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Certi Argomenti - Giovanni Verga
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 settembre @ 16:07:57 CEST (1350 letture)
Racconti di Verga




Certi Argomenti

C'era un aneddoto che dopo più di un anno, faceva ancora le spese della conversazione alla tavola rotonda dell'Albergo di Russia, a Napoli, quando i tre o quattro ospiti che tutti gli anni solevano trovarsi al medesimo posto, dal cominciar del novembre alla fine di maggio, rimanevano faccia a faccia, col sigaro in bocca e i gomiti sulla tovaglia.
A quella medesima tavola s'erano incontrati un tale Assanti, uomo elegante ed uomo di spirito, ed una signora Dal Colle, donna elegante e donna di spirito, un po' civetta, capricciosa e bizzarra, sul conto della quale si raccontavano certe storielle singolari, ben inteso senza provarne una sola, e che veniva ad epoche fisse, come una rondine, da Baden, da Vienna o da Parigi.
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Naufraghi
Postato da Grazia01 il Lunedì, 12 settembre @ 20:16:31 CEST (1060 letture)
Poesie di Pozzi Antonia




Naufraghi


Naufraghi sugli scogli,
ognuno narra
a sè solo - la storia
di una dolce casa
perduta,
sè solo ascolta
parlare forte
sul deserto pianto
del mare -


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E nato all'improvviso...Oriana Fallaci
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 settembre @ 09:14:46 CEST (1016 letture)
Letture varie III

È nato all' improvviso. È scoppiato come una bomba. Inaspettatamente come la catastrofe che il mattino dell'11 settembre 2001 ha incenerito migliaia di persone e dissolto due degli edifici più belli della nostra epoca: le Torri dello World Trade Center. La vigilia della catastrofe pensavo a ben altro: lavoravo al romanzo che chiamo il-mio-bambino. Un romanzo molto corposo e molto impegnativo che in questi anni non ho mai abbandonato, che al massimo ho lasciato dormire qualche mese per curarmi in ospedale o per condurre negli archivi e nelle biblioteche le ricerche su cui è costruito. Un bambino molto difficile, molto esigente, la cui gravidanza è durata gran parte della mia vita d'adulta, il cui parto è incominciato grazie alla malattia che mi ucciderà, e il cui primo vagito si udrà non so quando.
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11 settemre 2001 - Ultimo a uscire
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 settembre @ 08:31:07 CEST (1268 letture)
In ricordo

Quando sono entrato nel Dipartimento dei vigili del fuoco di New York, all'inizio degli anni '70, ogni volta che un pompiere moriva in servizio si usava trasmettere quattro volte di seguito una sequenza di cinque rintocchi di campana, attraverso il sistema interno di altoparlanti. Allora si fermavano tutti, qualunque cosa stessero facendo, per rispettare un minuto di silenzio mentre risuonava quella sequenza. Cinque rintocchi, quattro volte di seguito. Ogni volta che mi accadeva di sentirli, quel momento mi sembrava più dolce e nello stesso tempo più amaro della volta precedente, perché ogni suono di quella sequenza portava con sé il ricordo di tutti i vigili del fuoco morti in passato, insieme a quello di chi era caduto in servizio quel giorno. Negli ultimi tempi le campane sono cadute in disuso, perché ora possiamo contare su altri sistemi di comunicazione, ma il segnale rimane. Il richiamo dei« Quattro Cinque », trasmesso da un pompiere a un altro, segnalerà sempre la perdita di un fratello, e non c'è nulla che possa rimpiazzare quei rintocchi. Non dimenticherò mai il timbro mesto di quei cinque tocchi di campana, ripetuti quattro volte, che sentii suonare per dodici volte di seguito dopo il leggendario incendio del supermercato Waldbaum, a Brooklyn, nell'agosto del 1978, quando perdemmo dodici uomini in gamba, e tutte le caserme della città rimasero in silenzio mentre contavamo quei duecentoquaranta rintocchi. E non dimenticherò mai le campane che non abbiamo udito 1'11 settembre 2001, quando il nostro, paese piombò nel caos, la nostra città andò in rovina e 343 dei nostri fratelli morirono tra le macerie del World Trade Center. Non ci fu il tempo per far suonare le campane per quei valorosi soldati, e troppo pochi di noi erano rimasti per ascoltare quei rintocchi. «Non esiste gesto d'amore più grande che dare la vita per il prossimo », recita il motto che viene invocato ai funerali e alle cerimonie di commemorazione di vigili del fuoco; un tributo che è sempre echeggiato nelle caserme dei pompieri di New York, mentre risuonavano solenni quei rintocchi di campana.

da Ultimo a uscire di Richard Picciotto, pompiere di New York
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La rivincita degli incompresi
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 settembre @ 20:11:28 CEST (1297 letture)
Letture varie III

La rivincita degli incompresi


Troppo timidi, troppo originali o spaventati dalle sfide? Tutti lo siamo. Risultato: finiamo per essere (o sentirci) sottostimati. Oggi è considerato un grande nome della letteratura italiana. Ma in vita non ebbe il riconoscimento che avrebbe desiderato: il suo unico romanzo venne pubblicato un anno dopo la sua morte.
Il libro era Il Gattopardo, e il suo autore Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Un grande ... incompreso: è rimasto famoso il giudizio di un altro scrittore, Elio Vittorini, che respinse il romanzo per l'editore Einaudi (spiegando a Tomasi, in una lettera, che lo trovava non "sufficientemente equilibrato nelle sue parti"), pur consigliando invece a Mondadori di assicurarsi il libro ... dopo una revisione dell'autore.
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Comportarsi come un bambino
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 settembre @ 14:01:02 CEST (901 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II


" La gioventù è una cosa meravigliosa. Che crimine rovinarla nei giovani"
(George Bernard Shaw)

Baudelaire descrisse il genio come la gioventù ritrovata. Aveva ragione: è il ragazzo che ha il V d. e
che è creativo non l'adulto.


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quante volte... di Cesare Pavese
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 settembre @ 13:02:47 CEST (1393 letture)
Letture varie III

...ma quante volte avevo visto passare le carrette rumorose con su le sediate di donne e ragazzi, che andavano in festa, alla fiera, alle giostre di Castiglione, di Cossano, di Campetto, dappertutto, e io restavo con Giulia e Angiolina sotto i noccioli, sotto il fico, sul muretto del ponte, quelle lunghe sere d'estate, a guardare il cielo e le vigne sempre uguali. E poi la notte, tutta la notte per la strada si sentivano tornare cantando, ridendo, chiamando attraverso il Belbo. Quasi godevo se veniva un temporale, il finimondo, di quelli d'estate, e gli guastava la festa.
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Il rogo dei libri di Bertolt Brecht
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 settembre @ 09:18:52 CEST (4357 letture)
Poesie d'autore I





Il rogo dei libri



Quando il regime ordinò che in pubblico fossero arsi
i libri di contenuto malefico e per ogni dove
furono i buoi costretti a trascinare
ai roghi carri di libri, un poeta scoprì
- uno di quelli al bando, uno dei meglio - l'elenco
studiando degli inceneriti, sgomento, che i suoi
libri erano stati dimenticati. Corse
al suo scrittoio, alato d'ira
e scrisse ai potenti una lettera.
Bruciatemi!, scrisse di volo, bruciatemi!
Questo torto non fatemelo! Non lasciatemi fuori! Che forse
la verità non l'ho sempre, nei libri miei, dichiarata? E ora voi
mi trattate come fossi un mentitore! Vi comando:
bruciatemi!


Bertolt Brecht
(trad. di F.Fortini)



Purtroppo la storia dei libri messi all'indice anche senza il rogo, continua, a gennaio se ne parlò ma non fu diffusa la notizia in televisione (ad eccezione forse del Tg3) e poco se ne è parlato sulla carta stampata, non ne sò molto di più per cui mi astengo dal commentare oltre, solo mi pare ormai evidente che in questo paese sia in atto la sistematica censura di quelle voci che si levano contro "il potere".
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Io scrivo di Orhan Pamuk
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 settembre @ 08:32:38 CEST (3217 letture)
Poesie d'autore I


Io scrivo



Io scrivo perché sento il bisogno innato di scrivere!
Scrivo perché non posso fare un lavoro normale, come gli altri.
Scrivo perché voglio leggere libri come quelli che scrivo.
Scrivo perché ce l’ho con voi, con tutti.
Scrivo perché mi piace star seduto in una stanza a scrivere tutto il giorno.
Scrivo perché posso sopportare la realtà soltanto trasformandola.[/
Scrivo perché tutto il mondo conosca il genere di vita che abbiamo vissuto,
che viviamo io, gli altri, tutti noi a Istambul, in Turchia.
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La memoria dei bambini di Silvio Ramat
Postato da Grazia01 il Giovedì, 08 settembre @ 16:33:54 CEST (2687 letture)
Poesie d'autore I







La memoria dei bambini


La memoria dei bambini,
finch'è intera, trattiene fotogrammi
che in un anno o anche meno, sotto l'ombra
della vita, saranno puro oblio.
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Il lustrascarpe di Louis Sepùlveda
Postato da Grazia01 il Giovedì, 08 settembre @ 15:56:59 CEST (1007 letture)
Racconti IV

...Su una panchina della piazza c’era un bambino, un ragazzino curvo come un vecchio. Non doveva avere più di dieci anni e piangeva disperato.
«Che ti è successo, signorino?» domandò il Selvaggio.
Tirando su col naso ci raccontò che gli avevano rubato la cassetta degli attrezzi con tutti i guadagni della giornata e non aveva il coraggio di tornare a casa.
Il Selvaggio disse che dovevamo fare qualcosa e chiamò un altro lustrascarpe.
«Amico, prendo a noleggio la tua cassetta per un’ora, con tutto quel che c’è dentro.»
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Lode della dialettica di Bertolt Brecht
Postato da Grazia01 il Giovedì, 08 settembre @ 12:24:45 CEST (2741 letture)
Poesie d'autore I








Lode della dialettica


L'ingiustizia oggi cammina con passo sicuro.
Gli oppressori si fondano su diecimila anni.
La violenza garantisce: Com'è, così resterà.
Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda
e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio.
Ma fra gli oppressi molti dicono ora:
quel che vogliamo, non verrà mai.
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Poeta
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 07 settembre @ 16:26:05 CEST (1309 letture)
Poesie e altro di Dickinson








Poeta

Se faccio una classifica -
Prima metto il poeta -
Poi il sole, poi l’estate -
Poi il cielo di Dio -
E la lista è completa.


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da Manon Balletti a Giacomo Casanova
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 07 settembre @ 08:25:10 CEST (939 letture)
Lettere





da Manon Balletti a Giacomo Casanova

(Parigi, fine Agosto 1757)


Domenica a mezzanotte

Mi rendo sempre più conto della tenera amicizia che provo per voi, mio caro Casanova; ora più che mai. La vostra lontananza mi dà un grande dolore che non so esprimere a parole.
Sono cosi accasciata da non averne la forza. Non so rassegnarmi alla triste idea che siate lontano da me, che per due interi mesi non vi potrò vedere e non avrò neppure vostre notizie.
Queste melanconie mi opprimono, mi gelano il cuore. Non devo pensarci; ahimè!, mio caro amico, se lo facessi mi priverei della gioia di testimoniarvi la mia amicizia.
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Esempi
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 settembre @ 21:00:19 CEST (946 letture)
Poesie di Pozzi Antonia






Esempi

Anima, sii come il pino:
che tutto l'inverno distende
nella bianca aria vuota
le sue braccia fiorenti
e non cede, non cede,
nemmeno se il vento,
recandogli da tutti i boschi
il suono di tutte le foglie cadute,
gli sussurra parole d'abbandono;
nemmeno se la neve,
gravandolo con tutto il peso
del suo freddo candore,
immolla le fronde e le trae
violentemente
verso il nero suolo.
Leggi Tutto... | 1217 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


LA NATURA MORTA NEL SEICENTO
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 settembre @ 20:00:08 CEST (3252 letture)
ARTE II
continua da

LA NATURA MORTA NEL SEICENTO






Particolare della tela di Georges de La Tour, La Maddalena penitente, Louvre, Parigi.
Il soggetto è ambientato in un interno domestico rischiarato appena da una lampada a olio che illumina i semplici e umili oggetti della stanza.


Mentre il Manierismo si diffonde in tutta Europa lungo l'arco del Cinquecento, l'attenzione al dettaglio e alla descrizione naturalistica dal vero si sviluppa prevalentemente in due luoghi: le Fiandre, in particolare ad Anversa, e il Nord Italia. I due poli europei sono al centro di questo rinnovato sguardo verso la natura e le già citate opere di Leonardo e Jacopo Ligozzi serviranno da spunto essenziale per il diffondersi della pittura a scopo illustrativo, da cui la natura morta discende per analogia. Una spinta decisiva allo sviluppo a quest'ultimo genere pittorico nel Nord Europa dipese dalla Riforma protestante che, sia pure all'interno del contesto e della cultura cristiani, impattò pesantemente sulla vita e sulle scelte degli artisti, in precedenza impegnati a soddisfare committenze di carattere religioso; la grande produzione d'arte sacra fiamminga tardoquattrocentesca già ricordata ebbe così a subire un brusco arresto. Uno dei cardini della Riforma voluta da Martin Lutero (1483-1546) fu, infatti, l'abolizione del culto dei santi e dei riti liturgici, nonché quella delle immagini sacre, possibile tentazione di idolatria.



Jan Davidsz de Heem, Natura morta.
Un ritorno al gusto fiammingo in quest’enorme composizione in cui l'artista olandese rende con scrupolosa minuzia e grande virtuosismo una tavola imbandita con cibi, frutta e persino un variopinto pappagallo.


L'effetto della Riforma

Una così drastica rivoluzione religiosa si ripercosse sulla produzione artistica nordeuropea, sino a quel momento animata da numerosissimi dipinti di soggetto sacro, ricchi di secondari elementi descrittivi dalla tipologia più svariata: oggetti, vasi con fiori, frutta, libri e strumenti musicali, animali e piante. Gli artisti provenienti dalle Fiandre, maestri eccellenti della pittura a olio e illustratori di grande pregio, furono così sottoposti a un repentino giro di vite e ripiegarono sulla produzione di piccoli dipinti destinati a una fruizione privata. La natura morta divenne quindi più facilmente commerciabile e meno suscettibile di attacchi per ragioni di culto delle immagini, motivo per cui molti degli artisti rivolsero la loro attenzione verso soggetti non sacri. Come si vede, il mero espediente del ritaglio non è l'unico fattore a spiegare la nascita della natura morta in quanto tale, mentre le ragioni dell'affermarsi di questo genere pittorico, soprattutto in area nordeuropea, derivano dai profondi mutamenti religiosi e sociali che questi Paesi si trovarono ad affrontare durante il XVI secolo. La nuova scena religiosa apportò un cambiamento drammatico anche per quel che concerneva il ruolo dell'artista: inibito nella necessità di misurarsi con la complessità compositiva di scene sacre, mitologiche o di pubblica rappresentanza, il pittore "riformato" è costretto a operare lontano dai riflettori della magniloquente arte di corte per rivolgere l'attenzione verso un mondo minore, d'importanza apparentemente inferiore, che però nasconde il muto linguaggio degli oggetti e comunica un suo fascino segreto la cui armonica simmetria s'annida tra un fatto e l'altro della quotidianità. Tutto questo avvenne in un momento di particolare prosperità dei Paesi Bassi, e quindi del mercato dell'arte, che si rivolgeva prevalentemente alla nuova classe borghese. Ne derivò una risposta alla domanda di una produzione artistica rinnovata talmente esuberante da determinare una vera e propria esplosione del genere "natura morta" durante tutto il Seicento.



Pieter Claesz, Natura morta, particolare, Suermondt Ludwig Museum, Aquisgrana.
Il tema delle "tavole imbandite", ricche di cibi e vasellame è molto diffuso soprattutto in Nord Europa, dove intere famiglie di pittori si specializzano in questo genere.


Nel corso del secolo, infatti, questo tema raggiunge altissimi livelli in materia di composizione, profondità e complessità di significati, per penetrare all'interno degli oggetti e leggerne i segnali silenziosi di comunicazione col mondo degli uomini. Molte delle composizioni di natura morta sono da considerarsi come istantanee ante litteram di un momento fissato nel presente dell'artista, secondo un singolare gioco di ruolo tra lo spettatore e il pittore.



Willem Kalf, Natura morta, particolare, Rijksmuseum, Amsterdam.
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Tocca a te
Postato da Anonimo il Sabato, 03 settembre @ 12:09:39 CEST (960 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II


Tocca A TE




E' bello guardare due

col cuore che batte forte

come un contrabasso

vestiti proprio da sposi
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da Giovanni Verga a Dina
Postato da Grazia01 il Venerdì, 02 settembre @ 18:35:41 CEST (900 letture)
Lettere

Mendrisio, 29 Agosto 1900

Tante, tante cose ti vorrei dire che mi si affollano alla mente e mi gonfiano in cuore e che diventano fredde e sciocche nella carta.
Questo solo ti dico, che ti ho ancora e sempre dinanzi agli occhi, e ti accompagnano in ogni ora della tua giornata, e sento che mi manca la più cara e la miglior parte di me stesso.
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Il senso della vita per Erri De Luca
Postato da Grazia01 il Giovedì, 01 settembre @ 20:25:12 CEST (876 letture)
Poesie e prosa di Erri De Luca

Le domande sono sassi buttati nell'acqua, producono risposte che si allontanano a onde dalla loro causa. La felicità è un agguato, uno può tenderlo tutta la vita e accorgersi alla fine che la felicità non stava nella cattura ma nella tensione di preparare la trappola dell'appuntamento. Oppure accorgersi che quello che ha chiamato felicità raggiunta, era una fregatura mascherata. Sulla felicità non si costruisce una polis e nemmeno una stanza, solo si possono produrre scintille brevi e irripetibili. Una felicità prolungata è una narcosi.
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E tu m'ascolterai...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 31 agosto @ 21:22:27 CEST (1328 letture)
Poesie di Gatto Alfonso




E tu m'ascolterai...


In quel grande silenzio dove arriva
l'alba dai porti delle nebbie, ai vetri
d'una casa straniera, io parlerò
della vita perduta come un sogno
e tu m'ascolterai dentro al tuo freddo
chiudendo gli occhi a poco a poco, azzurra.

Poi sopra il mondo scenderà la pace
delle tue mani, finalmente illesa
senza paura d'essere turbata.
E crederemo di portar con noi
con le prime speranze un'altra vita:
al soffio della voce ormai lontana
come la luna morta del mattino.


Alfonso Gatto

Biografia
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Afferrami alla vita
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 agosto @ 19:43:48 CEST (1002 letture)
Poesie di Pozzi Antonia






Afferrami alla vita,
uomo. La cengia è stretta.
E l'abisso è il risucchio spaventoso
che ci vuole assorbire.

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Antonia Pozzi
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 agosto @ 19:13:12 CEST (1064 letture)
Biografie IX

Antonia Pozzi


Figlia di Roberto, importante avvocato milanese e della contessa Lina Cavagna Sangiuliani, nipote di Tommaso Grossi, scrive le prime poesie ancora adolescente. Studia nel liceo classico Manzoni di Milano, dove inizia con il suo professore di latino e greco, Antonio Maria Cervi, una relazione che, a causa dei pesanti ostacoli frapposti dalla famiglia Pozzi, verrà interrotta dal Cervi nel 1933, procurandole la depressione - «e tu sei entrata / nella strada del morire», scrive di sé in quell'anno - che contribuirà a condurla al suicidio.
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Disastro interiore
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 agosto @ 12:35:16 CEST (823 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI


Disastro interiore

Non posso scegliere
ancora, la lava
trabocca infuocata
la terra vacilla,
l’acqua travolge.
Stremata e confusa
nell’angolo tremo.
Non scelgo più niente
ho fermato la mente.


Grazia
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I promessi Sposi
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 agosto @ 19:15:13 CEST (1029 letture)
Poesie e opere di Alessandro Manzoni



A Parigi il Manzoni legge, nel '19-20, l'lvanoe di Walter Scott, e si entusiasma nella scoperta della più vasta possibilità che il romanzo offre, rispetto al teatro, di rappresentare un momento della storia, e i sentimenti, le azioni, la cultura degli uomini, grandi e no, di quel momento. Il 24 aprile 1821 interrompe l'Adelchi e stende i primi due capitoli, Il curato e Fermo. E’ poi la volta dell'Introduzione. Ritorna sulla tragedia, che conclude; e il Fermo e Lucia - questo il titolo del progetto - attese la primavera successiva per riprendere la crescita. Anche perché le fonti da studiarsi, per comprendere il Seicento, erano molte.
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Res amissa
Postato da Grazia01 il Domenica, 28 agosto @ 20:15:13 CEST (968 letture)
Poesie di Caproni




Res amissa


Non ne trovo traccia.
......
Venne da me apposta
(di questo sono certo)
per farmene dono.
.......
Non ne trovo più traccia.
.......

Rivedo nell'abbandono
del giorno l'esile faccia
biancoflautata...

La manica
in trina...

La grazia,
così dolce e allemanica
nel porgere...
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Il momento dell'aurora di Paulo Coelho
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 agosto @ 13:31:15 CEST (999 letture)
Racconti IV






Un rabbino riunì i suoi allievi e domandò loro:
“Come possiamo conoscere il momento preciso in cui finisce la notte e comincia il giorno? ”
“Quando, a una certa distanza, siamo in grado di distinguere una pecora da un cane, ” disse un ragazzino.
“In verità, si può affermare che è ormai giorno quando, a una certa distanza, siamo in grado di distinguere un olivo da un fico, ” replicò un altro allievo.
“Non sono soluzioni particolarmente convincenti. ”
“Qual'è la risposta giusta allora? ” domandarono tutti.
e il rabbino disse:
“Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, ponendo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno. "

Paulo Coelho
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A molti
Postato da Grazia01 il Giovedì, 25 agosto @ 23:54:42 CEST (1268 letture)
Poesie di Achmatova





A molti

Io sono la vostra voce, il calore del vostro fiato,
il riflesso del vostro volto,
i vani palpiti di vane ali...
fa lo stesso, sino alla fine io sto con voi.

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Una piccola parola traboccante
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 24 agosto @ 21:36:09 CEST (1023 letture)
Poesie e altro di Dickinson




Una piccola parola traboccante
Che qualcuno, udendola, aveva investito
Di Ardore o di Lacrime,
Benché Generazioni passino,
Tradizioni maturino e decadano,
Come eloquente appare


Emily Dickinson
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A Robert Schumann da Clara Wieck
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 24 agosto @ 18:56:49 CEST (980 letture)
Lettere

A Robert Schumann da Clara Wieck

Lipsia 15 agosto 1837
Mi chiedi solo un semplice "si"? Una parola cosi' piccola - ma cosi' importante.
Come potrebbe un cuore colmo di amore ineffabile qual'e' il mio non dire questa piccola parola con tutte le sue forze?
La dice e la mia anima piu' segreta non fa che bisbigliarti.
Potessi descriverti le pene del mio cuore, le molte lacrime - oh no! Forse il destino vorra' che ci rivediamo presto e allora...
Le tue proposte mi paiono rischiose, ma un cuore innamorato non tiene conto dei pericoli.
Ancora una volta ti dico "si" che Iddio voglia trasformare il mio diciottesimo compleanno in un giorno di afflizione? Oh no! Sarebbe troppo orribile. Inoltre da tempo sento che "deve essere cosi'", nulla al mondo mi persuadera' ad allontanarmi da cio' che ritengo giusto e dimostrero' a mio padre che un cuore giovanissimo puo' anche essere risoluto nei suoi propositi.

Clara
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Lu munaciello di Matilde Serao
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 24 agosto @ 16:06:36 CEST (1306 letture)
Leggende e fiabe III

Lu munaciello

La quale istoria fu così. Nell'anno 1445 dalla Fruttifera Incarnazione, regnando Alfonso d'Aragona, una fanciulla a nome Catarinella Frezza, figlia di un mercatante di panni, si innamorò di un nobile garzone, Stefano Mariconda. E come è usanza d'amore, il garzone la ricambiò di grandissimo affetto e di rado fu vista coppia d'amanti, egualmente innamorata, egualmente fedele. E ciò non senza molto loro cordoglio, poiché per la disparità delle nascite, che proibiva loro il nodo coniugale, grande guerra ferveva in casa Mariconda contro Stefano - e Catarinella, in casa sua, era con ogni sorta di tormenti dal padre e dai fratelli, torturata. Ma per tanto e continuo dolore, che si può dire gli amanti mangiassero veleno e bevessero lagrime, avevano ore di gioia ineffabile. A tarda notte, quando nei chiassuoli dei Mercanti, non compariva viandante veruno Stefano Mariconda, avvolto nell' oscuro mantello, che mai sempre protesse ladri ed amanti, penetrava in un andito nero ed angusto, saliva per una scala fangosa e dirupata, dove era facile il pericolo della rottura del collo, riesciva sopra un tetto e di là scavalcando, terrazzo per terrazzo, con una sveltezza ed una sicurezza che amore rinforzava, arrivava sul terrazzino, dove lo aspettava, tremante dalla paura, Catarinella Frezza.
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