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ROSATELLO SPUMEGGIANTE
Postato da rosarossa il Lunedì, 17 ottobre @ 11:46:54 CEST (849 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VII






ROSATELLO SPUMEGGIANTE


Rientro a casa stanco dal lavoro,
sulla mensa un bel boccale di cristallo
colmo di rosatello spumeggiante;
ne annuso il buon profumo, Che ristoro!
Le palpebre mi
si abbassano sognanti.
Le bollicini spingono la schiuma
che frizza straripante dal bicchiere,
le papille attendono con brama
la gola già trangugia col pensiero
quel nettare profumato e salutare.
La mano afferra con libidine il boccale
che avidamente alle mie labbra accosto e
come un mandrillo assetato d'amore
a lui mi attacco,
finchè l'ultima goccia che trangugio,
Al suol mi stende ciuco!
Dove beatamente dormo
soddisfatto e sognando ringrazio
il vigneto, l'uva, il buon vino
e chi l'ha fatto!

Rosarossa
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Marcovaldo è uno di noi
Postato da Grazia01 il Domenica, 16 ottobre @ 18:48:07 CEST (1041 letture)
Racconti di Italo Calvino


È forse la forza della fantasia, dell'immaginazione. Marcovaldo mi ha sempre strappato un sorriso, da sempre, sin dalla prima volta, ormai molti anni fa, che ho letto delle sue avventure. L'ho sempre immaginato come una persona un pochino buffa, forse appena il retaggio di quando ero più piccolo e semplicemente Marcovaldo, e quelle che allora erano per me fiabe mi facevano divertire, mi facevano sorridere. In realtà, almeno dell'aspetto fisico, di Marcovaldo non sappiamo nulla. Immaginarcelo buffo in fondo è appena una proiezione dei nostri pensieri e immagino che Calvino sia, fosse, contento così, meglio un personaggio buffo che un ometto triste. E qualche ragione per esserlo, triste, Marcovaldo l'avrebbe. Una vita difficile, al limite della povertà, un lavoro pesante, sfruttato, Domitilla la moglie sempre pronta a lamentarsi, a rimproverarlo, una banda di figli, un appartamentino, una piccola mansarda o un umido seminterrato, in cui si sta stretti stretti. Ma Marcovaldo non è mai triste, solo forse qualche fugace ombra ogni tanto, e come potrebbe essere altrimenti, ma non è mai una persona triste. Conserva sempre un fondo di ingenuità, di speranza. Basta un nulla, appena un nulla, per farlo sperare, forse non per farlo sorridere, ma certo per dargli una speranza. Non sorride quasi mai Marcovaldo. Almeno io non me lo ricordo. Non che non sia felice, almeno in qualche momento. Ma non ce lo racconta mai tramite i sorrisi, piuttosto tramite aspettative, carichi momenti di attesa, che poi però sempre la natura o gli uomini gli fanno svanire. Quasi una sorte di triste fatalismo, quasi che Calvino voglia sempre ricordarci che per l'uomo è molto più facile essere sconfitti. Ma poi in realtà non è così. Marcovaldo per i canoni di oggi è certo una persona sconfitta. Però ha una sua forza. Ha la forza di ricominciare. Sempre gli basta davvero un nulla, dei funghi nell'aiuola, le api usate contro i reumatismi, la neve, per alimentare le sue speranze, i suoi sogni. Piccole speranze, piccoli sogni, però davvero la sua forza e forse anche la nostra. Quella di ricominciare sempre, e non è cosa da poco. Scriveva Calvino ne Le città invisibili nel 1972, già parecchi anni dopo Marcovaldo: "L'inferno è già qui. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio". Ecco forse è eccessivo dare a Marcovaldo questa forza, questa consapevolezza. Però in lui già vi sono alcuni di questi momenti, anche forse solo accennati. Lui non sa ancora di vivere nell'inferno e forse lui fa un po' tutte e due le cose. Accetta la sua vita con rassegnazione però al tempo stesso va alla ricerca di ogni piccolo spunto, di ogni piccolo attimo, che in mezzo all'inferno non sia inferno.
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Eleonora dei Vespri
Postato da Paolo il Domenica, 16 ottobre @ 13:12:55 CEST (931 letture)
Le opere di Paolo II
1282, la perquisizione che un milite francese operò su di una signora palermitana non poteva essere così grave. E poi era Lunedì di Pasqua, davanti alla Chiesa di Santo Spirito. Eppure, si scatenò un pandemonio mica da poco. Gli Angioini padroni avranno puntato sulla professionalità delle loro forze armate, chissà. Furono i Vespri Siciliani. Il sopraggiungere di quella sera non aveva portato nessuna quiete: i tumulti si estesero e durarono. La popolazione stava davvero male. La pubblica istruzione era perfino devastata. Due ingredienti per un (edited)tail micidiale. Verdi compose la musica adatta. Arriveranno gli Aragonesi. In Paradiso VIII, 73, Dante aveva ripreso la situazione da par suo e sorga la Musa a elevare il nostro canto.



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Poesie e pensieri sugli animali
Postato da Grazia01 il Sabato, 15 ottobre @ 19:41:19 CEST (1068 letture)
Testi e saggi di Voltaire I
Poesie e non solo sugli








Mi piacciono i maiali.
I cani ci guardano dal basso.
I gatti ci guardano dall’alto.
I maiali ci trattano da loro pari.

Winston Churchill



Se prendi un cane che muore di fame e lo ingrassi,
non ti morderà.
E’ questa la differenza principale tra un cane e un uomo.

Mark Twain





ODE AL CANE
di Pablo Neruda


Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda
senza parlare e i suoi occhi
sono due richieste umide, due fiamme
liquide che interrogano
e io non rispondo,
non rispondo perché
non so, non posso dir nulla.


In campo aperto andiamo
uomo e cane.
Brillano le foglie come
se qualcuno le avesse baciate
a una a una,
sorgono dal suolo tutte le arance
a collocare piccoli planetari
su alberi rotondi
come la notte, e verdi,
e noi, uomo e cane, andiamo
a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
nella campagna cilena,
fra le limpide dita di settembre.




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Calphurnia
Postato da Paolo il Venerdì, 14 ottobre @ 20:42:11 CEST (958 letture)
Le opere di Paolo II
Quanto s’è detto sulla rottura delle amicizie, ha la sua applicazione nel 1866. La Prussia sconfigge l’Austria sul campo di Sadowa. Il Pangermanesimo poteva finire qui, con la liquidazione della Dieta, ormai solita designare un Asburgo quale principe dei Tedeschi. La Prussia è legata al nome di Bismarck, anche i kaiser sono in fase di liquidazione. Tutto si chiuderà nel 1917.



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LA NATURA MORTA NEL NOVECENTO
Postato da Grazia01 il Venerdì, 14 ottobre @ 19:26:24 CEST (1157 letture)
ARTE II
continua da

La natura morta nel Novecento




Pablo Picasso, Natura morta con toro, collezione privata.

L’artista spagnolo rielabora il tema introducendo un elemento come il teschio del toro che, per quanto macabro, è in linea con le tradizioni del Paese d'origine.

Tra i maggiori interpreti della fine dell'Ottocento, quando la rivoluzionaria stagione delle avanguardie (Cubismo, Espressionismo, Futurismo, Dadaismo, Surrealismo) è ormai alle porte, trova un posto di rilievo Paul Cézanne, il quale predilige dipingere frutta e tavole imbandite durante il periodo maturo della sua carriera artistica, Il gusto della pittura di carattere intimista, racchiusa nel microcosmo provenzale dentro cui Cézanne trascorre una vita intera, si sposa con una spinta propulsiva che genererà poi le prime avanguardie, Cubismo in testa. Proprio i pittori cubisti dedicano speciale attenzione al tema della natura morta: Picasso, Delaunay, Braque, lo spagnolo Juan Gris e altri realizzeranno molti dipinti sulla traduzione simultanea su più piani prospettici di oggetti, fiori, frutta e strumenti musicali attraverso la scomposizione dei piani, Infine, il ritorno alle atmosfere contemplative si ripropone, nel contempo, con personalità come Henri Matisse e la tendenza al decorativismo.




Georges Braque, li tavolo del musicista, Museum fur Gegenwartskunst, Basilea.

Il pittore francese propone scomposizioni geometriche dello spazio, rotazioni e molteplici angoli visivi.


La pittura pura

Con la mutata scena sociale, con l'ormai consolidata crisi della figura dell'artista, con la caduta della grande committenza pubblica, religiosa e laica, il tema della natura morta torna a ricoprire di significato l'attività di molti dei protagonisti del Novecento italiano ed europeo. Uno dei maggiori esponenti italiani, autore quasi esclusivamente di nature morte, è Giorgio Morandi. Le sue opere, siano olii su tela o acqueforti, i primi giocati sulla variazione delicata ma raffinatissima di toni grigi e beige, le seconde articolate su una fitta rete di segni incisi, bottiglie e vasi, generalmente disposti secondo uno schema ripetitivo, caratterizzano una particolare attitudine del pittore bolognese che oggi definiremmo minimalista. Spogliata dei suoi significati simbolici, la natura morta di Giorgio Morandi, così come la natura morta del Novecento in generale, incarna definitivamente la pittura pura per eccellenza, lontana ormai dalla necessità vincolante della narrazione e prova provata dell'art for art's sake, ossia dell'arte per l'arte, per citare una massima di Oscar Wilde, Mario Mafai, esponente di spicco della scuola romana di via Cavour degli anni Quaranta e Cinquanta, realizza tra le più belle nature morte con fiori secchi che il Novecento ricordi. Sospesi su di uno sfondo privo di riferimenti reali, i fiori secchi di Mafai capovolgono il senso stesso del tema: dalla necessità di rappresentare la realtà nelle sue forme più articolate e complesse, le nature morte novecentesche appaiono spesso svincolate da un contesto reale o quotidiano, in cui l'inquadramento prospettico è spesso mancante e lo spazio è tutto dedicato alla ricerca pittorica, unico dato realmente significativo.



Henri Matisse, Interno rosso, Musée National d'Art Moderne Centre Georges Pompidou, Parigi.

In questa tela dell'artista francese il colore si impone in assoluto come elemento autonomo e significante.
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STANCO CUORE
Postato da rosarossa il Giovedì, 13 ottobre @ 18:46:19 CEST (1043 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VI







STANCO CUORE

Riposa finalmente vecchio cuore
stanco sfinito deluso e tormentato.
Non batti forte, non impazzisci,
non cerchi più l'amore!
Nella culla del silenzio dormi,
rassegnato giaci
fra le braccia del tuo angelo custode,
sostenuto dall'anima
serenamente trovi la dolcezza
che cercavi e che la terra
crudelmente ti ha negato.
Vai pure in alto cuor mio e lascia
il tuo fardello di dolore;
troverai quanto sulla terra hai sublimato,
l'amore puro, la serenità, la vera pace!



Rosarossa
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Io Ti conosco io sò chi sei
Postato da Anonimo il Giovedì, 13 ottobre @ 08:19:12 CEST (1024 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II






Ti canto una canzone
con un mandato in mano
non sono un derelitto
ma un Comandante vero
nero come il carbone
mentre quello tutto verde
è il padre di una trota
pescata dentro il Pò.
Ed io che sono nessuno
canto l'estate che si farà autunno
e così mentre libero vaga
il pensiero mio
vedo Te
avvolta in uno scialle
Verde come la rabbia
Bianco come la neve
Rosso come il fuoco
ma bello è il Tuo nome
dimenticato da chi non Ti ama.



r.chesini
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Anniversario della nascita di Eugenio Montale
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 12 ottobre @ 20:38:15 CEST (1621 letture)
Poesie di Montale



Ricordo di Eugenio Montale nell'anniversario della nascita

12 ottobre 1896




Non Chiederci La Parola


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.


Eugenio Montale

Biografia


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Poesie di Erri De Luca
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 12 ottobre @ 19:59:57 CEST (1254 letture)
Poesie e prosa di Erri De Luca


Poesie di Erri De Luca




Due


Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso.



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Poesie degli indiani d'america
Postato da Grazia01 il Martedì, 11 ottobre @ 20:08:58 CEST (1283 letture)
Poesie e pensieri di Indiani d'America
Poesie degli indiani d'america







Una poesia si specchia in una pietra di turchese e
li si ferma per un attimo.
Poi ricomincia a vagare,
per dare vita forse ai colori di un disegno
ricamato su una coperta.
I giunchi, raccolti li vicino,
vengono intrecciati da abili dita e
diventano un cesto:
la sua forma ricorda la volta del cielo.
Un pezzo di legno è lavorato:
da lui si ricaverà un'opera che dimostrerà
quale armonia ci sia fra legno e
intagliatore.
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Lettera di Foscolo a Antonietta Fagnani Arese
Postato da Grazia01 il Lunedì, 10 ottobre @ 08:13:04 CEST (1211 letture)
Poesie e opere di Ugo Foscolo

Sabato, prima di desinare, (1801)


Tu sei certa dunque ch’io t’amo, o celeste creatura ? Oh!…si, io t’amo quanto posso amare; il mio cuore non può reggere più alla piena di tante sensazioni. Io sento la passione onnipotente dentro di me…eterna! Si io t’amo.
Io sperava da’ tuoi baci un qualche ristoro; ma io invece ardo ognor più…Il sorriso è fuggito dalle mie labbra; e la profonda malinconia che mi domina non mi lascia se non quando io ti vedo…e ti vedo venire così amorosa verso di me a farmi confessare come, ad onta di tanti mali, la vita è preziosa. Ma io …tremo! Che farai di me ora che sei sicura del tuo potere ? Mi abbandonerai tu alle lagrime e alla disperazione ? ti raffredderai tu con me ? –
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Il sole splende per tutti
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 ottobre @ 20:21:26 CEST (1192 letture)
Poesie di Prevert






Il sole splende per tutti



Il sole splende per tutti, non splende nelle prigioni,
non splende per quelli che lavorano in miniera,
quelli che tolgono le scaglie ai pesci
quelli che mangiano la carne cattiva
quelli che fabbricano gli spilli per i capelli
quelli che soffiano le bottiglie vuote che altri berranno piene
quelli che tagliano il pane col coltello
quelli che passano le vacanze nelle officine
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Maria Theresia, kaiserin
Postato da Paolo il Venerdì, 07 ottobre @ 19:41:59 CEST (1119 letture)
Le opere di Paolo II
Dopo due tanghi, cambiamo idea. Il valzer. In Italiano, la parola ‘cavaliere’ sfuma nel significato. Abbiamo ricevuto, regalo di compleanno per il 30 settembre, ‘The Pale Rider’ con Clint Eastwood.



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Nobel letteratura 2011 Tomas Tranströmer
Postato da Grazia01 il Giovedì, 06 ottobre @ 19:51:32 CEST (1599 letture)
I Nobel della letteratura I
Anche quest'anno previsioni e scommesse sono state puntualmente smentite: il premio Nobel per la letteratura è andato al poeta svedese Tomas Tranströmer.



Lo ha annunciato oggi l'Accademia Svedese spiegando nella motivazione che "attraverso le sue immagini dense, limpide, offre un nuovo accesso alla realtà".
Nato 80 anni fa a Stoccolma, è considerato il maggior poeta svedese vivente: ma "fuori casa" il suo nome dice poco, per quanto sia già stato nella lista dei candidati al Nobel lo scorso anno. Ora invece tutto il mondo sa che dalla Svezia non arrivano solo gialli alla Larsson e Mankell.

POETA-PSICOLOGO

Oltre a scrivere poesie, Tranströmer è stato anche uno psicologo impegnato nel sociale. Ha lavorato con disabili e nelle carceri minorili, con detenuti e tossicodipendenti. Attività svolte fino al 1990 quando è stato colpito da un ictus che ha gli ha gravemente compromesso la capacità di parlare. Nonostante la malattia Tranströmer ha continuato a scrivere. E soprattutto a suonare il piano, passione che dopo la malattia ha coltivato con una sola mano, la sinistra.


In suo omaggio propongo alcune delle sue poesie tradotte da Franco Buffoni

Sera-mattina

L’albero della luna è marcito e si sgualcisce la vela.
Il gabbiano volteggia ebbro lontano sulle acque.
E' carbonizzato il greve quadrato del ponte. La sterpaglia soccombe all’oscuritá.
Fuori sulla scala. L’alba batte e ribatte sui
cancelli granitici del mare e il sole crepita
vicino al mondo. Semiasfissiate divinità estive brancolano nei vapori marini.
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John Trudell - Heart taker
Postato da Letty il Mercoledì, 05 ottobre @ 20:01:51 CEST (2647 letture)
Poesie d'amore I
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La natura morta nell’ottocento
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 ottobre @ 19:35:08 CEST (1451 letture)
ARTE II
La natura morta nell’ottocento

continua da




Édouard Manet, Colazione sull'erba, particolare, Musée d'Orsay, Parigi.
I contrasti decisi contribuiscono a dare plasticità a questa celebre opera dell'impressionista transalpino.

Solo nell'Ottocento, con la crisi del modello accademico, i pittori di cavalletto - in particolare gli impressionisti in Francia - riprenderanno il genere della natura morta con interesse rinnovato. Durante questo secolo si delineano in modo sempre più evidente i due grandi filoni dell'arte che poi subiranno una vera e propria frattura con l'avvento delle avanguardie. Pittori realisti, da una parte, come Courbet, e precursori degli impressionisti dall'altra, come Manet, procedono in senso opposto rispetto all'esasperazione della maniera ufficiale, preferendo un ripiego su temi e modi lontani dalle maestose e ormai decadenti celebrazioni del potere. Nello scenario a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, quando Jacques Louis David realizza l'enorme tela con L'incoronazione di Napoleone, Francisco Goya dipinge, per esempio, una serie di piccole nature morte a fondo scuro, con gli oggetti inquadrati in primo piano da una luce sagomata e diretta, caratterizzate da un'atmosfera buia e drammatica e inoltre opere come Il tacchino morto, al Prado di Madrid, o il celebre Tranci di salmone.



Francisco Goya, Orillas del Manzanares, particolare, Museo del Prado, Madrid.
Il pittore spagnolo preferisce invece impiegare tratti essenziali e delicati colori accostati tono su tono,

Una poetica intimista
Questi soggetti sostituiscono il secentesco memento mori con la presenza, altrettanto inquietante, dell'animale macellato (tema sicuramente desunto dalla magistrale lezione di Carracci prima e di Rembrandt poi), oppure de La trota presa all'amo di Courbet, che pare la metafora della tragica esperienza della Comune parigina (1870-1871) per la quale lo stesso artista subì non solo un linciaggio morale, ma patì, prima, diversi mesi di carcere e poi, l'esilio per essersi opposto, insieme a tutta la città, al potere monarchico costituito. Il carattere prettamente intimista di queste opere era lontano però dalle ambizioni della pittura dei pompiers. Un genere questo prediletto dalla committenza pubblica, che privilegiava i soggetti storici, proponendo attente ricostruzioni di avvenimenti realmente accaduti, si pensi alle tele del francese Léon Coginiet, oppure a quelle di William-Aphe Bouguereau, che guardano, però, anche, alla mitologia, o, ancora a quelle dell'inglese Alma-Tadema che miscelano sapientemente le due tematiche. Grande protagonista del revival della natura morta nell'Ottocento, dunque, è Gustave Courbet, che, esponente di spicco delle correnti realistiche, trova in soggetti come i fiori e la frutta un veicolo ideale per esprimere la sua poetica di osservazione attenta della realtà quotidiana. Tra le nature morte più suggestive, Mele e melagrane in un piatto, alla National Gallery di Londra, e il Tavolo con fiori e frutta, alla Norton Simon Foundation di Pasadena, certamente spunti di rilievo per le successive "tavole con frutta" di Cézanne.



Éduard Manet, Vaso con peonie, Musée d'Orsay, Parigi.
Il quadro rappresenta un chiaro esempio di come l'artista francese utilizzi il colore stendendolo per grandi macchie giustapposte.
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IO NE HO ANCORA
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 ottobre @ 21:08:48 CEST (1276 letture)
Poesie e pensieri di Indiani d'America
Il metodo sociale che distingue nettamente la cultura indiana da quella dell'uomo bianco è che la prima pone l'uomo come parte integrante dell'intero Creato in cui la Terra occupa un posto, così si attiene al rispetto delle leggi naturali e della Creazione.
La seconda invece pone l'uomo come "signore del creato" e di conseguenza lo autorizza ad assoggettare, sottomettere, addomesticare, tutto ciò che può;
fino ad arrivare a distruggere ciò che non è in grado di capire e di accettare.
Per capire appieno la loro sensibilità e l'armonia che li legava profondamente alla Terra, vi suggerisco di leggere attentamente le prossime liriche, tutte dedicate a momenti rituali collettivi di vita quotidiana e di preghiera, i cui confini non erano delimitati.




In questa lirica trovo sintetizzato lo spirito di questo grande e generoso popolo.


IO NE HO ANCORA

Non posso
immaginarmi
un popolo senza casa,
eppure io vedo
ogni giorno
come vagano senza meta,
come dei disperati
cercano radici e cose
che dovrebbero dare un senso alla loro vita.
Povero uomo bianco
nella tua violenza
nel tuo splendore
in tutto il tuo benessere
hai perduto la tua eredità
ora tu vuoi la mia
allora prendila,
io ne ho ancora.


John Twobirds Arbuckle
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La poesia salverà il mondo
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 ottobre @ 20:36:31 CEST (929 letture)
Poesie di Walt Whitman






La poesia salverà il mondo

Il mondo sottomarino,
Foreste al fondo del mare, i rami, le foglie,
Ulve, ampi licheni, strani fiori e sementi,
folte macchie, radure, prati rosa,
Variegati colori, pallido grigio verde,
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Segni
Postato da Letty il Martedì, 04 ottobre @ 18:30:16 CEST (721 letture)
Le poesie di Letty - II






Ho contato i giorni incappucciati di brina

in una notte che pareva non finisse mai

li contavo segnandoli sul muro della mia solitudine

un segno dopo l'altro

le pareti di quella stanza semi buia sembravano non avere un inizio e neppure una fine

nell'eterno scorrere dei miei pensieri sparsi

un segno dopo l'altro

un minuto dopo l'altro...

cosa avrei visto nel momento in cui sarebbe tornata la luce?

che mi sarebbe rimasto di quell'attimo buio durato una vita?

Solo tanti segni bianchi...


Letty
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L’importanza di essere onesti
Postato da Grazia01 il Lunedì, 03 ottobre @ 16:11:00 CEST (3306 letture)
Psicologia e salute I
Non fa notizia, ma è il pilastro di qualunque comunità umana. Ecco da dove nasce il valore dell'onestà e come lo si difende.
E’ il fondamento di ogni società, da quelle piccole degli indios che abitano la foresta amazzonica a quelle delle megalopoli in cui dominano i giganti della finanza. Porta alla fiducia negli altri, non solo negli affari, ma anche nei rapporti di coppia, fra genitori e figli, fratelli, sorelle, amici e colleghi. Stiamo parlando dell'onestà, fondamento del "contratto sociale" che caratterizza le comunità umane, un valore universale che gli esseri umani ma non solo loro) sono chiamati a rispettare in ogni tipo di società. Certo, i comportamenti disonesti non mancano: oltre a furti e rapine, ci sono gli scandali finanziari come quello Parmalat, ci sono la corruzione, le truffe, l'evasione fiscale (in Italia tocca i 300 miliardi di euro) e tanti altri reati.

Black list.
A ricordarcelo, ogni anno giunge puntuale la speciale classifica di Transparency International a sulla percezione della corruzione, con 178 Paesi censiti. Nell'ultima rilevazione, relativa al 2010, la Danimarca figura come il Paese più onesto, insieme con Singapore e Nuova Zelanda, seguiti da Finlandia, Svezia, Canada, Olanda e Australia. I'Italia è al 67° posto, dopo il Ruanda e prima della Georgia.




In altre parole, l'onestà non è scontata, ma va da sempre difesa in ogni società attraverso le leggi, le prescrizioni religiose e la riprovazione dei cittadini. Nell'antico Egitto, per esempio, i disonesti potevano anche cavarsela in vita, ma non avrebbero superato la "pesatura dell'anima", una prova divina che decideva chi avrebbe proseguito la sua esistenza nell'aldilà e chi sarebbe stato invece sbranato dalla dea Maat. Anche oggi, in Africa, la disonestà, in particolare verso parenti e antenati, è scoraggiata dalla credenza in forze magiche punitive.
Ma l'onestà e la fiducia reciproca non si mantengono solo grazie al deterrente delle punizioni umane o divine: la loro forza è che garantiscono grandi vantaggi. Sono i presupposti fondamentali di ogni alleanza politica, di ogni contratto, di ogni commercio, senza dimenticare il microcosmo delle relazioni fra i singoli individui. Per vivere ed avere successo in una struttura sociale, insomma, bisogna essere affidabili. La disonestà alla lunga non paga, almeno per la maggioranza dei "furbi". Sociologi e antropologi concordano: la disonestà fa notizia, mentre dell'onestà, enormemente più diffusa, si parla poco perché è la normalità, il cemento del patto sociale.
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Anima
Postato da Letty il Domenica, 02 ottobre @ 16:39:32 CEST (726 letture)
Le poesie di Letty - II
Un'anima vola più in alto di qualsiasi pensiero
lo fa quando si eleva per amore
la forza di un'anima si misura in quello che trasmette intorno a sé
nel silenzio della sua musica interiore
nel potere delle sue carezze silenziose
nel potere consolatorio dei suoi sorrisi
è un crescendo, una marea, un uragano che travolge e coinvolge
solo chi, nel silenzio, in uno sguardo trova la porta per il suo infinito

Letty

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La poesia non è morta
Postato da Grazia01 il Sabato, 01 ottobre @ 09:17:23 CEST (1309 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni IV


Molti pensano che la poesia sia morta,
uccisa dalla società dell'informazione,
dall'indifferenza e dalla frenesia della vita moderna...
Ma, finché anche solo un piccolo
frammento di essa vivrà dentro di noi,
la poesia non sarà mai morta davvero.

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L'Aquila dello Wyoming
Postato da Paolo il Venerdì, 30 settembre @ 13:40:34 CEST (854 letture)
Le opere di Paolo II
Nel 1985, ‘Tangos – l’exilio de Gardel’ fece sentire l’amaro degli Argentini a Parigi. Nel 1992, ‘Unforgiven’ fece vincere l’Oscar a Clint Eastwood. ‘The Eagle’ continua a sorvolare il nostro mondo.



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JACOPO ORTIS
Postato da Grazia01 il Venerdì, 30 settembre @ 12:00:35 CEST (1651 letture)
Poesie e opere di Ugo Foscolo


LE OPERE

Il culto della patria, del vero e della bellezza, «l'orrore per la popolare licenza e il coraggio contro il potere assoluto spirano da ogni parola da me scritta».





JACOPO ORTIS

Nel Piano di studi il Foscolo annuncia tra le "prose originali" l'opera Laura, lettere; il proposito è ribadito in uno scritto dell'aprile 1796 all'amico Paolo Costa. Questo "libretto", di cui non rimane altra traccia, può essere considerato il primo abbozzo del futuro, e ben diverso, Ortis. Il sostrato di fatti, pensieri, emozioni che dovevano maturare in Laura possono essere indicati nel suicidio "immotivato" dello studente Gerolamo Ortis (Venezia, 29.III. 1796) ; forse nell'amore per la Teotochi Albrizzi; nella propria tormentata e malinconica solitudine; nell'amara constatazione della sconfitta delle passioni nobili e generose. In momenti di profonda infelicità l'animo sensibile avverte il dolore altrui, e vi si accosta con affetto progressivo. Su questo ordito si doveva intessere il romanzo, sentimentale, nella struttura e nello stile prossimo a due successi editoriali del secolo, La nouvelle Héloise e il Werther.
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Cuore di donna
Postato da Grazia01 il Venerdì, 30 settembre @ 08:34:45 CEST (1146 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni II



Cuore di donna

Ci sono donne che camminano controvento da una vita. Ci sono donne che hanno occhi profondi e sconosciuti come oceani. Ci sono donne che cambiano pelle per amore..Ci sono donne che donano il loro cuore, per poi ritrovarsi a raccattarne i cocci da sole...Ci sono donne che in silenzio fanno ballare la propria anima su una spiaggia al tramonto...Se ti fermi un istante le puoi sorprendere, mentre lottano contro il proprio istinto...Mentre fanno passeggiare il proprio dolore a piedi nudi, affrontando onde che ad ogni mareggiata sono sempre più minacciose...Ci sono donne che chiudono gli occhi, ascoltando una musica lenta,che rende ancora più salate le loro lacrime...Ci sono donne che con orgoglio ma con il nodo in gola, rinunciano alla felicità...
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Pensiero triste
Postato da Letty il Giovedì, 29 settembre @ 20:17:25 CEST (811 letture)
Le poesie di Letty - II






Che sapore ha un pensiero triste?
Ha il gusto della nostalgia di un sentimento.
Ha il gusto del buio, che cammina sulle rotaie dei ricordi, come tanti vagoni legati da mani intrecciate.
Sa di petrolio e di veleno...
sa di te



Letty
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DONDOLIO - Luigi Pirandello
Postato da Grazia01 il Giovedì, 29 settembre @ 20:10:15 CEST (1036 letture)
Racconti e poesie di Pirandello








DONDOLIO

Dalla branda, sospesa tra due rami
d’un denso antico olivo saraceno,
gli ultimi ascolto tenui richiami
degli uccelli e il frinire assiduo duro
dei grilli, tra le stoppie, nel sereno
crepuscolo morente. Or sí or no,
nel lento moto, gli occhi mi punge, tra il fogliame oscuro,
lo sfavillio d’un piccolo remoto
astro ch’io non vedrò forse mai piú, tra tanti altri perduto.
E mentre mi spauro alle plaghe pensando ultime, donde
la luce di quel mondo a me proviene,
ecco, una fogliolina me l’asconde;
mi scosto, e un’altra volta lo saluto.


Liugi Pirandello

Biografia
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Appuntamento 8 ottobre: stelle cadenti
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 28 settembre @ 15:21:04 CEST (1431 letture)
Scienze
Dalle 8 di sera, con cielo limpido, in Italia potremo osservare centinaia di stelle cadenti. Perché?
E che cosa sono?
La "fine" che arriva dal cielo potrebbe essere molto più vicina del famigerato 2012 . È la stessa Nasa ad attirare l'attenzione su quanto potrebbe accadere 1'8 ottobre, ma l'allarme non riguarda per fortuna le nostre vite: a essere in pericolo saranno solo i satelliti, con possibili conseguenze per le previsioni meteo e per la tv satellitare. La causa? Un bombardamento di polveri dallo spazio che durerà circa 7 ore e potrebbe produrre - secondo gli scienziati - una delle più spettacolari notti di stelle cadenti delle ultime decadi.


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La cometa
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 28 settembre @ 09:00:43 CEST (915 letture)
Poesie di Maria Luisa Spaziani







La cometa

Quel mio amore per lui aveva ali di cera
lunghe le ali sembravano eterne
battevano il cielo sicure, sfioravano picchi,
puntavano al sole con nervature nervine.

Fuse le ali ormai mi ricrescono dentro,
soltanto ora perdute mi diventano vere,
e ai cuori incauti grido: la passione è un fantasma
troppo importante, uomini, per potersi incarnare.

Chiomate vaganti comete di Halley, presagi
disastri prodigi che infiammano e gelano il sangue,
nessuno osi fissarvi, si arrischi a sfiorare
coaguli di pura lontananza - morgane.



Maria Luisa Spaziani

Biografia
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