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Gli occhi del cervello: fra visione e immaginazione
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 gennaio @ 12:02:39 CET (2199 letture)
Riflessioni III


“E’ un pugnale? (...) o sei soltanto un pugnale della mente, una creazione falsa che nasce dal cervello oppresso dalla febbre?” (W. Shakespeare, Macbeth, atto II, scena I).

“I nostri occhi ricevono vaghe immagini delle cose, rovesciate e distorte, e il risultato è che noi vediamo il mondo che ci circonda pieno di oggetti solidi e ben distinti gli uni dagli altri. Riusciamo a creare un mondo di cose dagli stimoli elementari che colpiscono la retina e questo è poco meno che un miracolo” (R. Gregory, Eye and Brain).

Che significa vedere?
La visione è il processo mediante il quale si scopre a partire da immagini che cosa è presente nel mondo e dove si trova esattamente.
Innanzi tutto per vivere, infatti, bisogna inquadrare le cose del mondo, e ciò si può fare in due modi, con calma e tranquillità oppure piuttosto rapidamente, per scappare in fretta. Infatti oltre alla classica via sensitiva che dagli occhi porta alle aree visive cerebrali, ve n’è un’altra più antica, che connette, in modo breve e agile, gli occhi e la parte inferiore del cervello. E’ quella che, senza che ne siamo consapevoli, ci fa scattare lo sguardo in direzione, ad esempio, di un corpo che s’avvicina di lato pericolosamente. Ciò permette alla fovea centrale della retina, l’area di maggiore acuità visiva, di concentrarsi sull’oggetto intravisto, identificarlo e decidere il da fare. E’ una sorta di riflesso di orientamento, un originario sistema d’allarme, che consente di ruotare collo, testa e bulbi oculari verso gli eventi potenzialmente più importanti, ed in ciò non c’è posto per la lenta coscienza, che sopravverrà solo dopo.
Anche la normale visione però una volta arrivata a destinazione nel cervello, si sdoppia in una via del che cosa e un’altra del come, funzioni chevengono svolte da due vie anatomiche distinte. La prima, diciamo così, ‘identifica’ gli oggetti mentre la seconda li ‘colloca’ e li sistema nello spazio.
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Un pensiero...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 gennaio @ 10:20:44 CET (1035 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno







La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.
leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

Arthur Schopenauer
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Il pensiero del giorno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 11 gennaio @ 12:18:03 CET (1316 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno





La più virile decisione che prendi ogni giorno
è di essere di buon umore

Voltaire

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Strani versi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 11 gennaio @ 12:09:23 CET (900 letture)
Poesie originali e strane I
Curiosità poetiche





Persino i serpenti, che non hanno gambe,
possono tenere il passo,
come nel rondò per coro e strumenti di Sergio Tofano:


Elogio al serpente a sonagli

Il serpente a sonagli è un serpente
su per giù come gli altri serpenti:
se cammina però lo si sente
pei sonagli che fanno frastuon.

Per entrare, se torna a la tana,
campanello non suona o battente,
ma i sonagli gli fan da campana
e la moglie va aprirgli il porton.

Se gli accade talvolta che oda
i suoi nati frignare o strillare
fa schioccar due o tre volte la coda
ed acqueta i piccini a quel suon.

Se in un' ora di dolce abbandono
un motivo fischietta o canticchia
i sonagli quai nacchere picchia
e accompagna cosi la canzon.
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La mia Milano...storia
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 gennaio @ 15:34:30 CET (1316 letture)
Milano mia I
Zona 4 quella in cui vivo…storia



Prima di diventare Mediolanum, la città romana che con i suoi splendori era destinata a diventare Milano, il nostro territorio, una piana tra fiumi, rogge e acque risorgive, era abitato stabilmente da altre genti ancora più antiche. Proprio nella nostra Zona 4, in corso Indipendenza, sono state rinvenute tracce di un villaggio preistorico abitato da una popolazione preitalica a cui sono succeduti gli Etruschi, i Celti, i Liguri e altre popolazioni che si sono fuse a formare la nostra stirpe. In un trinceramento eseguito nel 1964 per la sistemazione idrica dei giardini di corso Indipendenza, sono stati ritrovati resti di manufatti - pietre levigate - riconducibili all'epoca Neolitica. A quando cioè l'uomo, che noi chiamiamo con una certa presunzione primitivo, conosceva il fuoco per cuocere le vivande e rendere più dure le punte delle lance e degli aratri e lavorava con cura e precisione le pietre di selce per foggiarne armi ed utensili. Accanto ai resti dell' insediamento neolitico scorreva uno dei numerosi fiumiciattoli tributari del Lambro che ancora in epoca tardo medievale veniva usato per scopi irrigui, appena fuori zona Monforte .Un primo richiamo storico è relativo all'area dell'attuale Porta Romana dove è stata accertata la presenza di una necropoli precristiana. Ma1a Porta della strada, che poi andrà come ora in direzione di Roma, era allora situata molto più verso il centro urbano, forse addirittura dove è l'attuale piazza Missori. Un altro riferimento storico, che risale forse agli ultimi anni dell'Impero Romano d'Occidente, è quello della Chiesetta di S. Giorgio "al pozzo bianco", di cui è documentata l'esistenza nel VI secolo. Se ne fa riferiento collocandone la presenza alla Noceta l'attuale Nosedo (latino nocetum, bosco di noci). Noceto era una località attraversata dalla via Romena, chiamata poi nel Medio Evo Strada Romea, l'antica arteria diretta a Roma in parte coincidente con l'attuale corso Lodi. Una menzione merita, per altri motivi, anche la località Porto di Mare: qui in epoca romana la roggia Vettabbia metteva in comunicazione la città con il mare attraverso il Lambro e il Po. Proprio nei pressi di dove è naufragato nel 1961 il "progetto del Consorzio del Porto e del canale navigabile Milano, Cremona, Po, Adriatico. Tornando ai riscontri storici della zona in epoca medioevale, è notevole il richiamo all' Arco di Porta Romana - trasformato in torre fortificata - teatro della lotta tra Comunali ed Imperiali nell'anno 1158. I primi, costretti alla resa, ricevono l'onore delle armi dell'Imperatore Barbarossa e possono poi tornare incolumi in Milano. Quando però la città, quattro anni più tardi, viene distrutta, molti milanesi si rifugiano a Nosedo, là proprio dove il Barbarossa farà edificare la sua zecca. Torneremo presto a parlare di quella Porta, con la sua storia millenaria.
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Il pensiero del giorno
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 gennaio @ 10:16:48 CET (839 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno







Il tesoro di ognuno di noi è sepolto nel campo della nostra anima.
E se qualcuno trova il proprio tesoro, allora trattiene il respiro,
abbandona tutti i suoi affari per poterlo portare alla luce.
In questo sta la più grande felicità, il bene supremo dell’uomo.
In questo consiste la sua gioia eterna.


P. Aleksandrovic



Buona giornata

Grazia
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Il futuro in pensieri, immagini poesia e musica
Postato da Grazia01 il Domenica, 08 gennaio @ 14:38:40 CET (892 letture)
Poesie tematiche 2012
E' da poco iniziato un nuovo anno e viene spontaneo domandarsi come sarà
rinnovare i nostri sogni, le speranze, fare progetti e scrutare nel









I desideri dei bambini danno ordini al futuro .....Erri De Luca




Ci agitiamo tutti. Sospesi tra le paure in agguato, i crucci per un mondo malato, le speranze per un futuro incerto. Confidando che non vadano deluse, almeno quelle più care. Ci diamo un gran daffare. A cercare opportunità. A farci conoscere. A scrutare nelle stelle, nei bioritmi, nell’oroscopo, la chance irripetibile che ci attende. Convinti come siamo che non la si debba mancare. Forse, è come la Cometa di Halley: la s’incontra una sola volta nella vita. A volte, soprattutto nelle città, pare di vivere in un formicaio impazzito. Migliaia di persone corrono appresso ai loro impegni, agli appuntamenti. Agli incontri, alle occasioni. Al divertimento e alle incombenze. Senza potersi fermare. Nascoste dietro pareti e finestre, migliaia di altre persone si struggono, sentendosi tagliate fuori. Private ingiustamente – Sorte matrigna – della loro fetta di torta. Cercano conforto in qualche telefonata. Nella radio o nel web. Nel Gratta-e-vinci che potrebbe cambiare la loro vita, o nella risposta alla centesima mail, mandata per proporsi a un’altra Primaria Azienda. Poche, pochissime di queste formichine sono davvero libere di essere se stesse. Il più delle volte, lo sono quelle che han scelto di essere, anziché di avere. Rinunciando a tutti i gadget tecnologici, che ormai sembrano indispensabili appendici. Pròtesi per riuscire ad afferrare la modernità. Ganci per sollevarsi finalmente da terra, e respirare aria buona. Le persone più leggere e più libere, forse, non sono così interessate alla modernità. Piuttosto, sono appassionate. Di sogni e di progetti. Di curiosità. Dei propri figli che crescono, dei fiori che curano in giardino. Della vita, degli odori, dei sorrisi.



Finché si ha una finestra, la vita è affascinante.





Il mio futuro
di EDITH SODERGRAN

Il capriccio di un attimo
mi ha rubato il futuro,
messo insieme a casaccio.
Voglio rifabbricarmelo piu' bello,
come l'ho sempre pensato.
Ricostruirlo su terreno solido
(le mie intenzioni).
Risollevarlo su colonne altissime
(i miei ideali).
Riaprirvi il passaggio segreto
dell'anima mia.
Rialzargli la torre scoscesa
della mia solitudine.





PAURA DEI MIEI RICORDI
di Francesco Gheza


In alcuni anni appena trascorsi
ho avuto paura dei miei stessi ricordi;
ora senza timore li osservo sereno,
perché non m'opprime l'ansia interiore.

Anche solo il ricordo in attento pensiero,
pur solo l'immagine verso fulgide mete
turbavano forte la mia vita corrente:
angustia m'offriva la meta stroncata.

Rifugio mi era nel rimorso assopito
affrettarmi alla sera nel sonno precoce,
sperando clemenza nel giorno futuro,
rigettando pensieri ancora struggenti.

Ora senza l'assillo li riporto a me stesso
perché scaduta è la pena ad essi legata.





La Verita' entro di noi
di GIORDANO BRUNO

Lascia l'ombre ed abbraccia il vero.
Non cangiare il presente col futuro.
Tu sei il veltro che nel rio trabocca,
mentre l'ombra desia di quel c'ha in bocca.
Aviso non fu mai di saggio o scaltro
perdere un bene per acquistarne un altro.
A che cerchi si lungi diviso
se in te stesso trovi il paradiso?
Anzi, chi perde l'un mentre e' nel mondo,
non speri dopo morto l'altro bene.
Perche' si sdegna il ciel dare il secondo
a chi il primiero non caro non tenne;
cosi', credendo alzarti, vai a fondo;
ed ai piacer togliendoti, a le pene
ti condanni; e con inganno eterno,
bramando il ciel, stai ne l'inferno.


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Il paesaggio nel Settecento
Postato da Grazia01 il Sabato, 07 gennaio @ 15:50:05 CET (1119 letture)
ARTE II


Il paesaggio nel Settecento



Johann Tischbein, Ritratto di Goethe nella campagna romana, Stàdelsches Kunstinstitut, Francoforte sul Meno.

Il gusto per i viaggi in Italia, che si diffonde nel Settecento, fa aumentare la richiesta di "quadri ricordo".

La raffinata tecnica usata da Claude Lorrain per le proprie vedute prevedeva l'uso dello specchio affumicato. Far riflettere le immagini su una superficie scura serviva, infatti, a evidenziare i toni cromatici e a favorire, così, la ricerca dei colori più adatti per rendere la profondità delle vedute. Questo semplice espediente fu però la spia di una tendenza, quella di dotarsi di un'attrezzatura specifica, che si consoliderà fra i vedutisti del XVIII secolo. Con il Settecento, infatti, il genere pittorico del paesaggio cominciò a essere conosciuto e accreditato fra gli appassionati e i collezionisti che, spesso e volentieri, ne facevano l'uso che oggi noi faremmo delle foto o delle cartoline ricordo. Questa richiesta era avanzata soprattutto dai turisti stranieri che venivano periodicamente in Italia o da coloro che, avendo conosciuto il nostro Paese, volevano tenerne vivo il ricordo acquistandone qualche veduta all'estero (ed è quest'ultimo il motivo del fiorente mercato inglese di Canaletto). Il flusso dei pellegrini devoti che venivano annualmente nella Penisola per motivi devozionali e, massimamente, ogni cinquant'anni, per l'Anno Santo a partire dal 1300, era prima stato affiancato da quello degli amanti dell'arte e della pittura (oltre che da artisti più o meno di talento) i quali volevano vedere e studiare le meraviglie classiche e rinascimentali del nostro Paese e poi, da un flusso turistico vero e proprio, motivato dal nobile intento di aprire la mente e conoscere il mondo. Era nato un circuito di viaggio che andava sotto il nome di Grand Tour e che contemplava la visita dell'Europa centro-settentrionale prima e, poi, del territorio italiano, dalla Val Susa fino a Taormina e ritorno.



Giandomenico Tiepolo, Riposo dei contadini, particolare, Villa Valmarana,Vicenza.
Con stile rapido, basato sui toni e sul colore, anziché sul disegno, Tiepolo contribuisce a rinnovare la pittura di paesaggio.


Sotto il segno del Grand Tour

Un percorso che ha avuto frequentatori d'eccezione come Johann Wolfgang Goethe che, dal 1786 al 1788, si dedicò a questa avventura da cui trasse il celebre Viaggio in Italia. È dunque questa l'evoluzione settecentesca del tema del paesaggio che, altrimenti, languisce nella resa stereotipa di boschi frondosi all'interno dei quali Watteau colloca pastorelle e pastorelli che si rincorrono elegantemente vestiti, anche se non si può fare a meno di ricordare una figura come Giandomenico Tiepolo. Figlio d'arte, in quanto figlio e collaboratore del grande Giambattista, Giandomenico è titolare di una pittura caratterizzata da una fresca pennellata, che rinnova i paesaggi e le scene di genere, come nel caso di quelli dipinti nel 1757 sulle pareti di Villa Valmarana a Vicenza. Basti osservare il Riposo dei contadini, con gli alberi dalla corteccia scorticata e i filari sullo sfondo che sono presi dai campi della Pianura Padana, per comprendere che la forza di Giandomenico è il confronto con la natura, studiata e magistralmente riproposta nelle sue opere (quel che si usa definire pittoresco). Del resto, anche i disegni, come, per esempio, quello del Detroit Institute of Art con i due levrieri e uno spaniel che abbaia, mostrano un paesaggio per nulla stereotipato.
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Vagabondo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 gennaio @ 22:55:16 CET (1159 letture)
Poesie di Bukowski







Vagabondo

girando di città in città
avevo sempre due paia
di scarpe,
le scarpe per-cercare-lavoro
e le scarpe da lavoro.
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La vita
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 gennaio @ 12:42:06 CET (1073 letture)
Poesie preferite
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Il mio benvenuto a spring
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 gennaio @ 11:40:08 CET (773 letture)
Messaggi II


Un cordiale benvenuto a spring, ora Casatea è anche casa tua.
In attesa di vedere quanto ci vorrai proporre, ti porgiamo i nostri migliori saluti.

Grazia
a nome dello staff
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Le parole tra noi leggere
Postato da Grazia01 il Giovedì, 05 gennaio @ 10:12:58 CET (1014 letture)
Recensioni III
Nel 1969, dopo quattro anni di intenso e teso lavoro, Lalla Romano dà alle stampe il suo romanzo di maggior successo, fatto — come scrisse Montale presentandolo dalle colonne del «Corriere della Sera» — per il lettore «capace di amare una poesia incapace di esibirsi come tale».

È proprio un verso, tratto da una poesia d'amore di Montale —

(«… le parole tra noi
leggère cadono
Ti guardo
in un molle riverbero»)

a dare il titolo a quest'opera, nata per l'appunto da un rapporto d'amore.



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Era inverno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 05 gennaio @ 10:04:21 CET (936 letture)
Le poesie e altro di Grazia V







Era inverno

Come ora era inverno
tornavamo in città
il traffico la gente
il freddo pungente della sera
e noi muti
cuori e facce di pietra
non uno sguardo
l’orgoglio nostro baluardo.
Nel buio della stanza
il fiato mozzato
un dolore dilagante
da strappare la pelle
tu perso lontano
il mio mondo privo di stelle,
solo brividi, stordimento
incredulità.
Fuori, lontano nella notte
suonavano le campane.




Grazia
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Poesie di Tito Balestra
Postato da Grazia01 il Martedì, 03 gennaio @ 11:25:09 CET (9328 letture)
Ricerche d'autore
Tito Balestra

dalla raccolta di poesie
SE HAI UNA MONTAGNA DI NEVE TIENILA ALL’OMBRA




UNA TESTA UN PO' VUOTA

Una testa un po' vuota
è da considerare,
pesa di meno, è comoda
facile da portare
e naviga tranquilla
anche in un dito d'acqua.

Perciò non la stancare
curala come devi
se si riempie vuotala
scaccia nubi e pensieri.




L'INVIDIA HA MANI ROZZE E INELEGANTI

L'invidia ha mani rozze e ineleganti
come le tue, che stringono a morte
accenni di sorriso. Sei davvero
solo e infelice, l'aria che respiri
è il tuo veleno.



COME UNA TARTARUGA SEI CONTENTO

Come una tartaruga sei contento
del tuo moto lentissimo, del guscio
che ti protegge. E lì resti a muffire
trasognato tra i tuoi poveri versi
e i tuoi malanni.
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Speciale
Postato da moirac il Lunedì, 02 gennaio @ 20:52:32 CET (1156 letture)
Le poesie di Moirac
DOMANDA:
PERCHE' DI UNA PERSONA SI DICE CHE DENTRO AL SUO CUORE PORTA UN DONO SPECIALE??????





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Le bestie e er crumiro
Postato da Grazia01 il Lunedì, 02 gennaio @ 10:59:47 CET (1154 letture)
Poesie di Trilussa







Le bestie e er crumiro


Una vorta un cavallo strucchione
ch’ogni tanto cascava pe’ strada,
scioperò pe’ costringe’ er Padrone
a passaje più fieno e più biada:
ma er Padrone s’accorse der tiro
e pensò de pijasse un crumiro.

Chiamò er Mulo, ma er Mulo rispose:
- Me disciace ma propio nun posso:
se Dio guardi je faccio ’ste cose
li cavalli me sarteno addosso... -
Er Padrone, pe’ mette riparo,
fu costretto a ricorre’ ar Somaro.
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Senza pietà
Postato da Grazia01 il Domenica, 01 gennaio @ 14:36:48 CET (1030 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI



Senza pietà

Un boato uno schianto
l’oscurità della notte
s’alza debole un pianto
tra le lamiere rotte
senza forza di grido
a fiotti scivola la vita
l’anima è ora un fluido
per una guida impazzita.

Già lontani i fanali di coda
scappa il vigliacco assassino
di fermar non s’incomoda
il codardo killer del destino.
Vino droghe, musica forte
quante beltà ha troncato!

Inconsci di questa sorte
hanno cantato e ballato
progettato il nuovo anno
degli amori e dei giorni
che vivendo comporranno
tra le estati e gli inverni,
e in un istante …quel maledetto istante
tutto è finito, tutto è irrilevante.

Grazia
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Augurio di Capodanno
Postato da Grazia01 il Domenica, 01 gennaio @ 12:48:11 CET (798 letture)
Poesie d'autore II





AUGURIO DI CAPODANNO

Io credo all'uccellino batticoda:
che ci porti il buon anno.
Scorre liscio su l'umido tappeto
di bruni muschi, alla soglia del mare,
sosta un tratto a beccare, e poi di nuovo
scivola via come una spola, vola,
sparisce in cielo. Neppur ci ha guardati.
Ma è bello, affusolato, grigio e bianco,
porta, certo, il buon anno.

DIEGO VALERI
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LA COLLANA DELLA VITA
Postato da rosarossa il Sabato, 31 dicembre @ 11:32:49 CET (997 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII







LA COLLANA DELLA VITA



L' anno vecchio o nuovo
contiene perle preziose che nuotano dentro,
sono embrioni umani che
impazienti aspettano la data il mese, il giorno,
di venire alla luce e popolare il mondo.
Di candore e purezza, di splendida luce vestita
ogni perla dà origine e data, a l'umana gente;
una perla nascente è, ogni singola vita.
Questa perla è l'inizio di un gioiello senza eguale
che pazientemente ciascuno deve completare.
Ogni nuovo anno che verrà in futuro
porterà a tutti una pietra preziosa originale, strana,
ma di certo ognuno chiuderà il cerchio,
completare dovrà la la sua collana.
Sarà un topazio, uno zaffiro, un rubino
alternati con diamanti,
ma per finire e sigillare bene la chiusura
sarà per tutti noi
una pietra dura.


Rosarossa
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Non ho pensato.
Postato da giamacista il Sabato, 31 dicembre @ 11:27:25 CET (1028 letture)
Le poesie di giamacista









Non ho mai pensato di fuggire
lontano dalla mia casa nativa
le strade oggi sono simili a come erano una volta
e le vecchine con il sorriso sul volto salutano allegramente.

Non ho mai pensato di essere l’unico uomo sulla terra
onesto e sincero
ma il buio mi cerca nei miei pensieri durante il giorno
pure se mi nascondo bene.

Non ho mai pensato di esser solo
come gli anziani signori in pensione
perché conosco la mia strada
e so che il domani promette grandi cose.

Non ho mai pensato di essere felice
pur vivendo in solitudine
pur riuscendo a vivere in pace e nella fede
e a controllare le mie emozioni.

Non ho mai pensato troppo
in molti sanno che non mento
in nessuna circostanza.


Federico Marino
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La felicità...
Postato da Grazia01 il Venerdì, 30 dicembre @ 14:03:39 CET (803 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni IV









La felicità è come una farfalla che,
una volta inseguita,
è sempre oltre la nostra presa,
ma, se ci si siede tranquillamente,
potrebbe svolazzarci intorno.

Nathaniel Hawthorne
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Il pensiero del giorno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 28 dicembre @ 10:30:08 CET (1148 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni II








Le verità che contano, i grandi principi, alla fine restano sempre due o tre.
Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

Enzo Biagi



Buona giornata

Grazia
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POVERO NATALE DI UN TEMPO
Postato da rosarossa il Lunedì, 26 dicembre @ 14:25:58 CET (1066 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII








Povero Natale di un tempo

Angelo biondo, dolcissima mamma
il tuo amore arricchiva di gioia il Natale di un tempo!
Tanta povertà, misere cose,
ma in un angolo di cuore ho custodito
la tua dedizione alla famiglia e il grande amore.
Sono una donna ormai non più bambina,
ma in tutti questi anni che fra le braccia sei del Creatore,
ogni festa di Natale quando mi sveglio la mattina
odo ancora i tuoi lenti silenziosi passi
quando ti alzavi molto presto e
camminavi piano per non disturbare
e con amore, per allietar la bella festa dei tuoi bimbi
silente e stanca in cucina lavoravi.
C'era tanta povertà, era un'impresa preparar
qualcosa di diverso e buono,
ma sapevi sempre improvvisare per
fare ai tuoi bambini una sorpresa .
Mamma cara giammai potrò dimenticare,
i tanti Natali vicina al tuo cuore, il tuo sorriso,
il calore e l'amore che ci regalavi.


Rosarossa
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Buon Natale
Postato da Grazia01 il Sabato, 24 dicembre @ 20:03:06 CET (4567 letture)
Natale - pensieri, poesie, racconti *










Buon Natale!

Che sia per voi tutti un giorno sereno
in armonia con i vostri cari.
Che Gesù Bambino entri nei nostri cuori
e vi rimanga sempre.
Affettuosi auguri.




Grazia
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Natale e i suoi segreti
Postato da Marhiel il Venerdì, 23 dicembre @ 23:09:40 CET (1119 letture)
Le poesie di Mariella Mulas II



Ogni Natale ha in sé destini
che colgono ombre nella notte…
S’avvede, compiaciuto,
delle diverse finestre sul mondo
ove s’intravedono luccicanti
rami d'alberi e doni,
ove si odono risate e auguri,
ove pacifici vi sono chiacchiericci
di ritrovi sorpresi d'occhi d'affetto
di parenti e amici....
Sì, il Natale ha carattere gioioso
soprattutto per bimbi allegri di fantasia...
E' così sorprende giusto e naturale
voler radicare quel sorriso imperatore,
nei cuori....
Ma Natale ha i suoi segreti
accumulati nelle vesti di fine Dicembre,
e pensieroso ecco soffermarsi
su finestre cieche e dolenti di luce
ed è in quei respiri affaticati
che un divino bambino,
di sicuro allora medita,
ascoltando l’anima a egli volta pregante,
mentre palpita più intensa una stella
sulla dimora della sua solitudine.



Mariella Mulas
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Pensiero del giorno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 22 dicembre @ 10:27:20 CET (1115 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni IV







Il romanticismo è come l'amore:
è fatto di tante piccole cose.




Buona giornata
Grazia
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Questo è "la vita"...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 21 dicembre @ 23:56:44 CET (721 letture)
Letture varie III






Com'è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama "rispetto".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama "maturità"...
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Meno 4...Poesia haiku
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 21 dicembre @ 10:28:39 CET (1059 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI





poesia haiku

Scalda l’inverno
Il mio cuore ardente
Un buon Natale!


Grazia
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Tuttologo in TV e Questo è tempo di haiku
Postato da Grazia01 il Martedì, 20 dicembre @ 21:44:56 CET (872 letture)
Poesie di Erba







Tuttologo in TV

di profilo ha la faccia da fesso
di faccia il profilo è lo stesso





Questo è tempo di haiku

Questo è tempo di haiku dice il maestro
tutto il resto sunt lacrimae rerum
conta il raggio di luna sul canneto
lasciali perdere, Sacchi e Di Pietro.

Luciano Erba

Biografia
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Il Natale visto da Gandhi
Postato da Grazia01 il Martedì, 20 dicembre @ 21:06:38 CET (1133 letture)
Riflessioni III





Non si dovrebbe celebrare la nascita di Cristo una volta all'anno, ma ogni giorno, perché Egli rivive in ognuno di noi. Gesù è nato e vissuto invano se non abbiamo imparato da Lui a regolare la nostra vita sulla legge eterna dell’amore pieno. Là dove regna senza idea di vendetta e di violenza, il Cristo è vivo. Allora potremmo dire che il Cristo non nasce soltanto un giorno all’anno… Quando la legge suprema dell’amore sarà capita e la sua pratica sarà universale, allora Dio regnerà sulla Terra come regna in Cielo. Il senso della vita consiste nello stabilire il Regno di Dio sulla Terra, cioè nel proporre la sostituzione di una vita egoista, astiosa, violenta e irragionevole con una vita di amore, di fraternità, di libertà, di ragione.
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