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Postato da Antonio il Sabato, 11 marzo @ 15:34:11 CET (9764 letture)
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Solstizio d'estate 2017
Postato da Grazia01 il Sabato, 17 giugno @ 17:47:45 CEST (14 letture)
Un pensiero al giorno


Solstizio d'estate 2017

L'estate astronomica 2017 avrà inizio in corrispondenza del solstizio che quest'anno cadrà il 21 giugno alle 04:24 UTC. Il solstizio d'estate è un fenomeno dovuto all'inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto all'eclittica. Durante l'anno il solstizio ricorre due volte: il Sole raggiunge l'altezza minima nel cielo di dicembre, determinando l'inizio dell'inverno boreal, e l'altezza massima nel mese di giugno. Il 21 giugno sarà a tutti gli effetti il giorno più lungo dell'anno, giornata in cui le ore di luce (rispetto a quelle di buio) saranno massime.




A Milano la durata del giorno sarà di 15 ore e 45 minuti: il sole sorgerà alle ore 5:32, tramonterà alle ore 21:18 e raggiungerà la massima elevazione in cielo (68°) alle ore 13:25.
A Roma il giorno durerà 15 ore e 16 minuti: il sole sorgerà alle ore 5:33, tramonterà alle ore 20:50 e raggiungerà la massima elevazione in cielo (71.5°) alle ore 13:12.
A Napoli il sole sorgerà alle ore 5:31, tramonterà alle ore 20:39 e raggiungerà la massima elevazione in cielo (72.6°) alle ore 13:05. Il giorno durerà 15 ore e 8 minuti.

A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all'altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni è difatti l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all'eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Ma siccome l’inclinazione dell’asse terrestre non è costante ma varia ciclicamente tra circa 22,5° e 24,5° con un periodo di 41.000 anni (attualmente è di 23°27′ ed è in diminuzione) ecco spiegato perché le date di inizio delle stagioni variano di anno in anno.

In coincidenza con il giorno del 21 giugno quindi al Polo Nord sarà sempre giorno, mentre il Polo Sud entrerà nel buio. Questi periodi vengono chiamati rispettivamente Sole di Mezzanotte (24 ore al giorno di luce) e Notti Polari (24 ore al giorno di buio). Lungo il Circolo Polare Artico vivranno 24 ore consecutive di luce, mentre lungo il Circolo Polare Antartico vivranno una giornata completamente senza sole.

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Cirano
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 giugno @ 22:07:24 CEST (17 letture)
Testi canzoni II



Francesco Guccini - Cirano





Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
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Marionette
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 07 giugno @ 20:18:51 CEST (33 letture)
Un pensiero al giorno






L’abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portar le catene, a subir ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza e quando scopriamo di averla addosso ogni fibra di noi s’è adeguata, ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci. Solo una forte ribellione, un coraggio che oramai abbiamo smarrito da tempo ci può aiutare a spezzare questa situazione terribile, ritrovando la fiducia in noi stessi, quella fiducia che altri hanno schiacciato e avvilito.

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Il 4 giugno del 1959 nacque Biagio Cepollaro
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 giugno @ 20:51:08 CEST (50 letture)
Ricerche d'autore


Il 4 giugno del 1959 nacque Biagio Cepollaro



La curva del giorno

*
occorre stabilire i confini del silenzio non rispondere sempre
non sempre essere informati fare in modo che ogni parola
sia pleonasmo a fronte di ciò che già c’è. non dicendo
di sé ma dando voce alle spalle alla schiena curva dell’intuizione
che ha percorso tutta la stanza trafiggendo in uno i molti pensieri
occorre che ogni parola distillata sia essa stessa una guardia
di frontiera che vigili insonne i confini dall’alba al tramonto
con gli occhi rivolti al silenzio sia la sua unica verità corporale

*
occorre stabilire i confini del corpo: anche una casa
con le sue camere e le sue funzioni è una guaina
e aderisce ai suoi moti. dormire al riparo dalla pioggia
cucinando i cibi assaporando carni di altri animali
e foglie e frutti. dormire ancora dopo ogni rientro
sistemando lenzuola e coperte lavando con cura
il piatto e il bicchiere affilando il coltello per il pane
occorre lasciar passare da quei confini la notte
e lasciar mescolare i corpi perché parlino tra loro

*

il corpo sa che tra i suoi mobili confini e le strade si accumula
una gran massa d’acqua che piove dal cielo. è questo mare rovesciato
che suona la sua risacca di gocce sul legno delle finestre e sulla tela
degli ombrelli a inchiodarlo in un ascolto senza azione e costrutto:
il suo movimento vorrebbe la secchezza dell’asciutto la precisione
di ciò che non perde non si frammenta piuttosto una linea tracciata
tra due punti come un’idea illuminata nel centro da un raggio di sole
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Il 4 giugno del 1898 nacque Renzo Pezzani
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 giugno @ 20:47:56 CEST (32 letture)
Ricerche d'autore



Il 4 giugno del 1898 nacque Renzo Pezzani



Il pane

Pane, panetto mio,
così buono ti vuole Iddio.
Così dorato, così croccante,
sei uscito d mani sante.
Sei sbocciato come un fiore
dalla gioia e dal dolore,
dalla terra lavorata,
dal sudore che l'ha bagnata.
Pane, panetto mio,
così buono ti vuole Iddio.




La leggenda dei colori

I colori si incontrarono in un prato e si misero a chiacchierare.
Ognuno lodava se stesso.
lo diceva il giallo - somiglio all'oro e sono il più bello.
Sono io il più bello - disse l'azzurro. - L'aria ha il mio colore e il mare si lascia tingere da me.
In quel mentre ecco giungere nel prato alcuni bambini con una bandiera.
Allora il bianco, il rosso e il vero e si misero a gridare:
Siamo noi i più belli, quando siamo uniti insieme.




Pioggia di Maggio


Passa una nuvola come un cigno
dentro il cielo senza rughe.
Scioglie la pioggia nell'orto verdigno,
tocca fronde, lava lattughe.
Sfatta la nuvola rimane il bello
e questo fiato da bocca di fiore,
l'orto fresco di colore
e la musica d'un ruscello.
Rimane il cielo così pulito
con un'allodola così sincera
che appena dici una preghiera
già cammina nell'infinito.

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Il 4 giugno del 1821 nacque Apollon Majkov
Postato da Grazia01 il Domenica, 04 giugno @ 20:44:17 CEST (31 letture)
Ricerche d'autore



Il 4 giugno del 1821 nacque Apollon Majkov





Voci della notte

O notte senza luna!... Come un innamorato
ti ascolto e ti contemplo, immoto, estasiato...
Qual musica s'effonde sotto l'argenteo manto!
Intorno, delle fonti gorgoglia il terso canto
qui trema un'adamantina. Perluccia sopra un ramo,
là trilla un augellino l'uguale suo richiamo;
e come un orologio, tra l'erbe, l'indiscreto
grillo ripete l'aspro stridio; dal giuncheto
del fiume s'ode il coro dei rospi, come sordi
d'un organo lontano evanescenti accordi;
e regna sopra tutta la placida armonia,
ora mugghiante, ed ora molto sommesso e lento,
lo strepito d'un nero lontan mulino a vento...
E gli astri!... Oh, quale incanto!... Qual pura melodia!...
Nel coruscar metallico, nel vivo palpitare,
sembrami udire il rombo del loro eterno andare...
Apollon Nikolaevic Majkov





Apollon Nikolaevic Majkov
(Mosca, 4 giugno 1821 – San Pietroburgo, 20 marzo 1897) è stato un poeta russo.
Figlio di un pittore, fu appassionato cultore delle antichità greche e latine.
Nelle sue poesie sono molto vivide meditazioni, contemplazioni e reminiscenze.
La sua produzione ha spaziato da descrizioni di paesaggi russi ad ambienti italiani e serbi.

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Giugno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 01 giugno @ 14:23:22 CEST (44 letture)
Poesie tematiche III









Benvenuto Giugno

Che cosa si può dire di giugno, il tempo dell’estate nella sua nascente perfezione,
il compimento della promessa dei mesi precedenti, e ancora nessun segno che ci ricordi
che la sua fresca e giovane bellezza potrà un giorno svanire.
Gertrude Jekyll



Il mese di giugno si distese all’improvviso nel tempo, come un campo di papaveri.
Pablo Neruda




Poter leggere una poesia a gennaio
è bello come andare a fare una passeggiata a giugno.
Jean Paul Sartre






Era giugno, e il mondo odorava di rose.
Il sole era come polvere d’oro sulla collina erbosa.
Maud Hart Lovelace



Estiva

Che ora è questa che saluta
il muro sbiadito con calda luce
e silenzioso cenno, e sommuove
l’aria tremante di giugno?
Ardi immobile, azzurro,
lustrate foglie della magnolia
e tu fiore profuma il giorno,
consuma i tuoi petali bianchi
sino alla dissoluzione, a noi
gli occhi chiusi arrossa
il riverbero estivo cui
solitaria cicala s’accompagna.

Attilio Bertolucci




Era verde il silenzio,
bagnata era la luce,
tremava il mese di giugno come farfalla.
Pablo Neruda



In Onore del vero

Nel mese di giugno
la città quando sospesa
e alta sopra il nostro sperdimento
si desta alla frecciata delle luci

all’ora incerta tra vigilia e sonno
che il corpo inciampa nel suo peso
ma si rialza sulla sua fatica

nella pausa del tempo tra la rondine e l’assiolo
tra la vita e la sua sopravvivenza,

Tu che spezzi la servitù e l’orgoglio
– dicono – della sofferenza, vieni
se già non sei dovunque
in veste di randagio,

d’infermo, di bambino tribolato.
Segui il timido, accosta il solitario,
ripeti: la virtù quando non giunge
fino all’amore è cosa vana.

È quell’ora della metà dell’anno
che il senza tetto strascica i suoi cenci
sull’erba pesticciata, cerca asilo,
la lucciola lampeggia, il cane abbaia.

Mario Luzi

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Il 29 maggio del 1892 nacque Alfonsina Storni
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 maggio @ 20:50:51 CEST (38 letture)
Ricerche d'autore








Il 29 maggio del 1892 nacque Alfonsina Storni,
poetessa, drammaturga e giornalista argentina




DUE PAROLE

All’orecchio questa notte mi hai detto due parole
comuni. Due parole stanche
di essere dette. Parole
che da vecchie si son fatte nuove.

Due parole così dolci, che la luna che passava
filtrando tra i rami
nella mia bocca si è fermata. Due parole così dolci
che una formica mi cammina sul collo e resto immobile
non provo nemmeno a scacciarla.

Due parole così dolci
che senza volerlo esclamo: oh, che bella, la vita!
Così dolci e così mansuete
che oli profumati scorrono sul corpo.

Così dolci e così belle
che nervose, le mie dita,
si muovono verso il cielo imitando una forbice.

Vorrebbero le mie dita
tagliare stelle.

(da Il dolce danno, 1918)





PRESENTIMENTO

Ho il presentimento che vivrò molto poco.
Questa mia testa assomiglia a un crogiolo,
purifica e consuma,
ma senza un gemito, senza un accenno di orrore.
Per uccidermi chiedo che un pomeriggio senza nubi,
sotto il limpido sole,
nasca da un grande gelsomino una vipera bianca
che dolce, dolcemente, mi punga il cuore.

(da Il dolce danno, 1918)



UOMO

Uomo, io voglio che tu comprenda il mio male,
uomo, io voglio che tu mi dia dolcezza,
uomo, io vado per i tuoi stessi sentieri;
figlio di madre: comprendi la mia pazzia...

(da Irrimediabilmente, 1920)




CANCELLATA

Il giorno in cui morirò, la notizia
seguirà le solite procedure,
da un ufficio all'altro con precisione
dentro ogni registro verrò cercata.

E là molto lontano, in un paesino
che sta dormendo al sole su in montagna,
sopra il mio nome, in un vecchio registro,
mano che ignoro traccerà una riga.

(da Languidezza, 1920)
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Il 27 maggio del 1956 nacque Giuseppe Tornatore
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 maggio @ 21:46:43 CEST (46 letture)
Cinema




Il 27 maggio del 1956 nacque a Bagheria, vicino a Palermo, Giuseppe Tornatore
Regista famoso nel mondo, si è sempre caratterizzato per il suo impegno civile e per alcune pellicole assai poetiche che hanno anche avuto notevole successo di pubblico. Tornatore si è sempre dimostrato attratto dalla recitazione e dalla regia. All'età di soli sedici anni, cura la messa in scena, a teatro, di opere di giganti come Pirandello e De Filippo. Si accosta invece al cinema, diversi anni dopo, attraverso alcune esperienze nell'ambito della produzione documentaristica e televisiva.
In questi campo ha esordito con opere assai significative. Il suo documentario "Le minoranze etniche in Sicilia", fra l'altro, ha vinto un premio al Festival di Salerno, mentre per la Rai ha realizzato una produzione importante come "Diario di Guttuso". A lui si devono inoltre, sempre per la Rai, programmi come "Ritratto di un rapinatore - Incontro con Francesco Rosi" o esplorazioni impegnate delle diverse realtà narrative italiane come "Scrittori siciliani e cinema: Verga, Pirandello, Brancati e Sciascia".




Tra i suoi film, ricordiamo: Nuovo Cinema Paradiso, premio Oscar, La leggenda del pianista sull'oceano, La corrispondenza, Malena, L'uomo delle stelle, Stanno tutti bene, Baaria, La sconosciuta, Una pura formalità.



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Il 27 maggio del 1894 nacque Louis-Ferdinand Céline.
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 maggio @ 21:29:33 CEST (40 letture)
Ricerche d'autore








Il 27 maggio del 1894 nacque Louis-Ferdinand Céline. Il vero nome è Louis Ferdinand Auguste Destouches, nasce a Courbevoie, a poca distanza da Parigi. E' figlio di Fernando, impiegato in una compagnia assicurativa, e di Marguerite, proprietaria di un negozio di merletti e porcellane. Fu scrittore, saggista e medico francese: scelse il nome della nonna materna, Céline, per firmare le sue opere. Considerato appartenente alle correnti del modernismo e dell'espressionismo, Céline è considerato uno dei più influenti scrittori del XX secolo, celebrato per aver dato vita a un nuovo stile letterario che modernizzò la letteratura francese ed europea. Fu un innovatore nel panorama letterario francese. La maggioranza dei suoi libri originano da spunti autobiografici, e sono narrati in prima persona da Ferdinand, il suo alter ego letterario.
Per le sue prese di posizione politiche e affermazioni durante la Seconda guerra mondiale, esposte in pamphlet violentemente antisemiti, Céline rimane oggi una figura controversa e discussa. Emarginato dalla vita culturale, dopo il 1945, il suo stile letterario fu preso a modello da alcuni scrittori che gravitavano attorno alla Beat Generation statunitense. Anche Charles Bukowski aveva grandissima ammirazione per la prosa letteraria di Céline.
Con il Viaggio al termine della notte, ritenuto il suo capolavoro, l’autore, nell’incipit introduttivo, pare voltare le spalle alla vita, per evadere dallo squallore e dalla miseria dell’animo umano. “Céline ha lanciato una bomba contro l’edificio dell’umanità”, dissero di lui. Per sventrarla e mostrarci le interiora, che saranno pure brutte, ma sono lì, sotto la pelle, e qualcuno dovrà pur fare il lavoro sporco di mostrarle a tutti. Se si dovesse descrivere il mondo visto con i suoi occhi, lo si rappresenterebbe facilmente come una torta a base di merda e sangue, di cui tutti devono prendersi la propria fetta. E come ciliegina sulla torta metteremmo un bel pezzo di fegato. Perché ci vuole fegato per affrontar la vita, per affrontar la Notte.

Frasi famose:

Si ha un bel dire e pretendere, il mondo ci lascia molto prima che ce ne andiamo per davvero.

L'anima è la vanità e il piacere del corpo finché uno è in gamba, ma è anche la voglia di uscire dal corpo quand'è malato o le cose girano male.

È più difficile rinunciare all'amore che alla vita.

La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte.


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Maggio in poesia e non solo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 26 maggio @ 18:40:32 CEST (47 letture)
Poesie tematiche III











Questo mese sta per finire, eppure proprio ora desidero dedicargli poesie e pensieri.
Le poesie di maggio sono piene di luci, colori, sapori,
del resto maggio è uno dei mesi che riscuotono più successo da parte di tutti:
l’estate è lì a portata di mano, le scuole stanno per terminare, ci sono celebrazioni a vari livelli.
E poi è un mese che inizia con un giorno di festa: perché non amarlo?

Tra le tante poesie per il mese di maggio ho scelto quelle che mi sembrano più belle.




Era di maggio. Il pomeriggio afoso
sembrava interminabile. La terra riarsa
si spaccava nel gran caldo, assetata.
Dalla riva del fiume udii una voce
che gridava: “Vieni, tesoro mio”.
Chiusi il libro e aprii la finestra
per guardare fuori.
Vidi presso il fiume un grande bufalo, coperto di fango,
che guardava in giro con occhi placidi e pazienti;
un ragazzo, nell’acqua fino al ginocchio, lo chiamava
per farlo bagnare.
Sorrisi compiacente ed ebbi un senso di dolcezza
che m’invase il cuore.

Rabindranath Tagore




Ora ogni campo è rivestito d’erba, e ogni albero di foglie.
Ora i boschi mostrano i loro fiori, e l’anno assume il suo aspetto più bello.

(Virgilio)



Maggiolata

Maggio risveglia i nidi,
maggio risveglia i cuori;
porta le ortiche e i fiori,
i serpi e l'usignol.
Schiamazzano i fanciulli
in terra, e in ciel li augelli:
le donne han ne i capelli
rose, ne gli occhi il sol.
Tra colli prati e monti
di fior tutto è una trama:
canta germoglia ed ama
l'acqua la terra il ciel.
E a me germoglia in cuore
di spine un bel boschetto;
tre vipere ho nel petto
e un gufo entro il cervel.

Giosuè Carducci

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Mondo splendido
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 24 maggio @ 18:40:25 CEST (37 letture)
Poesie e altro di Hesse II








Mondo splendido



Sempre e poi sempre, o vecchio o giovane torno a
avvertire:
una montagna notturna e al balcone una donna
silenziosa,
bianca una strada al chiaro di luna in lieve pendio
e ciò mi lacera il cuore nel petto atterrito di
struggimento.

O mondo ardente, o tu chiara donna al balcone,
cane che abbai nella valle, treno lontano che passi,
come mentite, come atroci ingannate me ancora,
e pur tuttavia voi siete sempre il mio sogno e
delirio più dolce.

Spesso ho tentato la strada per la tremenda
"realtà"
dove hanno valore mode, assessori, leggi, e denaro,
ma solitario mi sono involato, deluso e liberato,
verso là dove sogno e beata follia zampilla.

Afoso vento notturno negli alberi, scura zigana,
mondo ricolmo di nostalgia pazza e profumo di poesia,
mondo splendente, di cui sono schiavo eternamente,
dove a me guizzano i tuoi bagliori, dove riecheggia
per me la tua voce.

Hermann Hesse

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Oggi è l'anniverario della nascita di Bertrand Russell
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 maggio @ 12:03:44 CEST (73 letture)
In ricordo







Oggi è l'anniverario della nascita di Bertrand Russell (Trellech, 18 maggio 1872 – Penrhyndeudraeth, 2 febbraio 1970)
è stato un filosofo, logico, matematico e saggista gallese.
Autorevole esponente del movimento pacifista, nel 1950, Bertrand Russell fu insignito del Premio Nobel per la letteratura
quale riconoscimento ai suoi vari e significativi scritti nei quali egli si leva in alto a campione degli ideali umanitari e della libertà di pensiero”..




L’universo è immenso, e gli uomini non sono altro che piccoli granelli di polvere su un insignificante pianeta.
Ma quando più prendiamo coscienza della nostra piccolezza e della nostra impotenza dinanzi alle forze cosmiche,
tanto più risulta sorprendente ciò che gli esseri umani hanno realizzato.



I pazzi e i fanatici sono sempre così sicuri di sé



Gli uomini temono il pensiero più di qualsiasi cosa al mondo, più della rovina, più della morte stessa.
Il pensiero è rivoluzionario e terribile. Il pensiero non guarda ai privilegi, alle istituzioni stabilite e alle abitudini confortevoli.
Il pensiero è senza legge, indipendente dall’autorità, noncurante dell’approvata saggezza dell’età.
Il pensiero può guardare nel fondo dell’abisso e non avere timore.
Ma se il pensiero diventa proprietà di molti e non privilegio di pochi, dobbiamo finirla con la paura.



Nel complesso le donne tendono ad amare gli uomini per il loro carattere,
mentre gli uomini tendono ad amare le donne per il loro aspetto.
A questo riguardo bisogna dire che gli uomini si dimostrano inferiori alle donne,
poiché le qualità che gli uomini trovano piacevoli nelle donne sono nel complesso
meno desiderabili di quelle che le donne trovano piacevoli negli uomini.



L’educazione dovrebbe inculcare l’idea che l’umanità è una sola famiglia con interessi comuni.
Che di conseguenza la collaborazione è più importante della competizione.



Quando occorre prendere una decisione grave o difficile,
non appena disporrete di tutti i dati concentratevi del vostro meglio sulla questione e decidete;
una volta presa la decisione, non tornatevi più sopra, a meno che veniate a conoscenza di qualche fatto nuovo.
Nulla stanca quanto l’indecisione, e nulla è altrettanto sterile.

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Il Pellegrino del mondo
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 maggio @ 11:58:44 CEST (31 letture)
In ricordo



Il Pellegrino del mondo



Oggi è l'anniverario della nascita diKarol Józef Wojtyła (Wadowice 18 maggio 1920 – Città del Vaticano, 2 aprile 2005)
è stato il 264º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, 6º sovrano dello Stato della Città del Vaticano,
accanto agli altri titoli connessi al suo ufficio.
Era il terzo figlio di Emilia, nata Kaczorowska (1884), e di Karol Wojtyła senior (1879), ex-ufficiale dell'esercito asburgico.
Da giovane veniva chiamato dagli amici e dai familiari "Lolek". Fu eletto papa il 16 ottobre 1978 con il nome di Giovanni Paolo II.
In seguito alla causa di beatificazione, il 1º maggio 2011 è stato proclamato beato dal suo immediato successore Benedetto XVI
e verrà festeggiato annualmente nel giorno del suo insediamento, il 22 ottobre.



L'amore non è una cosa che si può insegnare, ma è la cosa più importante da imparare.
Giovanni Paolo II



È necessario cercare il giusto equilibrio tra il rispetto della propria identità e il riconoscimento di quella altrui.
Giovanni Paolo II




Davanti alla maestà dei monti, siamo spinti ad instaurare un rapporto più rispettoso con la natura.
Allo stesso tempo, resi più coscienti del valore del cosmo, siamo stimolati a meditare
sulla gravità delle tante profanazioni dell'ambiente perpetrate spesso con inammissibile leggerezza.
L'uomo contemporaneo, quando si lascia affascinare da falsi miti,
perde di vista le ricchezze e le speranze di vita racchiuse nel creato,
mirabile dono della Provvidenza divina per l'intera umanità.
Giovanni Paolo II

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Oggi è l'anniverario della nascita di Giovanni Falcone
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 maggio @ 11:54:17 CEST (39 letture)
In ricordo





Oggi è l'anniverario della nascita di Giovanni Falcone, nato a Palermo il 18 maggio 1939 e morto a Palermo, il 23 maggio 1992.
Fu assassinato con la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta nella strage di Capaci.
Assieme al collega e amico Paolo Borsellino è considerato una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale.



Ma con quali strumenti affrontiamo oggi la mafia? In un modo tipicamente italiano, attraverso una proliferazione incontrollata di leggi ispirate alla logica dell’emergenza. Ogni volta che esplode la violenza mafiosa con manifestazioni allarmanti o l’ordine pubblico appare minacciato, con precisione cronometrica viene varato un decreto-legge tampone volto a intensificare la repressione, ma non appena la situazione rientra in una apparente normalità, tutto cade nel dimenticatoio e si torna ad abbassare la guardia.



Non rimpiango niente, anche se a volte percepisco nei miei colleghi un comprensibile desiderio di tornare alla normalità: meno scorte, meno protezione, meno rigore negli spostamenti. E allora mi sorprendo ad aver paura delle conseguenze di un simile atteggiamento: normalità significa meno indagini, meno incisività, meno risultati. E temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato.



È tutto teatro. Quando la mafia lo deciderà, mi ammazzerà lo stesso.


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Questione di feeling
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 maggio @ 10:26:40 CEST (46 letture)
Psicologia e salute III




Questione di feeling

Perché ci capita di essere sulla stessa lunghezza d'onda con qualcuno? Succede quando abbiamo gli stessi ritmi, le stesse intese, le medesime emozioni, pause in accordo, voci e gesti in armonia. A questa intesa speciale diamo tanti nomi, alchimia, sin toni a, affinità elettive, pensando magari che sia una magia proveniente da mondi sconosciuti. Ma la: neuroscienza ci stupisce ancora una volta, perché è riuscita a dimostrare che il feeling nasce dal cervello, o meglio dalla sincronizzazione dei nostri neuroni con quelli di un altro. Le nostre menti si "messaggiano" attraverso le onde cerebrali, si connettono su frequenze che sintonizzano due cervelli impegnati nella stessa sinfonia. E da questa armonia cerebrale nasce il feeling tra due persone. Il funzionamento del meccanismo di questa "sincronizzazione neura1e" è stato dimostrato, elettroencefalogrammi alla mano, da una recentissima ricerca pubblicata su Current Biology. È stata condotta dalle Università di New York e Utrecht su 12 studenti americani monitorati da "caschettì" con elettrodi per misurare l'attività cerebrale di ognuno durante la lezione di biologia, il tutto collegato a un pc. È stato possibile tracciare il percorso delle loro onde cerebrali e la capacità di sintonizzarsi sulle stesse frequenze, attivando alcune aree del cervello piuttosto che altre. La scienza, dunque, spiega le origini biologiche della simpatia, della capacità di comprendersi, dell’intesa tra le persone. Amore, amicizia, rapporti sociali: le relazioni danno il massimo se i neuroni si sintonizzano.

Fonte: settimanale F
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Un incantevole aprile
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 maggio @ 10:25:29 CEST (32 letture)
Recensioni V





Un incantevole aprile

Quattro donne inglesi allegramente in fuga dagli obblighi e dalla noia della rigida vita vittoriana: quale rifugio migliore di un maniero dal fascino antico affacciato sulla costa del mar Mediterraneo, dove passare un mese lontano da tutto e tutti? Elizabeth von Arnim costruisce questo suo angolo paradisiaco (ispirandosi a una vera magione dove aveva fatto una vacanza, sopra Portofino) riempiendolo di colori e armonia, di fiori che scendono a cascate e rivaleggiano uno con l'altro per brillantezza, di un caldo sole che sprizza energia e sensualità. Insomma, un luogo dove la bellezza è ovunque ed è impossibile sfuggire alla pura felicità, quella «che non chiede nulla e semplicemente accetta, respira, esiste». Lo scopriranno presto le quattro signore protagoniste, ognuna delle quali si lascia alle spalle un fardello di insoddisfazioni e mancanze. La semplice e spontanea Mrs Wilkins, afflitta da un marito avvocato gretto e incurante della sua presenza; la rigida e religiosa Mrs Arbuthnot, che invece è sposata con uno scrittore che firma libri su temi che lei considera vergognosi; la bella Lady Caroline, alla ricerca di una tregua da corteggiatori e vita mondana, e infine, la più anziana, Mrs Fisher, intransigente e legata al passato. Non si conoscono, ma sarà l'annuncio sul Times per l'affitto di un castello a San Salvatore, ridente cittadina della Liguria, a farle incontrare e partire poi insieme per realizzare quel sogno: un intero mese dedicato solo a sé stesse. Una sorta di cortese ribellione agli egoismi maschili, che diventa uno strumento per riscoprire tenerezza e calore, e ritagliarsi uno spazio di libertà che a quel tempo per le donne era considerato un lusso.

Liana Messina

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Oggi 6 maggio è l'anniversario della nascita di Tagore
Postato da dada il Sabato, 06 maggio @ 18:31:27 CEST (69 letture)
Poesie di Tagore



Oggi 6 maggio è l'anniversario della nascita del poeta indiano Premio Nobel
Rabindranath Tagore.



Sognai che lei sedeva vicino al mio capo,
arruffando teneramente i capelli
con le dita, suonando la melodia
del suo tocco.
Guardai il suo volto,
e lottai con le lacrime,
finché l'agonia di parole non dette
lacerò il mio sonno come una bolla.

Mi sedetti sul letto e guardai lo splendore
della Via Lattea sopra la finestra,
come un mondo di silenzio in fiamme,
e mi chiesi se in questo momento
lei sognasse un sogno simile al mio.



Io desidero soltanto te

Io desidero te, soltanto te
il mio cuore lo ripete senza fine.
Sono falsi e vuoti i desideri
che continuamente mi distolgono da te.
Come la notte nell'oscurità
cela il desiderio della luce,
così nella profondità
della mia incoscienza risuona questo grido:
"Io desidero te, soltanto te".
Come la tempesta cerca fine
nella pace, anche se lotta
contro la pace con tutta la sua furia,
così la mia ribellione
lotta contro il tuo Amore eppure grida:
"Io desidero te, soltanto te".



L'ultima canzone

Finisci allora quest'ultima canzone e separiamoci.
Scorda questa notte ora che la notte è finita
Chi cerco di serrare tra le braccia?
I sogni non si possono far prigionieri.
Con mani avide stringo al mio cuore
il vuoto, ed esso mi ferisce il petto.
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Primavera senza rondini
Postato da dada il Mercoledì, 03 maggio @ 17:17:11 CEST (55 letture)
Un pensiero al giorno






Qualche giorno fa un amico chiedeva: “Ma possibile che non si vedono più rondini in giro?“, In effetti facendoci attenzione, ho notato anch'io che, rispetto a quando ero giovane, le rondini sono pressoché sparite.
Ho letto che nell'ultimo decennio in europa ce ne sono quasi il 50% in meno. È una delle specie più conosciute del regno volatile, ma è anche una specie sempre più in declino: la causa della drastica diminuzione dell’uccello sarebbe causata dalle pratiche agricole intensive e dell’uso di prodotti chimici. Per cui le cause ben chiare sono per forza di cose da ricondurre, oltre che all'agricoltura intensiva e all'uso di prodotti chimici, anche, ma azzarderei anche soprattutto ai cambiamenti climatici, in particolare nelle aree di svernamento in Africa e al consumo di suolo, fattori che hanno enormemente ridotto la popolazione complessiva della specie sia in Italia sia in Europa.
Ovviamente qui apriamo il solito discorso che sta sopra ogni discorso inerente alle catastrofi ambientali: cosa fare per contrastare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici? Anche le rondini sono un effetto a seguito di questi cambiamenti, ribattezzati global Warning. Come ben sapete la Commissione Europea a Strasburgo ha dato infatti il via libera ad una risoluzione che prevede per i 27 stati membri una riduzione dell’80% delle emissioni di gas serra entro il 2050.
Un primo taglio del 40% dovrebbe avvenire entro il 2030 ed il successivo 60% entro il 2040. Eppure, mentre l’Unione Europea promette un impegno maggiore per il taglio delle emissioni inquinanti, secondo un nuovo rapporto presentato a Bruxelles dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) nel 2050 le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera saranno del 50% superiori a quelle odierne con effetti catastrofici per il nostro Pianeta.
Cambiare si deve e ora, dopo sarà troppo tardi.

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Le strade di notte...
Postato da dada il Domenica, 30 aprile @ 20:39:16 CEST (70 letture)
Un pensiero al giorno











Le strade di notte mi sembrano più grandi
ed anche un poco più tristi
è perché non c'è in giro nessuno.
Anche i miei pensieri di notte mi sembrano più grandi
e forse un poco più tristi
è perché non c'è in giro nessuno.
Voglio correre a casa, voglio correre da te
e dirti che ti amo, che ho bisogno di te
speriamo che tu non dorma già
mi spiacerebbe svegliarti...

Giorgio Gaber

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Cinecittà compie 80 anni
Postato da dada il Venerdì, 28 aprile @ 16:45:00 CEST (73 letture)
Cinema


Cinecittà compie 80 anni




Mercoledì 28 aprile del 1937 furono inaugurati gli studi di Cinecittà: Da strumento di propaganda e di "distrazione di massa" nato negli anni bui del regime, Cinecittà diventa in poco tempo la grande fabbrica di sogni made in Italy, capace di tenere testa ai mitici studios hollywoodiani. Oggi, oltre ad essere la più grande città del cinema in Europa, è la memoria storica di ottant'anni di settima arte.




Dall'inizio degli anni Trenta, il regime fascista intuisce le potenzialità del cinema come strumento di propaganda e adotta una serie di provvedimenti, che hanno l'effetto da un lato di scoraggiare le importazioni di film stranieri, dall'altro di alimentare una produzione locale. Il prodotto finale di questa strategia è la cosiddetta Legge Alfieri del 1939, che istituisce l'Ente Nazionale Industrie Cinematografiche (ENIC).

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Poesie e pensieri sulla libertà
Postato da dada il Martedì, 25 aprile @ 19:30:34 CEST (76 letture)
Poesie tematiche III




Essendo il 25 aprile pubblico poesie e pensieri sulla libertà



Enzo Biagi sosteneva che « la libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi. È libertà».
Non un valore trascendente e assoluto; ognuno di noi ha una differente opinione della libertà e un concetto filosofico soggettivo non si può stralciare in poche parole. La libertà racchiude in sé l’infinito e provare a definirla potrebbe apparire riduttivo.
E lo è.
Ma si può provare a cogliere le sfumature di un concetto astratto abbandonandosi a quell’insieme di sensazioni provate quando si vive in libertà.
Impedire che le cose prendano il sopravvento sulla nostra vita.
Rendersi conto che siamo tutto e niente è libertà. Oggi ci siamo, ma domani?
Allontanarsi dalla schiavitù delle etichette imposte dalla società e decidere di prendere in mano la vita senza che il giudizio altrui possa minimamente scalfire le nostre scelte. Sì, anche questa è libertà.
La libertà è intuitiva.
Non può essere insegnata.
È reinventare senza sosta la nostra vita, arricchirla e sublimarne ogni attimo.
E si cammina con leggerezza quando spalanchiamo la porta alla libertà.
Bisogna viverla.
Anche se si lavora incatenati ci si può sentire liberi.



È il volo infinito di chi non cessa mai di aprirsi con meraviglia al mondo.
Coltivare gli interessi più disparati evitando di fossilizzarsi in atti sempre uguali per paura dell’ignoto.
Libertà è curiosità.
Non fare mai qualcosa che non si ha voglia di fare.
Vivere senza paura del domani.
Immergersi nella Natura.




...la libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Giorgio Gaber

Fonte: la Capanna del silenzio





LUOMO LIBERO

LUomo Libero non ha confini,
il suo limite è linfinito,
le sue vie sono sempre aperte
come le porte di un tempio invisibile
è lui, il sacerdote dellIgnoto

LUomo Libero spregia le catene
ma non si lascia travolgere dalla lotta,
il suo campo di battaglia è la vita,
la prima preoccupazione, lAmore.

LUomo Libero è vento:
accende le ceneri addormentate,
spettina le foglie degli alberi,
grida dallalba del sole
al tramonto della luna
per ricordare al mondo
una sola parola: libertà!

Domenico Turco
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Soffrire è inevitabile
Postato da dada il Domenica, 23 aprile @ 19:00:47 CEST (53 letture)
Psicologia e salute I






Raffaele Morelli, psicologo di fama, sostene che la sofferenza sia una sensazione utile per la crescita dell’uomo.

Naturalmente nessuno desidera soffrire, ma fa parte della vita, prima o poi può toccare a tutti di passare periodi difficili e provare sconforto. Nessuno ne è indenne. D’altro canto bisogna considerare che il dolore è l’altra faccia della felicità, è il rovescio della medaglia, per cui se vogliamo poter essere gioiosi, dobbiamo accettare anche di essere tristi alcune volte.
La sofferenza rende perciò possibile la felicità, una non potrebbe esistere senza l’altra, le due cose si accompagnano. E’ come la luce e l’oscurità, non possono esistere separatamente, perché l’oscurità è assenza di luce. Se gli occhi di un uomo possono vedere il buio e le tenebre, potete essere sicuri che essi vedranno bene anche la luce, perché questa persona certamente possiede il dono della vista. L’oscurità è un’esperienza connessa alla vista tanto quanto lo è la luce. Vista in quest’ottica, l’infelicità non è una cosa di cui preoccuparsi troppo, è il segnale che abbiamo la capacità di essere estatici, gioiosi. L’importante è non lasciarsene sopraffare, ma reagire in maniera opportuna ai momenti difficili che ci capitano nella vita. A questo scopo esistono alcune tecniche utilizzate dalla psicologia o anche dallo Yoga e filosofie orientali, che cercano di trasformare il dolore in qualcosa di costruttivo. Si tratta per lo più di esercizi pratici che permettono all’individuo di trovare un equilibrio con le proprie emozioni ed esperienze, catalizzando quelle negative in favore di quelle positive. Il fondamento di base di queste metodologie è che se c’è la sofferenza c’è anche un motivo, ma spesso non siamo in grado di individuarlo perché siamo troppo coinvolti emotivamente, e allora non riusciamo ad avere una visione obiettiva della nostra situazione. In poche parole travisiamo la realtà e ingigantiamo il problema, o magari riflettiamo in esso qualcosa del periodo passato senza accorgercene. La felicità, la beatitudine è qualcosa che non deve perdere il contatto con l’esistenza, non è una teoria mistica o filosofica, è pura realtà. E’ qualcosa da esplorare, qualcosa a cui in nostri sforzi dovrebbero tendere, e per arrivarci non c’è che da mettersi con calma a fare esperienza su come trasformare le esperienze negative in motivi di crescita. Se possiamo essere infelici, questa è la prova che possiamo essere anche estatici, non c’è dubbio, si tratta solo di una malattia momentanea.
Un malato sa che può essere anche sano, magari lo è stato in passato e desidera tornare in quella situazione. Solo un cadavere non si può ammalare, ecco perché un uomo malato può tornare sano, perché la malattia è connessa allo stato di salute, una presuppone l’altro.
Il dolore non è da vedere come un feticcio ignobile da tenere a tutti i costi alla larga, ma è da accettare, perché è attraverso esso che arriva la felicità, e soprattutto la crescita dell’individuo.



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La gioia e il dolore
Postato da dada il Domenica, 23 aprile @ 18:48:57 CEST (58 letture)
Poesie e prosa di Gibran II




La gioia e il dolore
...
La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera.
E quello stesso pozzo che fa scaturire il vostro riso fu più volte colmato dalle lacrime vostre.
E come potrebbe essere altrimenti?
Più a fondo vi scava il dolore, più gioia potete contenere.
La coppa in cui versate il vostro vino non è la stessa coppa cotta nel forno del vasaio?
E il liuto che addolcisce il vostro spirito non è lo stesso legno intagliato dal coltello?
Quando siete felici, se scruterete il vostro cuore, troverete che è ciò che vi ha fatto soffrire a darvi ora la gioia,
E quando siete afflitti, guardate ancora nel cuore, e scoprirete che state piangendo solo per ciò che vi ha reso felici.

Alcuni di voi dicono, "La gioia è più grande del dolore" e altri affermano,
"No, il dolore è più grande".
Ma io dico a voi che sono inseparabili.
Essi giungono insieme, e quando l'una siede a tavola con voi, ricordate che l'altro dorme nel vostro letto.

In realtà, oscillate tra il dolore e la gioia come i piatti d'una bilancia.
Solo se vuoti, state fermi e in equilibrio.
E quando il tesoriere vi alzerà per pesare il suo oro e il suo argento, allora la gioia o il dolore dovranno per forza sollevarsi o cadere.

Da Il Profeta di Gibran Khalil Gibran
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Il Lavoro
Postato da dada il Domenica, 23 aprile @ 18:46:00 CEST (51 letture)
Poesie e prosa di Gibran II






Il Lavoro

...

Voi lavorate per seguire il cammino della terra e con lo spirito della terra.
Poiché stare in ozio è diventare estraneo alle stagioni, e allontanarsi dal corteo della vita che avanza maestosa e con fiera sottomissione verso l'infinito.

Quando voi lavorate siete un flauto che attraverso la sua anima trasforma in musica il mormorio della vita.

Chi vorrebbe essere una canna muta, quando tutte le altre cantano all'unisono?

Vi è stato sempre detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate compite una parte del sogno più avanzato della terra, che fu assegnata a voi quando quel sogno nacque.
E che sostenendo voi stessi col lavoro amate in verità la vita,
E che amare la vita nel lavoro è vivere intimamente con il più intimo segreto della vita.

Ma se nella vostra sofferenza dite che nascere è un tormento e sostentare la carne una maledizione scritta in fronte, io vi rispondo che nulla tranne il sudore della fronte laverà ciò che vi è scritto.
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Pensiero magico
Postato da dada il Martedì, 18 aprile @ 18:44:48 CEST (64 letture)
Psicologia e salute III





Uno dei maggiori contributi che ha segnato la storia degli studi sullo sviluppo del pensiero umano è indubbiamente costituito dalla teoria dello sviluppo cognitivo di J. Piaget.
Piaget, attraverso numerose osservazioni, ha tracciato le caratteristiche dei principali periodi o stadi dell'evoluzione del pensiero, dalla nascita all'età adulta, affermando che l'ultima tappa di questa naturale evoluzione è rappresentata dal raggiungimento delle abilità che appartengono alla sfera del pensiero ipotetico-deduttivo.
Piaget è stato anche uno dei primi studiosi del pensiero magico e, a tal proposito, ha suggerito che questa modalità di funzionamento dell'apparato psichico è presente sia nel bambino che nella mente dell'uomo con un funzionamento di tipo primitivo; essa scomparirebbe poi completamente una volta raggiunti i livelli del pensiero operatorio concreto e formale, lasciando il posto alla logica ipotetico-deduttiva.
Oggi, la netta contrapposizione tra pensiero magico e pensiero razionale, che vedeva opposte la cosiddetta mentalità primitiva alla mentalità occidentale e che scindeva l'umanità in due tronconi, facendo per lungo tempo pensare che l'uomo moderno, simbolo di perfezione, fosse sempre e soltanto un pensatore scientifico, ha lasciato spazio ad una visione più realistica e intermedia.
Di conseguenza, pensiero magico e pensiero razionale si configurano come due strutture mentali conviventi nella mente adulta , due forme di pensiero in costante interazione nella quotidiana sperimentazione della realtà, entrambe presenti nell'uomo occidentale come in quello delle popolazioni primitive, sebbene la struttura del pensiero magico resti più evidente e facile da studiare nelle civiltà primitive e quella del pensiero razionale in quelle popolazioni che vivono nei Paesi Occidentali e più moderni (Lévy-Bruhl L., 1966 ).




La struttura del pensiero magico e le principali differenze con il pensiero logico

La descrizione della struttura e del funzionamento del pensiero magico è importante per poter comprendere come esso stia alla base, tanto delle credenze magiche più radicate, che di alcune convinzioni e atteggiamenti che guidano comportamenti quotidiani comuni. La caratteristica principale del pensiero magico è senza alcun dubbio quella che viene definita partecipazione.
Quest'ultima rappresenta infatti il fulcro attorno a cui ruota tutto il funzionamento di questa forma di pensiero, poiché attraverso essa viene percepito un rapporto fra due fenomeni che in realtà è assolutamente inesistente e non reale . La magia operata dal pensiero nasce poi dall'illusione che si stabilisce in un individuo che, più o meno inconsapevolmente, si convince, in virtù del suddetto rapporto fittizio, di poter modificare la realtà.
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Nanni Cagnone - Nato il 10 aprile 1939
Postato da dada il Lunedì, 10 aprile @ 21:22:32 CEST (79 letture)
Ricerche d'autore



Ogni giorno nasce un poeta 10 aprile 1939: Nanni Cagnone






Il meraviglioso
è già stato – taciturno,
senza il sì-e-no
degli avvenimenti –,
nella comunanza
del sonno
s’è ingrandito, frutto
fuori stagione vivo
e certo che sua polpa
non s’addenta.
Ma tu
disperatamente non sei
mi toglie anche il passato,
quel tuo obbedire
alla scarsità dei morti.




Passai
con la mia voce
ove abitavano
i contemporanei —
ma erano acerbi,
in loro non vidi
tra rovi e fiori
né tenerezza
né proporzione.
‘Anticamente’
mi parve parola
adatta a trascurarli.



Percosso dal Mistral —
l’irradiato contorno
non è più tuo, sfugge si perde
nel crepacuore della contrada
e consentir dei rami,
nella musica monotona
del sangue, menestrello palpito
oracolo dei battiti al minuto.
Diranno che t’impressiona,
ancor ti meraviglia, il mondo.
Non pioverà —
in su l’oceano d’aria,
vele del vento le nubi.


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Chiesa Romanica di San Secondo, Cortazzone (AT)
Postato da dada il Martedì, 04 aprile @ 18:56:13 CEST (117 letture)
Storia






San Secondo di Cortazzone – facciata

Non vi sono documenti che attestano la fondazione delle chiesa e poche sono anche le notizie sulla sua storia antica. Si è avanzata l'ipotesi che essa fosse in origine parte di un monastero benedettino; si sa che all'inizio del XII secolo era assoggettata ai vescovi di Pavia che avevano infeudato queste terre al Monastero di San Secondo ad Asti. Più tardi, la chiesa divenne ecclesiasticamente dipendente dal vescovo di Asti e funzionò da parrocchiale del borgo che doveva ergersi nelle vicinanze, prima che venisse abbandonato dai suoi abitanti per cercare maggiore sicurezza nelle fortificazioni di Cortazzone.



La chiesa testimonia, assieme ad altre, la grande fioritura del romanico nel Monferrato astigiano; essa condivide con la pieve di San Lorenzo a Montiglio Monferrato, di Santa Fede a Cavagnolo, dei Santi Nazzaro e Celso a Montechiaro d'Asti il bicromatismo delle strutture murarie (dato dall'accostamento del rosso dei mattoni con il biondo dorato dei conci di pietra arenaria, la presenza di capitelli in pietra scolpita, e l'impiego di una notevole varietà di elementi decorativi, quali archetti pensili, semplici ed intrecciati, mensole scolpite, cornici con motivo a scacchiera, ecc:



La chiesa presenta una facciata a salienti; su di essa sono visibili i segni di una tarda soprelevazione realizzata in mattoni al di sopra degli archetti pensili, quanto fu costruito il piccolo campanile a vela posto al suo culmine.



San Secondo di Cortazzone – fiancata sud

L'apparato decorativo della facciata è alquanto semplice. Il portale è inquadrato in un finto protiro leggermente aggettante e presenta un doppio arco di pietra: sull'arco più esterno trovano posto le figure di un uccello e di una testa umana. Più in alto, tangente all'archivolto, è posta una cornice con motivo a conchiglie (inteso da taluno come riferimento simbolico a San Giacomo ed al Camino di Compostela, essendo forse l'edificio sul passaggio dei pellegrini che, provenendo dal nord, andavano a ricongiungersi al Camino); sopra di essa si innalzano due brevi semicolonne che inquadrano la finestra rettangolare, non romanica, aperta con la soprelevazione della facciata.




Due semicolonne poste in corrispondenza delle pareti che dividono la chiesa in tre navate raggiungono in alto la serie di archetti pensili che, prima del rialzo, correva lungo le falde del tetto. Rare sono in facciata le raffigurazioni zoomorfe: curiosa, sulla destra, è l'immagine di un uccello a testa in giù, che si aggrappa con le zampe ad uno degli archetti.



dettagli dell’apparato scultoreo con mammelle e scena di accoppiamento

Se la facciata (confrontandola ad esempio con la chiesa di Santa Fede a Cavagnolo) appare alquanto spoglia, straordinariamente ricchi di decorazioni e raffigurazioni fantastiche sono la parete meridionale e le tre absidi della chiesa.
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Il 2 aprile del 1950 nacque Naim Araidi
Postato da dada il Domenica, 02 aprile @ 18:52:35 CEST (72 letture)
Ricerche d'autore







Lasciatemi tornare



Lasciatemi tornare alla madreterra
al mio vecchio paese,
alle pareti paurose delle tombe
lasciatemi tornare
al canto degli uccelli
al canto del gallo
alla terra dei cactus
e dei cipressi
alle gocce d’acqua
alla sorgente del villaggio
al mio insegnante di nuoto
che mi ha aiutato
a sopravvivere nell’oceano
della vita e nei mari
di ogni città...
permettetemi di tornare al lato orientale
o straniero, non importa
lasciatemi tornare a me stesso...

Lasciatemi prendere ciò che vi piace dell’occidente
m’è costata la vita e gli anni migliori senza sorridere
mai
prendete le vostre macchine per autostrade mortali
tutti i telefoni cellulari
tutti gli schermi piatti
tutti gli strumenti sofisticati della vita moderna
non c’è necessità di uccidermi, di lasciarmi morire
per uccidere
chi ha gelosia
nei miei confronti.



Amiamo la letteratura


Abbiamo tristezza sufficiente per una e mille canzoni
abbastanza rossore per la nostra pelle orientale
una parte per la guerra,
una per sconfitte e inganni
una dolce madreterra è dentro di noi
noi, duplici, pigri, miraggio nel deserto
siamo un rebus!
Tristezza non abbatterci, nati da sanguisughe
camminiamo tuttavia dolcemente sulla sabbia
dormendo su tappeti in terre deserte
dentro di noi

la crudeltà, i beduini, i pastori sulle colline
a piedi nudi delle strade
oggi
come nelle giornate più lunghe
Oh tempi arabi!
Oh tristezza non trattarci con la crudeltà di sempre
amiamo la letteratura!
amiamo la Letteratura!

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