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9 agosto 1945, la bomba atomica su Nagasaki
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 09 agosto @ 20:28:29 CEST (1736 letture)
Storia








Il 9 agosto 1945, alle 11.02, sulla città portuale di Nagasaki viene sganciata la seconda bomba atomica, nome in codice Fat Man per la sua forma ovoidale, tre giorni dopo quella che aveva distrutto Hiroshima. Lungo 2,34 metri con un diametro di 1,52 metri, l'ordigno utilizzava plutonio-239 e rilasciò una potenza di 21 chilotoni, molto più dell’energia sprigionatasi da Little Boy. Nagasaki, obiettivo di ripiego nel caso in cui non fosse possibile bombardare la città di Kokura, per le condizioni climatiche, fu protetta dalle montagne che la circondavano, ma l'ordigno esplose a 500 metri dal suolo nella zona industriale Urakami, sede di fabbriche di munizioni, scuole, edifici pubblici e abitazioni civili. Polverizzò tutto ciò che esisteva nel raggio di 1 km, ma l'onda d'urto produsse crolli e incendi fino a 15 km dall'epicentro. Morirono all'istante 40 mila persone su 240 mila abitanti, ma il numero totale delle vittime viene comunque stimato intorno alle 80 mila persone, incluse quelle esposte alle radiazioni nei mesi seguenti.




La ricostruzione della città iniziò subito, nel 1946, ma non nel quartiere di Urakami dove nel 1955 furono realizzati un “parco della pace” e un museo dell’atomica, che illustra i drammatici eventi del '45: ci sono molte immagini di Nagasaki prima della bomba, l'orologio bloccato alle 11.02, ora dell'esplosione, le storie dei sopravvissuti e il suono dell'acqua che scorre incessante. Era ciò che più mancava ai sopravvissuti, è il simbolo di sofferenza e rinascita. Nel parco ci sono sculture donate da tutti i Paesi del mondo. Tra queste la Statua della Pace di Seibo Kitamura: raffigura un uomo che alza la mano destra verso il cielo da dove arrivò la morte e che tende la sinistra come a invocare la pace.


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Disarmami l'anima
Postato da Letty il Venerdì, 04 agosto @ 12:25:24 CEST (588 letture)
Le poesie di Letty - II








Disarmami l'anima
che la tua venuta sia come la pace in un campo di guerra
Spegni il demone e ammanettalo al palo della verità, lascialo a consumarsi come coperto d'acido, corroso dal bene che porti
Riconsegnami l'anima, purificata dal fuoco del giusto mai corrotto dalle menzogne!
Ho dimenticato la dolcezza del cuore in un punto della mia vita, tra l'ingenuità e la speranza, tra l'amore e l'odio, tra un bacio e la più letale delle sue bugie.
Disarmami
sono troppo vecchia per combattere ancora.


Letty

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Hemingway - Addio alle armi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 02 agosto @ 20:22:49 CEST (363 letture)
Racconti e altro di Hemingway






“Ho scoperto che c’è della poesia nel cibo,
mentre è scomparsa da qualsiasi altra cosa.
E finché la digestione me lo permetterà io seguirò la poesia”






Gli innumerevoli viaggia in giro per il mondo e la passione per il mangiare ed il bere rendono molti libri di Hemingway un ottimo spunto culinario.
Nella primavera del 1918 il giovane Hemingway si arruala e parte per il fronte italiano. Poche settimane dopo il suo arrivo nella valle del Piave viene ferito gravemente alle gambe da un colpo di artiglieria. Ernest viene ricoverato nell’ospedale della Croce Rossa americana dove incontra Agnes, il suo primo grande amore che in seguito gli spezzerà il cuore quando si innamorerà di un altro militare. L’esperienza della guerra, l’amore e l’abbandono da parte di Agnes gettarono le basi per uno dei grandi capolavori di Hemingway, “Addio al armi”.

L’infermiera e l’ufficiale protagonisti del romanzo trascorrono un’ultima notte di amore in un albergo di Milano
prima di separarsi e consumano il pasto in camera.

MENU
SOUFFLE’ DI PATATE
PURE’ DI CASTAGNE
BECCACIA FLAMBE’ ALL’ARMAGNAC
INSALATA
ZABAGLIONE

BECCACIA FLAMBE’ ALL’ARMAGNAC
2 beccacce
¼ di limone
4 fette di pancetta
2 noci di burro
1 cucchiaini di mostarda
½ tazza di Armagnac

Bagnate le beccacce con il limone, salate e mettete il pepe.
Mettete la pancetta in padella e fatela cuocere finchè non diventa croccante, toglietela dal fuoco e mettetela da parte.
In un’altra padella mettete il burro e quando comincia a schiumare mettete le beccacce.
Fatele dorare su entrambi i lati e lasciatele cuocere fin quando le beccacce non smetteranno di tirare fuori i liquidi.
Aggiungete la mostarda e poco dopo mettete il brandy.
Attenzione alla fiamma. Quando la fiamma generata dal brandy si spegnerà le beccacce saranno pronte.


Fonte: clubmachiavelli.it

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Apocalisse mancata
Postato da Grazia01 il Lunedì, 31 luglio @ 12:48:53 CEST (303 letture)
Un pensiero al giorno








Secondo i soliti rumor, un mega terremoto, scatenato dal ritorno di Cristo doveva distruggere la terra il 29 luglio u. s. Il tutto sarebbe accaduto quando i poli si fossero rovesciati, e avremmo pensato al fenomeno noto come “inversione magnetica" invece no, per gli apocalittici significa che la terra sarebbe andata letteralmente sottosopra (e quindi quelli dell’emisfero nord andavano nel vuoto dello spazio cosmico). La fonte di tutte queste rivelazioni è ovviamente la Bibbia dove è prevista nei minimi dettagli, dicono gli esperti di apocalissi, il giorno e l’ora della fine del Mondo. Il che è strano perché Gesù stesso disse anche che non sapremo né il giorno né l’ora. Ma evidentemente è stato scelto di non prestare fede alle parole del figlio di Dio. Per il resto questa Apocalisse estiva non avrebbe riservato moltissime novità: la solita luna rosso sangue che compare sempre quando si parla di Apocalisse, i terremoti, panico, distruzione e come se non bastasse ci doveva essere una tremenda grandinata. Ma mica grandine qualsiasi, blocchi di ghiaccio da 500 chili. Il che, se fossimo riusciti ad evitarli sarebbero stati utilissimi per preparare un mojito “da fine del mondo” o per trovare un po’ di refrigerio dalle fiamme dell’inferno. Si perché non ci sarà stata la fine del mondo ma un caldo quasi infernale lo stiamo soffrendo.

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Stranger under the Sun
Postato da Paolo il Venerdì, 28 luglio @ 21:17:54 CEST (3204 letture)
Le opere di Paolo III







A tutti capita, di questi tempi. Stare sotto un sole implacabile in un'aria lattescente. Gli effetti sui nostri cervelli, nonché sulle nostre azioni, sono variabili. La narrativa più stimolante ha per oggetto i giovani: si pensi a quanto coinvolgono Romeo e Giulietta; erano poco più che adolescenti e, oltre a combinare tutto quello che ricordiamo, confinano in un'area asfittica tutti i maturi comprimari della loro tragedia. Il riferimento proposto oggi prevede un protagonista di età indefinita, non vecchio comunque, al quale le attuali pratiche da web avrebbero probabilmente mutato la sorte. E' nell'opera di Albert Camus 'Lo straniero', del 1942.[php]


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Il 27 luglio del 1835 nacque Giosuè Carducci
Postato da Grazia01 il Giovedì, 27 luglio @ 20:09:46 CEST (369 letture)
Ricerche d'autore





Il 27 luglio del 1835 nacque Giosuè Carducci



NOSTALGIA

Là in Maremma ove fiorio
La mia triste primavera,
Là rivola il pensier mio
Con i tuoni e la bufera:
Là nel cielo librarmi
La mia patria a riguardar,
Poi co’l tuon vo’ sprofondarmi
Tra quei colli ed in quel mar.






IN RIVA AL MARE

Tirreno, anche il mio petto è un mar profondo,
E di tempeste, o grande, a te non cede:
L’anima mia rugge ne’ flutti, e a tondo
Suoi brevi lidi e il picciol cielo fiede.

Tra le sucide schiume anche dal fondo
Stride la rena: e qua e là si vede
Qualche cetaceo stupido ed immondo
Boccheggiar ritto dietro immonde prede.

La ragion de le sue vedette algenti
Contempla e addita e conta ad una ad una
Onde belve ed arene invan furenti:

Come su questa solitaria duna
L’ire tue negre e gli autunnali venti
Inutil lampa illumina la luna.

Giosuè Carducci

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Cose leggevano sul Titanic?
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 luglio @ 19:51:53 CEST (201 letture)
Riflessioni III



Ecco una lista che cerca di stabilire quali libri stessero leggendo gli sfortunati passeggeri della celebre nave affondata nella notte fra il 14 e il 15 aprile del 1912, il Titanic, naturalmente.





Purtroppo alcune delle opere citate nell'elenco hanno perso lo smalto originale e non godono più della fama di un tempo: è il caso di Rebecca of Sunnybrook Farm di Kate Douglas Wiggin, When a Man Marries di Mary Roberts Rinehart, The Net del pallanuotista e scrittore Rex Beach e The Jungle (La giungla) di Upton Sinclair. Ma la lista propone anche molti autori famosi e grandi classici: per esempio, è altamente probabile che in prima classe ci si dilettasse leggendo La casa della gioia di Edith Wharton, Gli ambasciatori di Henry James, Casa Howard del britannico E. M. Forster, Nostra sorella Carrie del padre del romanzo americano Theodore Dreiser, Il richiamo della foresta di Jack London, Lord Jim di Conrad e Il meraviglioso mago di Oz di L-Frank Baum. I passeggeri più impegnati, invece, probabilmente preferivano rifugiarsi tra le pagine di Freud per poi fare sfoggio delle loro conoscenze psicoanalitiche a cena con il capitano.




A bordo c’erano anche una cinquantina di italiani (ai due camerieri romani “riscoperti” di recente sarà dedicata una targa in Campidoglio). Avrebbero potuto leggere “Forse che sì forse che no” di D’Annunzio, pubblicato nel 1911. Dello stesso anno è la seconda parte di “Altezza reale” di Mann, già notissimo. Morte a Venezia è del ’12, forse non ancora edito.

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Con il cuore
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 luglio @ 19:32:36 CEST (337 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI









Con il cuore

La mente ha sempre
desideri, curiosità,
e forza e amore.
Come una volta
Il corpo risponde
dimenticando
per pochi attimi
che il tempo
quello no
non si è fermato.
E si vuol fare
E si vuole andare
ma spesso non si riesce.
Solo l'amore,
quello del cuore
resta intatto e forte.

Grazia

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Maria Tore
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 luglio @ 19:16:40 CEST (391 letture)
Ricerche d'autore






"Dentro un grande silenzio
di parole
guardo la luna piena
i prati e i profumati
profili dei ciliegi a primavera.
Estatica rimiro
l'ultima luna
come un grande amore"
(Maria Tore)





Per montagne

La voce delle campane
di monte in monte, di valle in valle arriva
e la nebbia dissolve poco a poco
il profilo delle montagne.
Per sentieri, per scorciatoie
cercando i crochi
i funghi e le castagne
o solo per sentire
l’erba che cresce
andiamo guardando il viso
sorridente
di quelli che ci camminano
accanto
e - dentro – cantano
…e un universo
ma solo di montagne
e picchi e gioghi e sempre nuove cime
e nubi nere, bianche, screziate
laggiù lontano sull’orizzonte del cielo
e ringraziare il Signore di essere vivi,
è così, Mariano, il Paradiso!


Due corvi sul prato

Due corvi sul prato
imperlato dall'ultima pioggia
s'inseguon in cerchio, per gioco.
Lui canta
l'eterna canzone
e lei
con brevi note risponde
al canto ed aumenta
l'incanto del giorno
di primavera.
E questo canto non fine
non esaltato dai vati
commuove il mio cuore
perché come il dolore
anche l'amore è eterno
ed ha una voce sola.
Canto parola o fiore
l'amore ci accomuna
nel momento più bello
e ci conferma infine
che ogni essere vivente
ci è fratello.

Maria Tore

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Stephen Vincent Benét
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 luglio @ 19:07:55 CEST (282 letture)
Ricerche d'autore






La vita non si perde morendo;
la vita si perde minuto dopo minuto,
giorno trascinando giorno,
in tutti i mille piccoli insensibili modi.
S. V. B .




Noi immortali

Forse andiamo con il vento, la nube, il sole,
Nella libera compagnia dell’aria;
Forse con i tramonti quando il giorno finisce.
Tutto questo è in me — io non ci bado molto;
C’è da così tempo come le brune colline — e un albero
Come un folle profeta in una terra di carestia —
E io posso stare e sentire eternamente
La vasta e monotona respirazione della terra.

Ho conosciuto ore, lente e ardenti d’oro,
Belle di risate e soffuse di luce,
O Signore, in un momento simile nomina il mio andare,
Mentre si contraggono le mani, e la fredda faccia impallidisce,
E la scintilla muore dentro la mente debole,
Spargendo in altra polvere la sua polvere cosmica.


Nos immortales

Perhaps we go with wind and cloud and sun,
Into the free companionship of air;
Perhaps with sunsets when the day is done,
All’s one to me — I do not greatly care;
So long as there are brown hills — and a tree
Like a mad prophet in a land of dearth —
And I can lie and hear eternally
The vast monotonous breathing of the earth.

I have known hours, slow and golden-glowing,
Lovely with laughter and suffused with light,
O Lord, in such a time appoint my going,
When the hands clench, and the cold face grows white,
And the spark dies within the feeble brain,
Spilling its star-dust back to dust again.

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Emma Lazaru
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 luglio @ 18:50:32 CEST (356 letture)
Ricerche d'autore



IL 22 luglio del 1849 nacque a New York Emma Lazarus




Il nuovo Colosso


Non come il gigante di bronzo di greca fama,
che a cavalcioni da sponda a sponda stende i suoi arti conquistatori:
qui, dove si infrangono le onde del nostro mare
si ergerà una donna potente con la torcia in mano,
la cui fiamma è un fulmine imprigionato, e avrà come
nome Madre degli Esuli. Il faro
nella sua mano darà il benvenuto al mondo, i
suoi occhi miti scruteranno quel mare che giace fra due città.

"Antiche terre, – ella dirà con labbra mute
– a voi la gran pompa! A me date
i vostri stanchi, i vostri poveri,
le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi,
i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate.
Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste,
e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata."
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Robert Musil
Postato da Grazia01 il Martedì, 18 luglio @ 15:30:19 CEST (245 letture)
Un pensiero al giorno









Se avete intenzione di affogare i vostri problemi nell'alcol,
tenete presente che alcuni problemi sanno nuotare benissimo.

Robert Musil

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Poesie di Giuseppe Conte
Postato da Grazia01 il Martedì, 18 luglio @ 15:27:54 CEST (405 letture)
Ricerche d'autore




Poesie di Giuseppe Conte



Dimenticare città, nomi, desideri
di uomo: voglio solo fiorire, rivivere, io
non più io, ibisco, acacia,
conca aperta e tremante di un anemone.
Avere piedi e nodi d’erba, io
non più io, mani guantate
di germogli, ciglia nuove blu, di
scorza il torace, spezzato e vivo.
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Ogni giorno che passa
Postato da Grazia01 il Martedì, 18 luglio @ 15:10:54 CEST (365 letture)
Poesie di Pavese









Ogni giorno che passa

Ogni giorno che passa è un riandare
tutta la storia grigia della vita.
Una donna che appena mi ha parlato
mi ha messo in cuore come un gran germoglio
gonfio di gioia.
È una gioia vedere tanti rami
verdissimi nel vento e tanti fiori
prepotenti, sboccianti, è una gran gioia
perché nel sangue pure è primavera.

Cesare Pavese

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Birds
Postato da Paolo il Lunedì, 17 luglio @ 18:12:43 CEST (3201 letture)
Le opere di Paolo III



Dopo quelli di “California Split”, questa volta abbiamo due nomi meno usuali: Pisètero ed Evèlpide, niente meno. Non sono Americani, ma Antichi Greci tra gli “Uccelli” di Aristofane.






Gli ucelli, la prima edizione dell'opera in lingua italiana
(Venezia, 1545).
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Sensibilità
Postato da Grazia01 il Lunedì, 10 luglio @ 19:19:45 CEST (383 letture)
Un pensiero al giorno









Sensibilità non è fragilità.È incapacità di rimanere in superficie.
È andare sempre a fondo. Nelle cose, nelle persone, nelle emozioni.

Serena Santorelli






La sensibilità è l’abito più elegante e prezioso di cui l’intelligenza possa vestirsi.

Osho

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L’ERMETISMO
Postato da Grazia01 il Venerdì, 07 luglio @ 19:58:38 CEST (432 letture)
Un pensiero al giorno






L’ERMETISMO


La dizione "poesia ermetica" venne usata per la prima volta, in un'accezione fortunata quanto negativa, come avviene
spesso nelle definizioni dei nuovi movimenti artistici, in un saggio di Francesco Flora del 1936.
La poesia ermetica rappresenta il punto d'arrivo di un'evoluzione poetica che ebbe, nei primi anni del Novecento, come
protagonisti Palazzeschi, Govoni e Campana.
Di una vera e propria scuola ermetica, con una codificazione di tecniche e di moduli espressivi, si può parlare a partire
dalla metà degli anni Trenta.
Si può individuare in Salvatore Quasimodo l'autore esemplare di detta corrente letteraria.
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Il mare
Postato da Grazia01 il Giovedì, 06 luglio @ 19:31:45 CEST (401 letture)
Un pensiero al giorno








Il mare non è mai stato amico dell'uomo.
Al massimo complice della sua irrequietezza.
Joseph Conrad

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Nostalgia
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 luglio @ 14:08:35 CEST (522 letture)
Riflessioni III







La parola nostalgia, di derivazione greca ( ??st?? –ritorno e ????? dolore, dolore del ritorno ), viene spesso associata alla sofferenza che accompagna la consapevolezza della perdita irrimediabile di un passato che non può più fare ritorno.
Le sensazioni nostalgiche scatenano una tempesta di emozioni che vorremmo quasi catturare per impedirne la fuga o allontanare per il dolore che può procurarci.
Concentrati come siamo nel voler trasmettere sempre un’immagine positiva di noi, così come richiesto da una società proiettata sempre verso il futuro e che non ammette pause oziose di alcun genere, cacciamo via una parte del nostro essere per non apparire fragili nemmeno ai nostri occhi.
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Quando siamo troppo...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 luglio @ 14:01:06 CEST (313 letture)
Un pensiero al giorno








Quando siamo troppo allegri, in realtà siamo infelici.
Quando parliamo troppo, in realtà siamo a disagio.
Quando urliamo, in realtà abbiamo paura.
In realtà…la realtà non è quasi mai come appare.


Virginia Woolf

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Marina
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 luglio @ 13:40:13 CEST (314 letture)
Poesie di Verlaine










Marina


L’oceano sonoro
Palpita sotto l’occhio
Della luna in lutto
E palpita ancora,
Mentre un lampo
Vivido e sinistro
Fende il cielo di bistro
D’un lungo zigzag luminoso,
E che ogni onda
In salti convulsi
Lungo tutta la scogliera
Va, si ritira, brilla e risuona.
E nel firmamento,
Dove erra l’uragano,
Ruggisce il tuono
Formidabilmente.


Paul Verlaine

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California Dust Memories
Postato da Paolo il Martedì, 04 luglio @ 15:26:56 CEST (1928 letture)
Cinema






Uno fa il giornalista, l'altro gioca e basta ma è abbastanza per fare i guai. Il giornalista si unisce. Alla fine ci scappa il winning streak - il colpo vincente ma noi ci accontenteremmo di un willing streak, come era uscito per lapsus componendo questo testo della storia. La volontà di comunicare dopo qualche anno di assenza dai racconti ma non dalla vita di Casatea.
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Il dopoamore
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 luglio @ 15:20:35 CEST (291 letture)
Un pensiero al giorno








“Il dopoamore”


Quando si smette di amare,
in genere non si ha la pazienza di aspettare che finisca bene,
si cerca la strada più breve, la rottura, la sofferenza.
Invece ci vuole lo stesso impegno e la stessa intensità dell’ inizio,
bisogna superare gli egoismi, vivere questo momento con la stessa passione,
far sentire alla persona lasciata tutto il bene che c’ è stato:
ci vuole amore per chiudere una storia.
Aspettare un po’
per non buttare via tutto
ma recuperare quanto è possibile,
ricreando un altro rapporto, un ‘ dopoamore’ ,
fatto di conoscenza e di complicità,
qualcosa che può essere molto più forte dell’ amicizia”

Massimo Troisi

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Solstizio d'estate 2017
Postato da Grazia01 il Sabato, 17 giugno @ 17:47:45 CEST (326 letture)
Un pensiero al giorno


Solstizio d'estate 2017

L'estate astronomica 2017 avrà inizio in corrispondenza del solstizio che quest'anno cadrà il 21 giugno alle 04:24 UTC. Il solstizio d'estate è un fenomeno dovuto all'inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto all'eclittica. Durante l'anno il solstizio ricorre due volte: il Sole raggiunge l'altezza minima nel cielo di dicembre, determinando l'inizio dell'inverno boreal, e l'altezza massima nel mese di giugno. Il 21 giugno sarà a tutti gli effetti il giorno più lungo dell'anno, giornata in cui le ore di luce (rispetto a quelle di buio) saranno massime.




A Milano la durata del giorno sarà di 15 ore e 45 minuti: il sole sorgerà alle ore 5:32, tramonterà alle ore 21:18 e raggiungerà la massima elevazione in cielo (68°) alle ore 13:25.
A Roma il giorno durerà 15 ore e 16 minuti: il sole sorgerà alle ore 5:33, tramonterà alle ore 20:50 e raggiungerà la massima elevazione in cielo (71.5°) alle ore 13:12.
A Napoli il sole sorgerà alle ore 5:31, tramonterà alle ore 20:39 e raggiungerà la massima elevazione in cielo (72.6°) alle ore 13:05. Il giorno durerà 15 ore e 8 minuti.

A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all'altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni è difatti l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all'eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Ma siccome l’inclinazione dell’asse terrestre non è costante ma varia ciclicamente tra circa 22,5° e 24,5° con un periodo di 41.000 anni (attualmente è di 23°27′ ed è in diminuzione) ecco spiegato perché le date di inizio delle stagioni variano di anno in anno.

In coincidenza con il giorno del 21 giugno quindi al Polo Nord sarà sempre giorno, mentre il Polo Sud entrerà nel buio. Questi periodi vengono chiamati rispettivamente Sole di Mezzanotte (24 ore al giorno di luce) e Notti Polari (24 ore al giorno di buio). Lungo il Circolo Polare Artico vivranno 24 ore consecutive di luce, mentre lungo il Circolo Polare Antartico vivranno una giornata completamente senza sole.

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Cirano
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 giugno @ 22:07:24 CEST (761 letture)
Testi canzoni II



Francesco Guccini - Cirano





Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
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Marionette
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 07 giugno @ 20:18:51 CEST (402 letture)
Un pensiero al giorno






L’abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portar le catene, a subir ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza e quando scopriamo di averla addosso ogni fibra di noi s’è adeguata, ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci. Solo una forte ribellione, un coraggio che oramai abbiamo smarrito da tempo ci può aiutare a spezzare questa situazione terribile, ritrovando la fiducia in noi stessi, quella fiducia che altri hanno schiacciato e avvilito.

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Il 4 giugno del 1959 nacque Biagio Cepollaro
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 giugno @ 20:51:08 CEST (428 letture)
Ricerche d'autore


Il 4 giugno del 1959 nacque Biagio Cepollaro



La curva del giorno

*
occorre stabilire i confini del silenzio non rispondere sempre
non sempre essere informati fare in modo che ogni parola
sia pleonasmo a fronte di ciò che già c’è. non dicendo
di sé ma dando voce alle spalle alla schiena curva dell’intuizione
che ha percorso tutta la stanza trafiggendo in uno i molti pensieri
occorre che ogni parola distillata sia essa stessa una guardia
di frontiera che vigili insonne i confini dall’alba al tramonto
con gli occhi rivolti al silenzio sia la sua unica verità corporale

*
occorre stabilire i confini del corpo: anche una casa
con le sue camere e le sue funzioni è una guaina
e aderisce ai suoi moti. dormire al riparo dalla pioggia
cucinando i cibi assaporando carni di altri animali
e foglie e frutti. dormire ancora dopo ogni rientro
sistemando lenzuola e coperte lavando con cura
il piatto e il bicchiere affilando il coltello per il pane
occorre lasciar passare da quei confini la notte
e lasciar mescolare i corpi perché parlino tra loro

*

il corpo sa che tra i suoi mobili confini e le strade si accumula
una gran massa d’acqua che piove dal cielo. è questo mare rovesciato
che suona la sua risacca di gocce sul legno delle finestre e sulla tela
degli ombrelli a inchiodarlo in un ascolto senza azione e costrutto:
il suo movimento vorrebbe la secchezza dell’asciutto la precisione
di ciò che non perde non si frammenta piuttosto una linea tracciata
tra due punti come un’idea illuminata nel centro da un raggio di sole
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Il 4 giugno del 1898 nacque Renzo Pezzani
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 giugno @ 20:47:56 CEST (479 letture)
Ricerche d'autore



Il 4 giugno del 1898 nacque Renzo Pezzani



Il pane

Pane, panetto mio,
così buono ti vuole Iddio.
Così dorato, così croccante,
sei uscito d mani sante.
Sei sbocciato come un fiore
dalla gioia e dal dolore,
dalla terra lavorata,
dal sudore che l'ha bagnata.
Pane, panetto mio,
così buono ti vuole Iddio.




La leggenda dei colori

I colori si incontrarono in un prato e si misero a chiacchierare.
Ognuno lodava se stesso.
lo diceva il giallo - somiglio all'oro e sono il più bello.
Sono io il più bello - disse l'azzurro. - L'aria ha il mio colore e il mare si lascia tingere da me.
In quel mentre ecco giungere nel prato alcuni bambini con una bandiera.
Allora il bianco, il rosso e il vero e si misero a gridare:
Siamo noi i più belli, quando siamo uniti insieme.




Pioggia di Maggio


Passa una nuvola come un cigno
dentro il cielo senza rughe.
Scioglie la pioggia nell'orto verdigno,
tocca fronde, lava lattughe.
Sfatta la nuvola rimane il bello
e questo fiato da bocca di fiore,
l'orto fresco di colore
e la musica d'un ruscello.
Rimane il cielo così pulito
con un'allodola così sincera
che appena dici una preghiera
già cammina nell'infinito.

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Il 4 giugno del 1821 nacque Apollon Majkov
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 giugno @ 20:44:17 CEST (366 letture)
Ricerche d'autore



Il 4 giugno del 1821 nacque Apollon Majkov





Voci della notte

O notte senza luna!... Come un innamorato
ti ascolto e ti contemplo, immoto, estasiato...
Qual musica s'effonde sotto l'argenteo manto!
Intorno, delle fonti gorgoglia il terso canto
qui trema un'adamantina. Perluccia sopra un ramo,
là trilla un augellino l'uguale suo richiamo;
e come un orologio, tra l'erbe, l'indiscreto
grillo ripete l'aspro stridio; dal giuncheto
del fiume s'ode il coro dei rospi, come sordi
d'un organo lontano evanescenti accordi;
e regna sopra tutta la placida armonia,
ora mugghiante, ed ora molto sommesso e lento,
lo strepito d'un nero lontan mulino a vento...
E gli astri!... Oh, quale incanto!... Qual pura melodia!...
Nel coruscar metallico, nel vivo palpitare,
sembrami udire il rombo del loro eterno andare...
Apollon Nikolaevic Majkov





Apollon Nikolaevic Majkov
(Mosca, 4 giugno 1821 – San Pietroburgo, 20 marzo 1897) è stato un poeta russo.
Figlio di un pittore, fu appassionato cultore delle antichità greche e latine.
Nelle sue poesie sono molto vivide meditazioni, contemplazioni e reminiscenze.
La sua produzione ha spaziato da descrizioni di paesaggi russi ad ambienti italiani e serbi.

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Giugno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 01 giugno @ 14:23:22 CEST (590 letture)
Poesie tematiche III









Benvenuto Giugno

Che cosa si può dire di giugno, il tempo dell’estate nella sua nascente perfezione,
il compimento della promessa dei mesi precedenti, e ancora nessun segno che ci ricordi
che la sua fresca e giovane bellezza potrà un giorno svanire.
Gertrude Jekyll



Il mese di giugno si distese all’improvviso nel tempo, come un campo di papaveri.
Pablo Neruda




Poter leggere una poesia a gennaio
è bello come andare a fare una passeggiata a giugno.
Jean Paul Sartre






Era giugno, e il mondo odorava di rose.
Il sole era come polvere d’oro sulla collina erbosa.
Maud Hart Lovelace



Estiva

Che ora è questa che saluta
il muro sbiadito con calda luce
e silenzioso cenno, e sommuove
l’aria tremante di giugno?
Ardi immobile, azzurro,
lustrate foglie della magnolia
e tu fiore profuma il giorno,
consuma i tuoi petali bianchi
sino alla dissoluzione, a noi
gli occhi chiusi arrossa
il riverbero estivo cui
solitaria cicala s’accompagna.

Attilio Bertolucci




Era verde il silenzio,
bagnata era la luce,
tremava il mese di giugno come farfalla.
Pablo Neruda



In Onore del vero

Nel mese di giugno
la città quando sospesa
e alta sopra il nostro sperdimento
si desta alla frecciata delle luci

all’ora incerta tra vigilia e sonno
che il corpo inciampa nel suo peso
ma si rialza sulla sua fatica

nella pausa del tempo tra la rondine e l’assiolo
tra la vita e la sua sopravvivenza,

Tu che spezzi la servitù e l’orgoglio
– dicono – della sofferenza, vieni
se già non sei dovunque
in veste di randagio,

d’infermo, di bambino tribolato.
Segui il timido, accosta il solitario,
ripeti: la virtù quando non giunge
fino all’amore è cosa vana.

È quell’ora della metà dell’anno
che il senza tetto strascica i suoi cenci
sull’erba pesticciata, cerca asilo,
la lucciola lampeggia, il cane abbaia.

Mario Luzi

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