconvolgente, turbine
come uragano tropicale,
delicata,
come rosa di maggio,
splendente, preziosa
come diamante gioiello.
Quanto tempo sprecato
cercando l’amore sulle strade del mondo,
lontano, dove la luce del sole tormenta,
nelle caverne senza uscita e fondo,
risalendo il fiume fino la sorgente,
nell’albero spoglio attendendo primavera.
Sì, ho amato ogni attimo,
ogni filo d’erba, prato e savana,
sasso e roccia dell’imponente montagna,
l’onda dell’oceano infinito,
l’agile gazzella, l’aquila, la grande balena,
il sorriso di bimbo, aurora di nuova vita.
Così, salito all’apice del mondo
ho gridato al vento” vi amo”,
il vento ha rapito il grido e portato lontano.
Poi, silenzio di un mondo senza uguali,
meraviglioso, pieno di vita e grido
ma solo, sperso nel buio universo
come viandante senza meta,
tra stelle senza tempo, voce ed eco.
Tu sei il mio eco,
voglio prenderti per mano,
lasciare che l’attimo ci avvolga,
nell’attimo sussurrare ti amo,
basta che, non più solo,
anche tu mi dica ti amo.

Bruno Gasparri
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Ti amo...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 luglio @ 21:46:37 CEST (756 letture)
Un pensiero al giorno





Ti amo: queste frasi d'amore che tanto si ripetono non sono mai le stesse.
Hanno lo stesso suono tutte quante, ma ha ciascuna una vita vergine e sola,
se riesci a coglierla. E non stancarti mai di ripetere le parole uguali:
proverai l'emozione che sente l'anima quando vede spuntar la prima stella e poi,
come la notte avanza, la vede ripetersi in altre stelle,
con diversi riflessi e un'unica anima.

Pedro Salinas
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Per un tuo sorriso
Postato da brunouk il Giovedì, 12 luglio @ 20:06:34 CEST (872 letture)
Le poesie di Pegaso I
Per un tuo sorriso.

Come fresca brezza
che si tuffa a valle dall'alto del monte
portando con se il profumo del pino,
sei apparsa,
stagliata nella foschia dell'afa d'estate
immersa nella luce senza ombra
d' equinozio di sole
leggera come gazzella
elegante nella tua semplicità di donna
consapevole del dono che porti
alone di gioia per l’anima
sensuale sogno proibito
d’Adamo nel giardino dell’eden.

Un attimo, come d’ incanto,
al tuo passaggio il tempo si è fermato
il brusio si è spento
anche la rondine alta nel cielo tace
tutto è sospeso,
incantato dal tuo sorriso
donato dall’alba che t’ha dato la vita.

Cercavo colline tutte d’oro
per incoronarmi re,
ho camminato nel buio
per ritrovarmi nel rosso dell’aurora
di nuovi orizzonti,
scavato il cuore della terra
per carpire scintille di fuoco,
scrutato il profondo del mare
per fondermi nella vita,
ascoltato nenie misteriose
che raccontano di ieri
per conoscere il coraggio.

Ora, incantato, mi sono perso
nel profondo dei tuoi occhi.

Ti voglio stringere,
avvolgerti nel fuoco dell’amore
assieme, volare alto tra le stelle
dove il tempo non ha fine.

Tutto questo solo
per far mio il tuo sorriso.

Bruno Gasparri
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Chi non capisce l'antifona
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 11 luglio @ 20:28:20 CEST (934 letture)
Letture varie III
Quando la vita dipende dai modi di dire


Spending review, beauty contest, moral suasion, project bond, peacekeeping, default... Come insetti fastidiosi, queste espressioni assediano la nostra lingua così ricca di sfumature, di modi di dire che però snobbiamo liquidandoli come frasi fatte, indice di banalità. E invece le frasi fatte, utilizzate correttamente possono divenire mezzi espressivi efficaci e concisi. Lo sostiene un dizionario Zanichelli di qualche anno fa, che ho recuperato, intrigato dal suo titolo: Capire l'antifona.


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IL SORRISO
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 11 luglio @ 19:17:34 CEST (912 letture)
Poesie generiche








IL SORRISO

C'è un sorriso d'amore,
e c'è un sorriso d'inganno,
e c'è un sorriso dei sorrisi
... in cui questi due sorrisi si incontrano.
E c'è uno sguardo d'odio,
e c'è uno sguardo di disprezzo,
e c'è uno sguardo degli sguardi,
che tentate di scordare invano;
perché si pianta nel profondo del cuore,
e si pianta nel profondo della schiena,
e nessun sorriso che mai fu sorriso,
ma un solo sorriso soltanto,
che fra la culla e la tomba
si può sorridere soltanto una volta;
ma, quando è sorriso una volta,
c'è una fine a tutta l'angoscia.

William Blake

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Aurora
Postato da brunouk il Mercoledì, 11 luglio @ 08:45:48 CEST (834 letture)
Le poesie di Pegaso I
Aurora

Leggera l’aurora fiorisce nel cielo
come delicata corolla di profumata ninfea
si culla sull’acqua dello stagno nascosto nel bosco.

Il blu della notte, all’orizzonte
stinge in un pallido azzurro
come velata veste di vergine sposa
eterea la avvolge
da dove traspare
promessa di dono prezioso.

Profondo silenzio
culla la fine del sonno
accompagna nel limbo
il sogno dorato
fugace dolce ricordo
libero fluttua nell’aria
come bianca candida farfalla
si libra e bacia fiori d’argento.

Fresca brezza, nata dal mare,
regala ai petali gocce di vita.

Improvviso spunta dal nulla
il disco infuocato del sole
tingendo di rosso sfuggenti nuvole.

Alla luce crescente
l’aria traspare come cristallo
distorcendo l’ombra delle piante del bosco
l’usignolo nascosto sul ramo più alto
alza il capo dal caldo protetto dell’ala
donando all’aurora dolci note d’amore
festante saluto in un nuovo risveglio
su un regno coperto di fiori.


Bruno Gasparri
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LE LUCCIOLE
Postato da Grazia01 il Martedì, 10 luglio @ 19:56:36 CEST (2930 letture)
Ecologia e ambiente I





In questo periodo di vacanza in montagna ho rivisto dopo qualche anno, le lucciole, lucciole intese come insetti.
Tutti conoscono quei piccolissimi insetti, che emananano luce nelle calde serate di maggio, fino all’estate. Brillano nel buio dei cespugli ed é difficile catturarle e poi perché mai? Sono così carine! Personalmente sono affascinata dagli insetti e dal loro mondo, mi piace documentarmi e magari fare dei confronti, dei paragoni con la grande razza umana, alla quale anch’io appartengo, sempre più complessa, complicata, e disturbuta da se stessa.
Intanto in questi insetti, ci sono delle differenze tra il maschio e la femmina, anche se il nome é lo stesso al femminile come al maschile.
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Amore
Postato da brunouk il Lunedì, 09 luglio @ 08:22:01 CEST (1216 letture)
Le poesie di Pegaso I
Amore

Sei così bella appena desta,
amore mio, ti guardo
da un sussulto è preso il cuore
mentre, in me, desiderio crea tempesta.

Risorge l’alba
il suo sospiro ti accarezza i fianchi
mentre, ancora, un pallido riflesso di stella
indugia sui tuoi seni bianchi.

Dolcemente allunga fragile mattino,
di approcci, tesso calde strategie,
mentre sale la voglia di spogliarmi
per poi vestirmi di te,
risvegliarti sopiti motivi d’amore,
emozioni trasparenti
impressi nel profondo degli occhi.

Magico brusio di calda brezza
libera le ultime velate ombre del sonno.

La luce s’impone,
mentre il tuo sguardo diventa d’ambra,
esalta iridescenti aloni di femminili umori,
liquefanno suoni d’inutili parole,
lasciando mie labbra coprirti di baci.

Come gocce scarlatte ti avvolgono,
stimolano l’onda che romba in me
accentuando la tua magnetica essenza di donna.

Le tue labbra
ora respirano il mio corpo
si tende, frammenta in sublimate schegge,
vibrano trasparenti nell’aria
tra, sussurrate sillabe d’amore.

Le tue braccia mi stringono,
seduzione perenne,
vorrei che l’aurora fermasse il tempo
avvolgendoci nella sua suadente penombra
come in una realtà di un breve sospiro.

Bruno Gasparri
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Il terrore dello specchio
Postato da Grazia01 il Sabato, 07 luglio @ 21:43:11 CEST (914 letture)
Riflessioni III

“Ormai da quel suo passato vero o ipotetico, lui è escluso... deve proseguire fino ad un'altra città dove lo aspetta un altro suo passato”
(Italo Calvino, Le città invisibili)

Le memorie

Edouard Claparède fu uno psicologo svizzero e tuttora l’istituto da lui fondato nel 1912 (Istituto di Scienze dell’educazione J. J. Rousseau a Ginevra) svolge una funzione d’avanguardia nella ricerca pedagogica e nella preparazione degli insegnamenti. Per dimostrare la distinzione tra memoria della mente e quella del corpo, quella esplicita e quella implicita, un giorno nel salutare una paziente amnestica tenne nella mano uno spillo. La povera signora ebbe un sobbalzo. Alla visita successiva la signora non ricordava, ma ritrasse la mano quando il medico volle salutarla. Non seppe dare una spiegazione, prima disse del perché non si può ritirare la mano, poi accennò a qualche puntura, mai che fosse stata punta nella stretta di mano col dottore. Il ricordo implicito della puntura non raggiungeva il livello consapevole, ma era presente e determinava comportamenti automatici.
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La porta chiusa
Postato da brunouk il Sabato, 07 luglio @ 15:54:10 CEST (862 letture)
Le poesie di Pegaso I
La porta chiusa

Non bussare…
dietro la mia porta
non ci sono più,
c’è solo la mia ombra
sepolta tra la polvere
e nebbia dei sogni.

Da molto tempo l' ho chiusa
rifugiandomi nella penombra
dove anche lo specchio ha perso la luce
da quando non riflette più il suo sorriso.

Un giorno muto ha spento la sua voce
lasciando solo il silenzio.

Ho chiesto perché?:
al mio cuore
ma sa solo battere,
al suo profumo che aleggia
dal cuscino vuoto
ma sa solo svanire,
alla sua immagine
ferma nella foto
ma sa solo guardarmi,
alla pallida luna
ma sa solo nascondersi dietro le nuvole,
all' immenso firmamento
ma sa solo svanire in una grigia alba,
a Dio
ma sa solo restare sulla croce
appeso sulla mia porta chiusa
.

Bruno Gasparri
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Pensiero della sera
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 04 luglio @ 21:07:30 CEST (878 letture)
Un pensiero al giorno






« Non ho detto sempre quello che pensavo,
però non ho mai detto quello che non pensavo »


«Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre.
Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.»

Enzo Biagi
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GLI OCCHI SFINITI
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 04 luglio @ 20:59:44 CEST (4844 letture)
Poesie generiche







GLI OCCHI SFINITI

Gli occhi sfiniti
delle ore
ubriache di sole
hanno abbassato le palpebre
dietro le persiane chiuse
nel vano delle finestre ... spente.
Nel singhiozzare lieve
delle tremule onde
si specchia il rosariare
dei lampioni a capo chino
in processione lunga la riva
del lago e,
ammainate tutte le vele,
il dondolio degli alberi spogli, culla
le barche agli ormeggi.
Dormono le piazzette
Sullo scalpiccio
Degli ultimi passi del giorno;
si scambiano parole d'onore
i sentirei che portano, in collina,
alle fresche chiesuole odorose
di tante preghiere.
Ne buio, un grillo solitario,
monaco cantore dell'estate
regala alle stelle
la sua gregoriana monodia .
lo, tutta orecchi, assaporo
la voce del silenzio di questa notte
Piena di una pace che non conosco
e .. anch'io mi lascio cullare!


Franca Piazzi Zellioli

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PACE: TI VEDIAMO PASSARE OGNI GIORNO
Postato da Grazia01 il Lunedì, 02 luglio @ 19:12:51 CEST (829 letture)
Poesie per la pace I









PACE: TI VEDIAMO PASSARE OGNI GIORNO



L'hanno vista passare a piedi nudi
Per monti di pietra,
asciugare il sudore di una fronte
incoronata di spine.
L'hanno vista nei volti scavati dal tempo,
negli occhi velati di tristezza
di donne vestite di nero,
nel viso struggente di una Croce
piantata sulla vetta a sfidare il mondo.
L'hanno vista a brandelli transitare
negli sguardi assetati di morte dei ragazzi dell'Iran.
Fermarsi per un attimo sulla spiaggia
dell'oceano che sta per morire,
nell'ultimo battito d'ala di un piccolo gabbiano.
L'hanno vista tremare
nelle steppe sconfinate della Siberia,
lasciare le sue vesti attaccate
a rotoli di filo spinato.
La vedono ogni giorno traversare
le cento trincee di Beirut,
salire e scendere tra le dune.
L'hanno vista, anche ieri, passare negli occhi pieni di sabbia
dei ragazzi d'Israele,
nei canti desolati delle vedove bambine di Palestina,
negli occhi tristi dei bambini di colore
Ti vediamo passare ogni giorno negli occhi della gente,
giovane ragazza bionda,
vestita di fortuna
e nessuno si accorge di te.


Angelo Passera

Seconda Classificata
al 21° concorso "Significar per rime"
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Cosa vedi, tu che mi curi?
Postato da Grazia01 il Domenica, 01 luglio @ 20:15:55 CEST (836 letture)
Un pensiero al giorno









Sul tavolino da notte, di una vecchia signora ricoverata in un ospizio per anziani, il giorno dopo la sua morte, fu ritrovata questa lettera
Era indirizzata alla giovane infermiera del reparto

"Cosa vedi, tu che mi curi?
Chi vedi, quando mi guardi?
Cosa pensi, quando mi lasci?
Cosa dici quando parli di me?"

Il più delle volte vedi una vecchia scorbutica, un po' pazza, lo sguardo smarrito, che non è più completamente lucida, che sbava quando mangia e non risponde mai quando dovrebbe
E non smette di perdere le scarpe e calze, che docile o no, ti lascia fare come vuoi, il bagno e i pasti per occupare la lunga giornata grigia
E' questo che vedi!

Allora apri gli occhi
Non sono io
Ti dirò chi sono

Sono l'ultima di dieci figli con un padre e una madre
Fratelli e sorelle che si amavano
Una giovane di 16 anni, con le ali ai piedi, sognante che presto avrebbe incontrato un fidanzato
Sposata già a vent'anni
Il mio cuore salta di gioia al ricordo dei propositi fatti in quel giorno
Ho 25 anni ora e un figlio mio, che ha bisogno di me per costruirsi una casa
Una donna di 30 anni, mio figlio cresce in fretta, siamo legati l'uno all'altra da vincoli che dureranno
Quarant'anni, presto lui se ne andrà
Ma il mio uomo veglia al mio fianco
Cinquant'anni, intorno a me giocano daccapo dei bimbi
Rieccomi con dei bambini, io e il mio diletto

Poi ecco i giorni bui, mio marito muore
Guardo al futuro fremendo di paura, giacché i miei figli sono completamente occupati ad allevare i loro
E penso agli anni e all'amore che ho conosciuto

Ora sono vecchia

La natura è crudele, si diverte a far passare la vecchiaia per pazzia
Il mio corpo mi lascia, il fascino e la forza mi abbandonano
E con l'età avanzata laddove un tempo ebbi un cuore vi è ora una pietra

Ma in questa vecchia carcassa rimane la ragazza il cui vecchio cuore si gonfia senza posa
Mi ricordo le gioie, mi ricordo i dolori, e sento daccapo la mia vita e amo
Ripenso agli anni troppo brevi e troppo presto passati
E accetto l'implacabile realtà "che niente può durare"

Allora apri gli occhi, tu che mi curi, e guarda non la vecchia scorbutica
Guarda meglio e mi vedrai ...


Quanti volti, quanti occhi, quante mani incrociamo, quanti scritti e quante parole scambiamo ogni giorno
Che cosa guardiamo?
Le rughe, le ostilità, i dubbi, le durezze

Se imparassimo invece a guardare i sogni, i palpiti, gli amori spesso così accuratamente nascosti, impareremmo la dignità del cuore ...

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