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Idillio coniugale di Adamo ed Eva da Il Paradiso Perduto
Postato da Grazia01 il Sabato, 05 febbraio @ 00:13:48 CET (1376 letture)
Poesie e opere di Milton

Idillio coniugale di Adamo ed Eva:
li spia il grande ribelle in un rabbioso tumulto di invidia, rimpianto, odio e vendetta .


DAL LIBRO IV (vv. 608-737)


A lui casi Eva rispose: « o tu,
per il quale e del qual formata fui,
carne della tua carne, e senza cui
io non ho scopo, guida mia, mio capo!
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Vigilie di Gianrico Carofiglio
Postato da Grazia01 il Venerdì, 04 febbraio @ 23:56:05 CET (1284 letture)
Racconti III

Era la sera della vigilia di Natale, nello sterminato atrio della stazione Termini. Il maresciallo Bovio, umore grigio e mani sprofondate nelle tasche del grosso cappotto di ordinanza, percorreva contro corrente un fiume desolato di uomini e donne. Piccole sagome scure, a gruppetti; sguardi persi e qualche risata - troppo forte - per darsi coraggio; facce di barboni, vecchie ricurve su carrelli portabagagli, mentre spingono il loro informe mucchio di cose. Noncuranti - o inconsapevoli - di tutto quanto intorno. Sagome normali, finite per errore, la sera di Natale, nel gelo della stazione invece che al caldo delle proprie case. Il maresciallo si appoggiò alla porta sbarrata dell'ufficio informazioni, guardò l'orologio - le diciannove e trenta - sfilò una MS dal pacchetto sgualcito e semivuoto, l'accese e aspirò con forza.
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Sei tu la nuova persona attirata da me?
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 febbraio @ 23:17:52 CET (1161 letture)
Poesie di Walt Whitman



Sei tu la nuova persona attirata da me?


Sei tu la nuova persona attirata da me?
Tanto per cominciare Sta' attento, chè sono molto diverso
da quello che credi;




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IL PARADISO PERDUTO
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 febbraio @ 22:46:28 CET (1189 letture)
Poesie e opere di Milton

IL PARADISO PERDUTO

Nel 1667, per l'editore Parker, usciva" Paradiso perduto (TheParadise Lost) , poema biblico-religioso in dieci libri (portati a dodici per l'edizione del 1674). Si concludeva cosi per Milton una lunga fatica, che 'era cominciata sui banchi di Cambridge. Perché se dieci anni impiegò il poeta per comporre e pubblicare il suo capolavoro, ne passò una trentina a progettarlo e meditarlo. Il primo accenno alla composizione di un poema si trova in una esercitazione scolastica del 1628. La più importante documentazione del suo lavorio di preparazione è costituita invece dal cosiddetto manoscritto di Cambridge, che si data intorno al 1640-42; contiene una lista di un centinaio di argomenti possibili per il poema, tratti prevalentemente dalla Bibbia e dalla storia d'Inghilterra.
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Ho dato il meglio di me alla mia patria e al mondo
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 febbraio @ 21:21:18 CET (885 letture)
Poesie e opere di Milton

Ho dato il meglio di me alla mia patria e al mondo

Nessuno, ch'io sappia, pur vedendomi una volta sola, mi ha mai trovato brutto. Se prestante oppure no, non sta a me giudicare. La mia statura, lo riconosco, non è alta, ma più vicina alla media che non alla bassa. E se anche fossi piccolo,non sono stati tali mol-ti uomini di prim'ordine, in pace e in guerra? E perché deve essere definita bassa una statura che è sufficiente per espletare ogni virtuoso proposito? Ma non è Vero che io sia mingherlino oltre misura; al contrario, posseggo uno spirito e una forza tali che ai miei tempi, quando le circostanze lo esigevano, non sono mai stato impacciato a maneggiare la spada, né restio ad usarla tutti i giorni.
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John Milton
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 febbraio @ 21:15:50 CET (1559 letture)
Biografie VIII

John Milton nasce a Londra. Suo padre John fu cacciato da casa dal padre perché puritano. Musico e uomo di una certa cultura, da lui il piccolo John apprende l’amore per la musica e la mentalità prettamente puritana. John Milton ha la prima istruzione presso insegnanti privati, soprattutto da parte dello scozzese Thomas Young che contribuisce al contempo a farne un buon latinista. Nel 1620 è ammesso alla Saint Paul School di Londra, dove stringe amicizia con Carlo Diodati, nipote di Giovanni Diodati, il quale stimola il giovane poeta allo studio della lingua italiana. Nel febbraio del 1625, Milton entra nel Christ College dell’università di Cambridge dal quale esce, benché il corso di studi gli interessasse assai poco, nel 1632 con il titolo di “Master of Arts”.

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Corpo etereo
Postato da Letty il Giovedì, 03 febbraio @ 13:39:53 CET (1501 letture)
Le poesie di Letty - I






Corpo etereo



Corpo etereo
anima sottile
dentro di me universi sconosciuti battuti da caldi venti tropicali



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In tempi di disimpegno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 02 febbraio @ 23:17:40 CET (1216 letture)
Poesie di Bertolucci





In tempi di disimpegno



Non è infrequente per queste
strade familiari – anche se esse
ti hanno portato al di là di n fiume,
o torrente, confine spesso di due provincie,



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Gli angeli nell’ottocento
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 02 febbraio @ 14:03:44 CET (1214 letture)
ARTE II
Parte precedente

Gli angeli nell’ottocento





Johann Heinrich Fùssli, Satana chiama a sé Belzebù, Kunsthaus, Zurigo.
Personalissima l'interpretazione che il pittore e teorico svizzero, allievo di Blake e studioso di teologia, elabora delle figure del Bene e del Male, come in questo caso.


Se si esclude la tradizione popolare di stampe e santini che, di fatto, non conosce mai una vera interruzione, il Settecento segna quasi una crisi della figura angelica che, però, il secolo successivo supera completamente. Lo sforzo di razionalizzare la visione del mondo, accantonando la dimensione religiosa, fallisce quasi subito e già l'età napoleonica rappresenta una piena reintegrazione del sentimento religioso nel tessuto sociale. Così, la figura dell'angelo ricompare tra i soggetti frequentati dalla gran parte degli artisti. Del resto, figure di primo piano come William Blake e Heinrich Fussli si erano già dedicate al tema angelico, sia pure offrendone un'interpretazione del tutto personale che, tuttavia, affondava le radici in una matrice comune: quella michelangiolesca. In particolare il pittore e poeta inglese in acquarelli di grande suggestione, come quello dedicato a Gli angeli del Bene e del Male (1795), conservato alla Tate Gallery di Londra, recupera la fisicità possente delle titaniche figure del Giudizio universale del Buonarroti, profondamente studiato e capito. Per questo i due angeli sono privi di ali e lottano senza scontrarsi, ma si affrontano con la loro sola presenza per il possesso di un'anima.



William Blake, Cacciata degli angeli ribelli, illustrazione per la Bibbia, Museum of Fine Art, Boston.
In uno spazio sospeso nel tempo, i suoi angeli senza ali ricordano i nudi michelangioleschi della cappella Sistina, studiati e ammirati dall'artista inglese.


C'è poi un altro aspetto che emerge con l'Ottocento: la rappresentazione del demonio come angelo del male, cioè malvagio ma bello. Lo abbiamo appena visto con Blake, ma è una tendenza dell'epoca che, per esempio, ritorna in Fussli. Il suo Satana chiama a sé Belzebù mostra il Principe del Male bello come un Apollo e ormai lontano dalla visione deforme che aveva tramandato il Rinascimento, con diavolacci cornuti e con la coda, con le zanne al posto dei denti e il volto bestiale. Lo dimostra, ancora, la scenografica Cacciata degli angeli ribelli di William Blake, dove i demoni sembrano i Giganti scacciati dalla cima dell'olimpo a opera di Giove.
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Pensieri L / LII * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Martedì, 01 febbraio @ 20:38:25 CET (1040 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere II



Pensieri

L.

In un libro che hanno gli Ebrei di sentenze e di detti vari, tradotto, come si dice, d'arabico, o più verisimilmente, secondo alcuni, di fattura pure ebraica, fra molte altre cose di nessun rilievo, si legge, che non so qual sapiente, essendogli detto da uno, io ti vo' bene, rispose: oh perché no? se non sei né della mia religione, né parente mio, né vicino, né persona che mi mantenga. L'odio verso i propri simili, è maggiore verso i più simili. I giovani sono, per mille ragioni, più atti all’amicizia che gli altri. Nondimeno è quasi impossibile un'amicizia durevole tra due che menino parimente vita giovanile; dico quella sorte di vita che si chiama così oggi, cioè dedita principalmente alle donne. Anzi tra questi tali è meno possibile che mai, sì per la veemenza delle passioni, sì per le rivalità in amore e le gelosie che nascono tra essi inevitabilmente, e perché, come è notato da Madama di Staél, gli altrui successi prosperi colle donne sempre fanno dispiacere, anche al maggior amico del fortunato. Le donne sono, dopo i danari, quella cosa in cui la gente è meno trattabile e meno capace di accordi, e dove i conoscenti, gli amici, i fratelli cangiano l'aspetto e la natura loro ordinaria: perché gli uomini sono amici e parenti, anzi sono civili e uomini, non fino agli altari, giusta il proverbio antico, ma fino ai danari e alle donne: quivi, diventano selvaggi e bestie. E nelle cose donnesche, se è minore l'inumanità, l'invidia è maggiore che nei danari: perché in quelle ha più interesse la vanità; ovvero, per dir meglio, perché v'ha interesse un amor proprio, che fra tutti è il più proprio e il più delicato.
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Il Caravaggio
Postato da Grazia01 il Martedì, 01 febbraio @ 11:15:11 CET (1161 letture)
ARTE I
“La pittura è una poesia che si vede e non si sente,
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.”
Leonardo Da Vinci





Il Caravaggio

( Michelangelo Merisi, nato a Milano 1571 e morto a Porto Ercole 1610)

Il giovane Caravaggio, giunto a Roma intorno al 1593 , effettua i primi esperimenti in campi antiaccademici come la natura morta e la scena di genere, mescolando valori morali a brani naturalistici di straordinaria lucidità ottica. L'eversione del linguaggio espressivo del Caravaggio si sviluppa prepotentemente a partire dai cicli della cappella Contarelli (1597-1602?) e della cappella Cerasi (1600-01), nei quali il tema sacro è narrato in termini di bestiale e violenta realtà, evidenziata dagli spiccati contrasti di luminosità e dalla mancanza di immagini consolatorie collegate al tema religioso tradizionale, secondo un atteggiamento morale fortemente radicale e anticonformista, che ha preso la sua forma primaria nella Milano di Carlo e Federico Borromeo.
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Febbraio, il mese “con la febbre”!
Postato da Grazia01 il Martedì, 01 febbraio @ 10:52:10 CET (1243 letture)
Letture varie I




Febbraio, il mese “con la febbre”!



Infatti la terra, che sembrava addormentata nel letargo invernale, comincia a risvegliarsi: “Favrêr, la tëra in caldêr”, “febbraio, la terra in calore”, sostiene un proverbio romagnolo, al quale fa eco un altro calabrese ancora più difficile da pronunciare: “Frivaru, la frevi ‘nta la terra”, “febbraio, la febbre dentro la terra”.

E’ come se si accendesse un fuoco “ctonio”, un fuoco nelle interiora della terra: quel fuoco che, alludendo al risvegliarsi della vita nelle erbe e nelle piante, simboleggiano molto bene le candele accese della festa della Candelora del 2 febbraio.

Quando vien la Candelora
dall’inverno semo fora,
ma se piove o tira vento,
nell’inverno semo dentro.


Il mondo agreste, ormai lontano dalla nostra vita cittadina, concentrava in questo mese i riti di purificazione: si accendevano e benedivano i ceri che tenuti nelle case si riteneva tenessero lontano gli spiriti maligni, con quella scintilla di luce che ricordava il Sole, l’Essere Superiore. E maligno poteva davvero essere l’Inverno se decideva che Febbraio, come qualcuno lo definisce, dovesse essere mese “corto e amaro”.
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Ad un passo da te
Postato da Letty il Lunedì, 31 gennaio @ 13:33:46 CET (1150 letture)
Le poesie di Letty - I




Ad un passo da te



Ad un passo da te ci sono io...
ad un passo da te c'è il mio cuore...
ad un passo dal tuo petto ci sono le mie fantasie di donna



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AREA ARCHEOLOGICA DI AGRIGENTO
Postato da Grazia01 il Domenica, 30 gennaio @ 20:57:20 CET (1245 letture)
I patrimoni dell'umanità - Italia


AREA ARCHEOLOGICA DI AGRIGENTO



Il Tempio della Concordia: dopo il Partenone di Atene, è il tempio dorico meglio conservato.

«GLI AGRIGENTINI MANGIANO E BEVONO COME SE DOVESSERO MORIRE DOMANI,
MA COSTRUISCONO COME SE LA LORO VITA DOVESSE DURARE IN ETERNO»;
SONO PAROLE DEL FILOSOFO EMPEDOCLE RIPORTATE DA DIOGENE LAERZIO.
IN EPOCHE PIÙ RECENTI NUMEROSI STORICI, SCRITTORI E VIAGGIATORI HANNO LODATO LA BELLEZZA E LO SPLENDORE DI QUESTA ANTICA CITTÀ MEDITERRANEA. BASTI PENSARE A GOETHE, CHE NEL SUO VIAGGIO IN ITALIA SCRISSE PAGINE DI GRANDE INTENSITÀ EMOTIVA SULLE MERAVIGLIE NATURALI E ARCHITETTONICHE DELLA VALLE DEI TEMPLI.


I primi studi sistematici del luogo si devono ai Borbone e iniziarono negli ultimi anni del XVIII secolo sotto la tutela del principe di Torremuzza, a quel tempo incaricato della conservazione dei beni culturali siciliani. Nel l 1786 si rialzarono le colonne del tempio di Hera Lacinia, mentre scavi e interventi si ebbero nell'Ottocento dopo la costituzione a Palermo, nel 1827, della Commissione di Antichità e Belle Arti per la Sicilia, con restauri parziali ai templi della Concordia e dei Dioscuri. Tuttavia, solo dopo la prima guerra mondiale hanno avuto inizio scavi sistematici e lavori di restauro e protezione.



Uno dei telamoni provenienti dal Tempio di Zeus Olimpio e conservati nel Museo Archeologico di Agrigento.


AKRAGAS

Come vuole la tradizione, la fondazione della città greca di Akragas, sulla costa meridionale siciliana, avvenne attorno al 580 a.C. a opera di coloni rodio-cretesi provenienti da Gela. La documentazione archeologie a ha dimostrato anche la presenza di uno stanziamento greco più antico, risalente al VII secolo a.C .



Statua marmorea di Efebo, risalente al 470 a. C. circa: notevole scultura greca, è forse dovuta a un artista agrigentino.


Akragas era un tipico insediamento greco classico posto sul fianco di una collina del litorale, cosa che ne facilitò l'espansione a partire dall'acropoli originaria. Dalla colonizzazione del VI secolo a.C. la città prosperò rapidamente. Durante il regno del tiranno Falaride (570-554 a.C.) fu realizzata una cinta muraria difensiva destinata a rafforzare la protezione naturale già assicurata dalla posizione geografica. Sembra invece aver preceduto la fondazione della colonia il santuario dedicato alle divinità ctonie, o infere, situato appena al di là delle mura, all'estremità orientale del loro perimetro. Un secondo santuario dedicato a queste stesse divinità si trova attorno al cosiddetto Tempio dei Dioscuri, ossia all'angolo sudoccidentale dell'abitato urbano. L'espansionismo politico di Akragas toccò l'apogeo con il regno di Terone (488- 472 a.C.). Dopo la decisiva sconfitta inflitta ai Cartaginesi a Imera nel 480 a.C., Terone estese il suo dominio fino alle coste orientali e settentrionali della Sicilia. I grandi templi costruiti in quest'epoca sull'estremità meridionale della collina furono conseguenza sia della prosperità conosciuta allora dalla città sia del concomitante sviluppo culturale. Il più illustre cittadino di Akragas vissuto in questo periodo fu il grande filosofo e scienziato Empedocle.
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si dice
Postato da r.chesini il Domenica, 30 gennaio @ 18:15:14 CET (1350 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini I



SI DICE



Un giorno di marzemino, al primo chiaretto dell'anno

camminavo nella campagna dell'oltre pò pavese

in mezzo al nebbiolo.




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UOMO DEL MIO TEMPO
Postato da Grazia01 il Domenica, 30 gennaio @ 17:33:17 CET (1615 letture)
Poesie di Quasimodo




UOMO DEL MIO TEMPO


Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,



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Non esiste saggezza
Postato da Grazia01 il Sabato, 29 gennaio @ 20:57:30 CET (2963 letture)
Racconti I




Non esiste saggezza

Viaggio assurdo, mi dissi. Ero arrivato ad Amsterdam a mezzanotte passata. Il volo che doveva riportarmi in Italia partiva qualche ora dopo, la mattina presto. Non aveva senso prendere una stanza in albergo e quindi decisi di restare in aeroporto, senza nemmeno uscire dalla zona imbarchi. Ero in un gigantesco atrio pieno di negozi, tutti chiusi. Pochi viaggiatori sperduti come me, qua e là. Alcuni, in piccoli gruppi, chiacchieravano tra loro con l'aria un po' aliena che hanno le persone in situazioni sospese come quella. Qualcuno dormiva seduto, qualcuno disteso per terra o su più sedili; profondamente, come anch'io riuscivo a fare molti anni prima. Scelsi una fila di sedie completamente libera. In quella di fronte c'era solo una ragazza che leggeva. Prima di sedermi le diedi un' occhiata e mi parve che la sua faccia avesse qualcosa di familiare, come se l'avessi già vista o conosciuta. Mi sedetti, tirai fuori il mio libro, per qualche minuto tentai inutilmente di leggere, rinunciai e mi guardai di nuovo attorno.
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IL TUO RESPIRO
Postato da rosarossa il Sabato, 29 gennaio @ 20:46:57 CET (850 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VI




IL TUO RESPIRO


Il tuo respiro quando mi è vicino,
nutre la mia anima e il mio cuore
come la mamma al seno il suo bambino.




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Le vie del cuore
Postato da Grazia01 il Sabato, 29 gennaio @ 00:32:53 CET (1183 letture)
Le poesie e altro di Grazia III






Quando l‘emozione sceglie la via del cuore,
ogni avvenimento diventa possibile…
lasciarsi trasportare, senza paura del futuro,
consapevoli di seguire la traccia che la nostra anima ci indica,
e se domani finirà tutto, avremo colto quell’attimo prezioso,
quel momento che da solo, può valere quanto un’intera vita.




Grazia


Buon fine settimana



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Non voglio - Margherita Guidacci
Postato da Grazia01 il Giovedì, 27 gennaio @ 21:14:07 CET (1359 letture)
Poesia al femminile II




Non voglio




Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri
e difficili, ma io vedo chiaro
e so che in fondo sono solamente
metri e gessetti con cui misurate



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Il giorno della memoria - 27 gennaio
Postato da Grazia01 il Giovedì, 27 gennaio @ 14:19:20 CET (1069 letture)
Riflessioni III






NOTTE SU BIRKENAU

Un’altra notte. Torvo, il cielo si chiude ancora
sul silenzio mortale volteggiando come un avvoltoio.
Simile ad una bestia acquattata, la luna cala sul campo —
pallida come un cadavere.

E come uno scudo abbandonato nella battaglia,
il blu Orione — fra le stelle perduto.
I trasporti ringhiano nell’oscurità
e fiammeggiano gli occhi del crematorio.

È umido, soffocante. Il sonno è una tomba.
Il mio respiro è un rantolo in gola.
Questo piede di piombo che m’opprime il petto
è il silenzio di tre milioni di morti.

Notte, notte senza fine. Nessuna alba.
I miei occhi sono avvelenati dal sonno.
La nebbia cala su Birkenau,
come il giudizio divino sul cadavere della terra.

Tadeusz Borowski, KL Auschwitz

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L’AMORE NELLA SOCIETA’ OCCIDENTALE
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 26 gennaio @ 21:24:32 CET (1187 letture)
Psicologia e salute II


Se l’amore è una capacità del carattere maturo e produttivo, ne segue che la capacità d’amare in una vita individuale, in qualunque civiltà, dipende dall’influenza che questa civiltà ha sul carattere della persona media. Parlando dell’amore nella civiltà occidentale moderna, ci domandiamo se la struttura sociale della civiltà occidentale e lo spirito che ne deriva siano propizi allo sviluppo dell’amore. La risposta è negativa.

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La mia lotta (1) di Karl Ove Knausgård
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 26 gennaio @ 18:15:22 CET (1735 letture)
Recensioni III






"Per tutta l’infanzia e l’adolescenza ci sforziamo di stabilire la giusta distanza dalle cose e dai fenomeni. Leggiamo, impariamo, facciamo esperienze, rettifichiamo. Arriviamo quindi un giorno al punto in cui tutte le distanze necessarie sono state fissate, tutti i sistemi necessari sono stati stabiliti. E allora che il tempo comincia ad andare più veloce. Non incontra più nessun ostacolo, tutto è stato fissato, il tempo scorre attraverso le nostre vite, i giorni scompaiono a gran velocità, prima di rendercene conto abbiamo quaranta, cinquanta, sessant’anni...


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Sonetto 22 - WILLIAM SHAKESPEARE
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 26 gennaio @ 14:00:14 CET (1245 letture)
Poesie e opere di Shakespeare




Non mi convincerà lo specchio ch’io sia vecchio,
fin quando tu e giovinezza avrete gli stessi anni;





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Lo specchio
Postato da r.chesini il Mercoledì, 26 gennaio @ 13:56:04 CET (1093 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini I




LO SPECCHIO


Una mattina...guardandomi allo specchio
mi sono trovato una ruga in più e...
una lacrima da un occhio mi è scivolata




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Gli angeli nella pittura del Settecento
Postato da Grazia01 il Martedì, 25 gennaio @ 15:50:00 CET (2684 letture)
ARTE I


parte precedente

Gli angeli nella pittura del Settecento




Francesco Solimena, Il sogno di Agar, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli. Un soggetto caro all'artista napoletano, che qui lo interpreta ancora in chiave barocca e magniloquente.

Il secolo si apre con un bel quadro di Francesco Solimena che rappresenta l'episodio di Abramo e gli angeli, dipinto nel 1701 e oggi conservato presso la Pinacoteca di Brera a Milano, sebbene sia in deposito presso la Camera dei Deputati a Roma. La storia è nota. Il patriarca accoglie presso la sua casa tre uomini che poi si riveleranno essere i tre angeli giustizieri che andranno a distruggere Sodoma e Gomorra. Nonostante la scena si svolga all'esterno, i colori caldi, di reminiscenza caravaggesca, evocano l'intimità di un interno. I protagonisti della storia ci sono tutti. Abramo stesso sta in piedi davanti agli ospiti in segno di deferenza. Il suo gesto ha il senso dell'accomodatevi!''. Sulla tavola imbandita c'è la focaccia, ma nulla lascia intuire che si tratta della prefigurazione dell'eucarestia. Infatti, la dimensione simbolica e trascendente è discreta e non c'è nulla, salvo le ali degli angeli (perché questi si comportano come normali commensali), che la faccia intuire. Il concetto è semplice: il sacro si presenta con naturalezza e senza retorica. Non sempre, però, le cose stanno in questi termini.



Giambattista Tiepolo, affresco realizzato nel Palazzo arcivescovile di Udine, l'Apparizione dei tre angeli ad Abramo, (soggetto ripreso anche dal fratello
Giandomenico)


Nasce un nuovo spirito

La scena dipinta da Giambattista Tiepolo per il Palazzo arcivescovile di Udine che rappresenta l'Apparizione dell'angelo a Sara (1727-1728) ha la sua dimensione trascendente proprio nella figura del messo divino che arriva come un cavaliere dal vestito estroso, e bussa alla porta di una donna anziana che potrebbe essere una vecchietta veneziana di quelle che vivevano nella zona del Ponte delle Ostreghe, o fra i vicoli variopinti di Torcello, anche se ha l'aspetto di nobildonna, con il colletto di pizzo e l'abito di raso. La figura dell'angelo, così originale e lontana da ogni tradizione iconografica per quel che riguarda le vesti, vuole sottolineare l'appartenenza a un'altra dimensione. Il messaggero celeste è appena arrivato, le ali sono ancora frementi di volo e gli abiti si sono appena ricomposti dal vento. Il gesto è imperioso, come dire: «Tu ... !» e la risposta istintiva quanto incredula della donna è quella di toccarsi il petto come a rispondere: «Chi io? Possibile?». Allora l'angelo sembra ricordare che «lo spirito di Dio soffia dove vuole ... » (Giovanni, 111, 8 ) perché Sara a quell'età potrà dare alla luce il figlio prediletto: Isacco.
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PROVACI
Postato da r.chesini il Lunedì, 24 gennaio @ 12:00:30 CET (948 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini I








PROVACI


prova

a scolpire l'esplosione di un amore

.......o.......

a fotografare il freddo di una notte polare

........sì un giorno ci proverò.......

ora però corro alla porta...

perchè hanno suonato !!!!




r.chesini
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Pensieri XLVI / XLIX * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Domenica, 23 gennaio @ 22:49:03 CET (874 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere II



Pensieri

XLVI.

Non fa molto onore, non so s'io dica agli uomini o alla virtù, vedere che in tutte le lingue civili, antiche e moderne, le medesime voci significano bontà e sciocchezza, uomo da bene e uomo da poco. Parecchie di questo genere, come in italiano dabbenaggine, in greco euethés, euétheia prive del significato proprio, nel quale forse sarebbero poco utili, non ritengono, o non ebbero dal principio, altro che il secondo. Tanta stima della bontà è stata fatta in ogni tempo dalla moltitudine; i giudizi della quale, e gl'intimi sentimenti, si manifestano, anche mal grado talvolta di lei medesima, nelle forme del linguaggio. Costante giudizio della moltitudine, non meno che, contraddicendo al linguaggio il discorso, costantemente dissimulato, è, che nessuno che possa eleggere, elegga di esser buono: gli sciocchi sieno buoni, perché altro non possono.
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Roberto Vecchione dedicata a Rimbaud
Postato da Grazia01 il Domenica, 23 gennaio @ 14:23:05 CET (4146 letture)
Video

"Ho visto tutto e cosa so,
ho rinunciato, ho detto "no",
ricordo a malapena quale nome ho:....


Arthur Rimbaud".

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L’analfabeta politico
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 gennaio @ 21:38:43 CET (1392 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni III

L’analfabeta politico


Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica.
Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali."
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Ciao


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