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Benvenuti in Casatea.com
Postato da Antonio il Sabato, 11 marzo @ 15:34:11 CET (57844 letture)
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Il cuore mi batte troppo forte
Postato da Grazia01 il Giovedì, 25 giugno @ 17:36:31 CEST (50 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI




Il cuore mi batte troppo forte
non ho paura della morte
ho paura della paura
quel ragno che mi avvolge
m'imprigiona la mente
intorno vedo il caos
nella mancanza di coerenza
nella gente senza pazienza
nel vociare nei rumori.
Per difendermi mi spengo
troppo a lungo troppo spesso
senza lotta senza rabbia
senza orgoglio ne vigore.

Sono un misero vaso vuoto
una foglia che trema al vento.
Senza nessuna dignità, ma tento.


Grazia

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L'ombra
Postato da triskell il Mercoledì, 17 giugno @ 18:47:47 CEST (16 letture)
Le poesie e i racconti di *Triskell* IV
Io non c'entro nulla.
Il mio corpo non è che
dimora di demoni e dei.


*Triskell*



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La rabbia senza l'orgoglio
Postato da Grazia01 il Domenica, 14 giugno @ 16:37:13 CEST (37 letture)
Un pensiero al giorno




In questi giorni guardando la pioggia scrosciante durante i tanti temporali ho pensato che sarebbe stato bello se tutta quell'acqua invece di fare danni potesse pulire tutto, questo virus che non ci dà pace, ma non solo, dovrebbe cancellare tutte le cattiverie, le disonestà, le infamità, che anche in questo periodo sono state commesse. Come in tutti i disastri ci sono quelli che ne approfittano, giocando sulla pelle degli altri senza coscienza e senza pietà. Questo virus oltre ad uccidere una generazione di nonni, tra immani sofferenze e soli, ha creato ancora più poveri, quelli che già lo erano sono allo stremo, e ce ne sono di nuovi.
E c'è chi ha speculato, sulle mascherine, sui dispositivi sanitari per medici e infermieri, su presidi necessari a salvare vite, sui tamponi su tutto quello che permetteva di lucrare.
Ed è inutile chiedersi se questi hanno una coscienza, loro si vantano di essere furbi, "o approfitti delle occasioni o sei un perdente", così pensano e se ne vantano e se la ridono come successe nei dopo terremoti.
Non so se qualcuno di voi guarda il programma televisivo Report, io lo seguo da quando c'era la Gabanelli, ma ogni volta mi arrabbio perché se solo fosse vera la metà di quello che dicono, ci sarebbe da fare una rivoluzione, invece no, tutti zitti, tutti sereni. Quelli che hanno in mano il potere, fingono di litigare ma poi si danno man forte. Il mondo va così, alcuni mi dicono che è sempre stato così. Allora non siamo una Democrazia, siamo il paese dei campanelli.

Grazia
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La vita al tempo del covid 19
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 giugno @ 18:42:04 CEST (40 letture)
Un pensiero al giorno
Gli interminabili 69 giorni del lockdown. Una storia infinita o manca solo il finale?
Il 9 marzo e il 18 maggio 2020 sono due date che ritroveremo nei libri di storia e rimarranno un ricordo indelebile nella nostra mente

E’ la sera del 9 marzo e Giuseppe Conte annuncia agli italiani che “purtroppo tempo non ce n’è”. Troppi malati, troppi morti. Perciò dal 10 marzo, un nuovo decreto e lockdown. Parola dal suono duro per dire che il Paese si chiude e si ferma, tranne i servizi essenziali. Il giorno dopo l’Organizzazione mondiale della sanità sentenzia: è pandemia. L’Italia sceglie una doppia quarantena forzata fino al 3 aprile, poi estesa al 13. Ma questa emergenza, raccontata con numeri e grafici inizia molto prima. Per il mondo e per chi ha seguito da subito la diffusione del virus, la prima mappa che ha provato a tracciare il virus che da lì a breve avrebbe investito tutto il mondo arriva da una università americana con sede a Baltimora, Maryland.


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INFANZIA LONTANA
Postato da claudiocisco il Mercoledì, 20 maggio @ 09:37:28 CEST (22 letture)
Poesie sulla vita III





Storia d’una infanzia lontana
ricognizione di un mondo
pietrificato nei ricordi.
È il canto della memoria
che si eleva
è profondo, sentito, cercato.
In esso
si rincorrono
gli attimi che hanno lasciato una traccia.
Rivivono anch’essi
insieme alle cose, alle persone familiari
ai sogni di più remote stagioni.
La memoria mi appare così
come immagine sovrapposta al presente
e i suoi impulsi,
ritornando dal passato,
s’intrecciano sinfonicamente,
trovano una finale armonia.


Claudio Cisco


in foto: io, i miei compagni di classe ed il mio caro maestro Giuseppe Merenda.
Scuola elementare Tommaso Cannizzaro in Messina. Anni passati dal 1970 al 1975.
Claudio Cisco è quello in basso a sinistra, nella prima fila, dal punto di osservazione di chi guarda la foto.
Imbarazzato

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Ezio Bosso ci ha lasciato
Postato da Grazia01 il Sabato, 16 maggio @ 19:27:41 CEST (26 letture)
In ricordo


Non tutti sanno che Ezio Bosso, oltre ad essere un compositore,
pianista e direttore d’orchestra di fama internazionale,
possedeva anche un’altro raro talento: quello della scrittura.
In questa poesia ha commentato il periodo difficile in cui viviamo




Io li conosco i domani che non arrivano mai”

Io li conosco I domani che non arrivano mai
Conosco la stanza stretta
E la luce che manca da cercare dentro

Io li conosco i giorni che passano uguali
Fatti di sonno e dolore e sonno
per dimenticare il dolore

Conosco la paura di quei domani lontani
Che sembra il binocolo non basti

Ma questi giorni sono quelli per ricordare
Le cose belle fatte
Le fortune vissute
I sorrisi scambiati che valgono baci e abbracci

Questi sono i giorni per ricordare
Per correggere e giocare
Si, giocare a immaginare domani

Perché il domani quello col sole vero arriva
E dovremo immaginarlo migliore
Per costruirlo

Perché domani non dovremo ricostruire
Ma costruire e costruendo sognare

Perché rinascere vuole dire costruire
Insieme uno per uno

Adesso però state a casa pensando a domani

E costruire è bellissimo
Il gioco più bello
Cominciamo…

Ezio Bosso

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La trama di "Kim" di Rudyard Kipling
Postato da Paolo il Sabato, 16 maggio @ 12:21:45 CEST (39 letture)
Le opere di Paolo III
“Quattro dei suoi sostituti padri – il mercante di cavalli Mahbud Ali, Creighton, Lurgan, e Hurree Babu – favoriscono l'inserimento di Kim nel servizio segreto, mentre il Lama, con i fondi monastici, paga per la sua istruzione Europea al college di San Saverio.”
(Patrick Parrinder “Nazione e Romanzo: il Romanzo Inglese dalle sue Origini ai Giorni Nostri”)


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Circolo di Lettura Vaccheria Nardi: Antonio Scurati
Postato da Grazia01 il Venerdì, 15 maggio @ 11:43:08 CEST (103 letture)
Letture varie III
Come posso convincere mia moglie che, mentre guardo fuori dalla finestra, sto lavorando? — si chiedeva Joseph Conrad al principio del secolo scorso. Io, invece, mi chiedo: come posso spiegare a mia figlia che, quando guardo fuori dalla finestra, vedo la fine di un’epoca? L’epoca in cui lei è nata ma che non conoscerà, l’epoca del più lungo e svagato periodo di pace e prosperità goduto dalla storia dell’umanità. Vivo a Milano, fino a ieri la più evoluta, ricca e brillante città d’Italia, una delle più desiderabili al mondo. La città della moda, del design, dell’Expo. La città dell’aperitivo, che ha regalato al mondo il Negroni sbagliato e la happy hour e che oggi è la capitale mondiale del Covid-19, il capoluogo della regione che da sola conta trentamila contagi accertati e tremila morti. Un tasso di letalità del 10 per cento, le bare accatastate davanti ai padiglioni degli ospedali, una pestilenza vaporosa che aleggia sulle guglie del suo Duomo come sulle città maledette delle antiche tragedie greche. Le sirene delle ambulanze sono diventate la colonna sonora dei nostri giorni; le nostre notti sono tormentate da uomini adulti che frignano nel sonno: «Cosa c’è, ti senti bene?»; «Niente, non è niente, torna a dormire». Migliaia dei loro amici, parenti, conoscenti tossiscono fino a sputare sangue, da soli, fuori da ogni statistica e da qualsiasi assistenza, nei letti dei loro monolocali arredati da architetti di grido. Se, in questo istante, guardo fuori dalla finestra, vedo un povero minimarket gestito con ammirevole laboriosità da immigrati cingalesi. Fino a ieri era una singolare anomalia in questo quartiere semicentrale, e a suo modo elegante, una nota stonata. Oggi è un luogo di pellegrinaggio. In coda per il pane davanti alle sue vetrine spoglie, vedo uomini e donne che fino a ieri lo disdegnavano perché sprovvisto della loro marca preferita di crusca. Sostano, sorretti dalla disciplina dello scoramento, a un metro di distanza l’uno dall’altro, al tempo stesso minacciosi e minacciati, con mascherine di fortuna, ricavate da brandelli di tessuto con il quale, fino a ieri, proteggevano le piante esotiche dei loro terrazzi, garze sfilacciate che pendono dai loro volti con la malinconia floscia di scampoli di un’epoca finita.


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La vita è come un caleidoscopio
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 maggio @ 19:13:59 CEST (21 letture)
Un pensiero al giorno




La vita è come un caleidoscopio perennemente cangiante: un piccolo cambiamento, e tutti i disegni e le configurazioni si alterano. Una lite con un amico rimescola e sposta altre quindici relazioni, le nostre vite sono collegate come in un gioco di domino. Un momento tutto sembra pieno e perfetto, il momento successivo accade un incidente o ci ammaliamo. Ormai abituati a vivere da soli, incontriamo qualcuno e ci innamoriamo profondamente. Andiamo in una direzione quando appare un ostacolo imprevisto e dobbiamo bruscamente cambiare strada. Improvvisamente, sorprendentemente, ci ritroviamo in una vita diversa.
Sharon Salzberg
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La solitudine è tra noi
Postato da Grazia01 il Lunedì, 04 maggio @ 16:37:50 CEST (40 letture)
Un pensiero al giorno


In queste settimane abbiamo riscoperto il valore etico della socialità. Ci manca il contatto fisico con la gente, un abbraccio, una carezza. Ognuno di noi cerca di sopperire a questa mancanza, chi con una videochiamata e chi cantando a squarciagola dal balcone l’azzurro di Celentano. Questa crisi sociale, tuttavia, presenta due facce della medaglia.

Da un lato evidenzia la straordinaria solidarietà dell’essere umano, che necessita della collettività in quanto da sempre animale sociale; dall'altro sottolinea l’amara avversione alla solitudine, frutto della sempre maggiore mancanza di riflessione. Nel febbraio del 1993 una emergente Laura Pausini vinceva la categoria «Novità» del festival di Sanremo con la canzone intitolata «La solitudine». Una delle strofe recita: «La solitudine è tra di noi». Questa frase racchiude, secondo me, un concetto importante e profondo anche se espresso con la leggerezza di una ragazza in cerca della realizzazione artistica. La solitudine, infatti, si mischia tra di noi poiché è intrinseca alla natura umana. L’individuo tenta di eludere questa sensazione convinto di poter sfuggire ad una condizione che, invece, è inevitabilmente parte dell’esistenza.

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LA LEGGE DEL SERPENTE
Postato da claudiocisco il Lunedì, 04 maggio @ 15:30:48 CEST (26 letture)
Psicologia e salute I


“Amatevi, gente del mondo intero, amatevi sempre ed in qualunque modo; l’amore, qualsiasi forma assuma, è sempre benedetto ed è sinonimo di felicità. Non bisogna mai aver paura di amare ma di odiare. Credete nell’amore universale, quello vero, incondizionato che non ha sesso né differenze d’età. E’ questa la vera libertà da difendere a tutti i costi e non esiste cosa più bella al mondo di sentirsi veramente liberi di amare chiunque: maschi con maschi, donne con donne, vecchi con giovani, ciascuno libero di tirare fuori la propria sessualità con le sue forme, inclinazioni e gusti. Un rapporto affettivo anche al di fuori del matrimonio che in fondo è solo un contratto che non può legare o sostituire un sogno. Non esiste ciò che chiamano < >, è un inganno inventato dai falsi moralisti e soprattutto dalla chiesa che giudica senza conoscere l’amore fisico, un artificio creato per anestetizzare le coscienze e neutralizzate l’istinto sessuale che invece è un meraviglioso dono che la natura ha regalato agli uomini, non solo per procreare: un piacere naturale che annulla il dolore e attenua lo stress psicofisico. L’unica devianza sessuale semmai è la castità, non vi è infatti nessun motivo per praticarla restando puri, lasciamola ai preti e alla suore, contenti loro! In fondo se due esseri umani si amano o fanno sesso consapevolmente e volontariamente, che male fanno? Dov'è il peccato? Che bigottismo parlare di fornicazione, sostenere con presunzione di verità e senza alcuna prova o fondamento che l’arte erotica è demoniaca, procurando così assurdi sensi di colpa, tabù, complessi, frustrazioni e a volte persino impotenza o frigidità. Perché tornare indietro al Medioevo, alla caccia alle streghe, a bruciare nel rogo o a lapidare, secondo antiche tradizioni contenute in delle scritture definite sacre dagli uomini, scritte da loro stessi ed attribuite a Dio? Gli esseri umani per trovare uno scopo alla propria esistenza e per vincere ancestrali paure hanno creato Dio e non viceversa. Evviva quindi i matrimoni gay e le unioni civili, simboli di emancipazione e di civiltà, del resto si può essere credenti e praticare l’omosessualità, le due cose non sono incompatibili, l’amore non può essere colpevolizzato perché è “amore”, la parola più importante che esista. Se un uomo sente di sposare un altro uomo ed è felice così, perché non concretizzare questo desiderio? Lo Stato dovrebbe mantenersi laico rispettando anche chi eventualmente non crede e si professa ateo, non si può imporre a nessuno di avere fede seguendo le regole della chiesa. E poi ognuno è diverso da un altro, è unico, con i suoi propri gusti. La diversità è un valore da tutelare e difendere, è una vera ricchezza perché rende la vita più varia e colorata, meno scontata e massificante. La nostra esistenza è così breve, la morte arriverà prima di quanto ci si aspetti, annientando definitivamente tutto. Allora perché non vivere intensamente anche la propria sessualita?”
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ELEMENTARE SAGGIO SULLE DEVIANZE SESSUALI
Postato da claudiocisco il Lunedì, 04 maggio @ 15:27:47 CEST (40 letture)
Psicologia e salute II



Premetto di non essere un sessuologo né uno psicanalista, non sono neanche laureato, quindi, non avrei nessun titolo o qualifica per potermi esprimere. Non mi ritengo neppure un saggista per crearmi eventualmente un alibi. Ciò non mi impedisce però, di scrivere con sincerità e nella massima umiltà, il mio pensiero. Lungi da me l’idea di voler imporre verità o dogmi, o di ergermi a giudice. Sono piuttosto spinto, come sempre del resto, dalla mia creatività irrefrenabile, che ormai reclama spazi in qualunque direzione o competenza. Non ho pretese di nessun tipo, tento solo di tirare fuori la mia idea in merito, ciascuno è libero di condividerla o meno. Il tema che sto per trattare è delicato, è riguarda nello specifico le inclinazioni sessuali, fuori dalla norma. Non mi riferisco alle “perversioni sessuali” (sadismo, masochismo, feticismo, scambismo ecc…); suddette patologie richiederebbero infatti un’attenzione particolare vista la loro stretta correlazione con i demoni d’impurità. Ma piuttosto prendo in considerazione quelle inclinazioni sessuali assai diffuse e che coinvolgono parecchi soggetti (omosessuali, pedofili, gerontofili). Io ne parlo per esperienza e per conoscenza diretta, e non, lo sottolineo ancora, per preparazione scientifica. Comincio col dirvi che la radice, almeno all’inizio, non è diabolica, cioè i demoni d’impurità non sono la causa che spinge l’uomo verso l’uomo, la donna verso la donna, il giovane verso il vecchio, l’adulto sull’adolescente o il bambino. Ma allora perché esistono questi gusti particolari? Cercherò di spiegarlo in maniera semplice, direi elementare. L’uomo è stato creato da Dio a sua immagine e somiglianza e il suo spirito ha in sé l’essenza dell’immortalità. Ma, per adattarsi a questa valle di lacrime che è la terra, è costretto a chiudere la sua spiritualità dentro un involucro di carne che è la materia. Quindi la fisicità corporea è soggetta ad imperfezioni e difetti. Dio ha creato il corpo umano con minuziosa attenzione, ogni organo ha la sua specifica funzione, una vera opera d’arte. Ma la natura umana, in quanto fragile, può sin dalla nascita essere guastata. Così c’è chi nasce con un lieve difetto, chi con un altro più accentuato, chi, per fortuna, nasce sano, ed è la maggioranza. Non voglio essere frainteso. Sgombro subito il campo dall’idea che chi ha orientamenti sessuali non conformi alla norma, sia secondo me, malato o patologico. Non si tratta di una malattia fisica, il soggetto deviato è sano come tutti. Il problema è genetico, nasce con la venuta al mondo, cioè omosessuali, pedofili, gerontofili si nasce e non ci si diventa e, al 99 per cento dei casi, ci si rimani fino alla morte. Ma cercherò di essere più chiaro, permettetemi però di farvi un esempio tanto banale, quanto efficace. Immaginate una autovettura che esce dalla fabbrica con i fari obliqui, orientati in maniera direi schizofrenica, in varie direzioni. La macchina è perfettamene funzionante, basta girare la chiave e si mette in moto. Solo che il guidatore, senza avere colpa, vedrà illuminate determinate visuali, mentre le altre rimarranno buie. Questa situazione è la stessa che accade a chi ha una devianza sessuale. La sfera relativa all’istinto sessuale del soggetto, che fisicamente è perfettamente sano come la macchina, è orientata esclusivamente verso persone dello stesso sesso o di età differente a secondo dell’inclinazione. Cioè nella mente del soggetto deviato, il gusto sessuale va esclusivamente verso l’oggetto desiderato, escludendo qualunque altro, proprio come il faro che illumina una zona e lascia buia un’altra. La cosa grave consiste nel fatto che l’intensità sessuale del deviato non è simile a quella che scatta tra uomo e donna, ma molto più forte, a volte perfino incontrollabile. Ora, se il corpo umano fosse una macchina, basterebbe andare dall’elettrauto per risolvere il problema. Purtroppo non è così per l’essere umano che è molto più complsso. E’ chiaro che i soggetti che nascono così, saranno i primi ad essere attaccati dai demoni d’impurità che, svolgendo il loro compito specifico, li spingono a non credere in Dio, ad allontanarsi dalla chiesa, ad accettarsi per come sono quasi con orgoglio, a non seguire la Parola di Dio che santifica solo l’amore tra uomo e donna, coronandolo con la procreazione. Senza l’aiuto di Dio e senza la presenza dello Spirito Santo, per i demoni sarà vittoria. Io lo so che dal punto di vista legale non si possono mettere sullo stesso piano omosessualità e pedofilia ma la radice è uguale, cambia solo la direzione del faro, per tornare alla macchina. Il soggetto deviato è talmente affascinato dall’oggetto desiderato, da giustificarne perfino di esserne innamorato, considerandolo normale, perché qualunque cosa piaccia assai, uno se ne innamora. Questa è la folle logica di chi re(edited) normale ciò che non lo è né per Dio né per la natura. Del resto basta guardare l’anatomia dell’uomo e della donna per comprendere che sono stati creati per stare insieme. Auguro di cuore a tutti questi soggetti di pregare moltissimo e di mettere le proprie vite nelle mani di Dio che li ama tantissimo e sa bene i loro problemi. Sarà Lui a guidare la vostra vita anche se non avverrà il miracolo.


Indiavolato o Arrabbiatissimo

Claudio Cisco

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IN PUNTO DI MORTE
Postato da claudiocisco il Lunedì, 04 maggio @ 15:26:21 CEST (19 letture)
Racconti IV


Separato dal mio corpo, come sospeso nell'aria, vigile e cosciente senza però poter comunicare con esseri umani, vedo dall'alto il mio involucro di carne, esanime, quasi abbandonato, circondato da medici, e mi fa quasi pena osservarlo: Come ho potuto sopportare di essere imprigionato dentro quel corpo debole come straccio, limitando tutta la mia immensa potenzialità spirituale? Eppure al tempo stesso comprendo, pur non avendo la benché minima voglia di rientrare dentro quel guscio, che fin quando ero all'interno, esso aveva la stessa importanza d’un cofanetto, contenente una collana preziosa di inestimabile valore. La collana infatti, è importante quanto il cofanetto perché è contenuta dentro, e se si perde il cofanetto, si smarrisce anche la collana. Ma una volta che la si tira fuori, il suo contenitore non serve più. Così è il corpo umano
fin quando un essere creato da Dio vive in esso, è tempio dello Spirito Santo, prezioso quanto l’anima. La sensazione che avverto, riferendomi alla visione di quello che era il mio corpo fisico, è quella di essermi tolto di dosso un abito, un po’ come la tuta spaziale, che è fatta solo per permettere all'astronauta di vagare nello spazio, ma non è la sua vera pelle, solo un adattamento all'ambiente. E’ davvero piacevole e surreale quello che mi sta succedendo; la cosa più bella è che non avverto più dolori, sofferenze, esigenze fisiche e mi trovo in uno stato di profondo benessere, slegato da tutto ciò che è materia. Contemporaneamente rivedo come in dimensione tridimensionale, scorrere il film di tutta la mia vita, dalla nascita sino ad ora, ma con occhi di verità e giustizia, come se io fossi spettatore e giudice di me stesso, soffrendo per gli errori commessi e provando gioia per quanto fatto di buono. E’ sorprendente come tutto sia stato accuratamente registrato, anche la più impercettibile parola, ed io ora posso ascoltare ogni dialogo e ogni discorso come fossero amplificati. Posso rivedere tutto: situazioni, immagini, persone care. Da questa incredibile visione, mi rendo conto di essere da sempre seguito con minuziosa attenzione, e direi con amorevole cura; nella vita non si è mai soli, anche quando lo si crede, ed io ora lo so. Poi, d’improvviso, mi sento chiamare, ma solo col pensiero, senza udire una voce specifica; sono tranquillo, capisco di essere in buone mani, di potermi fidare. Vengo trasportato da una forsa sconosciuta ed amica, lascio la camera dell’ospedale ed entro in un tunnel, che solo all’inizio mi procura una leggera paura, poi, intravedo l’uscita, ritorno sereno e curioso. Una volta fuori, vedo luce, luce, e ancora luce. Sento amore, amore, e ancora amore. Mi sento amato. Sono immerso in una condizione di pura libertà, avverto pace ed un senso di immortalità. Vi è una frase nel Vangelo, che io sento forte in me perché rispecchia perfettamente quello che provo. Sono le parole che Gesù disse sulla croce prima di morire: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito!”. Ora io comprendo più che mai, che il mio spirito è nelle mani di Dio. Ma lo era anche quando vivevo nel corpo, sulla terra, solo che non ne intuivo la profondità e il vero significato. La vita, sia quella fisica, sia quella spirituale, è tutta un miracolo, se l’uomo potesse finalmente rendersene conto! I meravigliosi colori che vedo sono talmente belli che non si possono descrivere, ma sono colori diversi da quelli terrestri. Così come i suoni e i canti che odo. Vedo ma non con gli occhi, sento ma non con le orecchie, comunico con il Padre ma non con la voce: L’amore è troppo forte per poterlo quantificare, la libertà troppo sconfinata per poter scorgere orizzonti, tutto sa di eternità. E’ un luogo senza fine, sa di cielo.
So che saranno molti quelli che non mi crederanno, ma sono sereno ugualmente, so che ci arriveranno anche loro.


Claudio Cisco

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L'ULTIMA SPERANZA
Postato da claudiocisco il Lunedì, 04 maggio @ 15:24:35 CEST (16 letture)
Biografie VIII




Arrivare a 56 anni e rendersi conto, con una lacrima agli occhi, di non essere mai realmente cresciuto. E’ come se l’anima si rifiutasse di allinerasi con il lento declino del corpo. Sento lo spirito crescere impetuosamente fortificandosi progressivamente fino a sembrare scollegato dalla materia. Mi nasce dentro una serenità appagante che rimette in discussione il mio io spingendomi ad analizzare tutta quanta la mia vita, distesa su una prospettiva ad ampio raggio. E’ molto dolce guardare il mio passato con gli occhi nuovi di adesso. Uno sguardo che si connette prima con l’infanzia, con i suoi teneri giochi, le mitiche fiabe, la disarmante ingenuità. Poi si apre all’adolescenza con le sue infinite paure, l’eterno conflitto tra il desiderio di crescere ed evadere e la voglia di rimanere bambino. E con quella età lontana, mi sembra quasi di rivivere l’emozione per l’innocenza del mio primo bacio, le mattinate passate a scuola con i miei compagni, le uscite spensierate con gli amici, e con esse quella illusoria certezza di sentirmi eterno, di considerarmi eroe con un futuro davanti tutto da vivere. I miei pensieri ormai del tutto invasi di ricordi, improvvisamente focalizzano la mia attenzione sull’immagine della ragazza che è stata il mio primo vero amore, zoommando sui lineamenti bambineschi del suo viso: Quante promesse non mantenute! Quanti sogni e speranze naufragate! Dolci ricordi e tristi rimpianti si fondono insieme, in una danza simile più ad un rito di morte che ad una sinfonia di rimembranze. Questo suggestivo viaggio con la mente si sofferma adesso sulla figura di mia madre, ricordo sempre vivido; una donna attaccata morbosamente a me, ma d’un amore sincero, grande, direi esclusivo nei miei confronti. Un sentimento tanto forte da non averlo potuto avere da nessun’altra persona nel corso di tutta la mia vita. Anche mio padre si insinua nei miei pensieri, buffo e strano come non mai: quante cose avrei voluto chiedergli senza mai aver avuto il coraggio di farlo! E ancora ecco spuntare le mie due sorelle molto più grandi di me, forse avrei potuto aprirmi, dare loro di più. Con un sussulto inaspettato che scuote la mia anima, giungo col pensiero in quell’età importante dove si compiono le scelte che contano nella vita e che condizionano l’intera esistenza, mi riferisco alla famiglia da creare e al lavoro da svolgere. Proprio lì, in quel periodo fondamentale, io vedo tanto buio, buio fitto e nient’altro! Ansie, inibizioni, paure immotivate, errori continui, un’arresa senza reagire. Come vorrei in questo momento che una fantasiosa macchina del tempo mi ra(edited)e e mi trasportasse con sé, proprio in quegli anni difficili della mia vita, così sofferti! Sicuramente sarei in grado di rimediare, guidato dalla maturità spirituale del mio presente. Ma non c’è mai il tempo di trovare il tempo per fermare il tempo! Ma forse tutto è destino, era scritto che dovevo comportarmi esattamente in quel modo perché la sofferenza genera sensibilità, e la sensibilità produce arte. Penso che non sarei mai diventato scrittore o poeta senza mai aver sperimentato inquietudine e tormento. Forse essere rimasto completamente solo era previsto come se io stesso fossi un predestinato. Riprendono ancora i miei pensieri a volare sulle ali della creatività che è in me e comprendo di non aver mai trovato una mia collocazione in questa vita, forse perché vivo da sempre sospeso tra cielo e terra, anzi molto più proiettato nell’altra vita che in quella terrena. E’ mancata anche, quella donna che da sempre avrei voluto con me, verso la quale indirizzare tutta la ricchezza di sentimenti, chiusa a chiave nello scrigno del mio cuore, e sentire poi la sua anima respirare unita alla mia. Non ho mai sperimentato la grande gioia di veder nascere una piccola creatura, dono di Dio e più bel regalo che la vita possa offrire, e poi vederla crescere man mano e sentirmi chiamare papà. Ed ora, dopo che questo tempo è trascorso velocissimo piombandomi addosso come un ciclone, senza che io stesso me ne rendessi conto, senza nemmeno avermi dato il tempo di riflettere e di piangere, io sono qui davanti ad uno specchio, al quale non posso più fingere. Cristallizzato nei pensieri, in quest’età più vicina al crepuscolo dell’esistenza che all’alba di nuove prospettive, affido alla fede nel mio Signore l’ultima speranza che, con la Sua presenza, non è più convivenza col malessere di notti insonni senza risposte, ma apertura verso nuovi orizzonti, certi di eternità.


Claudio Cisco



Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste Triste
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Liriche (di Claudio Cisco)
Postato da claudiocisco il Lunedì, 04 maggio @ 15:23:02 CEST (21 letture)
Leggende e fiabe  I




LA VITA E L’AMORE


La vita umana,
perennemente sospesa tra mistero e fede,
sempre in bilico ed appesa ad un filo,
non è altro che una corsa inconsapevole verso la morte,
lungo un affascinante e doloroso percorso di crescita,
scandito da vivide emozioni e nebulose paure.
La zingara fortuna
ne condizionerà la sorte.
L’amore,
come infinite doglie che sperano in un parto,
altro non è che la continua ricerca di noi stessi nell’altro sesso,
adolescente desiderio d’una attesa senza fine
che non troverà mai
appagamento e realizzazione.
L’uomo come la donna,
nasce,cresce e muore solo.


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Gli anziani e la pandemia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 23 aprile @ 08:45:48 CEST (41 letture)
Un pensiero al giorno IL MANIFESTO

Ci si scandalizza oggi per questa strage di anziani, per questa poca cura dei corpi deboli che ha dimostrato tutti i suoi limiti perché non al centro delle attenzioni delle politiche, perché marginalizzata e confidata al profitto.Di fronte alla pandemia si scopre, come fosse una novità, che siamo tutti dipendenti dalla cura, che tutti dobbiamo essere riprodotti da qualcuno, che ciascuno di noi ha in sé la debolezza del vivente, che da soli non ce la facciamo


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Aiutare gli altri anche quando si ha paura per la propria incolumità.
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 aprile @ 16:54:18 CEST (34 letture)
Un pensiero al giorno
"Lascialo", urlava a Sean il suo terrore. "Lascialo. Corri!Corri!"
Saul strisciava verso di lui, con la faccia coperta di sangue e gli occhi fissi sul suo volto. "Sean!"
"Lascialo!Lascialo!
Ma c'era speranza su quel pietoso viso insanguinato, e le dita di Saul artigliavano l'erba fino alle radici, mentre si trascinava in avanti.
Era al di là di ogni ragionevolezza. Ma Sean tornò indietro.
Spronato dal terrore, trovò la forza di sollevare Saul e di correre con lui.
Odiandolo come non aveva mai odiato prima, Sean trasportò barcollando il compagno verso il fosso di drenaggio. La tensione nervosa rallentava il ritmo del tempo e gli parve di correre per un'eternità. "Maledetto" disse a Saul, odiandolo...Poi il terreno gli mancò sotto i piedi. Caddero insieme nel fossato...
"Grazie, Sean". Improvvisamente Courteney si accorse che gli occhi del compagno erano pieni di lacrime e la cosa lo imbarazzò. Distolse lo sguardo.
"Grazie...per essere tornato a prendermi".



WILBUR SMITH - La voce del tuono
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Sogno di una notte di fine inverno
Postato da Paolo il Lunedì, 20 aprile @ 17:20:16 CEST (32 letture)
Le opere di Paolo III
- Tra le notizie, Fatto, nel foglio tuo sempre sonanti...
Carducci aveva scritto qualcosa di simile, ricordando di essersi addormentato a Luglio, a Bologna, leggendo l'Iliade. Ivàn Romànovic si era addormentato a Marzo, a Genova, reclinando il capo su di una copia del “Fatto Quotidiano”.



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Buona Pasqua
Postato da Grazia01 il Domenica, 12 aprile @ 18:24:06 CEST (30 letture)
Messaggi I
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L'italia la tempo del coronavirus
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 11 marzo @ 13:39:05 CET (63 letture)
Attualità I

Alla fine successe. Fu all’inizio dell’anno 2020. Nonostante la cancellazione di tutti i voli dalla Cina, la caccia a chiunque avesse gli occhi a mandorla e il boicottaggio dei ristoranti orientali, anche in un’Italia strenuamente blindata sbarcò la terribile piaga del coronavirus.


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Vorrei
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 29 gennaio @ 21:33:02 CET (55 letture)
Un pensiero al giorno
Vorrei avere la leggerezza di una farfalla, il suoi colori, pochi piccoli pensieri e il suo volare,
cercando i fiori più belli e profumati che si aprano per fare l'amore.



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Antonio Machado, Soledades
Postato da Grazia01 il Giovedì, 16 gennaio @ 18:23:08 CET (74 letture)
Ricerche d'autore


Antonio Machado, Soledades



Antonio Machado è stato uno dei massimi innovatori che la lirica spagnola abbia avuto nei primi decenni del Novecento.
Liberandola da un dogmatismo superato, le ha dischiuso i vasti orizzonti della ragione, dell’amore profano e della protesta politica.
Le poesie di Soledades (1898/1907) tendono al lirico dolore, in una purificazione dal naturalismo e dal positivismo Ottocenteschi.
Dalla lotta col demone romantico, privilegiata è l’ombra d’amore che non ha ancora un nome,
ma che già annuncia i tratti della sposa-adolescente Leonor: vergine, compagna, fata, gitana, alba e morte.



Preludio
(Preludio)

Mentre transita l’ombra d’un santo amore, io voglio
sul mio vecchio leggio porre un salmo gentile.
Accorderò le note dell’organo severo
al fragrante sospiro del piffero d’Aprile.

Maturerà l’aroma delle mele autunnali,
salmodierà l’incenso con la mirra il suo odore;
esalando le rose il loro fresco aroma
sotto la pace in ombra del tiepido orto in fiore.

Al grave e lento accordo di musica e d’aroma,
il solo e vecchio e nobile tema del mio pregare
innalzerà il suo volo soave di colomba,
e la parola bianca si leverà all’altare.

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Al campeggio di Padre Giampiero
Postato da Paolo il Mercoledì, 01 gennaio @ 14:45:59 CET (97 letture)
Le opere di Paolo III
Negli anni '70 accadevano tante cose. Noi ragazzi eravamo tanti, c'erano stati degli anni buoni e noi eravamo nati. In America, altri ragazzi un po' più grandi di noi avevano altre cose per la testa: nascere e vivere in un Paese così grande non è proprio la stessa cosa che da noi. Questa è la storia di ragazzi e ragazze che si trovarono d'estate a San Giacomo d'Entracque, sotto la guida di Padre Giampiero Rovarino S.J. Mi piace ricordare tutti con le parole che scrisse allora uno di noi: "In un modo o nell'altro, sapevamo il bene che ci eravamo voluti."


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Buon anno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 01 gennaio @ 14:43:11 CET (63 letture)
Messaggi II
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Chi ha deciso che Natale sia il 25 dicembre?
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 dicembre @ 18:09:48 CET (107 letture)
Un pensiero al giorno
Chi ha deciso che Natale è il 25 dicembre?
Nessuno. Non c’è nessun documento, nessuna bolla papale o concilio che lo stabilisca
La data, ovviamente, non coincide in nessun modo con quella della nascita di Gesù, che non è citata nei Vangeli (tra l’altro, solo Luca e Matteo ne parlano). Ogni tentativo di dedurre l’anno o il mese e il giorno dal racconto degli evangelisti non ha dato risultati chiari e accettabili, neppure per stabilire l’anno.



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Il 16 dicembre del 1775 nacque Jane Austen
Postato da Grazia01 il Lunedì, 16 dicembre @ 17:25:22 CET (110 letture)
Un pensiero al giorno
Jane Austen è la scrittrice britannica più nota e apprezzata della letteratura inglese dell’Ottocento e la più importante del periodo preromantico. Nonostante il romanticismo che caratterizza i suoi romanzi, l’autrice aveva una visione diversa dell’amore e del matrimonio.



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Pioggia
Postato da Grazia01 il Venerdì, 13 dicembre @ 18:04:51 CET (113 letture)
Un pensiero al giorno




La pioggia ha un vago segreto di tenerezza | una sonnolenza rassegnata e amabile, | una musica umile si sveglia con lei | e fa vibrare l'anima addormentata del paesaggio. | | È un bacio azzurro che riceve la Terra, | il mito primitivo che si rinnova. | Il freddo contatto di cielo e terra vecchi | con una pace da lunghe sere. | | È l'aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori | e ci unge con lo spirito santo dei mari. | Quella che sparge la vita sui seminati | e nell'anima tristezza di ciò che non sappiamo. | | La nostalgia terribile di una vita perduta, | il fatale sentimento di esser nati tardi, | o l'illusione inquieta di un domani impossibile | con l'inquietudine vicina del color della carne. | | L'amore si sveglia nel grigio del suo ritmo, | il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue, | ma il nostro ottimismo si muta in tristezza | nel contemplare le gocce morte sui vetri. | | E son le gocce: occhi d'infinito che guardano | il bianco infinito che le generò. | | Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco | e vi lascia divine ferite di diamante. | Sono poeti dell'acqua che hanno visto e meditano | ciò che la folla dei fiumi ignora. | | O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento, | pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce, | pioggia buona e pacifica, vera pioggia, | quando amorosa e triste cadi sopra le cose! | | O pioggia francescana che porti in ogni goccia | anime di fonti chiare e di umili sorgenti! | Quando scendi sui campi lentamente | le rose del mio petto apri con i tuoi suoni. | | Il canto primitivo che dici al silenzio | e la storia sonora che racconti ai rami | il mio cuore deserto li commenta | in un nero e profondo pentagramma senza chiave. | | La mia anima ha la tristezza della pioggia serena, | tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile, | ho all'orizzonte una stella accesa | e il cuore mi impedisce di contemplarla. | | O pioggia silenziosa che gli alberi amano | e sei al piano dolcezza emozionante: | da' all'anima le stesse nebbie e risonanze | che lasci nell'anima addormentata del paesaggio!

FEDERICO GARCIA LORCA
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Cecchina a Genova e i denti della Malapaga
Postato da Paolo il Lunedì, 09 dicembre @ 20:58:37 CET (70 letture)
Le opere di Paolo III
“Nei giorni 2 e 3 gennaio i Serenissimi Collegi della Repubblica emanarono un decreto col quale Maria era dichiarata Regina di Genova...” (sambrogiodimignanego.it)

Nell'ultimo dopoguerra, fu girato a Genova un film con interprete maschile Jean Gabin che, allora, aveva quarantacinque anni ma ne dimostrava di più. Egli è il marinaio Pierre che ha commesso nella sua Francia un delitto passionale, è imbarcato clandestino su di un mercantile e sbarca a Genova.


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Buon dicembre
Postato da Grazia01 il Domenica, 01 dicembre @ 20:22:28 CET (84 letture)
Un pensiero al giorno


Dicembre è il mese del freddo, del buio che cala presto a sommergere le città e le campagne.
Ma è anche il mese della speranza, del barlume di luce che si accende dopo il solstizio d’inverno,
proprio nei giorni in cui il Natale ci porta la luce divina e le mille luminarie che addobbano gli alberi e i balconi, le vetrine e i supermercati.


.

ROBERTO SANESI
XI. FRAMMENTO

DICEMBRE

Attraverso la neve, dal giardino, sale
quell'aria delle fragole che allora, con fragile
incrinatura, Montale canticchiava con il capo
piegato sopra un piatto di minestra.
Ora che alla finestra il gelo si rapprende,
una minuscola bava spezza il cerchio chiuso
fra le labbra e la voce, ridiscende
al vuoto di un cielo annuvolato di dicembre:
noi restiamo quaggiù, senza più attendere.


(da “La differenza”, 1988)


Buon Dicembre da Casatea
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Ciao


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