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La natura morta nel Medioevo
Postato da Grazia01 il Martedì, 28 giugno @ 21:38:39 CEST (3515 letture)
ARTE II
continua da

La natura morta nel Medioevo





Particolare del soffitto del Mausoleo di Santa Costanza, Roma.

Il bellissimo mosaico, del IV secolo, ritrae la santa e dei vendemmiatori, oltre a volute di pampini, esempi paleocristiani di "natura morta".
La decorazione, il cui tema si ritrova nell'arte bizantina, è una chiara allusione all'abbondanza della vita eterna.

La natura morta, o stile life, ossia "natura ferma", secondo la definizione dei Paesi nordeuropei, nasce in Italia e in Europa durante il XVI secolo e si sviluppa, assumendo i connotati di un vero e proprio genere pittorico, nel corso del XVII secolo. Esempi di natura morta si trovano già nelle pitture murali delle tombe egizie, nei mosaici romani e, come si è visto, nelle pitture pompeiane, ma la definizione vera e propria di genere autonomo si forma nell'ambito della pittura secentesca e compare in Italia soltanto nella seconda metà del XVIII secolo, in contrapposizione con la "natura vivente", definizione con cui ci si riferiva ai generi aulici, come la pittura religiosa, quella di storia (sacra e profana) e, per certi versi, il paesaggio. Secondo l'ipotesi di alcuni studiosi, la natura morta originerebbe da una ragione apparentemente molto semplice: quella di ritagliare, da uno stesso dipinto di grandi dimensioni, dettagli dello sfondo sufficientemente autonomi per realizzare più dipinti di piccole dimensioni. È un caso, questo, facilmente ravvisabile per quanto concerne alcune pale d'altare o dipinti di committenza privata che, a contorno della scena principale, presentano dettagli accuratamente rappresentati come, ad esempio, una tavola imbandita o un vaso di fiori posto su un davanzale.




Un particolare de La morte del cavaliere di Celano, realizzato da Giotto nella basilica Superiore di San Francesco, Assisi





Un particolare de L'ultima cena, affresco del XII secolo,
tutto giocato sui toni dell'ocra, Saint-Martin, Vicq sur Saint-Chartier


Nel Medioevo la natura morta non può essere considerata un genere autonomo, ma si possono ritrovare in molti casi rappresentazioni di oggetti e vivande all'interno di dipinti a soggetto religioso, e in particolare quando sono contemplate delle tavole imbandite.

Un genere nato per caso

Sicuramente in passato, per motivi di mercato, si usava ritagliare le grandi pale d'altare altrimenti invendibili in quattro, cinque o più pezzi, ricavandone ora una testa di cherubino, ora il busto di un santo, ora un'immagine del volto di Gesù. Anche i dettagli floreali devono aver seguito la medesima sorte, inaugurando un po' per caso la pittura di genere minore, come da sempre è stata considerata la natura morta. Ma questa spiegazione, sebbene saldamente ancorata a una prassi effettivamente in uso, non esaurisce le possibili interpretazioni di un tema che inevitabilmente suscita e merita considerazioni più approfondite. Basti infatti pensare alle pitture delle catacombe con i serti di frutta utilizzati in maniera decorativa e simbolica
(con riferimento all'abbondanza e alla prospettiva della vita eterna), oppure ai mosaici
paleocristiani, come i soffitti musivi del Mausoleo di Santa Costanza a Roma, per capire che il problema della genesi del genere "natura morta" è ben più complesso che il semplice paventato spezzettamento di un quadro più grande.
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La mano come un cuore
Postato da Grazia01 il Martedì, 28 giugno @ 17:23:37 CEST (873 letture)
Riflessioni III


Quando due mani s’incontrano, sono i cuori che si legano. I genitori cercano la mano del bambino per provare un senso di sicurezza e il piccolo cerca la loro per lo stesso motivo. E’ una mano ad accoglierci quando veniamo al mondo. Gli amanti si tengono per mano con un’intimità che non può essere espressa in nessun modo. Uomini e donne d’affari si stringono la mano per salutarsi e i quei pochi istanti nasce un contatto di fiducia. In questa era tecnologica il contatto fisico è importante.La mano come un cuore
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L'eternità
Postato da Grazia01 il Lunedì, 27 giugno @ 13:26:32 CEST (1276 letture)
Poesie di Rimbaud




L'eternità




È ritrovata.
Che cosa? L'Eternità.
E il mare andato via
Col sole.



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Addormentarmi
Postato da Letty il Sabato, 25 giugno @ 22:24:42 CEST (855 letture)
Le poesie di Letty - II



Addormentarmi



Vorrei addormentarmi un attimo
qui
tra le braccia dei miei pensieri
e sognare uno di quei sogni fatui dove ogni altro sogno non è più sogno
ma solo vita...




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Odo cantar l'America
Postato da Grazia01 il Venerdì, 24 giugno @ 21:19:06 CEST (1357 letture)
Poesie di Walt Whitman


Odo cantar l'America



Odo cantar l'America, odo i canti molteplici,
Quelli degli operai, ciascuno canta il suo come di dovere,
forte e giocondo,



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Notte di S.Silvestro
Postato da Anonimo il Venerdì, 24 giugno @ 18:50:12 CEST (967 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II


Notte di S.Silvestro



Nella notte di S.Silvestro
cadono stelle ardenti di amore
che come lacrime colpiscono
il mio cuore.
Chi mai si ricorderà
della mia amata
che solo il vento conosce
ed ha portato con sè ?
Tu, Luna , allora regalami
ancora un pò di luce
per cercare un nuovo amore
così
da riprovare l'eccitazione dell'attesa
di una nuova vita.


r.chesini
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Le radici della Natura Morta
Postato da Grazia01 il Giovedì, 23 giugno @ 10:29:05 CEST (1320 letture)
ARTE II


Particolare del mosaico pavimentale del I secolo d. C. proveniente da Pompei.

La frutta e le foglie sono rese con una tale maestria da sembrare vere: questo era ciò che veniva richiesto agli artisti.


Alle radici della natura morta

Questo genere pittorico, particolarmente in auge nel Rinascimento e nel Seicento, ha radici antiche e rispecchia l'interesse dell'uomo per la riproduzione illusoria del mondo degli oggetti e della frutta trattati come soggetti autonomi.
L’ antichità classica ci tramanda decine di episodi in cui i grandi artisti dell'epoca si confrontavano in una sorta di "gara pittorica" per misurare la loro abilità. Celebre, per esempio, quello in cui i pittori greci Apelle e Zeusi si sfidarono per la realizzazione della linea più sottile. La fonte di tutti questi aneddoti, che poi divennero veri e propri modelli di insegnamento per i secoli successivi, Medioevo incluso, è l'inesauribile Plinio il Vecchio. Nella sua Naturalis Historia narra in particolare di un episodio che ha notevole attinenza con il tema della natura morta. Zeusi e Parrasio, tra i più famosi pittori dell'epoca, si dovevano misurare sulla capacità di creare inganni ottici. Assegnate loro le tavolette per la gara - oggi purtroppo perdute -, il primo dipinse un pergolato con grappoli d'uva talmente realistici che gli stessi uccellini cercarono di beccarli. L'artista mostrò con orgoglio il risultato della sua abilità al rivale il quale, però, per nulla impressionato dall'opera, invitò l'amico nel suo studio. Quando il pittore si recò da Parrasio ed entrò nella stanza, a parte la solita confusione, non riuscì a individuare il dipinto della contesa. Sorpreso, cominciò a gironzolare e, a un certo punto, sicuro di averlo trovato, disse all'amico: “Sposta un po' quella tendal” Purtroppo per lui, era quella l'opera creata da Parrasio, sicché se Zeusi era riuscito a illudere gli uccellini, l'amico era riuscito a ingannare il suo stesso avversario. La palma della vittoria venne dunque assegnata a Parrasio.



Cristoforo Munari, Natura morta con vasellame, vetri e frutta, Museo Bardini, Firenze.

Specializzato nelle nature morte, il pittore emiliano vissuto tra il Seicento e il Settecento fu richiestissimo dai suoi contemporanei a iniziare da Ferdinando de' Medici, collezionista appassionato di questo genere pittorico.
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L’estate, una volta…
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 giugno @ 18:26:02 CEST (951 letture)
Riflessioni III


Una volta, tanti anni fa, le vacanze erano fantastiche. La sera, quando uscivi, respiravi profumi nuovi e faceva caldo e ti accorgevi che le vacanze erano vicine. Non ti dovevi più coprire, anche se la mamma ti raccomandava sempre il “golfino” non si sa mai…. Poi arrivava l’ultimo giorno di scuola, quello in cui eccitati si faceva festa, ci si salutava e a casa mettevi i libri in un angolo e per un po’ non ci volevi pensare.
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Il trionfo della libertà - canto secondo
Postato da Grazia01 il Martedì, 21 giugno @ 20:53:36 CEST (1205 letture)
Poesie e opere di Alessandro Manzoni


cantinua da



Dipinto - Allegoria dell'Italia sottomessa o della libertà occupata
Sevaistre, Eugène


Canto secondo

Col pensier con gli orecchi e con le ciglia
I' era immerso in quell'altera vista,
Come colui che tace e maraviglia;

Qual dicon che de' spirti in fra la lista
Stesse mirando le magiche note
Il furente di Patmo Evangelista (7).

Quand'io vidi la Dea, che su l'immote
Maladette sorelle il cocchio spinse,
E su le infami cigolar le rote,

Primamente un terror freddo mi strinse,
Poi surse in petto con subita forza
La letizia, che l'altro affetto estinse.
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IO VIVERE VORREI ADDORMENTATO
Postato da Grazia01 il Martedì, 21 giugno @ 08:17:07 CEST (4088 letture)
Poesie d'autore I






IO VIVERE VORREI ADDORMENTATO

Io vivere vorrei addormentato
entro il dolce rumore della vita.

Sandro Penna



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La Grande Milano
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 giugno @ 17:00:50 CEST (1218 letture)
Invenzioni e origini II


Rose rosse per Milano

Sapevate che anche Milano ha un fiore che porta il suo nome? È una rosa di colar rosso carico che fiorisce da maggio al tardo autunno. La Grande Milano, questo è il suo nome, è stata creata per la nostra città – dalla società Kordes di Amburgo, da metà Ottocento presente nel settore degli ibridatori di rose. È resistente al freddo e alle malattie, il che le permette di evitare di ricorrere agli antiparassitari, consentendo così un notevole beneficio ecologico e ambientale. Inoltre, sembra che questo fiore sia capace di aiutare a mantenere pulita l’aria grazie alla capacità di assorbire l’anidride carbonica, tanto che il Comune di Milano sta per dare il via alla piantagione di questa rosa in molte aree verdi.
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Grazie dei fior…
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 giugno @ 16:57:06 CEST (1032 letture)
Argomenti vari III



Ogni fiore ha un preciso significato. Lo sappiamo tutti. Regalare alla donna amata rose rosse significa essere pazzamente innamorati di lei, perché questo fiore è il simbolo stesso della passione. Se regaliamo rose gialle, vuoi dire, invece, essere preda della gelosia. Ma la gamma di sentimenti che è possibile esprimere attraverso il regalo di un fiore è davvero molto vasta. Qui sotto riporto alcuni esempi, quasi tutti positivi, che rappresentano raffinate gradazioni sul pentagramma del rapporto amoroso. Tranne qualche eccezione che ci sembra giusto segnalare.
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Rapporto fra natura e uomo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 giugno @ 16:49:20 CEST (1063 letture)
Ecologia e ambiente I


Nella società contemporanea l’uomo è abituato a considerare la natura come uno spazio ormai “domato”, piegato alle necessità della razza umana. Gli spazi verdi sono sinonimi di svago, di giornate all’aperto con amici e famiglia oppure spazi coltivati che forniscono ogni giorno frutta e verdura. I luoghi in cui la natura si manifesta in tutta la sua potenza, come il deserto, le distese di ghiaccio, il mare aperto, sono lontani dalla società civile e sono visti come fenomeni speciali, che riguardano solo determinate parti del pianeta.
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Veleggio come un’ombra
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 giugno @ 12:41:11 CEST (888 letture)
Poesie di Merini



Veleggio come un’ombra


Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno


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IL TRIONFO DELLA LIBERTA’ -Canto primo
Postato da Grazia01 il Domenica, 19 giugno @ 19:04:41 CEST (1554 letture)
Poesie e opere di Alessandro Manzoni
IL TRIONFO DELLA LIBERTA’



Delacroix - La libertà che guida il popolo, Louvre Parigi


Canto primo

Coronata di rose e di viole
Scendea di Giano a rinserrar le porte
La bella Pace pel cammin del sole,

E le spade stringea d'aspre ritorte,
E cancellava con l'orme divine
I luridi vestigi de la morte;

E la canizie de le pigre brine
Scotean dal dorso, e de le verdi chiome
Si rivestian le valli e le colline.
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Alessandro Manzoni
Postato da Grazia01 il Domenica, 19 giugno @ 17:18:53 CEST (1182 letture)
Biografie IX


Ho preso una grave risoluzione: voglio scrivere un romanzo

La felicità non può essere realizzata fuorché in un presente il quale comprenda l'avvenire, in un momento senza fine, val a dire l'eternità. Sennonché la religione può darci una specie di felicità anche in questa vita mortale, per mezzo d'una speranza piena d'immortalità. Egli è vero che l'evidenza della religione cattolica riempie e domina il mio intelletto; io la vedo a capo e in fine di tutte le questioni morali ... Le verità stesse, che pur si trovano senza la sua scorta, non mi sembrano intere, fondate, inconcusse, se non quando sono ricondotte ad essa (religione)...
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Il nudo nel Novecento
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 giugno @ 21:54:47 CEST (1514 letture)
ARTE II
continua da

Il nudo nel Novecento



Pablo Picasso, L'amicizia, Ermitage, San Pietroburgo.

Il Novecento è un secolo di cambiamenti epocali: l'arte si avventura su strade diverse da quelle che battevano la riproduzione della realtà, e la figura nuda subisce naturalmente una radicale trasformazione.


E' difficile dare una visione completa del ruolo avuto dal nudo in quello che, per l'immensa accelerazione verificatasi in campo economico, sociale, artistico e culturale in senso lato, è stato definito "il secolo breve" . Periodo di colossali contraddizioni, di atroci crudeltà e di grandi slanci umanitari, il Novecento, da una parte, cercò di distruggere l'idea stessa di figura, considerandola un inutile ingombro al processo creativo, e dall'altra ne fece lo strumento principale dell'espressività umana, icona stessa del secolo che si era appena chiuso.



I nudi di Henri Matisse, come questo Nudo rosa del Museum of Art di Baltimora,

hanno perso le proporzioni ideali del corpo umano e i colori non ne rispecchiano l'incarnato.

L'insofferenza per una pittura imitativa del vero si era fatta più ferma con l'introduzione di un nuovo potente strumento tecnico per la riproduzione della realtà: la fotografia. Inventata nella metà del XIX secolo, la fotografia, nel Novecento, era ormai un mezzo affidabile che si era addirittura già misurato, attraverso il cinema (il 12 giugno 1895 è la data della prima proiezione pubblica dei fratelli Lumière), con il problema del movimento e lo aveva risolto in maniera più che soddisfacente e comunque ben più efficace di quanto non avessero fatto pittura e scultura: esisteva adesso un mezzo meccanico molto più rapido e preciso per riprodurre con fedeltà il vero.



Antonio Donghi, Nudo allo specchio, collezione privata.

In Italia, dopo l'avanguardia futurista, si assiste a un ritorno alle forme classicheggianti all'insegna
di una pittura realistica di natura intimista.

Questo spiega, in parte, perché l'arte si avventurò su strade diverse da quelle che battevano la riproduzione della realtà e che, a dire il vero, toccavano aspetti già esistenti nell'ambito della pittura imitativa, ma che, sempre, venivano soffocati dall'imperativo dell'imitazione del mondo. Il tema del nudo non poté che subire la stessa sorte, ma dal momento che si trattava di un punto nodale dell'espressività, le conseguenze formali di queste scelte furono notevolissime.



Gustav Klimt, Le tre età, - Galleria azionale d'Arte Moderna, .Roma.

La sua pittura decorativa, ritmica e lineare, i suoi colori preziosi, il simbolismo allegorico delle sue immagini propongono soluzioni espressive nuove e raffinate nella costruzione della figura.

Allontanarsi dalla realtà

Gli artisti del Novecento, perciò, andarono a recuperare tutte quelle premesse formali che avrebbero consentito uno sviluppo creativo svincolato dal bisogno di riprodurre la realtà. Si guardò, allora, a un pittore pressoché sconosciuto come Vincent van Gogh, si attinse alla componente decorativa di Klimt, ci si ispirò alla purezza dei colori di Gauguin e si riassettarono i parametri di rappresentazione della figura umana. Un'operazione che, per proprio conto, aveva già tentato



Paul Delvaux, il risveglio nella foresta, collezione privata.

Il movimento surrealista pone il nudo femminile in una dimensione quasi onirica, talora coinvolto
in metamorfosi vegetali o collocato in situazioni irreali.
Qui è inserita una brutta fotografia ricavata da un vecchio libro, non ho trovato altro nemmeno nel web.

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Ritorna ancora e prendimi,
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 giugno @ 12:53:20 CEST (3477 letture)
Poesie d'amore I


Ritorna ancora e prendimi,
amata sensazione, ritorna e prendimi,
quando si ridesta viva la memoria
del corpo, e l'antico desiderio di nuovo si versa nel sangue,
quando le labbra e la pelle ricordano, e la carne,
e le mani come se ancora toccassero.
Ritorna ancora e prendimi, la notte,
quando le labbra ricordano, e la carne.


Constantinos Kavafis


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IL SOLE SI SVEGLIA E SORRIDE
Postato da rosarossa il Venerdì, 17 giugno @ 00:22:44 CEST (1290 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VI





IL SOLE SI SVEGLIA E SORRIDE


Il sole si sveglia e sorride nella sua imperitura bellezza
copre la terra col dorato manto
la natura assorbe quel calore e ogni frutto
matura con dolcezza.


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Eclissi totale di luna...ascoltando Chopin
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 15 giugno @ 12:13:35 CEST (3313 letture)
Messaggi II

Stasera la luna sarà protagonista incontrastata: plenilunio con eclissi totale. Lo spettacolo partirà alla grande: la luna sorgerà all’orizzonte alle 21,10 circa, poco dopo il tramonto del sole, già in fase di completa eclissi. Il cono d’ombra, che la terra proietterà sul suo satellite naturale, continuerà ad oscurarlo fino alle 23; poi gli lascerà di nuovo libero il campo stellato.
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Speranza
Postato da Grazia01 il Martedì, 14 giugno @ 20:39:35 CEST (1024 letture)
Poesie racconti e fiabe di Gozzano
Speranza

Il gigantesco rovere abbattuto
l'intero inverno giacque sulla zolla,
mostrando, in cerchi, nelle sue midolla
i centonovant'anni che ha vissuto.


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Non ho più che lo stento d'una vita
Postato da Grazia01 il Martedì, 14 giugno @ 20:09:56 CEST (1179 letture)
Poesie di Betocchi
Non ho più che lo stento d'una vita



Non ho più che lo stento d'una vita
che sta passando, e perduto il suo fiore


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La doppia mente
Postato da Grazia01 il Lunedì, 13 giugno @ 19:16:46 CEST (1121 letture)
Psicologia e salute I



Gli animali hanno pochi dubbi e molte certezze. Non bisogna mai perdere troppo tempo, l'indugio è molto pericoloso; capire cos'è quel rumore tra i cespugli anziché scattare via, può risultare fatale. Il cervello con pochi conflitti procede come un pilota automatico. L'uomo invece indugia, e verso ad esempio il tabacco, l'alcol, le droghe, il cibo, il sesso, i dolci, escogita una serie di espedienti per vincere l'eccesso. Premiamo o puniamo i nostri comportamenti; ci congratuliamo, dilazioniamo gratificazioni, ci rimproveriamo. Siamo il risultato in fondo di strategie di autocontrollo. Se non fossimo almeno due non avrebbe senso controllarsi, valutarsi, rimproverarsi.

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Per un bel giorno
Postato da Grazia01 il Lunedì, 13 giugno @ 19:06:31 CEST (1297 letture)
Poesie di Bertolucci
Per un bel giorno


Un cielo così puro
un vento così leggero
non so più dove sono
dove ero.



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Petalo
Postato da Letty il Sabato, 11 giugno @ 13:13:37 CEST (1106 letture)
Le poesie di Letty - I




Ho trovato un petalo di rosa per le scale
era lì sui gradini abbandonato
chissà quale vento lo aveva portato e a quale rosa sfiorita appartenesse
era arrivato dolcemente
come un dono





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Posta
Postato da Grazia01 il Giovedì, 09 giugno @ 20:44:09 CEST (1061 letture)
Poesie di Bukowski



Posta



la posta aumenta.
lettere su lettere per dirmi
che grande scrittore
che sono,
e poesie, romanzi, novelle,



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Sola
Postato da Grazia01 il Giovedì, 09 giugno @ 08:46:32 CEST (975 letture)
Poesie d'autore II
Sola





La mia ombra stanotte
in questa stanza a pianterreno
ove pende a fastidio di mosche
inquiete la lampada accesa,




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La mente e le sue.... imprecazioni
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 08 giugno @ 20:39:50 CEST (1224 letture)
Psicologia e salute I

Il motivo per cui quando ci capita qualcosa di sgradevole, come colpire per sbaglio il dito, anziché il chiodo, o riversare su qualcuno un impeto di rabbia, il contenuto delle nostre parole diventa di colpo la sessualità, l'escrezione e la religione è un vero e proprio enigma per la scienza della mente. Esplosioni simili sembrano avere origine in una parte profonda e antica del cervello, come avviene quando un cane cui è stata pestata la coda guaisce e ringhia per intimorire un rivale. E' come se nel corso dell'evoluzione umana il cervello fosse stato cablato in modo da connettere l'output di un vecchio sistema per invocazioni e grida all'input di un nuovo sistema per il discorso articolato.
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Ripenso il tuo sorriso
Postato da Grazia01 il Martedì, 07 giugno @ 21:54:31 CEST (1150 letture)
Poesie di Montale




Ripenso il tuo sorriso


Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;


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Il nudo nell’Ottocento
Postato da Grazia01 il Martedì, 07 giugno @ 20:14:26 CEST (3101 letture)
ARTE II

continua da...

Il nudo nell’Ottocento

Secolo complesso e articolato, l'Ottocento, non può ridursi a una o due formule. Si confrontano, infatti, posizioni diverse che vanno da quella carnale di Courbet, con le sue Bagnanti di Montpellier, fino alla bellezza ideale della Venere di Cabanelle, oppure alle celeberrime Grandi bagnanti di Renoir, che costituiscono esse stesse una deroga felice alla regola impressionista, ultima modulazione del nudo rococò. In questo contesto, l'opera di Goya si presenta, perciò, solo come una delle possibilità. Di fatto, le differenze e le affinità fra il Neoclassicismo e il primo decennio dell'Ottocento emergeranno in maniera assai più concreta grazie al confronto fra due opere: Paolina Borghese come Venere vincitrice, scolpita da Antonio Canova fra il 1804 e il 1808 e l'altrettanto celebre Bagnante di Valpinçon, dipinta da Jean-Auguste-Dominique Ingres nel 1808.



La Donna nuda in un paesaggio, Musée de l'Orangerie, Parigi
è solo una tra le numerose tele di Pierre- Anguste Renoir, dedicate a questo tema. il pittore francese, vicino agli ambienti degli impressionisti, dà pieno risalto nei colori al corpo muliebre esprimendone tutta la sua carnale voluttà.



Gustave Courbet, Le bagnanti, particolare, Musée d'Orsay, Parigi.

L’Ottocento dà vita a diverse formule espressive e ancora una volta nel nudo se ne possono individuare chiaramente le diverse matrici: le donne dipinte dal pittore francese, in particolare, rivelano, nel realismo dei loro corpi, tutta la loro sensuale fisicità.

La prima delle due è, com'è noto, il ritratto della sorella di Napoleone Bonaparte, moglie del principe Borghese che conservava la statua come una sorta di gigantesco cammeo da mostrare soltanto a pochi eletti, Il recente restauro ha restituito funzionalità al meccanismo che permette alla statua di roteare su se stessa, insieme al triclinio su cui è adagiata, offrendo così la possibilità a chi guarda di poterne ammirare la bellezza da ogni angolatura. Figlia dell'estetica neoclassica, la statua è un capolavoro di equilibrio fra il ritratto fisionomico somigliante e l'idealizzazione della figura che, coerentemente con le premesse del Neoclassicismo, viene identificata con venere. La scelta della divinità è, infatti, un implicito omaggio alla venustà solare e discreta di Paolina che, in un primo tempo, aveva pensato di farsi ritrarre come Diana cacciatrice.
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