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Il paesaggio nell'Ottocento
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 gennaio @ 14:11:47 CET (1084 letture)
ARTE II


Il paesaggio nell'Ottocento

La straripante personalità di William Turner, vissuto a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo, non può essere inserita in alcuno dei movimenti che animarono lo scenario artistico fra i due periodi storici, anche perché la sua pittura ebbe delle formidabili anticipazioni che lo portarono ai confini dell'informale, un movimento della seconda metà del Novecento che sembra preannunciato da molte delle opere del pittore inglese.



William Turner; Veduta di Orvieto, Tate Gallery, Londra.

Il paesaggio è per l'artista inglese uno dei soggetti prediletti:
attraverso un uso sapiente del colore e della pennellata
riesce a creare vedute di rara suggestione.


Tuttavia, quel che qui interessa sottolineare è che Turner rifondò l'idea stessa di paesaggio, con una capacità di resa spaziale che a volte toglie il fiato, come nel caso del Mattino fra le alture di Coniston nel Cumberland. La veduta a strapiombo su una gola montana, attraversata da un torrente, è caratterizzata da una luminosità contrastata e contiene in nuce (giacché l'opera è del 1798) tutti gli elementi di quello che sarà il Turner maturo, ossia quello degli anni Trenta e Quaranta del XIX secolo. Già in opere come il Lago di Nemi, Paesaggio italiano (probabilmente Civita di Bagnoregio), questa tendenza allo scolorire delle forme in mere campiture di colore si fa ben presente e costituisce la novità di Turner che realizza queste vedute come se fossero evocazioni dall'anima. La capacità di fare del paesaggio la metafora di qualcos'altro, ossia di un sentimento, però, la ritroviamo anche in un altro grande artista dell'inizio dell'Ottocento: Caspar David Friedrich.



Caspar David Friedrich, Il naufragio della "Speranza", Kunsthalle, Amburgo.

La grande piramide di ghiaccio crea nello spettatore
l'illusione di trovarsi all'interno della scena,
protagonista inconsapevole di eventi più grandi di lui.

L'artista tedesco trasfigura tutto quel che tocca donandogli una dimensione trascendente. Così, la luce di un'alba (La luce del mattino, 1808, Volkwang Museum, Essen) evoca la nascita della vita e il dischiudersi del primo giorno della Creazione, mentre quella di un tramonto (Due uomini in riva al mare al tramonto, 1807, Nationalgalerie, Berlino) rimanda alla conclusione dell'esistenza. Tutto in Friedrich è grandioso perché ogni sasso, ogni elemento del paesaggio rimanda a un cosmo animato da una divinità immanente, senza alcuna forzatura rispetto alla naturalezza dell'immagine.



Caspar David Friedrich, Viagiatore sul mare di nebbia, Kunsthalle, Amburgo

Nei suoi paesaggi la natura, vera protagonista incontrastata,
è immortalata in tutti i suoi aspetti:
cosmo animato da una divinità immanente.
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Albero spoglio
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 gennaio @ 10:03:43 CET (879 letture)
Un pensiero al giorno


- Vedo solo un fottutissimo albero spoglio e ne ho paura...
- Perché?
- Perché lo vedo ogni mattina, nel mio specchio.
- Non mirare sempre in alto. Guarda bene. Non li vedi?
- Cosa?
... - Giù, quei fili di speranza attorno all'albero...
- No, non li vedo.
- Chiudi gli occhi.
- Dio, è vero... sono lì... Così li vedo...
- E non ricordi come galoppava il tuo cuore quando si nutriva di uno di essi? Tu eri un cavallo alato capace di raggiungere nuvole dalla forme più strane e di far scendere da esse fiocchi di pura luce, tu eri capace di far passare l'arcobaleno nella cruna dell'ago del cuore di chi ti amava con una semplice parola o sguardo.
- Io ero tutto questo?
- Si, l'hai solo dimenticato.
- E quella piuma, cos'è quella piuma cui l'ombra va incontro?
- Non è un'ombra ma una parte del tuo cuore, la persona che hai amato di più. Sta andando a liberarsi dei pesi e di tutto il dolore che ha dovuto sostenere. Poserà lo zaino a terra, lo svuoterà dalle pietre e lascerà che la piuma
ci voli dentro. Soltanto allora ripartirà.
- Posso rivederla? stringerla?
- Il cielo ha solo striature d'azzurro. Quando sarà interamente di quel colore, tu la rivedrai.
- E tu chi sei?
- Soltanto quel filo di speranza che non avevi visto.


Carlo Bramanti
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La corriera
Postato da Grazia01 il Martedì, 24 gennaio @ 21:40:37 CET (1107 letture)
Poesie di Luzi







La corriera


La corriera procede a strappi, muglia.
Chi nativo di qui ravvisa il giogo
cima per cima segue in lontanza
tutta l'azzurra cavalcata; il vento
profila i primi monti
bruciati dall'altezza,
fa livido il colore
più cenere che fiamma
che ha il querceto d'inverno
su queste terre d'altipiano,
sferza, ostacola i muli sulla tesa,
stride sui cumuli di brace. Gli altri,
chi recita il breviario a voce bassa,
chi sonnecchia, chi parla dei suoi traffici
di buoi, di lana, di granaglie e volge,
se volge, un occhio disattento al vetro.

Sediamo qui, persone nel viaggio,
smaniosi alcuni dell'arrivo, alcuni
volti tutti all'indietro, chi sospeso.
Il pecoraio mette in fila il branco,
lo stringe alle pareti del rialto,
libera il passo, la corriera avanza
e sballotta le teste e le cervici.

Chiudo e apro gli occhi sopra questo lembo
di patria, stretto contro lo schienale
ascolto questa gente, questo vento,
vivo per mediazione dei miei simili
più di quanto lo sia in carne ed ossa.


Mario Luzi
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Benvenuta GIUSI!
Postato da Grazia01 il Martedì, 24 gennaio @ 21:20:12 CET (869 letture)
Messaggi II


Un cordiale benvenuto a GIUSI, ora Casatea è anche casa tua.

In attesa di vedere quanto vorrai proporre, ti porgo i miei migliori saluti.


Grazia

a nome dello staff
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Il pensiero di oggi
Postato da Grazia01 il Martedì, 24 gennaio @ 08:54:36 CET (863 letture)
Un pensiero al giorno









L'uomo è vittima di un ambiente
che non tiene più conto della sua anima.

C. Bukowski
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Amami
Postato da Letty il Lunedì, 23 gennaio @ 10:36:49 CET (1057 letture)
Le poesie di Letty - II

Non darmi ghingheri e piattini... non li voglio
non mi vedrai con tacchi e gioielli,
non frequento discoteche e non esigo ristoranti...
io voglio scegliere il colore delle tue lenzuola
voglio darti baci mozzafiato
voglio fare l'amore con le tue idee mentre mi parli di cosa mi cucini a cena
voglio il camino acceso
e il materasso per terra
lo scricchiolio delle assi del tuo pavimento mentre ci cammino scalza...
ho bisogno di aprire gli occhi e trovarti accanto a me
di abbracciarti e mettere il naso tra la scapola e il collo per respirare il profumo della tua pelle
Ho bisogno di pensarti addosso
mentre facciamo l'amore
e di sentirti tremare e vibrare dentro di me
amandoti fino alla fine dei miei respiri...


Letty
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Tutto nelle nostre anime
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 gennaio @ 21:51:35 CET (1623 letture)
Poesie sulla vita III






Tutto nelle nostre anime


Tutto nelle nostre anime
è governato da una mano misteriosa.
Incomprensibili, mute,
nulla sappiamo delle anime nostre.
Le più profonde parole
del sapiente c'insegnano
quello che ci insegna il sibilo del vento quando soffia,
o il suono dell'acqua quando scroscia.


Machado
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Poesie di Patrizia Cavalli
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 gennaio @ 13:57:13 CET (1373 letture)
Poesia al femminile II
Poesie di Patrizia Cavalli




Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci diseguali
e mi dicessi "Amore mio,
ma che è successo?", sarebbe un pezzo
di teatro di successo.





Dopo anni tormenti e pentimenti
quello che scopro e quello che mi resta
è una banalità fresca e indigesta




Ora che sei partita
che sei sicuramente andata
lo devo riconoscere
non sono mutilata.
Farò una passeggiata
fino a via delle Grotte.


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Mattino alla finestra - Thomas Stearns Eliot
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 gennaio @ 12:55:36 CET (1031 letture)
Poesia inglese contemporanea






Mattino alla finestra

Sbattono piatti da colazione nelle cucine del seminterrato,
E lungo i marciapiedi che risuonano di passi
Scorgo anime umide di donne di servizio
Sbucare sconsolate dai cancelli che danno sulla strada.

Ondate brune di nebbia levano contro di me
Volti contorti dal fondo della strada,
Strappano a una passante con la gonna inzaccherata
Un vacuo sorriso che s’alza leggero nell’aria
E lungo il filo dei tetti svanisce.



Thomas Stearns Eliot
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Pensiero ...la poesia è...
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 gennaio @ 12:49:42 CET (732 letture)
Un pensiero al giorno



La poesia è un lungo viaggio
e come davvero accade nei viaggi,
si frantuma, si ricompone
e alla fine, con fatica
parla.
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Poesia haiku
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 gennaio @ 12:44:18 CET (988 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI

Gelo d’inverno
ciocchi arroventati
Antica luce



Prova a guardare il video a tutto schermo, sentirai il calore Sorriso

Buona fine settimana



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Ogni cuore ha le sue prigioni
Postato da Grazia01 il Venerdì, 20 gennaio @ 09:09:01 CET (1126 letture)
Un pensiero al giorno






A volte i problemi ci assalgono, prendono di mira le nostre debolezze, modificando il nostro carattere….Ci ritroviamo nel panico, ci abbandoniamo a noi stessi. Iniziamo a trascurarci e ad evitare qualsiasi contatto col il mondo che ci circonda. E come se ci costruissimo un mondo tutto nostro, dove le sole presenze sono rappresentate da noi ed il nostro problema. E’ bello pensare pero’ che non siamo gli unici ad avere problemi, al contrario non potremmo andare avanti. I problemi si presentano sotto diverse forme,quasi sempre non sono altro che il contrario della verità; li incontriamo quando abbiamo timore di qualcosa che ci possa spaventare o addirittura deludere o, peggio ancora che ci possa procurare dolore.
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I due gentiluomini
Postato da Grazia01 il Giovedì, 19 gennaio @ 19:20:48 CET (1212 letture)
Racconti IV

Due signori che non si conoscevano si incontrarono lungo la via. Casualmente uno sfiorò l'altro con la manica. L'altro allora disse sottovoce, ma in modo che si sentisse: - Asino -. - Idiota, - rispose il primo. Allora l'altro disse: - Siete un beota, un demente, un porco: proprio un porco, un porco schifoso, un cialtrone, un ebete, una ignobile carogna, un cafone, un pidocchio! -. - E Voi, - rispose il primo, -
Voi credete ancora di essere una persona cococolta! Fatevelo dire, siete un idiota, un idiota, Ve lo dico, un bifolco, un vero bifolco, un porco, Voi siete un porco, un cane, Voi siete un cane, un orango, siete un orango. [ ... ] All'improvviso l'altro disse: - Vigliacco! - E il primo disse: - Vogliate perdonarmi, mi sono del tutto dimenticato di pesentarVi la mia fidanzata -. All'improvviso l'altro disse: - E io non
mi sono ancora presentato. Permettetemi, mi chiamo Meier -. Al che il primo disse: - Meier anch'io, presidente della Società incremento razze canine -. All'improvviso l'altro Meier disse: - Non volete farVi socio del nostro club per il miglioramento della cultura? Siete la persona che fa per noi, siete un uomo di nobili intenti -. Al che il primo Meier ri- spose: - Mi considero onorato di avere conosciuto una persona come Voi. lo e il mio cane siamo felici di diventare soci del suo club -. I due signori, allora, si recarono, con fidanzata e cane, nei locali del club per il miglioramento della cultura.

Brano del poeta dadaista tedesco Kut Schwitters
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Che noia la poesia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 19 gennaio @ 17:48:40 CET (912 letture)
Recensioni III

Chi pensa che la poesia sia noiosa, inutile ed estranea alla nostra vita commette un errore. Perché in realtà il nostro cervello è letteralmente invaso da versi più o meno facili: dalle ninnenanne alle filastrocche, dalla pubblicità alle canzoni. Per quale motivo allora tanta gente proprio non sopporta la poesia? A questa domanda che cercano di rispondere Enzensberger e Berardinelli in un libro, dicendoci che cosa significa scrivere e leggere versi, spiegandoci secondo quali regole i poeti riescono a giocare meravigliosamente con le parole e fornendoci anche qualche indicazione sul «fai-da-te». Fra lettura e studio, ci viene suggerito, non dovrebbe esserci grande differenza: da Dante, il più difficile dei poeti, a Sandro Penna, in apparenza facile, leggere bene e con passione è già studiare.
La porta della poesia è sempre aperta: basta entrare.
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Un altro pensiero...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 18 gennaio @ 19:57:29 CET (929 letture)
Un pensiero al giorno






L'unico modo di scoprire i limiti del possibile
è avventurarsi un poco oltre, nell'impossibile.

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UNA LETTERA DI ASSUNZIONE SCRITTA DA LEONARDO
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 18 gennaio @ 19:52:41 CET (983 letture)
Lettere
Nel 1482 Leonardo lascia Firenze e si trasferisce a Milano, alla corte di Ludovico Sforza detto il Moro: ha trent’anni, è un artista affermato, ed è alla ricerca di forti stimoli professionali (come la realizzazione di un colossale monumento equestre in bronzo per il padre di Ludovico, Francesco). Ci resterà fino al 1499. Prima di trasferirsi, l’artista aveva inviato al duca una lettera che è stata definita una vera e propria domanda d’assunzione. Una specie di curriculum, in cui si elencano tutte le sue abilità ordinate in dieci punti… nove dei quali sono usati per illustrare quanto sia bravo nell’ideare letali armi e macchine da guerra e solo uno, il decimo, presenta sinteticamente le sue qualità di artista. Un po’ strano per un uomo che è stato considerato un pacifista. Infatti nei suoi scritti ha definito più volte la guerra una “pazzia bestialissima”; e vicino al suo progetto di sottomarino, ideato per affondare le navi nemiche, ha scritto “e questo non lo pubblico o divulgo per le male nature delli omini”. C’è quindi chi pensa che nella lettera Leonardo abbia insistito sulle armi solo per far colpo sul duca, che in quegli anni turbolenti poteva considerare utile avere al suo servizio un esperto di macchine da guerra e strategia militare. In ogni caso ecco la lettera, trovata tra gli scritti del Codice Atlantico, conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano. Accanto al testo leonardesco c’è un libero adattamento in italiano corrente.



Avendo, signor mio Illustrissimo, visto et considerato ormai ad sufficienzia le prove di tutti quelli che si reputano maestri et compositori de instrumenti bellici, et che le invenzione e operazione di dicti instumenti non sono niente alieni dal comune uso, mi exforzerò, non derogando a nessuno altro, farmi intender da V. Excellentia, aprendo a quella li secreti miei, et appresso offrendoli ad omni suo piacimento in tempi opportuni, operare cum effecto circa tutte quelle cose che sub brevità in parte saranno qui sotto notate (et anchora in molte più secondo le occurrentie de’ diversi casi etcetera):
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La diffidenza...
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 gennaio @ 13:29:37 CET (879 letture)
Un pensiero al giorno








...Sono ormai così corrotto dalla diffidenza che,
se qualcuno mi confessa che cosa gli piace o non gli piace,
non lo prendo affatto sul serio, o per meglio dire
considero ogni cosa semplicemente come testimonianza
dell’immagine che egli vuole dare di sé...

Milan Kundera

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Pensiero...
Postato da Grazia01 il Lunedì, 16 gennaio @ 14:11:43 CET (716 letture)
Un pensiero al giorno











Spesso è necessario riflettere sul perché siamo allegri
ma sappiamo sempre perché siamo tristi.






Buona settimana

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Sorrideremo dei nostri vizi.
Postato da Grazia01 il Domenica, 15 gennaio @ 20:31:15 CET (1003 letture)
Poesie e prosa di Erri De Luca


Sorrideremo dei nostri vizi. Quali? Quelli di darci per scontati, come se dovessimo esserci sempre come il suono delle campane, come se dovessimo morire insieme ed essere nati insieme, sempre: vizio venuto perché un piccolo spago di giorni si sgomitolava e ci faceva ritrovare.
Povera abitudine: raro che uno si accorgesse che l'altro era cambiato dalla sera prima. Raro che ci si accorgesse che il suo umore metteva una pausa diversa tra il giorno già pronto e il buongiorno scambiato, che un sogno aveva sforzato gli zigomi, che un'ombra mai avuta cadeva dalla lampada sulla guancia. Sorrideremo del vizio che ci fa vedere uguali e capiremo i fitti nostri mutamenti e stupiremo che siano stati così numerosi.

Erri De Luca
dal libro "Non ora, non qui"
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SINCERITà
Postato da rosarossa il Sabato, 14 gennaio @ 19:47:07 CET (951 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII





E' SINCERA

Un anima trafitta non può fingere,
non può vendere gioia,
non può ingannare!
L'istinto e la coscienza
fanno trasparire
quel dolore che urla dentro;
e quel che pensa.

Rosarossa
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Torre Alfina
Postato da fataorsetta il Sabato, 14 gennaio @ 19:43:23 CET (1336 letture)
Le poesie e altro di Fataorsetta I







La torre,
i suoi merli,
i passi scanditi
Leggi Tutto... | 339 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Bomarzo
Postato da fataorsetta il Sabato, 14 gennaio @ 19:36:32 CET (1022 letture)
Le poesie e altro di Fataorsetta I





Nel bosco incantato
di mitici eroi
dove forme
e leggende
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FORSE E' COLPA MIA SE IL CIELO E' BUIO
Postato da rosarossa il Sabato, 14 gennaio @ 19:18:56 CET (1002 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII







FORSE E’ COLPA MIA SE IL CIELO E' BUIO


Nell’aria triste languido e lontano
Echeggia un flebile rintocco di campane.
Blocca il mio sguardo che vaga nel vuoto
Un orizzonte grigio, ed incolore
L’entusiasmo si fiacca, ogni energia si flette.
In candide perle di gelo,
lacrime di angeli si uniscono al mio pianto
al mio dolore;
silenziose, tremante, scendono dal cielo
chiuse in fiocchi di neve che gelano il cuore
Incentivano angoscia e malumore.
Andare oltre l’orizzonte a me è proibito,
varcandolo, forse troverei la luce
quella luce ch’è l’essenza dell’amore e
che il destino sempre mi ha negato
Sono sfinita, stanca!
Intorno tanto buio mi circonda, rifletto, penso!
Forse sono io che opaco il cielo.
Sono io che vedo tutto nero
forse è l’anima mia che cerca luce e incolla
i cocci di ricordi amari
sognando di unire la spezzata vita
che non potrò mai più restaurare.
Ho in mano la foto del mio primo amore!
Mi affaccio dal balcone e guardo il mare.
Ogni onda che bacia la riva, rivivo i brevi incontri,
attimi fuggenti di sospirato amore, attenta
a contare I minuti e i secondi
che avidamente rubavo alle ore.
Ogni rintocco di campana rievocava
un ricordo, una parola, un suo sorriso.
La delusione inaspettata inonda il cuore
il sogno mi abbandona .
Ma questo amore vivrà nella mia vita,
finchè i miei occhi vedranno ancor la luce.


Rosarossa
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Le banche e l'arte
Postato da Grazia01 il Sabato, 14 gennaio @ 19:05:59 CET (1141 letture)
Mostre e spettacoli



Il cuore di Milano, sede di spazi straordinari dedicati all'arte e alla cultura, si arricchisce di una nuova realtà in due palazzi storici affacciati su via Manzoni. Qui sono esposte le collezioni dell'800 d'Intesa San paolo e della Fondazione Cariplo. Curatore della rassegna Da Canova a Boccioni è Fernando Mazzocca, mentre Michele De Lucchi ha curato l'allestimento che accoglie opere di Canova, Hayez, Inganni, Gerolamo e Domenico Induno, Mosè Bianchi, Segantini, Previati, Boldini, Zandomeneghi, Boccioni e molti altri grandi nomi. Catalogo Skira.


Milano Gallerie d'Italia di Piazza Scala

mostra permanente

Tel. 800167619 www.gallerieditalia.com
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I pensiero di oggi
Postato da Grazia01 il Venerdì, 13 gennaio @ 10:39:05 CET (642 letture)
Un pensiero al giorno





Un giorno scoprii un piacere nuovo e proprio mentre lo sperimentavo,
un angelo e un diavolo si incontrarono alla mia porta e subito si diedero battaglia;
l'uno asserendo, che il mio piacere di nuovo conio, era un vizio
e l'altro una virtù... e ancora combattono.

Seneca
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HO SEMPRE PENSATO di Bartolomeo Di Monaco
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 gennaio @ 21:44:59 CET (3407 letture)
Poesie d'amore I







HO SEMPRE PENSATO



Ho sempre pensato che fosse amore
quello che sento per te,
anche quel giorno che mi gridasti
di andarmene via
e la mia fantasia
ti tenne stretta a me.
Ti immaginavo per quella foresta,
ricordi?
che abbiamo sognato insieme
molte volte
e là ci dicevamo
le parole impossibili,
così dolci,
così leggere,
che non si trovano qui da noi
e tu mi capivi
ed io ti sentivo parlare
nel silenzio.
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Gli occhi del cervello: fra visione e immaginazione
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 gennaio @ 11:02:39 CET (2177 letture)
Riflessioni III


“E’ un pugnale? (...) o sei soltanto un pugnale della mente, una creazione falsa che nasce dal cervello oppresso dalla febbre?” (W. Shakespeare, Macbeth, atto II, scena I).

“I nostri occhi ricevono vaghe immagini delle cose, rovesciate e distorte, e il risultato è che noi vediamo il mondo che ci circonda pieno di oggetti solidi e ben distinti gli uni dagli altri. Riusciamo a creare un mondo di cose dagli stimoli elementari che colpiscono la retina e questo è poco meno che un miracolo” (R. Gregory, Eye and Brain).

Che significa vedere?
La visione è il processo mediante il quale si scopre a partire da immagini che cosa è presente nel mondo e dove si trova esattamente.
Innanzi tutto per vivere, infatti, bisogna inquadrare le cose del mondo, e ciò si può fare in due modi, con calma e tranquillità oppure piuttosto rapidamente, per scappare in fretta. Infatti oltre alla classica via sensitiva che dagli occhi porta alle aree visive cerebrali, ve n’è un’altra più antica, che connette, in modo breve e agile, gli occhi e la parte inferiore del cervello. E’ quella che, senza che ne siamo consapevoli, ci fa scattare lo sguardo in direzione, ad esempio, di un corpo che s’avvicina di lato pericolosamente. Ciò permette alla fovea centrale della retina, l’area di maggiore acuità visiva, di concentrarsi sull’oggetto intravisto, identificarlo e decidere il da fare. E’ una sorta di riflesso di orientamento, un originario sistema d’allarme, che consente di ruotare collo, testa e bulbi oculari verso gli eventi potenzialmente più importanti, ed in ciò non c’è posto per la lenta coscienza, che sopravverrà solo dopo.
Anche la normale visione però una volta arrivata a destinazione nel cervello, si sdoppia in una via del che cosa e un’altra del come, funzioni chevengono svolte da due vie anatomiche distinte. La prima, diciamo così, ‘identifica’ gli oggetti mentre la seconda li ‘colloca’ e li sistema nello spazio.
Leggi Tutto... | 9437 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Un pensiero...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 gennaio @ 09:20:44 CET (999 letture)
Un pensiero al giorno







La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.
leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

Arthur Schopenauer
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Il pensiero del giorno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 11 gennaio @ 11:18:03 CET (1221 letture)
Un pensiero al giorno





La più virile decisione che prendi ogni giorno
è di essere di buon umore

Voltaire

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Strani versi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 11 gennaio @ 11:09:23 CET (839 letture)
Poesie originali e strane I
Curiosità poetiche





Persino i serpenti, che non hanno gambe,
possono tenere il passo,
come nel rondò per coro e strumenti di Sergio Tofano:


Elogio al serpente a sonagli

Il serpente a sonagli è un serpente
su per giù come gli altri serpenti:
se cammina però lo si sente
pei sonagli che fanno frastuon.

Per entrare, se torna a la tana,
campanello non suona o battente,
ma i sonagli gli fan da campana
e la moglie va aprirgli il porton.

Se gli accade talvolta che oda
i suoi nati frignare o strillare
fa schioccar due o tre volte la coda
ed acqueta i piccini a quel suon.

Se in un' ora di dolce abbandono
un motivo fischietta o canticchia
i sonagli quai nacchere picchia
e accompagna cosi la canzon.
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Ciao


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