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Amore troppo Amato
Postato da brunouk il Sabato, 25 agosto @ 08:57:23 CEST (968 letture)
Le poesie di Pegaso II

Mentre l'ora scorre
consumando la notte
scrivo ricordi
affiorano dal buio del tempo
evocati, animati
dalle note di una vecchia melodia.

Dove sei amore troppo amato?

Danzi etereo
nella foschia dell'attimo
mentre cerco,
nell'abbraccio di un tempo,
di trattenere quel dolce tepore
che ancora riscalda l'essenza di vita,
acceso, donato quasi per gioco
a questo mio cuore
che d’allora batte contando ogni tocco.


Bruno Gasparri
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Vita
Postato da Grazia01 il Venerdì, 24 agosto @ 21:47:23 CEST (893 letture)
Un pensiero al giorno





Alcune vite formano un cerchio perfetto. Altre assumono forme che non possiamo prevedere, né comprendere a pieno. La vita ti darà sia gioie che dolori, ma solo provandoli entrambi impariamo a vivere, è come un lungo viaggio ma non dobbiamo mai pensare: sono arrivato, perchè essa è una lunga catena di attimi e tutto ciò che si può fare è cercare di viverli uno per uno, senza star troppo a pensare a quelli appena trascorsi o che stanno per arrivare. Anche quando ci sarà solo un puntino che ti vorrà bene, ti sembrerà insignificante ma ricorda: anche le stelle da lontano sembrano piccole.



VITA
Juan Ramon Jiménez

Giorno difficile, in cui il sole
e le nuvole combattono
- a tratti aperto, fiore,
a volte chiuso, frutto - ,
per confondersi nella notte!
Vita!
Veglia in cui gli occhi
si aprono e si chiudono,
in un gioco stanco
di verità e menzogna,
per confondersi nel sogno!
Vita!

Juan Ramon Jiménez


.




Grazia

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Adoro...
Postato da brunouk il Venerdì, 24 agosto @ 12:54:09 CEST (1987 letture)
Le poesie di Pegaso II
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Qui nel cuore
Postato da Grazia01 il Giovedì, 23 agosto @ 21:38:43 CEST (846 letture)
Racconti e poesie di José Saramago






Qui nel cuore


Qui nel cuore, forse, o meglio ancora:
una ferita inferta col coltello,
lama d’inganno, taglio di rifiuto,
da cui sfugge la speranza
colano le emozioni, la sete, i sogni.
Desiderare, volere, non bastare,
disillusa ricerca del motivo
che spieghi un senso.
Un senso che non c’è.
Questo è che duole, forse qui nel cuore…



José Saramago

Biografia
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Seme
Postato da brunouk il Giovedì, 23 agosto @ 13:49:11 CEST (1115 letture)
Le poesie di Pegaso II


Seme piccolo seme
nascosto tra le zolle di terra
il tuo tenero germoglio
con forza cerca la luce
trema nel buio della notte di primavera,
bevé rugiada avido di vita.

L’alba leva brezza leggera
la piccola foglia
sbocciata furtiva
un primo raggio di sole
la colora di un tenue rossore.



Evanescente farfalla
dalle ali dorate
vola nell’aria spargendo polvere di stelle
felice danza leggera
di fiore in fiore
volteggia inebriata dal dolce profumo
danza la melodia che parla di lei.

Fiore eterno d’allegria
sbocciato nei sogni più belli
stupito è il cuore
che batte che corre con lei
mentre il tempo scivola via
intrecciando, accarezzando
tutti i colori d’amore e di vita.

Piccolo testardo seme d’amore
ripeti la storia
su tutti i prati del mondo.



Bruno Gasparri
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Venezia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 23 agosto @ 08:24:57 CEST (784 letture)
Poesie di Achmatova





Venezia

Colombaia dorata sull'acqua,
tenera e verde struggente,
e una brezza marina che spazza
la scia sottile delle barche nere.

Che dolci, strani volti tra la folla,
nelle botteghe lucenti balocchi:
un leone col libro su un cuscino a ricami,
un leone col libro su una colonna di marmo.

Come su di un'antica tela scolorita,
il cielo azzurro fioco si rapprende...
ma non si è stretti in quest'angustia,
e non opprimono l'umido e l'afa.


Anna Andreevna Achmatova

Biografia


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Non piangere...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 23 agosto @ 08:18:36 CEST (825 letture)
Un pensiero al giorno







Non piangere", ti dicevo, "E' vero, me ne andrò prima di te, ma quando non ci sarò più ci sarò ancora, vivrò nella tua memoria con i bei ricordi: vedrai gli alberi, l'orto, il giardino e ti verranno in mente tutti i bei momenti passati insieme. La stessa cosa ti succederà se ti siederai sulla mia poltrona, o quando farai la torta che ti ho insegnato a fare oggi, e mi vedrai davanti a te con il naso sporco di cioccolato.. e sorriderai!"

Susanna Tamaro

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Un germoglio
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 agosto @ 23:28:07 CEST (1078 letture)
Un pensiero al giorno






Siamo come un germoglio che nasce dalla terra.... quanta voglia di vivere in quella piccola pianticella! Fa tenerezza quando apre le sue prime foglie... sembra essere felice, perchè cerca la luce e si allunga sempre più in alto, verso il sole che gli dà forza. Non sa a quanti pericoli sarà esposto nella sua vita, nè quanto vivrà... ma che importa! Bisogna fare la propria parte su questa terra... forse un bruco divorerà questa piccola pianticella indifesa.. ma darà la vita al bruco che diventerà farfalla! Ognuno ha un suo scopo nella vita, sempre, anche quando non lo sa.

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Vorrei Essere un.........
Postato da brunouk il Mercoledì, 22 agosto @ 13:20:13 CEST (845 letture)
Le poesie di Pegaso II
Mago





per giungere a te
in una notte di fuoco
avvolgerti,
nasconderti tra le pieghe
del mio mantello stellato,
assieme cavalcare nella luce
della cometa d’oriente.

Poi.......,
con gesto magico
aprirlo, espanderlo
diventi universo
in modo che Tu,
stella tra le stelle
ti accenda
nutrita da fiamma d’amore.


Bruno Gasparri
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Il nostro benvenuto a samei
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 agosto @ 07:45:11 CEST (1567 letture)
Messaggi II




Un cordiale benvenuto a samei, ora Casatea è anche casa tua.
In attesa di vedere quanto vorrai proporre, ti porgo i miei migliori saluti.

Grazia
a nome dello staff
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Pensiero
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 agosto @ 07:38:39 CEST (845 letture)
Poesie di Merini






La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri... E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri. Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla mercè di chi ci sta di fronte. Non ci esponiamo mai. Perché ci manca la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti, che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto. Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà. Mi piacciono i barboni. Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore...


Alda Merini

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"A" come Amore
Postato da brunouk il Martedì, 21 agosto @ 21:16:23 CEST (992 letture)
Le poesie di Pegaso II
"A" come Amore


Nel tempo del mio senziente inizio
fatto d’incanto d’assonnata alba,
lacera il velo d’ombre azzurre
lascia filtrare fiori colorati
come iridescenti lame di luce.

Ricordo l’azzurro lago
colori sfumati dei gialli limoni,
tra il verde, pieno di vita,
il sentiero come nastro dorato
si inerpica sul monte
tra alberi e rocce.

Io, bambino libero
in un immenso giardino
catturavo orizzonti
in un tempo incantato
tra caldi giorni e notti serene
come passero felice solo d’esistere.

Poi venne il mio tempo
vestito d’azzurro da trepida mano di mamma
da padre, con burbero fermo cipiglio,
recalcitrante, come puledro al suo primo morso,
costretto da una lunghina al banco di scuola.

Stordito da grida d’altri scolari, osservo
sui vetri della finestra gocce di pioggia
lacrime iridescenti di nuvola sola nello spazio
persa nell’azzurro del cielo.

D’improvviso, silenzio levigato da stupore,
sei apparsa, dono mandato dal cielo,
maestra di scuola della vita e dei sogni.

Come angelo, fluttuavi tra i banchi
voce d’incanto, soffice sospiro
profumata come prato fiorito.

Il tuo ricordo è un petalo di rosa
fatto d’incanto nell’assonnata luce
mentre da dietro, con mano ferma,
sospesa come nebbia mi guidi
a delineare prospettive regolari d’aste
sul mio primo quaderno
in un ritmo calligrafico sessuale.

Solo preludio di metrica,
rimane nell’aria e sulla pelle
il morbido sapore, senza alcun contatto,
quando con primo sguardo e gesto
sul nero intatto della lavagna
scandendo nella semplice eleganza d’idioma
nel filtro a maglie larghe di quotidiani riti,
la prima lettera di parole scritte
come poetico fraseggio sospiro e forma
del bianco gesso è nata

"A"
come Amore.


Bruno Gasparri
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La mia TERRA d’Istria
Postato da brunouk il Lunedì, 20 agosto @ 12:35:34 CEST (857 letture)
Le poesie di Pegaso II
La mia TERRA d’Istria

Ciò che domani riserva
non c’é dato sapere,
ma conosco il tempo
e il profumo della mia terra.

Dall’alto del colle,
brezza attratta dal mare
nostalgica dell’estate,
risveglia emozioni trasparenti
catturando lontani orizzonti
carichi di frivoli miraggi
ombrosi paesaggi
racchiusi nel lato azzurro delle case
nel silenzio del viale spoglio
che mai come ora ha bisogno di nuovi alberi
per tracciare ardite prospettive
in serie limitata di metafisici sogni.

Rimasto indelebile, vivo
nell’affiorare sentimenti increspati
avvolti in leggero velo incantato
in questa calma innaturale
d’inverno brinato
intarsiato di bianco senza contrasto
disturba con la sua luce
diversa realtà sfocata senza contaminarla.

Forme, pietre e suono dei miei passi
sono come eco senza tempo
mentre volti senza linfa
svelano diverse realtà d’imposta estrazione
come sospesi in gialli cieli
spersi tra nuvole frastagliate di un rosso innaturale.

Mi abbandono a questa subita deriva,
tutto è oramai ordinato nel tempo,
eppure un’ansia sottile d’uomo vinto dal fato
resta sospesa in un chiaro mattino.

È solo sete d’aria di questa mia terra
persa senza spiegabile ragione o inutili lacrime
che sostituite da pioggia leggera,
improvvisa svanisce
lasciando solo orbite vuote
oramai incapaci di piangere.


Bruno Gasparri
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Sono veste
Postato da Anonimo il Lunedì, 20 agosto @ 08:03:28 CEST (1064 letture)
Le poesie e i racconti di Fabiola


sono veste.
sono vento.
Roccia
il mio sentimento,
parete
il mio cuore.
Nello spazio
tento dissolvenza...
un ramo m'afferra
lacerandomi.
Sono nuda,
sono sangue.
L'umano mondo
è terra.
Mi assorbe,
mi pretende.
Nell'erosione del tempo
a stille
mi consumo
disgregandomi
nel vuoto infinito.

Fabiola
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Hai un sangue, un respiro
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 agosto @ 07:55:18 CEST (969 letture)
Poesie di Pavese




Hai un sangue, un respiro


Hai un sangue, un respiro.
Sei fatta di carne
di capelli di sguardi
anche tu. Terra e piante,
cielo di marzo, luce,
vibrano e ti somigliano
il tuo riso e il tuo passo
come acque che sussultano
la tua ruga fra gli occhi
come nubi raccolte
il tuo tenero corpo
una zolla nel sole.

Hai un sangue, un respiro.
Vivi su questa terra.
Ne conosci i sapori
le stagioni i risvegli,
hai giocato nel sole,
hai parlato con noi.
Acqua chiara, virgulto
primaverile, terra,
germogliante silenzio,
tu hai giocato bambina
sotto un cielo diverso,
ne hai negli occhi il silenzio,
una nube, che sgorga
come polla dal fondo.
Ora ridi e sussulti
sopra questo silenzio.

Dolce frutto che vivi
sotto il cielo chiaro,
che respiri e vivi
questa nostra stagione,
nel tuo chiuso silenzio
è la tua forza. Come
erba viva nell'aria
rabbrividisci e ridi,
ma tu, tu sei terra.
Sei radice feroce.
Sei la terra che aspetta.


Cesare Pavese

Biografia


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L’orizzonte
Postato da brunouk il Domenica, 19 agosto @ 21:09:27 CEST (910 letture)
Le poesie di Pegaso II
L’orizzonte

Il mio orizzonte è lontano
confuso
in un’alba di sole rosso laggiù
nella promessa di un nuovo giorno.

Tra il grigio e l’ombra
oltre l’alba
ancora immersa
nel blu della notte
scintilla l’ultima stella
testimone del tempo nel tempo.

Chiaro è il ricordo
vivo è il sogno
l’ora è passata
rischiara il mattino
brezza si leva
il mare s’increspa
canta l’uccello
l’albero piange rugiada di fuoco.

Riprendo il cammino
voce mi chiama
confusa nell’eco della valle lontana
alto si leva il mio grido di sfida
ripete il monte con nota profonda
si fonde nell’onda che batte lo scoglio
poi ritorna
riflusso dalla risacca
nel ventre del mare.

Bruno Gasparri
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E l’amore guardò il tempo
Postato da Grazia01 il Domenica, 19 agosto @ 08:05:55 CEST (844 letture)
Poesie d'autore II





E l’amore guardò il tempo e rise,
perché sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.

Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava.

-Luigi Pirandello-
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Ferragosto
Postato da Grazia01 il Sabato, 18 agosto @ 07:50:14 CEST (1294 letture)
Riflessioni III





In Italia lo sappiamo bene, mentre il resto degli Europei non capiscono come mai ad agosto gli Italiani chiudono i battenti. Siamo l'unico paese al mondo che fa le ferie quasi esclusivamente ad agosto ed è come se durante questo torrido mese estivo, l'italica attività si riducesse ad una linea retta sul cardioscopio. Telefoni che squillano a vuoto per giorni, serrande abbassate, ristoranti chiusi... la desolazione più totale, come se gli Italiani avessero abbandonato il Bel Paese.

E in effetti è proprio così... da circa 2000 anni!



Le ferie dell'imperatore

Il termine "Ferragosto" deriva dalla frase latina Feriae Augusti, ovvero le "Feste (in onore) di Augusto", poiché fu proprio l'Imperatore Ottaviano Augusto ad introdurre questa vacanza che sollevava ogni cittadino romano dall'attività lavorativa durante la calura estiva. E in effetti anche il mese porta il nome dell'Imperatore.

Con il termine ferragosto, oggi, indichiamo la sola data del 15, ma originariamente si indicava tutta la durata del mese, durante il quale si organizzavano feste, banchetti e in alcuni casi ci si scambiava anche piccoli doni. Si organizzavano anche mercati, fiere e sagre di ogni genere; e poi balli, gite e tanto altro. Inoltre vi erano comunque tutte le festività religiose del mese, quali: le Consualia, la festa di Diana, le Opiconsiva, le Volturnalia e via dicendo... Il tutto era ovviamente volto a dimenticare per un breve periodo la fatica del lavoro nei campi, che per tutto il resto dell'anno portava sì abbondanza, ma anche sacrifici e spesso malattie, morti premature e tutto ciò che in un epoca come quella poteva essere definito come "stento".
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Poveri asini
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 agosto @ 19:05:48 CEST (3429 letture)
Video
Ad Aviatico ho assistito al palio degli asini,ma non mi è piaciuto perchè gli asini mi facevano pena.Erano spaventati dalla folla e dalle auto parcheggiate intorno.Non volevano avanzare e per incitarli venivano frustati.Penso che anche loro debbano essere rispettati e trattati secondo la loro natura.Inoltre le corse sono anche pericolose perchè gli asini non sono abituati a correre. Doveva essere uno spettacolo divertente...! Voi che ne pensate?




Buona estate!
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il Momento
Postato da brunouk il Venerdì, 17 agosto @ 17:07:50 CEST (949 letture)
Le poesie di Pegaso II
il Momento







C’è sempre un momento
nel tempo che scorre
sospeso nel vuoto di un ricordo fugace
è lì tangibile
confuso nel tumulto del cuore che batte
si fonde e confonde
nei mille profumi sospesi nell’aria
in un turbinio di vento
torna lo sento
tutto è colmo di quel solo momento.

Tendo la mano, svanisce con il vento.

Ma!…
c’è un altro momento
e un altro che viene.

Bruno Gasparri
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(XX) o/e (XY)
Postato da brunouk il Venerdì, 17 agosto @ 07:48:53 CEST (1055 letture)
Le poesie di Pegaso II

(XX) o/e (XY)






Solo qualche dettaglio
sessuali bagliori
dilatati in spazi sottili,
ambiguo narcisismo
amore sopito,
respiri catturano suadenti miraggi
in ampie parentesi racchiusi,
nascoste intriganti trasparenze
avvolte in drappeggiata seta
celano edonistiche ferite
in dipinta epidermica maschera.

Eppure dilagano dolcezze fragili
percezioni di realtà sfocate
foderano un’enclave nascosta
eleganti metafisici sogni
relegati in futili vetrine
dove manichini dai serici involucri
con ovali volti neutrali, senza linfa
asessuati, si specchiano nel nulla
in esistenza organica sbagliata.

In estrema tentata difesa
ti rifugi in anestetico abisso,
vesti fluttuante abito a balze di raso
abbandonandoti a sgranate derive,
iridescenti lampi, in magica scena
scorrono senza tregua e freni
sul largo colorato monitor
scelto a finestra dell’anima
dove spazi lisergici scorrono in fotogrammi
di altrui vite e sublimati amori
make your in sexual frenzy
al punto tale da relegare “ Lou Reed”
a solo un sussurro.


Bruno Gasparri
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Un diario
Postato da brunouk il Martedì, 14 agosto @ 17:12:44 CEST (1136 letture)
Le poesie di Pegaso II
UN DIARIO


Rovistando tra le cose
dimenticate dal tempo,
nell’angolo grigio, nascosto
di un lontano ricordo
coperto da pesanti fardelli,
l’ho ritrovato
“lui”,
il mio primo e unico
Diario.

Pensato per durare negli anni
ha bordi d’ottone e scritta dorata
1950.

Le pagine non profumano più di sole
ma di muffa
il bianco dei fogli è a tratti ingiallito
la scrittura un po’ sbilenca e sbiadita
sembra non mia
come un sogno che non appartiene.

La mano trema
accarezzando la pagina,
mentre il fiore posato a ricordo
compresso dal tempo, si libera
come farfalla fluttua nell’aria
lascia indelebile impronta
mentre un leggero profumo di viola
riverbera un lontano splendore.

Si vela la vista
distorta da lacrima nata dal cuore,
non serve che leggo
li è scritto l’amore.

L’amore nato al primo bacio di mamma,
poi….
nell’alba e su un prato fiorito,
sull’onda che corre
nell’oceano infinito,
nella stella che brilla
dispersa nel tempo,
nel primo bacio d’amore donato da Paola.

Mio segreto dimenticato diario,
su ogni tua pagina che ho scritto,
o quelle restate in bianco,
in virtù d’ogni parola
nell’eco dell’infanzia
nella nuda solitudine
sulla soglia del nulla
nell’immemore speranza
ho scritto l’amore.

Bruno Gasparri
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La nostra parte di notte
Postato da Grazia01 il Lunedì, 13 agosto @ 20:59:59 CEST (960 letture)
Poesie e altro di Dickinson






La nostra parte di notte portare -
La nostra parte di mattino -
Il nostro vuoto di beatitudine riempire,
Il nostro vuoto di disprezzo -
Qui una stella, e là una stella,
Alcune smarriscono la via!
Qui una nebbia - e là una nebbia -
Dopo - il Giorno!

Emily Dickinson

Biografia

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Ouverture
Postato da brunouk il Lunedì, 13 agosto @ 08:01:10 CEST (911 letture)
Le poesie di Pegaso II
Ouverture






Bagliori mattutini
gli occhi fluttuano satinando dettagli
tratti dal luccicante specchio
dove appare la mia maschera
come dipinta in vuoto ossessivo.

Naturale stanchezza delinea solchi,
dove un tempo nascevano sogni,
fragile trasparente emozione
si soglie in spazi dai colori tenui
orizzonti lontani svaniscono, si confondono
mentre occhi scavati
catturano l’ultimo lampo del sole al tramonto.

Nel nulla cerco impossibile appiglio
mi abbandono all’eco di liquide note
rimbombano assordanti
come tamburi in finale di ouverture
il tutto si mescola
in diacronica confusa realtà
scandita dal tic-tac dell’orologio.


Bruno Gasparri
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Resurrezione
Postato da brunouk il Domenica, 12 agosto @ 18:53:20 CEST (945 letture)
Le poesie di Pegaso II

Resurrezione







Madre
se tra le braccia tieni
Figlio
lo culli per quietarne il pianto
in te amore di donna
come linfa d’albero nutre sua foglia
protesa al sole e respiro della notte
solo nel ricordo ebbe rifugio.

Se poi,
per sorte avversa
sotto una croce, sue spoglie raccogli,
al seno stringi corona di spine
offrendo al cielo, prossimo al pianto
la vita dal tuo grembo fiorita
in modo
diventi nuvola, sospinta dal vento
diffonda
infinite gocce pure d’acqua
con nuova speranza
l’arida terra ravviva
donando linfa a nuovi germogli
in un ciclo perenne di vita.



Bruno Gasparri
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Miguel Torga
Postato da Grazia01 il Domenica, 12 agosto @ 11:44:54 CEST (1123 letture)
Poesie d'autore II






Oggi 12 agosto, nacque Miguel Torga, scrittore e poeta portoghese,
primo vincitore del Premio Camões nel 1989.




"Arrivo, accendo il camino, mi accomodo sul divano
e passo ore interminabili guardando in silenzio
le fiamme, immerso in una bruma di sentimenti ai quali
non riesco a dar voce.
É qui dove sento con più crudezza che mai potrò dare
espressione alla profondità della mia anima."




Dissonanza

La luce della sera
Carezza i frutti
Che il vento del mattino
Ha scolpito sulle bucce;
le nubi, lente, ricercano strade
nel cielo aperto come una brughiera;
ed un fiume indolente, e dipartito
nel suo letto di arena, rivoltato,
ecco ottiene avanzare articolato.

Lago finale di cose e di individui
Armonia di ogni cosa in cui mi annego!
Ieri, ora e in seguito,
incapace di un attimo sereno!
La vita è paura che non so domare.
Vivo in essa una quasi nostalgia
Di vivere…





Un Istante

La scena è silenziosa e breve:
In un pascolo,
Un agnello
Pascola delicatamente,
Rapita,
Mamma pecora smette di masticare,
E la vita
smette anch'essa di fissare.





Consolazione

Si rinnova il tuo pianto.
Ed ancora la forza dei tuoi giorni
nel candore di un manto
che ad infrangersi va contro gli scogli.

Insensibile il cielo,
e la sabbia insensibile:
sembri un fedele che si è perso
in altrui sinagoga.

Ma i gabbiani accompagnano,
fratello, il tuo dolore.
Essi, che uccelli sono e che si bagnano
nella schiuma che sgorga dal tuo cuore.





Notturno

Le quattro del mattino.
Vivi
Sotto l'arco del cielo,
io
e un cane magro come me.

Senza un accordo previo, senza nulla,
avemmo quest'incontro in questa via
a quest'ora marcata
dal segno della luna.

E qui andiamo adesso,
in un amore vagabondo
di chi non si conosce e si corteggia,
riempiendo noi due soli questo mondo.
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Pace
Postato da brunouk il Sabato, 11 agosto @ 17:30:26 CEST (849 letture)
Le poesie di Pegaso II






Una notte,
un cielo stellato
e poi... l’alba.

Sipario
rosso fuoco
di un regno prezioso
dal nome soave
Aurora.

É un regno segreto
sperduto nel ricordo
chiuso tra le pagine
di un antico libro illustrato.

Nemmeno i nostri vecchi
ricordano di quando
quell’aurora non era un sogno,
un sogno dipinto
sugli arazzi del cielo
mentre il vento
fuggito dal monte
porta il profumo dei fiori, quaggiù.

É un regno lontano
dove l’usignolo canta
la sua magica alba
sulle note del mormorio
dell’acqua limpida del ruscello.

Un regno dove


stampata sull’arcobaleno
incorona il mondo dal colore del topazio
disperso nel vuoto del tempo
e nel buio della memoria.

Bruno Gasparri
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Il viaggio
Postato da brunouk il Venerdì, 10 agosto @ 11:24:00 CEST (825 letture)
Le poesie di Pegaso II








È tempo di riprendere il mio
“Viaggio”
nell’azzurro
sospinto da un vento leggero
oltre ogni spazio nel tempo infinito
dopo l’inutile brusio di voci senza eco
udite nel lento ritorno della risacca
ossidate da amori senza poesia
dettagli di vite senza scopo
come sabbia che scorre
tra le dita di una mano.

Non c’è rimpianto
per un palcoscenico
da iridescenti aloni
specchiati nel nulla
come diafano miraggio
riflesso su sdrucite lenzuola
da un corpo di donna in epidermici amori
note acide d’impalpabili sogni.

Nel ricordo di un inizio
filtrato,sospeso in nebbioso orizzonte,
ma nato nel libero essere
brillante ologramma d’alba
dai liquidi raggi di sole.


Bruno Gasparri
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Chi è la più cliccata del reame?
Postato da brunouk il Giovedì, 09 agosto @ 20:17:52 CEST (881 letture)
Le poesie di Pegaso II
Chi è la più cliccata del reame?

Lo schermo è acceso
non ti resta che attendere in silenzio
l’apparire del tuo viso
definito in Pixel multistrato.

Gli occhi fluttuando tra bagliori,
satina dettagli atemporali ricordi,
connessione confusa volutamente nascosta
dipinta maschera in vuoto ossessivo.

Eppure insperati cromatismi di dolcezza
mitigano naturale stanchezza,
ha nostalgia dell’estate
accentuata dal sole che palpita.

Vivo, dilata nello spazio sottile,
del tuo deserto urbano,
fragile emozione trasparente
sciolta in musica chill-out
liquide note vibrano mescolando
in diacroniche visioni realtà confuse
in uno spazio dai colori ardenti
orizzonti di quotidiani paesaggi,
si confondono con fantastici di altrui retaggio
tanto da sentirli sulla pelle tuoi.

Metafisici sogni
producono involucri in serie limitata,
volti senza linfa, corpi senza testa
orbite scavate si perdono in simulacri trofei
in magica scena di René Magritte.

Ti abbandoni all’eco brusio prodotto dalla mente
alla disperata ricerca d’impossibile appiglio
nel nulla trasparente
brilla, muove iridescenti aloni rifratti dal reale
lo schermo in se è incapace di offrire amore,
s’apre in accecanti lampi
preludio d’antico ossessivo magico rito,
come Grimilde ti specchi nel tuo nulla
mentre con altezzosa voce domandi:
“monitor, monitor delle mie brame
chi è la più cliccata del reame?”

La risposta è sancita da freddi numeri
che rifuggi senza alcuna speranza di realtà.

Bruno Gasparri
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Tommaso Landolfi
Postato da Grazia01 il Giovedì, 09 agosto @ 12:56:52 CEST (839 letture)
Poesie d'autore II


Ricorre oggi l'anniversario di nascita di Tommaso Landolfi







Benché scarsamente noto al grande pubblico, complice una lingua assai ricercata e barocca ma anche una certa distanza dalle tendenze letterarie italiane sia prima della guerra sia del dopoguerra, è considerato uno degli scrittori italiani di maggior rilievo del Novecento.
Nacque a Pico, in provincia di Frosinone, il 9 agosto 1908 da famiglia nobile. Nel 1932 si laurea in lingua e letteratura russa all'Università di Firenze discutendo una tesi sulla poetessa Anna Achmatova. Sempre a Firenze collabora a diverse riviste quali Letteratura e Campo di Marte.
Nel 1937 esce la prima raccolta di racconti, precedentemente apparsi su riviste, Dialogo dei massimi sistemi.
Calvino sull'atteggiamento di Landolfi scrive:
«Il rapporto di Landolfi con la letteratura come con l'esistenza è sempre duplice: è il gesto di chi impegna tutto se stesso in ciò che fa e nello stesso tempo il gesto di chi butta via.»
Il demone del gioco, assieme ad altri motivi autobiografici, sono al centro delle opere diaristiche La bière du pécheur (1953), Rien va (1963) e Des mois (1967). Nel 1975 vince il premio Strega con A caso.
È stato collaboratore fisso del settimanale Oggi di Arrigo Benedetti (1939-1941). Più tarde sono invece le collaborazioni con Il Mondo di Pannunzio e il Corriere della Sera.

Si spegne a Ronciglione, presso Roma, l'8 luglio 1979.




Ecco alcuni suoi versi:

Non trovo conforto
Se non nelle distorte
Battute
D’una musica perduta.
La prosa m’opprime:
Non la parola che dirime,
Mi giova,
Ma l’avventurosa prova
Del verso gettato al vento





Credevo allora d’essere in esilio
E che un prossimo giorno
Avrei potuto far ritorno
Al mio reame sconfinato, e tutto
Che qui m’era rapito
O rimaneva inascoltato -
Soavità, bellezza,
Amore, gioia, tenerezza,
Gloria, potenza - mi sarebbe reso.
Oggi ben so che questo,
Questo e non altro è il sordo regno mio

Tommaso Landolfi
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Ciao


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