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Il Dito e la Luna
Postato da Grazia01 il Giovedì, 24 novembre @ 22:06:11 CET (1037 letture)
Poesie della buonanotte II






Le stelle intorno alla luna bella
nascondono di nuovo l'aspetto luminoso,
quando essa, piena, di più risplende sulla terra...

Saffo



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Haihu ...tempo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 23 novembre @ 13:54:27 CET (999 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI







Lo specchio svela
il passare del tempo
Cuore non muta




Grazia
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Madonna Caterina di Giuseppe Bonaviri
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 23 novembre @ 13:43:37 CET (934 letture)
Racconti IV



Una signora in gran pregio di corpo bellissimo, aveva come dama di compagnia Maria. Questa Madonna chiamata Caterina si era data alla vita di mondo, si dilettava in sollazzi, in chitarre, canzoni, e si nutriva d'uomini. Abitava un palazzo in un alto monte corrucciato dove nascevano le nuvole e le piogge burrascose, Basta. Caterina diceva. a quella buona innocente Maria: « Senti, ti devi affacciare al balcone e se vedi cavaliere errante, chiamalo». Quella s'affaccia, aspetta e vede infine un cavaliere giovane che camminava per erbe e erbette con l'avventurosa spada al fianco. Lo chiama: « Sentite, giovane, vi vuole parlare la mia Signora». Salì per lo scalone con statue che si inchinavano al suo passaggio, arrivò in cima, chiese: « Permesso? ». Il cavallo scalpitava nella corte con la criniera come orribil vento! Rispose Caterina: « Avanti, avanti». E quello: « Buon giorno, Madonna». « E come avete coraggio, bel giovane, di attraversare da solo i regni del re Herodes?» . « È mia ventura camminare per deserti e rocce.» Si misero a parlare, Caterina non l'ardiva di guardare. Poi, sentendosi fuoco nelle mani, fuoco nel viso, fuoco nelle gambe, tutto l'abbracciò e tutto lo baciò. Gli disse: « Volete restare con me questa sera?». Rispose il giovane cavaliere il cui elmo scintillava al sole morente: « Con tanto piacere».
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Torrente
Postato da Grazia01 il Martedì, 22 novembre @ 22:34:06 CET (1189 letture)
Poesie di Bertolucci





Torrente

Spumeggiante, fredda,
fiorita acqua dei torrenti,
un incanto mi dai
che più bello non conobbi mai;
il tuo rumore mi fa sordo,
nascono echi nel mio cuore.
Dove sono? Fra grandi massi
arrugginiti, alberi, selve
percorse da ombrosi sentieri?
Il sole mi fa un po' sudare,
mi dora. Oh questo rumore tranquillo,
questa solitudine.
E quel mulino che si vede e non si vede
fra i castagni abbandonato.
Misento stanco, felice
come una nuvola o un albero bagnato.

Attilio Bertolucci

Biografia
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Haiku del mattino
Postato da Grazia01 il Martedì, 22 novembre @ 13:36:57 CET (902 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI







Entra la luce
col profumo del caffè
Felice giorno


Grazia
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LE TRAGEDIE
Postato da Grazia01 il Martedì, 22 novembre @ 13:14:09 CET (981 letture)
Poesie e opere di Ugo Foscolo
LE TRAGEDIE




TIESTE
Scritta nel 1795, rappresentata il 4 gennaio 1797 al teatro S. Angelo di Venezia; ripresa nell'agosto 1808 al Carcano di Milano. Per questa seconda recita il Foscolo progettò alcuni rifacimenti, della cui estensione non si hanno indicazioni sicure. La tragedia fu stampata la prima volta nel volume X del Teatro moderno applaudito (Venezia, aprile '97), con un'appendice di Notizie storico-critiche, probabile opera della redazione.
Quattro i personaggi: Atreo, re d' Argo; Tieste, suo fratello; Ippodamia, loro madre (interpretata allora dalla celebre Anna Fiorilli Pellandi); Erope, moglie di Atreo.
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Oggi, 21 novembre è la festa degli alberi
Postato da Grazia01 il Lunedì, 21 novembre @ 14:12:06 CET (1810 letture)
Testi e saggi di Voltaire I



Facciamo respirare i nostri territori! 19, 20 e 21 novembre unisciti alle nostre iniziative lungo la Penisola: piantiamo nuovi alberi, i polmoni del Pianeta. Gli alberi sono i polmoni del Pianeta producono ossigeno e assorbono anidride carbonica, il loro ciclo vitale è indispensabile per la sopravvivenza di tutte le specie. Per questo ogni anno li celebriamo con tantissime iniziative lungo la penisola: piantiamo giovani alberi e arbusti di diverse specie, è il nostro contributo per compensare le emissioni CO2, difendere la biodiversità dei territori, riqualificare zone degradate nelle nostre città.

www.legambiente.it



Una festa dedicata tutta a loro, ai più affascinanti esseri vegetali, gli alberi di cui purtroppo ci accorgiamo pochissimo nella vita di tutti i giorni. Non vediamo quanto siano fondamentali per la nostra vita e per quella del pianeta: gli alberi producono frutti, ossigeno, legno, ombra e umidità atmosferica e danno cibo e riparo agli animali e agli insetti, oltre a rendere fertile e solido il terreno in cui vivono grazie all’azione delle radici. Ma fanno tutto questo in assoluto silenzio. Non si lamentano nemmeno quando li feriamo senza rimedio. Sapevate che un’altissima percentuale di alberi in città muore a causa delle ferite che le auto infliggono ai tronchi nei parcheggi?




Come è d'uso, in Casatea, non potevano mancare poesie loro dedicate.


Alberi

Alberi,
eravate frecce
cadute dall'azzurro?
Che terribili guerrieri vi scagliarono?
Sono state le stelle?

Le vostre musiche vengono dall'anima degli uccelli,
dagli occhi di Dio,
da una perfetta passione.
Alberi!
Le vostre radici rozze si accorgeranno
del mio cuore sotto terra?


Federico García Lorca
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SENZA DENARI NON TROVI L'AMORE
Postato da rosarossa il Domenica, 20 novembre @ 22:50:38 CET (1004 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII





SENZA DENARI NON TROVI L'AMORE



Che triste amore!
Non ti potrò mai avere
ti cerco vagando fra cielo terra e mare,
ma solo lo sguardo mio ti può seguire
sei troppo in alto!
Io devo capire mi devo rassegnare,
non ho denari, per te non ho valore e
sempre più in alto ti vedo salire!
freme l'anima che invoca il tuo amore
mentre il cuore sento forte scalpitare.
Frena i tuoi impulsi cuore, devi ragionare
chi in basso vive;
giammai potrà toccar dorate ali!


Rosarossa

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I giorni perduti
Postato da Grazia01 il Domenica, 20 novembre @ 22:46:48 CET (960 letture)
Racconti IV


Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernst Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta, e caricava la cassa sul camion.Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all'estrema periferia della città fermandosi sul ciglio di un vallone. Kazirra scese dall'auto ed andò a vedere. Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e, fatti pochi passi, la scaraventò nel vallone, che era ingombro di migliaia e migliaia di altre casse uguali. Si avvicinò all'uomo e gli chiese: "Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c'era dentro? E cosa sono tutte queste casse? "Quello lo guardò e sorrise: "Ne ho ancora sul camion da buttare. Sono i giorni."
Leggi Tutto... | 1386 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Poesie, pensieri di Madre Teresa di Calcutta
Postato da Grazia01 il Sabato, 19 novembre @ 14:36:40 CET (1183 letture)
Testi e saggi di Voltaire I
Poesie di Madre Teresa di Calcutta


dedicate a chi crede in Dio oppure nell'uomo, alla vita, all'amore









Dai il meglio di te...

L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA' IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA' IL BENE
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE









Trova il tempo..

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.

Trova il tempo di fare la carità
E' la chiave del Paradiso.


(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)

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gioco di specchi
Postato da Grazia01 il Venerdì, 18 novembre @ 22:49:35 CET (906 letture)
Poesie di Bukowski





gioco di specchi

Peter era un mostro, Peter era grasso, Peter
era scemo, Peter era goffo, Peter balbettava
e Peter inciampava e le ragazze ridevano di
Peter e i ragazzi lo punzecchiavano, e Peter
era costretto a restare a scuola dopo le lezioni
e a Peter cadevano gli occhiali e aveva le scarpe
slacciate e la camicia di fuori e vestiva come non
s'era mai visto e Peter sedeva sempre nell'ultimo
banco con il moccio che gli colava dal naso.

questo succedeva allora. cioè alle elementari e
alle medie, e il tempo passava
e passava e
Peter cambia ogni anno la sua fuoriserie e
ha sempre una ragazza nuova e graziosa e
non porta più gli occhiali ed è dimagrito,
sembra quasi bello comunque certo sicuro di sé,
ha una casa in Messico e una a Hollywood.
Peter commercia in arte e in borsa, parla
tre lingue, ha lo yacht e un jet e inoltre
qualche volta produce dei film.

chi lo conosceva allora non lo conosce
adesso.
è successo
qualcosa, che diavolo
è stato?

e la maggior parte dei fighi di allora
che ancora si vedono in giro
sono deformi, sconfitti, ingloriosi,
idioti, senzacasa, senili o
moribondi.

di rado va come ci aspettiamo che
vada.
per la precisione,
mai.



Charles Bukowski

Biografia
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Elegia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 17 novembre @ 22:46:20 CET (890 letture)
Poesie di Gatto Alfonso



Elegia

Padre vinto nel sonno
oscuro e lontano,
il bambino ti sveglia con la mano.
Ancora nato nel tuo sogno chiede
ricordo dell'età che ti correva
giovane agli occhi,
mesto al sollievo della sua sembianza
non vuole che tu creda
la morte buia nell'eternità.
Era così soave il cielo intorno,
a respiro e a cadenza della sera
tu mi portavi in braccio al sonno
fresco di primavera.
Forse è questo la morte, un ricordare
l'ultima voce che ci spense il giorno.


Alfonso Gatto

Biografia
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Testo della lettera a Francesco Vettori, orator della Repubblica Fiorentina
Postato da Grazia01 il Giovedì, 17 novembre @ 15:01:55 CET (964 letture)
Lettere



Magnifico oratori Florentino Francisco Vectori apud Summum Pontificem et benefactori suo. Romae (A Francesco Vettori, Magnifico ambasciatore fiorentino presso il Sommo Pontefice, proprio benefattore. In Roma)


Magnifico ambasciatore. Tarde non furon mai grazie divine. Dico questo, perché mi pareva haver perduta no, ma smarrita la grazia vostra, sendo stato voi assai tempo senza scrivermi; ed ero dubbio donde potessi nascere la cagione. E di tutte quelle mi venivono nella mente tenevo poco conto, salvo che di quella quando io dubitavo non vi havessi ritirato da scrivermi, perché vi fussi suto scritto che io non fussi buon massaio delle vostre lettere; e io sapevo che, da Filippo e Pagolo in fuora, altri per mio conto non le haveva viste. Hònne rihaùto per l'ultima vostra de' 23 del passato, dove io resto contentissimo vedere quanto ordinatamente e quietamente voi esercitate cotesto ufizio publico; e io vi conforto a seguire così, perché chi lascia i sua comodi per li comodi d'altri, e’ perde e’ sua, e di quelli non li è saputo grado. E poiché la fortuna vuol fare ogni cosa, ella si vuole lasciarla fare, stare quieto e non le dare briga, e aspettar tempo che la lasci fare qualche cosa agl’huomini; e all’hora starà bene a voi durare più fatica, vegliar più le cose, e a me partirmi di villa e dire: eccomi. Non posso pertanto, volendo rendere pari grazie, dirvi in questa mia lettera altro che qual sia la vita mia; e se voi giudicate che sia a barattarla con la vostra, io sarò contento mutarla.
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Lettera a Francesco Vettori, orator della Repubblica Fiorentina
Postato da Paolo il Giovedì, 17 novembre @ 14:34:40 CET (3193 letture)
Le opere di Paolo III
Stimato Ambasciatore, non posso proprio scrivervi che ripongo gli abiti campestri alla sera per farmi bello a leggere i classici, come si apprende dal suo illustre corrispondente Niccolò. Di giorno, indosso panni in lana buona Anglese, annodo anche una cravatta e lavoro. La ragazza, che è signora del mio cuore, mi ha determinato a chiederla in isposa.



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Da "la Montagna incantata" di Thomas Mann
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 16 novembre @ 12:57:18 CET (862 letture)
Letture varie III

(…) Castorp sapeva perché ascoltava Settembrini, non proprio espressamente, ma lo sapeva. C'era quasi un senso del dovere, al di là della irresponsabilità del turista e ospite in vacanza che non oppone resistenza a nessuna impressione e non respinge le cose, ben sapendo che domani o posdomani aprirà di nuovo le ali e ritornerà alla vita usata: qualcosa dunque come un precetto di coscienza, e, per essere precisi, il precetto e il monito di una coscienza sudicia lo inducevano ad ascoltare l'italiano, tenendo le gambe accavallate e il “Maria Mancini” tra le labbra, o salendo, in tre, dal Quartiere inglese verso il Berghof.
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Descrizione del modo tenuto da Sergio Casaleggio nello scalare le Montagne
Postato da Paolo il Mercoledì, 16 novembre @ 12:40:55 CET (1187 letture)
Le opere di Paolo II
Nel 1514, Niccolò Machiavelli s’innamora di una ragazza che se lo merita. Così scrive a Francesco Vettori e c’è da starsene. Che cosa volete che gliene fregasse di rientrare in politica! Tuttavia, si scrivono tante cose e poi non c’è da meravigliarsi se si fanno citazioni.


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Incontro
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 16 novembre @ 09:33:05 CET (1060 letture)
Poesie di Lorca



Incontro


Né tu né io siamo
in condizione
d'incontrarci.
Tu ... per quel che già sai.
lo l'ho amata tanto!
egui quel sentierino.
~ elle mani,
ho i buchi
dei chiodi.
on vedi come sto
sanguinando?
on guardare mai indietro,
vattene lentamente
e prega come me
San Gaetano,
ché né tu né io siamo
in condizione
d'incontrarci.


Federico Garcia Lorca

Biografia



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Avere...o...Essere
Postato da Anonimo il Mercoledì, 16 novembre @ 08:53:02 CET (1149 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II




Avere ....o.....Essere


io ho,
e io sono,
tu hai
e io sono,
egli ha
e io sono,
noi abbiamo
e io sono,
voi avete
e io sono,
essi hanno
e io sono,
ma non dimenticare
che il tuo avere
lo hai in usufrutto
mentre il mio essere
nessun ladro lo potrà rapire.


r.chesini
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Pioggia in letteratura, idilli e tragedie
Postato da Grazia01 il Martedì, 15 novembre @ 20:13:31 CET (1431 letture)
Letture varie III


Colazione da Tiffany, il famoso bacio sotto la pioggia

Le 5 pagine memorabili della storia della letteratura

L’acqua piovana ispira di tutto: malinconie proustiane, idilli dannunziani,] tragedie verghiane, pure allegrie para-palazzeschiane, surrealismi marqueziani. Non c'è pioggia più lunga e molesta, nei romanzi, di quella che cadde su Macondo per quattro anni, undici mesi e due giorni. Le brevi tregue dell'acqua erano solo «annunci di rincrudimento», al punto che l'umidità persistente fece spuntare fiori negli ingranaggi delle macchine agricole e crescere filetti di zafferano sulla biancheria bagnata. L'atmosfera era tale da produrre una sorta di effetto Magritte: “I pesci sarebbero potuti entrare dalle porte e uscire dalle finestre, nuotando nell'aria delle stanze». La pioggia fantastica di Cent'anni di solitudine doveva servire a lavare delle sue follie e tragedie il paese del fu colonnello Buendia, ma il suo risultato sarà ben diverso e tutta quell'acqua finirà per sprofondare ancora di più il paese nell'abisso del nulla. Ma lasciamo stare le piogge apocalittiche, ne vediamo troppe, anche nella realtà.

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Ninnananna
Postato da Grazia01 il Martedì, 15 novembre @ 19:52:26 CET (985 letture)
Poesie di Auden




NINNANANNA


Posa il capo assopito, amore mio,
umano sul mio braccio senza fede;
tempo e febbri avvampino e cancelliano
ogni bellezza individuale, via
dai bambini pensosi, e poi la tomba
attesta che effimero è il bambino:
ma finch'è spunti il giorno mi rimanga
tra le braccia la viva creatura,
mortale sì, colpevole, eppure
per me il bello nella sua interezza.

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Tramontana
Postato da Letty il Martedì, 15 novembre @ 15:10:03 CET (855 letture)
Le poesie di Letty - II





Note stanche sulle tue ore stanche...

dove ci ritrovavamo ugualmente

eppure quella tramontana oggi, su questa spiaggia mi taglia il viso!

fa freddo...

ma senza te è un freddo che non ha consolazione

sono venuta a portare il tuo ricordo qui, su questa sabbia

in riva a questo mare... lo lascio in custodia a lui

perché so che lui ne avrà più cura di me...

io domani non torno a prenderlo...


Letty
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Verso il giorno del Ringraziamento
Postato da Paolo il Lunedì, 14 novembre @ 23:13:07 CET (1063 letture)
Le opere di Paolo II
Machiavelli non voleva insegnare né al Principe né al popolo: non sicuro di potere analizzare la Storia, almeno voleva raccontarla bene. Mayflower è una nave che fa vela nell’Atlantico e arriva in America. La terra da buoni frutti e l’ultimo giovedì di novembre si ringrazia il Signore, si fa festa in famiglia e si mangia il tacchino. Quest’anno è il 24 del mese, Santa Flora di Cordova dall’indomabile volontà.



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Il paesaggio nel Medioevo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 14 novembre @ 16:28:28 CET (1555 letture)
ARTE II
Il paesaggio nel Medioevo




Particolare dell'affresco proveniente dalla sala da pranzo della Villa di Livia a Prima Porta, attribuito al pittore Ludius.

Attribuita al pittore Ludius (o Studius), la pittura murale proveniente da quella che era la sala da pranzo (un triclinio estivo) della dimora di Livia Drusilla, moglie dell'imperatore Augusto (27 a.C. - 14 d.C.), correva lungo tutte le pareti dell'ambiente che si concludeva con una volta a botte, la cui decorazione a stucco è oggi conservata in minima parte.
Il soggetto è arboreo e l'intento è quello di simulare il pranzo in un giardino, o, come avrebbero detto gli antichi Greci, in un paradeisos.



Particolare del mosaico di Sant'Apollinare in Classe, Ravenna.

Ci sono diverse piante: prima di tutto rose, pini, palme, alberi da frutto, melograni e susini; poi gli uccellini che svolazzano da un ramo all'altro, salvo quello che sta in una gabbietta. Si vuole che i commensali abbiano tutte le comodità:
il fresco delle piante, il gusto della frutta da cogliere e perfino il canto degli uccellini. Un vero paradiso! Ossia, un vero giardino, perché questo vuoi dire la parola greca ricordata poc'anzi. Si capisce allora che a modelli del genere ci s'ispirò quando, con il Cristianesimo,
nacque la necessità di rappresentare il Paradiso, ossia il giardino, che altro non è se non paesaggio
reso ancor più educato ed elegante dalla vigile mano dell'uomo.



Mosaici esterni della Grande Moschea di Damasco.

Quinte arboree erano uno scenario entro il quale le architetture di città stilizzate
spuntano in un paesaggio ubertoso, che richiama esempi della pittura romana e bizantina.
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Come fu che il leopardo si procurò le macchie di Rudyard Kipling
Postato da Grazia01 il Domenica, 13 novembre @ 21:50:07 CET (1021 letture)
Racconti IV



Nei giorni in cui tutto ebbe inizio, Tesoro Mio, il Leopardo abitava in un luogo chiamato «Prateria Alta». Ricorda, non la «Prateria Bassa» o la «Prateria Selvaggia» e nemmeno la «Prateria Brulla», ma la calda, spoglia e luminosa Prateria Alta, dove vi era esclusivamente sabbia, roccia color della sabbia e ciuffi di erba giallognola-rossiccia. Lì vivevano anche la Giraffa, la Zebra, l'Antilope, il Cudù e l'Antilope sudafricana. Ed erano tutti dello stesso colore marroncino-giallo-rossiccio. Ma il più marroncino-giallognolo-rossiccio di tutti era il Leopardo: un grande felino il cui pelo si mimetizzava perfettamente con l'unico colore marroncino-giallognolo-grigiastro della Prateria Alta. E questo era un bel guaio per la Giraffa, la Zebra e tutti gli altri, perché il Leopardo si appostava dietro a una roccia o a un ciuffo d'erba marroncino-giallognolo-grigiastro e, non appena la Giraffa o la Zebra o l'Antilope o il Cudù o il Cervo o il Camoscio passavano nei pressi, li sorprendeva con un balzo e li azzannava. E non c'era proprio via di scampo! C'era anche un Etiope con archi e frecce (allora era un uomo dal colorito giallognolo-marroncino-grigiastro), che viveva nella Prateria Alta col Leopardo. I due andavano sempre a caccia insieme, l'Etiope con i suoi archi e le sue frecce, e il Leopardo unicamente con i suoi artigli e i suoi denti ... tanto che la Giraffa, l'Antilope, il Cudù, la Quagga e tutti gli altri animali non sapevano più dove rifugiarsi, Tesoro Mio. Proprio non lo sapevano!
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I viaggi di Paolo
Postato da Paolo il Sabato, 12 novembre @ 23:12:58 CET (1001 letture)
Le opere di Paolo II
Il paese dei balocchi non è così pericoloso per la trasformazione dei suoi abitanti. I prodotti della trasformazione sono al servizio di un padrone poco raccomandabile. In questo consiste il peggio per i nostri somarelli.


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L'ascolto in poesia, pensieri e immagini
Postato da Grazia01 il Sabato, 12 novembre @ 14:53:21 CET (2544 letture)
Testi e saggi di Voltaire I
L'ascolto in pensieri e poesie




Parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri.
Ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in se stessi.


Wen Tzu, testo classico taoista



Sapere ascoltare è una delle capacità più importanti che una persona possa avere.
E' vitale per chiunque voglia comunicare con altre persone.
La capacità di prestare ascolto è la più importante di tutte le doti di comunicazione.
Più importante dell' eloquenza. Più importante di una voce suadente.
Più importante ancora della facilità di scrittura.
E' proprio dalla buona capacità di ascoltare che inizia la comunicazione efficace.




Nell'Incontro,l'Armonia tra il Parlare e l'Ascoltare
può sostenere la Melodia della Vita.
Gli obiettivi raggiungibili ascoltando portano ad un arricchimento personale,
in un sostegno al nostro interlocutore perché trovi da solo
le risposte ai suoi problemi o entrambi contemporaneamente;
in tutti i casi conviene aspettare il proprio turno ascoltando e poi parlare.








Questa non è una poesia, ma una bellissima canzone.

Ascolta

"Se un temporale ti ha fermato sulla strada
in qualche posto in cui nessuno passa mai,
se un improvviso arcobaleno ti fa quasi pensare che quella è la firma di Dio,
ascolta il vento asciugare l'erba, senti cantare il sole.
Ascolta i vecchi che hanno voglia di ballare
e sopra un ponte le bugie di un pescatore
e le domande di un bambino appena nato che crede a qualunque risposta gli dai
Ascolta l'uomo e le sue distanze,
la fame e le speranze.
Nel primo traffico dell'aurora senti nell'aria la primavera,
ascolta, guarda respira.
Senti la gente svegliarsi piano,
fare l'amore anche con nessuno,
ascolta quello che siamo, quanto odiamo, quanto amiamo.
Quando lo stadio spegne i fari e va a dormire
ascolta i sogni che la gente porta via,
se la ragazza fra la pioggia e il marciapiede
t'insegna la sola canzone che sa,
ascolta l'acqua e la sua memoria, l'uomo e la sua miseria.
Ascolta quello che hai dentro al petto
e che non hai mai detto!
Prima di metter le mani addosso
a chi ti ha solo capito male,
ascolta dentro te stesso.
Senti pregare chi non ci crede
e le poesie di un carabiniere,
ascolta, fatti stupire, cambiare, guarire.
Ascolta quello che hai dentro al petto
e che non hai mai detto."




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LA VOCE di Lalla Romano
Postato da Grazia01 il Venerdì, 11 novembre @ 19:31:53 CET (1041 letture)
Poesia al femminile I




LA VOCE

Come impauriti colombi si levano a volo
quando un fanciullo ha gettato tra essi per gioco
manciate di grano;

ma subito tornano lievi e felici a posarsi
ad uno ad uno sul prato e si sazian del cibo:
così i miei pensieri

la cara tua voce disperde se giunge inattesa,
tanto assomiglia al timore la gioia improvvisa
che viene da amore.

Lalla Romano
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LE GRAZIE
Postato da Grazia01 il Venerdì, 11 novembre @ 19:06:31 CET (1002 letture)
Poesie e opere di Ugo Foscolo

LE GRAZIE
La composizione di questa opera, che è il capolavoro incompiuto del Foscolo, si estende per circa un ventennio. Già nella Chioma di Berenice infatti sono reperibili pochi versi anticipatori; e in un volume miscellaneo dedicato alle sculture raccolte nell'Abbazia di Woburn (Londra, 1822) era inserito (pp. 7-23) un articolo del Foscolo (che sarà edito in italiano solo nel '72: Di un antico inno alle Grazie. Dissertazione) dove si leggono vari frammenti, tra cui l'intero episodio conclusivo, "il velo delle Grazie" (frammenti tutti ristampati nell'edizione Silvestri del Tieste, Milano, 1825).
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Le sfumature del grigio
Postato da Grazia01 il Venerdì, 11 novembre @ 17:00:21 CET (926 letture)
Riflessioni III



Raramente la realtà si presenta in modo netto:bianca o nera. Chi sa riflettere, anche a rischio di apparire incerto, spesso riesce più degli altri a prendere la decisione giusta. In tempi veloci come i nostri, l'indecisione non gode buona fama. Nella storia e in letteratura brillano invece esempi di grandi, grandissimi indecisi. Il più illustre è senza dubbio Amleto (Essere o non essere ... ), ma anche Giuseppe Mazzini si trovò, a un certo punto della sua vita, nella «tempesta del dubbio».
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Poesia haiku
Postato da Grazia01 il Venerdì, 11 novembre @ 16:19:52 CET (700 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI





Ventaglio rosso
abbracciato al ramo
Intimo addio

Grazia
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Ciao


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