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LA TEMPESTA NON DEVE FAR PAURA
Postato da rosarossa il Giovedì, 17 maggio @ 18:30:25 CEST (1050 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII










LA TEMPESTA NON DEVE FAR PAURA

Immenso mare in te si specchia il cielo
il solo che ha privilegio di scrutare
il tuo mistero infinito,
la tua profondità abissale!
Quando buio e tempestoso il suo sguardo ti sfida,
tu capti all'istante il suo pensiero,
ti agiti, ti crucci, amalgamato a lui, diventi nero.
Il tempestoso vento di maestrale s'infiltra e con voi gioca,
vi aiuta spingendo le vostre impareggiabili energie;
la furia sconvolge la terra e
semina paura fra i mortali.
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Griekeland
Postato da Paolo il Giovedì, 17 maggio @ 17:00:03 CEST (904 letture)
Le opere di Paolo III
ANNA SCHMIDT
“They won’t take euro money here [..] Stop making them in your image. Oh, please, for heaven’s sake. Pasiphae, as well as Kimber, is real. They’re girls. –
Qui non prenderanno più l’euro [..] Dai, piantala di farle a tua immagine, santo cielo. Pasìfe, come Kimber, è reale. Sono ragazze.”
(Modificato da: ‘Il terzo uomo’ di Carol Reed)


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LIBERTA'
Postato da Anonimo il Giovedì, 17 maggio @ 11:55:40 CEST (878 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II



LIBERTA'


Ho trovato un fiore

profumava di libertà

ma era solo sul prato e sembrava triste

Ho rivisto te sotto una bandiera

eri triste

avevi perso la tua libertà

comperata con un pezzo di pane.
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Tradimento
Postato da brunouk il Mercoledì, 16 maggio @ 12:19:54 CEST (762 letture)
Le poesie di Pegaso I









Tradimento

D’armatura vestito
brandendo la spada
forte sicuro affronto il destino
tra fragore e urla di mille battaglie
lo scudo d’acciaio in alto levato
barriera sicura d’ogni attacco frenato.

Temprato dal tempo in forgia di fuoco
tra frizzanti falene del ferro che fonde,
indomito cavalco le strade del mondo
nell’alba che nasce
nel giorno di sole
nella notte di luna che rischiara il cammino.

Stanche le membra, nel bivacco riposo
disteso sul morbido prato profumato dai fiori
lo sguardo rivolto alla volta del cielo
blu velluto cosparso da infiniti gioielli.

Dal silenzio cullato, scivolo nel sonno
dove mi aspetta un sogno fatato.

Tornato bambino, nella stanza di un tempo
vedo colei che mi ha donato la vita,
sento la sua mano che rimbocca il lenzuolo
profumo pungente di malva fiorita
mentre la voce sommessa racconta
di terre lontane dalle strade dorate.
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Gli occhi di mia madre
Postato da Grazia01 il Martedì, 15 maggio @ 19:28:24 CEST (740 letture)
Le poesie e altro di Grazia V





Gli occhi di mia madre


Era triste
lo sguardo di mia madre
gli occhi belli
color dell’ambra
velati di malinconia
anche nel sorriso,
forse sentiva
che il destino a breve
avrebbe determinato
il suo confine.
Quando gli chiesi
il perché di quell’ombra
mi rispose, non è nulla,
è solo…la vita.


Grazia
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Amore di lontananza
Postato da Grazia01 il Lunedì, 14 maggio @ 21:45:25 CEST (944 letture)
Poesie di Pozzi Antonia







Amore di lontananza

Ricordo che, quand’ero nella casa
della mia mamma, in mezzo alla pianura,
avevo una finestra che guardava
sui prati; in fondo, l’argine boscoso
nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo,
c’era una striscia scura di colline.
Io allora non avevo visto il mare
che una sol volta, ma ne conservavo
un’aspra nostalgia da innamorata.
Verso sera fissavo l’orizzonte;
socchiudevo un po’ gli occhi; accarezzavo
i contorni e i colori tra le ciglia:
e la striscia dei colli si spianava,
tremula, azzurra: a me pareva il mare
e mi piaceva più del mare vero.


Antonia Pozzi

Milano, 24 aprile 1929


Biografia
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MITICO MAGGIO
Postato da rosarossa il Lunedì, 14 maggio @ 21:26:16 CEST (676 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII










MITICO MAGGIO

Maggio che deponi delicato con talento ed arte
i raggi dorati del sole fra le folte chiome
degli alberi color verde smeraldo, ove
crei un magico contrasto che rasserena l'anima e
tutto diventa luminoso, bello, attira
ed incanta il nostro sguardo.
Immetti gioia, serenità allegria.
Colorate farfalle ricamano l'aria di voli giulivi
la terra popoli di animaletti strani,
gli uccellini escono dai nidi
sentendo il tuo calore, il tuo richiamo e
forti del coraggio che gli dà la tua mitezza,
volano lontano, mirano
la meta con coraggio, e pensano
all'arrivo con certezza.
Le siepi vestite di rose, biancospino e fiori
fiancheggiano ville, viali, giardini
nei cortili gridi di gioia, canti, giochi di bambini.
Mi delizio osservando balconi ornati di petunee e gerani, ma
proprio innanzi a me c'è una finestra
affacciate vi sono tante rose che sembrano sorrisi!
Sono lì, per dimostrarti gratitudine,
sono lì, per dirti che quando arrivi tu sono felici
sono lì, solo per te!
Per farti festa.


Rosarossa

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Amore troppo amato
Postato da brunouk il Lunedì, 14 maggio @ 14:50:31 CEST (996 letture)
Le poesie di Pegaso I
Amore TROPPO Amato

Mentre l'ora scorre
consumando la notte
scrivo ricordi
affiorano dal buio del tempo
evocati, animati
dalle note di una vecchia melodia.

Dove sei amore troppo amato?

Danzi etereo
nella foschia dell'attimo
mentre cerco,
nell'abbraccio di un tempo,
di trattenere quel dolce tepore
che ancora riscalda l'essenza di vita,
acceso, donato,
quasi per gioco
a questo mio cuore
che d’allora batte contando ogni tocco.

Brunouk
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Pensiero della domenica
Postato da Grazia01 il Domenica, 13 maggio @ 10:25:50 CEST (705 letture)
Un pensiero al giorno
...per consolarci


In Italia per 30 anni sotto i Borgia, ci furono guerre, terrore, omicidi, carneficine, ma vennero fuori Michelangelo, Leonardo Da Vinci e il Rinascimento, in Svizzera non ci fu che pace e amore fraterno ma in cinquecento anni di quieto vivere cosa è venuto fuori?!..L'orologio a cucù.


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DOLCE MAMMA
Postato da rosarossa il Domenica, 13 maggio @ 09:55:41 CEST (1074 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII






DOLCE MAMMA

Dolcezza di mamma.
Figura importante seppure tremante e
con gli occhi un po' spenti.
Ti guardo, m'incanti!
Sei debole, fragile, ma nella tua tenerezza che
trasmetti ancora in me forza e coraggio,
penso l'ieri e i grandi valori che m'hai dato
Il tuo sorriso emana ancora luce e amore in
questo ricordo che rivivo e sogno,
di gratitudine ed affetto
mentre ti guardo
s'inonda il mio cuore!


Rosarossa

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Augurii Mamma
Postato da Marhiel il Sabato, 12 maggio @ 18:25:16 CEST (895 letture)
Messaggi II Mamma tu dolcissimo effetto che inseguo nei tuoi sorrisi, nei tuoi crucci, nei tuoi stupori... Come te ora so dove nasce l'amore e lo coltivo puro come tu hai fatto con me!
Auguri!

Marhiel
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Quel pensiero materno
Postato da Marhiel il Sabato, 12 maggio @ 18:23:23 CEST (850 letture)
Le poesie di Mariella Mulas II





Quel pensiero materno

Forse
non si comprende
mai appieno
quanto ha di perfezione
un pensiero materno...
Lo si avverte
naturale sentimento,
onere concepito
di donna,
in quel mistero originale
che pone la vita
suo proseguo solo
negli occhi
di figlia, figlio.

Ma un pensiero materno
ogni volta resta
cordone che unisce,
che nutre,
che palpita irripetibile
l’amore...
Quel suo amore
che non pone limiti,
che la fa leonessa
ruggente e coraggiosa,
contro pianti di paura
di infelicità incombenti
i suoi piccoli...

Vive sguardo anche
in quel pensiero materno
che talvolta pare perso
nei malesseri
che incatenano la mente,
e che decidono fatali
far dei limbi dimore
infantili...
Sono attimi struggenti
pensare a quel dolore
folle deviato...

Eppure, ogni donna
in quel suo intimo pensiero,
che vede oltre i suoi desideri,
ha perfezione solo di concetti,
quella perfezione ancestrale
che sa essere posta
nel miracolo del respiro,
che fa crescere fra i suoi sguardi,
fra tenaci processi di futuro,
e fra i suoi sogni,
spesso volentieri accantonati,
e che diverranno sua ragione unica
per esistere sublime figura
di amata madre
poi sempre più indimenticabile
quando nella fine sopravviverà
il ricordo rimpianto !


AUGURI mamme del mondo!!

Mariello Mulas
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Die Vif Sterre van Genua
Postato da Paolo il Giovedì, 10 maggio @ 13:29:06 CEST (1035 letture)
Le opere di Paolo III

“Posso chiedere a Mr. Mazzarello se ha scritto nuovi racconti sul centro storico di Genova?”
“Oh,sì…sì. Ce n’è un altro, con trame e intrighi, anche sulle elezioni del sindaco.”
“Posso chiederle il link?”
Paolo glielo diede. E attaccandosi a quell’immagine riprese fiducia e coraggio. […]Anna Schmidt disse al maggiore Calloway: “Ci amavamo. Rendo l’idea?”
(Modificato da ‘Il terzo uomo’ di Graham Greene)
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Luna
Postato da Grazia01 il Giovedì, 10 maggio @ 13:17:01 CEST (830 letture)
Leggende e fiabe III
La luna..



C'era una ragazza che, ogni notte, guardava la luna. In quell'occhio del cielo dai riflessi d'argento le pareva di intravedere il profilo di un giovane sconosciuto. O forse era solo il riverbero misterioso di un sogno. La ragazza aspettava e sospirava.
Nell'altra parte del mondo, c'era un giovane che, ogni notte, guardava la luna. Su quel pallido schermo gli pareva di vedere il profilo dolce e seducente di una ragazza. Il giovane era un provetto arciere.
Così, una notte, incoccò la sua freccia più resistente e veloce sull'arco, lo tese con tutte le sue forze e mirò al volto placido della luna.
La freccia, dura come l'acciaio e rapida come il lampo, colpì la luna e ne staccò un frammento. Cadendo, il frammento si spaccà in due parti.
Una cadde in grembo alla ragazza, l'altra ai piedi del giovane arciere.
Tutti e due si legarono al collo, come un gioiello, il frammento di luna.
Si incontrarono poi? Forse.
Ma noi tutti, esseri umani, siamo come loro ed erriamo per il mondo portando ciascuno con sé la metà di un sogno.

Molto probabilmente non sai chi possiede l'altra metà del tuo sogno. Così, per non sbagliartt sii gentile con tutti quelli che incontri.

Bruno Ferrero
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Indiani d'America fra leggende e poesia
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 09 maggio @ 12:28:05 CEST (1086 letture)
Poesie e pensieri di Indiani d'America




Sai che gli alberi parlano?
Tatanga Mani



Si parlano. Parlano l'un con l'altro,
e parlano a te, se li stai ad ascoltare.
Ma gli uomini bianchi non ascoltano.
Non hanno mai pensato
che valga la pena di ascoltare noi indiani,
e temo che non ascolteranno nemmeno
le altri voci della Natura.
Io stesso ho imparato molto dagli alberi:
talvolta qualcosa sul tempo,
talvolta qualcosa sugli animali,
talvolta qualcosa sul Grande Spirito.

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Password da ricordare...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 09 maggio @ 08:32:14 CEST (737 letture)
Messaggi II

Un trucco a prova di bomba: provatelo!
Ci servono molte password (email, banca, viaggi, spesa online ... ). Ed è importante non usare sempre la stessa (se qualcuno la rubasse, avrebbe accesso a ogni cosa). Come fare a ricordarle tutte? Un trucco consiste nel. .. non ricordarle affatto. Basta memorizzare una breve serie di regole per ricavare al momento quella giusta. Come in questo esempio.
1) Iniziate scegliendo una parola legata alla vostra vita. Per es. un campione del calcio della vostra infanzia, "altobelli". Ora ... iniziate a trasformarla seguendo questi esempi.
2) Sostituite alcune lettere con numeri: "altOb311l "
3) Aggiungete in testa o in coda un numero che ricordate: due cifre dell'anno di nascita di vostro figlio, il 1985: "85altOb3111".
4)Aggiungete almeno un carattere speciale, in testa o in coda: il segno "_" Ora la password è diventata "85altOb3111_"
5) Dopo il carattere speciale (o prima, se l’avete messo all'inizio) aggiungete una lettera legata al servizio che quella password proteggerà: se è il vostro account di posta con Gmail la password finale sarà "85altOb3111_g". Allo stesso modo, la password per la spesa online con un ipotetico sito www.bellaspesa.net sarà "85altOb3111 b" e così via.
IMPORTANTE: scegliete da soli le vostre regole e non rivelatele a nessuno. Entro breve vi accorgerete che non state più "memorizzando" password (e quindi non potrete dimenticarle), ma avrete creato un metodo efficace per ricavarle velocemente di volta in volta.

Questo consiglio l'ho trovato su Focus, mi sembra un po' macchinoso...ma provare si può.
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In una sola nota
Postato da brunouk il Lunedì, 07 maggio @ 18:34:51 CEST (835 letture)
Le poesie di Pegaso I
Provo fare con te
quello che musicista fa con l’arpa,
vibrante nota nell’accordo
equalizzata immaginare melodia
in sensuale sfavillio colorato.

Come Amore immaginato
è sempre meglio di un assolo
pur eccitante, visto sullo schermo
che tra le lenzuola.

Ma ti amo,
pur solo in una sola nota
mi travolgi.

Un grido
non sconfitto in ouverture
solo distrutto.

Bruno Gasparri
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NET ART
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 maggio @ 19:07:00 CEST (865 letture)
Poesie originali e strane I




NET ART

Effimero universo di puntini,
d'icone e d'alfabeti colorati,
predestinati al limbo dei cestini,
nati già vecchi e presto cancellati,
oh, tu binario mondo dei contrari,
imprigionato ai lacci della rete,
tu mondo d'integrati e solitari,
museo di viaggiatori senza mete,
tu non ambire a glorie secolari,
vivrai men d'un graffito di parete.

T’invecchierà la voglia di progresso,
un algoritmo che comprime il dato,
che minimizza il tempo dell’accesso,
che uniformare può tutto il mercato.

Ti spegnerà l'usura dei contatti,
la moda tecnologica ch'evolve,
gli schermi che saran sempre più piatti,
una formula nuova che risolve
il costo e la durata degli scatti,
un giudice che i plagiatori assolve.




Lino Lista
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Un secolo fa…l’Expo di Milano
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 maggio @ 13:23:49 CEST (1015 letture)
Milano mia I


Un secolo fa…l’Expo di Milano

L’esposizione internazionale del 1906 dirò più di sette mesi e coinvolse 35 mila espositori da40 Nazioni.
Attirò 5 milioni di visitatori: un record per l’epoca.
Nel 1906 il capoluogo lombardo aveva già ospitato l'evento: ecco come andò tra maxi opere, roghi misteriosi ed esotismo egiziano.



Nel tunnel
28 aprile 1906: l’inaugurazione (alla presenza dei reali d’Italia) dell’Expo di Milano. Il padiglione d’ingresso, che riproduceva l’entrata del Traforo del Sempione, era dove oggi si trova il parco Sempione.



Telegrafo portatile.
Il collaudo della stazione mobile Marconi: "un'automobile" secondo la descrizione che ne fece all'epoca il Secolo Illustrato "che reca gli apparecchi per la telegrafia senza fili".



Belgio.
Il padiglione del Belgio, situato in piazza d'Armi (area che successivamente ospiterà la Fiera Campionaria). AII'Expo 1906 parteciparono circa 35 mila espositori provenienti da 40 nazioni.



Dal traforo.
L'arrivo a Briga (Svizzera) del treno che il 19 maggio 1906, con il re Vittorio Emanuele III a bordo, inaugurò il traforo del Sempione, una delle opere-simbolo a cui l'Expo 1906 era dedicata.
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Poesie come...farfalle
Postato da Grazia01 il Sabato, 05 maggio @ 18:25:06 CEST (852 letture)
Poesie tematiche 2012




Poesie come farfalle...





PAGLIA E FARFALLE
di Leonardo Sinisgalli

Marzo rimescola paglia e farfalle
nell'aria più liscia.
Affondo il piede nella buca
di terra che la talpa
ha rimosso da poco.
Mi struscia il sole la nuca
sull'erba folta della valletta.




SETTEMBRE
di Attilio Bertolucci

Chiaro cielo di settembre
illuminato e paziente
sugli alberi frondosi
sulle tegole rosse

fresca erba
su cui volano farfalle
come i pensieri d’amore
nei tuoi occhi

giorno che scorri
senza nostalgie
canoro giorno di settembre
che ti specchi nel mio calmo cuor
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Un punto è l'embrione
Postato da Grazia01 il Venerdì, 04 maggio @ 18:22:20 CEST (881 letture)
Poesie di Merini







Un punto è l'embrione
un secolo di vita
che ascolta l'universo
la memoria del mondo
fin dalla creazione
L'uomo che nascerà
è un'eco del Signore
e sente palpitare in sé
tutte le stelle


Alda Merini

Biografia
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Benvenuto!
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 maggio @ 21:23:49 CEST (877 letture)
Messaggi II


Un cordiale benvenuto a Mario-T, ora Casatea è anche casa tua.
In attesa di vedere quanto vorrai proporre, ti porgo i miei migliori saluti.

Grazia
a nome dello staff
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Katolike Aksie in Genua
Postato da Paolo il Giovedì, 03 maggio @ 19:06:44 CEST (1187 letture)
Le opere di Paolo III
A Parigi, Freud notò che i suoi maestri neurologi, quando erano in ospedale, commentavano i disturbi in un certo modo. Quando invece erano tra di loro a un party, dicevano la verità e raccontavano l’influenza della vita affettiva e sessuale sui loro pazienti. Perché non scriverlo apertamente?




L’uomo ha bisogno di esercitare l’attività e la donna di amministrare la recettività. Questo può anche non essere fatto e il mondo non si ferma per questo. Con l’esclusione del Sud America, nelle altre parti la Chiesa Cattolica è ormai poco più di un’enclave. Io scrivo in Italiano e non posso escludere la formazione dell’identità nazionale, neanche quando è rifiutata. In questa identità c’è però il modello del Papa, più di quanto non siano disposti ad ammettere gli stessi cattolici. Prendendo spunto da una citazione di Renan, non disturbo l’agonia di Genova morente. I giovani non sono adatti a patire: a 18 anni il mio professore di Religione lesse in classe ‘Discorso alla gioventù tedesca’ (1945) di E. Wiechert. C’era scritto che, dopo tutte le tragedie provocate dai padri, i figli superstiti potevano ancora fare qualcosa. Di migliore, s’intendeva. L’autore, nell’attesa, decideva di non fare nulla e si trasferiva in Svizzera. Nell’incertezza di potere rimediare agli errori comuni, non è salutare invitare gli altri a farlo. Per questo, racconto una fiction, con le sue premesse storiche.
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I MESTIERI DELLA VECCHIA MILANO
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 maggio @ 18:47:00 CEST (4850 letture)
Milano mia I
TRA OTTOCENTO E NOVECENTO



Per i forestieri la locuzione "mestee de Milan" è sinonimo di affare al contempo grandioso, complesso e difficile: tale infatti doveva apparire la città col suo brulichio di uomini, le mille botteghe e mercati e il vociare continuo di gente indaffarata, a chi veniva dalla campagna o dalla modesta vita di paese. Eppure i mestieri di Milano sono i mestieri dell'uomo che è vissuto e vive in questa terra nel tempo; la dimostrazione in un'ampia panoramica storica, che prende le mosse dal Medioevo e giunge sino ai nostri giorni, della straordinaria forza e varietà inventiva dell'ingegno umano e della sua formidabile capacità di lavoro. Tocchi questa forza le vette dell'arte o si fermi all'umile traguardo di sbarcare il lunario come meglio si può, l'importanza è relativa. Conta la volontà di lasciare un segno, grande o piccolo che sia, ma certamente utile, di portare una bella pietra levigata o un sassolino alla costruzione di una positiva convivenza civile. E in questa Milano dai mille e più mestieri che continuano nei secoli, la civiltà del lavoro nasce e mantiene un'identità personale, che ha il sapore e il gusto dell'opera creata con felice impegno, con dura e amorosa fatica.



Questo modo concreto di dedicarsi, anzi di consacrarsi ad un lavoro personale per trasmettergli tutta la carica umana di cui si è capaci, entra nell'anima e nel sangue dei milanesi. Ancor oggi il milanese di nascita o di adozione quando lascia la casa per recarsi al lavoro non dice: "vado in fabbrica o in ufficio", ma proclama: "voo a bottega". La bottega, il laboratorio, "et mestee", è la sua patente di nobiltà.
haec tibi erunt artes
(Virgilio)



EL SCIOSTREE

Bottega tipica di Milano era quella del sciostree. La sciostra era un magazzino che vendeva un po’ di tutto dal carbone ai materiali da costruzione. Il termine potrebbe derivare dal latino sub strata (sotto la strada) visto che il luogo tipico della sciostra erano gli scantinati lungo i navigli, dove era più facile scaricare la merce che arrivava con i barconi.
Narra una leggenda che un vecchio carbonaio fece giurare al figlio di continuare a occuparsi di carbone. Giurò il figlio ma si innamorò della figlia del fornaio del negozio di fronte al suo. Che contrasto faceva il giovane tutto nero vicino alla giovane tutta bianca. Il fornaio che non amava questo contrasto gli disse” O cambi mestiere o cambi amore”. L’ingegno giunse in soccorso del giovane che, per salvare capra e cavoli, si mise a lavorare nel …carbone bianco dei fiumi e dei torrenti lombardi.
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Teneramente
Postato da Grazia01 il Martedì, 01 maggio @ 18:28:34 CEST (869 letture)
Un pensiero al giorno




Una madre, camminando con il proprio figlio, gli dice che lui è unico. Il bambino le risponde che questa unicità lo spaventa, perchè lo fa sentire solo e, a sua volta, chiede alla mamma, se anche lei sia unica e se questa consapevolezza non la faccia sentire sola. Anche le formiche a prima vista così uguali, sono uniche secondo la mamma. Il bambino con una sua logica stringente ribatte che se tutti sono unici, allora tutti sono soli. La mamma gli dice che questo è vero: anche lei è unica e sola come lui, ma se si abbracciano non sono più soli. "Allora abbracciami", dice il bambino. La mamma allora lo stringe a sé, sentendo il cuore del bambino battere forte e lasciando che lui potesse sentire di rimando il suo. "Adesso non sono più solo" si disse il bambino. E così la madre gli spiegò che era per questo che era stato inventato l'abbraccio.

D.Grossman
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Da Amleto
Postato da Grazia01 il Martedì, 01 maggio @ 18:20:45 CEST (1019 letture)
Poesie e opere di Shakespeare











Dubita che le stelle siano fuoco,
dubita che intorno al sole giriamo,
dubita che la vita sia un gioco
ma non dubitare che ti amo..
cara Ofelia sono negato per i versi,
io non ho l'arte di scandire i miei sospiri
ma che ti amo moltissimo,
oh molto, tantissimo credilo..
Addio, tuo per sempre Amleto


William Shakespeare

Biografia

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Primo maggio in poesia
Postato da Grazia01 il Martedì, 01 maggio @ 14:49:41 CEST (868 letture)
Poesie tematiche 2012


Primo maggio, la festa dei lavoratori.



E' giusto che una giornata sia dedicata al lavoro, la principale attività di ogni uomo,
la principale fonte della sua prosperità...
Ogni lavoro è importante, sia quello compiuto dalle braccia, sia quello compiuto dalla mente perché in ogni uomo che lavora c'è sempre una mente che pensa e provvede,
c'è sempre una persona che fatica per sé, per i propri cari, per il bene dell'umanità.
Ogni luogo in cui vivi, porta l'impronta dell'operosità di chi ci ha preceduto perché la storia del progresso è la storia del lavoro.



Gli odori dei mestieri
di Gianni Rodari

lo so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d'olio la tuta dell'operaio,
di farina sa il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c'è un buon odore.
I fannulloni, strano però,
non sanno di nulla e puzzano un po'.





Il muratore
di Giosuè Borsi

Prendi ed eleggi dei matton quadrucci
quelli più esatti, più ben cotti e lisci,
poi con un colpo secco del martello
i troppo acuti spigoli scantucci.
Prendi la pescolata e la spartisci
e il mattone vi adagi al suo livello.
Indi batti su quello
con la cazzuola volta dalla parte
del manico, con arte,
perchè della compressa
calcina agglomerata non avanzi
il più di sotto, ma il soverchio d'essa
spinto di fuori, sia raccolto, innanzi
che si secchi, e ripreso,
impastato, spalmato e ben disteso.

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Due forestieri alla fiera del libro
Postato da Grazia01 il Lunedì, 30 aprile @ 19:07:47 CEST (915 letture)
Letture varie III




Due forestieri alla fiera del libro

Alcuni giorni fa' si e' conclusa la fiera del libro a Pola. Una delle rare occasioni in cui questa addormentata citta' mediterranea in cerca di identita' si risveglia dal sonno invernale in cui tutti i giorni sono uguali uno all'altro. Anche le foschie sono come quelle di ieri…. Sempre uguali, pesanti e indifferenti si trascinano per le vie ed entrano nelle ossa dei passanti che rincorrendo la gioventu' perduta vanno da sportello a sportello nella speranza che lo Stato li ricordera' almeno in questo periodo natalizio concedendo loro qualche soldino in piu' sulla loro misera pensione. In quest'atmosfera si e' tenuta una grande (per le circostanze locali) fiera del libro che e' stata degnata della presenza di Umberto Eco. Purtroppo quel giorno quando Eco e' stato ospite alla fiera io, spinto da motivi di pura sussistenza, sono stato fuori Pola e non sono riuscito a rientrare in tempo per vedelo ed ascoltarlo. Una delle poche cose che avrei volentieri ricordato in quest'anno. Sebbene, anche essendo a Pola, difficilmente avrei avuto l'occasione di avvicinarlo, o addirittura di conoscerlo con tutte quelle persone piu' idoneee di me. Pero' mi discpiace lo stesso.
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Pianura
Postato da Grazia01 il Venerdì, 27 aprile @ 22:13:15 CEST (1413 letture)
Poesie di Pozzi Antonia










Pianura


Certe sere vorrei salire
sui campanili della pianura,
veder le grandi nuvole rosa
lente sull'orizzonte
come montagne intessute
di raggi.

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Sono solo un sogno, il tuo sogno …
Postato da brunouk il Giovedì, 26 aprile @ 18:25:59 CEST (815 letture)
Le poesie di Pegaso I


Immersa in leggera nebbia
nel silenzio levigato
lentamente le palpebre calano
sipario sul palcoscenico del cielo.

Vestita di raso fucsia a balze,
lentamente fluttui nel sonno e …

Sei con me amore mio.

Tra sillabe sussurrate
accenti d’amore trasparenti
iridescenti come diamanti preziosi
rivelano tentate seduzioni.
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