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La natura morta nel Settecento
Postato da Grazia01 il Venerdì, 23 settembre @ 10:16:06 CEST (944 letture)
ARTE II
continua da

La natura morta nel Settecento

Dopo l'apice raggiunto durante il Seicento, i quadri di natura morta prodotti durante il Settecento risentono di una certa stanchezza compositiva e della mancanza di spunti originali. L’illuminismo fortemente contrastato delle tavole imbandite fiamminghe secentesche cede il posto a una maniera spesso ripetitiva e poco innovativa, con soltanto alcuni picchi di rilievo.




Luis Eugenio Meléndez, Natura morta con fichi, particolare, Louvre, Parigi,





Luis Eugenio Meléndez Natura morta, collezione privata.

Entrambi i dipinti sono solari, illuminati di viva luce, analoga a quella percepita dal pittore spagnolo a Roma e Napoli, città in cui ebbe modo di soggiornare a lungo.

La natura morta fiamminga tende a essere ripresa come modello di base per diventare ancor più ridondante e, in taluni casi, ai limiti del kitsch. Già a partire dalla seconda metà del Seicento, e ancor di più nel corso del Settecento, le opere si svuotano progressivamente del significato simbolico e moralizzante per assumere un carattere più propriamente decorativo. Molti sportelli e ante di mobili o armadi sono dipinti di natura morta adattati al nuovo supporto, e dunque ormai definitivamente relegati al rango di genere minore, anche se tra questo tipo di ornamento troviamo veri e propri capolavori, come due librerie di Giuseppe Maria Crespi e un paracamino di Jean-Baptiste- Siméon Chardin. Si possono ravvisare delle analogie con la funzione d'esercizi prospettici e trompe-I'oeil tipici delle tarsie lignee quattrocentesche, ma ormai il genere sembra essere appannaggio dei pittori "generisti" nel senso diminutivo del termine, pur annoverando esempi di prim'ordine come Luis Meléndez.
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Il caso Jane Eyre
Postato da Grazia01 il Giovedì, 22 settembre @ 21:28:57 CEST (950 letture)
Recensioni III

..”Ci sono due scuole di pensiero circa la consistenza del tempo. La prima sostiene che il tempo è altamente volatile e ogni più piccolo evento modifica il possibile futuro della terra. La seconda ritiene che il tempo sia rigido: nonostante ogni sforzo, rimbalzerà sempre verso un presente determinato. Quanto a me, non mi curo di queste frivolezze. Mi limito a vendere cravatte a chiunque ne voglia comprare…”

Jasper Fforde (Il caso Jane Eyre)
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PAROLE
Postato da Grazia01 il Giovedì, 22 settembre @ 09:51:54 CEST (831 letture)
Poesie preferite






PAROLE


Vibrazioni
di una canzone senza musica,
a volte mute
nella nostra mente
a volte espresse
in uno scambio corale.
Note stridule,
dolci,
concitate,
pacate
in un concerto infinito
che non smetterà mai di suonare.


Iole
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Netta e silente ...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 21 settembre @ 19:02:30 CEST (1317 letture)
Poesie di Auden






Netta e silente nella
chiara luce di un mattino
d'ottobre, una domenica,
giace la grande città;
e io da una finestra
guardo oltre l'acqua il mondo
degli Affari con gli occhi
d'un innamorato.

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La notte parla
Postato da Marhiel il Mercoledì, 21 settembre @ 18:35:32 CEST (868 letture)
Le poesie di Mariella Mulas II








La notte parla…
Parla, di fronde
smosse dal vento,
di buio attraversato
da piccoli lumi
a riflettere misteri
nei soffi di aliti vaganti.
Parla... di battiti allegri
o pulsanti timori
nel gioco d’azzardo che è il vivere,
di emozioni nel tepore dell’amore,
o lungo vie spettrali di fuochi
per freddi attimi di sensi.
La notte parla,
ingombrante di sogni
nascosti nei cassetti
della coscienza,
di pudore di sorrisi
avvolti da timidezze
nel rincorrere illusioni
in affanno con il tempo.
La notte … sussurra..
nel silenzio della solitudine
ad aspettare l’alba
per alleviare il rumore di pensieri
e riconoscere il fiato
delle esistenze indifese
anche al sole,
e che vanno srotolandosi
come gomitoli,
spesso sfilacciati e nodosi,
sino alla fine,
consegnandole, ormai,
stanche di rassegnati sospiri
alle maglie oscure finali
dell’incombente destino.


Mariella Mulas

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L'onda
Postato da Grazia01 il Martedì, 20 settembre @ 19:40:57 CEST (755 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI








L’onda

Un’onda scura avanza minacciosa
fuggo per non esserne sommersa
siamo in tanti ad arrancare stanchi
le facce livide gli occhi ubriachi
manca l’energia, il fiato concentri
vorrei lasciarmi andare come fanno altri
avanzo con la forza della disperazione
lo sguardo non sa prender direzione
Dove trovare salvezza in questa nebbia?
Passa una nave con musiche e bandiere
ma non è per noi, gente senza potere
ci vedono e ridono delle nostre pene
siamo solo sardine in mezzo alle balene.


Grazia
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Non sa, la barca, risalire il fiume.
Postato da Grazia01 il Martedì, 20 settembre @ 18:11:01 CEST (1163 letture)
Poesie di Maria Luisa Spaziani









Non sa, la barca, risalire il fiume.
Nessun vento contrasta la rapida.
Felicità, gonfiavi le mie vele.
Ora smorte ricadono in lamenti.

Ma sarebbero ancora le parole
l'essenziale energia. Quel silenzio
che sempre è il limo fertile del verso,
ora è puro veleno.


Maria Luisa Spaziani


Biografia
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Ugo Foscolo
Postato da Grazia01 il Martedì, 20 settembre @ 15:32:36 CEST (1267 letture)
Biografie IX



Nato nel 1778 a Zacinto, un’isoletta del Mar Ionio che era sotto il dominio di Venezia ma apparteneva al mondo greco, muore solo, senza nessun affetto in esilio in Inghilterra nel 1827. E’ ateo. Il padre forse era un aristocratico veneziano decaduto e diventato medico. La madre è Diamantina Spatis, greca. La nascita in un’isola greca, da madre greca avrà un grande significato nella vita del Foscolo. Famiglia sventurata: quando lui ha 10 anni muore il padre: è costretto a diventare responsabile della madre e dei fratelli (comincia a formarsi in lui il problema della figura del padre); si trasferisce a Venezia con tutta la famiglia: inizia a studiare più che altro come autodidatta: rimane colpito dalla letteratura e dalla filosofia classica; studia anche le tematiche approfondite dagli illuministi contemporanei; desideroso di gloria e di successo, amante del lusso e dei piaceri, attratto e affascinato dall’aristocrazia = avrà storie d’amore con bellissime nobildonne aristocratiche: lui però non era ricco ma affascinante e anticonformista (capelli rossi) e soprattutto molto dotto.
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Il mio nome significa “luce” (fos) e “bile” (cholos)
Postato da Grazia01 il Martedì, 20 settembre @ 11:41:12 CEST (956 letture)
Poesie e opere di Ugo Foscolo





“Or da che mi s’è fatta innanzi anche questa altra necessità trista di parlare di me, mi distrigherò di alcune … spinose minuzie, e che pur sono tenaci dove s’appigliano a conferire infamia al mondo”.
“Di volto non bello ma stravagante, e d’una aria libera, di crini non biondi ma rossi, di naso aquilino e grosso ma non picciolo e non grande: d’occhi mediocri ma vivi, di fronte ampia, di ciglia bionde e grosse e di mento ritondo. La mia statura non è alta, ma si dice che deggio crescere; tutte le mie membra sono ben formate dalla natura, e tutte hanno del ritondo e del grosso. Il portamento non scuopre nobiltà né letteratura, ma è agitato trascuratamente.”
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Il pergolato di glicini
Postato da Grazia01 il Domenica, 18 settembre @ 20:32:40 CEST (1279 letture)
Poesie di Negri




Il pergolato di glicini


Solaria,
il vento del sud scrolla e devasta
il tuo pergolato di glicini.
Ne piombano a terra i corimbi,
chicchi violetti di grandine,
pesanti d'un peso di morte.
Così a te traboccan dagli occhi,
nell'ora del torbido amore, le lacrime;
ma non si raccoglie il pianto d'amore,
non si raccolgono i fiori caduti del glicine.


Ada Negri

Biografia
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ADDIO SUL LUNGOMARE
Postato da Anonimo il Domenica, 18 settembre @ 18:18:06 CEST (1072 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VI










ADDIO SUL LUNGOMARE

L'orizzonte già s'inbruna, s'increspa il mare.
Il cielo muta il suo colore azzurro vivo in grigio nero.
Sono impietrita dal dolore,
attonito lo sguardo mio ti segue,
veloce come freccia una vettura mi dà l'ultimo
saluto e si allontana.
Sei tu che voli per mai più tornare.
piange il cuore, vedo buio,
affonda nell'abisso il mio pensiero
s' imbeve l'anima di amaro sale
da te sperava solo un po' d'amore!
Mi lasci il tuo bonario sorriso e
in fondo al mare,
sepolto l'amore.


ROSAROSSA
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Strappi
Postato da Letty il Domenica, 18 settembre @ 18:06:32 CEST (975 letture)
Le poesie di Letty - II








Vorrei cucire questi strappi che ho sull’anima,
ma non ho più il filo del tuo amore…
così apro le finestre del mio cuore
per lasciar entrare il vento a dondolarli un po’…
illudendomi ancora…


Letty
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E' finita l'estate...
Postato da Grazia01 il Domenica, 18 settembre @ 17:00:32 CEST (895 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni IV

“E' finita l'estate amica mia” disse il colombaccio
“Parla per te” rispose la rondine, io non conosco autunno o inverno, non so cosa siano, vado sempre incontro alla primavera in attesa che i lunghi tramonti d'estate salutino i miei voli”.
”Vai sempre in cerca? tu la fedeltà non sai cosa sia!”
“Ti sbagli mio caro, nessuna è più di me fedele, nemmeno Penelope dalle bianche guance e dal peplo nero, ...proprio come le mie piume, a me volle somigliare; nessuna è più di me fedele, sempre torno al mio nido, non conosco l'abbandono o il tradimento”
“Eppure parti e vai sempre in cerca di nuove primavere”
“Vero, dunque tu fa che sia sempre primavera sulla punta delle tue ali e dei colori dell'estate tingi i tuoi voli, del suo alito caldo fammi sentire l'abbraccio, vedrai non partirò più”.

Mario Tommaso Carnevale Di Mugno
( La Rondine e il Poeta © MarioTCDm-Pontedoro)
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L'urlo
Postato da Letty il Sabato, 17 settembre @ 19:45:35 CEST (744 letture)
Le poesie di Letty - II






C'è un urlo nascosto dentro di me
è lì che vorrebbe uscire
perché troppe cose non vanno
troppe volte la mia anima ha sanguinato
senza che mai nessuno si prendesse cura di lei...
c'è un pensiero chiuso dentro un cassetto
che si coccola tutti i miei sogni infranti
li accarezza dolcemente quasi a volerli consolare...
quell'urlo riaffiora tutte le volte che sento un no
che la tristezza si prende anche l'ultimo respiro...
ci sono parole che si sono perse tra i meandri del buio
in questi momenti in cui piove
dentro e fuori
momenti in cui l'unica cosa che puoi fare è ridere
ridere a crepapelle
per fingere
fingere
fingere
e allora senti montare dentro quell'urlo...
si prende tutto
esplode
immenso
ma rimane nascosto
mentre le lacrime scendono
e piove...

Letty
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CHISSA’ SE VEDRO’ IL MIRACOLO
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 settembre @ 19:03:58 CEST (1107 letture)
Poesie di Baldo Bruno







CHISSA’ SE VEDRO’ IL MIRACOLO


Chissà se vedrò il miracolo,
un mondo con una sola bandiera!
Ma or tutto sembra un inganno,
non c’è nemmeno il cielo azzurro di vetro
ed una margherita bianca da sfogliare.
Che fa l’uomo?
Si è perso nel progresso dell’illusione
ove i sentimenti non potranno cercarci.


Baldo Bruno

Biografia
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Victoria Ocampo a Rabindranath Tagore
Postato da Grazia01 il Venerdì, 16 settembre @ 10:18:57 CEST (1238 letture)
Lettere





Victoria Ocampo a Rabindranath Tagore

San Isidro, 6 gennaio 1925

Caro Gurudev,
Ieri sono andata a casa tua ( Miralrio ). Lo ammetto, non è stata una cosa molto saggia. Il tramonto faceva capolino sopra la scala e sapevo che mi stava aspettando nella tua stanza vuota. Uno spaventoso senso di solitudine mi ha perseguita da quando ho lasciato te e la Giulio Cesare, e speravo di raccogliere alcune briciole della mia recente felicità nella casa dove avrei vissuto. Ma le cose non possono confortare. Rendono tutto peggio.
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Ad una donna
Postato da Anonimo il Venerdì, 16 settembre @ 10:08:08 CEST (1022 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II







Ad una donna


Per poco tempo accanto a te

quasi smarrito

rapito dai tuoi begli occhi

sento lieve ogni mia pena

ma il destino

a me sempre avverso

da te ad un tratto mi divise

e rimasero speranze i miei desideri.





r.chesini

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Paura d'invecchiare?
Postato da Grazia01 il Giovedì, 15 settembre @ 20:38:28 CEST (859 letture)
Riflessioni III


Le varie fasi della vita, il loro modo di viverle, il corretto rapporto con l’idea della morte sono fattori che influenzano in maniera sensibile la qualità della vita e quindi è giusto che abbiano un posto rilevante nelle nostre riflessioni. Nel De Senectute Cicerone diceva che “nessuno è tanto vecchio da non sperare di vivere ancora un giorno né alcuno tanto giovane da essere sicuro di vivere ancora un giorno”. In questa frase, che ricorda quella del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno che ci consente di distinguere ottimisti da pessimisti, è racchiusa la propensione al timore di invecchiare e al panico che l’idea della morte può generare.
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RACCOLTA DI CHIOCCIOLE - di Giuseppe Bonaviri
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 settembre @ 19:41:08 CEST (3221 letture)
Poesie d'autore I






RACCOLTA DI CHIOCCIOLE

Dopo che piovve abbondantissimamente
sull'altopiano in sassi crisopazi
e cantò la civetta dall'albero millicucco,
i due ragazzi e le tre bambine
andarono in cerca - con lumelli
di luna nel paniere -
di chiocciole, lumachelle e grilli.
Orlando giovane paladino errante
addormentato nella casa
per la finestrella mandava fortissimo
lo scintillio delle armi. La madre
dei ragazzi per l'aperta campagna
già in sera pregava la terra
e l'onnipotente Dio Macone.


Giuseppe Bonaviri
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Balcone di Maurizio Cucchi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 settembre @ 19:26:03 CEST (3364 letture)
Poesie d'autore I






Balcone
Seduto come un vecchio sul balcone
guardavo con invidia le volate
e poi le ricopiavo sul pavimento rosso.
Lei, forse offesa per la mia luna, mi diceva:
"Non c'è la mamma, ma è per poco.
Sembra che qui sei sulle spine,
ma perché?"

Perché c'è un arco chiaro, un'ala enorme
che ci tocca dentro, e io divento
quest'abulia sospesa e questo guscio
pieno di fessure.


Maurizio Cucchi
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Certi Argomenti - Giovanni Verga
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 settembre @ 16:07:57 CEST (1415 letture)
Racconti di Verga




Certi Argomenti

C'era un aneddoto che dopo più di un anno, faceva ancora le spese della conversazione alla tavola rotonda dell'Albergo di Russia, a Napoli, quando i tre o quattro ospiti che tutti gli anni solevano trovarsi al medesimo posto, dal cominciar del novembre alla fine di maggio, rimanevano faccia a faccia, col sigaro in bocca e i gomiti sulla tovaglia.
A quella medesima tavola s'erano incontrati un tale Assanti, uomo elegante ed uomo di spirito, ed una signora Dal Colle, donna elegante e donna di spirito, un po' civetta, capricciosa e bizzarra, sul conto della quale si raccontavano certe storielle singolari, ben inteso senza provarne una sola, e che veniva ad epoche fisse, come una rondine, da Baden, da Vienna o da Parigi.
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Naufraghi
Postato da Grazia01 il Lunedì, 12 settembre @ 20:16:31 CEST (1095 letture)
Poesie di Pozzi Antonia




Naufraghi


Naufraghi sugli scogli,
ognuno narra
a sè solo - la storia
di una dolce casa
perduta,
sè solo ascolta
parlare forte
sul deserto pianto
del mare -


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E nato all'improvviso...Oriana Fallaci
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 settembre @ 09:14:46 CEST (1050 letture)
Letture varie III

È nato all' improvviso. È scoppiato come una bomba. Inaspettatamente come la catastrofe che il mattino dell'11 settembre 2001 ha incenerito migliaia di persone e dissolto due degli edifici più belli della nostra epoca: le Torri dello World Trade Center. La vigilia della catastrofe pensavo a ben altro: lavoravo al romanzo che chiamo il-mio-bambino. Un romanzo molto corposo e molto impegnativo che in questi anni non ho mai abbandonato, che al massimo ho lasciato dormire qualche mese per curarmi in ospedale o per condurre negli archivi e nelle biblioteche le ricerche su cui è costruito. Un bambino molto difficile, molto esigente, la cui gravidanza è durata gran parte della mia vita d'adulta, il cui parto è incominciato grazie alla malattia che mi ucciderà, e il cui primo vagito si udrà non so quando.
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11 settemre 2001 - Ultimo a uscire
Postato da Grazia01 il Domenica, 11 settembre @ 08:31:07 CEST (1287 letture)
In ricordo

Quando sono entrato nel Dipartimento dei vigili del fuoco di New York, all'inizio degli anni '70, ogni volta che un pompiere moriva in servizio si usava trasmettere quattro volte di seguito una sequenza di cinque rintocchi di campana, attraverso il sistema interno di altoparlanti. Allora si fermavano tutti, qualunque cosa stessero facendo, per rispettare un minuto di silenzio mentre risuonava quella sequenza. Cinque rintocchi, quattro volte di seguito. Ogni volta che mi accadeva di sentirli, quel momento mi sembrava più dolce e nello stesso tempo più amaro della volta precedente, perché ogni suono di quella sequenza portava con sé il ricordo di tutti i vigili del fuoco morti in passato, insieme a quello di chi era caduto in servizio quel giorno. Negli ultimi tempi le campane sono cadute in disuso, perché ora possiamo contare su altri sistemi di comunicazione, ma il segnale rimane. Il richiamo dei« Quattro Cinque », trasmesso da un pompiere a un altro, segnalerà sempre la perdita di un fratello, e non c'è nulla che possa rimpiazzare quei rintocchi. Non dimenticherò mai il timbro mesto di quei cinque tocchi di campana, ripetuti quattro volte, che sentii suonare per dodici volte di seguito dopo il leggendario incendio del supermercato Waldbaum, a Brooklyn, nell'agosto del 1978, quando perdemmo dodici uomini in gamba, e tutte le caserme della città rimasero in silenzio mentre contavamo quei duecentoquaranta rintocchi. E non dimenticherò mai le campane che non abbiamo udito 1'11 settembre 2001, quando il nostro, paese piombò nel caos, la nostra città andò in rovina e 343 dei nostri fratelli morirono tra le macerie del World Trade Center. Non ci fu il tempo per far suonare le campane per quei valorosi soldati, e troppo pochi di noi erano rimasti per ascoltare quei rintocchi. «Non esiste gesto d'amore più grande che dare la vita per il prossimo », recita il motto che viene invocato ai funerali e alle cerimonie di commemorazione di vigili del fuoco; un tributo che è sempre echeggiato nelle caserme dei pompieri di New York, mentre risuonavano solenni quei rintocchi di campana.

da Ultimo a uscire di Richard Picciotto, pompiere di New York
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La rivincita degli incompresi
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 settembre @ 20:11:28 CEST (1343 letture)
Letture varie III

La rivincita degli incompresi


Troppo timidi, troppo originali o spaventati dalle sfide? Tutti lo siamo. Risultato: finiamo per essere (o sentirci) sottostimati. Oggi è considerato un grande nome della letteratura italiana. Ma in vita non ebbe il riconoscimento che avrebbe desiderato: il suo unico romanzo venne pubblicato un anno dopo la sua morte.
Il libro era Il Gattopardo, e il suo autore Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Un grande ... incompreso: è rimasto famoso il giudizio di un altro scrittore, Elio Vittorini, che respinse il romanzo per l'editore Einaudi (spiegando a Tomasi, in una lettera, che lo trovava non "sufficientemente equilibrato nelle sue parti"), pur consigliando invece a Mondadori di assicurarsi il libro ... dopo una revisione dell'autore.
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Comportarsi come un bambino
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 settembre @ 14:01:02 CEST (930 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II


" La gioventù è una cosa meravigliosa. Che crimine rovinarla nei giovani"
(George Bernard Shaw)

Baudelaire descrisse il genio come la gioventù ritrovata. Aveva ragione: è il ragazzo che ha il V d. e
che è creativo non l'adulto.


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quante volte... di Cesare Pavese
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 settembre @ 13:02:47 CEST (1414 letture)
Letture varie III

...ma quante volte avevo visto passare le carrette rumorose con su le sediate di donne e ragazzi, che andavano in festa, alla fiera, alle giostre di Castiglione, di Cossano, di Campetto, dappertutto, e io restavo con Giulia e Angiolina sotto i noccioli, sotto il fico, sul muretto del ponte, quelle lunghe sere d'estate, a guardare il cielo e le vigne sempre uguali. E poi la notte, tutta la notte per la strada si sentivano tornare cantando, ridendo, chiamando attraverso il Belbo. Quasi godevo se veniva un temporale, il finimondo, di quelli d'estate, e gli guastava la festa.
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Il rogo dei libri di Bertolt Brecht
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 settembre @ 09:18:52 CEST (5029 letture)
Poesie d'autore I





Il rogo dei libri



Quando il regime ordinò che in pubblico fossero arsi
i libri di contenuto malefico e per ogni dove
furono i buoi costretti a trascinare
ai roghi carri di libri, un poeta scoprì
- uno di quelli al bando, uno dei meglio - l'elenco
studiando degli inceneriti, sgomento, che i suoi
libri erano stati dimenticati. Corse
al suo scrittoio, alato d'ira
e scrisse ai potenti una lettera.
Bruciatemi!, scrisse di volo, bruciatemi!
Questo torto non fatemelo! Non lasciatemi fuori! Che forse
la verità non l'ho sempre, nei libri miei, dichiarata? E ora voi
mi trattate come fossi un mentitore! Vi comando:
bruciatemi!


Bertolt Brecht
(trad. di F.Fortini)



Purtroppo la storia dei libri messi all'indice anche senza il rogo, continua, a gennaio se ne parlò ma non fu diffusa la notizia in televisione (ad eccezione forse del Tg3) e poco se ne è parlato sulla carta stampata, non ne sò molto di più per cui mi astengo dal commentare oltre, solo mi pare ormai evidente che in questo paese sia in atto la sistematica censura di quelle voci che si levano contro "il potere".
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Io scrivo di Orhan Pamuk
Postato da Grazia01 il Venerdì, 09 settembre @ 08:32:38 CEST (3922 letture)
Poesie d'autore I


Io scrivo



Io scrivo perché sento il bisogno innato di scrivere!
Scrivo perché non posso fare un lavoro normale, come gli altri.
Scrivo perché voglio leggere libri come quelli che scrivo.
Scrivo perché ce l’ho con voi, con tutti.
Scrivo perché mi piace star seduto in una stanza a scrivere tutto il giorno.
Scrivo perché posso sopportare la realtà soltanto trasformandola.[/
Scrivo perché tutto il mondo conosca il genere di vita che abbiamo vissuto,
che viviamo io, gli altri, tutti noi a Istambul, in Turchia.
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La memoria dei bambini di Silvio Ramat
Postato da Grazia01 il Giovedì, 08 settembre @ 16:33:54 CEST (3326 letture)
Poesie d'autore I







La memoria dei bambini


La memoria dei bambini,
finch'è intera, trattiene fotogrammi
che in un anno o anche meno, sotto l'ombra
della vita, saranno puro oblio.
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Ciao


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