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Un altro pensiero...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 18 gennaio @ 20:57:29 CET (839 letture)
Un pensiero al giorno






L'unico modo di scoprire i limiti del possibile
è avventurarsi un poco oltre, nell'impossibile.

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UNA LETTERA DI ASSUNZIONE SCRITTA DA LEONARDO
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 18 gennaio @ 20:52:41 CET (901 letture)
Lettere
Nel 1482 Leonardo lascia Firenze e si trasferisce a Milano, alla corte di Ludovico Sforza detto il Moro: ha trent’anni, è un artista affermato, ed è alla ricerca di forti stimoli professionali (come la realizzazione di un colossale monumento equestre in bronzo per il padre di Ludovico, Francesco). Ci resterà fino al 1499. Prima di trasferirsi, l’artista aveva inviato al duca una lettera che è stata definita una vera e propria domanda d’assunzione. Una specie di curriculum, in cui si elencano tutte le sue abilità ordinate in dieci punti… nove dei quali sono usati per illustrare quanto sia bravo nell’ideare letali armi e macchine da guerra e solo uno, il decimo, presenta sinteticamente le sue qualità di artista. Un po’ strano per un uomo che è stato considerato un pacifista. Infatti nei suoi scritti ha definito più volte la guerra una “pazzia bestialissima”; e vicino al suo progetto di sottomarino, ideato per affondare le navi nemiche, ha scritto “e questo non lo pubblico o divulgo per le male nature delli omini”. C’è quindi chi pensa che nella lettera Leonardo abbia insistito sulle armi solo per far colpo sul duca, che in quegli anni turbolenti poteva considerare utile avere al suo servizio un esperto di macchine da guerra e strategia militare. In ogni caso ecco la lettera, trovata tra gli scritti del Codice Atlantico, conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano. Accanto al testo leonardesco c’è un libero adattamento in italiano corrente.



Avendo, signor mio Illustrissimo, visto et considerato ormai ad sufficienzia le prove di tutti quelli che si reputano maestri et compositori de instrumenti bellici, et che le invenzione e operazione di dicti instumenti non sono niente alieni dal comune uso, mi exforzerò, non derogando a nessuno altro, farmi intender da V. Excellentia, aprendo a quella li secreti miei, et appresso offrendoli ad omni suo piacimento in tempi opportuni, operare cum effecto circa tutte quelle cose che sub brevità in parte saranno qui sotto notate (et anchora in molte più secondo le occurrentie de’ diversi casi etcetera):
Leggi Tutto... | 3039 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


La diffidenza...
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 gennaio @ 14:29:37 CET (783 letture)
Un pensiero al giorno








...Sono ormai così corrotto dalla diffidenza che,
se qualcuno mi confessa che cosa gli piace o non gli piace,
non lo prendo affatto sul serio, o per meglio dire
considero ogni cosa semplicemente come testimonianza
dell’immagine che egli vuole dare di sé...

Milan Kundera

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Pensiero...
Postato da Grazia01 il Lunedì, 16 gennaio @ 15:11:43 CET (659 letture)
Un pensiero al giorno











Spesso è necessario riflettere sul perché siamo allegri
ma sappiamo sempre perché siamo tristi.






Buona settimana

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Sorrideremo dei nostri vizi.
Postato da Grazia01 il Domenica, 15 gennaio @ 21:31:15 CET (902 letture)
Poesie e prosa di Erri De Luca


Sorrideremo dei nostri vizi. Quali? Quelli di darci per scontati, come se dovessimo esserci sempre come il suono delle campane, come se dovessimo morire insieme ed essere nati insieme, sempre: vizio venuto perché un piccolo spago di giorni si sgomitolava e ci faceva ritrovare.
Povera abitudine: raro che uno si accorgesse che l'altro era cambiato dalla sera prima. Raro che ci si accorgesse che il suo umore metteva una pausa diversa tra il giorno già pronto e il buongiorno scambiato, che un sogno aveva sforzato gli zigomi, che un'ombra mai avuta cadeva dalla lampada sulla guancia. Sorrideremo del vizio che ci fa vedere uguali e capiremo i fitti nostri mutamenti e stupiremo che siano stati così numerosi.

Erri De Luca
dal libro "Non ora, non qui"
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SINCERITà
Postato da rosarossa il Sabato, 14 gennaio @ 20:47:07 CET (829 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII





E' SINCERA

Un anima trafitta non può fingere,
non può vendere gioia,
non può ingannare!
L'istinto e la coscienza
fanno trasparire
quel dolore che urla dentro;
e quel che pensa.

Rosarossa
Leggi Tutto... | 2 commenti | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 5


Torre Alfina
Postato da fataorsetta il Sabato, 14 gennaio @ 20:43:23 CET (1204 letture)
Le poesie e altro di Fataorsetta I







La torre,
i suoi merli,
i passi scanditi
Leggi Tutto... | 339 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Bomarzo
Postato da fataorsetta il Sabato, 14 gennaio @ 20:36:32 CET (892 letture)
Le poesie e altro di Fataorsetta I





Nel bosco incantato
di mitici eroi
dove forme
e leggende
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FORSE E' COLPA MIA SE IL CIELO E' BUIO
Postato da rosarossa il Sabato, 14 gennaio @ 20:18:56 CET (894 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII







FORSE E’ COLPA MIA SE IL CIELO E' BUIO


Nell’aria triste languido e lontano
Echeggia un flebile rintocco di campane.
Blocca il mio sguardo che vaga nel vuoto
Un orizzonte grigio, ed incolore
L’entusiasmo si fiacca, ogni energia si flette.
In candide perle di gelo,
lacrime di angeli si uniscono al mio pianto
al mio dolore;
silenziose, tremante, scendono dal cielo
chiuse in fiocchi di neve che gelano il cuore
Incentivano angoscia e malumore.
Andare oltre l’orizzonte a me è proibito,
varcandolo, forse troverei la luce
quella luce ch’è l’essenza dell’amore e
che il destino sempre mi ha negato
Sono sfinita, stanca!
Intorno tanto buio mi circonda, rifletto, penso!
Forse sono io che opaco il cielo.
Sono io che vedo tutto nero
forse è l’anima mia che cerca luce e incolla
i cocci di ricordi amari
sognando di unire la spezzata vita
che non potrò mai più restaurare.
Ho in mano la foto del mio primo amore!
Mi affaccio dal balcone e guardo il mare.
Ogni onda che bacia la riva, rivivo i brevi incontri,
attimi fuggenti di sospirato amore, attenta
a contare I minuti e i secondi
che avidamente rubavo alle ore.
Ogni rintocco di campana rievocava
un ricordo, una parola, un suo sorriso.
La delusione inaspettata inonda il cuore
il sogno mi abbandona .
Ma questo amore vivrà nella mia vita,
finchè i miei occhi vedranno ancor la luce.


Rosarossa
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Le banche e l'arte
Postato da Grazia01 il Sabato, 14 gennaio @ 20:05:59 CET (1039 letture)
Mostre e spettacoli



Il cuore di Milano, sede di spazi straordinari dedicati all'arte e alla cultura, si arricchisce di una nuova realtà in due palazzi storici affacciati su via Manzoni. Qui sono esposte le collezioni dell'800 d'Intesa San paolo e della Fondazione Cariplo. Curatore della rassegna Da Canova a Boccioni è Fernando Mazzocca, mentre Michele De Lucchi ha curato l'allestimento che accoglie opere di Canova, Hayez, Inganni, Gerolamo e Domenico Induno, Mosè Bianchi, Segantini, Previati, Boldini, Zandomeneghi, Boccioni e molti altri grandi nomi. Catalogo Skira.


Milano Gallerie d'Italia di Piazza Scala

mostra permanente

Tel. 800167619 www.gallerieditalia.com
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I pensiero di oggi
Postato da Grazia01 il Venerdì, 13 gennaio @ 11:39:05 CET (582 letture)
Un pensiero al giorno





Un giorno scoprii un piacere nuovo e proprio mentre lo sperimentavo,
un angelo e un diavolo si incontrarono alla mia porta e subito si diedero battaglia;
l'uno asserendo, che il mio piacere di nuovo conio, era un vizio
e l'altro una virtù... e ancora combattono.

Seneca
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HO SEMPRE PENSATO di Bartolomeo Di Monaco
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 gennaio @ 22:44:59 CET (1124 letture)
Poesie d'amore I







HO SEMPRE PENSATO



Ho sempre pensato che fosse amore
quello che sento per te,
anche quel giorno che mi gridasti
di andarmene via
e la mia fantasia
ti tenne stretta a me.
Ti immaginavo per quella foresta,
ricordi?
che abbiamo sognato insieme
molte volte
e là ci dicevamo
le parole impossibili,
così dolci,
così leggere,
che non si trovano qui da noi
e tu mi capivi
ed io ti sentivo parlare
nel silenzio.
Leggi Tutto... | 1892 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Gli occhi del cervello: fra visione e immaginazione
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 gennaio @ 12:02:39 CET (2100 letture)
Riflessioni III


“E’ un pugnale? (...) o sei soltanto un pugnale della mente, una creazione falsa che nasce dal cervello oppresso dalla febbre?” (W. Shakespeare, Macbeth, atto II, scena I).

“I nostri occhi ricevono vaghe immagini delle cose, rovesciate e distorte, e il risultato è che noi vediamo il mondo che ci circonda pieno di oggetti solidi e ben distinti gli uni dagli altri. Riusciamo a creare un mondo di cose dagli stimoli elementari che colpiscono la retina e questo è poco meno che un miracolo” (R. Gregory, Eye and Brain).

Che significa vedere?
La visione è il processo mediante il quale si scopre a partire da immagini che cosa è presente nel mondo e dove si trova esattamente.
Innanzi tutto per vivere, infatti, bisogna inquadrare le cose del mondo, e ciò si può fare in due modi, con calma e tranquillità oppure piuttosto rapidamente, per scappare in fretta. Infatti oltre alla classica via sensitiva che dagli occhi porta alle aree visive cerebrali, ve n’è un’altra più antica, che connette, in modo breve e agile, gli occhi e la parte inferiore del cervello. E’ quella che, senza che ne siamo consapevoli, ci fa scattare lo sguardo in direzione, ad esempio, di un corpo che s’avvicina di lato pericolosamente. Ciò permette alla fovea centrale della retina, l’area di maggiore acuità visiva, di concentrarsi sull’oggetto intravisto, identificarlo e decidere il da fare. E’ una sorta di riflesso di orientamento, un originario sistema d’allarme, che consente di ruotare collo, testa e bulbi oculari verso gli eventi potenzialmente più importanti, ed in ciò non c’è posto per la lenta coscienza, che sopravverrà solo dopo.
Anche la normale visione però una volta arrivata a destinazione nel cervello, si sdoppia in una via del che cosa e un’altra del come, funzioni chevengono svolte da due vie anatomiche distinte. La prima, diciamo così, ‘identifica’ gli oggetti mentre la seconda li ‘colloca’ e li sistema nello spazio.
Leggi Tutto... | 9437 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Un pensiero...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 gennaio @ 10:20:44 CET (897 letture)
Un pensiero al giorno







La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.
leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

Arthur Schopenauer
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Il pensiero del giorno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 11 gennaio @ 12:18:03 CET (1132 letture)
Un pensiero al giorno





La più virile decisione che prendi ogni giorno
è di essere di buon umore

Voltaire

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Strani versi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 11 gennaio @ 12:09:23 CET (737 letture)
Poesie originali e strane I
Curiosità poetiche





Persino i serpenti, che non hanno gambe,
possono tenere il passo,
come nel rondò per coro e strumenti di Sergio Tofano:


Elogio al serpente a sonagli

Il serpente a sonagli è un serpente
su per giù come gli altri serpenti:
se cammina però lo si sente
pei sonagli che fanno frastuon.

Per entrare, se torna a la tana,
campanello non suona o battente,
ma i sonagli gli fan da campana
e la moglie va aprirgli il porton.

Se gli accade talvolta che oda
i suoi nati frignare o strillare
fa schioccar due o tre volte la coda
ed acqueta i piccini a quel suon.

Se in un' ora di dolce abbandono
un motivo fischietta o canticchia
i sonagli quai nacchere picchia
e accompagna cosi la canzon.
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La mia Milano...storia
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 gennaio @ 15:34:30 CET (1106 letture)
Milano mia I
Zona 4 quella in cui vivo…storia



Prima di diventare Mediolanum, la città romana che con i suoi splendori era destinata a diventare Milano, il nostro territorio, una piana tra fiumi, rogge e acque risorgive, era abitato stabilmente da altre genti ancora più antiche. Proprio nella nostra Zona 4, in corso Indipendenza, sono state rinvenute tracce di un villaggio preistorico abitato da una popolazione preitalica a cui sono succeduti gli Etruschi, i Celti, i Liguri e altre popolazioni che si sono fuse a formare la nostra stirpe. In un trinceramento eseguito nel 1964 per la sistemazione idrica dei giardini di corso Indipendenza, sono stati ritrovati resti di manufatti - pietre levigate - riconducibili all'epoca Neolitica. A quando cioè l'uomo, che noi chiamiamo con una certa presunzione primitivo, conosceva il fuoco per cuocere le vivande e rendere più dure le punte delle lance e degli aratri e lavorava con cura e precisione le pietre di selce per foggiarne armi ed utensili. Accanto ai resti dell' insediamento neolitico scorreva uno dei numerosi fiumiciattoli tributari del Lambro che ancora in epoca tardo medievale veniva usato per scopi irrigui, appena fuori zona Monforte .Un primo richiamo storico è relativo all'area dell'attuale Porta Romana dove è stata accertata la presenza di una necropoli precristiana. Ma1a Porta della strada, che poi andrà come ora in direzione di Roma, era allora situata molto più verso il centro urbano, forse addirittura dove è l'attuale piazza Missori. Un altro riferimento storico, che risale forse agli ultimi anni dell'Impero Romano d'Occidente, è quello della Chiesetta di S. Giorgio "al pozzo bianco", di cui è documentata l'esistenza nel VI secolo. Se ne fa riferiento collocandone la presenza alla Noceta l'attuale Nosedo (latino nocetum, bosco di noci). Noceto era una località attraversata dalla via Romena, chiamata poi nel Medio Evo Strada Romea, l'antica arteria diretta a Roma in parte coincidente con l'attuale corso Lodi. Una menzione merita, per altri motivi, anche la località Porto di Mare: qui in epoca romana la roggia Vettabbia metteva in comunicazione la città con il mare attraverso il Lambro e il Po. Proprio nei pressi di dove è naufragato nel 1961 il "progetto del Consorzio del Porto e del canale navigabile Milano, Cremona, Po, Adriatico. Tornando ai riscontri storici della zona in epoca medioevale, è notevole il richiamo all' Arco di Porta Romana - trasformato in torre fortificata - teatro della lotta tra Comunali ed Imperiali nell'anno 1158. I primi, costretti alla resa, ricevono l'onore delle armi dell'Imperatore Barbarossa e possono poi tornare incolumi in Milano. Quando però la città, quattro anni più tardi, viene distrutta, molti milanesi si rifugiano a Nosedo, là proprio dove il Barbarossa farà edificare la sua zecca. Torneremo presto a parlare di quella Porta, con la sua storia millenaria.
Leggi Tutto... | 13529 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Il pensiero del giorno
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 gennaio @ 10:16:48 CET (726 letture)
Un pensiero al giorno







Il tesoro di ognuno di noi è sepolto nel campo della nostra anima.
E se qualcuno trova il proprio tesoro, allora trattiene il respiro,
abbandona tutti i suoi affari per poterlo portare alla luce.
In questo sta la più grande felicità, il bene supremo dell’uomo.
In questo consiste la sua gioia eterna.


P. Aleksandrovic



Buona giornata

Grazia
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Il futuro in pensieri, immagini poesia e musica
Postato da Grazia01 il Domenica, 08 gennaio @ 14:38:40 CET (785 letture)
Poesie tematiche 2012
E' da poco iniziato un nuovo anno e viene spontaneo domandarsi come sarà
rinnovare i nostri sogni, le speranze, fare progetti e scrutare nel









I desideri dei bambini danno ordini al futuro .....Erri De Luca




Ci agitiamo tutti. Sospesi tra le paure in agguato, i crucci per un mondo malato, le speranze per un futuro incerto. Confidando che non vadano deluse, almeno quelle più care. Ci diamo un gran daffare. A cercare opportunità. A farci conoscere. A scrutare nelle stelle, nei bioritmi, nell’oroscopo, la chance irripetibile che ci attende. Convinti come siamo che non la si debba mancare. Forse, è come la Cometa di Halley: la s’incontra una sola volta nella vita. A volte, soprattutto nelle città, pare di vivere in un formicaio impazzito. Migliaia di persone corrono appresso ai loro impegni, agli appuntamenti. Agli incontri, alle occasioni. Al divertimento e alle incombenze. Senza potersi fermare. Nascoste dietro pareti e finestre, migliaia di altre persone si struggono, sentendosi tagliate fuori. Private ingiustamente – Sorte matrigna – della loro fetta di torta. Cercano conforto in qualche telefonata. Nella radio o nel web. Nel Gratta-e-vinci che potrebbe cambiare la loro vita, o nella risposta alla centesima mail, mandata per proporsi a un’altra Primaria Azienda. Poche, pochissime di queste formichine sono davvero libere di essere se stesse. Il più delle volte, lo sono quelle che han scelto di essere, anziché di avere. Rinunciando a tutti i gadget tecnologici, che ormai sembrano indispensabili appendici. Pròtesi per riuscire ad afferrare la modernità. Ganci per sollevarsi finalmente da terra, e respirare aria buona. Le persone più leggere e più libere, forse, non sono così interessate alla modernità. Piuttosto, sono appassionate. Di sogni e di progetti. Di curiosità. Dei propri figli che crescono, dei fiori che curano in giardino. Della vita, degli odori, dei sorrisi.



Finché si ha una finestra, la vita è affascinante.





Il mio futuro
di EDITH SODERGRAN

Il capriccio di un attimo
mi ha rubato il futuro,
messo insieme a casaccio.
Voglio rifabbricarmelo piu' bello,
come l'ho sempre pensato.
Ricostruirlo su terreno solido
(le mie intenzioni).
Risollevarlo su colonne altissime
(i miei ideali).
Riaprirvi il passaggio segreto
dell'anima mia.
Rialzargli la torre scoscesa
della mia solitudine.





PAURA DEI MIEI RICORDI
di Francesco Gheza


In alcuni anni appena trascorsi
ho avuto paura dei miei stessi ricordi;
ora senza timore li osservo sereno,
perché non m'opprime l'ansia interiore.

Anche solo il ricordo in attento pensiero,
pur solo l'immagine verso fulgide mete
turbavano forte la mia vita corrente:
angustia m'offriva la meta stroncata.

Rifugio mi era nel rimorso assopito
affrettarmi alla sera nel sonno precoce,
sperando clemenza nel giorno futuro,
rigettando pensieri ancora struggenti.

Ora senza l'assillo li riporto a me stesso
perché scaduta è la pena ad essi legata.





La Verita' entro di noi
di GIORDANO BRUNO

Lascia l'ombre ed abbraccia il vero.
Non cangiare il presente col futuro.
Tu sei il veltro che nel rio trabocca,
mentre l'ombra desia di quel c'ha in bocca.
Aviso non fu mai di saggio o scaltro
perdere un bene per acquistarne un altro.
A che cerchi si lungi diviso
se in te stesso trovi il paradiso?
Anzi, chi perde l'un mentre e' nel mondo,
non speri dopo morto l'altro bene.
Perche' si sdegna il ciel dare il secondo
a chi il primiero non caro non tenne;
cosi', credendo alzarti, vai a fondo;
ed ai piacer togliendoti, a le pene
ti condanni; e con inganno eterno,
bramando il ciel, stai ne l'inferno.


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Il paesaggio nel Settecento
Postato da Grazia01 il Sabato, 07 gennaio @ 15:50:05 CET (962 letture)
ARTE II


Il paesaggio nel Settecento



Johann Tischbein, Ritratto di Goethe nella campagna romana, Stàdelsches Kunstinstitut, Francoforte sul Meno.

Il gusto per i viaggi in Italia, che si diffonde nel Settecento, fa aumentare la richiesta di "quadri ricordo".

La raffinata tecnica usata da Claude Lorrain per le proprie vedute prevedeva l'uso dello specchio affumicato. Far riflettere le immagini su una superficie scura serviva, infatti, a evidenziare i toni cromatici e a favorire, così, la ricerca dei colori più adatti per rendere la profondità delle vedute. Questo semplice espediente fu però la spia di una tendenza, quella di dotarsi di un'attrezzatura specifica, che si consoliderà fra i vedutisti del XVIII secolo. Con il Settecento, infatti, il genere pittorico del paesaggio cominciò a essere conosciuto e accreditato fra gli appassionati e i collezionisti che, spesso e volentieri, ne facevano l'uso che oggi noi faremmo delle foto o delle cartoline ricordo. Questa richiesta era avanzata soprattutto dai turisti stranieri che venivano periodicamente in Italia o da coloro che, avendo conosciuto il nostro Paese, volevano tenerne vivo il ricordo acquistandone qualche veduta all'estero (ed è quest'ultimo il motivo del fiorente mercato inglese di Canaletto). Il flusso dei pellegrini devoti che venivano annualmente nella Penisola per motivi devozionali e, massimamente, ogni cinquant'anni, per l'Anno Santo a partire dal 1300, era prima stato affiancato da quello degli amanti dell'arte e della pittura (oltre che da artisti più o meno di talento) i quali volevano vedere e studiare le meraviglie classiche e rinascimentali del nostro Paese e poi, da un flusso turistico vero e proprio, motivato dal nobile intento di aprire la mente e conoscere il mondo. Era nato un circuito di viaggio che andava sotto il nome di Grand Tour e che contemplava la visita dell'Europa centro-settentrionale prima e, poi, del territorio italiano, dalla Val Susa fino a Taormina e ritorno.



Giandomenico Tiepolo, Riposo dei contadini, particolare, Villa Valmarana,Vicenza.
Con stile rapido, basato sui toni e sul colore, anziché sul disegno, Tiepolo contribuisce a rinnovare la pittura di paesaggio.


Sotto il segno del Grand Tour

Un percorso che ha avuto frequentatori d'eccezione come Johann Wolfgang Goethe che, dal 1786 al 1788, si dedicò a questa avventura da cui trasse il celebre Viaggio in Italia. È dunque questa l'evoluzione settecentesca del tema del paesaggio che, altrimenti, languisce nella resa stereotipa di boschi frondosi all'interno dei quali Watteau colloca pastorelle e pastorelli che si rincorrono elegantemente vestiti, anche se non si può fare a meno di ricordare una figura come Giandomenico Tiepolo. Figlio d'arte, in quanto figlio e collaboratore del grande Giambattista, Giandomenico è titolare di una pittura caratterizzata da una fresca pennellata, che rinnova i paesaggi e le scene di genere, come nel caso di quelli dipinti nel 1757 sulle pareti di Villa Valmarana a Vicenza. Basti osservare il Riposo dei contadini, con gli alberi dalla corteccia scorticata e i filari sullo sfondo che sono presi dai campi della Pianura Padana, per comprendere che la forza di Giandomenico è il confronto con la natura, studiata e magistralmente riproposta nelle sue opere (quel che si usa definire pittoresco). Del resto, anche i disegni, come, per esempio, quello del Detroit Institute of Art con i due levrieri e uno spaniel che abbaia, mostrano un paesaggio per nulla stereotipato.
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Vagabondo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 gennaio @ 22:55:16 CET (944 letture)
Poesie di Bukowski







Vagabondo

girando di città in città
avevo sempre due paia
di scarpe,
le scarpe per-cercare-lavoro
e le scarpe da lavoro.
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La vita
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 gennaio @ 12:42:06 CET (900 letture)
Poesie preferite
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Il mio benvenuto a spring
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 gennaio @ 11:40:08 CET (686 letture)
Messaggi II


Un cordiale benvenuto a spring, ora Casatea è anche casa tua.
In attesa di vedere quanto ci vorrai proporre, ti porgiamo i nostri migliori saluti.

Grazia
a nome dello staff
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Le parole tra noi leggere
Postato da Grazia01 il Giovedì, 05 gennaio @ 10:12:58 CET (881 letture)
Recensioni III
Nel 1969, dopo quattro anni di intenso e teso lavoro, Lalla Romano dà alle stampe il suo romanzo di maggior successo, fatto — come scrisse Montale presentandolo dalle colonne del «Corriere della Sera» — per il lettore «capace di amare una poesia incapace di esibirsi come tale».

È proprio un verso, tratto da una poesia d'amore di Montale —

(«… le parole tra noi
leggère cadono
Ti guardo
in un molle riverbero»)

a dare il titolo a quest'opera, nata per l'appunto da un rapporto d'amore.



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Era inverno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 05 gennaio @ 10:04:21 CET (843 letture)
Le poesie e altro di Grazia V







Era inverno

Come ora era inverno
tornavamo in città
il traffico la gente
il freddo pungente della sera
e noi muti
cuori e facce di pietra
non uno sguardo
l’orgoglio nostro baluardo.
Nel buio della stanza
il fiato mozzato
un dolore dilagante
da strappare la pelle
tu perso lontano
il mio mondo privo di stelle,
solo brividi, stordimento
incredulità.
Fuori, lontano nella notte
suonavano le campane.




Grazia
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Poesie di Tito Balestra
Postato da Grazia01 il Martedì, 03 gennaio @ 11:25:09 CET (6902 letture)
Ricerche d'autore
Tito Balestra

dalla raccolta di poesie
SE HAI UNA MONTAGNA DI NEVE TIENILA ALL’OMBRA




UNA TESTA UN PO' VUOTA

Una testa un po' vuota
è da considerare,
pesa di meno, è comoda
facile da portare
e naviga tranquilla
anche in un dito d'acqua.

Perciò non la stancare
curala come devi
se si riempie vuotala
scaccia nubi e pensieri.




L'INVIDIA HA MANI ROZZE E INELEGANTI

L'invidia ha mani rozze e ineleganti
come le tue, che stringono a morte
accenni di sorriso. Sei davvero
solo e infelice, l'aria che respiri
è il tuo veleno.



COME UNA TARTARUGA SEI CONTENTO

Come una tartaruga sei contento
del tuo moto lentissimo, del guscio
che ti protegge. E lì resti a muffire
trasognato tra i tuoi poveri versi
e i tuoi malanni.
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Speciale
Postato da moirac il Lunedì, 02 gennaio @ 20:52:32 CET (1034 letture)
Le poesie di Moirac
DOMANDA:
PERCHE' DI UNA PERSONA SI DICE CHE DENTRO AL SUO CUORE PORTA UN DONO SPECIALE??????





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Le bestie e er crumiro
Postato da Grazia01 il Lunedì, 02 gennaio @ 10:59:47 CET (1012 letture)
Poesie di Trilussa







Le bestie e er crumiro


Una vorta un cavallo strucchione
ch’ogni tanto cascava pe’ strada,
scioperò pe’ costringe’ er Padrone
a passaje più fieno e più biada:
ma er Padrone s’accorse der tiro
e pensò de pijasse un crumiro.

Chiamò er Mulo, ma er Mulo rispose:
- Me disciace ma propio nun posso:
se Dio guardi je faccio ’ste cose
li cavalli me sarteno addosso... -
Er Padrone, pe’ mette riparo,
fu costretto a ricorre’ ar Somaro.
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Senza pietà
Postato da Grazia01 il Domenica, 01 gennaio @ 14:36:48 CET (844 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI



Senza pietà

Un boato uno schianto
l’oscurità della notte
s’alza debole un pianto
tra le lamiere rotte
senza forza di grido
a fiotti scivola la vita
l’anima è ora un fluido
per una guida impazzita.

Già lontani i fanali di coda
scappa il vigliacco assassino
di fermar non s’incomoda
il codardo killer del destino.
Vino droghe, musica forte
quante beltà ha troncato!

Inconsci di questa sorte
hanno cantato e ballato
progettato il nuovo anno
degli amori e dei giorni
che vivendo comporranno
tra le estati e gli inverni,
e in un istante …quel maledetto istante
tutto è finito, tutto è irrilevante.

Grazia
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Augurio di Capodanno
Postato da Grazia01 il Domenica, 01 gennaio @ 12:48:11 CET (725 letture)
Poesie d'autore II





AUGURIO DI CAPODANNO

Io credo all'uccellino batticoda:
che ci porti il buon anno.
Scorre liscio su l'umido tappeto
di bruni muschi, alla soglia del mare,
sosta un tratto a beccare, e poi di nuovo
scivola via come una spola, vola,
sparisce in cielo. Neppur ci ha guardati.
Ma è bello, affusolato, grigio e bianco,
porta, certo, il buon anno.

DIEGO VALERI
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Ciao


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